2014-07-19

Di Bunga Bunga non se ne può più

La ragazza "bisognosa d'aiuto" per la quale 
il capo del governo è stato "come la Caritas"
L'assoluzione del BungaBunga con cene "eleganti" a base di escort in stuzzicanti vestiti da suora e prostitute minorenni costringe, a malincuore, ad un commento.
Come tutte le cose che hanno stufato c'è una certa indifferenza.
Tutti, tranne forse Brunetta e Ferrara (in totale malafede) - e gli altri accoliti beneficiati - hanno capito da tempo chi è l'ex-cavaliere. Una burla ambulante che nessun paese civile avrebbe mai voluto alla guida della cosa pubblica.
Il popolo "ancora" di sinistra che il 25 aprile di vent'anni fa sotto un acqua torrenziale manifestò per le vie di Milano contro quello che con ogni evidenza era già un lucertolone alla Visitors, più che un "caimano", aveva totalmente ragione, ma, come sempre, fu sonoramente sconfitto.

Ciò che mi ha colpito ancora una volta è semmai la disparità di valutazione delle medesime prova tra primo e secondo grado di giudizio.
Non mancano motivazioni di lana caprina a carattere squisitamente giuridico a spiegazione del fatto, ma un comune cittadino, quale io sono, non può che essere sconcertato di fronte alla roulette russa della giustizia. Quale certezza di giudizio si può avere nel malaugurato caso si finisca imputati, senza possedere eserciti di avvocati, in questo benedetto paese? Possibile che tutto dipenda dai giudici che capitano e dalla loro personale interpretazione degli eventi? Perché questa alla fin fine è la sensazione che passa.

A me che Berlusconi fosse un puttaniere non è mai fregato assolutamente nulla. Come dire? Cazzi suoi!
Commentai ai tempi della ben più grave e definitiva condanna per frode fiscale (vedi sentenza integrale della condanna) che mi dispiaceva fosse messo fuori gioco dalle sentenze di tribunale anziché da ben più sostanziali ragioni politiche.
Solamente in un paese di pulcinella come l'Italia poteva essere ammesso al gioco politico cosiddetto "democratico" un miliardario padrone di un numero imprecisato di canali televisivi, giornali e riviste.
I risultati si sono visti.

Nello specifico chiunque abbia un minimo di buon senso sorride al pensiero che Berlusconi non sapesse l'età di Rubi Rubacuori o che gli sfuggisse l'importanza del peso di una telefonata del capo del governo ad una questura. Ma se per la corte d'appello non si configurano reati in tutto ciò, va bene. Sicuramente le motivazioni, quando verranno pubblicate saranno inappuntabili. Come lo erano quelle nel processo di primo grado.

In quanto a tutto il resto lasciamo che siano i moralisti bacchettoni a scandalizzarsi.
Cosa abbia fatto o faccia Berlusconi nel suo privato non interessa né mai è interessato. Ma in quanto personaggio pubblico resta sacrosanto quanto scrive Gramellini su La Stampa: Bungaburla
[ndr: sullo stesso post di "Articoliscelti" troverete anche, per quanto riguarda il risvolto giuridico: «Non ci fu la concussione», ecco perché Berlusconi è stato assolto (Ferrarella), Innocente a sua insaputa (Travaglio)]

2014-07-12

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato". Ma a noi ci hanno rovinati quelli come lui

