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2015-06-24

Grecia. Continua il "tiramolla ideologico" europeo

Ieri si oggi forse domani chissà. Le borse vanno su e giù (e sicuramente c'è chi ci specula).
Va avanti da un pezzo.
Anche chi, come chi scrive, ha da sempre avuto in odio i nazionalismi e ritiene che una Europa "politicamente" unita sarebbe un gran vantaggio per le generazioni future - ma data la predominanza degli interessi economici e l'insipienza dei leader politici non spera di vederla realizzata - non  può non dirsi sempre più nauseato dagli egoismi e particolarismi locali che fomentano divisioni e odi inevitabilmente forieri di guerre.
Ha in buona parte ragione Mario Deaglio che su La Stampa di ieri scrive L’ideologia che condiziona i risultati. "La vera paura, che attanaglia mercati e governi, è un’altra: visto il parziale condono alla Grecia del debito, altri Paesi indebitati potrebbero mettersi sulla stessa strada." Dice.
Così è. Ma d'altra parte Obama, che sta facendo pagare un alto prezzo all'Europa per la sterile fobia americana anti-Putin, teme accordi greco-russi e spinge per un salvataggio definitivo della Grecia.
In Europa, per altro, non mancano invece i falchi che chiaramente vorrebbero far fuori la Grecia, costi quel che costi - sicuramente assai più che salvarla - dandogli una lezione tanto dolorosa da scoraggiare gli altri popoli a seguirne le orme.
Se però la Grecia non ne uscisse con le ossa completamente rotte la partita politica sarebbe persa e l'ideologia economicista (1) che domina la scena e che, dati i disastri provocati, ha ormai scarso appeal, (nonostante continui a dettar legge) finirebbe fatalmente ridimensionata.
Insomma lo scontro o per un verso o per l'altro, è ideologico. Con buona pace di chi sostiene finite le ideologie.
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(1) Nel senso della critica che ne fa Serge Latouche, L’invenzione dell'economia, Bollati Boringhieri, Torino, 2010

2015-04-19

Il tramonto dei sogni. Notizie di una normale domenica d'aprile

In un mondo dove tutto sembra andare di male in peggio (o sarà solo l'effetto di una comunicazione ipertrofica, sensazionalista e tutta rivolta ad esaltare ogni genere di catastrofismo?) ti svegli in una normale domenica d'aprile e scorri, per antica abitudine, le notizie del giorno.
Ci sono quelle del cortile di casa sui giornali di carta, irrimediabilmente in ritardo sugli eventi. "Atene preoccupa Draghi", ma è la Grecia, sempre lì sull'orlo default, che dovrebbe essere preoccupata da una Europa sorda di fronte ai bisogni di una popolazione stremata da scelte economiche globali sbagliate e da decenni di governi pessimi e ceti dirigenti corrotti.
Però sui siti on-line di tutto il mondo la notizia del giorno è quella del naufragio di 700 migranti nel canale di Sicilia. Morti che si aggiungono a migliaia d'altri tra vuote parole di cordoglio e sostanziale indifferenza europea.
La "famiglia" europea, retta da leader incapaci di farla marciare politicamente unita, non sa dare una mano agli europei che ne hanno necessità (greci in primis) figurarsi agli immigrati in fuga che cercano rifugio sulle sue coste.
Ribolle il medio oriente, ribolle l'Africa, tutto quanto stava precariamente insieme sembra sfasciarsi in un clima da crepuscolo degli dei.
Masse di persone si spostano da un luogo all'altro alla disperata ricerca di una migliore esistenza e incontrano l'ostilità di altre persone troppo povere o troppo egoiste per poterle accogliere.
Mentre alcuni si arricchiscono sulla disponibilità a lasciarsi schiavizzare di lavoratori sempre più miserabili, la guerra tra poveri dilaga fomentata da demagoghi ignoranti che eccitano le paure popolari per puro opportunismo politico.
Accade ovunque, dal nord dell'Europa al sud dell'Africa, tanto per restare a questo spicchio di mondo.
É sempre di oggi la notizia delle violenze xenofobe che continuano in Sud Africa; Johannesburg, saccheggi e attacchi agli immigrati. [Ma non era il paese arcobaleno? (BuongiornoAfrica)- JOHANNESBURG, SACCHEGGI E ATTACCHI AGLI IMMIGRATI (Il Sole 24 Ore)]
E il pensiero corre a Mandela, scomparso da poco, e al suo sogno infranto sulla realtà di una situazione dove continuano a dominare i soliti pochi e le condizioni nelle baraccopoli dei lavoratori neri sottopagati - contrapposti ad altri lavoratori ugualmente neri in fuga dai paesi vicini - sono rimaste sostanzialmente le stesse dei tempi dell’Apartheid.
A pomeriggio inoltrato infine arriva l'ennesimo video dell'IS col consueto rito di una trentina di nuovi cristiani decapitati su qualche spiaggia nord africana.
Orribile nella sua ripetitività.

