6.2.05

Giustizia e felicità (appalti compresi)

Ci vuole tutta per spingere “a sinistra” anche un signore dabbene come Enzo Biagi!
Leggiamoci il suo scritto di oggi sul Corriere della Sera.

Dice Formigoni: «Forza Italia si è un po’ seduta». Non sarebbe un guaio devastante: si ha invece l’impressione che si sia magari un po’ intasata la vena polemica del presidente del Consiglio nella grossolana distinzione tra Male e Bene. Non sono, e non lo sono mai stato, comunista, ma ho avuto sempre rispetto per quel partito: nei 14 mesi in cui ho fatto parte, durante la guerra, della Brigata partigiana «Giustizia e Libertà» non ho incontrato in montagna liberali o ragazzi di destra. E, in fondo, i compagni del Pci non debbono essere poi così malvagi se le loro trame non hanno impedito all’onorevole Silvio Berlusconi non solo di entrare in politica salvandosi da qualche inconveniente, ma addirittura di diventare un signore tra i più ricchi d’Europa.
Senza dubbio è bravo, anche nella scelta degli amici: quel Bettino Craxi - ad esempio - che pianta a Londra una conferenza internazionale per venire con una legge o un provvedimento di urgenza a salvare le tv dell’amico Silvio. E deve essere proprio Unto del Signore, come è stato rappresentato, e possiede qualche unguento miracoloso che, applicato nelle giuste dosi, può addirittura trasformare il falso in bilancio in una deplorevole distrazione di qualche contabile. Ha detto: «Ci sono anche momenti eroici, e alla fine conta quello che c’è di attivo». Come no.
Ha detto Romano Prodi: «Questo Paese merita un po’ di felicità». Ne ha passate tante. Quando, in giro per il mondo, mi è capitato talvolta di sentirmi dire: «Lei è orgoglioso di essere italiano?». Ho sempre risposto: «Non vedo motivi di alterigia o di superbia, sono soprattutto contento dell’umanità della mia gente». Durante la guerra e le varie occupazioni straniere su un muro di Roma apparve una scritta: «Andatevene tutti, lasciateci piangere da soli».
Il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, invita gli amministratori pubblici a mettere «la giustizia sopra ogni cosa». Se ho capito bene, credo includa anche gli appalti e le licenze.
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=COMMENTI&doc=BIAGI2

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