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2019-02-03

Trump: un altro allegro passo verso il paleolitico

Gli Stati Uniti sospendono l'adesione al trattato con la Russia sul disarmo dei missili nucleari a medio raggio il cui scopo principale è, di sicuro, favorire ulteriormente l'industria bellica. Putin non starà certo a guardare e punterà sui vicini europei le sue armi atomiche, ancora di più di quanto già non faccia.
Così la vecchia Europa sarebbe la prima a prenderlo in quel posto in caso di conflitto. Però sculetta indefessa al seguito del "polentina" americano seguendolo prona in ogni sua assurda iniziativa.

2017-04-08

Gli impulsi distruttivi di Trump (frustrato dagli ostacoli alle sue decisioni amministrative)

Beh! È evidente che Trump abbia violato la sovranità di un altro paese senza alcun mandato internazionale arrogandosi il diritto d'intervenire a capocchia in ogni parte del mondo.
Del resto non deve essere sembrata vera a "cane pazzo" Mattis - messo da Trump a capo del pentagono - la golosa opportunità di sparacchiare una sessantina di missili del valore di un centinaio di milioni di dollari contro gli odiati nemici.
Devono essere brillati gli occhi a tutti i generali guerrafondai e ai produttori di armi quando hanno "consigliato" al Presidente di usare la forza senza indugi. Mica come con quel tentenna di Obama, sempre lì a calcolare i pro e i contro. Finalmente un comandante in capo con deficit d'attenzione e iperattivo che non ci pensa troppo su! I Tomahawk sono fatti per essere usati (e rimpiazzati!) non per ammuffire negli arsenali. Chissenefrega se è benzina sul fuoco del terrorismo!
Non stupisce neppure che i lecchini nazionali ed esteri si siano subito inchinati al celhodurismo trumpiano.
È tipico dei lecchini (chi sia un lecchino lo dice bene Musil qui) e di questa Europa allo sbando.
Ciò non significa "stare con Putin" e tanto meno con Assad, che da sempre si sa chi sia (qui una vignetta del 2011 di Ali Ferzat, molto esemplificativa).
È soltanto un evidenziare l'insignificanza dell'Europa (per non parlare dell'ONU!).

2016-06-24

Brexit. Adesso staremo a vedere

No, scusate, ma individui che si conciano così cosa c'entrano con il XXI secolo?

Scrivevo ieri su FB a commento dell'articolo di Krugman sul NYT, Fear, Loathing and Brexit (Paura, ripugnanza e Brexit): "Una giornata cruciale. Stasera sapremo se ringraziare la Gran Bretagna per averci ricacciato indietro di settant'anni nella storia d'Europa o per avere permesso ai giovani di poter ancora sperare in un futuro europeo che non sia soltanto l'attuale schifo di convenienze economiche e finanziarie incrociate a beneficio soltanto di pochi."
Lo scenario peggiore si è avverato.
I "vecchi" inglesi hanno ipotecato per i giovani un futuro che, per ragioni anagrafiche, non sarà il loro - e hanno deciso anche per irlandesi e scozzesi che, ora più che mai, vogliono, giustamente, l'indipendenza.
HOW AGES VOTED (YouGov poll)
18-24: 75% Remain
25-49: 56% Remain
50-64: 44% Remain
65+: 39% Remain
Non mi fa per niente piacere l'esultanza di gentaglia come Farage e lo scodinzolare di Salvini.
So quanto te come siano incapaci di iniziative politiche significative i mediocri statisti che gli europei si scelgono. Ma credo che il pericolo di un'Europa dove si riaccendono i nazionalismi sia di gran lunga il peggiore. Uno sguardo alla storia dovrebbe insegnarcelo.
Prevedo purtroppo che i ben pasciuti burocrati europei, asserviti ai poteri finanziari, andranno avanti sulla strada disastrosa fin'ora seguita.
La valanga comunque si è messa in movimento e vedremo dove ci porterà.
Temo anche la gestione della crisi da parte dei pavidi commissari di Bruxelles. A questo punto non vorrei che tentassero, in base all'art. 50 del trattato dell'Unione riguardante il recesso degli stati membri, di rimandare sine die l'uscita effettiva della Gran Bretagna, che mai è stata veramente parte dell'Unione Europea.

2015-06-28

#Grecia Banche chiuse in attesa del referendum in una democrazia sospesa dagli organismi economici internazionali

"Ridete, ridete. Riderà bene chi riderà ultimo!"
Sembra dire zia Angela Dorothea Merkel ai suoi ragazzi (Alexis e Matteo).

