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2015-09-03

"Ci vuole un fiore". Razzismo ed educazione sociale

"Insegnanti deportati" titola oggi Il Fatto Quotidiano. Humor nero, considerando quanto sta succedendo in giro per il mondo.
Quando si parla di scuola si parla di precari, assunzioni, concorsi, "buona scuola" riferendosi ad una non-riforma che ci porta beffardamente indietro.
Mai di contenuti in termini pedagogici - non aziendalistici!-.
Per caso in questi giorni mi sono imbattuto nel disco di Sergio Endrigo "Ci vuole un fiore", realizzato nel 1974 su testi di Gianni Rodari.
Una chicca, ma prima ancora un manifesto metaforico della buona didattica "alternativa" che non pochi insegnanti (e genitori) praticavano ai tempi.
Si percepisce la speranza (magari ingenua, col senno di poi) in un mondo migliore dove la "libertà" coniugata in tutte le sue forme non sia soltanto la formalità della democrazia, ma una dato sostanziale della formazione individuale in un contesto di solidarietà collettiva.
Tutto è possibile, beninteso, ma difficilmente chi ha avuto un percorso educativo, ispirato costantemente a quei valori è oggi un razzista. Nessun venditore di paura lo convincerà che lo straniero in fuga da guerre e povertà sia qui per sottrargli quel poco che crede di possedere e, all'occasione, tenderà la mano per aiutare anziché lanciare anatemi e alzare muri divisori.


2014-11-03

Forni crematori per i Rom a Motta Visconti

FaceBook 
Questa chicca da Motta Visconti, "ridente paesino" alle soglie di Pavia già recentemente agli "onori della cronaca" per un "efferato delitto" (non evitiamoci alcun luogo comune!) me l'ero persa.
Grazie dunque a 
Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.

2014-03-22

Razzismo al Riz di San Ginés

Non è il "Riz" di parigina memoria è solo un omonimo dignitoso 3 stelle a San Genesio ed Uniti, alle porte di Pavia. Non è neppure un'orda quella degli immigrati ospitati: sono sette.
Tanto è bastato però a scatenare le ire leghiste, segretario Salvini in testa.
L'immigrazione è un problema innegabile, in Italia e altrove. Ma a conti fatti gli immigrati, negli scorsi anni, sono stati una risorsa e hanno reso più di quanto siano costati. Non saranno qualche giorno di ospitalità in un alberghetto a mandarci in rovina.
Ma i leghisti di San Ginés mica s'incazzano, come sarebbe doveroso in un movimento "sano", per le porcate dei loro rappresentati nazionali e regionali (ne vengono fuori ogni giorno di nuove, da quello che si faceva rimborsare 300 chilometri di benzina al giorno pur abitando a Milano, al suocero che faceva pagare ai contribuenti lombardi diecimila euro al mese di... consulenze al genero - consistenti nella distribuzione di volantini -, all'altro che ha messo in nota spese un sontuoso banchetto di nozze.
Né vale a difesa che così facevano e fanno ancora tutti, o quasi, anche degli altri partiti.
I leghisti si spacciavano per i "moralizzatori", erano quelli che insorgevano contro il potere corrotto di "Roma ladrona", a favore dei poveri contribuenti tartassati.
I capoccia leghisti invece di prendersela con i tanti traditori dei loro stessi principi fanno il solito sfoggio di razzismo spicciolo istigando i militanti più beceri.
Nessuna meraviglia dunque se molti che in passato hanno creduto in buona fede a Bossi e soci, disgustati, finiranno col rivolgersi ai cinquestelle.
Figli della medesima incazzatura (sacrosanta!) anti-casta che spinge l'M5S verso il 25% di consensi, ma carenti di attitudine critica, inseguono qualsiasi pifferaio che gliele canti e gliele suoni.
E poiché i pifferai si moltiplicano e se non si chiamano Grillo o Berlusconi si chiamano Renzi, nessuna meraviglia se alla fine la grotta nella montagna verso la quale conducono i loro ignari cortei si richiuderà inesorabilmente sulle nostre superstiti speranze.


2013-07-07

Per carità dio guardi, noi non siamo razzisti però... "L'è mai pusibil c'am da supurtà tütt cui müslon lì negar!"