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato" (Fausto Bertinotti: “Le feste mi hanno rovinato)
Non le feste, caro Fausto, ma la pochezza politica e l'abitudine, tipica dei sindacalisti, di tromboneggiare dai palchi per poi scendere ai compromessi più scadenti a danno dei lavoratori.
Sostiene Bertinotti: "Ero così tanto distante da quel mondo [ndr: quello delle feste VIP alle quali si concedeva con voluttà] e ritenevo che nessuno potesse trafugare il mio volto [???] e cambiargli colore"
Non era il colore del volto il problema, ma la distanza tra la le vuote parole con le quali ubriacavi i tuoi fan e la pratica politica che esercitavi.
Sostiene Bertinotti: "È morta la sinistra. Non dico il comunismo, c’era stato il muro di Berlino a ricordarci le pietre che schiacciavano i nostri corpi [???]"
Non la sinistra è morta. A suicidarsi sono stati i partiti della sinistra i cui dirigenti, tu compreso, si sono identificati con il sistema di potere condividendone i privilegi e tradendo l'ideologia della quale continuavano a farsi portavoce.
Sostiene Bertinotti: "Abbassare il vessillo dei partiti, chiudere le sezioni..."
Non c'è più niente da abbassare, né niente da chiudere. Avete fatto, voi che tenevate in mano i partiti, piazza pulita. Rubato il rubabile non solo in termini materiali ma anche ideali, sottraendo la speranza a quanti avevano creduto in voi.
Sostiene Bertinotti: "Per tutta la vita abbiamo pensato che il nostro obiettivo fosse fare la rivoluzione. E s’è visto dove siamo giunti"
Ma di quale rivoluzione parli? Non c'è mai stata una rivoluzione all'ordine del giorno nei piani del PC post bellico e neppure il "compromesso storico" (definitiva, ma consapevole, messa in soffitta di ogni aspirazione a un cambiamento rivoluzionario nella speranza futura di arrivare al governo in alternativa alla DC) si è mai concretizzato in altro modo se non con l'inciucio spartitorio delle tangenti.
E poi dai! Tu sei arrivato da qualche parte. E quando mai uno che sprizza gioia per essere diventato Presidente della Camera pensa alla rivoluzione?
Sostiene Bertinotti: "Se tu nasci per cambiare il mondo, e poi il risultato è questo, non puoi cavartela con: scusate, abbiamo sbagliato (...) Sono un vinto"
Già, non puoi cavartela così. E soprattutto il mondo non ha mai avuto alcuna intenzione di farsi cambiare.
In quanto ad essere "vinti" conosco molti che vorrebbero esserlo come te, con liquidazione da nababbo, vitalizio, ecc.
Sarebbe stata una piccola, ma significativa "rivoluzione" anche solo opporti, insieme al plotoncino di mediocri luogotenenti dei quali ti sei sempre circondato, ogni qual volta i parlamentari si aumentavano prebende e privilegi.
Ed infine sostiene Bertinotti: "Far rinascere lo spirito, il senso, le idee rivoluzionarie nella grande prateria [sic!] degli esclusi, in quel popolo disordinato ma vitale. Sono barbari, però siamo nelle stesse condizioni dell’800 (...) E meno male che votano Grillo. In Francia votano Le Pen."
Quante sciocchezze. Sono passati poco più di cent'anni dalla fine dell'800, ma in realtà sono anni luce.
Le ragioni della disperazione di chi è fuori dal ristretto 1% dei super beneficiati dalla sviluppo economico globale sono molte, differenziate e complesse e non tutti sono esclusi e disperati allo stesso modo.
Però le responsabilità di chi ha permesso una tale divaricazione tra chi sta in "alto", come dici tu, e gli altri, è proprio dei politici come te, vuoti parolai inconcludenti anche quando un buon successo elettorale vi dava qualche possibilità contare.
Avete goduto di privilegi personali sempre più consistenti senza battere ciglio quando non siete stati colpevolmente collusi in scelte che con ogni evidenza nulla avevano di "sinistra".
Stupido io che per un periodo, per quanto breve, ti ho creduto e votato, lasciandomi illudere dal tuo linguaggio che parlava di "nuovo", come altri oggi si stanno illudendo con personaggi come Grillo o Renzi nella totale disgregazione di ogni valida alternativa di sinistra.

2014-07-08

A quattordici anni dall'invasione dell'Afghanistan votazioni per un nuovo presidente

Inizi di aprile. “Le masse hanno vinto con il voto” sosteneva Abdullah Abdullah che i nostri informatissimi giornali davano come successore di Karzai alla presidenza del paese.
Mi era venuto da sorridere ad una simile affermazione nelle condizioni in cui si trova l'Afghanistan.
Trascinati da Bush in questa assurda guerra come in quella dell'Iraq ci siamo rimasti impantanati anche noi insieme agli americani senza cavare un ragno dal buco.
Adesso che l'esito del voto sembra favorevole a Ashraf Ghani, altro ex ministro di Karzai, Abdullah non sembra più tanto fiducioso nelle magnifiche sorti e progressive della democrazia votante. Infatti oggi a Kabul ha dichiarato di respingere i risultati del ballottaggio presidenziale che lo vedono sconfitto.
"Ho vinto io e presenterò il mio governo", ha detto.
È così che le masse vincono con il voto. Quasi come in Italia.

2014-06-28

I numeri dicono tutto?

