2014-03-28

Stipendi on line dei dirigenti del Comune e della Provincia di Pavia (post dell'11.08.2009 aggiornato)

Stipendi targati 2008 in un vecchio post (che riproduco) dell'11.08.09
I nuovi qui:
Comune
Provincia
Scarica questo file (situazione retributiva dirigenti 2013.pdf)situazione retributiva dirigenti 2013.pdf
Scarica questo file (Stipendi Dirigenti Ottobre 2012.pdf)Stipendi Dirigenti Ottobre 2012.pdf

Non so se faccia bene o male leggere questi dati. Considerando quanta disparità ci sia tra gli stipendi dirigenziali e quelli dei lavoratori, diciamo così, di base, fa più male che bene. Del resto anche nella categoria "dirigenti" ci sono divari che devono far rodere il fegato, non poco, a taluni. Fatto sta che sorge spontanea una domanda: tutti 'sti soldi queste persone se li meritano davvero? Forse si, forse no. A chi più sa l'ardua sentenza.
Una considerazione sulle Provincie. Non erano tutti d'accordo nel sopprimerle? Perché allora sono state aumentate? (Ed ora, marzo 2014, si finge di abolirle)

2008. Stipendi dei dirigenti comunali (dal sito www.comune.pv.it)
Daniela Diani, dirigente del settore Sviluppo, pianificazione, programmazione e controllo, gestione finanziaria, prende all'anno quasi 114.712 euro. Al secondo posto c'è Ivana Dello Iacono, che sfiora i 111 mila euro, e che dirige Istruzione, politiche giovanili, amministrazione del patrimonio. Dopo di lei Maria Susanna Zatti, settore Cultura, turismo e promozione della città, che ha uno stipendio lordo annuo di 105.808 euro. A seguire. Francesco Grecchi, Lavori pubblici e manutenzione e anche ambiente e territorio ad interi, con poco meno di 104mila euro. Luigi Tomaselli, Servizi civici, prende 103.485 euro. E Carla Galessi, settore socio assistenziale, poco più di 99mila euro. E poi Gianluca Giurato, Polizia locale, circa 93mila euro; il segretario generale Pietro Paolo Mileti, 86.630 euro. Michele Vaccina e Guido Corsato ex dirigenti che hanno fatto causa al Comune per mobbing, restano comunque formalmente dirigenti anche se non ne svolgono i compiti e rientrano nell'elenco. Prendono quasi 87mila euro Vaccina e quasi 76mila euro Corsato. Tornando all'ordine della classifica, al decimo posto c'è Felice Milani (Sistema bibliotecario) 89mi- la euro; poi Guido Corsato, Maria Assunta Cescon (Attività economiche) con quasi 75mila euro; Donato Scova, Servizi interni, poco più di 72mila euro e infine Gianfranco Longhetti, dirigente del settore Sport, il più "povero" tra i suoi colleghi, con 65.500 euro circa.
E la Provincia? Per leggere il file bisogna andare nella sezione «Operazione trasparenza », ultimo link del menù sulla sinistra (sito www.provincia.pv.it). I dirigenti sono 24. Ne riportiamo alcuni. Il direttore generale Carlo Sacchi prende 120mila euro lordi all'anno. Di cui 20mila sono di retribuzione di risultato. Il segretario generale invece prende di più. Girolama Gallippi ha uno stipendio di circa 138mila euro. Passiamo ai dirigenti. Per tutti la base è poco pià di 40mila euro. A cui si aggiungono incrementi per l'anzianità, la componente legata alla posizione e poi anche la retribuzione di risultato. Lo stipendio più alto è quello di Angelo Elefanti, settore Lavori pubblici, con 98mila euro lordi all'anno. Subito dopo c'è Roberto Braghieri 87.445 euro. Al terzo posto c'è Daniela Greguoldo, assunta a tempo determinato per il settore Economia-Finanza con 90.265 euro. Il file messo on line dalla Provincia propone un elenco già in ordine di retribuzione, da chi prende di più fino a chi prende di meno. Per il settore Beni e attività culturali Antonio Sacchi prende quasi 83mila euro e Maddalena Viola, Attività educative, politiche giovanili e sport, ne prende quasi 88mila. All'ultimo posto lo stipendio annuo si aggira attorno ai 56mila euro, così per PierAchille Lanfranchi, dirigente a progetto, ora in prestito, per sei mesi, al Comune di Milano. Di poco sopra di lui Massimo Ascagni, dirigente di seconda fascia del settore Ambiente, con circa 59mila euro lordi all'anno.
(dati tratti da La Provicia Pavese del 06.08.2009)