"Casalinga di Voghera" sui cinquanta all'uscita di un supermercato in quel di Pavia, dove stazionano abitualmente extracomunitari di varie provenienze, rivolta a un uomo accanto a lei:
"L'è mai pusibil c'am da supurtà tütt cui müslon lì negar!"

Traduzione letterale per non lombardi ("è mai possibile che abbiamo da sopportare tutti quei musoni lì negri!"
La "casalinga di Voghera" è una invenzione di Beniamino Placido (e Alberto Arbasino) in un articolo su La Repubblica di tanto tempo fa e sta a rappresentare quanto di più convenzionale esista al mondo. 



2013-05-05

WEB. La giusta amarezza della signora Boldrini e i furboni che giocano sporco

Capisco come alle persone colte e raffinate il Web, con la sua rozzezza, faccia orrore.
In effetti, talvolta, provoca disgusto simile a quello che assale entrando in una latrina piena di merda, di scritte e disegni osceni (anche senza essere particolarmente ricercati).

E allora se la signora Boldrini, giustamente, s'inalbera per il trattamento che le riservano i beceroni on-line (Laura Boldrini: ''Sulla Rete campagne d’odio, è te...) e le scappa qualche parola di troppo sulla necessità di fare leggi - che già ci sono! - per il controllo della rete (Web e anarchia, lettera aperta a Laura Boldrini), subito trova chi ne amplifica e distorce le dichiarazioni nel tentativo di riproporre inaccettabili censure e sanzioni col fine reale, non dichiarato, di ammazzare la libertà d'espressione.

A molti, giornalisti in primis, non va giù che la comunicazione on-line abbia soppiantato il loro ruolo di mentori del pubblico pensiero. Non ai veri giornalisti, quelli che indagano, fanno inchieste, corrono di persona là dove c'è il pericolo, in una parola, si sbattono, i professionisti dell'informazione, insomma. Bensì agli editorialisti che infiorettano da tempi immemorabili le pagine dei quotidiani e debordano dagli schermi televisivi, sempre comodamente allocati nelle redazioni o in lussuosi alberghi, sempre a caccia di una poltrona più importante dove piazzarsi.
Inutile far nomi si sa chi sono. Sono gli stessi che cinguettano rigorosamente tra loro anche su twitter, autoreferenziali in rete come sulle pagine stampate o in televisione.

L'altra categoria alla quale la libera comunicazione non va proprio giù e, potendo, la strozzerebbe volentieri è quella dei politici. La ragione è sotto gli occhi di tutti.

Uno dei paladini di sanzioni che, se messe in atto, minerebbero la libertà di pensiero in Internet ed impedirebbero l'esistenza stessa di Wikipedia è il berluscon-democristiano Giampiero D'Alia, promosso a guidare il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione - pur con un suo tasso d'assenteismo in aula di quasi il cinquanta per cento (più o meno come se si andasse a lavorare un giorno ogni due dovuti).

Ciò detto sia chiaro che, da detentore di un Blog da quasi dieci anni, sono favorevole alla massima responsabilizzazione di chi scrive in rete. Per quanto letto da quattro gatti personalmente mi attengo alla massima accuratezza nel dare informazioni, controllo costantemente ogni fonte, evitando le bufale proliferanti in internet, e mi impegno a rispettare, nei limiti del possibile, la necessaria netiquette.

I social network sono altra cosa. Appunto hanno più la caratteristica di cessi pubblici dove anche chi non si è mai sognato di possedere idee proprie, vomita tutto quello che mal digerisce nella sua esistenza. È una loro peculiarità abbastanza disgustosa, e tuttavia svolgono l'utile funzione di evacuare scorie da sempre presenti nei corpi e nelle menti degli umani, ma oscurate dai benpensanti, che preferiscono nasconderle come polvere sotto i tappeti. Internet ha smascherato l'inganno mostrando abissi di depravazione di cui, pur conoscendone l'esistenza, poco si conversa nei buoni salotti.

È un peccato che strumenti potenzialmente meravigliosi, se usati correttamente, finiscano per essere discariche a cielo aperto. Ma che dire di un elemento come Borghezio*, ad esempio, che dice ignominie, smisuratamente pagato dalla collettività come parlamentare europeo? E dei commenti abominevoli all'articolo de Il Giornale «Chi è Cécile Kyenge, primo ministro di colore»?

