29.3.05

Gli aiuti mai arrivati

di Alberto Negri

Quale titolo di prima pagina scelgono oggi i giornali? La tragedia del giorno, quella più globale, resta lo tsunami, l'ondata che il 26 dicembre spazzando l'Oceano indiano ha ucciso 300mila persone e lasciato milioni di disperati senza tetto. Il maremoto ieri ha sollevato di nuovo l'Oceano ma questa volta, a differenza che nel Natale scorso, l'allarme è precipitato sull'esodo di Pasquetta con un temporale mediatico di notizie.
Eppure, tre mesi dopo la tragedia, l'ondata della compassione mondiale, già affievolita nel giro qualche settimana, si è quasi del tutto spenta. [...] http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/gli-aiuti-mai-arrivati.html
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1073580758

Copyright? No, copyleft

Abolire il divieto di copiare. Per liberare le opere dell'ingegno. E diffondere ovunque le idee e il sapere. E' questa la nuova sfida etica lanciata dalla Rete

di Alessandro Gilioli

Tanto tempo fa, nella società pre tecnologica, il diritto d'autore era una questione che riguardava una minoranza insignificante di persone: di solito chi scriveva un libro o componeva un'opera musicale. A tutti gli altri non importava nulla. è stato così per più di 250 anni: dalla prima legge sul copyright (1710, Inghilterra) fino agli anni '70 del secolo scorso, quando si sono diffuse le fotocopiatrici e gli studenti universitari hanno cominciato a riprodurre pezzi di libri di cui avevano bisogno: le prime copie-pirata.

Poi è arrivata la rivoluzione digitale [...] http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/copyright-no-copyleft.html
http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=null&m2s=t&idCategory=4801&idContent=807351

26.3.05

ASMI fa causa alla SIAE per la tassa sulle copie private

La Associazione Sistemi e Supporti Multimediali Italiana (ASMI) ha denunciato la SIAE per la 'famosa' tassa su CD, DVD e ogni altro supporto digitale (compresi gli hard disk). Una tassa che si basa sul discusso principio "dell'equo compenso": dal momento che tali supporti possono esssere usati per copiare contenuti protetti da copyright, per decreto chi li acquista paga anche un compenso preventivo che vorrebbe salvaguardare il diritto d'autore. Secondo ASMI questa tassa è incostituzionale, e ha intenzione di dimostrarlo in Tribunale.

ASMI è supportata da grandi nomi del settore, come TDK e Verbatim per fare solo due esempi. Secondo l'associazione la tassa è stata arbitrariamente applicata, e di fatto ha incrementato la spesa degli utenti fino addirittura al 3000%, comportando anche un aumento dei costi di vendita del 60%. Naturalmente ASMI non s' è eretta a paladino dei consumatori: il problema è che da quando è in vigore la nuova tassa, ovvero da novembre del 2003, il mercato dei supporti digitali è calato. Una flessione delle unità vendute superiore al 40% per il mercato dei CD-R audio, e di circa il 25% se si considera il consolidato di CD e DVD.

Così si apre la via legale. Secondo i produttori la tassa imposta dalla SIAE, che già naviga in cattive acque essendo a rischio di un nuovo commissariamento, viola il principio di eguaglianza in Europa. In effetti si tratta di un balzello tutto italiano, che non colpisce che vende all'estero. Inoltre si tratta, ancora oggi a distanza di oltre un anno e mezzo dall'entrata in vigore (decreto legislativo 68/2003), di un'imposizione per decreto mai convertita in legge. Dunque violerebbe, secondo ASMI, i principi della Costituzione.

http://www.cwi.it/showPage.php?template=articoli&id=12707

25.3.05

Obbligo scolastico e alternanza scuola lavoro diventano legge

Una notizia che non è una notizia, perché non c'è niente di nuovo, è rimbalzata oggi in decine di articoli. Ecco in originale l'incipit del comunicato ministeriale:

Il nuovo obbligo scolastico e formativo fino a 18 anni e l'alternanza scuola-lavoro diventano legge. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva, su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Letizia Moratti, i due decreti legislativi in attuazione della Riforma introdotta dalla legge 53/2003, che prevedono l'obbligatorietà dell'istruzione e della formazione sino a 18 anni e l'opportunità dell' alternanza scuola-lavoro per gli studenti a partire dai 15 anni. [al link il seguito]
http://www.istruzione.it/prehome/comunicati/2005/2403.shtml

Da Scuola Oggi un primo commento:

La solita politica delle bandierine? Sembra proprio di sì, anche in occasione del varo dei due ultimi decreti governativi su alternanza scuola lavoro e diritto dovere all'istruzione e formazione. E già scatta l'enfasi dei promotori sull'importanza di queste nuove iniziative di riforma. Difficile entrare nel merito, perchè non sono ancora noti i testi definitivi dei provvedimenti, ma una cosa è certa: si continua ad andare avanti senza consenso (manca in effetti l'assenso della Conferenza unificata Stato Regioni) e senza l'impegno di adeguate risorse (la commissione bilancio della camera lo ha già sottolineato). Ancora una volta, dunque, sembra di essere di fronte alla solita messa in scena di uno spettacolo di finta riforma: non importa tanto quando e come cambiare (possibilmente migliorando la qualità del servizio scolastico), ma importa solo piantare appunto un'altra bandierina. Per poter dire che si è mantenuto un impegno elettorale. Poi le cose possono andare avanti come (o peggio) di prima. La scuola italiana ha certamente bisogno di mettersi al passo dei tempi. Sull'alternanza scuola lavoro, ad esempio: sono anni che si praticano stage nelle superiori, ma come, con quale filosofia e metodi, con quali risorse? Tutto va avanti sulla buona volontà delle singole scuole e dei singoli operatori scolastici. Ma questo non basta. Si resta, insomma, senza vere strategie e soprattutto senza risorse, che sono le gambe per far camminare qualsiasi cambiamento. La questione delle risorse per la scuola in Italia sta diventando in effetti un problema drammatico. Lo sanno bene i dirigenti scolastici in questi giorni alle prese con la definizione degli organici per il prossimo anno scolastico: si taglia dovunque, si taglia senza criterio. E il tempo pieno alle elementari? Suonano campane a martello: sembra che non si riesca nemmeno a garantire le "40 ore", nemmeno quelle senza compresenza. Davvero una brutta sorpresa in questo uovo di Pasqua 2005.
http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&artid=2173

Dallo stesso sito qualcosa di più sostanziale:

Milano: il taglio degli organici abbatte tempo pieno e moduli

Qualche tempo fa avevamo prospettato l’eventualità che una profonda modifica nell’assetto organizzativo della scuola primaria – e quindi l’introduzione di fatto dell’insegnante tutor e/o prevalente – sarebbe avvenuta per “via amministrativa”, vale a dire sarebbe stata resa forse inevitabile con la definizione degli organici di istituto del prossimo anno scolastico. Non a caso si indicava nel “nodo degli organici” la questione fondamentale, la madre di tutti i cambiamenti dell’organizzazione didattica sulla scia del decreto n.59/2004. Pare che questo momento sia arrivato, almeno a considerare i dati relativi alla situazione milanese nella scuola primaria.

Va detto in premessa che a Milano si registra per l’a.s. 2005/2006 un aumento generalizzato degli alunni e quindi un aumento della richiesta di classi, in particolare a tempo pieno. I dati, in questo senso, sono eloquenti. Secondo il “monitoraggio organico di diritto a.s.2005/2006” (situazione al 15 marzo 2005) dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, in organico di fatto a.s. 2004/2005 in provincia di Milano si registravano 148.029 alunni, 7436 classi (di cui 6438 a 40 ore) per un totale di 14.918 posti docenti.
La previsione in organico di diritto 2005/2006 è di 150.301 alunni (di cui 1393 anticipo), 7535 classi richieste (di cui 6685 a 40 ore). Lo scostamento è quindi di 2272 alunni in aumento (1,5% in percentuale), con 99 classi in più complessivamente e 247 classi in più a 40 ore (trasformazione di classi precedenti, non a TP).
Manca una variabile, decisiva: quanti saranno i posti docenti assegnati in provincia di Milano? E soprattutto: saranno sufficienti a soddisfare tutte le richieste delle scuole? La risposta, ormai chiara, è no.