2014-03-22

Razzismo al Riz di San Ginés

Non è il "Riz" di parigina memoria è solo un omonimo dignitoso 3 stelle a San Genesio ed Uniti, alle porte di Pavia. Non è neppure un'orda quella degli immigrati ospitati: sono sette.
Tanto è bastato però a scatenare le ire leghiste, segretario Salvini in testa.
L'immigrazione è un problema innegabile, in Italia e altrove. Ma a conti fatti gli immigrati, negli scorsi anni, sono stati una risorsa e hanno reso più di quanto siano costati. Non saranno qualche giorno di ospitalità in un alberghetto a mandarci in rovina.
Ma i leghisti di San Ginés mica s'incazzano, come sarebbe doveroso in un movimento "sano", per le porcate dei loro rappresentati nazionali e regionali (ne vengono fuori ogni giorno di nuove, da quello che si faceva rimborsare 300 chilometri di benzina al giorno pur abitando a Milano, al suocero che faceva pagare ai contribuenti lombardi diecimila euro al mese di... consulenze al genero - consistenti nella distribuzione di volantini -, all'altro che ha messo in nota spese un sontuoso banchetto di nozze.
Né vale a difesa che così facevano e fanno ancora tutti, o quasi, anche degli altri partiti.
I leghisti si spacciavano per i "moralizzatori", erano quelli che insorgevano contro il potere corrotto di "Roma ladrona", a favore dei poveri contribuenti tartassati.
I capoccia leghisti invece di prendersela con i tanti traditori dei loro stessi principi fanno il solito sfoggio di razzismo spicciolo istigando i militanti più beceri.
Nessuna meraviglia dunque se molti che in passato hanno creduto in buona fede a Bossi e soci, disgustati, finiranno col rivolgersi ai cinquestelle.
Figli della medesima incazzatura (sacrosanta!) anti-casta che spinge l'M5S verso il 25% di consensi, ma carenti di attitudine critica, inseguono qualsiasi pifferaio che gliele canti e gliele suoni.
E poiché i pifferai si moltiplicano e se non si chiamano Grillo o Berlusconi si chiamano Renzi, nessuna meraviglia se alla fine la grotta nella montagna verso la quale conducono i loro ignari cortei si richiuderà inesorabilmente sulle nostre superstiti speranze.


2014-03-10

A festa finita (e a bagarre scatenata per la rappresentanza di genere)


Ho taciuto sulla "festa", o comunque la si voglia definire, delle donne perché la ritengo una delle tante inutili giornate più o meno internazionali, per questo o per quello, che lasciano il tempo che trovano.
Mi permetto, a festa finita, qualche osservazione, sull'onda della segnalazione da parte di un amico pavese circa il licenziamento di una donna, perché gravida, da parte di altre donne.
Purtroppo per certi versi è una non-notizia l'allontanamento dal posto di lavoro di una donna incinta.
Alle donne capita ben di peggio!
L'aggravante è che a licenziarla siano state altre donne.
Penso proprio che il rispetto dovuto alle donne, come la dignità per chiunque altro, prescinda dal genere come da qualsiasi altra considerazione e non abbia bisogno di particolari ricorrenze o gabbie protettive.
Alla stregua del modo incongruente con il quale si enfatizza la ricorrenza per le donne, a fronte delle efferatezze compiute nei loro confronti, fa sorridere la bagarre scatenata in queste ore per la rappresentanza di genere garantita nelle istituzioni, tanto più quando alimentata da donne assurte al ruoli di parlamentari non certo per meriti politici pregressi, ma soltanto per cooptazione da parte dei "maschietti" che le hanno volute accanto a sé (si chiamino Berlusconi, Renzi o pincopallino).
Nei paesi cosiddetti "civili" (termine che fa sempre più irritare visto che l'inflazione del suo uso va di pari passo all'inciviltà dilagante) le donne non sono penalizzate come in Italia e senza la necessità di garantire loro "per legge" qualche posto in più.
Le dinamiche sociali evolvono con l'evolvere culturale dei componenti la società, non per decreto.
Nello specifico della donna gravida licenziata le colpe  sindacali per aver sbragato nel corso degli anni rispetto alla tenuta dei diritti faticosamente conquistati dai lavoratori sono grandi. Per cosa poi? Per il piatto di lenticchie rappresentato dal potere personale di pochi inqualificabili leader giocato sul tavolo dei rapporti con i propri referenti politici. A riprova guardate dove finiscono a carriera sindacale ultimata.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta chiedere a quali assurde condizioni di salario, orario e quant'altro, vengono precariamente assunti i giovani e non più giovani che trovano occasionalmente un lavoretto, per rendersi conto dello sfacelo provocato (e non appelliamoci per questo alla crisi!)
Drammaticamente più nessuno è garantito sul posto di lavoro né, in Italia, può sperare di cadere sul relativamente morbido di una protezione sociale in termini economici, se disoccupato.
Vedremo chi davvero farà qualcosa di concreto in questa direzione e chi invece si opporrà.
È una cartina al tornasole per questo e per i prossimi governi.

