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2011-10-07

La scuola degli orrori: bugie sul numero dei bocciati, quiz pieni di errori, spese funzionamento insufficienti, classi pollaio...

Sulla Gelmini e la sua gestione della scuola si è ormai detto tutto il male possibile.
Ciò che sconcerta è la falsità delle sue dichiarazioni, una falsità del resto perfettamente in linea con quella espressa da tutta la compagine governativa e dai parlamentari che la sostengono.
Per questo c'è tanto accanimento contro la libera informazione. Mettere un bavaglio al dissenso informato è prioritario per "l'amico di Putin" - Berlusconi sta proprio ora volando a festeggiare il compleanno del pericoloso leader della Russia dove le bocche ai giornalisti si chiudono anche con il piombo (Anna Politoskaia fu uccisa proprio nel giorno del complenno dell'amico Putin e ancora non si conosce il mandante).
C'è solo da augurarsi che sia ormai troppo tardi e il crollo del berlusconismo prossimo, non fosse altro per tutto il marcio che ha accumulato nella sua stessa pancia.

Rilancio qui 10 BUGIE di Giuseppe Caliceti (da Rete Scuola).

...

2011-09-29

L'inventore del "tunnel Gelmini" si dimette da portavoce, ma resta direttore generale del Miur


«Code di neutrini in ingresso al Gran Sasso: si consigliano percorsi alternativi»

Si sbeffeggia su Twitter e su FaceBook l'innocente gaffe della ministra dell'istruzione.

Un'ondata di ridicolo li seppellirà. (Speriamo presto!)

Massimo Zennaro quello che ha indotto la nostra ministra Gelmini a credere nell'esistenza di un tunnel tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso si è dimesso da portavoce (ma non dalla direzione del ministero).



Il comunicato ministeriale lasciava poco spazio agli equivoci e ben si prestava alle "strumentalizzazioni".
Vederlo qui sotto.

Del resto il curricolo scolastico della signora ministra non è dei più brillanti.
Ha cambiato 3 licei nel corso dei 5 anni e ha finito col diplomarsi in uno privato.
Si è laureata in Giurisprudenza con 3 anni fuori corso. Voto di laurea 100, e tesi valutata meno di 1 punto.
Ha superato l’esame di Stato per la Professione di Avvocato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo il primo anno di praticantato a Brescia ed il secondo a Reggio Calabria.
(Nella sessione della Gelmini risultarono quasi il 57% di ammessi agli orali. Il doppio rispetto a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia.
Si giustificherà Mariastella: "lo fanno tutti").

Così le fanno le pulci coloro che le vogliono male.
Ben sappiamo però che per fare i ministri non ci vogliono grandi doti accademiche.
L'importante sembra essere in odor di mafia come il sicilianissimo Saverio Romano, salvato ieri dalla maggioranza berlusconiana (che così si è anche autosalvata). Che festa! Abbracci, applausi, pacche sulle spalle. C'è mancato poco al baciamano e al bacio sulla bocca... col beneplacito dei leghisti "duri" e "puri". Uah! Uah! Uah!

2011-07-02

Il diploma la Gelmini deve averlo preso qui... e le è andata di lusso!


Maria Stella Gelmini ha voluto fare il suo amarcord sui tempi della licenza liceale. In una letterina zuccherosa al Giorno è tornata indietro coi ricordi fino alla prova d'italiano: «Ho scelto un tema su Fogazzaro, Palazzeschi e i crepuscolari». E ancora: «Argomenti che conoscevo bene».
Peccato che corresse l'anno 1992 e la traccia del tema ricordato con tanto affetto dalla Maria Stella riguardasse Corazzini e non Fogazzaro che con i crepuscolari c'entra come i cavoli a merenda. (Vedi Blog sempre un po' a disagio)
Un certa confusione mentale, povera Stella, che condivide con il governo del quale fa parte.