E intanto la Grecia s'allontana tra le roboanti dichiarazioni del comitato nazionale "L'altra Europa per Tsipras" (un aborto politico che non ha saputo rinnovarsi neppure nella comunicazione linguistica) e la lettera di Tsipras alle greche e ai greci. Referendum Grecia: Lettera di Tsipras ai greci e "Il tempo è ora". Documento politico approvato dal comitato nazionale Altra Europa con Tsipras del 21 giugno 2015"

Sale la canea dei falchi alla Lagard portavoce delle destre planetarie e dei loro servitori sciocchi alla Padoan .
Si stacca la voce di qualche economista schierato a favore del referendum. Paul Krugman: la scelta di Atene di ricorrere alla consultazione popolare è da difendere - Thomas Piketty “Serve una conferenza per ristrutturare i debiti più insostenibili”

Ma più che la Grecia è l'Europa che si allontana da sé stessa dimostrando una volta ancora di essere succube dei potentati economici e inesistente come entità politica.
In stile tipicamente eurolandiano intanto la BCE (European Central Bank) non stacca l'ossigeno e continua a finanziare le banche greche.
Ma fino a quando?
Per ora si tratta di un ulteriore rinvio, in attesa che qualcosa cambi.
Ma cosa?
Esiste forse la speranza che il 5 luglio i greci diano a Tsipras il mandato ad accondiscendere ai piani europei come chiede loro Juncker? Cioè qualcuno può realisticamente credere che il referendum sull'accettazione di ulteriori "sacrifici" - soprattutto per i meno abbienti - si trasformi di fatto in un referendum pro o contro l'Europa e in tal caso che i greci votino entusiasticamente "Sì", "Vogliamo stare con l'Europa!"?
C'è chi sostiene che esista un piano B europeo per il quale, comunque vada, non si staccherà mai davvero la spina alle banche greche e si manterrà la Grecia in una specie di limbo tra default e non default.
Bah! Vedremo.

2015-04-19

Il tramonto dei sogni. Notizie di una normale domenica d'aprile

In un mondo dove tutto sembra andare di male in peggio (o sarà solo l'effetto di una comunicazione ipertrofica, sensazionalista e tutta rivolta ad esaltare ogni genere di catastrofismo?) ti svegli in una normale domenica d'aprile e scorri, per antica abitudine, le notizie del giorno.
Ci sono quelle del cortile di casa sui giornali di carta, irrimediabilmente in ritardo sugli eventi. "Atene preoccupa Draghi", ma è la Grecia, sempre lì sull'orlo default, che dovrebbe essere preoccupata da una Europa sorda di fronte ai bisogni di una popolazione stremata da scelte economiche globali sbagliate e da decenni di governi pessimi e ceti dirigenti corrotti.
Però sui siti on-line di tutto il mondo la notizia del giorno è quella del naufragio di 700 migranti nel canale di Sicilia. Morti che si aggiungono a migliaia d'altri tra vuote parole di cordoglio e sostanziale indifferenza europea.
La "famiglia" europea, retta da leader incapaci di farla marciare politicamente unita, non sa dare una mano agli europei che ne hanno necessità (greci in primis) figurarsi agli immigrati in fuga che cercano rifugio sulle sue coste.
Ribolle il medio oriente, ribolle l'Africa, tutto quanto stava precariamente insieme sembra sfasciarsi in un clima da crepuscolo degli dei.
Masse di persone si spostano da un luogo all'altro alla disperata ricerca di una migliore esistenza e incontrano l'ostilità di altre persone troppo povere o troppo egoiste per poterle accogliere.
Mentre alcuni si arricchiscono sulla disponibilità a lasciarsi schiavizzare di lavoratori sempre più miserabili, la guerra tra poveri dilaga fomentata da demagoghi ignoranti che eccitano le paure popolari per puro opportunismo politico.
Accade ovunque, dal nord dell'Europa al sud dell'Africa, tanto per restare a questo spicchio di mondo.
É sempre di oggi la notizia delle violenze xenofobe che continuano in Sud Africa; Johannesburg, saccheggi e attacchi agli immigrati. [Ma non era il paese arcobaleno? (BuongiornoAfrica)- JOHANNESBURG, SACCHEGGI E ATTACCHI AGLI IMMIGRATI (Il Sole 24 Ore)]
E il pensiero corre a Mandela, scomparso da poco, e al suo sogno infranto sulla realtà di una situazione dove continuano a dominare i soliti pochi e le condizioni nelle baraccopoli dei lavoratori neri sottopagati - contrapposti ad altri lavoratori ugualmente neri in fuga dai paesi vicini - sono rimaste sostanzialmente le stesse dei tempi dell’Apartheid.
A pomeriggio inoltrato infine arriva l'ennesimo video dell'IS col consueto rito di una trentina di nuovi cristiani decapitati su qualche spiaggia nord africana.
Orribile nella sua ripetitività.