2015-01-27

Tsipras. S'ode a destra uno squillo di tromba, A sinistra risponde uno squillo. Confermata la propensione italica a balzare sul carro del vincitore

OK, nessun morto. La scelta di "0 Killed" tra le mille possibili interpretazioni dell'origine della locuzione d'assenso universalmente conosciuta, non è casuale.
Zero morti, per ora, dopo la battaglia vinta da Tsipras in Grecia. 
Coro d'assensi bipartisan: dall'"estrema" (si fa per dire) sinistra, al centro, a destra; tanto entusiasmo fa "sorridere (eufemismo).
Gli euro burocrati e i tecnocrati che guidano di fatto l'Europa stanno sulle balle a tutti specialmente da quando i rigoristi sostenitori della politica dei sacrifici si sono convertiti in massa in critici acerrimi dei se stessi che erano negli scorsi anni. 
Borse in rialzo, a parte Atene, spread basso, mercati tranquilli.
Apparentemente "tutto va ben madama la marchesa".
Tsipras imbarca nel governo la destra nazionalista di Kam­me­nos - prodigo di battute contro ebrei e tedeschi, incitatore al linciaggio e sostenitore dell’esistenza delle scie chi­mi­che e altre tesi com­plot­ti­ste (vi ricorda niente?).
I nostri "sinistri" questa volta plaudono.
Il Manifesto giustifica la scelta e ci rassicura: "Nulla a che vedere con il Patto del Naza­reno. L’alleanza di governo tra Syriza e Greci Indi­pen­denti (Anel) è il con­tra­rio. Un accordo di pro­gramma, squi­si­ta­mente poli­tico: libe­rare la Gre­cia dalle catene della troika e dell’austerità." 
[Meglio le anticipazioni del libro «Ale­xis Tsi­pras. La mia sini­stra» di Syn­ghel­la­kis una quindicina di giorni fa: Tsipras: «La scommessa di Syriza ...]
Paolo Ferrero scrive sul suo profilo FB: "La costruzione di una maggioranza chiaramente contraria alla Troika e alle politiche di austerità è un'ottima notizia e una buona base di partenza per il governo Tsipras".
E Sel: "visto che non c'è risposta che non passi per un feroce scontro con la Troika e la rinegoziazione del debito e degli aiuti condizionati dai tecnocrati europei, bisogna fare un'alleanza con chi è in linea con questa posizione. Anche a costo di mettere in secondo piano differenze sì importanti"
Siamo uomini di mondo, nulla più ci stupisce. L'importante è dar contro a quegli spilorci di tedeschi.
Tutti spendaccioni ormai, tutti convinti cha la cosa migliore per rilanciare l'economia sia stampare soldi come carta straccia. 
Almeno finissero nelle tasche dei lavoratori (aumenti stipendiali), dei pensionati più poveri e di chi un'occupazione non riesce a trovarla (salario sociale) magari si rimetterebbe in moto quel circolo virtuoso che porta fuori dalla stagnazione rialzando livelli di consumi ed inflazione a quel due o tre per cento auspicato da Draghi. 
Ma non è così. Ad arricchirsi sempre più con le immissioni massicce di liquidità sui mercati fino ad ora è stato chi ricco lo è già a discapito di tutti gli altri (il novantanove per cento della popolazione).
Il furore contro chi pretende conti in ordine da chi ha truccato i bilanci per entrare nell'euro (Grecia) e speso forsennatamente quando gli euro li ha ottenuti arricchendo a dismisura politici e faccendieri di ogni risma fin tanto che la pacchia è finita (Italia in prima linea) è tale da offuscare a tutti la memoria. 
Vedremo fra non molto se la Grecia, con un potenziale economico grossomodo equivalente al Veneto, e dunque non “too big to fail” prenderà o meno un calcio in culo da quell'Europa che ha sì goduto maggiormente dei benefici della moneta unica, ma che è anche capace di mantenere sotto controllo la spesa pubblica, garantire un welfare accettabile e soprattutto pagare le tasse per far funzionare la cosa pubblica.
Personalmente non me l'auguro, lo temo.
Gradirei infine sapere, quantunque non mi cambi la vita, che fine hanno fatto i nostri deludenti eletti eurodeputati nella lista Tsipras. Da Barbara Spinelli, Curzio Maltese ed Eleonora Fiorenza non si sente niente.
Spinelli e Maltese, tanto bravi a fare articoli, sembrano inesistenti come "politici".

