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2013-04-19

...e alla fine Prodi?

...e alla fine magari ci proveranno con Prodi (autoinciucio con Dc interni)
'azzo l'ha capita persino Cacciari che Rodotà sarebbe OK!
Non so se Rodotà sarebbe un grande presidente. Il suo curriculum depone a favore, poi si vedrà.
Ora pare che anche i cinquestelle farebbero un pensierino su Prodi. Mah! A me Prodi non convince anche se ha al suo attivo due vittorie su Berlusconi (vanificate proprio da D'Alema e soci). Puzza di incenso e furbizia da sacrestia sotto il bonario involucro mortadellesco.
Meglio Rodotà, almeno quando lo si sente parlare (quantunque non sempre abbia condiviso le sue posizioni come garante della privacy). Assolutamente corretta la sua proposta per un 21bis che recita: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". Sarebbe un passo verso la riduzione del digital divide.
Domani qualcosa succederà.

2010-06-12

Spegnere le menti, rendere gli italiani bambini idioti davanti ad una tv che commercia il nulla

Parole di Nadia Urbinati su Repubblica.
Ma è già così e non cambia, ci sia o non ci sia la legge bavaglio. Questo è il dramma.
Un italiano su cinque continua a credere ciecamente a quello che dicono il cavaliere e i suoi tirapiedi, e un altro non capisce bene cosa stia accadendo, ma comunque ritiene che siano tutti uguali giornalisti e politici, da una parte o dall'altra ognuno impegnato soltanto a tirar l'acqua al proprio mulino. Ne restano tre di italiani, su cinque, variamente altrove schierati. Ma è tanto se, di questi tre, ce n'è uno culturalmente preparato quanto basta per comprendere la nullità dei contenuti televisivi, davvero informato e capace di una lettura critica di giornali e libri - poco importa se cartacei o elettronici.
È tutto vero quanto si dice e si scrive contro questa legge liberticida sull'intercettazione (leggerne i punti cruciali sul Sole 24 ore - L'Abc del ddl intercettazioni in 27 voci - e il commento di Roberto Saviano su La Repubblica - Ecco perché bisogna fermarla è utile esercizio), ma poi?
Il ddl intercettazioni è cosa gravissima e resta incomprensibile che un Presidente della Repubblica "democratico" non si opponga, almeno formalmente, non firmandolo subito al primo colpo. Sarebbe segno sicuro del suo non gradimento ché, alla fine, è tutto quanto è in suo potere di fare. Altri si occuperanno in seguito della legge sotto il profilo costituzionale.
Però mi chiedo se i danni paventati dalla Urbinati non abbiano già prodotto tutti i loro deleteri effetti in oltre quindici anni di berlusconite. Anzi forse - ma forse - si comincia ora ad uscirne un po', ora che molti incominciano ad accorgersi dell'inganno perpetrato a loro spese facendoli sperare in in un miglioramento delle loro condizioni di vita. Resta il danno di fondo: il corrompimento del gusto, l'induzione di bisogni inutili e modelli culturali deleteri, l'adesione fideistica ad un pensiero comune che individua nell'altro e diverso (straniero, handicappato, gay o puttana) la causa del male.
Il divario tra chi è entrato a pieno titolo nell'era digitale godendone le enormi potenzialità di accesso ad ogni tipo d'informazione e chi del digitale fa un uso distorto, limitato e parziale - o non l'utilizza per nulla - aumenta anziché diminuire.
E allora tutta l'energia e l'intelligenza di giornalisti, opinionisti, scrittori, blogger, uomini di cultura, impegnati a contrastare il cavalierato, si rivolge ai soliti pochi che di queste cose s'interessano e, in buona parte, sono già ampiamente convinti. Non a caso le notizie più utili ci vengono dal sempre più raro giornalismo d'inchiesta, quello di Reporter della Gabanelli, per fare un esempio, guarda un po' la meno pagata tra i conduttori di trasmissioni TV.
I governi berlusconiani hanno prodotto una quantità di leggi deleterie, da quelle ad personam all'attuale sulle intercettazioni. Sarei contento sentire l'opposizione farne una lista e promettere solennemente, casomai tornasse a governare, che le abrogherebbe nel giro di ventiquattrore. Campa cavallo. Tuttavia, sono poco convinto che i cittadini italiani, nonostante le campagne giornalistiche, ne abbiano percepito la gravità e ne siano rimasti sensibilizzati anche quando non votano Berlusconi. Ciò che i più percepiscono è il clima da ultima spiaggia sempre più pesante. Per coloro che sono protagonisti della crisi economica conta ben di più lo sfascio di ogni certezza, conseguente alla perdita, o alla precarietà, del lavoro. Su questo dramma diffuso ci vorrebbe maggiore attenzione, ma i più sfruttati di questa società dell'ingiustizia non sono interessanti, non fanno notizia a meno che non salgano sui tetti o, meglio ancora, si suicidino.
Chi non ha l'indispensabile per sopravvivere raramente s'interessa ai grandi sistemi e alle minacce alla libertà d'espressione.

2009-09-22

Libertà d'informazione e Digital Divide

Libertà d'informazione. L'argomento torna d'attualità e dunque val la pena riparlarne.
Condivido l'opinione di Alessandro Gilioli (L'Espresso - Piovono rane) e aggiungo di mio quanto scritto sul post Manca la libertà d'informazione o la volontà d'informarsi? al quale rimando.
Mi sembra anche il caso di ricordare quanto l'Italia sia rimasta al palo per quel che concerne le tecnologie digitali, nonostante le altisonanti dichiarazioni governative. Non basta possedere il Milan ed avere in circolazione il maggior numero di telefonini tra i paesi d'Europa per essere all'avanguardia - come sosteneva sfacciatamente il nostro solito Berlusconi in una conferenza stampa con il primo ministro inglese Gordon Brown.
La realtà che emerge in tutti gli studi è ben diversa. Si veda ad esempio il rapporto Caio del quale propongo qui sotto alcune interessanti tabelle informative. (Cliccarci sopra per ingrandirle)
Premetto che da recenti indagini emerge che meno di un italiano su due utilizza la rete (quella che c'è e, quando arriva, lenta ed obsoleta). Di questa metà degli italiani uno su due la usa solo per giocare. Dunque, ben che vada, un italiano su quattro naviga in Internet. Come è tutto da scoprire. Personalmente conosco molte persone di buon livello culturale che, pur avendo una connessione veloce alla rete, la usano, poco, per leggere e-mail e, qualche volta, per organizzarsi viaggi o ferie.

In Europa sono quadruplicati gli investimenti sulla fibra ottica fermi in Italia


Siamo tra i paesi europei con minor diffusione di banda larga



L'utilizzo di Internet in settori strategici (banking, Pubblica Amministrazione ecc.) è inferiore alla metà della media europea


La connessione a banda larga cresce con estrema lentezza
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