2015-01-26

La resa dei conti - Tsipras vince in Grecia e è a un soffio dalla maggioranza assoluta dei seggi

Come ampiamente previsto, e frutto di un lavoro lungo anni, Syriza ha vinto le elezioni in Grecia.
Ora per Tsipras comincia il difficile. Realizzare qualcuna delle promesse fatte e soprattutto rinegoziare le condizioni del debito greco senza uscire dall'euro.
Un compito da far tremare le vene e i polsi.
Auguri!

Scriveva Petros Markaris nel libro La resa dei conti pubblicato nel 2013 e ambientato in uno scenario futuribile.
"Capodanno 2014. Grecia, Spagna e Italia sono uscite dall’euro. Anche la famiglia Charitos festeggia l’ultima notte dell’euro, e il ritorno alla dracma. Ma la festa dura poco e, ben presto, lascia spazio al disordine sociale: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, anziani affamati che rovistano nei cassonetti.
[...]
(Adriana, moglie del commissario Charitos) "...ho messo da parte duecento euro.”
(Charitos) “E dove li hai trovati?” le chiedo sorpreso.
“Non li ho trovati. Li ho risparmiati. Ero sicura che, da un giorno all’altro, il governo avrebbe annunciato il blocco degli stipendi. E così, da qualche mese, ogni volta che andavo a far la spesa mettevo qualcosa da parte. Ora tre euro, ora cinque: pian piano ne ho messi insieme duecento…”
“Adriana, mi stupisci!” esclamo con genuina ammirazione. “Anch’io temevo il blocco degli stipendi, ma non ho mai pensato a mettere degli spiccioli da parte.”
“Il cervello delle donne è così: partorisce sempre qualcosa di buono,” butta lì la stoccata con finta noncuranza. “Per il resto, non dobbiamo fare altro che ricominciare a vivere come si faceva nei paesi dove siamo cresciuti. Mangeremo carne solo una volta ogni tanto: tutti gli altri giorni verdure e legumi. Sono anni che in televisione gli esperti ci rompono le scatole con tutte le loro teorie sulla dieta sana. E ora la loro dieta sana è diventata obbligatoria. La mia povera mamma diceva sempre: ‘Fagiolo dopo fagiolo, si riempie il paiolo.’ Da domani, hai voglia a mangiar fagioli: arriverete a chiedere pietà!” "

Ecco, speriamo che lo scenario descritto con un ipotetico ritorno alla dracma - e magari alle altre monete nazionali - non si realizzi in aggiunta ai drammi già provocati dai diktat della troika.

2015-01-13

Pensierino (ingenuo) della notte

In un paese come l'Italia dove quando il Papa scoreggia sono tutti lì ad annusare e annuire giurando che è incenso (e se qualche volta è lui stesso a dire "no, è odor di merda" si alzano osanna), non si può non invidiare un po' il laicismo ben radicato dei parigini.
"Libertà legalità fraternità". Questa è l'unica Europa unita concepibile.
In culo all'Europa dei burocrati, dei tecnocrati, dei banchieri e dei politici ipocriti!
Peccato che l'Europa non sia Parigi, Berlino, Londra e tutte le altre grandi città dove il pensiero è più libero.
Purtroppo la realtà è tutta un'altra storia.


2014-06-18

Renzi, il rush finale e le procedure d'infrazione europee

Renzi: "Siamo al rush finale. La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva"
Quante volte abbiamo già sentito questo ritornello.
Aspettiamo la settimana prossima come si aspetta Godot
Arriva invece dall'Europa l'avvio di procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per i mancati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione
Ma Renzi non aveva detto paghiamo tutto entro settembre? Ah! Era una battuta di Crozza... No? 'azzo!