In questi ultimi giorni i dati dell'area del sistema informatico del Miur relativi agli organici sono stati riveduti e corretti. Il CSA di Milano ha avuto una sola drastica indicazione: quella di tagliare posti.
Non si conoscono ancora i dati complessivi e i criteri utilizzati dal CSA che probabilmente saranno a disposizione delle organizzazione sindacali nei prossimi giorni (la segretaria provinciale della Cisl scuola, Rita Frigerio, ha richiesto un incontro urgente), ma la situazione aggiornata di diverse scuole, i tagli apportati agli organici di vari istituti costituiscono già una spia eloquente, un indicatore preciso di quanto sta per accadere.

Facciamo qualche esempio significativo (ma la situazione è abbastanza diffusa…). In una scuola di Cernusco sul Naviglio, a parità di classi rispetto lo scorso anno ma con una richiesta di tempo pieno in più, è stato assegnato in organico un docente in meno. In un’altra scuola, a Milano, la formazione di tre classi prime a tempo pieno nel plesso (una in più, rispetto lo scorso anno) vede assegnati quattro insegnanti e non sei. E si potrebbe continuare di questo passo, con numerosi casi analoghi e segnalazioni che pervengono dalle scuole.

Questo comporterà, se non saranno apportati correttivi, una radicale revisione dell’attuale organizzazione didattica: i Piani dell’Offerta Formativa delle scuole, nell’ambito dell’autonomia scolastica e delle decisioni in merito all’utilizzo dei docenti, prevedono classi prevalentemente a tempo pieno (due docenti per classe) e in parte a modulo (tre docenti ogni due classi). Praticamente questo assetto dovrà essere rivisto e si dovranno utilizzare i docenti assegnati per garantire la mera copertura oraria agli alunni. Quindi tempo scuola di 27 ore e tempo scuola di 30 ore (40 con la mensa), senza compresenze. E in diversi casi non si riusciranno a garantire neppure le 40 ore, per mancanza di organico.
Vale a dire la riforma Moratti in diretta, così come la prevede il decreto 59/2004, con avvio graduale e progressivo. La scomparsa di fatto dunque - a partire da diverse classi prime ma con ricadute a catena su altre classi - del tempo pieno classico e degli stessi moduli didattici. Insomma, eccoci al redde rationem. Auguri!

Dedalus

http://www.scuolaoggi.org/index.php?action=detail&artid=2172

24.3.05

COSÌ CAMBIA LA COSTITUZIONE

Le modifiche all’architettura dello Stato

DEVOLUTION
Le Regioni avranno potere legislativo esclusivo per l’assistenza e l’organizzazione sanitaria; l’organizzazione scolastica, la gestione degli istituti scolastici, la definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione; la polizia amministrativa regionale e locale. È stata prevista una clausola di interesse nazionale: il governo può bloccare una legge regionale se ritiene che questa pregiudichi l’interesse nazionale. L’esecutivo potrà invitare la Regione a cancellarla e se la risposta sarà negativa, la questione sarà sottoposta al Parlamento in seduta comune che avrà quindici giorni di tempo per annullarla

BICAMERALISMO
Sparirà il bicameralismo perfetto. La Camera esaminerà le leggi sulle materie riservate allo Stato (politica estera, immigrazione, difesa etc.); il Senato federale avrà 30 giorni (15 nel caso di decreti) per proporre modifiche ma su queste modifiche sarà comunque la Camera a decidere in via definitiva. Il Senato invece si occuperà delle leggi che riguardano materie riservate sia allo Stato sia alle Regioni (le materie concorrenti stabilite dall’art. 117 della Costituzione). In questo caso la Camera potrà proporre modifiche ma sarà il Senato ad avere l’ultima parola

PREMIERATO
Si rafforzano i poteri del premier: per l’insediamento non avrà più bisogno della fiducia della Camera. La sua elezione sarà di fatto diretta: i candidati premier saranno collegati con i candidati alla Camera e sulla base del risultato elettorale il capo dello Stato nominerà primo ministro il candidato della coalizione vincente. Il premier avrà il potere di nominare e di revocare i ministri e potrà decidere di sciogliere la Camera. I deputati della maggioranza potranno presentare una mozione di sfiducia costruttiva che dovrà però indicare anche il nome di un nuovo premier (espressione della stessa maggioranza)

CAPO DELLO STATO
Il capo dello Stato «rappresenta la nazione, è garante della Costituzione e dell’unità federale della Repubblica». Sarà eletto dall’«assemblea della Repubblica», composta da deputati, senatori, presidenti delle Regioni e due delegati per ogni consiglio regionale. L’età minima per salire al Quirinale scenderà da 50 a 40 anni. Tra le sue prerogative sono confermate la promulgazione delle leggi, l’indizione di elezioni e referendum, l’invio di messaggi alle Camere; perde il potere di nominare e revocare i ministri, e di sciogliere la Camera. Potrà concedere la grazia

CORTE COSTITUZIONALE E CSM
La Consulta sarà composta ancora da 15 giudici ma saliranno da 5 a 7 quelli di nomina parlamentare: 4 nominati dal Senato federale e 3 dalla Camera; il capo dello Stato e le supreme magistrature ne indicheranno 4 ciascuno invece degli attuali 5. Per i tre anni successivi alla scadenza dell’incarico i giudici costituzionali non potranno far parte del governo o del Parlamento né ricoprire incarichi di nomina governativa. Nuovi criteri anche per la nomina del Csm: per i due terzi sarà eletto dai magistrati; per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato federale (oggi un terzo è eletto dal Parlamento in seduta comune)

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/03_Marzo/24/popup_costituzione.shtml

23.3.05

Vietata in India la riproduzione di medicinali

L'India approva una nuova legge sui brevetti.
Il parlamento indiano ha approvato una nuova legge sui
brevetti che dovrebbe favorire l'ingresso del paese
nell'Organizazione mondiale del commercio (Wto). Le
associazioni impegnate nella lotta all'aids nel terzo mondo
hanno denunciato le nuove norme, che potrebbero privare
milioni di poveri dei farmaci antiretrovirali generici
prodotti in India.

Ci sono notizie che sembrano da poco, ma riportano eventi gravidi di conseguenze.

Il parlamento indiano ha definitivamente adottato la legge che vieta la riproduzione di medicinali brevettati in India. Lo ha reso noto poco fa l'Afp. Ora si aspetta solo la firma del presidente della Repubblica per la sua promulgazione. Questa nuova legislazione spinge New Dehli a rispettare gli accordi sulla prorpietà intellettuale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Adpic) di cui l'India è Paese membro.

Fortissime preoccupazioni sono state espresse dai difensori dei diritti dei malati di Aids e di cancro, in India come all'estero, soprattutto nell'Africa, convinti che la legge indiana appena approvata va ben al di là dei vincoli imposti dall'Adpic sui brevetti. Il timore è quello di vedere svanire nel nulla la possibilità di acquistare prodotti generici a buon mercato, in particolar modo per quelli anti-Aids.

Il Ministro del commercio indiano Kamal Nath ha cercato di rassicurare i contestatori garantendo che i prezzi dei medicinali indiani non aumenteranno. Ieri ha affermato alla Camera bassa indiana che la legge non impedisce alle società farmaceutiche indiani di produrre e fonire prodotti generici anti-Aids ai Paesi in via di sviluppo. Inoltre, ha ricordato che la copia sarà ancora concessa a tutti quei farmaci prodotti prima del 1995. La produzione di generici potrà infine protrarsi per quei farmaci presentati sul mercato nell'ultimo decennio a condizione che i fabbricanti pagano le royalties ai proprietari dei brevetti.

