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2009-08-10

L'Aquila. Noleggiati 676 wc chimici oltre il necessario

"...Bertolaso ha firmato con i fornitori un contratto di noleggio a 80 euro al giorno a gabinetto, il surplus di cessi è costato un patrimonio: un milione e 622 mila euro al mese."
(Fabrizio Grassi,
Polistirolo city, L'Espresso)

Fabrizio Gatti è giornalista vero di quelli che ancora fanno inchieste. Dunque il suo resoconto sembra attendibile. Il prossimo futuro ci dirà se gli spot berlusconiani sulla ricostruzione post terremoto saranno o meno credibili.

2009-04-23

Gita in Abruzzo

La passione per i cappellini e per gli show non abbandona il nostro premier

Tanto per far scena e aumentare lo share Berlusconi ha caricato in autobus la sua scolaresca di ministri e l'ha portata a L'Aquila. (Chissà che gioia per quelli che vivono nel fango, senza stufe e senza docce!) Lì ha stanziato 8 miliardi di euro da dare in tre anni ai terremotati, promettendo che non ci saranno nuove tasse - specialmente per i ricchi. Non si sa però da dove salteranno fuori tutti questi sodi. Lo spocchioso Tremonti si è limitato a dire che li hanno, bastano e avanzano per far tutto, anche il ponte sullo stretto di Messina. Tutto va bene insomma, pure la crisi finanziaria è dietro alle spalle. Ottimismo è la parola d'ordine. Non allo stesso modo la pensano gli economisti. Tutto va bene è proprio il titolo dell'articolo di Galapagos su il manifesto. Ma anche Deaglio su La Stampa in Solidarietà e referendum non sembra così tranquillo.
Il nostro presidente del consiglio ha avuto infine una grande pensata. Perché non portare in Abruzzo anche il G8? Meno problemi di sicurezza, ha detto. I No Global non avranno il coraggio di venire a rompere i coglioni anche qui. Fuuurbo!

2009-04-15

Dodici miliardi di maroni (e Vauro cacciato dalla Rai)

Vauro Senesi, autore di questa vignetta, è stato cacciato dalla Rai. Alla faccia della libertà d'espressione in Italia! In compenso Gasparri potrà continuare ad... esprimersi

Chissà quanti si sono chiesti cosa significhino 12 miliardi di euro, cifra sparata dal ministro Maroni per la ricostruzione in Abruzzo. Io ho dovuto pensarci su perché ormai si parla di milioni e miliardi come bruscolini. Grosso modo siamo intorno ai 24000 miliardi delle vecchie lirette. Cifra colossale pari, sostiene qualcuno, al patrimonio di Berlusconi. Con questi chiari di luna (l’emotività del terremoto ha spazzato via, come voleva il cavaliere, la crisi economica dalle prime pagine – e anche le sue figuracce europee) una finanziaria aggiuntiva sulle spalle degli italiani. Dobbiamo dire grazie a chi non ha costruito con criteri antisismici là dove non si sarebbe dovuto fare altrimenti. Grazie ai politici nazionali ed amministratori locali che si accorgono di avere la stalla aperta solo dopo che i buoi sono scappati. Grazie alle mafie ben radicate nell’edilizia del sud come del nord. Se fossi credente ringrazierei anche dio che ci ha dato il terremoto come ulteriore possibilità di redenzione. Purtroppo non c’è niente di fatale in ciò che è accaduto. Bisognava aspettarselo come un giorno bisognerà aspettarsi il risveglio del Vesuvio e la distruzione delle case abbarbicate sulle sue pendici in spregio a qualsiasi norma di sicurezza. Tant’è si continua a blaterare di ponte sulla stretto, un ponte che se anche dovesse essere costruito e, per ipotesi, reggere a un terremoto (ricordate quello immane di Messina agli inizi del secolo?) si troverebbe a riunire due città morte, Reggio e Messina appunto. Sarebbe interessante sapere quanti palazzi sono antisismici lì. Tutto va bene fino alla prossima beffa del “destino”. Intanto il nostro amato capo del governo gigioneggia tra le rovine raccogliendo consensi, promettendo mari e monti - compreso alloggio nelle sue innumerevoli ville - come si addice ad ogni stimato boss di quartiere o caudillo sudamericano. Complice un’opposizione muta e codina guai a criticare qualcosa o qualcuno come ha fatto Santoro, o meglio Ruotolo, in Anno Zero raccogliendo voci del dissenso tra chi ad una settimana dal sisma si trova nelle tendopoli senza ancora riscaldamento e acqua calda per lavarsi. Chi si permette giudizi difformi o tenta approfondimenti, fa “scempio continuo della verità”. Lo sostiene Gasparri, vi rendete conto? Uno come Gasparri parla di scempio della verità, uno la cui lingua evitiamo di dire dove si trovi da anni. Maroni, infastidito da Crozza a Ballarò - il clima da tregenda permette di picchiar duro anche su comici e vignettisti, come in ogni regime autoritario - mette sul piatto una spesa di 12 miliardi di euro e dunque cosa volete mai che siano due o trecento milioni risparmiati per accorpare il referendum alle altre elezioni? Si occupa di cose serie lui, mica di bazzecole! Ecco la cosa seria: evitare il rischio che gli italiani vadano in culo alla lega votando al referendum. Un rischio magari remoto, ma che per la lega sarebbe un ter-remoto. Il suo personalissimo terremoto. Mi girano dodici miliardi di maroni!