2014-03-03

Ciao "maestro"!

È morto ieri, a novantadue anni, Mario Lodi. Un maestro divulgatore, insieme agli amici del Movimento di Cooperazione Educativa, delle tecniche di Célestin Freinet e un ispiratore per tanti giovani insegnanti dei primi anni settanta.
Si frequentavano allora corsi di una settimana organizzati in estate dall'MCE (a spese dei partecipanti, non gratuiti ed in orari scolastici come i corsi ministeriali).
Una delle prime volte era presente anche lui pur essendo già "il maestro Lodi" e avendo scritto "C'è speranza se questo accade al Vho" e "Il paese sbagliato" che tutti avevamo letto e condiviso.
Non se la tirava per niente e condivideva con il gruppo le sue giornate.
Mi è capitato poi di rivederlo in varie occasioni.
Lo ricordo esattamente come nella piccola foto in bianco nero qui pubblicata.
Se ne va un grande "educatore" - come tutti i veri insegnati aspirano ad essere - con le radici ben piantate nella pianura tra Cremona e Mantova.
E con lui se ne va un altro pezzo del "secolo breve" che sta svanendo come una vecchia foto mal conservata.

PS
Un ricordo personale di quegli anni

CIAO, SIGNOR MAESTRO!

2014-02-25

Colpa del Baion

La colpa è del Baion (mai nessun governo si è riconosciuto colpevole dei disastri prodotti, come a scuola: "non sono stato io, è stato lui!")
Renzi. Enfant prodige politica italiana [sic!]
Universo lessicale renziano (la forma e la sostanza, commenti a go-go)
Rottura protocollo (ben venga, c'è chi ci sperava già quarant'anni fa)
Paragone Renzi-Berlusconi. Mah! Il "cavaliere" è un uomo dei tempi di Nilla Pizzi.
Dimafonisti (anche oggi necessari, non bastano più i "tastieristi" stenografi!)
#Renzi Finale discorso fiducia alla Camera: "...fuori di qui non ci crede nessuno che le cose si possano fare" E se avessero ragione quelli fuori di lì?

2014-02-11

La "sofferenza" delle banche italiane


Ma questi banchieri vi sembrano "sofferenti"?
Sorge un dubbio. Dirottare l'attenzione sulle cazzate (tipo Alan Friedman, l'Ollio dei giornalisti americani) serve a distoglierla dalle mazzate in arrivo.
Sì, perché se tanto mi da tanto si sta preparando una nuova batosta. Cosa significano i guaiti, in via d'intensificazione, circa le sofferenze delle banche italiane?
Banche, nuovo record dei crediti a forte rischio: sofferenze a 155,8 miliardi (+24,6%) Titola Il Fatto Quotidiano.
E intanto si tenta di avviare una bad bank nazionale, riparlando di "prestiti" pubblici, e cartolarizzazione dei crediti che non si riescono a recuperare.
Non sono bastate valanghe di miliardi regalati alle banche e usati per comperare titoli di stato con rendimenti elevati (pensate se un cittadino qualunque potesse ottenere soldi al'1% per poterli reinvestire non dico con un alto rendimento e troppi rischi, ma soltanto al due, tre, quattro per cento).
Non è bastata la ricapitalizzazione di Bankitalia, destinata a portare denaro nelle casse delle banche proprietarie al 95% e di cui ora si capisce meglio il senso, compreso il sotterfugio dell'approvazione a traino di un decreto omnibus (come si faceva a votare chiaramente un provvedimento che trasferiva ancora soldi privati ai banchieri!)
Dopo tante balle sulla tenuta e solidità del sistema bancario italiano ora ci si viene a dire che sarebbe stato meglio fare come la Spagna e accedere, a tempo debito, all'aiuto europeo.
E c'è anche chi esorta i banchieri a continuare nelle nobile missione inseguendo "i loro sogni" [sic!]


Alan Friedman, l'Ollio dei giornalisti americani tanto amato in Italia, e i marchettoni in tv per promuovere il suo libro di "rivelazioni shock"