2015-01-26

La resa dei conti - Tsipras vince in Grecia e è a un soffio dalla maggioranza assoluta dei seggi

Come ampiamente previsto, e frutto di un lavoro lungo anni, Syriza ha vinto le elezioni in Grecia.
Ora per Tsipras comincia il difficile. Realizzare qualcuna delle promesse fatte e soprattutto rinegoziare le condizioni del debito greco senza uscire dall'euro.
Un compito da far tremare le vene e i polsi.
Auguri!

Scriveva Petros Markaris nel libro La resa dei conti pubblicato nel 2013 e ambientato in uno scenario futuribile.
"Capodanno 2014. Grecia, Spagna e Italia sono uscite dall’euro. Anche la famiglia Charitos festeggia l’ultima notte dell’euro, e il ritorno alla dracma. Ma la festa dura poco e, ben presto, lascia spazio al disordine sociale: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, anziani affamati che rovistano nei cassonetti.
[...]
(Adriana, moglie del commissario Charitos) "...ho messo da parte duecento euro.”
(Charitos) “E dove li hai trovati?” le chiedo sorpreso.
“Non li ho trovati. Li ho risparmiati. Ero sicura che, da un giorno all’altro, il governo avrebbe annunciato il blocco degli stipendi. E così, da qualche mese, ogni volta che andavo a far la spesa mettevo qualcosa da parte. Ora tre euro, ora cinque: pian piano ne ho messi insieme duecento…”
“Adriana, mi stupisci!” esclamo con genuina ammirazione. “Anch’io temevo il blocco degli stipendi, ma non ho mai pensato a mettere degli spiccioli da parte.”
“Il cervello delle donne è così: partorisce sempre qualcosa di buono,” butta lì la stoccata con finta noncuranza. “Per il resto, non dobbiamo fare altro che ricominciare a vivere come si faceva nei paesi dove siamo cresciuti. Mangeremo carne solo una volta ogni tanto: tutti gli altri giorni verdure e legumi. Sono anni che in televisione gli esperti ci rompono le scatole con tutte le loro teorie sulla dieta sana. E ora la loro dieta sana è diventata obbligatoria. La mia povera mamma diceva sempre: ‘Fagiolo dopo fagiolo, si riempie il paiolo.’ Da domani, hai voglia a mangiar fagioli: arriverete a chiedere pietà!” "

Ecco, speriamo che lo scenario descritto con un ipotetico ritorno alla dracma - e magari alle altre monete nazionali - non si realizzi in aggiunta ai drammi già provocati dai diktat della troika.

2013-02-20

TV e giornali. Black out dei media sullo sciopero generale in Grecia, ma tante chiacchiere su Urbano Cairo


In Grecia sono alla canna del gas (e noi siamo sulla buona strada per arrivarci).
In rete girano bufale di ogni tipo sulla situazione, è vero però che l'informazione scarseggia e quando ciò accade i grafomani catastrofisti e i rivoluzionari da tastiera fanno fiction.
Se vogliamo la fiction leggiamo almeno quella di buona qualità come nell' "Esattore" ultimo romanzo di Petros Markaris, con il suo commissario Kostas Charitos che nella crisi s'immerge.
E veniamo alle miserie nostrane. Chiacchiere e poca sostanza su Urbano Cairo al quale Telecom ha regalato La7.
Assistente di Silvio Berlusconi presso il gruppo Fininvest, direttore commerciale e vice direttore generale Publitalia negli anni '80, amministratore delegato, dal 1991 al 1995, della Arnoldo Mondadori Editore pubblicità, ora editore di riviste e proprietario nonché presidente del Torino calcio.
Non si può dire che fosse un uomo lontano da Berlusconi.
Se poi paghi una televisione (nel senso di emittente televisiva, ma già un semplice apparecchio tv desterebbe sospetti) la bellezza di un euro, perché piena di debiti e chi la possiede se ne vuole disfare, qualcosa non quadra.
Dove li troverà i soldi per mantenere una televisione che perde 100 milioni all'anno?
Il sospetto che alle sue spalle ci sia qualcuno del mestiere con la disponibilità economica per mettere La7 nel carniere insieme a tutte le sue altre reti private sorge... O no?