2012-10-01

Una risata vi seppellirà. Il Washington Post riaccende l'attenzione per Grillo

Oggi il Washington Post ha dedicato a Beppe Grillo un lungo articolo ( In Italy, a comedian is getting the last laugh)

Non dice niente di particolarmente nuovo, denota però l'interesse dell'America per il movimento del comico genovese. La ragione è semplice: in questo clima di totale disfacimento della credibilità delle forze politiche in campo, potrebbe terremotare l'Italia e con essa l'intera Europa.

Non da solo ovviamente. Il Movimento 5 Stelle è un sasso in movimento insieme a tanti altri di natura simile o contraria che si stanno smuovendo in Europa e potrebbero trasformarsi nella valanga che va a infrangere la delicata cristalleria degli stati europei, uniti solo nell'euro.

Lo strillio continuo "lo vuole l'Europa" per giustificare qualsiasi scelta del governo Monti - e magari anche la sua permanenza post elettorale - la dice lunga sull'isteria che dilaga in Italia tra tutti coloro che vedono in Monti l'unica salvezza per sé stessi e gli interessi che rappresentano. Il trimarano Casini, Fini, Montezemolo, con vasta ciurma annessa, che tesse le lodi del Professore sperando di mantenere in poppa il vento del Quirinale e del Vaticano la dice lunga al proposito.
Le cazzate che spara il playboy Berlusconi (come lo definisce il giornale americano) appena apre bocca, e la ladroneria sguaiata del personale politico targato PDL, li fa sperare che sia ormai politicamente defunto sia il cavaliere che il suo partito (ma attenti tutti a vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso!)*
D'altra parte la totale scempiaggine delle querelle interne alla cosiddetta "sinistra" ne fanno una potenziale alternativa intenta a martellarsi le palle da sola (vecchio sport nel quale i suoi leader eccellono).
Insomma più sono le eclatanti disgrazie altrui e più è intenso per l'asse fluttuante tra centro e destra il tentativo di mascherare il proprio niente politico, tentando di occultare anche le enormi responsabili sia per la situazione economico-sociale, sia per gli insopportabili livelli di malversazione e corruzione.
_________________________

* i sondaggi di Mentana su La 7 attribuiscono ancora a Berlusconi, nonostante tutto, un 11% di favori personali, alla pari con Bersani ormai sorpassato anche da Renzi, salito al 14%

2012-05-16

La "finanza" secondo Paolo Rossi e Paul Krugman



Considerazioni a margine dalla geniale declinazione di Paolo Rossi della parola "finanza" a Quello che (non) ho e degli articoli di Paul Krugman (premio Nobel per l'Economia) Europe’s Economic Suicide sul New York Times e Se Wall Street è senza regole su La Repubblica.

Cosa fanno le "banche d'affari"? Scommettono. Puntano sulla probabilità che qualcosa accada esattamente come alla roulette.

Ad esempio il Forex (mercato delle scommesse sui cambi di valuta, di gran lunga il più grande mercato speculativo al mondo con un volume di scambi giornaliero superiore ai duemila miliardi di dollari) permette guadagni esentasse - e perdite - velocissime con possibilità di giocarsi anche somme superiori a quelle effettivamente possedute. É una delle conseguenze della fine degli accordi di Bretton Woods e della deregolamentazione. Si punta, rigorosamente per via telematica, sul rialzo o ribasso del valore di una moneta rispetto ad un'altra, anche nel giro di pochi minuti. Un po' come giocare sul rosso o sul nero o a testa e croce. Solo che qui il calcolo delle probabilità è assai più complesso.

Così a valutare le possibilità di vincita in base alle analisi economiche le banche chiamano i più brillanti giovani matematici e ingegneri gestionali del pianeta - ovviamente pagati con cifre astronomiche.
C'azzeccano? Si direbbe di no per come sono andate le cose. O almeno non sempre, o almeno non a vantaggio del "parco buoi" (gli investitori di basso profilo). Ma chissenefrega. Intanto i soldi rischiati dalle banche, dai fondi pensione, dai governi, dalle multinazionali, dai broker sono di altri.
Solo la casalinga di Voghera, purché informaticamente attrezzata, si fotte, o assai più raramente, raddoppia la sua pensione. Non è troppo diverso che sputtanarsela al bar sotto casa con le slot machine.

Come sempre nel gioco d'azzardo solo il banco vince, e il banco non sono le banche, ma i grandi ricchi del mondo detentori di capitali immensi. Il famoso 1% più ricco del mondo che possiede oltre il 50% delle ricchezze del pianeta non è una favola.

