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2012-11-14

"Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa"...ma è solo una battuta scherzosa interpretata male!

A parte l'italiano zoppicante, la risposta del consigliere vigevanese su FaceBook all'indignazione suscitata in rete dal suo intervento su Vendola è anche peggio della frase incriminata.
Eccola prima che fosse rimossa (forse per la vergogna?)

"Per le cose serie il popolo di INTERNET non reagisce mai con un accanimento pazzesco che alcune persone stanno facendo nei miei confronti... Era una semplice BATTUTA che avevo fatto ed ovviamente è stata interpretata MALE... Mi riferisco a questa: "Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa" Io non sono omofobo e sono contro a tutte le violenze fatte a qualunque PERSONA !! Nella mia frase di violenza non si parla... Era per evidenziare in modo SCHERZOSO la falsità di certe persone, in questo caso al vostro amico Vendola, che predica "bene" ma razzola MALE!! Se il popolo gay si è irritato io non posso farci nulla... Non era riferito a voi e non era offensivo!! Come molti di voi gay si stanno comportando nei miei confronti! Siete VOI I PRIMI CHE DOVETE il rispetto alle persone che non hanno la vostra tendenza ... Cosa volete farmi adesso per una semplice battuta? volete GIUSTIZIARMI IN PIAZZA?!? Era una semplice BATTUTA! Se siamo nel 2012 come dite voi, dovete capire che molte persone non sono come voi ed anno DIRITTO a fare una battuta che oltretutto non era riferita a voi!! Spero di essere stato chiaro ... Se poi volete amplificare ciò che non è grave e volete farlo apparire come tale... PROBLEMI VOSTRI!!! Indignatevi così con problemi VERI... come faccio io! Cioè sulle persone SFRUTTATE... Senza lavoro..senza casa e con gravissimi problemi sociali!!! Fate questo!! INDIGNATEVI SU QUESTE COSE SIAMO NEL 2012!!"

Del resto, in quanto a volgarità, ha padrini illustri!

Insomma:
Vegg o giuin i luc son sempar luc 

2011-08-16

Quel balòss del Bossi ier sira al Bar Sport... E l'altra sera il La Russa

Uno spasso ieri sera il vecchio Bossi che millantava al popolo il suo ruolo di salvatore dei pensionati e spiegava i fondamenti dell'economia in chiave leghista.
Momenti gli scappa anche la lacrima, insieme alla bava, quando racconta che è andato a dare un pugno sulla tomba del "Miglio" il professore che per lui, il Bossi, guai che guai, stravedeva.
E poi tatrac la brunettata:
"Brunetta nano di Venezia non romperci i coglioni"
Va be' che il Brunetta l'è simpatic 'me 'na sgiafa in t'la pulenta (per i non lombardi simpatico come uno schiaffo nella polenta), ma dargli del "nano" dai, non è bello, anche nei confronti dell'altro nano, ché tra lui e Brunetta è una bella lotta.
Tanto più che si si era già preso del "cvvetino", il Brunetta, da quell'altro simpaticone del Tremonti.
Lo chiamano linguaggio colorito, intemperanze verbali, sarà, ma questi sono ministri della repubblica, di uno stesso governo.
il bello è che vorrebbero pure essere "autorevoli" e "credibili".
E l'altra sera qualcuno ha sentito quel che ha avuto il coraggio di dire quall'altro ministro faccia di tolla , La Russa, sulla manovra economica e i privilegi della "casta"?
"Con questa manovra sono stati tolti gli ultimi rimasugli di privilegi". Testuale: "gli ultimi rimasugli".
O è scemo o il suo pusher gli ha venduto qualcosa più forte del solito.
Come dicono in Veneto? "Ma va in mona, va!"
...