Ben ha fatto Laura Boldrini, dopo aver espresso tutta la sua amarezza per come viene bistrattata la sua vita privata non solo sul Web, ma anche dalle frotte di giornalisti appostati sotto casa, a dichiararsi estranea ad ogni volontà di censura. "Nell'intervista non parlo mai né di anarchia, né di censura, né della necessità di una nuova legge" precisa sulla sua pagina FaceBook.

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* Fuori Borghezio dal Parlamento europeo. #iostoconCecileKyenge 

2012-08-13

Indro e le spose bambine

la moglie bambina di Indro Montanelli

Venduta come sposa per 3000 euro Ragazza di 13 anni seviziata da sposo e madre, titola il Corrierone.

Ma Indro Montanelli in Eritrea con sole 500 lire si era comprato una moglie dodicenne e, in aggiunta, un cavallo e un fucile.
Però, diceva, là è un'altra cosa, a quall'età sono già donne, animalini docili.
"Gli ho messo su un tucul con qualche pollo e lei mi raggiungeva ogni quindici giorni, ovunque fossi."
E bravo il Cilindro! Mica razzista lui, solo una considerazione un po' così delle donne, vero Travaglio?

2012-03-30

A proposito di stragi. Follia?


Checché se ne dica non c'è follia nei "folli" attentati che costellano la nostra esistenza. Non erano "folli" né Mussolini né il sua "allievo" Hitler che di tanto superò il maestro. Neppure i terroristi che si schiantarono sulle torri gemelle erano folli e i brigatisti che assassinarono l'indifeso Biagi (di cui ricorre il decimo anniversario). Non sono folli i ragazzi che uccidono nei licei americani e Anders Behring Breivik che ha compiuto la strage di Oslo.
Ci sono sempre ideologie e un brodo di cultura condivisa alle spalle degli esecutori materiali di crimini orrendi.
Le nostre società sono incubatrici di violenza e xenofobia.
Il singolo attentatore può anche essere fuori di testa ma non più fuori di testa dei tanti con i quali condividiamo la quotidianità.
Scriveva Ivan Illich che qualunque società per essere stabile, ha bisogno di registrare la devianza. Gli individui dall’aria strana o dal contegno eccentrico costituiscono un fattore di sovversione fino a quando le caratteristiche che li accomunano non abbiano ricevuto una designazione formale e la loro condotta sconcertante non sia stata sistemata in una casella riconosciuta.
Ascrivere a follia quanto appare incomprensibile è consolatorio e in qualche modo tranquillizzante.
Bernard Henry-Lévy concludeva il suo articolo sul Corriere di qualche giorno fa:
Avviso ai piromani della difesa di una «identità nazionale» intesa come entità chiusa, timorosa, che si nutre di risentimento e di odio: è il contratto sociale a essere ucciso in una strage di questa sorta; è la base stessa del vivere insieme che, quando si scatena simile follia, vacilla e viene meno. Non c'è peggiore offesa alla nostra cultura, all'anima del nostro Paese, alla sua Storia e, tutto sommato, alla sua grandezza, del razzismo e, oggi, dell'antisemitismo.
Anche lui parla di "follia", ma con ogni evidenza si riferisce alla follia del razzismo negato a parole quasi da tutti, ma condiviso nei fatti da tanti.
Bossi e i suoi leghisti, I Borghezio e i Gentilini con i loro linguaggi assurdi, non sono folli, ma coscienti provocatori che soffiano sulle paure viscerali della "gente" per spingerli a sostenere con i voti i loro comitati d'affari nelle amministrazioni pubbliche. Nessuna meraviglia però se tra "gente" tanto mal consigliata qualcuno passa dalle parole ai fatti.
Il più terra terra degli esempi è l'omofobia. Non passa giorno che non si registrino nuovi episodi di violenza nei confronti dei gay.
Il razzismo è multiforme e si scatena contro ogni forma di "diversità".
Insulti, calci in culo, schiaffoni e pestaggi sono il primo passo dei pogrom. La storia lo insegna, ma chissenefrega della storia?

...