Per i farmaci prodotti dal 2005 in poi, è previsto un brevetto di esclusività di vent'anni. Il ministro ha riferito stime secondo le quali su 195 farmaci registrati in India, 185 erano stati prodotti prima del 1995 e quindi esclusi dalla nuova legislazione. Nath ha poi aggiunto che quei farmaci "interpellati" dalla nuova legge non potranno essere brevettati entro i prossimi tre anni per causa di procedure amministrative.

Per quanto riguarda gli Antiretrovirali (Arv), il ministro del commercio ha indicato che sui tredici farmaci registrati in India, 12 erano stati fabbricati prima del 1995. Secondo Medici senza frontiere, sono circa 350mila (su 700mila) i malati di Aids del Sud del mondo che beneficiano dei farmaci generici indiani. Da parte sua, l'Organizzazione mondiale della sanità stima a 5,8 milioni i pazienti nel mondo che hanno un bisogno urgente di terapie. Finora, le società indiani potevano fabbricare versioni meno costose dei farmaci già brevettati in quanto le leggi indiani proteggevano più il processo di fabbricazione che gli stessi farmaci.

http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=53324

Quale era la situazione?
da "il manifesto" del 16 Aprile 2004

La fabbrica dei «generici»

Visita alla Cipla, industria farmaceutica indiana: da Gandhi e Nehru alla legge contro i brevetti, fino alla contemporanea battaglia contro la «proprietà intellettuale», una storia intrecciata all'idea di autosufficienza e bene pubblico
MARINA FORTI,

Nella saletta dove riceve gli ospiti, il signor M. K. Hamied mostra le foto di suo padre con il Mahatma Gandhi e con Nehru, guida del Congresso Nazionale Indiano e poi primo premier dell'India indipendente. Una foto ritrae Gandhi, avvolto nel panno di khadi bianco che lui stesso filava, in visita ai Laboratori Cipla nel 1939: allora era la prima e unica azienda farmaceutica indiana. Ad accoglierlo c'era K. A. Hamied, il fondatore dei Laboratori e padre del nostro interlocutore, insieme alla dottoressa Sushila Nayar, biochimica che ha avuto parte importante nell'avviare quest'impresa. Oggi la Cipla è nota per produrre ottimi farmaci «generici» a una frazione del costo imposto dalle grandi case occidentali, e conduce una battaglia contro monopoli e brevetti. E in questo è coerente con una storia che torna indietro appunto agli anni `30 del Novecento, quando la famiglia Hamied era parte di quell'élite nazionalista che lavorava per un'India non solo indipendente ma anche autosufficiente e attenta al suo sviluppo sociale. I «Chemical Industrial and Pharmaceutical Laboratories», Cipla, sono nati a Bombay nel 1935 per iniziativa del dottor Khwaja Abdul Hamied appena tornato da Berlino, dove si era specializzato in chimica. «Fondare un'azienda era un po' una follia allora, anche perché mio padre non aveva capitali: raccolse i soldi tra parenti e amici, vendette i gioielli di famiglia. Ma aveva un'idea, e coraggio», dice il signor M. K. Hamied (uno dei due figli del fondatore: il fratello è il presidente dell'azienda). «La prima svolta è arrivata con la guerra, quando le vie marittime erano insicure e i farmaci non potevano arrivare facilmente dal Regno Unito: l'unica azienda che poteva produrli in India ha avuto un grande vantaggio». Così quando l'India è diventata indipendente, nel 1947, la Cipla era ormai un'azienda solida, produceva nel vecchio laboratorio nel centro di Bombay ma cominciava a espandersi - è del 1951 l'edificio dove ci troviamo, costruito accanto a quello originario, oggi sede degli uffici centrali.

I farmaci più costosi del mondo

Il problema era che i farmaci indiani erano costosi, e il motivo stava nei brevetti. «Tutto ciò che producevamo era sotto brevetto britannico», spiega il signor Hamied, «e il risultato era che i nostri farmaci erano i più cari del mondo, come dimostrerà un'indagine del Congresso degli Stati uniti nel 1965. Era l'epoca in cui nel mondo arrivavano i primi antibiotici, ma l'India non poteva permetterseli». Negli anni `60 si è sviluppato dunque in India un movimento d'opinione contro i brevetti: ha mobilitato deputati, forze politiche, case farmaceutiche, il sistema sanitario, organizzazioni della società civile. Furono istituite commissioni parlamentari di indagine sul sistema sanitario e tutte puntarono il dito sui brevetti farmaceutici: argomentarono che un paese con (allora) oltre mezzo miliardo di abitanti, e malattie che facevano strage benché fossero curabili, doveva potersi permettere i farmaci che produceva. In quegli anni del resto l'India aveva preso diverse misure per espandere l'industria nazionale, lavorava per uno sviluppo tecnologico e scientifico autoctono, oltre che per l'autosufficienza alimentare. «Infine Indira Gandhi nel 1972 ha varato la nuova legge sui brevetti. L'India non riconosceva più brevetti sui prodotti farmaceutici, ma solo su certi procedimenti». I brevetti sui medicinali, come del resto il cibo, erano aboliti.

L'abolizione dei brevetti

E' stata la vera svolta. Diverse aziende farmaceutiche indiane sono nate allora. La Cipla si è trovata in buona posizione perché, spiega il dottor Hamied, aveva gli scienziati chimici e biochimici capaci di sintetizzare i principi attivi necessari a produrre diversi farmaci, e li vendeva ad altre aziende. «Le grandi multinazionali pensavano che non ce la saremmo mai cavata, non avremmo potuto fare altro che copiare i farmaci che avevamo già in produzione. Invece ce l'abbiamo fatta, anzi è stato un momento di boom. Abbiamo cominciato a fare dagli antibiotici agli aerosol per l'asma a tutta la gamma di farmaci contro malaria e tubercolosi»: il signor Hamid indica le vetrine che tappezzano la sala del ricevimento, un campionario completo, un'intera farmacia. «Le compagnie straniere restavano in India con i loro farmaci, solo che i nostri costavano molto meno».

Oggi la Cipla ha 22 stabilimenti di produzione sparsi per l'India, occupa uno stuolo di giovani ricercatori e alcune migliaia di dipendenti. Ha centri di formazione, un centro per la ricerca di trattamenti antidolore per i malati terminali, un programma di educazione sull'Aids. Negli anni `80 i suoi stabilimenti sono stati ispezionati dalla Food and Drugs Administration degli Stati uniti (l'ente federale che controlla gli standard di medicinali e alimentari) e dall'equivalente organismo dell'Unione europea, e da allora ha cominciato a esportare.

Qui però si ripresenta il problema dei brevetti, in particolare da quando è entrata in scena l'Organizzazione mondiale del commercio: la Cipla esporta in paesi che non sono entrati nel Wto e non si considerano tenuti a onorare i brevetti, o paesi che sono nel Wto ma sono ancora nel periodo transitorio, il periodo di grazia prima di doversi adeguare alle norme di protezione dei «diritti di proprietà intellettuale». O in paesi dove il mercato è così piccolo che le case farmaceutiche occidentali non si prendono la briga di intervenire...

Negli anni `80 però è entrato in scena anche l'Aids, e poi sono arrivati sul mercato farmaci che possono allungare in modo considerevole la vita dei malati di Aids, e renderla meno penosa. «Quando è comparso l'Azt abbiamo cominciato anche noi a produrlo perché ci sembrava un virus in espansione, anche qui in India». L'Azt è stato presto soppiantato da altri farmaci, usati in cocktail che hanno cambiato la vita dei malati di Aids nei paesi occidentali. E hanno di nuovo messo in luce il problema dei brevetti.