L’America, allora come oggi, era il sanatorio di ogni possibile statistica. Ci prendevamo grande cura delle statistiche. Cercavamo di capirle. Facevamo il possibile per mantenerle in salute. Per noi i numeri erano importanti, perché qualsiasi paura avessimo che la nostra mente potesse andare in pezzi veniva in gran parte esorcizzata dall’appagamento di sapere con precisione in quale modo eravamo spinti alla follia, a quanti decibel, a
quanti mach, a quale forza di resistenza aerodinamica. Per cui c’era come un trasferimento di pazzia, uno sdoppiamento, fra i numeri in sé e chi li creava e accudiva. Ne avevamo un bisogno estremo, era evidente. Con i numeri eravamo in grado di celare i dubbi. I numeri rendevano sopportabile il presente, preannunciavano gli impressionanti eccessi del futuro e fornivano una sottile configurazione illusoria ai ricordi del passato, per quel che valevano. 
(Don DeLillo, Americana)

Siamo affezionati ai numeri. Ci sembrano più sinceri delle parole. Obiettivi, incontrovertibili.
Ci piacciono le ricerche,specie se condotte da istituti e università qualificate. Tabelle e grafici non mentono.
Anche i singoli, quando ne hanno le competenze, si dedicano con passione a raccogliere dati e produrre mappe interattive che molto ci dicono sulle realtà indagate.
E allora qui troverete Il reddito degli italiani in ogni Comune
E qui Stipendi, l’Italia rovesciata - Il Sud più «ricco» del Nord
E ancora Gli homeless in Europa
Ma i numeri dicono davvero tutto?

NUMMERI   (Trilussa, 1944)

- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.


2014-06-18

Renzi, il rush finale e le procedure d'infrazione europee

Renzi: "Siamo al rush finale. La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva"
Quante volte abbiamo già sentito questo ritornello.
Aspettiamo la settimana prossima come si aspetta Godot
Arriva invece dall'Europa l'avvio di procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per i mancati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione
Ma Renzi non aveva detto paghiamo tutto entro settembre? Ah! Era una battuta di Crozza... No? 'azzo!

2014-06-16

L'Adversaire


Tragedia di Motta Visconti. Il marito confessa. "Sono stato io".
Così i giornali e un po' tutti se l'aspettavano. Se è vero, un classico.
Casualmente sto leggendo l'Adversaire, romanzo-verità di Emmanuel Carrère, che tratta di un delitto in Francia, per molti versi simile a quello di Motta Visconti: collocazione sociale, età dei protagonisti, ambientazione,uccisione di moglie e due figli in tenera età.
Differiscono le modalità; anche più efferate quelle italiane (però il francese aveva eliminato, oltre alla moglie e ai figli, anche i propri genitori).
Interessante l'interpretazione degli eventi da parte di Carrère che, come sempre, mescola "le vite degli altri" alla propria.

2014-05-30

Andy Rocchelli, fotoreporter pavese ucciso in Ucraina

Non c'è molto da dire quando si muore a trent'anni mentre si è impegnati a documentare una delle tante guerre cosiddette "a bassa intensità".
Una tragedia personale nel contesto di una tragedia collettiva quale sempre è la guerra sia di alta o bassa intensità, di prima o quarta generazione o comunque la si voglia definire.
Questo vuol essere solo un piccolissimo omaggio a uno sconosciuto fotoreporter, che, immagino, svolgeva con passione la sua difficile attività.

2014-05-26

All'amico Giovannetti "Insieme per Pavia"

È successo quello che doveva succedere con, in aggiunta, la variante Renzi.
Nessuno poteva prevedere un tale successo personale, anche ipotizzando una sua non improbabile vittoria.
Casaleggio, con un aspetto da Nosferatu in parrucca, che inneggiava a Berlinguer a piazza del Popolo metteva i brividi. Chi ha vissuto quegli anni sa bene come "Lama frustaci" e Berlinguer, incapace di trasformare il successo elettorale in successo politico, non fossero esattamente degli idoli. Berlinguer ha avuto grandi colpe e chi ora lo idealizza non conosce la storia. I più giovani non sanno neppure chi fossero costoro.
Ma non è solo questo che ha fatto perdere voti al M5s.
A Pavia è tutta un'altra storia. Qui c'era "il formattatore" [sic!] che tanto piace ai pavesi e, pure a un livello incomparabilmente più basso, ha qualche tratto di somiglianza con Renzi.
Così Polizzi, uno che - con tutto il rispetto personale che gli si deve - di politica ne capisce anche meno dei sui leader nazionali, si troverà tristemente solo a fare opposizione in Consiglio comunale. Fuori dai giochi istituzionali, come era prevedibile purtroppo, anche gli unici che si erano battuti concretamente contro la "malapavia".
La "sinistra" non esiste (in quanto a peso politico) in sede locale, se non nelle illusioni virtuali di questo gruppo. E a livello nazionale sentire le puttanate televisive di Vendola sulla lista Tsipras, che per fortuna ce l'ha fatta a raggiungere un risicato 4%, fa solo incazzare.
Non vedo grandi possibilità di scalzare al ballottaggio il pupo-sindaco.
Se in quel museo degli orrori che è il Pd pavese ci fosse stato un "renziano" con una certa visibilità magari qualche possibilità ci sarebbe stata. Ma Depaoli, decisamente meglio dei renziani e anche di quel sepolcro imbiancato di Cuperlo che è venuto a sostenerlo nei meandri del sindacato, non ha appeal personale, ora più che mai imprescindibile per fare politica.
Voterò "il Depa" al ballottaggio e mi auguro che questa sia la scelta di tutti coloro che detestano, più che Cattaneo, i referenti di questa giunta. Intanto la mia, e non solo mia, vocazione a votare i perdenti temo proprio non verrà smentita.
Contiamo quantomeno quale divario c'è tra i due schieramenti ché, magari, potrebbe servirci per le prossime elezioni.


