Lo stato d’eccezione provocato da un’emergenza immotivata
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Coronavirus. La paura dell’epidemia offre sfogo al panico, e in nome della
sicurezza si accettano misure che limitano gravemente la libertà
giustificando l...
2015-01-03
2015-01-02
2015-01-01
2014-12-01
AIDS non se ne parla quasi più, ma l'Italia ha il primato di paese più colpito d'occidente
Profilattico, preservativo, condom, guanto, gondone... Chiamalo come vuoi, ma usalo!
Ignoranza, proprio nel senso di non sapere, e oscurantismo dilagante fanno dell'Italia un paese sempre più miserando.
In base a una indagine Doxa un terzo dei giovani italiani tra i 16 e i 34 anni non considera l'Aids un pericolo reale e non si protegge.
Dieci cose da sapere le suggerisce l'Unicef in maniera semplice.
Nel 2013 nel mondo sono morte un milione e mezzo di persone per l'Aids e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei Paesi in via di sviluppo. (Dati Organizzazione Mondiale Sanità)
L'Italia nel 2012 ha avuto 1.700 morti e ogni anno si contano più di 4.000 nuovi contagi con oltre 140.000 sieropositivi accertati. Si stima che il 15-20% non sia al corrente della propria sieropositività.
(Per saperne di più Lila: dati aggiornati in Italia)
Ignoranza, proprio nel senso di non sapere, e oscurantismo dilagante fanno dell'Italia un paese sempre più miserando.
In base a una indagine Doxa un terzo dei giovani italiani tra i 16 e i 34 anni non considera l'Aids un pericolo reale e non si protegge.
Dieci cose da sapere le suggerisce l'Unicef in maniera semplice.
Nel 2013 nel mondo sono morte un milione e mezzo di persone per l'Aids e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei Paesi in via di sviluppo. (Dati Organizzazione Mondiale Sanità)
L'Italia nel 2012 ha avuto 1.700 morti e ogni anno si contano più di 4.000 nuovi contagi con oltre 140.000 sieropositivi accertati. Si stima che il 15-20% non sia al corrente della propria sieropositività.
(Per saperne di più Lila: dati aggiornati in Italia)
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2014-11-08
Ocse: Eurozona al palo, è un rischio per la crescita globale (e perché non "decrescere"?)
La Repubblica
Tutti si stracciano le vesti per il PIL che non vuole saperne di risalire.
La follia della crescita infinita sembra indiscutibile.
L'idea che la catastrofe sia non consumare sempre più per far crescere gli indici economici sembra universalmente condivisa.
Perfino Il Manifesto, commentando i dati Ocse, titola: Catastrofe vicina, Europa al bivio.
Eppure il concetto di "decrescita" coniugato con quello di "sostenibilità" (che nulla ha a che vedere con l'ossimoro dello sviluppo sostenibile) non dovrebbe essere estraneo a chi ritiene il modello di crescita in atto responsabile del fatto che il punto di non ritorno per un disastro ecologica globale legato al cambiamento climatico forse è già stato raggiunto e superato.
E questo senza tener conto dell'impoverimento generalizzato della popolazione - mentre l'un per cento dei ricchi si arricchisce sempre più - e di tutte le distorsioni sociali ed ingiustizie che ne conseguono.
Tutti si stracciano le vesti per il PIL che non vuole saperne di risalire.
La follia della crescita infinita sembra indiscutibile.
L'idea che la catastrofe sia non consumare sempre più per far crescere gli indici economici sembra universalmente condivisa.
Perfino Il Manifesto, commentando i dati Ocse, titola: Catastrofe vicina, Europa al bivio.
Eppure il concetto di "decrescita" coniugato con quello di "sostenibilità" (che nulla ha a che vedere con l'ossimoro dello sviluppo sostenibile) non dovrebbe essere estraneo a chi ritiene il modello di crescita in atto responsabile del fatto che il punto di non ritorno per un disastro ecologica globale legato al cambiamento climatico forse è già stato raggiunto e superato.