Tutta la vicenda su Napolitano e il governo Monti è triste e ridicola insieme.
Triste perché nel rotolio degli eventi di una situazione italiana sempre allo sbando ci si occupa futilmente di cose ormai superate, ridicola in quanto all'epoca tutti plaudivano smaccatamente Monti. Persino coloro che, valutando l'estrazione culturale e la provenienza ideologica sua e dei suoi ministri, erano maggiormente scettici, speravano in una migliore riuscita del suo governo. Rispetto a Berlusconi non poteva che brillare. La delusione per gli esiti è stata bruciante. Quantunque ora si enfatizzi il fatto che ci avrebbe salvato dal "baratro" resta la convinzione che la sua venuta ci abbia posto in una situazione di democrazia sospesa. Lo si sapeva già allora come si sapeva che Napolitano stava forzando il suo ruolo presidenziale assumendosi la supplenza di un parlamento e un ceto politico inane.
E allora dove è la notiziona dell'Ollio dei giornalisti americani che deve sponsorizzare le vendite del suo libro?
Forse qualcuno dubita del fatto che vi sia un intreccio di rapporti (che comprendono connivenze ed interessi convergenti del tutto opachi) tra ambienti giornalistici, banchieri, politici, imprenditori, personaggi influenti più o meno pubblici riuniti in cordate talvolta opposte talaltra sinergiche?
Se così non fosse stato - e non fosse! - non saremmo qui a lamentarci continuamente per la fine della democrazia o quantomeno di quella che speravamo potesse essere la "democrazia".
Se non altro saremmo liberi di tornare ad elezioni senza la paura del massacro dei "mercati" saldamente in mano ad una banda ristretta di individui che fanno il bello ed il cattivo tempo nell'economia internazionale e stanno portandoci collettivamente al macello.



2014-02-01

Fascismo in salsa rosa con contorno verde-azzurro

C'zzo in me deve esserci qualcosa che non va.
Quando tutti li osannavano perché rappresentavano il "nuovo" io criticavo Grillo, Casaleggio e i "grillini". Ora che tutti danno loro addosso io continuo a criticarli, beninteso, ma li difendo.
Tra di loro ci sono degli imbecilli, certamente, ma abbondano anche negli altri partiti e se ne ha sentore appena aprono bocca.
Il cinquestelle che ha dato delle pompinare alle parlamentari PD, non va censurato, va buttato fuori dal movimento. Sbagliato affermare come ha fatto il pentastellato Di Battista "se uno, sbaglia, sbaglia tutto il movimento". Uno vale uno o no? Ciascuno deve assumersi la responsabilità di quanto dice e fa. Anche quell'altro che ha dato del "boia" a Napolitano va sanzionato, perché nessuno deve sentirsi autorizzato ad insultare a ruota libera chicchessia in un'aula parlamentare.
E questo vale  anche qualora Napolitano meritasse l'impeachment per le sue azioni.
Purtroppo i leghisti - che, in quanto fiancheggiatori di Berlusconi, verranno salvati ad hoc dal rischio di sparire per gli sbarramenti della prossima legge elettorale - hanno fatto scuola al proposito.
Quello poi del "boia chi molla" è solo un ignorante o un simpatizzante dell'estrema destra alla quale l'espressione è cara.
Invece lo spreco del termine "fascismo" per le manifestazioni di opposizione dei Cinquestelle, che anche Augias ha usato senza contraddittorio dalle "autorevole" tribuna gossip della Bignardi, mi sembra risibile.
Possibile che ad ogni pisciata si debba tirare in ballo il fascismo?
Residui di mentalità  nazifascista sono sicuramente presenti nella nostra come in altre società e questo è tragico. Ma a generare gli autoritarismi, qualsiasi sia il loro nome, è un modo di pensare, di comportarsi, di rapportarsi agli altri, di trattare le minoranze, gli emarginati, gli indifesi, i "diversi".
È un porre sé stessi, e il gruppo di appartenenza al di sopra di ogni altro valore, chiudendosi nel proprio particolare ed usando la violenza vigliacca del branco su chi vi si oppone.
È il disprezzo totale dei diritti e della dignità personale e l'esaltazione della forza bruta e del "coraggio" di esercitarla nelle forme più efferate.
È l'affermazione politica e sociale della disuguaglianza, senza alcun contratto sociale che regoli il rapporto degli individui tra loro e nei confronti dello Stato.
Si concreta nella realizzazione di un mondo dove una esigua minoranza possiede un potere economico e politico assoluto mentre i più subiscono impotenti i soprusi di chi li domina.
Ecco, in questa prospettiva vedo ben maggiori pericoli nelle alleanze ad escludendum che si vanno consolidando tra il giubilo generale, nel pensiero unico economico senza il controllo di una dinamica politica democraticamente espressa, nel concentrarsi della ricchezza in ambiti sempre più ristretti con il rapido depauperamento dei ceti sociali intermedi.
Altroché quattro "grillini" che saltano sui banchi del governo! L'imputazione, ben peggiore, che si può loro fare è quella dell'incapacità politica dimostrata fino ad ora.
Hanno detto cazzate, fatto "indegna gazzarra" che tanto scandalizza, ma non li ho visti alzare le mani su nessuno. A questo ci ha pensato il magistrato Dambruoso "civico" rappresentante dell'elegante partito dei loden.
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Vedi anche auto commento


2014-01-31

Qualche post di gennaio per i follower (!?) - FaceBook esenti - orfani di cotanto Blog (ma scapa da rid!)