2014-05-23

Politica a Pavia: dichiarazioni di voto

Siamo alle dichiarazioni di voto.
Giovannetti o Vanetti? Oh signur che rebelòtt!
I candidati sono Veltri e Dagrada.
Beh! Ci sono anche la Felicetti e Polizzi che se non altro sono ggiòoovani.
Il pentastellato Polizzi è inchiodato dai sondaggi all'8%. Fantasorpresone. Chissà che di questi tempi rabbiosi non ci arriva lui (tanto per usare il congiuntivo alla sindaco-ingegnere) al ballottage (si le maire-ingénieur n'obtient pas la majorité requise au premier tour).
E poi c'è il vero competitor di @alesindaco. Depaoli. Faccia pulita, buone intenzioni, persona "per bene".
Lo voterei volentieri il Depa che oltretutto "si è laureato con una tesi sugli Skiantos e Feakantoni" come dice la Bonanni, impareggiabile organizer and animator di generazioni spaziomusicalpavesi (e quel "fiːk" al posto di freak della grande Daniela nella lettera agli amici è tutto un programma).
Non è un trascinatore di folle "il prof" e non ha il sorriso ammaliante del pupo-sindaco, ma di sicuro ci sa fare con i congiuntivi. Peccato che dei congiuntivi non sbatta una bella minchiazza a nessuno.
Sì, lo voterei. Tra i scesi in campo è quello che decisamente preferisco.
Ma c'è un ma e non da poco. Il cavallo di Troia pieno di marpioni targato Pd pavese che si trascina.
I boss locali, i cui nomi tutti conoscono, discendenti della peggio Dc e del peggio Pci, non sono evaporati. Solo defilati: "Vai avanti tu che mi viene da ridere".
Se Depaoli ce la fa a conquistare il Mezzabarba poi a far scempio ci pensano loro. Come sempre.

PS
Ho visto e condiviso il riassuntone di Giovannetti "La mai finita Tangentopoli pavese".
Mi chiedo confuso: dove sta la differenza tra prima ed ora?
Perché dovrei votare, all'improbabile ballottaggio, il ritorno di quelli di prima se facevano le stesse cose di quelli di adesso?


2014-05-19

Pavia. Ultimi fuochi di una scialba campagna elettorale. Cuperlo in campo per il PD