E questo senza tener conto dell'impoverimento generalizzato della popolazione - mentre l'un per cento dei ricchi si arricchisce sempre più - e di tutte le distorsioni sociali ed ingiustizie che ne conseguono.
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2014-11-05
La caduta di Obama un insegnamento per Renzi
Comunque le dichiarazioni di principio non mancavano, un po' come nei discorsi di Renzi che dovrebbe tenerne conto perché rischia un botto altrettanto clamoroso.
Certo il presidente americano ha concluso molto meno di quanto promesso (anche per l'opposizione dura dei repubblicani che già avevano la maggioranza alla camera ed ora anche al senato) e in quanto al Nobel per la pace (assegnato a priori) per quanto ha combinato in giro per il mondo dovrebbe renderlo.
Però la disfatta (per altro annunciata Perché il Pil Usa cresce e la popolarità di Obama cala sole24ore.it) sembra di dimensioni anche superiori del previsto a fronte di una situazione economica raddrizzata, l'aumento dell'occupazione e l'estensione del diritto alla sanità (che comunque esclude ancora 26 milioni di americani).
Le cose che dicono i repubblicani sono terrificanti, i loro leader indecenti, eppure l'America profonda li vota.
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2014-11-04
Debito pubblico - Grillo 's Version "Venghino! Siore e siori venghino!"
A sentire quelli del Manifesto mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova *. Nessuna meraviglia. Tornano a casa un po' dei voti in libera uscita (al nord soprattutto leghisti). Patetica la rincorsa del Grillo a destra. M5s "nonideologico" (ma "futurologo"!) Scorciatoie per la felicità.
Del resto la tecnica della semplificazione è sempre stata l'arma di Grillo per i grulli.
Quante volte ha stravolto in tal modo i pur degnissimi assunti dei suoi spettacoli?
A me è sempre sembrato un suo limite, anche quando ho voluto cercarne le giustificazioni (che poi erano quelle del comico il cui imperativo è far ridere).Si annovera alla "tecnica della semplificazione" - ma senza neppure divertire - anche la ricetta del suo staff contro lo spread di oggi sul Blog: Come cambia il debito pubblico #fuoridalleuro .
"Venghino! Siore e siori venghino! ad ammirare la strabiliante esibizione del mago Grillo per far sparire lo spread"
In compenso anche alcuni fedelissimi locali (tipo la pavese Nanni, consigliere regionale) incominciano a dare timidi segnali di "dissenso" ragionato, subito massacrati sul piano personale dai talebani del movimento.
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* Questo il pezzo impreciso, poco verificabile e che non aggiunge niente a quanto si sa da tempo sulle derive fascistoidi di una frazione (non so quanto consistente) dei pentastellati.
Il niente tipico della gestione Rangeri del Manifesto, purtroppo.
Da Beppe Grillo a Roberto Fiore: mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova
Il sindaco di Comacchio, preveggente, lo aveva detto, una volta messo alla porta del movimento
direttamente da Beppe Grillo: «E’ in atto una deriva fascista del 5 stelle. E’ Grillo a dover essere
espulso per questo». Qualcuno deve averlo preso alla lettera. Anzi, più di qualcuno. Visto che si
tratta di mezzo Meet-up, quello di Vibo Valentia. A partire dal suo fondatore Edoardo Ventra. Che
diventa, da un giorno all’altro, commissario provinciale di Forza nuova.
E’ la segreteria regionale di Fn ad annunciare la nascita nella provincia vibonese di un proprio
«nucleo militante» in cui viene nominato, direttamente dai dirigenti nazionali, come commissario
politico Ventra. A cui «è stato affidato il compito di organizzare il partito in tutta la provincia di Vibo.
