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2011-07-19

I segreti della casta di Montecitorio, mezza bufala e mezza novità

'sta cosa de I segreti della casta di Montecitorio temo sia una mezza bufala. In fin dei conti per ora si tratta di una decina di post. Se ne aggiunge uno o due ogni giorno, ma alcuni sono un po' le solite cose "politiche" circolanti. Ben venga tutto ciò che rilancia una informazione in qualche modo alternativa, ma non c’è niente di particolarmente innovativo.
Per lo più i post non rivelano nulla di sconvolgente (ridicolo nella sua emblematica assurdità a me sembra quello dei 9 barbieri di Montecitorio a 11000 euro al mese, sempre che sia vero). Vedremo in seguito.
Ben più gravi e numerose le "irregolarità" denunciate dal libro la casta e tante analoghe pubblicazioni, per non parlare delle documentate violazioni d'ogni tipo messe a nudo dalla Gabanelli su Report che finiscono regolarmente nel nulla.
L'interessante di questa vicenda è la "viralità", indice di un malumore giustizialista diffuso oltre che di una stupidità di massa sempre più pericolosa, facile strumento in mano ai furbi in grado di manipolarla. Stupidità anche quando condivisibile come indignazione collettiva in quanto resta superficiale e incapace di qualsiasi analisi critica sia riguardo ai contenuti, sia sull'attendibilità delle forme comunicative.
In questi casi Fb - e la rete in generale - sembra sempre più quegli spiazzi dei film western dove la folla inferocita impiccava i banditi, veri o presunti che fossero.
Io stesso contribuisco con i miei post ad aumentare il rumore di fondo di una comunicazione solo apparentemente più democratica ed in realtà condizionata pesantemente da chi possiede gli strumenti per emergere dal mare indistinto della rete. Alla fine, fatte le debite eccezioni - che rimangono, appunto, eccezioni - le voci che prevalgono sono quelle dei soliti noti imposti all'attenzione pubblica dai tradizionali mezzi di comunicazione.
Con questo non voglio sminuire le potenzialità della rete. Sul Web circolano liberamente idee e conoscenze come mai prima d'ora nella storia. La cultura, ad ogni livello, è ora alla portata di tutti. Libri, film e musica si sono "democratizzati" (e per questo sono in atto potenti tentativi di toglierceli che, ci scommetto, andranno a buon fine).
Purtroppo però insieme a tutto ciò gira vorticosamente una quantità di bufale, superstizioni, truffe, merda d'ogni tipo in quantità incommensurabile.
Non credo che I segreti della casta di Montecitorio appartengano alla categoria bufale tout court. C'è pero qualcosa di sfuggente sotto questa operazione così ben riuscita. Potrebbe essere solo un caso perché ha toccato al momento giusto un nervo sociale scoperto, potrebbe essere altro. Non è questo che conta.
Mi fa pensare invece la superficialità e volatilità di questi fenomeni virali che alla fine non lasciano alcuna traccia nel reale.