2009-09-15

Gelmini: chi non usa il maestro unico fa "politica". Uh la la la!

«Ci sono alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoran­za, che disattendono l’attuazione del­le riforme». In che senso disattendo­no? «Ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente». Alcuni docenti, co­me sa, non condividono la riforma. «Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnan­te vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere. Quella è la se­de per le sue battaglie, non la catte­dra».

Ma sono davvero una minoranza a "disattendere"?

2009-02-14

Brunetta, Gelmini e la Tanzania

Piacerebbero a Brunetta, il copione (vedi L'espresso) e alla Gelmini, bocciata anche dal Consiglio Nazionale del suo stesso ministero (vedi La Stampa) i metodi sbrigativi usati in Tanzania (vedi BBC news). Là gli insegnanti, accusati di essere in ritardo con il programma e di non insegnare conformemente ai programmi ufficiali, vengono bastonati dalla polizia in classe, davanti ai loro scolaretti.
Viva la civiltà!

2009-01-23

La Gelmini su YouTube comunica le materie della seconda prova di maturità



E brava Maristella! Non sono d'accordo su niente con la ministra, ma ha fatto bene ad usare il Tubo. Sono gli studenti i destinatari di questa comunicazione, prima ancora degli insegnanti. Comunque l'intera circolare è disponibile anche sul sito dell'Istruzione sempre intasato e di lento accesso, grazie ai maghi informatici del ministero.

2008-12-12

La Gelmini fa ploff... Bugieeee!

Nel giorno dello sciopero generale - senza sindacati gialli - e dell'accordo in Europa sul clima - a denti stretti dopo tanto minacciar di veti - la conclamata "riforma" della scuola fa dietrofront.
Bugia! Nessuna retromarcia, assicura la Gelmini. L'abbiamo sempre voluta così.
Sarà, né canterei vittoria nei panni di chi si è opposto. Restano infatti innescati tutti i rischi di fondo legati ai tagli delle spese. Gli unici che hanno fatto "bau" e subito si sono visti ripristinati i fondi sono papa e vescovi con le loro scuole private. Su tutti gli altri la scure è a mezz'aria. Una cosa è certa: della "grande riforma" per il momento restano i grembiulini, magari anche quelli lasciati alla discrezionalità delle singole scuole. Il maestro unico, confermato sulla carta, salta nei fatti. Rimarrà là dove già era. A richiesta dei genitori resteranno invariate le 27 ore (un maestro più cinque ore considerando che, per contratto, le ore frontali degli insegnanti elementari sono 22+2 dedicate ad altre incombenze). 27 ore fanno quasi un maestro e un quarto (e uno o due rientri pomeridiani per gli alunni, a seconda se al sabato si sta a casa o meno), poi ci sono le 30 ore (un maestro e mezzo scarso, due o tre rientri pomeridiani) e le 40 ore (tempo pieno classico con due docenti per una classe - sarà dura ottenere, come vorrebbe la ministra, che uno sia prevalente rispetto all'altro). Calcoli a spanne senza contar le mense il cui problema resta aperto. Le assistenze in mensa sono considerate, giusto o sbagliato che sia, ore frontali d'insegnamento. Toglierle agli insegnanti per ridurne il numero significherebbe assumere personale esterno (Pagato da chi? Dal Comune). Dunque, per il momento, dopo tanto fracasso, tutto resterà invariato. Anche della riforma delle superiori si parlerà tra un anno. Immutate le condizioni negli altri ordini di scuole.
Rinvii strategici. Il cavaliere, con l'Onda, ha perduto consensi. Altri ne ha persi con la storia dell'Iva a Sky e Tremonti che gli ha impedito la retromarcia. Doveva pure recuperare un po' sulla scuola, lasciando le cose come stanno e cercando di vendere il tutto, mediaticamente, come una grande miglioria a vantaggio delle famiglie, finalmente libere di scegliere. I problemi si porrebbero a Tremonti se davvero tutti i genitori optassero per il tempo pieno. Allora altroché tagli degli organici e risparmi: si dovrebbero assumere nuovi insegnanti. Ma niente paura; nella realtà sono le scuole a proporre le offerte formative in base agli organici disponibili. Questo significa che le tanto declamate libere scelte, ben che vada, si ridurranno all'esistente. Per ora. Poi si vedrà. Se non altro così si fiaccherà la protesta. I benpensanti potranno dire: "Visto? Sempre lì a reclamare predicendo catastrofi e invece..."