Fece clamore nel 2000 la causa legale intentata da un cartello di 39 aziende farmaceutiche contro il governo del Sudafrica di Nelson Mandela, dove una legge nazionale dava il diritto al servizio sanitario di acquistare farmaci «generici» sul mercato internazionale per fare fronte a un'emergenza pubblica: e l'infezione da virus Hiv era di sicuro un'emergenza di salute pubblica. Il processo aperto a Pretoria, con proteste pubbliche mondiali, procurò una pessima pubblicità alle multinazionali farmaceutiche (che infatti poi ritirarono la loro causa) ed espose al mondo intero la realtà dei fatti: il trattamento-tipo per un malato di Aids è troppo costoso per diventare universale nei paesi poveri, e il suo costo astronomico è dovuto solo ai brevetti. Ad esempio: la terapia combinata di Stamudina, Nevirapina e Lamidruvina, una delle più diffuse, può costare da 7mila a 11mila dollari all'anno. La Cipla produce i tre farmaci, anzi li ha combinati in una sola pastiglia che chiama Triomune, ed esporta il trattamento per un anno al costo di 350 dollari (250 dollari per il mercato interno indiano). La differenza tra 350 e 11mila dollari sta tutta e solo nelle royalties percepite dalle case farmaceutiche proprietarie dei brevetti.

La guerra dei «generici»

Così la causa di «Big Pharma» contro il Sudafrica ha portato alla ribalta internazionale il nome della Cipla, una delle ditte che avrebbero potuto vendere i farmaci anti-Aids al paese africano. Ha portato alla ribalta anche l'esempio del Brasile, che è capace di produrre farmaci in proprio e ha deciso di farlo, sfruttando il periodo di grazia concesso dal Wto prima di dover onorare tutti i brevetti (il Brasile ha avuto successo nel fermare la diffusione del virus Hiv e nel dare cure a tutti i malati di Aids soprattutto perché ha un sistema sanitario basato sull'accesso universale: ma questo è un altro discorso). «In termini di mercato, l'Aids è cosa minore per l'industria farmaceutica: ma ha avuto grande risonanza emotiva e ha esposto il problema», fa notare il signor Hamied, «il fatto è che Big Pharma è determinata a difendere i suoi brevetti». In effetti, anche dopo che le aziende farmaceutiche hanno ritirato la loro causa, il governo sudafricano non ha cominciato a importare «generici», dalla Cipla né da altri (le aziende farmaceutiche occidentali hanno invece cominciato a fare sconti drastici ad hoc a questo o quel paese africano). La pressione resta fortissima. Né vale solo per i farmaci anti Aids - malattie come la malaria, la tubercolosi o la dengue sono killer forse ancora più pericolose. La Cipla esporta con difficoltà: ad esempio in Camerun, Mozambico, Kenya, Thailandia, Uganda. «In Ghana abbiamo avuto un problema, esportavamo dei prodotti di cui la Glaxo rivendica il brevetto. Così hanno fatto pressione sul governo del Ghana e ci hanno impedito di esportare. Ora, due anni dopo, risulta che quel brevetto non era valido».

L'adesione dell'India al Wto ha suscitato nuove polemiche, anche se non si può dire che oggi l'India veda la stessa mobilitazione civile che negli anni `60 aveva portato all'abolizione dei brevetti. Nel gennaio 2005 scadrà il periodo transitorio, e l'India dovrà allora ricominciare a onorare i brevetti (quelli registrati dopo il 1 gennaio 1995, quando sono entrati in vigore gli accordi generali sul commercio ed è stato istituito il Wto): ad esempio, la Cipla dovrebbe trovarsi a non poter più produrre il Triomune. Molti dei farmaci più diffusi risalgono a prima del `95, così l'effetto non sarà immediato: ma nel medio termine la ripercussione sul mercato interno indiano sarà devastante, dicono i dirigenti della Cipla.

«I prezzi saliranno a livelli europei, e questo significa che torneranno a essere proibitivi per gli indiani», dice M. K. Hamied. Il signor Amar Lulla, che condivide con lui la carica di direttore esecutivo, rincara: «Nel 1972 le commissioni parlamentari avevano raccomandato di abolire i brevetti per garantire la salute pubblica: da allora nulla è cambiato nella situazione sanitaria generale del paese che possa giustificare di nuovo i brevetti». I dirigenti della Cipla si battono per un sistema che chiamano «diritti automatici», o «licenza obbligatoria»: «C'è un brevetto? Bene, pagherò le royalties dovute, ma devo avere il diritto di produrre quel farmaco. Un governo deve poter fare produrre i farmaci necessari al servizio sanitario. Invece ora non è solo questione di royalties, bisogna che il detentore del brevetto mi autorizzi a produrre». La battaglia resta aperta.
http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/408003c10e8c4.html

Internet Culturale, un nuovo portale dedicato al sapere

Da mercoledì 23 marzo si potrà trovare sul Web un nuovo sito internet di carattere culturale, promosso dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Grazie agli archivi di circa 2300 biblioteche italiane, il portale Internet Culturale consente di effettuare ricerche bibliografiche sia semplici che avanzate dalle opere più antiche a quelle più recenti, così sarà possibile effettuare ricerche nei cataloghi storici.
Inoltre sarà possibile anche visionare le collezioni digitali di biblioteche o altri archivi direttamente on line.

Un’altra importante sezione del portale propone percorsi culturali con fonti inedite e si articola in quattro categorie: Mostre, Viaggi nel testo, Itinerari turistico-culturali e Percorsi 3D.

Tante altre informazioni le potrete trovare direttamente sul nuovo sito web.

http://webreview.liberta.it/asp/default.asp?IDG=99740

Berlusconi indagato per corruzione

Il premier è già sotto inchiesta per falso in bilancio e frode fiscale

Mediaset, Berlusconi indagato per corruzione Secondo i pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale avrebbe «comprato» la testimonianza dell'avvocato inglese David Mills

MILANO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari in uno stralcio dell’inchiesta sulla compravendita dei diritti tv di Mediaset dove nel troncone principale chiuso dalla procura il mese scorso è già sotto inchiesta per appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale. Secondo i pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, Berlusconi avrebbe "comprato" la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills, il creatore del sistema di società off-shore utilizzato dalla Fininvest.

I primi 6 mesi di indagine scadono domani, per cui i pm hanno chiesto al gip Maurizio Grigo una proroga di indagine per altri 6 mesi. La richiesta è sul tavolo di Grigo dalla giornata di ieri. Il gip notificherà la richiesta di proroga all’avvocato del premier, Nicolò Ghedini, dopodichè deciderà se concederla o meno. Ghedini per ora rifiuta dichiarazioni e commenti sull’argomento. "Prima devo vedere di che cosa si tratta, aspetto la notifica dell’atto, poi vedremo".

Lo stralcio di indagine riguarda Mills, Berlusconi e altre due persone di cui al momento si ignora l’identità. Della posizione di Mills come indagato in relazione alla testimonianza s’era saputo il mese scorso pochi giorni dopo la chiusura del troncone principale dell’inchiesta che riguarda 14 persone. Agli omissis messi dagli inquirenti era sfuggita una frase dell’avvocato inglese contenuta nel memoriale datato 7 novembre 2004: «Mi auguro sarà chiaro che i miei rapporti con il gruppo Fininvest erano strettamente professionali, che ogni somma da me ricevuta è pienamente giustificata e che non si può certo dire che io sia mai stato addomesticato o 'comperato'».

Dagli atti depositati dalla procura a disposizione delle parti in vista della richiesta di rinvio a giudizio del troncone principale prevista per la prima metà di aprile, si apprendeva anche che Mills era stato convocato dagli inquirenti il 22 giugno dell’anno scorso. L’avvocato inglese non si presentava, ma il 7 novembre manifestava l’intenzione di fornire alcune spiegazioni. Per adesso non si sa quale sarebbe il processo nell’ambito del quale Mills depose, secondo l’accusa, dietro pagamento di alcuni milioni di euro. David Mills, va ricordato, prima di essere indagato per i diritti tv di Mediaset aveva testimoniato in 3 processi a Berlusconi: All Iberian, presunte tangenti alla guardia di finanza, e Sme nell’udienza tenuta a Londra.