2010-08-29

Razzismo e odio per i diversi sono come la varicella... ne arriva sempre una manciata

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

Consiglio di lettura: Barbara Spinelli, La Stampa, Zingari le radici dell'odio

2010-01-28

La giornata della memoria

Ieri era la giornata della memoria e oggi? Oggi domani dopo, non sono giorni buoni per ricordare? Mai per nessuna ragione dovremmo dimenticare le atrocità di cui è stata è e sarà capace la razza umana. La ferocia degli umani nei confronti di altri umani è tale che molti preferiscono chiudere gli occhi e non sapere mentre altri, per colmo di stupidità, rifiutono l'evidenza di quanto è accaduto e continua ad accadere. Si perché la terribile realtà dei campi di sterminio, che qualche idiota nega, è uno dei più tragici episodi di genocidio che la storia ricordi, ma non certamente l'unico.

Link a precedenti giornate della memoria
Se questo è un uomo (legge Luciana Littizzetto)

Radio Popolare
Giornata della memoria 1
Giornata della memoria 2

Giornata della memoria 2006

2009-05-12

Decreto sicurezza. Alegher, alegher, ch'el büs del cü l'è negher

Chi entra in Italia e vi rimane senza permesso commette un reato.
Una tassa per avere la cittadinanza (200 euro) e una per il rilascio del permesso di soggiorno (da 80 a 200 euro).
La legalizzazione delle ronde.
Il prolungamento della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione (fino a 180 giorni.
Il registro per identificare i barboni.
Questo il disegno di legge sulla sicurezza. Un testo blindato, 66 articoli assorbiti in tre maxiemendamenti, su cui il governo oggi pone la questione di fiducia.
Brava gente i leghisti. Parola di Berlusconi. A volte un po' esuberanti come quando chiedono posti riservati agli italiani sui mezzi pubblici, ma obbedienti. Se respingono in mare donne gravide e bambini (pericolose reclute di organizzazioni criminali!) eseguono solo gli ordini del capo. Non se ne arroghi il merito Maroni. Esegue quanto ha deciso Berlusconi.
Esultano i fans del governo (ormai quasi tutti). Ma che razzismo e razzismo! Il popolo è con noi, ci vota perché siamo democratici, onesti e competenti, mica come quei barlafüs [persone sulle quali non si può fare affidamento] di sinistra, sempre indecisi su tutto. Vedi la Concita come s'ràmpiga int'i spegg sll'Unità [vedi la De Gregorio come s'arrampica sugli specchi sull'Unità]: Il rispetto dei diritti.
I lombardi hanno delle certezze. Dunque alegher, ch'el büs del cü l'è negher! (Oddio, da quando quella comunista della Littizzetto fa propaganda allo sbiancamento anale si cerca di mettere in discussione anche questa semplice verità)

2009-04-22

Durban II, conferenza contro il razzismo. L'errore di non esserci

Un interessante articolo sull'argomento su The Guardian

Questa volta sono d'accordo con Sergio Romano, una delle poche voci levate contro la decisione del nostro governo di boicottare, a priori, il congresso Onu di Ginevra. Dovevamo partecipare e batterci scrive l'ex ambasciatore sulle pagine del Corriere. Banale e sensato contro gli isterismi di chi si scandalizza perché il presidente dell'Iran ne ha approfittato per fare un po' di propaganda politica. Quante volte è successo. Quante volte succederà ancora. Se si fossero indignati allo stesso modo per il massacro dei palestinesi a Gaza forse avrebbero di più le carte in regola per scagliarsi contro il becero antisionismo di Ahmadinejad, ma la difesa ad oltranza della politica israeliana, tacciando chiunque la critichi di antisemitismo, li squalifica. Lasciamo perdere poi i toni dei giornali di destra, apertamente xenofobi e razzisti, ai quali ciò che non piace del documento approvato a Ginevra è il contenuto lontano mille miglia dalla loro mentalità (per leggerlo Durban Review Conference outcome document). Vorrei vedere lo stesso disdegno generalizzato per le sceneggiate del sindaco di Treviso Gentilini e per le sconcezze xenofobe proferite a getto continuo da leghisti e uomini della destra o per i mille episodi di intolleranza e razzismo che quotidianamente avvengono in Italia.