Fatto sta che i disastri globali causati dalle banche sono lì da vedere. Storicamente parlando non è neppure una novità. Per evitare devastazioni erano nati gli accordi di Bretton Woods del 1944. Garanzie, regole e controlli dopo il caos monetario tra le due guerre, il crollo di Wall Street del '29 e la catastrofica Grande Depressione che ne seguì.

L'Europa si sta suicidando. Potrebbe uscire dalla crisi mortale nella quale si dibatte solo con una integrazione politica reale, l'adozione di ricette economiche keynesiane, regole e controlli per l'economia.
Ma chi dovrebbe fare tutto ciò? I politici che fino ad ora hanno retto la coda all'1% degli straricchi? Più che improbabile!

2011-11-24

Idillio Monti Merkel Sarkozy


Sperticati i riconoscimenti per Monti da parte degli altri due. Altrettanti schiaffoni indiretti per Berlusconi e per coloro che ancora si ostinano a non credere quanto sia stata deleteria per l'Italia la banda BB (Berlusconi-Bossi)
Ma per il resto aria fritta, a parte la volontà di arrivare ad una fiscalità comune nella UE.Se saranno rose fioriranno.
Siamo tutti qui ad attendere il pacchetto del governo Monti che non ci renderà certo più felici.
Intanto anche Giannini (La Repubblica La crisi non aspetta) dà i primi segni d'insoddisfazione per le prestazioni della novella sposa (Monti & C) dopo i calorosi - pure troppo - abbracci iniziali.

2011-11-16

Dopo governi di nani ballerine dentisti e maestri di sci...

Tutta gente con curricoli d'eccellenza, per lo più professori universitari ed economisti nati alla vigilia degli anni '50.
Non giovani dunque - il nostro non è un paese per giovani - ma magari per governare durante la tempesta economica e monetaria un team di consolidata esperienza e riconoscimento internazionale non guasta.
Certo molti sono legati a doppio filo con il mondo delle banche - che personalmente ritengo, insieme alle assicurazioni, associazioni a delinquere legalizzate.
Francamente non so che dire. Il fascino discreto delle celluline grigie mi attrae dopo tanti lustrini paillettes e beceroni al potere.
Saltar giù dal carrozzone Europa guidato dal non troppo affidabile duo Merkel-Sarkozy può essere anche allettante come tentazione. Ma è pur vero che una Europa politicamente unita (di cui per altro non si vede avvisaglia) sarebbe un vantaggio per tutti. Così almeno ho sempre pensato.
Certo l'eurocaos aumenta e "i parallelismi con la crisi subprime, che ha portato al fallimento di Lehman Brothers nel settembre 2008, cominciano a essere inquietanti. Da quel disastro solo Goldman Sachs, guidata da Lloyd Blankfein, è uscita più forte di prima. Quella stessa Goldman Sachs il cui ex ceo Henry Paulson è stato l'artefice, in qualità di segretario al Tesoro Usa, del salvataggio da 700 miliardi di dollari delle banche americane." (vedi articolo di Marcello Bussi su Milano Finanza Bombardamento a tappeto sull'euro)
Crescono i sospetti che tanti ex uomini Goldman Sachs nei posti chiave anche in Europa (Papademos in Grecia, Monti in Italia, Draghi alla Bce) non siano un caso.
L'unica certezza è che nessuno (tranne forse quelli di Goldman Sachs che sembrano sempre vincenti) sa più che pesci pigliare e per un osservatore che voglia mantenersi critico senza sposare tesi a priori sono tempi duri.

2011-04-11

La solitudine di Emma e Silvio. Colpa del Bajon

Emma Marcegaglia si sente sola e Berlusconi azzannato da tutte le parti. Poverini!

Emma a nome degli industriali senza aiuti del governo (e il libero mercato?), Megasilvio, il "bollito", a nome di sé stesso - come sempre.

Precari, disoccupati, giovani senza lavoro, cinquantenni alla canna del gas per aver perso quello che avevano, per quanto schifoso, non si sentono soli. Sono un esercito.
Gli unici azzannamenti che provano sono i morsi della fame, quando non c'è nessuno a provvedere per loro (di solito "la famiglia" perché lo stato è a "Chi l'ha visto").