La carica di commissario avrà durata di sei mesi al termine del quale si procederà con la creazione
della federazione provinciale che sul territorio sarà strutturata ed organizzata con cariche e nomine
come previsto dal nostro statuto. A lui e a tutti gli ormai ex attivisti M5S vanno i migliori auguri di
buon lavoro. Grande soddisfazione viene espressa dal segretario nazionale Roberto Fiore».
In che cosa consista il «lavoro» politico di Forza nuova è roba nota. Appena due settimane fa un centinaio
di militanti scorazzavano liberamente per Crotone (senza che il sindaco Pd facesse nulla per
impedirlo) al grido: «Via i clandestini. L’Italia agli italiani» e altre amenità del genere. D’altronde
che nella pancia del 5 stelle alberghino rigurgiti xenofobi ed idee di destra è altrettanto notorio.
Basta farsi un giro in rete e dare uno sguardo ai commenti sulle sparate di Grillo in tema di immigrazione.
Il movimento è spaccato in due. Da una parte, quelli più a sinistra, irritati dai toni «modello
Farage» del capo.
Ventra ha così spiegato in rete la sua adesione a Fn : «Molti politici non hanno nulla di onorevole
perché non onorano con le loro azioni le cariche pubbliche che ricoprono, sono indegni degli italiani
onesti Per questo motivo gli italiani onesti hanno il dovere di organizzarsi. Aderire, aderire, aderire».
Qualunquismo abborracciato e pillole di populismo di provincia. Che fa il paio con il finale della nota
con cui Fn comunica la fuoriuscita dei grillini: «La coerenza con la quale Fn affronta da sempre
tematiche quali il blocco dell’immigrazione,il ritorno alla piena sovranità politica, economica e monetaria
e la lotta contro i veri sprechi, a cominciare dall’abolizione delle regioni, dà i suoi frutti; molto
presto, infatti, daremo notizia di altre importanti adesioni in varie parti d’Italia.
Chi è davvero animato da spirito rivoluzionario sceglie sempre più Fn come unica, radicale, valida
alternativa al sistema partitocratico asservito alla grande finanza internazionale». Se cambiassimo le
sigle e al posto di Forza nuova ci fosse scritto M5S, parrebbe un comunicato scritto da Grillo. Invece
è vergato da Roberto Fiore.
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2014-11-03
Forni crematori per i Rom a Motta Visconti
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Questa
chicca da Motta Visconti, "ridente paesino" alle soglie di Pavia già
recentemente agli "onori della cronaca" per un "efferato
delitto" (non evitiamoci alcun luogo comune!) me l'ero persa.
Grazie dunque a Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.
Grazie dunque a Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.
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2014-11-01
Cucchi - Giustizia e impunità
Ciò che balza sempre più agli occhi è l'aleatorietà dei giudizi dei tribunali. Entrare nel meccanismo di un processo è un po' come sedersi al tavolo della roulette russa. Dipende tutto dall'abilità degli azzeccagarbugli (e dunque dai soldi che puoi permetterti di spendere) e dall'idea nella testa dei giudici che poi troveranno il cavillo giuridico per motivare le proprie scelte pro o contro.
La certezza del diritto è un optional.
In quanto alla "solidarietà ai poliziotti e agli agenti penitenziari" ci andrei con i piedi di piombo. Come ovunque anche tra i "tutori dell'ordine" ce ne sono di "buoni" e di "cattivi". Ma la diffusa prevaricazione dei diritti altrui in nome della propria funzione, l'addestramento alla violenza, sempre più omogeneo nelle polizie di tutto il mondo, l'omertà in nome dello "spirito di corpo" e l'impunità considerata come un diritto, ne fanno più un pericolo per che finisce indifeso nelle loro mani che una istituzione alla quale affidarsi con fiducia.
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2014-10-20
Non amo Renzi ma neppure gli altri
Non ho mai creduto in Renzi, un abile parolaio di matrice DC, di quelli che si sono digeriti quel poco che restava della "sinistra" e ne cavalcano le spoglie come cavalieri dell'apocalisse (l'altro era di Arcore).