2011-07-15

Tutti sul Trireme altroché Titanic

Tutti uguali. Le palle fruste del Giulio.
I privilegiati, la casta, continuano a godersela imperterriti. Tutti coloro che hanno fatto i soldi sulle spalle dei poveri cristi, mettendoli al sicuro in giro per il mondo, hanno un solido interesse a che nulla cambi. A che questo sistema politico-economico, totalmente perverso e in mano a bande di criminali in giacca e cravatta che tengono le redini della finanza, regga il più a lungo possibile.
Quando poi crollerà, nella merda ci finiranno quelli che con il loro lavoro, spesso poco gratificante, talvolta intollerabilmente duro e sempre malpagato, hanno remato una vita. I furbetti e furboni invece se la caveranno a buon mercato come sempre.
Chi sperava di tirare un sospiro di sollievo, almeno in vecchiaia, o continua a remare perché l'età per fermarsi si allontana sempre più, si ritrova depredato di almeno un migliaio d'euro in più l'anno. Ci si rifà sui ceti medio bassi perché per il governo è facile e redditizio infilargli le mani nel portafoglio (con ticket, mancati rimborsi e tasse indirette d'ogni specie) o addirittura riducendo alla fonte i redditi dovuti. Iniquo ed ignobile.
Oltremodo spregevole se si considera che in Italia il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale (dati Bankitalia).
Cosa si fa per ridurre questa divaricazione economica? Nulla, assolutamente nulla.
Un accorato Giulio Tremonti chiama l'opposizione a sostenere la manovra governativa con toni da ultima spiaggia, mentre fino all'altro ieri il suo boss corruttore di giudici ci assicurava che tutto andava per il meglio.
Non si aboliscono quella cosa inutile che sono le provincie, né si dimezzano i vergognosi stipendi dei parlamentari e le costose agevolazioni di ogni tipo di cui godono. Ben ci si guarda dall'eliminare gli sprechi per il funzionamento della macchina statale. Troppi interessi di chi "conta" verrebbero intaccati e la scusa meschina è che tutto questo non frutterebbe granché alle casse dello stato.
E la cosiddetta opposizione che fa? Traccheggia, si astiene, evapora.
Si fa complice di una ulteriore batosta a chi nell'ultima tornata elettorale ha osato mettere in dubbio non solo la legittimità del governo in carica, ma anche quella della "sinistra ufficiale".
Già, che potevano fare di diverso i suoi compromessi dirigenti? Sanno benissimo che questa nuova mazzolata ai ceti medio bassi non basterà e non sarà l'ultima. Sanno che neppure loro sarebbero in grado di raddrizzare una situazione ormai ingestibile perché non hanno voglia, capacità e coraggio di compiere scelte "alternative" e dunque ballano il loro macabro balletto sul ponte di comando del trireme che affonda.

2011-05-06

Hanno la faccia come il popò

Insieme agli altri (vale la pena vedere QUI chi sono e la loro storia) è tornato nella squadra di governo anche Villari, quello che alla Rai occupava il posto ora di Zavoli e non voleva staccare il culo dalla poltrona (vedi QUI)

Antonio Razzi, cresciuto anche lui alla corte di Di Pietro (l’ex magistrato non ha gran fiuto nella scelta degli uomini, gli vengono quasi meglio i congiuntivi). Razzi. Quello che sei mesi fa diceva «io ho una faccia sola: come potrei farmi vedere ancora in giro, se passassi con Berlusconi?» e poi è passato con Berlusconi, faccia compresa.
Quello che denunciava «il Pdl ha persino proposto di pagarmi il mutuo» e da neo-alleato del Pdl ha presentato una proposta di legge per togliere l’Ici agli italiani residenti all’estero, cioè a se stesso. Quello che, sistemata la casa, voleva arredarla con una poltrona, «un posticino, qualcosa per dire grazie». E ieri il posticino è arrivato: consigliere personale del ministro dell’Agricoltura, il corresponsabile Romano. Razzi dovrà occuparsi di lotta alla contraffazione alimentare. Cautamente sondato sulle sue esperienze in materia, il neo-consigliere ha risposto: «Sono un buongustaio e soprattutto un buon cuoco: a tempo perso, aiuto mia moglie in cucina».
Perché il vero tratto distintivo di questa casta di macchiette non è più nemmeno l’incompetenza. E’ la mancanza di vergogna.


Non c'è altro da aggiungere alle parole di Gramellini sulla Stampa se non che di sottosegretari, i governi che ci si ostina a chiamare di "sinistra", ne avevano forse anche di più.
Per forza. E' il prezzo che si paga per tenere insieme cani e porci pur di continuare a governare. Solo che il cabarettista di Arcore le cose le fa spudoratamente.
E così torniamo al vero problema di questo povero paese. Nessuna opposizione credibile e una casta politica che fa schifo e puzza. Non c'è luce in fondo al tunnel.

2008-11-12

Volete incazzarvi? Leggete quanto ci costa il "reinserimento sociale" di Mastella e soci

I costi della politica: più 100 milioni corriere.it

Non siete abbastanza incazzati? Volete incazzarvi di più? Leggete quanto ci costa un consigliere regionale (più del doppio del governatore della California!) o gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Siamo economicamente alle corde, ma il "reinserimento nella vita sociale" di signori non certo privi di redditi come Clemente Mastella, Alfredo Biondi, Armando Cossutta, Pecoraro Scagno e via discorrendo lo paghiamo a caro prezzo, neanche fossero pericolosi delinquenti appena usciti dalle patrie galere.

Dobbiamo l'aggiornamento dei dati ai soliti Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella ai quali non sappiamo se essere grati per l'informazione o mandarli a quel paese per il sangue marcio che puntualmente ci causano.
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