2009-04-20

Juventus-Inter, italiani razzisti? Ma va! Scherzano

Moratti si è indignato per i cori razzisti degli juventini contro Balotelli, negro italiano. "Se fossi stato lì avrei ritirato la squadra" ha detto. Gran gesto. Peccato che non ci fosse. Peccato anche che Del Piero, con la sua faccia da bravo ragazzo miliardario (in euro), non abbia fermato i suoi chiedendo ai tifosi di smetterla. Sarebbe stato il gol più memorabile della sua carriera. Peccato pure che l'arbitro fosse sordo e non sia intervenuto a termini di regolamento come gli sarebbe stato possibile. Peccato infine che la grande punizione per la Juve, il giorno dopo, si riduca a... una partita con il Lecce a stadio chiuso. Questo è il calcio belli e i coglioni sugli spalti che si sgolano in cori razzisti sono i "tifosi".

Contro il razzismo. Oggi conferenza Onu a Ginevra

Il 17 aprile (post precedente) sono andato giù pesante contro Frattini e il governo italiano che già dal 5 marzo si era sfilato, con pretesti, dalla conferenza contro il razzismo e la xenofobia, mentre tutti gli altri paesi europei cercavano di concordare un testo comune. Confermo. Il testo base definitivo, per chi vuole andarselo a leggere, non contiene più alcun riferimento avverso nei confronti di Israele, né impedisce la critica alle religioni teocratiche - di per sé antitetiche con la democrazia. Nella forma si tratta di una difesa a 360 gradi di tutti i diritti civili che chiunque, purché non razzista, leghista o fascista, dovrebbe condividere. Come sempre queste conferenze hanno un valore di testimonianza. Vi si ribadiscono principi generali che permettono poi di additare chi li ha sottoscritti e non vi si attiene. Certo fa specie che un individuo come Ahmadinejad, presidente dell'Iran, sia lì a parlare. Ma è comunque un capo di stato eletto dalla sua gente e con lui, piaccia o non piaccia, occorre fare i conti. Demonizzarlo serve a poco. Vorrà dire che lo denunceremo alla pubblica opinione ogni qual volta infrangerà i patti da lui stesso approvati. Del resto a Ginevra sono presenti anche il Vaticano e tanti altri che non brillano per adesione convinta alle democrazia, così come è comunemente intesa, senza perciò essere razzisti. Ma, soprattutto, ci sono i paesi emergenti che sembrano avere sottratto all'occidente il privilegio di predicare bene e razzolare male. Sarà per questo che alcuni, Stati Uniti inclusi, nonostante Obama - con rimpianto - hanno optato per il boicottaggio?
Insomma non è facile comprendere le logiche che portano a dichiararsi pro o contro una conferenza Onu, mescolando gli schieramenti. Si teme che diventi una tribuna per dei J’Accuse…! come, in parte, avvenuto a Durban, luogo del primo analoga convegno? Non mi sembra poi così grave. L'importante sarebbe non svuotare ulteriormente l'Onu dal suo ruolo di palestra internazionale.

2009-04-17

Conferenza contro il razzismo. Viviamo in un paese di emme

Speakers’ Corner, angolo dell'Hyde Park londinese dove, in piedi sopra un rialzo improvvisato, semplici cittadini tengono discorsi pubblici.

Frattini con la faccia di c... che si ritrova ha confermato il disimpegno dell'Italia dalla conferenza Onu DurbanII contro il razzismo. Unico tra i grandi paesi europei noi non ci saremo. La notizia è stata data in modo fumoso all'interno dei tg della sera in modo che nessuno ci facesse caso. I punti contenuti nella bozza conclusiva della conferenza contro il razzismo sono considerati "inaccettabili" dal nostro ineffabile governo. La scusa è che vi sarebbero presunti giudizi antisemiti. Dubbi vengono anche sollevati in riferimento alla libertà di espressione che, a detta di Frattini, «non è significativamente garantita».
Ah! Ah! Ah! Il governo Berlusconi, quello sostenuto da leghisti e fascisti di comprovato razzismo che tutta Europa ci ha contestato, quello dell'editto bulgaro contro Biagi e Santoro, con un nuovo direttore generale Rai - Mauro Masi, uomo per tutte le stagioni - che mette sotto inchiesta Anno Zero per le critiche al governo, sospende il vignettista Vauro e si appresta ad inquisire anche Report e la Gabanelli.
La libertà d'espressione, magari, per il momento c'è ancora, visto che io posso pubblicare questo Blog - virtuale Speakers’ Corner - però la visibilità è tutta per Berlusconi e i suoi tirapiedi che, inutile ricordarlo, posseggono praticamente tutte le televisioni e buona parte della stampa. O no?