Mills aveva anche allegato una documentazione sui rapporti con Fininvest dal 1996 in cui spiegava: «Sto definendo con il fisco inglese la natura di ogni mio accredito a partire dal 1999 e nessun accredito, anche solo oggetto di contenzioso, riguarda Fininvest o soggetti a essa anche solo indirettamente riconducibili». Mills, infine, ha ammesso a verbale che le società off-shore Accent e Timor poi diventate Century One e Universal One avevano come beneficiari economici Marina e Piersilvio Berlusconi, i figli del premier. Marina e Piersilvio sono indagati per riciclaggio e ricettazione in un altro stralcio dell’inchiesta Mediaset.

Infine va ricordato che si trova in una situazione singolare il giudice Maurizio Grigo, che è il gip dell’inchiesta Mediaset dove figura come indagato e imputato il capo del Governo, e nello stesso tempo è consulente della commissione parlamentare antimafia e soprattutto consulente del Governo su lotta al terrorismo nazionale e internazionale e alla criminalità organizzata, su designazione del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu.
22 marzo 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/22/mediaset.shtml

22.3.05

Ancora strage in un liceo del Minnesota

stati uniti

Ragazzo fa strage in una scuola del Minnesota: dieci morti
Nonni e compagni di liceo le vittime del giovane che si è suicidato.

Un ragazzo armato ha compiuto una strage in un liceo situato in una riserva indiana del Minnesota, uccidendo nove persone e ferendone una dozzina, prima di suicidarsi. Prima di compiere l'incursione nella scuola, il ragazzo aveva ucciso i suoi nonni (il nonno era un funzionario di polizia). La
tragedia ha dunque fatto dieci morti in tutto.
La strage è una delle più gravi mai avvenute nelle scuole degli Stati Uniti, dove pure le sparatorie sono numerose. Il 20 aprile cadrà l'anniversario dell'episodio più grave, quella della Columbine High School di Littleton in Colorado: da allora, non c'era mai stato nulla di così drammatico.
La strage è avvenuta lunedì pomeriggio alla Red Lake High School, una scuola con trecento allievi nel Nord del Minnesota, a oltre 350 chilometri da Minneapolis e St. Paul e a un centinaio di chilometri a sud del Canada.
Fra le persone uccise e ferite vi sono alunni - almeno sei, fra cui almeno due ragazze e l'assassino - e insegnanti, fra cui una professoressa, e una guardia di sicurezza.
La scuola, nella riserva indiana omonima Red Lake, abitata dalla tribù Chippewa, è stata immediatamente isolata dalla polizia, che ha bloccato tutte le strade di accesso. Un portavoce della polizia della contea Beltrami ha detto che una ventina di persone sono rimaste complessivamente coinvolte
nella sparatoria.
A quanto riferisce l'Ap, citando il Bemidji Pioneer, studenti testimoni di quanto avvenuto e un'insegnante, Diane Schwanz, hanno identificato lo studente assassino: la Schwanz l'ha visto cercare d'abbattere una porta per entrare nella stanza dove c'erano altri studenti. È li che sono state trovate tutte
le vittime. Per compiere la strage, il ragazzo avrebbe utilizzato un'arma
sottratta al nonno.

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=635937&chId=30&artType=Articolo&back=0

Acqua!

logo acqua Due secchi di acqua al giorno basterebbero per salvare la vita ad 11 milioni di bambini ogni anno, mentre, secondo la Fao, occorre addirittura una tonnellata d'acqua per produrre un chilo di grano. Nella 'Giornata mondiale dell'acqua', l'Unicef e la Fao diffondono dati importanti per sensibilizzare i popoli di tutto il pianeta sull'importanza dell'acqua e sulla necessità di non sprecare un bene tanto essenziale.

Con la 'Giornata mondiale dell'acqua' parte il Decennio internazionale per l'azione 'Acqua per la vita 2005-2015' lanciato dalle Nazioni Unite per portare acqua pulita e servizi igienici di case nelle case e nelle scuole di tutto il mondo.

Secondo quanto emerge dal rapporto 2005 dell'Unicef su "La condizione dell'infanzia nel mondo", un pozzo a pompa manuale, poche bustine di disinfettante da usare in casa e l'abitudine di lavarsi le mani sarebbero misure sufficienti per migliorare le condizioni di vita di 400 milioni di bambini, circa un quinto della popolazione infantile mondiale, che sono privi della quantità di acqua potabile necessaria per vivere.
Il 21% dei bambini dei paesi in via di sviluppo soffre di una grave carenza d'acqua e non ha fonti sicure di approvvigionamento idrico a meno di 15 minuti di cammino da casa.
In ogni parte del mondo la scarsità di acqua pulita si accompagna ad alti tassi di mortalità infantile. Nell'Africa sub-sahariana un bambino su cinque non arriva a compiere 5 anni e il 43% dei bambini consuma acqua contaminata.

http://www.sassuolo2000.it/article.php?sid=22618&mode=thread&order=0&thold=0

18.3.05

Interviste di gaddiana memoria

Il post del 16 marzo, alla lettura del quale ho invitato, è quello dal titolo Giornalisti, ci siete scritto sull'onda dell'indignazione per un "porta a porta" visto per caso. Se qualcuno vuole replicare pubblicamente me lo comunichi. Volentieri lo pubblicherò.

Il breve articolo, con il titolo Interviste di gaddiana memoria è stato pubblicato anche all'URL http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=13279

Devolution

Italia nel water





NO COMMENT













http://canarias.indymedia.org/newswire/display/11403/index.php

Calderoli dice che se ne va

Calderoli e Berlusconi



Padania: prima pagina del 18.3.05. Sempre fini!
Calderoli: "Basta! un passo avanti ed uno indietro sulla legge. Me ne vado".
Bel gesto nell'ultimo anno della legislatura.
La Russa(An): "Una sceneggiata napoletana"




http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=37664,1,1

17.3.05

La Tv logora chi ce l’ha

di Vittorio Emiliani

Tanti anni or fa vi fu una polemica sul potere in Italia a base di battute fulminanti. “Il potere logora”, sosteneva il comunista Giancarlo Pajetta, da sempre all'opposizione dopo il 1947. “Il potere logora chi non ce l'ha”, replicava il democristiano Giulio Andreotti, da sempre al governo. Ora, non c'è dubbio che Silvio Berlusconi abbia tutto il potere televisivo (gli sfuggono Raitre, Rai News 24 e poco altro). Può andare in diretta per ore sulle proprie reti, soprattutto su Rete 4, e trasformare “Porta a porta” in una sorta di terzo ramo del Parlamento ove stringere “storici” contratti con gli italiani, verificarne l'attuazione pratica e magari, in quel contesto “regimista”, dare anche annunci come quello sul ritiro (poi ritirato a sua volta) delle nostre truppe dall'Iraq.
Egli è il padrone diretto di tre reti tv, di radio, della più potente azienda di raccolta pubblicitaria d'Europa, controllore della distribuzione di film, ecc. È inoltre padrone politico di due reti tv e della radiofonia pubblica, dello stesso Ministero, gestito dal fido Gasparri, con leggi tagliate e cucite su misura.
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=TUTTIEDIT&TOPIC_TIPO=E&TOPIC_ID=41527

Uccide più lo smog o la polenta?

Una replica alle affermazioni dell’ex ministro Veronesi arriva anche da Claudio Del Medico Fasano, presidente del Comitato nazionale per la salubrità dell'aria. «È curioso che proprio un esperto a livello mondiale come il professor Veronesi citi proprio il Friuli tra le aree meno inquinate e quindi con minori patologie polmonari. Vorrei ricordare che proprio in Friuli ogni anno 1.800 persone muoiono per cause tumorali, di cui 800 specificatamente per quanto riguarda i tumori polmonari». Secondo Fasano è «ridicolo assoggettare una così bassa percentuale all'inquinamento non solo dell'atmosfera ma anche comprendendo il radon nella regione dove questo inquinamento risulta tra i primi in Italia. Per i friulani si prospetta un futuro senza sigarette e polenta, ma con tanto radon».
http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/4143.php

16.3.05

Giornalisti, ci siete?

Non so, non ho più argomenti. Solo come uno sbocco.