2011-05-25

Moratti balla, La Russa ringhia, Pisapia... dita incrociate e per favore qualcuno faccia tacere D'Alema

La Russa alias La Rissa [un esempio per tutti La Russa demagogo incazzato insulta Concita su Sky] se l'è presa anche con il mite Bernardini, conduttore di TV Talk, uomo, a suo dire, "non intelligente".
Ignazio, ministro della guerra, con il suo ghigno da iena, si è scagliato anche contro i presunti violenti di sinistra, lui, ah! ah! che alle sue manifestazioni fasciste ci andava con le bombe e se poi ci scappava un poliziotto morto, pazienza.
Ineffabile, poi, della Moratti ha tessuto gli elogi, definendola "imprenditrice prestata alla politica".
Di cosa fosse "imprenditrice" nessun lo dice mai. Ma per taluni fortunati essere manager significa scaldare le sedie dei consigli di amministrazione di famiglia.
Certo è che le prove pubbliche della signora di buona famiglia sono sempre state pessime a partire dalla presidenza Rai.
Utilizzata da Berlusconi per avviare privatizzazioni ci ha provato anche come ministro della Pubblica Istruzione. Con lei il ministero perde la dicitura Pubblica Istruzione per diventare Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR forse come onomatopeico omaggio ai suoi amati gatti perché soprattutto la Ricerca sappiamo quale fine ha fatto). Del resto non ci si poteva attendere molta da un ministro che come unica idea di istruzione aveva il Collegio delle fanciulle di Milano.
Il disastroso bilancio di sindaco a Milano rischia di chiudere la carriera politica della signora Letizia Arnaboldi Brichetto Moratti.
Verrà ricordata in quanto l'unica costante delle sue performance è sempre stata l'assoluta incompetenza.
Lo stesso La Rissa quando ha voluto fare un esempio delle "qualità," di donna Letizia non ha saputo tirare fuori dal cilindro nulla di meglio che l'assidua frequentazione, da osannata benefattrice, di San Patrignano, il discusso centro di recupero dei tossicodipendenti tanto caro ai vip più reazionari.
Anche Letizia Brichetto (che si ostina a farsi chiamare col cognome del marito perchè a Milano suona decisamente più in) una dipendenza ce l'ha: la "dipendenza", per quanto spocchiosetta, da Berlusconi. Unica pseudo imprenditrice a farsi imbarcare nel governo berlusconiano, mentre gli altri si defilavano, fa sempre, quello che lui le dice, compreso il killeraggio contro Pisapia - per quanto in maniera tanto imbarazzante da essere scaricata da tutti il giorno dopo.
In onore al suo boss si è lasciata andare persino ad un balletto da ex ragazza yéyé, tardivo frutto di anni di frequenza presso la prestigiosa scuola di danza classica Carla Strauss di Milano.
Penoso.

2011-03-31

La Russa fascista cocainomane? Opposizione sveglia!


Lo dice l'ex camerata Fini, fuori di sé per essere stato mandato a 'fa un culo dal suo ex colonnello.
Ma che bella giornata!
A Lampedusa Berlusconi compra la sua trentottesima casa e spara favole sempre più incredibili.
In Parlamento si tenta un blitz per fare passare la prescrizione breve, ennesima legge ad personam destinata a salvare Il Cavalier Laqualunque dai suoi processi.
Opposizione sveglia! Cosa si aspetta a scollare i culi dalle poltrone e fare qualche cosa di eclatante come dimettersi in massa o, meglio ancora, piantare le tende davanti a Montecitorio e bivaccarci tutti, Bersani e D'Alema compresi, fino a quando questo governo non cadrà. Troppo faticoso?