2009-03-16

Razzismo e pregiudizio

Non so se i due romeni ancora incarcerati siano colpevoli d'altro, ma, da quanto riferiscono i giornali, non lo sono per gli stupri di Roma.
In particolare Karol Racz sembra una vittima predestinata del razzistico accanimento mediatico, oltre che dell'ordinario pregiudizio poliziesco. La faccia classica del "sbatti il mostro in prima pagina" con tanti saluti alle garanzie minime del cittadino. Lombroso non è mai del tutto dimenticato nella cultura nostrana. Ci sono le facce da puttana, quelle da criminale e quelle da deficiente. Spesso le caratteristiche si coniugano. Il professore positivista, con l'aiuto della fotografia, tentò di farne una scienza.

Ieri mi domandavo se l'abito non contribuisca a fare il monaco. Così, per scherzo, con l'aiuto di un programma grafico, ho fatto una prova. Avrebbe subito la stessa gogna l'uomo nell'immagine? Si tratta del viso di Racz calato nei panni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Fa decisamente un altro effetto!

Poi mi sono imbattuto nell'articolo di Barbara Spinelli su La Stampa: Habeas vultus.

2009-02-02

Il branco

Quotidianamente stupri, stranieri pestati e bruciati, razzismo dichiarato, subito, negato. Perché è razzismo non soltanto quello nei confronti di razze diverse, ma anche quello rivolto contro gay e lesbo o contro chi, banalmente, pensa in modo diverso dal nostro. Ma niente è lineare. Ci sono anche le studentesse minorenni che, un po' per gioco, un po' per farsi una dose di fumo o di coca, la danno senza pregiudizio al primo spacciatore di colore nei giardinetti dietro alla scuola. Puttanelle? No, semplicemente ragazzine un po' confuse, come è tipico dell'età, e molto poco pensanti. Con i modelli offerti dalla tv è già una fortuna che non siano tutte così. I loro coetanei maschi, del resto, si procurano droga da quegli stessi spacciatori stranieri con i quali poi magari si accoltellano per uno sguardo di troppo alle ragazze del loro gruppo. Anche gli spacciatori non è che debbano essere necessariamente stranieri. Però nell'immaginario collettivo se il pusher è nero, e per di più si scopa la minorenne bianca di buona famiglia, ancorché consenziente, fa maggior effetto. I benpensanti incartapecoriti che, intervistati nei bar del nord-est, dicono cose agghiaccianti, possono così esercitarsi in nuove sparate contro gli immigrati. Il guaio è che il loro modo di pensare non sembra troppo diverso da quello degli operai inglesi nei confronti degli italiani e dei portoghesi. Rivendicano "lavoro britannico per lavoratori britannici". Vien da pensare: ecco, siamo allo sfascio, come prevedeva Marx il capitalismo è alla fine e tutti i suoi frutti avvelenati sono maturati. Ma "l'inevitabile crollo del capitalismo" ha dato tante delusioni ai suoi sostenitori che non c'è da sperarci troppo neppure questa volta.
Realisticamente non sembra più esserci senso del limite in niente, come se al peggio non ci fosse termine. E allora ecco la reazione protettiva dettata dalla paura. Il "diverso" qualsiasi sia il suo aspetto, diventa "il nemico". In assenza di una solidarietà sociale dettata da legami di classe ci si raggruppa per difendersi, si fa branco. E il "branco" non è soltanto il gruppo di ragazzotti pieni di testosterone pronti a stuprare, massacrate e uccidere senza un vero perché, nel totale sonno della ragione. Anche la famiglia può diventare branco concentrandosi nella difesa ad oltranza di uno dei suoi componenti o facendosi giustizia da sé per vendicare un torto subito. Altrettanto branco è la setta religiosa incapace di confrontarsi con l'altrui credere e il gruppo esclusivo di "amici" legati da interessi comuni che, forte dell'occupazione di posizioni dominanti, perpetua la propria supremazia su un territorio più o meno vasto. Allo stesso modo è branco la lobby economica e politica autoreferenziale che, slegata da qualsiasi effettivo controllo, persegue la ricerca del potere a proprio esclusivo beneficio. La logica del branco infatti non è il benessere della comunità dei simili, ma la sopravvivenza a qualsiasi costo, omertosa, incurante dei diritti del singolo, basata su una rigida gerarchia interna. Il branco non ingloba, sottomette e, se gli riesce, controlla, senza regole per sé, l'intera collettività.