Aderendo all'invito di un sindacalista pavese in servizio attivo offeso per la definizione di "sotterranei" data da me alla sala congressi della Camera del Lavoro di Pavia ci "ho fatto un giro", come mi chiedeva lui, in occasione dell'arrivo in città di Cuperlo a sostegno della campagna elettorale di De Paoli.
Concordo. La sala, ristrutturata, è migliorata. Più colorata e meno tetra che in passato, ai tempi della mia fin troppo intensa frequentazione.
Ho rivisto vecchie conoscenze e qualche amico, valutando con una certa tristezza l'età avanzata dei partecipanti al comizietto elettorale di Cuperlo (tranne davvero poche new entry come il sindacalista, nonché consigliere comunale).
Per lo più persone che non avevano certo bisogno di essere convinte a votare PD.
Confesso di essere stato tentato anche da una certa curiosità per Cuperlo. Cosa può spingere uomini e donne intelligenti, per molti dei quali nutro rispetto, a sostenerlo tanto convintamente?
Cuperlo è un politico perbenino, da salotto buono, una specie di Montezemolo in quarto, abito scuro, cravatta, capello curato, tono soft.
È arrivato con il suo compitino e lo ha snocciolato lì da bravo scolaretto raccogliendo qualche applauso nei passaggi più scontati, vantandosi pure "di non essere uno che buca il video".
Peccato che nei tre quarti d'ora del suo piccolo show non abbia detto una cosa che fosse una degna di nota.
Assenza totale di autocritica. Tutta le responsabilità di quanto è successo in Italia negli ultimi anni lo ha tranquillamente addossate agli altri, quasi che il suo partito fosse sempre stato all'opposizione e immacolato.
Una lettura della "crisi" disarmante per povertà analitica venata di un pietismo d'accatto, di stampo cattolico (non si è neppure risparmiato un richiamo a Maritain) per i più socialmente sfortunati.
Anche quando, concessione alla moda, ha citato Keynes lo ha fatto scordando come abbia funzionato in certi casi e non in altri, senza aggiungere che lo stesso barone di Tilton aveva messo in guardia dal pensare che la sua fosse una medicina miracolosa buona per tutti gli usi.
Parlando con accorata doglianza della caduta del Pil si è ben guardato dall'accennare alla follia di un Pil che dovrebbe crescere all'infinito, lamentando solo che in Italia non si costruiscano più tante belle automobiline e vespette come un tempo.
Non un cenno alle ragioni per le quali Grillo riempie le piazze oltre ogni dire mescolando indubbie verità ad immense cazzate, mentre lui, pure già in lizza per diventare segretario nazionale, si ritrova con una manciata di persone un po' vintage - e mi ci metto pure io! - e quadri sindacali o di partito in una saletta confederale (per quanto ristrutturata).
Nulla sul fatto che il PD sarebbe ormai fuori gioco completamente se non avesse trovato sulla sua strada un "salvatore" tipo Renzi capace di sparare bubbole accompagnandole con una manciata di euro per un elettorato disperato (e questo silenzio è comprensibile considerando che avrebbe potuto essere Cuperlo stesso l'affossatore definitivo del PD se Renzi non l'avesse spazzato via).
Niente sulla malapolitica pavese, sulla 'ndrangheta, sulle slot, sulla passata disastrosa amministrazione comunale targata PD il cui influente vicesindaco è finito da poco in manette e che ha spalancato le porte all'attuale sindaco uscente berluschino, "il più amato d'Italia" [sic!] a dar retta alle cronache.
Si è soltanto detto fiducioso che il povero De Paoli (la cui unica colpa è quella di "essersi fatto tirare da mezzo") una volta eletto saprà conoscere uno per uno i problemi dei singoli cittadini pavesi e risolverli.
Silenzio tombale infine sull'Europa e problemi connessi.
Un tempo "seguiva dibattito", ma ora tutti in piedi e a casa ché si sono fatte quasi le otto ed è ora di cena.
Non prima però di essersi pigiati deferenti intorno al grande oratore venuto dalla capitale per un complimentoso salutino.

PS
Speriamo che venerdì 23 marzo alla sala San Martino di Tours per la chiusura della campagna elettorale di "Insieme per Pavia" l'atmosfera sia un po' più frizzante.
Confido per questo nel mio amico Bolis.

2014-05-18

Grillo. Dedicato a chi (forse) non aveva mai visto i suoi spettacoli o (forse) allora applaudiva ed ora si scandalizza

Correva l'anno 1997 e Grillo portava in tournée l'ottimo spettacolo di critica alla pubblicità.
Ricordo bene però che la battuta gratuitamente volgare rivolta alla vecchina della pubblicità della candeggina Ace non mi divertì. Non per altro, ma per l'inutilità dell'insulto in un contesto di intuizioni intelligenti.
Si trattava di una aggiunta estemporanea al testo "ufficiale" pubblicato (che ho riprodotto). Estemporanea fino ad un certo punto perché Grillo, conoscendone l'effetto, la ripeteva uguale a se stessa ad ogni replica (come per ogni altro professionista che si rispetti l'improvvisazione è soltanto una sensazione ad uso di chi ascolta).



Mi meravigliai che intorno a me gli spettatori scoppiassero a ridere e applaudissero convinti.
Grillo, allora come ora, sapeva come vellicare il suo pubblico, ero io a non capire.
Più tardi - ma l'ho scoperto solo ora cercando il video d'epoca di Grillo su Youtube - la stessa vecchia signora è diventata, ripetitivamente, oggetto degli strali di un altro comico (Paolo Hendel, non meno pesantemente volgare).
Conclusione: a molti piace questa comicità grassa e facile. Non è certo una novità. Ne è piena la storia del teatro.