31 gennaio
Certo che il "civismo" di Dambruoso di "Scelta Civica" non ha nulla da invidiare al "civismo" di alcuni 5stelle (ed è pure un magistrato)
Ripubblico e aggiungo il commento di Luca Sofri sui fatti di ieri.http://www.wittgenstein.it/2014/01/30/bivacco-di-manipoli/
Disgusta il manicheismo del PD e di tutti gli altri su quanto è accaduto.
Ieri sera si sentivano affermazioni surreali da parte di esponenti politici. Divertenti quei due che si rimpallavano sparando entrambi a zero sui cinquestelle per poi concludere l'uno che, per conto suo, sarebbero stato contrario al provvedimento su Bankitalia e l'altra che era contraria all'abolizione dell'Imu sulla prima casa. E allora, santodio! perché avete votato esattamente il contrario?
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28 gennaio
Quando mai i cittadini votano chi non li liscia dalla parte del pelo?
Giovannetti fa controinformazione come ha imparato da buoni maestri (o cattivi, a secondo dei punti di vista) in tempi migliori. Questo lo induce a nuotare in acque profonde e inevitabilmente scontrarsi con chi in città conta e con tutte le loro clientele.
La sua visibilità invece, a parte la cerchia di amici e conoscenze, è limitata a questo gruppo e a qualche libro che ben pochi hanno letto.
Filippi (l'eterno rivale che si intervista sul Mondo, il suo foglio online - in "rinnovamento" dal 16 gennaio) non ha disdegnato di nuotare dove l'acque è bassa e gli interessi sono tanti e piazzarsi (lui, San Matteo, parenti - figlio ASM - ed amici) là dove si conta e ci si crea una cerchia di più o meno interessati consensi. Così si fa politica (leggi autointervista) in quel di Pavia e non solo. Capita talvolta di essere "chiacchierati", ma l'importante è manovrare con destrezza e avere mani in pasta ovunque (vedi l'accumulatore di incarichi e prebende, il benemerito Mastropasqua). Così si ottengono i voti per mantenere un piede anche in consiglio comunale e, quel che è più importante, "potere" .
'ndrangheta, affari e politica, edilizia, Comune, Provincia e municipalizzate, Università e business salute. Qui circola il denaro e si formano bacini elettorali.
Temo che i chilometrici programmi da libro "Cuore" o le motivate invettive di Giovanni sul suo "direfarebaciare" non sconvolgano i sonni della "casalinga di Pavia" e tanto meno scombinino i consueti andamenti elettorali. Meno che mai ora che al bel sindaco messo in orbita dal Faraone sono spuntate le ali mediatiche per volare, non già da solo, ma quantomeno senza stare appollaiato su spalle altrui.
Detto questo lo stop di Giovannetti non mi convince nelle sue motivazioni. C'è qualcosa che si aspettava e che non è arrivata. Cosa?
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28 gennaio
Ma si sdegnamoci per la vuotezza fragorosa dell'insulto al Presidente della Repubblica, (ma soprattutto per aver mandato in parlamento un altro pistola anche se pentastellato!).
Però poi basta. E basta con chilometri di telegiornali che non parlano d'altro e con le ridicole "reazioni preoccupate".
A me preoccupa di più che stia nascendo una legge elettorale che poco ha da invidiare alla famigerata legge-truffa di cui Napolitano dovrebbe conservare memoria.
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25 gennaio
Questa storia della ricapitalizzazione di Bankitalia è peggio della legge truffa berlusconrenziana, ma i PD zitti e buoni
25 gennaio 2014 alle ore 0.53
È di oggi la fiducia al governo che sospende la seconda rata Imu 2013 (al suo posto sono state messe tasse più pesanti) e regala una montagna di soldi a banche e assicurazioni rivalutando le quote in Bankitalia. L'informazione che circola relativa alla "privatizzazione" di Bankitalia non ha molto senso poiché il 95% del capitale di Bankitalia è già di banche e assicurazioni e solo il 5% è statale. Infatti la Banca d’Italia è quasi interamente in mano ai privati, mentre la banca centrale tedesca e quella francese sono interamente pubbliche.
La questione della ricapitalizzazione è dunque più complessa e sembra il classico caso di cessione della primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Il piatto di lenticchie è il miliardo e mezzo una tantum che ne ricaverà lo Stato giusto per coprire il buco aperto con la storiaccia dell'Imu. A trarne vero profitto saranno i privati e si apriranno le porte anche a nuovi investitori.
http://www.circolodegliscipioni.org/Rivalutazione%20di%20Bankitalia-1.pdf
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/24/dl-imu-bankitalia-ecco-perche-il-decreto-del-governo-e-un-regalo-alle-banche/856309/
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23 gennaio
Correva l'anno 1953. Legge truffa (ma era acqua fresca rispetto alla Renzi-Berlusconi) 
Chissà se il "migliorista" Napolitano conserva vaghi ricordi di quella che fu l'epica mobilitazione contro la "legge truffa"?