2011-02-14

Egitto-Italia, Mubarak-Berlusconi, Suleiman-La Russa

Accostamenti audaci.
In questi giorni, pur aderendo con tutto il cuore alle manifestazioni popolari in Nord Africa (prima Tunisia, poi Egitto, ora, forse, Algeria) mi sono chiesto spesso: e poi?
Benissimo rivoltarsi fino alla cacciata di odiosi dittatori e comunque sempre invidiabile il risultato di riuscirci, infine. Eppure di fronte a tante esaltazioni per i fermenti democratici e titubanze sul futuro, qualche dubbio mi è venuto.
Una partita per il potere arbitrata da ingenti forze armate mi lascia tremendamente scettico circa il risultato.
Oggi ho trovato un articolo interessante di Raouf Ebeid analista politico egiziano-americano, ben più informato di me sui retroscena di quei luoghi, ma non meno diffidente. Omar Suleiman: non è questo il cambiamento .
Leggerlo dà il senso di quanto la realtà di chi ha la forza del potere sia sempre lontana dalle speranze popolari.
Alla fin fine non sono i migliori a farcela, ma i più furbi con in mano gli apparati repressivi e tanti appoggi economici e politici. Il fatto di essere corresponsabili con le peggiori nefandezze del precedente regime sembra improvvisamente passare in second'ordine.

Oggi in Italia le donne hanno invaso le piazze, non credo tanto contro Berlusconi e il suo ridicolo maschilismo anni cinquanta, quanto contro il berlusconismo come sistema di valori in auge da oltre quindici anni - essenzialmente grazie alla sua potenza mediatica - che offre della donna una visione umiliante.
La visione del mondo dei berlusconiani è riuscita a corrompere ulteriormente il debole tessuto collettivo di una nazione mai davvero coesa intorno all'idea di Stato inteso come entità capace di stipulare un forte patto sociale. L'alleanza strategica con i leghisti, pur per molti versi dissimili, ha peggiorato non poco la situazione. Ne sono un esempio le incredibili vicende relative alle celebrazioni del centocinquantenario dell'unità d'Italia delle quali, in ultima analisi, non frega niente a nessuno. A ben guardare neppure il centenario di cinquant'anni fa, pur in un clima di diffusa ipocrisia, suscitò grandi entusiasmi. Al nord i "terroni" erano trattati non troppo diversamente da come oggi sono trattati gli extracomunitari. Le diversità tra italiani sono sempre state profonde e non sono tanto diversità linguistiche e geografiche quanto differenze di radici culturali.

Sicuramente la maggioranza degli italiani ne ha basta di Berlusconi e, forse anche più di lui, della banda del buco che lo circonda. Però grazie ad una "porca" legge elettorale, è sufficiente una risicata maggioranza relativa per far la parte del leone e governare. L'attuale opposizione manca completamente di credibilità e ad eventuali elezioni potrebbe non riuscire a mettere insieme una maggioranza alternativa. Detronizzare Berlusconi è un obiettivo perché si sbloccherebbe una situazione ormai insostenibile, ma poi? Chi potrebbe essere il Suleiman italico? Un individuo quale La Russa - per molti versi emblematico del regime berlusconiano - come disprezzo per la democrazia potrebbe avere la giusta somiglianza. Le analogie però si fermano lì. Fortunatamente sembrerebbe fuori discussione. Ha raggiunto la posizione che ha raggiunto solo grazie al fatto che Berlusconi si circonda volentieri di individui tanto avidi quanto mediocri, ma nessuno si fiderebbe di lui neppure per mandarci a spasso il cane. Ma il marciume della commistione economico-politica che tiene comunque in mano le sorti di questa Italia è così ramificata, anche trasversalmente agli schieramenti politici, che non lascia presumere nulla di buono per il futuro prossimo, con o senza Berlusconi.
Ecco perché, pur associandomi ad ogni manifestazione di dissenso - purché disancorata degli attuali partiti - resto pessimista circa l'evoluzione della situazione.

2011-02-12

Ferrara e Scodinzolin... menomale che Silvio c'è. E Ignobile La Rissa scalcia i giornalisti

truppe cammellate

Ci voleva il barrito dell'elefantino (al secolo Giuliano Ferrara, emerito direttore del Foglio e comiziante al tg1 di Sodinzolin) per radunare quattro gatti e qualche donna finalmente adatta all'età del Fanfulla da Arcore.
Sicuramente la Minetti avrebbe fatto di meglio, se non altro per quantità...
ahhh! ahhh! ahhh!