Per sbaglio iersera zappo su "porta a porta".

L'inquadratura è su un Vespa inchinato e deferente.

Subito si sposta su un Berlusconi troneggiante.

Pontifica senza lasciar replicare nessuno, ammesso e non concesso che i presenti avessero diritto (e volontà) di replica.

Mado' che robba!

Dico: ma così era quando c'era Lui, “il merda” di gaddiana memoria, e l'altro, l’imbianchino con i baffetti che adorava i dolci e diventava apatico, completamente assente, se parlavano i cortigiani.

Be’, ma erano personalità patologiche, le loro.

Affascinato dall'oratoria meneghina del nostro basisco.

Dice: “Ahimé sarò costretto a ripresentare la mia candidatura nel 2006 per avere bene operato” E sorride beato.

Il contratto siglato sempre qui, a “porta a porta”, notaio l’ineffabile Vespa, sarà onorato: “Siamo messi benissimo”.

Tasse: “L’obiettivo è cancellare la quarta aliquota in modo da averne tre, con la massima al 39%”. “Portare l'aliquota massima al 33% - spiega - non è possibile perchè sarebbe vista dai nostri oppositori come una eccessiva agevolazione dei più ricchi” [sic!].

Grandi opere: “La più grande eredità che lasceremo a chi ci seguirà”.

Quirinale: “Io mi fermo qui, credo che mi devo fermare dove sono arrivato”.

Infine sull’Iraq con coup de théâtre spiazza il povero Fini che ha appena dichiarato il contrario. “A partire dal mese di settembre procederemo alla progressiva riduzione delle nostre truppe”.

E la “sinistra” cosa fa? Ce ne rende edotti il Corrierone. “Luna Rossa riparte e «imbarca» anche il presidente dei ds, Massimo D'Alema. Sarà lui a commentare le dirette delle regate che manderà in onda La7. Una novità e una curiosità che rilancia la sfida alla Coppa.”

Gli sponsor? Patrizio Bertelli (Prada) e Marco Tronchetti Provera (Telecom), l’uomo più indebitato d’Europa. È tutto dire.

14.3.05

Polenta e latte più dannosi dello smog?

Ambiente
Italiani poco informati. Lo rileva una ricerca dell’Ispo

14/03/2005 - Il 52% degli italiani si dice poco o per nulla informato sui temi ambientali, rispetto a un 40% che si dichiara abbastanza o molto informato. Solo il 3% è molto informato. I dati sono contenuti nella ricerca dell’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) realizzata per conto del Ministero dell’Ambiente e presentata oggi a Roma. Le maggiori attenzioni degli italiani sono rivolte all’inquinamento atmosferico, al nucleare, alla gestione dei rifiuti. Seguono l’inquinamento acustico, quello di fiumi e laghi, l’elettrosmog, l’abusivismo edilizio.
http://www.mdc.it/news.php?id=6400

Non sempre forse è colpa loro.
Oggi, ad esempio, sui nostri quotidiani si parla di La piccola Greta ad Unabomber: «Quando lo incontro…» in 84 articoli rilevati da Google news e della Mussolini, un indagine anche a Milano. Coinvolte quattro liste con 105 articoli simili

Poi c'è Veronesi che assicura come polenta e latte siano ben più dannosi dello smog!

''Mangiare poco è la prima difesa''
Veronesi: ''Il cibo causa più tumori dello smog''
L'oncologo: ''Il 30% dei casi di cancro è legato all'alimentazione, l'inquinamento non è un fattore rilevante''
http://www.adnkronos.com/Cronaca/2005/Settimana12da14-03a20-03/veronesi_140305.html

Magari qualcuno autorevolmente risponderà, ma per l'oncologo e ex-ministro ci sono subito 15 articoli on line.

13.3.05

Dov'è il luogo delle nostre intenzioni

Un nuovo capitolo nella critica al congnitivismo, già annunciato nel titolo dell'ultimo libro di Felice Cimatti, Il senso della mente, appena uscito da Bollati Boringhieri

MARIO DE CARO

«La scienza è la misura di tutte le cose, di quelle che sono per ciò che sono e di quelle che non sono per ciò che non sono». [...]

http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/dov-il-luogo-delle-nostre-intenzioni.html

Il nuovo zar vi dice grazie

Glucksmann sull'uccisione del leader ceceno Mashkadov. Le colpe franco-tedesche.

(ANSA) - PARIGI, 9 MAR - ''I ceceni hanno perduto il loro De Gaulle. Noi abbiamo perduto, ancora un po' piu', il nostro onore'': Andre' Glucksmann su Le Monde scrive oggi un lungo articolo dedicato all'uccisione del leader ceceno Aslan Maskhadov.
Nel servizio dal titolo ''Il nuovo zar vi dice grazie...'' Glucksmann scrive:''Il piano delle autorita' russe e' riuscito: eccole sole di fonte a Chamil Basaev, leader estremista formato da loro e da loro piu' volte risparmiato''. Glucksmann rimprovera ai dirigenti occidentali di ''non aver osato chiedere al Cremlino di negoziare con il solo leader legittimo di un popolo martire ed eroe'' e ricorda il comandante Massoud in Afghanistan ''che aveva resistito ai russi e poi agli islamici''; che fu ''abbandonato dalle democrazie e assassinato a beneficio di bin Laden''.
Dopo aver sottolineato che Jacques Chirac e Gerhard Schroder avevano lasciato carta bianca al Cremlino l'articolo rileva che ''privi di morale i nostri dirigenti manifestano inoltre una rimarcabile imbecillita' politica'' perche' sara' difficile ora trovare qualcuno capace di ''calmare le migliaia di torturati che non sognano che di vendicarsi'', capace '' di negoziare'' ora che la giovane generazione ''non ha conosciuto che la guerra e l'oppressione''.
''Eroe indipendentista'' Maskhadov aveva presentato ''un piano di pace antiterrorista che rinviava la questione dell'indipendenza'' scrive Glucksmann il quale si chiede il perche' di tanto accanimento contro un popolo di solo un milione di abitanti che comunque resiste ''tanto alla barbarie dei russi quanto alle sirene del fanatismo religioso''.

12.3.05

Gb: ergastolo a 13enne per violenza carnale

Il ragazzino soffre di problemi d'apprendimento

Il giovane aveva violentato lo scorso anno una sua insegnante durante una lezione privata

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Una sentenza che farà discutere. Un ragazzino di 13 anni che nel novembre scorso, quando aveva ancora 12 anni, aveva violentato la sua insegnante durante una lezione privata è stato condannato oggi all'ergastolo da una corte inglese.
Il ragazzo, il cui nome non può essere reso noto per ragioni legali, ha aggredito la donna quando lei si è seduta vicino a lui e dopo averla violentato le ha preso la borsa e rubato l'automobile. Al termine del processo tenutosi al tribunale di Teesside, nel nord est dell'Inghilterra, il giudice Lord Justice Grigson ha condannato all'ergastolo il giovane, che soffre di gravi problemi di apprendimento e frequentava una scuola per ragazzi che richiedono cure particolari.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/11/ergastolo.shtml

Per quanto grave sia stata la sua colpa fa sempre un po' senso la notizia di un tredicenne "handicappato" (l'apprendimento, di norma, è spia di altri problemi, e il termine handicap è usato nel senso letterale di "svantaggio", riferito a qualsiasi evento che ponga in una condizione non paritetica rispetto agli altri) condannato così pesantemente. O no?

Il prezzo di una banana

Il non acquisto, acquisto critico o boicottaggio possono influire sui prodotti e sui punti vendita facendo calare le vendite del 2-3%, una percentuale sufficiente a condizionare o modificare le scelte delle imprese.
E' indispensabile quindi trasformarsi da consumatori del mondo in cittadini del mondo.

La banana.
Come e' formato, in percentuale, il prezzo di una comune banana?