2014-05-13

"Santini elettorali"

Spam e gusto dell'orrido dei "santini" elettorali non sono il peggio.
Inquietante è l'esercito dei "candidati" a caccia di un seggio.
Una pletora d'individui giovani e meno giovani senza preparazione politica (e spesso anche culturale) che mai si sono impegnati in alcunché, ma si aggregano a un carro, qualsiasi esso sia, sperando di farcela in mancanza di altra occupazione.
Dilettanti allo sbaraglio attratti dal "mettersi in politica" come modo facile per sfangarla e magari far carriera e soldi (più o meno lecitamente, ma chissenefrega! Intanto i Frigerio, i Greganti e le migliaia di corrotti e corruttori che li hanno preceduti e seguiti non affondano mai veramente perché i loro partiti sono sempre lì, con nomi sempre diversi, a fare le stesse cose).
Un po' come partecipare a un concorso pubblico. Se va bene, o si hanno le giuste raccomandazioni, è fatta.
Tristezza! E pensare che in altri tempi persone che politica la facevano sul serio e s'impegnavano davvero con l'ingenua speranza di migliorare il mondo, snobbavano le candidature.
Forse colpa di Aureliano Buendìa che da Macondo sentenziava:"Perderemo tempo finché quei cornuti del partito continueranno a mendicare uno scanno in parlamento."

2014-05-07

Fassino... e tanti altri come lui


"Dito alzato io? Ma figuriamoci!"
Il problema di Fassino, sindaco di Torino non è il dito alzato verso chi lo contesta e la conseguente perdita di bon ton.
Ma chissenefrega! Le buone maniere, come il buon gusto, li lasciamo senza rimpianti al passato e agli ipocriti che abbondano anche nel presente.
Il fatto è che Fassino, come tanti politici, è un bugiardo, un contaballe cronico, e nega l'evidenza fintanto che non è preso con le dita nella marmellata (una immagine col dito alzato, una intercettazione telefonica con espressioni d'euforia per avere messo le mani su una banca ecc.)
Allora si arrampica sui vetri nel puerile tentativo di rivoltare la frittata per far credere che lui non ha mentito, ma è solo stato mal interpretato.
Brutti tipi quelli come Fassino. Hanno disfatto la sinistra della quale pretendevano di essere interpreti, e sarebbe il meno. Il guaio è che hanno fattivamente contribuito a ridurre l'Italia nello stato attuale e davvero non si vede quale sia stato il loro contributo positivo sia come "politici" sia come "amministratori".


2014-05-01

Voto utile per Pavia

Leggo su "Dire, fare baciare" e sul Ticino la lettera, comunicato, presa di posizione, riassunto di buone pratiche - non so come definirla - firmata da 4 noti pavesi.
Non si può che condividere, ovviamente.
Nel clima rissoso di stampo preelettorale ciascuno ha i propri amici e cerca di tirarli in ballo.
Le firme in calce al testo non significano necessariamente adesione politica o dichiarazione di voto per "Insieme per Pavia".
Sembrano più che altro un non troppo impegnativo attestato di stima per le buone iniziative intraprese a fronte di speculazione, corruzione, malaffare presenti a Pavia come e più che altrove.
Del resto i firmatari, non potrebbero essere più "politicamente" distanti l'uno dall'altro.
Quattro persone "per bene" come tante, sicuramente la maggioranza dei pavesi, indignate per come vanno le cose in questa città e solidali con chi ha denunciato e per questo è stato intimidito e oggetto di violenza.
Ma nonostante le apparenze che farebbero pensare a una condivisione dell'informazione ormai generalizzata prima per gli utenti di internet ed ora più che mai con l'esplosione dei social network, è da tempo risaputo come troppa informazione equivalga a nessuna informazione.
Dunque quella maggioranza di persone "perbene" che condanna senza mezzi termini ogni sorta di malaffare e s'incazza su tutto, non sembra troppo consapevole del fango nascosto sotto la crosta sonnacchiosa della città e la patinata immagine del suo giovane sindaco. Così quando i pavesi votano finisce sempre che fanno vincere gli stessi partiti di sempre (fatta salva l'incognita 5 stelle).
Il sapere che i politici locali, in sintonia con quelli nazionali, siano prodighi di promesse mai mantenute e coinvolti in ogni genere di scandali sembra non avere alcuna influenza sulle loro scelte.
Questa la ragione per la quale l'appello "a difesa della legalità a Pavia, contro ogni genere di corruzione e di infiltrazione mafiosa" (come si legge sul locale giornale cattolico) dei quattro volonterosi personaggi temo si concretizzi difficilmente in un assist elettorale a "Insieme per Pavia".
Legittimo l'uso elettorale che se ne fa, ma il protagonismo dei partitini più o meno di "sinistra" che tutti insieme faticano a raggiungere un misero quattro per cento, il culo di pietra del locale PD, l'arroganza un po' volgare di taluni e i voli pindarici di altri che pur giustamente hanno tentato di costruire una specie di fronte comune contro l'affarismo e i politici poco raccomandabili che influenzano le scelte in questa città depongono assai sfavorevolmente sul futuro prossimo di questa città.