2012-06-18

Grecia. Vince la paura. Vincono i conservatori

Esulta l'Europa di destra, quella della finanza, delle banche, dei mercati, dei tagli selvaggi alla stato sociale, dei profitti in tasca a pochi e dei debiti scaricati su lavoratori e pensionati sempre più poveri, insomma l'Europa di quelli che ci hanno messo nella merda.
Per loro si riapre la speranza di andare ancora per un po' (poco? tanto? nessuno lo sa) avanti così.
A fine maggio i sondaggi davano come possibile vincitore delle elezioni greche di ieri Syriza, una formazione di sinistra non estremista, con un programma (a fondo pagina se ne possono leggere i punti per sommi capi) in larga misura condivisibile da chiunque si consideri ancora vagamente di sinistra. Syriza ha totalizzato il 27 per cento dei voti, ed è risultato il secondo partito.
Diversamente da Grillo e da coloro che vorrebbero uscire dall'euro, cercando di convincere sé e gli altri che questa sarebbe la soluzione, Syriza voleva rinegoziare le condizioni di una Europa più vicina alle esigenze popolari che alle cosiddette "élite dirigenti".
Al dunque però la propaganda della paura ha avuto la meglio, come l'avrebbe in Italia se si andasse al voto.
L'incertezza del "cosa succederà poi?" spaventa. Si fatica a capire. Capire, già ma cosa c'è da capire? Che se butta male, ma proprio male, per come sono messe le cose qui si finisce a fare la fame un'altra volta. La prima per tutti coloro - io compreso - che non sanno neppure lontanamente cosa sia. Una prospettiva poco allegra dalle conseguenze imprevedibili.

E tutti tirarono un sospiro di sollievo. Un mortifero sospiro tanto caro ai nostri mortiferi politici, imprenditori, giornalisti e intrallazzoni d'ogni specie.

PROGRAMMA DI SYRIZA
1. Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.
2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
3. Alzare l’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno.
4. Cambiare la legge elettorale perché la rappresentanza parlamentare sia veramente proporzionale.
5. Aumento delle imposte sulle società per le grandi imprese, almeno fino alla media europea.
6. Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.
7. Proibire i derivati finanziari speculativi quali Swap e Cds.
8. Abolire i privilegi fiscali di cui beneficiano la Chiesa e gli armatori navali.
9. Combattere il segreto bancario e la fuga di capitali all’estero.
10. Tagliare drasticamente la spesa militare.
11. Alzare il salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese).
12. Utilizzare edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.
13. Aprire mense nelle scuole pubbliche per offrire gratuitamente la colazione e il pranzo ai bambini.
14. Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato.
15. Sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui.
16. Aumentare i sussidi per i disoccupati. Aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito.
17. Sgravi fiscali per i beni di prima necessità.
18. Nazionalizzazione delle banche.
19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua …).
20. Scommettere sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale.
21. Parità salariale tra uomini e donne.
22. Limitare il susseguirsi di contratti precari e spingere per contratti a tempo indeterminato.
23. Estendere la protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale.
24. Recuperare i contratti collettivi.
25. Aumentare le ispezioni del lavoro e i requisiti per le imprese che accedano a gare pubbliche.
26. Riformare la costituzione per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente.
27. Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.
28. Abolizione di tutti i privilegi dei deputati. Rimuovere la speciale protezione giuridica dei ministri e permettere ai tribunali di perseguire i membri del governo.
29. Smilitarizzare la guardia costiera e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperti o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l’immigrazione, le droghe o l’inclusione sociale.
30. Garantire i diritti umani nei centri di detenzione per migranti.
31. Facilitare la ricomposizione familiare dei migranti. Permettere che essi, inclusi gli irregolari, abbiano pieno accesso alla sanità e all’educazione.
32. Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.
33. Regolare il diritto all’obiezione di coscienza nel servizio di leva.
34. Aumentare i fondi della sanità pubblica fino ai livelli del resto della Ue (la media europea è del 6% del Pil e la Grecia spende solo il 3).
35. Eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.
36. Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.
37. Ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia.
38. Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967.
39. Negoziare un accordo stabile con la Turchia.
40. Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato.


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