2009-04-10

C...glioni vaganti

Un tempo se scrivevi coglione con word te lo correggeva automaticamente in ciglione. Un pudico e ridicolo automatismo non troppo dissimile da quello di OKnotizie che, se non vado errato, cassa i post con "parolacce" nel titolo.
Il valzer delle poltrone redditizie, con questi direttori vaganti tra Tg1, Sole24Ore, Corriere, non appassiona nessuno se non gli stessi interessati e i loro padrini. Più significative le responsabilità di questi - ed altri - superpagati direttori circa lo stato comatoso dell'informazione in Italia.
Vero che i giornali non li legge più quasi nessuno - specialmente tra i giovani - ma la felicità per gli share ottenuti nei TG la dice lunga sulla mentalità di uno sciacallo baciapile come Riotta.
Vomitevoli i servizi di questi giorni. Ore e ore di diretta dove si frigge e rifrigge la stessa aria senza aggiungere alcunché all'informazione. Pagine e pagine coperte da migliaia di inutili articoli.
Alla pena infinita per le vittime del terremoto si mescola la rabbia per le parole vuote di questi coglioni che si definiscono "professionisti dell'informazione".
Alle loro stronzate si aggiungono poi quelle dei politici e dei preti con messe solenni e litania di buoni sentimenti e buoni propositi che, spento il clamore, finiranno nel cesso.
Berlusconi ha promesso che questa volta sarà diverso. Vedremo.
Possibile che in Italia ci voglia sempre una nuova tragedia annunciata per fare qualcosa, quando ormai è tardi? Ora che i buoi sono scappati tutti corrono a chiudere la stalla.
Mi chiedo cosa significhino frasi come quella di Napolitano "nessuno è senza colpa". Nessuno senza colpa, dunque tutti colpevoli. Equivale a che nessuno abbia colpe. Ma come? Chi ha puntualmente prorogato l'applicazione delle norme antisismiche alla costruzione delle case? L'ultima è nel decreto milleproroghe di un mese fa.
Senza citare ancora una volta il Giappone, dove abbiamo visto "ballare" a lungo i palazzi senza dover contare centinaia di vittime, parliamo dell'Europa. Ci è voluto il 2008 per emanare un testo che recepisse gli standard europei. In particolare, per gli edifici di «interesse strategico», per esempio scuole, ospedali ed edifici pubblici in genere, c’è l’obbligo di utilizzare il calcestruzzo certificato. Si fa?
Non facciamo di ogni erba un fascio perché deresponsabilizza. I colpevoli, di solito, hanno nomi e cognomi.