2014-04-24

Napolitano e Cossiga ieri sera a Otto e mezzo dalla Gruber (la macchina del tempo)


Due giovani parlamentari ieri sera ospiti di Lilli Gruber in TV: Giorgio Napolitano, 35 anni e Francesco Cossiga, 33 anni. (Correva l'anno 1961)


2014-04-19

Arsenale di Pavia. Un dibattito da mantenere caldo

La sera del 16 aprile al collegio Valla si è tenuto un incontro organizzato dall'Arsenale Creativo (chi è di Pavia sa di che si parla).
Il fatto che un gruppo di giovani si impegni per la salvaguardia di una vasta zona centrale di Pavia adiacente al Ticino dove sorgeva, su un'area di 150mila metri quadrati, lo Stabilimento del Genio militare sembra degno d'attenzione nel plumbeo grigiore della politica pavese.
La sorpresa positiva è stata una folta partecipazione di pubblico (raccogliere centocinquanta-duecento persone in questa città per un appuntamento di tal fatta è un successo).
La sorpresa negativa è stata la passerella dei candidati sindaci intenzionati a sfrattare dal Mezzabarba il sindaco Cattaneo - che da parte sua si è ben guardato dal presenziare ad una assemblea dove sapeva a priori di non poter raccogliere voti.
Hanno detto tutti, assessore in carica Galandra compreso, ma non in rappresentanza del sindaco, quello che il pubblico voleva sentirsi dire. L'area (fluviale e soggetta a limiti) deve restare alle Amministrazioni locali e a disposizione dei cittadini. Qualsiasi cosa venga fatta avrà un carattere di pubblica utilità. Con alcuni immediati distinguo però. Beh! Qualche abitazione privata può pure starci. Se no dove si prendono i soldi?
Ottimisticamente qualcuno ha ricordato che in giro c'è una massa di denaro liquido a costo praticamente zero (penso si riferisse a tutta la cartastraccia messa in circolazione soprattutto da Stati Uniti e Giappone, che ha arricchito solo pochissimi privilegiati, e agli euro regalati alle banche).
Come questi soldi potrebbero arrivare all'Arsenale resta un mistero. Banche e privati con le tasche gonfie se investissero lo farebbero per trarne profitto. Il benessere della cittadinanza non è mai stato nei loro pensieri.
Comunque l'area al momento è ancora di proprietà demaniale e l'intenzione del ministero dell'Economia è venderla (non necessariamente al miglior offerente, ché si sa come lo Stato finisca sempre con il privilegiare i soliti noti quando si privatizza e si dismettono beni pubblici).
E in effetti l'Amministrazione comunale in carica si è portata avanti varando un piano regolatore che prevede in loco la costruzione di palazzi lungo il fiume per oltre 1700 abitanti.
Tra gli intervenuti c'è stato chi ha prospettato la possibilità di una "variante" al Pgt, chi invece ha tuonato che l'unica destinazione per il piano regolatore da poco approvato è il cesso e già si è fatto promotore di un ricorso per inammissibilità direttamente rivolto al capo dello Stato.
Sullo fondo i desiderata di questo e di quello: negli edifici ristrutturati dell'ex caserma collochiamo le scuole, il tribunale, la biblioteca, cinematografi e ristoranti, impianti sportivi e chi più ne ha ne metta.
Conti senza l'oste, considerando che tutto è in alto mare e tra gli aspiranti sindaci presenti le chance per detronizzare il telegenico sindaco uscente, il più amato d'Italia, come le ben note cucine, sono pochine.