Bracciante della piantagione 1%
Proprietario della piantagione 3%
Compagnia esportatrice 10%
Trasportatore 15%
Tasse e licenze Unione Europea 23%
Importatore e maturatore 8%
Supermercato 40%

altre notizie intressanti su:
http://www.gaiaitalia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=164

11.3.05

Madrid: primo anniversario degli attentati.

Le campane delle 650 chiese di Madrid hanno suonato insieme
questa mattina alle 7.37 per ricordare le vittime degli
attentati terroristici di un anno fa. A quell'ora infatti
era cominciata, sui treni metropolitani della capitale
spagnola, la serie di esplosioni che ha ucciso 191 persone
e ne ha ferite almeno duemila. Si è aperta così in Spagna
una giornata di lutto ufficiale.

http://www.elmundo.es/

La verità di Giuliana

«Hanno visto cosa avevano fatto, hanno imprecato»«Nessuna luce, solo buio e spari. Ma i soldati dopo erano turbati»Giuliana Sgrena racconta cosa accadde veramente quella sera, minuto per minuto «Nicola telefonava in italiano» [...]
http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/la-verit-di-giuliana.html

10.3.05

A pesca nella rete

La rivoluzione di internet è entusiasmante, ma non montiamoci la testa. Non sarà facile

Pesce o pescatore? Davanti alle reti dell'informazione oggi puoi scegliere. O resti una delle sardine che si fanno pescare ogni giorno dalle reti industriali dei pescherecci-officina, oppure ti fai pescatore d'informazione: con la tua piroga ad alta tecnologia, vai a cercarti dentici e branzini nelle acque migliori. Oggi, se sei fortunato, appartieni al decimo dell'umanità che può scegliere.

Internazionale 580, 3 marzo 2005

9.3.05

ICT: ASSINFORM, POCHI INVESTIMENTI, ITALIA IN NETTO RITARDO

(AGI) - Milano, 8 mar. - Gli investimenti non arrivano e l'Information & Communication Technology non decolla. La crescita e' stata dell'1,5%, contro un incremento del 5,9% a livello mondiale e del 3,4% a livello europeo. La domanda di informatica ristagna (-0,4%) e si confronta con una media europea del +2,4%. Il gap impatta sulla competitivita' del Sistema-Paese e sollecita azioni urgenti per ridare slancio al mercato e ridare fiato alla nostra economia. E' quanto ememerge dal rapporto Assinform sull'andamento del mercato italiano dell'informatica e delle telecomunicazioni nel 2004 e dalle prime anticipazioni sul 2005. Le rilevazioni evidenziano il perdurare di una situazione di sostanziale ristagno e il conseguente accumularsi di ritardi in investimenti che condizionano l'efficienza e la competitivita' del nostro Sistema-Paese. Nel 2004 - secondo il Rapporto - il mercato aggregato dell'informatica e delle telecomunicazioni ha espresso in Italia un volume d'affari pari a 61.180 milioni di euro, con un incremento dell'1,5% rispetto al 2003, contro il 5,9% rilevato a livello mondiale e contro il 3,4% a livello europeo.
http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20050308&fonte=AGI&codnews=38597

Lo scientista e il selvaggio

di Barbara Spinelli

Nell’universo nefasto descritto da Aldous Huxley nel 1932, gli uomini hanno fabbricato il mondo migliore cui anelano da tempi immemorabili: l’umanità è rifatta, selezionando in provetta l’embrione vincente e quello che sarà sottomesso senza per questo diventare infelice. Prima ancora di venire al mondo, i nascituri di Brave New World saranno trattati medicalmente in modo da trovarsi poi assegnati alla casta degli eccelsi, dei meno eccelsi, o degli infimi. [...]

http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/lo-scientista-e-il-selvaggio.html

Pagheranno mai?

"Multa priva di fondamento":
Mediaset annuncia ricorso

Milano. "Inaudita e priva di alcun fondamento giuridico" la decisione dell'Autorità Tlc di multare Mediaset. Lo dice in una nota il gruppo del Biscione che annuncia "immediato ricorso al Tar sicura che nessuna multa dovrà mai essere pagata".
Questa la secca replica arriva di prima mattina dal quartier generale delle tv del premier dopo che ieri sera l'Antitrust ha annunciato che Mediaset e Rai dovranno pagare una multa pari al 2% del fatturato 2003 per avere entrambe violato i limiti antitrust fissati dalla legge Maccanico nel '97 sulla raccolta della pubblicità. Una multa che per Mediaset ammonterebbe a 45 milioni e per Rai a 20 milioni.
http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20050309&fonte=LFN&codnews=24544

Noi, cittadini qualunque, le nostre multe di qualche centinaio di euro dobbiamo pagarle sempre e comunque, altrimenti ci sequestrano l'auto o ci pignorano lo stipendio. Non abbiamo la forza giuridica di dichiarare senza fondamento giuridico le contenstazioni che ci fanno!

8.3.05

Se questa è una donna - liberate anche Florence e Hussein

Florence Aubenas



Florence Aubenas e la sua guida Hussein sono stati sequestrati il 5 gennaio e non ancora rilasciati.




Istanbul, corteo represso nel sangue

Festa della donna particolarmente violenta ad Istanbul. Una manifestazione pacifista organizzata da associazioni di donne turche della sinistra è stata duramente repressa dalla polizia, che non ha esitato ad usare gas urticanti e manganelli contro i manifestanti.

http://www.tgcom.it/mondo/articoli/articolo246568.shtml

7.3.05

La mia verità - Omicidio preventivo

Da il manifesto articoli di Giuliana Sgrena e Rossana Rossanda.

In mezzo alle pelose polemiche con le quali troppi commentatori si guadagnano pane e tanto companatico scelgo queste due signore. Una c'era, l'altra può anche avere torto, ma rimane una delle penne più razionali in circolazione.

La mia verità

«La nostra auto andava piano, gli americani hanno sparato senza motivo, Calipari è morto fra le mie braccia». [...]

Omicidio preventivo

Non ho mai creduto ai servizi di sicurezza per il troppo potere che hanno e le immunità di cui godono: il dubbio sulla loro stessa utilità era la sola opinione che abbia condiviso con Indro Montanelli. Ma la realtà è più complessa delle supposizioni. [...]

6.3.05

Scrive Beppe Grillo sul suo BLOG...

La politica di Bush verso la stampa è semplice. Usa due strumenti:
1) giubbotto antiproiettile
2) mitraglia e cannone
I giubbotti antiproiettile sono per i giornalisti amici, cioè quelli "incorporati" (embedded) all'interno delle truppe statunitensi di invasione.
Mitraglia e cannone sono per tutti gli altri.
[...]

In poche ore ha ricevuto un centinaio di commenti.

http://www.beppegrillo.it/archives/2005/03/come_muore_un_i.html#comments

Già che ci sono segnalerò anche un articolo da L'Espresso sul suo ultimo spettacolo:
http://articoliscelti.blogspot.com/2005/03/grillo-ruggente.html

5.3.05

Liberata Giuliana Sgrena

vignetta VauroGiuliana Sgrena, la giornalista italiana rapita il 4 febbraio e liberata nel pomeriggio del 4 marzo a Bagdad, è stata ferita in uno scontro a fuoco durante le fasi del trasferimento all'areoporto. Un agente dei servizi segreti è morto. Un altro è stato ferito. A Giuliana, ricoverata in ospedale è stato estratto un proiettile da una spalla.

In base alle ultime notizie sulla via dell'aeroporto di Baghdad, militari Usa hanno aperto il fuoco contro l'auto con a bordo l'inviata del Manifesto, uccidendo il funzionario del Sismi, Nicola Calipari, che aveva negoziato con i suoi rapitori.

Gli Usa hanno espresso il loro «rammarico» con una telefonata all'ambasciata italiana ha Washington. Il Pentagono parla di «spari accidentali nei pressi dell'area di Camp Victory». Il comando americano a Baghdad dice che i soldati hanno aperto il fuoco contro un veicolo che «si stava avvicinando ad un check point delle forze della Coalizione ad alta velocità». Prima però avrebbero lanciato un avvertimento.