Negli ultimi dieci anni Berlusconi ha governato per otto. Ci stupisce, o meglio stupisce gli allocchi, con gli effetti speciali, ma delle sue mirabolanti promesse non una è andata a buon fine. Però, da cabarettista consumato qual è, canta una canzone dei suoi tempi: "La colpa non è mia la colpa è del del Bajon".
Intanto continua a contar palle - ormai sempre le solite - e barzellette sporche che non riescono a far ridere nessuno se non i cortigiani più assidui. Non si occupa d'altro se non di ville e processi mentre tutto va in malora e, per colmo di sventura, minaccia pure di uscire dall'unione europea.
Oltr'Alpe ridono di noi italiani e ci butterebbero volentieri fuori dall'Europa, con il nostro Fanfulla da Arcore e i seguaci di Alberto da Giussano. 
Se ci prendessero sul serio ce l'avremmo tutti in quel posto, come dice "il" Bossi. E a proposito del senatur, la sua lega che fa? Dopo aver sparato a zero sull'Europa per anni piagnucola che non aiuta l'Italia alle prese con gli immigrati. Tenta disperatamente di liberarsene "föra di ball" rifilandoli agli altri. Gioca la briscola dei permessi di libera circolazione e riceve in risposta il classico due di picche.
"Chi semina vento raccoglie tempesta", avrebbe detto Sancio Pancia, prodigo di proverbi.
Infatti gli omologhi francesi lepeniani (ma la figlia di Le Pen non era pappa e ciccia con Borghezio?) e Sarko - quello che quando era il Maroni francese proponeva «nettoyage au karcher», pulizia totale contro l'immondizia dei giovani immigrati protestatari - usano verso di noi le stesse parole leghiste d'altri tempi. Anche i cugini leghisti svizzeri non sono da meno: progettano un muro tra loro e l'Italia e ottengono consensi popolari senza precedenti. Evviva!

Due dati giusto per gradire.
La Germania è il paese Ue con il maggior numero di cittadini stranieri: 7,3 milioni, pari al 8,8% della popolazione. Seguono Spagna (5,3 milioni), Regno Unito (4 milioni) e Francia (3,7 milioni). Al quinto posto l’Italia, con 3,4 milioni di cittadini stranieri, pari al 5,8% della popolazione totale. Complessivamente, più del 75% dei cittadini stranieri dell’Ue vivono in questi cinque paesi.
Ma gli italiani sono anche tra gli emigrati.
Vivono principalmente in Germania (oltre 570.000), Svizzera (oltre 291.000), Francia (178.500) e Belgio (169.000).
[dati 2009 rapporto Eurostat]

2010-10-02

Ritorno dal futuro


(Per ingrandire l'immagine cliccarci sopra)

Ho trascorso una decina di giorni all'estero, tra Francia e Spagna, ascoltando soltanto - e non sempre - una rapida rassegna stampa dei nostri giornali quotidiani.
Mi sono ritrovato per caso a Madrid nel giorno dello sciopero generale, uno sciopero compatto, sentito anche da coloro che non vi hanno partecipato.
Quando in Tv appare Zapatero nei notiziari - con parsimonia - non si sentono dal capo del governo proclami contro i giudici per salvare sé stesso dai processi in corso, né lo si sente difendere un Ciarrapico fascista di turno che in Parlamento pronuncia ignobili frasi antisemite, né lo si sorprende a raccontare barzellette di cattivo gusto su donne ed ebrei con bestemmia "contestualizzata" o tantomeno a vantare il possesso di venti case per cui non saprebbe dove andare se lo rimandassero a casa.
In Spagna l'informazione sul presidente del governo riguarda eventi relativi alle sue funzioni. Si può essere d'accordo o meno su quanto Zapatero dice e fa, ma tutto rimane nei limiti della politica senza usi sgangherati della parola da parte di questo o di quello. Almeno così mi è parso e se tornasse ad accadere altrettanto sulle Tv italiane sarebbe un passo avanti.
Il ritorno nella realtà italiana con la sua informazione giornalistica e televisiva deformata e grottesca ed i suoi personaggi politici da baraccone è da brivido.
L'Europa, della quale un tempo tentavano d'essere parte integrante, è sempre più lontana rivolta ad un futuro che ci viene negato dall'ignoranza sconcertante degli attuali governanti, legati a dittatori feroci e ridicoli come il satrapo libico e il pericoloso Putin e sempre pronti a schierarsi con posizioni retrive in fatto di politiche dell'accoglienza, nucleare, bioetica, controllo dell'informazione in rete e quant'altro.
C'è da chiedersi cosa ne sarà di noi.