2014-04-16

Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)

 link alla pagina
Pagina "fotografata" la sera del 14 aprile.
Si commenta da sé

Esilarante non sembrerà il termine giusto, magari il suo contrario, rattristante, sì.
Ma la pagina del Blog di Grillo - che non vedevo da un pezzo perché francamente inguardabile - è, se possibile, peggiorata ulteriormente.
Non solo è farsesca, ma "esilarante" nel senso che da alla testa, stordisce e ottunde, proprio come l'omonimo gas.
Non è questione di "cattivo gusto" né dell'ingiustificato rilievo offerto dai media alla brutta storpiatura della poesia di Primo Levi. Quello che più colpisce sono l'impaginatura, i titoli, le pubblicità. Una accozzaglia di strilli, incultura, beceraggine degni di Daily Mirror, Sun, Bild Zeitung o, in Italia, Libero, Giornale e un altro novanta per cento di stampa, TV, Blog e siti internet esistenti.

Ciò nonostante non penso che Grillo sia un "fascista" né che gli eletti del movimento cinque stelle siano tutti "idioti" (del resto ad essere "meglio" degli "altri" ci vuol poco).
Mi infastidisce chi continua ad attaccarli con la bava alla bocca come un cane rabbioso e perlopiù su argomenti secondari.
Molti tra gli eletti si danno un gran da fare e sono meritevoli di tutto il rispetto (penso ad esempio, in sede locale, alla Nanni, fino a prova contraria, encomiabile consigliere regionale lombardo).
Dirò di più: sottoscrivo molti assunti del M5s, specie per quanto riguarda la critica radicale ai comportamenti del ceto politico e alle scelte dei governi che si susseguono in questo disgraziato paese.
Se non riesco a condividerli non è neppure per una questione di "stile" o perché la mia formazione politica è anni luce lontana.
La ragione è di sostanza comunicativa, superficialità critica, inattitudine autocritica.
I cinquestelle parlano alla pancia delle persone, ne istigano i peggiori istinti, evocano scenari immaginari che potrebbero generare reali catastrofi, un po' come apprendisti stregoni privi delle necessarie conoscenze per controllare le magie provocate.
I limiti inaccettabili dei pentastellati stanno nelle carenze concettuali, nell'incerto orientamento ideologico, nella confusa concezione democratica di chi li guida (e dai quali non possono affrancarsi, pena lo sfascio).
Il fideismo incondizionato nei confronti dei "capi" e degli strumenti di consultazione della base da loro controllati - per quanto buone possano essere le intenzioni - è pericoloso.
I militanti finiscono con l'accettare e seguire le indicazioni degli esecutori materiali della propaganda, a prescindere da Grillo, come i bambini di Hamelin seguirono il pifferaio, senza sapere dove li avrebbe condotti.

Nota:
Ovviamente i link e le pubblicità all'indirizzo della pagina al quale è diretto il clic sull'immagine cambiano costantemente.
Particolarmente gustoso nella giornata in oggetto (il 15 aprile) quello che recitava: "La Terra di Mezzo di Tolkien è Realmente Esistita?"
Cliccandoci sopra si arriva a TzeTze sito sempre creato e gestito dalla Casaleggio Associti e di riferimento per il Blog di Grillo.
E lì pubblicità e notizie sono anche più strabilianti, tipo...

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Carte degli Illuminati: Passato, Presente, Futuro

Viator

C'è chi scorge tra le sue figurine lo spettro di una cospirazione. Chi si dice convinto che contengainformazioni provenienti dal  futuro.

Per molti altri invece l'idea che il Gioco di Carte degli Illuminati possa nascondere gli indizi di un reale complotto in via di realizzazione è semplicemente risibile. A loro avviso nelle oltre 350 figurine che ne compongono l'ossatura sarebbe infatti raffigurato praticamente qualsiasi grande evento che possa accadere nella nostra epoca.

Diamo una occhiata al vecchio gioco ideato da Steve Jackson, e proviamo a farci una idea più chiara riguardo la leggenda che da oltre un decennio gli aleggia intorno. [...]

2014-04-10

Viale del tramonto

Una scena ( e inizio film su YouTube)

Rivisto - ma è come se fosse una prima volta - Viale del tramonto (Sunset Boulevard) grande film diretto nel 1950 da Billy Wilder.
Joe Gillis, squattrinato soggettista di Hollywood, galleggia morto nella piscina di una decaduta grande stella del cinema muto. Questo non gli impedisce di raccontarci in un paradossale flashback le vicende che, nell'arco dei sei precedenti mesi, lo hanno portato a giacere pancia in giù nell'acqua della vasca.
Il racconto in prima persona ha, nella primissima parte, toni hard boiled che poi si stemperano.
Il film, cinico sguardo sul star system, è anche metafora sull'inconsistenza dell'essere.

2014-04-04

Booknomination

"E poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso possa un bel giorno capitare di scoprire in sé un uomo senza qualità."
L'uomo senza qualità, Robert Musil
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