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.
2014-10-18
Donne curde decapitate
![]() |
Non so chi siano costoro né chi abbia pagato questi armamenti dall'aria costosa, ma di certo a guadagnarci sono sempre e solamente i produttori di armi
|
Più interessante mi sembra un rimando alla nota della Nazione Indiana mentre i fatti di Kobane sono scivolati rapidamente in secondo piano.
2014-10-11
Grillo Blog magazine tra UniCredit Volvo e Toyota
>>> Oggi Beppe Grillo farà un annuncio che potrà cambiare la vita di tutti i cittadini italiani. Dal palco del Circo Massimo, questa sera alle 21:15, la storia di questo paese potrà prendere una direzione diversa. Sarà l'Italia a 5 stelle che vogliamo costruire insieme <<<
Clap! Clap! Abbiamo giusto bisogno di qualcosa che ci cambi la vita
Già in aprile avevo scritto un post, "Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)", sull'incredibile accozzaglia di pubblicità commerciale che è il Blog di Beppe Grillo e, anche peggio, il collegato TseTse.
Roba da far invidia alla mai dimenticata Vanna Marchi.
Già in aprile avevo scritto un post, "Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)", sull'incredibile accozzaglia di pubblicità commerciale che è il Blog di Beppe Grillo e, anche peggio, il collegato TseTse.
Roba da far invidia alla mai dimenticata Vanna Marchi.
Il Blog di Beppe Grillo - IL PRIMO MAGAZINE SOLO ON LINE come recita la testata.
Blog: a personal website or web page on which an individual records opinions, links to other sites, etc. on a regular basis
Magazine: a periodical publication containing articles and illustrations, typically covering a particular subject or area of interest
Non credo che Beppe abbia mai scritto una sola riga sul suo Blog-magazine, né pubblicato personalmente alcun altro contenuto.
Grillo ci mette il brand e i suoi webmaster il lavoro d'impaginazione di grafica ecc, testi compresi, quantunque penso che questi siano affidati a copywriter, professionisti pubblicitari della società di Casaleggio, sotto la sua direzione "politica" o qualche altro "responsabile".
Insomma: quello di Grillo è solo formalmente un blog.
Pur essendo le differenze tra un blog e un sito sempre più esigue si può dire che quello di Grillo è un sito con la struttura di un Blog (ma anche i Blog sono siti Web, per quanto dinamici, interattivi ed aggiornati frequentemente).
Sito a tutti gli effetti per come è stato ideato e viene gestito (probabilmente sulla base di un content management system come tutti i siti dinamici di notevoli dimensioni).
Blog perché la sequenza dei post più o meno giornalieri con commenti è quella che tipicizza questa forma di comunicazione (superata non a caso dai formati più rigidi e sbrigativi dei social network).
Il post di un blog infatti è un testo che conserva la forma di un articolo di senso compiuto - o di una pagina di diario, con aggiunta di foto, video, ecc. Di solito è preferibile che la sua lunghezza sia contenuta nella schermata senza dover ricorre allo scrolling per leggere tutto.
Ciò che non ne fa un blog è il non avvalersi di una comune piattaforma di blogging e non redigere personalmente i post gestendo il contatto diretto con i suoi lettori.
Ovviamente fintanto che Grillo sosterrà che ogni post pubblicato è espressione del suo pensiero ne ha la responsabilità e dovrà essere considerato "suo".
2014-10-06
Ridiculous (leggi rɪˈdɪkjʊləs) bipartisan per Juventus - Roma
#JuveRoma
A me del calcio importa poco o niente e dunque dovrei tacere, ma quando due parlamentari di tendenze politiche apparentemente dissimili (i signori in effige, uno del PD l'altro di Fratelli d'Italia) annunciano interrogazioni per il discutibile arbitraggio di una partita di calcio - mentre tutto il resto va in malora - c'è davvero da chiedersi a cosa serva ancora il parlamento (rigorosamente con la p minuscola) a parte distribuire laute prebende pubbliche ad un numero spropositato di "strani" individui.