Ridere per non piangere. Non mi piace insultare e preferirei sempre un pacato ragionamento. Ma quando si sentono stronzate come quelle proferite da Ferrara al Dal Verme di Milano tipo «golpe moralistico» e «crociata giacobina e puritana» per definire l'ondata di indignazione che si è levata nel paese contro l'impudenza del berlusconismo (che ben poco ha a che fare con chi si scopa o non si scopa Berlusconi) non resta più niente da dire. L'"elefantino", con toni esasperati, usa parole in libertà, parlando di moralismo proprio lui che si era presentato alle elezioni - con infimo successo - proprio a capo di un neo-partito contro l'aborto, lui che conclude il comizio chiedendo, terra a terra, più soldi al suo boss per il Foglio. Ridicolo come ridicola la veemente accusa contro Umberto Eco, imputato di non aver capito niente di Kant. Un modo, forse, per accreditarsi come "uomo di cultura" che la sera legge Kant prima di addormentarsi, davanti a un pubblico di bocca buona. Del resto con un fascistone come La Russa in prima fila si fa presto a spacciarsi per geni.
E che ti fa l'Ignobile La Rissa appena uscito dal colto comizio? Da par suo scalcia un giornalista per poi fingere di essere stato scalciato e far intervenire zelanti funzionari delle "forze dell'ordine". Roba da scuole elementari se non fosse per il fatto che siamo di fronte a un ministro della repubblica e per di più della difesa - anche se sembra più dell'offesa (vedi ad esempio GIORNALE - notizieoggi: La Russa insulta ripetutamente uno studente,  La Russa: lei fa schifo, La Russa demagogo incazzato insulta Concita su Sky)
Più che ridere vien da piangere.
 
Sotto l'ultima bravata del ministro

2010-11-25

Bondi. Ministro indecente di un governo indecente

C'era una volta il comune senso della decenza, cosa assai arbitraria per la quale benpensanti e giudici bigotti non esitavano a condannare per atti contrari alla pubblica decenza due gay che si baciavano in pubblico.
Non è indecente invece sentire un ministro della IN-cultura in carica sostenere impudicamente di aver aiutato due casi umani dando posto di lavoro e consulenze al figlio e all'ex marito della sua donna (fatta eleggere, per altro, al parlamento italiano, come tanti altri cani e porci, grazie alla oscena legge elettorale Calderoli). [Leggere al riguardo L’aiutino (pubblico) non si nega a nessuno di G.A. Stella sul Corriere]

Ma Sandro Bondi, evidentemente poco soddisfatto della sua performance a Anno Zero e di quella del suo boss Berlusconi a Ballarò, ha avuto la faccia tosta di dichiarare che i conduttori televisivi di queste due trasmissioni dovrebbero ripensare il proprio ruolo perché "Di questo passo viene letteralmente annientata la dignità della politica e la credibilità degli esponenti politici..."
Capito? Osceni non sono i comportamenti suoi, di Berlusconi o, tanto per fare un altro esempio a caso, del ministro della guerra La Russa con le sue incivili risse televisive e i posti assegnati a figli parenti ed amici. Indecenti sono i giornalisti che ne parlano.
È L'osceno normalizzato di cui scrive Barbara Spinelli su Repubblica.

2010-04-21

Topi nel formaggio

Gasparri, La Russa, Matteoli... e altri 75.
Chi glielo fa fare a questi ex finiani, comprati all'ingrosso da padron Berlusconi, di rischiare poltrona e quattrini per Fini? E infatti non ci pensano proprio. Solo una cinquantina tra deputati e senatori ex AN sembra disposto, di malavoglia, a seguire capitan Fini nell'avventura di una corrente interna al Pdl. Gianfranco, del resto, non è mai stato altro che uno opportunista - non troppo dissimile, da Massimo D'Alema. La loro presunta scaltrezza si è miseramente infranta contro il fenomeno Berlusconi. Beneficano da sempre di ruoli istituzionali e non possono farne a meno, proprio per intima psicologia, ma se tanto tanto si azzardano ad alzare la cresta prendono mazzate.