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21 gennaio
Pavia. Qualità della vita dal 2008 al 2013 (per quel che valgono queste classifiche tratte dal Sole 24 Ore)
Non è che le posizioni siano variate di molto dal "prima" dell'era Cattaneo ad ora e soprattutto non penso che la "casalinga di Pavia" ne abbia avuto una gran percezione (mentre per l'aspetto fisico del sindaco è tutto un altro paio di maniche!)
posizione punteggio tenore di vita (ma forse le tabelle complete, raggiungibili agli URL, offrono maggiori elementi d'interesse
2008 (tabella completa http://www.ilsole24ore.com/speciali/qv_2008/qv_2008_province/qv_2008_province_province_pavia.shtml)
67 485 26
2009 (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2009/qvita_2009_province_pavia.shtml)
64 537 24
2010 (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2010/home.shtml?gtdpage=qvita_2010_province_pavia)
70 491 37
2011 (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml?gtdpage=qvita_2011_province_pavia)
66 472 40
2012 (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2012/home.shtml?gtdpage=qvita_2012_province_pavia)
64 501 20
2013 (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml?gtdpage=qvita_2013_province_pavia)
66 513 38
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19 gennaio
Aver fatto un governo con Berlusconi e i suoi peones non li ha fatti vergognare, ma essere messi fuori gioco da un accordo con Berlusconi per cambiare la legge elettorale li riempie di vergogna.
Anche questa è la relatività.


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17 gennaio
Caro Vattimo. Anch'io ti ho stimato in passato, e ti ho anche votato pur senza condividere il tuo schierarti con uno come Di Pietro. Non sono nessuno e non ho voluto commentare il tuo piatire un posto nel Parlamento europeo (dove per altro non so quale sia stato il tuo contributo).
Sottoscrivo il post di Gilioli, con una certa tristezza.
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12 gennaio
 “E’ colpa dell’anonimato online”, ha sentenziato, come sistematicamente accade, qualcuno, ignorando che difficilmente negli episodi di violenza verbale sul web c’è un effettivo problema di identificazione dell’autore della minaccia o dell’augurio di morte. 
“La colpa è della diffusa impunità per ciò che accade sul web”, ha scritto qualcun altro, ignorando – o fingendo di ignorare – che online si applicano, per i reati di opinione, le stesse leggi che si applicano a quanto accade nelle strade, allo stadio, sui giornali o in TV.

2014-01-02

Se deve succedere succede

Sono sempre più del parere che gli eventi si verifichino quando è il loro momento.
Non si tratta di determinismo storico e neppure di fatalismo.
Banalmente quanto avviene in campo scientifico e sociale, il più delle volte, è inevitabile.
Si ha un bel dire "se...". Certo: "se...". Però non è andata così.
Le grandi scoperte, come le minori e spesso non meno importanti, avvengono quando sono mature le condizioni del loro accadere. Non a caso molte volte hanno più padri che se ne contendono l'originalità. Il "genio" precorritore dei tempi, sempre che sia esistito, è una rarità in via d'estinzione ora che tutto è interconnesso.
Anche gli storici sconvolgimenti che hanno cambiato le sorti del mondo sono stati considerati "evitabili" solo a posteriori. Non che questo ne dimostri l'ineluttabilità. Diversi comportamenti individuali e collettivi, avrebbero potuto modificarne il corso quando non addirittura scongiurarne le conseguenze maggiormente catastrofiche. Magari qualcuno, inascoltato, aveva pure segnalato pericoli e indicato vie diverse da percorrere, ma tant'è.
I passatisti che detestano ogni novità e si chiudono nella difesa "dei bei tempi andati" (che per lo più erano anche peggiori di quelli correnti), comprensibilmente sono in buona parte anziani. La nostalgia per la perduta gioventù in un mondo sempre più a misura di giovani (anche se a detenere il potere reale, quello dei soldi e dell'influenza politica, restano i vecchi) spinge inesorabilmente a considerare il passato migliore del presente. È illusione diffusa, figlia di un futuro ignoto e pericoloso in un'epoca di scarso ottimismo.
Esaurite molte granitiche certezze resta la relatività delle scelte, sempre meno convinte e condivise.

2014-01-01

2014


La speranza che l'anno sia migliore del precedente c'è sempre. Talvolta è sufficiente che non sia peggiore.