2009-01-15

Italiani razzisti e incivili (e la CEI sarebbe meglio che tacesse)

Continuano a fioccare decisioni governative di destra. Be' cosa ci si poteva aspettare da un governo di destra con dentro fior di fascisti? Oggi, ad esempio, contro i migranti (tassa di qualche centinaia di euro per il permesso di soggiorno) e le donne (ne muore più di una al giorno per violenze maschili, ma per il governo questo non dà luogo ad alcuna emergenza sicurezza). Ecc. ecc.
I vescovi (Cei) s'indignano per il balzello (non per la violenza sulle donne) e i giornali ne fanno la vera notizia. Ma chi se ne frega dei vescovi. Si tacciano per favore! Si facciano gli affaracci loro invece di continuare ad intervenire nella politica italiana. Si sono adoperati in ogni maniera con "eminenza" Ruini per far vincere la destra e ora si lamentano. Ma vadano a quel paese!
In Europa ci considerano razzisti incivili.
Magari lo siamo altrimenti non avremmo votato il cavaliere e i cialtroni che ci governano senza neppure avere una alternativa credibile. Ma non è che francesi tedeschi olandesi inglesi siano meglio di noi italiani. Magari sono un po' più furbi, hanno giornalisti migliori e leggono di più, hanno un maggior senso dello stato, sbragano meno e hanno meno delinquenti comuni nei loro parlamenti, però sotto sotto gli atteggiamenti nei confronti degli stranieri e delle donne non è, mediamente, troppo diverso dal nostro. Poi sono più fortunati: non hanno un Ratzinger tra i piedi che la fa da padrone.
Di razzismo ed inciviltà è pieno il mondo purtroppo. Basta dare un occhio non di parte al massacro di Gaza, tanto per citare qualcosa di attuale (siamo a millecento morti palestinesi). Tra le nostre sfighe c'è il fatto è che abbiamo giornali pessimi - ma non li legge quasi nessuno - e un sistema televisivo indecente che fa della disinformazione sistematica la propria ragion d'essere.

2008-10-03

Bongo Bongo Bongo

Civilization


Mazzate!
Botte da orbi. Picchiano tutti come fabbri. Vigili urbani, ragazzini di borgata, padri e figli, fratelli, naziskin e camorristi curvaroli. Per dargliele al "negro di merda" (o al muso giallo poco importa) si ricompatta l'unità familiare e l'appartenenza etnica.
Per carità! Siamo mica razzisti noi. Sei tu un comunista di merda!
Botte da dio per tutti. Siamo un popolo equanime. Dagli alla puttana, all'ebreo, al culattone, al rumeno e al cingalese. Non servono parole.
Ogni tanto ci scappa il morto. 'mbeh? Ne muoiono tanti! Sul lavoro, negli incidenti stradali... uno più uno meno... C'abbiamo il primato noi!
Cronaca odierna: Roma, cinese pestato da 7 ragazzi: "Nun ce ne frega niente"; Milano,ambulante senegalese picchiato al mercato; Treviso, il vicesindaco leghista indagato per istigazione all'odio razziale: "...che vadano a pisciare nelle loro moschee!"; Milano, maestra rivolta alla madre di un bambino adottivo di colore: "Signora, lo riporti nella Jungla!"
È la civilizzazione bello.
"That civilization is a thing for me to see
(Questa civilizzazione è fatta proprio per me si vede)
So bongo, bongo, bongo, I don't wanna leave the Congo, oh no no no no no
(Stando così le cose bongo bongo bongo non voglio lasciare il Congo, no no no)
Bingo, bangle, bungle, I'm so happy in the jungle, I refuse to go
(Bingo, bangle, bungle, sono felice nella jungla, rifiuto di andarmene)"

2008-10-01

Mississippi Burning tra il Reno e il Po

Sette agenti della polizia municipale di Parma l'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro".


Dopo la prostituta ora è la volta di uno studente scambiato per un pusher. Un po' recidivi questi agenti municipali di Parma. Ma tranquilli: in Italia il razzismo non esiste.


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