A me del calcio importa poco o niente e dunque dovrei tacere, ma quando due parlamentari di tendenze politiche apparentemente dissimili (i signori in effige, uno del PD l'altro di Fratelli d'Italia) annunciano interrogazioni per il discutibile arbitraggio di una partita di calcio - mentre tutto il resto va in malora - c'è davvero da chiedersi a cosa serva ancora il parlamento (rigorosamente con la p minuscola) a parte distribuire laute prebende pubbliche ad un numero spropositato di "strani" individui.
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2014-10-04
Ossau-iraty e Aprutino pescarese - Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica
Guido Scorza su Il Fatto Quotidiano scrive: Digitalizzazione all’italiana: la burocrazia del formaggio e giustamente segnala gli eccessi di burocrazia nel caso in esempio dell'Ossau-iraty e l'uso inetto della comunicazione digitale.
Ma basta andare alla fonte, sul sito della Gazzetta Ufficiale, per trovare subito infiniti altri esempi.
Il primo che è venuto sott'occhio è quello dell'Aprutino pescarese. Un olio d'oliva d.o.p. di gran pregio.
Con burocratica efficienza la "Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica" informa di un evento assai semplice nella sostanza. Quest'anno le olive verranno raccolte con qualche giorno di anticipo.
Già, ma ci vuole ben altro di questa semplice frase per ottemperare a leggi e direttive nazionali ed europee.
Ecco qui sotto riprodotto il gustoso burocratese della Gazzetta Ufficiale.
Noto en passant l'uso del maiuscolo, il carattere tipografico e le spaziature tra le parole, l'apostrofo al posto degli accenti, quasi si usasse ancora una macchina per scrivere priva fin anche delle apposite vocali accentate.
Tralascio qualsiasi considerazione sul godibilissimo accorpamento sotto la stessa direzione della "promozione della qualità agroalimentare" e "dell'ippica".
IL DIRETTORE GENERALE per la promozione della qualita' agroalimentare
e dell'ippica
Visto il Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento e del
Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti
agricoli e alimentari;
Visto l'art. 53, par. 3 del Regolamento (UE) n. 1151/2012 del
Parlamento e del Consiglio che prevede la modifica temporanea del
disciplinare di produzione di un prodotto DOP o IGP a seguito
dell'imposizione di misure sanitarie o fitosanitarie obbligatorie da
parte delle autorita' pubbliche;
Visto il Regolamento delegato (UE) n. 664/2014 del 18 dicembre 2013
che integra il Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento e del
Consiglio in particolare l'art. 6, comma 3 che stabilisce le
procedure riguardanti un cambiamento temporaneo del disciplinare
dovuto all'imposizione, da parte di autorita' pubbliche, di misure
sanitarie e fitosanitarie obbligatorie o motivate calamita' naturali
sfavorevoli o da condizioni metereologi sfavorevoli ufficialmente
riconosciute dalle autorita' competenti;
Visto il Regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del 1° luglio
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee L.