2013-12-31

2013-12-27

Me la sono persa la conferenza stampa natalizia del "premier-nipote" (e buoni propositi per perdermi anche le prossime)

Laura Tangherlini una giornalista che dovendo 
rimestare tutto il giorno le stesse notizie "s'è rotta er..."
Ma ci ha pensato Travaglio (che cordialmente detesto anche se mi tocca ammettere la fondatezza di fondo di molte sue affermazioni) a ricordarmela.
Se non altro oggi ha il merito di non scrivere inutili svolazzi e banalità passatiste come Ceronetti sul femminicidio o Corona con l'elogio alla candela.

Sì perché ne ho le palle piene delle solite fregnacce dei politici italiani, o se volete "me sò rotto er cazzo..." come recita romanamente la Laura Tangherlini di Rainews nell'ormai famoso fuori onda.
Se ce la faccio - perché i drogati di notizie politiche ricascano nel loro vizio facilmente come qualsiasi altro tossico - col prossimo anno chiudo.

Su questo mio Blog, brogliaccio di mille livori e non particolarmente interessanti commenti, intendo parlare d'altro.
Il fatto che non freghi niente a nessuno dei miei pochi lettori non mi preoccupa punto.
Se è vero che si scrive sempre per gli altri anche i diari più segreti è anche vero che riordinare i propri pensieri dando loro una forma compiuta è d'aiuto non soltanto "a futura memoria". Soprattutto serve per un'autoverifica della loro attendibilità.
Tra le poche o tante cose belle del Web c'è proprio questa incredibile possibilità di ricercare e approfondire qualsiasi aspetto dello scibile in tempo reale, come vivendo in permanenza all'interno della più grande biblioteca, emeroteca e quant'altro mai esistita. Peccato che i più se ne guardino bene dal farlo.

Tornando al Travaglio quotidiano oggi ha scritto su Il Fatto questo Quarantenni in quarantena che è una specie di riassunto del non fatto o malfatto del governicchio Letta.

Val la pena scorrerlo per rinfrescarsi tante incazzature.




2013-12-22

Buon Natale


Età mentale: anni 18














Per fortuna che i test sono una cagata altrimenti ci sarebbe di che preoccuparsi!

2013-12-15

Ritratti e autoritratti al tempo di Bitstrips

Facile autoprendersi per i fondelli con Bitstrips (sito creato nel 2007 anche se il suo boom risale allo scorso anno - vedi QUI)

Non servono grandi competenze per divertirsi con i pixel digitali (quantunque un po' di Photoshop non faccia mai male).

Il riferimento iniziale alla data del sito non è casuale. Velocemente le mode vengono e vanno sul "libro delle facce", e le applicazioni sono meteore fuggenti sempre più numerose.

Troppe, un po' come i libri pubblicati. Troppi e di scarsa qualità. Nè sempre i migliori prodotti riescono a spuntarla sulla massa delle fetenzie.

Il giochino di riprodurre l'autoritratto di Mapplethorpe, (1975) e lo splendido viso di Karina (Vivre Sa Vie, Jean-Luc Godard, 1962) - un tuffo nel passato - e il suo scimmiottamento  nella volgare imitazione di sé stessi proposta da Bitstrips, è solo un passatempo domenicale e non vale più di un sorriso.

Invece dà da pensare come, nello stesso 1975 a cui risale la fotografia di Mapplethorpe, la Kodak produsse il prototipo sottostante, quattro chili di peso, grandezza di un tostapane, inconsapevole che avrebbe decretato la sua stessa rovina.
Di che si tratta? Della prima macchina fotografica digitale capace di produrre una immagine da 0,01 megapixel in 23 secondi, registrandola su cassetta digitale.
Contrasta la "modernità" delle due immagini in b/n (pur bisognose di pellicola e sviluppo) con l'inarrestabile percorso del digitale.




2013-12-10

Politica e forconi ai tempi di Renzi

Giriamola come vogliamo, però che tre milione di persone vadano a votare a pagamento e due diano il loro consenso a Renzi resta un fatto significativo.
A parte i civatiani, sembra difficile che sia stata l'espressione del tradizionale "popolo di sinistra". Sono semmai i "forconi democratici" che ben si affiancano ai "forconi di destra" (ma fortemente motivati) nelle piazze. È un coagulo di dissenso multicolore con forti venature qualunquiste, ideologicamente non troppo dissimile da quello al quale si rivolge Grillo.
Non è un caso che anche le cosiddette "forze dell'ordine", sempre molto determinate nel manganellare il dissenso, oggi a Torino si siano "tolte i caschi" ufficialmente perché "erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo", ma secondo il segretario dell'Ugl, sindacato di polizia, "in segno di solidarietà con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l’Italia" (e quel "pacificamente" è un capolavoro per chi ricorda quanti manifestanti pacifisti siano stati massacrati di botte durante le manifestazioni).
Di fatto in tutto questo marasma quella che sembra davvero "fuori gioco" è la sinistra.
Sinistra che non ha nulla a che fare, sia ben chiaro, con gli apparatchik cuperlo-dalemiani del Pd e, a ben guardare, neppure con i contorcimenti vendoliani di Sel o i rigurgiti vetero-comunisti di chi nelle istituzioni non riesce neppure più ad essere rappresentato.
Siamo di fronte a un melting pot che inevitabilmente trova dissenzienti coloro che si rifanno a un'idea di "sinistra" radicata culturalmente nella storia del novecento. La parola è passata a "nuovi soggetti politici", si sarebbe detto una volta.
Come andrà a finire ce lo dirà il tempo.