La Mattina del 5 Giuliana Sgrena ha fatto finalmente ritorno a Roma su un aereo militare.

Al di là della dinamica degli eventi difficilmente sapremo cosa davvero sia successo e perché.

4.3.05

Fausto Bertinotti e la proprietà privata

A margine del congresso di Rifondazione Comunista in corso a Venezia dice: "Se uno pensa che debba essere superata la società capitalista, mi pare elementare che deve essere superata anche la proprietà. Certo, non si elimina per decreto, ma nei tempi lunghi della storia, come è stato superato il feudalesimo...". Ed è subito bufera!

In un editoriale non firmato(e dunque attribuibile all'Elefantino)Il Foglio scrive:

Proprietà e libertà

Bertinotti scherza, ma la questione che solleva sarebbe anche seria

John Locke ha spiegato per quale ragione sia preferibile la tutela di principio e di fatto della proprietà privata: è l’unica vera garanzia che nessuno si impadronisca mai di tutto. Questo semplice argomento logico fu poi comprovato dall’andamento della storia. Dalla Russia alla Cambogia, lungo tutto il Novecento, l’abolizione dei diritti proprietari si è identificata con l’abolizione dei diritti. Alcune centinaia di milioni di uomini e donne, persa la miseria di un appezzamento di terreno o di una bottega artigiana o della proprietà del loro lavoro inteso come merce, sono stati privati della mobilità personale, della libertà di pensiero, della libertà di culto, della libertà di associazione, della libertà giuridica, della libertà politica, della libera mobilità personale, molto spesso anche della vita. Era successo proprio quel che scongiurava Locke, lodando l’individualismo possessivo: qualcuno, eliminando come dice Fausto Bertinotti la schiavitù feudale moderna del lavoro salariato e della proprietà privata, si era impossessato del tutto, e il tutto sotto un unico padrone risulta pesante quando gravi sulle spalle degli individui.
Lo scandalo della diseguaglianza gridato da Jean Jacques Rousseau e l’idea messianica elaborata da Karl Marx di un uomo nuovo liberato dal lavoro e dai rapporti sociali capitalistici sono gran pezzi di letteratura romantica e utopistica, ma fu Locke ad azzeccare la diagnosi, nella sua modestia illuminista. Sembrerebbe semplice a capirsi, ma Bertinotti recalcitra al pungolo della realtà, e intreccia davanti ai delegati del congresso di Rifondazione del comunismo, con l’aiuto cristiano e democristiano del professor Arturo Parisi, a nome di Prodi, un dialogo mitico sui domani che cantano e sui secoli a venire, sempre gravidi di beni in comune. Bertinotti è quel che si dice un gran signore, e per decenni ai comunisti di origine liberale come Giorgio Amendola i conservatori usavano la cortesia di dire, come oggi si dice a lui: “Ah, se tutti i comunisti fossero come lei!”. Lo perdoniamo dunque perché le moderne chattering classes hanno bisogno disperatamente di sempre nuove mitologie. Lo perdoniamo perché la storia di questo paese parla di tutele incrociate, di una proprietà indivisa che lascia spazio ai privilegi corporativi con l’assistenza dello Stato, non di libertà e responsabilità fondate sulla proprietà privata. Non faremo l’errore di metterci a fare i liberisti per burla in un paese dove il comunismo e il capitalismo sono da sempre una festa metaforica leggermente risibile. Però l’argomento di Locke sull’identità logica di proprietà e libertà non è male. Vorrà ammetterlo, se non altro per signorilità, il compagno segretario?

3.3.05

Oggi neve


oiseaux dans la neige


Giornata di neve sull'Europa


comignolo

1.3.05

Muore il poeta Luzi

...e Feltri, su Libero, non perde l'occasione di distinguersi per cattivo gusto.

Luzi, poeta e testimone è morto ieri a Firenze. E' stato uno dei più grandi del secondo 900
E' morto, con Mario Luzi, uno dei poeti più significativi e importanti del secondo Novecento. Con Sereni, Caproni, Zanzotto è uno dei maggiori della generazione postmontaliana, quella nata fra anni Dieci e Venti del Novecento.
http://www.liberazione.it/notizia.asp?id=3646

È MORTO IL SENATORE A VITA MARIO LUZI VOGLIAMO LA FALLACI
di VITTORIO FELTRI
Ciampi deve decidere a chi dare lo scranno lasciato vuoto dal poeta amico dei girotondini Proponiamo di portare in Parlamento una grande scrittrice. Per più di un motivo Il mancato Nobel Mario Luzi all'alba dei novanta anni è venuto a mancare. Dispiace. Ma dobbiamo renderci conto che se muoiono molti giovani, i vecchi muoiono tutti. Era un buon poeta, Luzi; peccato che sul finire della vita fosse diventato anche girotondino, sottospecie progressista del tipo protestatario. Azeglio Ciampi giusto un anno fa lo aveva nominato senatore a vita gratificandolo assai e compensandolo del fatto di non essere mai riuscito a beccarsi il Nobel. Cui teneva. Per ben sette volte era stato candidato all'ambito premio e mai l'aveva spuntata. Qualcuno lo aveva sempre battuto sul filo di lana, perfino Dario Fo, geniale capocomico, ma che con la letteratura ha poco da spartire. Recentemente, in gennaio, il protagonista dell'ermetismo, dopo una cheta e ben remunerata permanenza nell'organico senatoriale, all'improvviso dette segno di sé. Ciò avvenne in occasione del ferimento di Berlusconi in piazza Navona. Ricordate? Un tizio lanciò il treppiede di una macchina fotografica e colpì il premier. Nacque una polemica. L'opposizione commentò con malcelata soddisfazione l'episodio. Disse che in fondo il Cavaliere se l'era andata a cercare. continua...

OSCAR Trionfo per Eastwood

Premiate anche le scenografie di Ferretti. Delusione per Martin Scorsese

È stata una notte di trionfo per Clint Eastwood e per il suo 'Million Dollar Baby'. È stata invece un'altra notte di delusione per Martin Scorsese che si è visto portare via dal rivale gli Oscar a cui più teneva: miglior film e miglior regista. È stata un'altra notte storica per gli attori di colore con le vittorie di Jamie Foxx e Morgan Freeman, prima "doppietta" maschile nella storia degli Oscar. È stata la notte della rivincita per Dante Ferretti che ha centrato finalmente il traguardo della statuetta, per le scenografie di 'The Aviator', insieme alla moglie Francesca, all'ottavo tentativo.La matematica agli Oscar può ingannare. Il film di Scorsese è uscito dalla serata più attesa di Hollywood con il bottino più alto, cinque statuette. Ma le vittorie sono giunte in categorie tecniche (costumi, montaggio, fotografia, le scenografie di Ferretti) con la sola eccezione del successo di Cate Blanchettcome attrice non protagonista.Ma sono le quattro statuette di 'Million Dollar Baby' quelle che veramente contano: miglior film, miglior regista (Clint Eastwood), miglior attrice (Hilary Swank) e miglior attore non protagonista (Morgan Freeman). Eastwood ha ripetuto di fatto la doppietta del 1992 col suo western anomalo 'Gli Spietati".Domenica notte ha mancato solo l'Oscar per il miglior attore. Ma sarebbe stato veramente troppo.«Ho un rispetto immenso per Scorsese - ha detto Eastwood dopo la vittoria -. Qualcuno ha voluto creare una competizione tra noi due. Non accetto assolutamente questa impostazione. Io sono contento per avere dimostrato che, dopo i 70 anni, si può fare ancora qualcosa di buono».La maledizione di Scorsese agli Oscar - sconfitto cinque volte come regista e due volte cone sceneggiatore - ha avuto la meglio anche sulla tradizione che vede il film con più candidature (in questo caso 'The Aviator', forte di undicinomine) vincere invariabilmente il riconoscimento per il miglior film.Il premio per il film straniero è andato allo spagnolo "Il Mare Dentro", che affronta il problema della eutanasia, così come il trionfatore della serata 'Million Dollar Baby'.
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scheda film
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