2008-11-16

Dove va la Gelmini

dalla Provincia Pavese: Abelli e Gelmini

MONTECATINI TERME
Maria Stella Gelmini è accolta come una star, come l’eroina del Pdl che ha saputo resistere agli assalti della sinistra e della piazza. Soltanto Berlusconi riceve tanti applausi ai convegni di Fi: il ministro dell’Istruzione sembra diventata una leader del suo partito. E lei, ai giovani dei circoli di Marcello Dell’Utri
[ndr: Dell'Utri condanna a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa] ricorda che tutto il merito è del «Presidente Berlusconi», che in Consiglio dei ministri ricorda sempre di agire e pensare come «un buon padre di famiglia». (lastampa.it) [sic! e risic!]

La Mariastella va a Montecatini, ma ben si guarda dall'incontrare gli studenti e i rettori delle università. Anche ai suoi amici di centrodestra di Vigevano ha dato buca. Invitata per l'inaugurazione di una scuola non si è fatta vedere. Forse temeva anche lì il confronto con i genitori che l'aspettavano con uno striscione. O forse era troppo impegnata nella cena a casa di Abelli, a Broni, pochi chilometri da Vigevano. [ndr: Giancarlo Abelli, discusso politico di lungo corso del pavese, mammasantissima della sanità lombarda (a lui devono la nomina i 47 direttori generali delle Asl e ospedali lombardi), superassessore di Formigoni, vicecoordinatore nazionale di FI]

Intervista a Giancarlo Abelli per Anno Zero

2008-10-31

Gelmini. C'è speranza se anche a Pavia qualcosa si muove

Finalmente anche in questa sonnacchiosa città una allegra e grande manifestazione di studenti, genitori e insegnanti. (Quanto tempo è passato dall'ultima di queste proporzioni? Tanto!) Ci voleva la Gelmini, alter ego del cavaliere, per rimettere in moto un movimento. Produrrà qualcosa? Ne dubito. Ebbene sì, la ragione mi induce al pessimismo. Gli italiani sono per metà reazionari, ma vedere milioni di giovani manifestare nelle piazze d'Italia fa bene. Chissà... altre volte ci siamo illusi. Tutte le manifestazioni riuscite si assomigliano e ogni manifestazione è diversa a modo suo. Ora che gli schemi del passato sono saltati magari, come nella foto, inizierà il ribaltamento.

(Breve video su You Tube)

2008-10-30

Oggi tutti in piazza contro la Gelmini (blogghisti scollatevi dalla schermo!)

Piazza Navona. Questi sono i picchiatori di studenti tanto cari alla destra.
(chi ne ha voglia si senta il resoconto di Curzio Maltese che era lì e ha visto)

SLOGAN
1. Dalla materna all’Università / la Gelmini non passerà
2. Maestro unico e grembiulini/ questa è la scuola della Gelmini
3. Pensiamo al futuro dei nostri bambini / no ai tagli Tremonti-Gelmini
4. Non possiamo più stare a guardare / c’è il tempo pieno, c’è la scuola da salvare
5. Scuola di tutti e di qualità / è segnale di civiltà.
6. Maestre e genitori contro la Gelmini / è in gioco il futuro dei nostri bambini.
7. Tagliano la scuola, ci tolgono il futuro / la chiamano riforma ma è muro contro muro
8. Ci rubano il futuro, ci negan la parola / e poi la chiamano riforma della scuola