2009-04-08

TG1 Terremoto. Eureka ascolti alle stelle!



Sono rimasto basito anch'io nel sentir snocciolare gli share e ho pensato cose analoghe a quelle scritte da Vittorio Zucconi, dunque mi limito a riprodurre parte del suo post

"Credevo di essere matto io a essere rimasto sbigottito davanti al TGUno delle 13:30, di martedì, che ha chiuso mezz’ora di pianti, rovine e chiacchiere alla fine tutte identiche leggendo le cifre trionfali degli ascolti, registrate grazie al terremoto [...] Ma chi sono questi mentecatti accecati dalla vanità che si vantano [...] come se fosse il successo di un telefilm o di un varietà? In Abruzzo sarebbero morti per permettere al direttore alla sua redazione di pavoneggiarsi? Have you no sense of decency, sir?" (repubblica.it)

2009-04-07

Terremoto. Day after

...augurandoci che vadano a buon fine

Dopo una simile catastrofe resta ben poco da dire. Alla distruzione e ai morti si aggiunge la tragedia umana dei sopravvissuti. Tutti, senza distinzioni di credo o colore politico, partecipano al cordoglio, tutti si danno da fare. Società civile e volontariato sono a pieni giri e Berlusconi, con l'orgoglio tipico delle mentalità autarchiche, rifiuta aiuti dall'estero.
A noi, che siamo altrove e in una zona sismica relativamente sicura, non resta che sperare in una rapida ricostruzione perché è questo che vorremmo se avessimo perso la nostra casa, i nostri ospedali, le nostre scuole. Purtroppo sappiamo che non è stato così dopo altri terremoti. Allo stesso modo sappiamo che altrove, in Giappone ad esempio, scosse sismiche di simile violenza non hanno gli stessi effetti e lo stesso numero di vittime. La ragione è semplice: si fa prevenzione. I terremoti non saranno prevedibili, come continua a sottolineare stizzosamente Bertolaso - personaggio abbastanza discusso - in sintonia con la maggioranza degli esperti. Però una settimana prima Giampaolo Giuliani, ricercatore e tecnico di fisica dei laboratori dell'Infin del Gran Sasso - non un rabdomante dunque - aveva messo in guardia sul rischio. Lo hanno ridicolizzato ed indagato per procurato allarme. In realtà, da quel che è dato capire, non si sarebbe potuto fare granché comunque. Non avendo certezze di ora e di luogo non sembra attuabile l'evacuazione preventiva di vaste zone densamente popolate. Da qui a tranquillizzare la popolazione sostenendo che non ci sono pericoli ce ne corre. I pericoli nelle zone sismiche ci sono sempre, si sa, e l'unica possibilità è una seria prevenzione. Il citato Giappone costruisce da tempo case antisismiche. A Pavia c'è un centro di ricerca universitario d'avanguardia che studia la resistenza delle strutture, riproducendo terremoti in laboratorio. Edificare case a basso rischio di crollo si può. Perché non lo si è fatto in Abruzzo dove a cedere non sono stati solo edifici medioevali, ma anche costruzioni recenti? Siamo alle solite. Da noi si vagheggia di arditi ponti sullo stretto di Messina (zona sismica quante altre mai!), ma poi non si rispettano neppure le leggi esistenti per costruire in modo sicuro, permettendo deroghe e condoni in cambio di bustarelle e voti. Patti scellerati tra una popolazione abituata ad arrangiarsi, avidi speculatori, costruttori senza scrupoli e un ceto politico-amministrativo colluso con ogni fonte di facile guadagno.
Ci vuole ottimismo per aver fiducia che le cose cambieranno nell'immediato futuro. Più facile prevedere che alla prossima catastrofe si ripeterà la medesima corsa alla solidarietà, seguita da polemiche, accuse, controaccuse e sfilza di buoni propositi.
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