2013-12-09

Sussurri e grida

Imbarazzante silenzio sull'elezione di Renzi. Scontata, vero. Forse è per savoir faire che i suoi elettori si tacciano, paghi della schiacciante vittoria. Solo gli illusi apparatchik potevano pensare che l'ectoplasma dalemiano a nome Cuperlo potesse spuntarla. Nessuno s'illudeva invece che ce la facesse Civati, perdente designato della "sinistra" interna (come da tradizione). Infatti i suoi sostenitori sono felici perché "ha perso bene".
Penso di Renzi tutto il male possibile, ma da questo momento mi asterrò dal tiro al piccione (a parte quando sciorina cazzate tipo quella di ieri sera sugli imprenditori italiani).
Il "libro delle facce" è il luogo deputato per sparare a zero o elevare agli altari questo o quello. Un po' intristisce vedere come domini il tifo da stadio e scarseggi il senso critico.
Così va il mondo.
Aspettiamo e vedremo cosa succede (anche perché vincere l'ambrogino d'oro alle primarie è solo un primo passo e di strada ne resta da fare)

Renzi dixit nel discorso di "investitura"

Imbarazzante silenzio sull'elezione di Renzi. Scontata, vero. Forse è per savoir faire che i suoi elettori si tacciano, paghi della schiacciante vittoria. Solo gli illusi apparatchik potevano pensare che l'ectoplasma dalemiano a nome Cuperlo potesse spuntarla. Nessuno s'illudeva invece che ce la facesse Civati, perdente designato della "sinistra" interna (come da tradizione). Infatti i suoi sostenitori sono felici perché "ha perso bene".
Penso di Renzi tutto il male possibile, ma da questo momento mi asterrò dal tiro al piccione (a parte quando sciorina cazzate tipo quella di ieri sera sugli imprenditori italiani).
Il "libro delle facce" è il luogo deputato per sparare a zero o elevare agli altari questo o quello. Un po' intristisce vedere come domini il tifo da stadio e scarseggi il senso critico.
Così va il mondo.
Aspettiamo e vedremo cosa succede (anche perché vincere l'ambrogino d'oro alle primarie è solo un primo passo e di strada ne resta da fare).


2013-12-08

Doppio turno alla francese: il duo destro-centrista Letta-Renzi sa di che parla?

Ma questi due DC (destro-centristi) sanno di cosa parlano?
Il doppio turno alla francese (che non ha niente a che vedere col bacio alla francese o alla fiorentina) non è troppo migliore del porcellum. Anzi è quanto di più lontano dall'effettiva rappresentatività della volontà popolare (che dovrebbe essere il principio portante di un sistema elettorale).
Certo che lo sanno e il fatto che il PS in Francia si sia preso il 48,5% dei seggi a fronte di un 29,3% dei voti fa loro gola.
C'è poca differenza dal porcellum con il quale il PD alle ultime elezioni politiche con poco più del 25,5% dei voti si è aggiudicato il 47,14% dei seggi.
E poi lì c'è il presidenzialismo (ah già! dimenticavo che adesso c'è anche qui).
Insomma il solito cambiar tutto perché nulla cambi.

Dal che si evince una verità non solo italiana: degli elettori e di quello che vorrebbero davvero non frega niente a nessuno. Sono solo un inevitabile fastidio nel simulacro di "democrazia" che sono diventati i nostri metodi di rappresentanza .
Se fosse vero il contrario gli eletti reali del PD (non quelli che lo sono stati solo grazie al premio di maggioranza) avrebbero meglio interpretato la volontà dei loro elettori, chiaramente rivolta a un cambiamento radicale e non si sarebbero inciuciati in una alleanza devastante con i berlusconiani.
Idem per il M5S che con il forte mandato elettorale ricevuto avrebbe potuto osare ben di più (se poi fosse andata male, pazienza, peggio di così intanto non avrebbe potuto essere e nessuno li avrebbe condannati per averci almeno provato!)
Altroché populismo! Il "populismo" magari è quello dell'SPD tedesco che prima di ratificare l'alleanza con la Merkel sottoporrà gli accordi all'approvazione della propria base elettorale con un referendum.
E se la stessa cosa l'avesse fatta il Pd?



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