2008-08-30

...e la chiaman riforma, 'sta riforma, demodé


Strano ministero quello dell'istruzione. Va a finirci quasi sempre qualcuno che di scuola non ne sa una mazza. Moratti (Brichetto Letizia) laurea in Scienze Politiche, collaboratrice di Murdoch (il tycoon internazionale di stampa e tv). Fioroni, dottor Giuseppe, medico, ma in realtà scout, sindaco di Viterbo a trent'anni, uomo d'apparato di stampo democristiano a tutto tondo. Ora questa Mariastella Gelmini, bresciana, con laurea in giurisprudenza ed esame per l'esercizio della professione, svolto a Reggio Calabria.
Il Cavaliere, che nella miglior tradizione caligolesca può far senatori anche i suoi cavalli - oltre ai suoi avvocati - non ha esitato a farla ministro. Fulminante carriera per una appena trentacinquenne. E poi dicono che i giovani non trovano lavoro!
Verò è che poco importa se un ministro non sa nulla di quello che amministra. A farlo ci pensano i burocrati di palazzo, passati indenni da una maggioranza all'altra, specialisti nell'arte di cambiare tutto perché nulla cambi. Infatti la scuola media superiore, tra sussurri e grida, resta ferma alla riforma Gentile, piaccia o non piaccia, ed è lo sfacelo di impostazione pedagogica e programmi che è (ferma restando la bravura di pochi, ottimi insegnanti). D'eccellenza invece era, per internazionale riconoscimento, la scuola elementare che, con il tempo pieno e il rinnovo dei programmi, una vera riforma l'aveva avuta. Poi i picconatori di destra e di sinistra a poco a poco l'hanno sgretolata a partire dalle fantasiose ipotesi del 2x3 (due docenti per tre classi) e 3x4 (tre docenti per quattro classi). Gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo, per gli altri sarebbe lungo e noioso spiegarlo. Basti sapere che il tempo pieno è stato abolito non solo nella sostanza, ma anche nella forma. Se nelle elementari - almeno qui da noi - resiste una parvenza di tempo prolungato è solo grazie all'impegno degli insegnanti che si sbattono, per compiacere le famiglie, a conservare modelli ormai svuotati dalle originali motivazioni.
Insomma: di riforme la scuola ne ha viste pochine anche perché ha una sua fisica resistenza istituzionale che le permette di procedere con moto inerziale, strafottendosene dei cambiamenti, accelerazioni o decelerazioni che siano. Così possono convivere nello stesso insieme scolastico enclavi ottocentesche e punte di sperimentazione avanzata senza reciprocamente disturbarsi.
Il pachiderma, nel complesso, procede adagino perdendo sempre più il contatto con la società della quale dovrebbe essere "funzione educante". Un ruolo importante ormai definitivamente perduto.
Dunque una riforma che punta a ristabilire il principio d'autorità con voti in cifre (voto in condotta incluso), esami a non finire (compresi quelli di riparazione), bocciature, grembiulini, maestro unico e chi più ne ha ne metta per un bel salto nel passato, fa solo ridere. Non soltanto per l'inaudito coraggio di chiamarla riforma, ma proprio per la totale assenza di presupposti culturali. Chiunque abbia qualche conoscenza pedagogica sa come non siano questi gli elementi sui quali si fonda la credibilità di un sistema educativo. Purtroppo la pedagogia, così come la scienza e la tecnologia, sono sempre state le grandi assenti della nostra scuola. A lungo si è potuto diventare insegnanti senza alcuna competenza psico-pedagogica e anche questo forse è uno dei motivi per i quali viviamo in una nazione dove i lettori sono meno di un terzo della popolazione. Per un italiano in grado di leggere comprendendo il significato di quanto va compitando ce ne sono due dei quali uno è analfabeta e l'altro rischia di ridiventarlo. Tragico. In queste condizioni parlare di riforma nei termini in cui si parla ha della burla.
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