2010-03-04

"Pronti a tutto". Il ministro delle forze armate minaccia apertamente le istituzioni


Incredibile! Un ministro della "difesa" in carica che pronuncia simili frasi. Inutile star lì: i trascorsi fascisti, malamente seppelliti, riemergono sempre.

Formigoni fuori gioco in Lombardia (gli sono venute meno le firme dei leghisti) e la Polverini in dubbio nel Lazio, dopo il pasticciaccio della mancata presentazione della lista, hanno fatto saltare i nervi alla destra.

Si sono tirati da soli la zappa sui piedi e i magistrati non hanno potuto far altro che registrare la situazione. Ciò nonostante non smettono di attaccare i giudici forsennatamente, Berlusconi in testa.

Davvero qualcuno crede che il Pdl non troverà il modo si rientrare in gioco? Ci scommetterei che Formigoni sarà comunque ancora, governatore lombardo... senza bisogno dei carrarmati di La Russa.

2010-02-24

Che om La Russa... sa schersa no!

Con Ignazio la rissa c'è poco da scherzare. (vedilo all'opera con la Concitina http://snipurl.com/uhvih)
Lui li mette a posto tutti. «Fuori dalle liste anche gli indagati - dice. Però poi aggiunge - ma nella decisione delle candidature alle Regionali il Pdl non accetterà un automatismo e sarà il partito a prendere la decisione finale sui singoli.» Eh! Eh! Eh!
Brutta roba il web! Ci rimane su tutto. Nel febbraio 2008 in una lettera ai comitati regionali di Forza Italia Bondi scrisse: "I candidati non devono avere processi in corso, esclusi quelli di natura politica." Eh! Eh! Eh!
Risultato: una settantina tra prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio passarono tranquillamente dai banchi degli imputati a quelli del Parlamento. Tra loro anche una ventina di condannati in via definiva. (vedi Gomez-Travaglio Se li conosci li eviti)

2010-01-18

Le radici del berlusconismo

Craxi e Salò

"Craxi è stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda …per la storia Craxi va già ricordato oggi come uno statista." (Augusto Minzolini, direttore tg1, editoriale su Craxi, 13 gennaio 2010)

"Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli di Salò, combatterono credendo nella difesa della Patria, meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia" (così Ignazio La Russa, ministro della difesa, alla cerimonia per l'anniversario della difesa di Roma dai nazisti)

Il revisionismo storico è una gran brutta bestia. "Scodinzolini" e "La Rissa" ne sono campioni. Il guaio è che i più sembrano non ricordare il passato, per amnesia, ignoranza, malafede o semplicemente perchè non c'erano e non ne hanno mai sentito parlare.

Per ravvivare la memoria su Craxi leggere quanto scritto su Il fatto quotidiano da un antipatico buon archivista come Travaglio: Il bottino di Bettino: come e quanto rubava

__________

2009-10-04

La Russa: lei fa schifo

Ignazio La Rissa, Ministro dell'Offesa, conferma il suo stile argomentativo, mai sordo al dialogo, anche con il mite matematico Odifreddi

2009-05-21

Ignazio La Rissa


Ignazio, giulivo e insultante, ier sera non ha mandato a cagare anche la Berlinguer, ma c'è mancato poco. (Qui al telefono con una delle veline candidate europee alla quale aveva detto "Telefona pure cara, per qualsiasi cosa... io sono sempre disponibile!")

2008-10-28

La Russa demagogo incazzato insulta Concita su Sky

Che dire sulla "cultura democratica" del prode La Russa? Il video si commenta da sé. Il guaio è che questo signore dai lugubri trascorsi fascisti, che sfoggia un eterno sorriso tirato come una stilettata, è ministro della difesa (tutto volutamente minuscolo).
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