2010-09-17

Mappe sui rom in Europa

La popolazione rom in Europa in percentuale in numeri assoluti e a confronto
(cliccare sulle immagini per ingrandirle)





Dopo la litigata tra Sarkozy e Barroso, commissari e leader europei, sui rom e sulla loro espulsione dalla Francia è il caso di vedere quale sia l'incidenza numerica dei nomadi in Europa. I grafici sono tratti dal Sole 24 ore.
Ciò che fa male della vicenda non è tanto lo scontato appoggio di Berlusconi al presidente francese (ideologicamente il più simile al cavaliere) e tantomeno il plauso leghista (in Italia si espelle allo stesso modo e il ministro dell'interno Maroni trova normale che si possa sparare su clandestini e simili).
Quello che davvero sconvolge è l'ignoranza storica e i rigurgiti di nazionalismo e razzismo tipici degli eventi che portarono alla catastrofe della seconda guerra mondiale con il corollario dei campi di sterminio.
Con la sua parlata da ubriaco al bar Bossi dice che la "gente" la pensa così e in nome della "gente" sistema figlio, parenti ed amici nei posti più lucrosi a disposizione allo stesso modo che fu tipico della Democrazia Cristiana, dei socialisti craxiani e degli inciucisti che hanno portato alla distruzione totale prima del Partito Comunista e poi - ben più grave - di ogni credibilità dell'attuale sinistra.
Fomentare i più bassi istinti delle masse è da sempre tipico delle dittature.
Mai come ora sembra si ritorni verso quei modelli populistici.
La storia non si ripete mai completamente uguale a sé stessa, ma è soggetta a cicli e ricicli.
Magari i nemici non sono più il "giudaismo", la "massoneria, il "bolscevismo internazionale", però "il nomadismo fomentatore di disordini e il pacifismo propugnato dagli omosessuali e da vasti settori religiosi", come sosteneva la propaganda nazifascista, resta all'ordine del giorno.
In una situazione economica devastata, con disoccupazione crescente, povertà in aumento - non nel mondo in generale, ma qui da noi e in America -, mancanza di prospettive ed incapacità internazionale di uscire da un modello di sviluppo catastrofico, soffiare sul fuoco delle paure popolari per andare a caccia di facili consensi è non solo criminoso, ma anche demenziale.

2009-01-15

Italiani razzisti e incivili (e la CEI sarebbe meglio che tacesse)

Continuano a fioccare decisioni governative di destra. Be' cosa ci si poteva aspettare da un governo di destra con dentro fior di fascisti? Oggi, ad esempio, contro i migranti (tassa di qualche centinaia di euro per il permesso di soggiorno) e le donne (ne muore più di una al giorno per violenze maschili, ma per il governo questo non dà luogo ad alcuna emergenza sicurezza). Ecc. ecc.
I vescovi (Cei) s'indignano per il balzello (non per la violenza sulle donne) e i giornali ne fanno la vera notizia. Ma chi se ne frega dei vescovi. Si tacciano per favore! Si facciano gli affaracci loro invece di continuare ad intervenire nella politica italiana. Si sono adoperati in ogni maniera con "eminenza" Ruini per far vincere la destra e ora si lamentano. Ma vadano a quel paese!
In Europa ci considerano razzisti incivili.
Magari lo siamo altrimenti non avremmo votato il cavaliere e i cialtroni che ci governano senza neppure avere una alternativa credibile. Ma non è che francesi tedeschi olandesi inglesi siano meglio di noi italiani. Magari sono un po' più furbi, hanno giornalisti migliori e leggono di più, hanno un maggior senso dello stato, sbragano meno e hanno meno delinquenti comuni nei loro parlamenti, però sotto sotto gli atteggiamenti nei confronti degli stranieri e delle donne non è, mediamente, troppo diverso dal nostro. Poi sono più fortunati: non hanno un Ratzinger tra i piedi che la fa da padrone.
Di razzismo ed inciviltà è pieno il mondo purtroppo. Basta dare un occhio non di parte al massacro di Gaza, tanto per citare qualcosa di attuale (siamo a millecento morti palestinesi). Tra le nostre sfighe c'è il fatto è che abbiamo giornali pessimi - ma non li legge quasi nessuno - e un sistema televisivo indecente che fa della disinformazione sistematica la propria ragion d'essere.
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