163 del 2 luglio 1996, con il quale e' stata iscritta nel registro
delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni
geografiche protette la denominazione di origine protetta «Aprutino
Pescarese»;
Visto il provvedimento della regione Abruzzo - Direzione politiche
agricole e di sviluppo rurale, forestale, caccia e pesca del 9
settembre 2014, prot. n. 235949 che ha ufficialmente riconosciuto la
necessita' per l'annata 2014 di anticipare al 1 ottobre la raccolta
delle olive destinate alla produzione della DOP Aprutino Pescarese a
causa di condizioni metereologiche sfavorevoli;
Considerato che, dalla relazione tecnica allegata al provvedimento
della regione Abruzzo emerge con chiarezza che le particolari
condizioni climatiche verificatesi durante l'anno hanno prodotto un
anticipo della fase di maturazione delle olive destinate alla
produzione della DOP Aprutino Pescarese;
Considerato che il disciplinare di produzione all'art 4 prevede
l'inizio della raccolta delle olive dal 20 ottobre e che il
mantenimento di questa data, nell'annata olivicola 2014,
comprometterebbe la qualita' dell'olio alterando sia i parametri
chimico fisici che organolettici, comportando un grave danno
economico ai produttori;
Ritenuto necessario provvedere alla modifica temporanea del
disciplinare di produzione dell'olio extravergine di oliva DOP
«Aprutino Pescare» ai sensi del citato art. 53, par 3 del Regolamento
(UE) 1151/ 2012 e dell'art. 6, comma 3 del Regolamento Delegato (UE)
n. 664/2014;
Ritenuto che sussista l'esigenza di pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana la modifica temporanea apportata
al disciplinare di produzione della DOP «Aprutino Pescarese»
attualmente vigente, affinche' le disposizioni contenute nel predetto
documento siano accessibili per informazione erga omnes sul
territorio nazionale;
Provvede:
Alla pubblicazione della modifica del disciplinare di produzione
della denominazione «Aprutino Pescarese» registrata in qualita' di
denominazione di origine protetta in forza al Regolamento (CE) n.
1263 della Commissione del 1° luglio 1996.
La presente modifica del disciplinare di produzione della DOP
«Aprutino Pescarese» e' temporanea e riguarda esclusivamente l'annata
olivicola 2014 a decorrere dalla data di pubblicazione della stessa
sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali.
Roma, 18 settembre 2014
Il direttore generale: Gatto
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2014-10-03
Oh Renzi! Un parlamento che non riesce ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale quale riforma potrà mai varare?
Sicuramente è solo una sensazione, ma anche questa Corte Costituzionale, così, a occhio, non da un'idea di sontuosa inefficienza?
E i carabinieri lì in fondo a far da tappezzeria in alta uniforme non sarebbe più opportuno destinarli al servizio attivo anziché lamentarsi per le carenze di organico?
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2014-10-02
Caro Renzi. Sono io Giuseppe
Caro Renzi. Sono io Giuseppe cinquant'anni passati, che ha perso il lavoro e non ne trova un altro. Quello a cui ti sei rivolto, dicendo che è di me che t'importa.
Ritirare in ballo l'articolo 18 è solo un modo per deviare l'attenzione dei lavoratori da ciò che conta davvero: avere aiuti concreti quando il lavoro non c'è.
Fatti, Renzi, non promesse!
Ora fingete tutti di farvi la guerra per un articolo 18 già svuotato di senso dal governo Monti solo per vedere chi di voi è più forte.
Io e mio figlio che ha vent'anni invece abbiamo bisogno di un reddito e di servizi funzionanti. Ringrazieremo chi ce li darà.
Ritirare in ballo l'articolo 18 è solo un modo per deviare l'attenzione dei lavoratori da ciò che conta davvero: avere aiuti concreti quando il lavoro non c'è.
Fatti, Renzi, non promesse!
Ora fingete tutti di farvi la guerra per un articolo 18 già svuotato di senso dal governo Monti solo per vedere chi di voi è più forte.
Io e mio figlio che ha vent'anni invece abbiamo bisogno di un reddito e di servizi funzionanti. Ringrazieremo chi ce li darà.
2014-09-27
Samira Saleh al-Naimi: una morte ignorata
Sui media che dedicano, a proposito e sproposito, tanto spazio agli sgozzamenti di giornalisti e cittadini occidentali da parte dell'ISIS e alla presunta identità dei macellai esecutori materiali degli omicidi, è stata praticamente ignorata l'uccisione dell'attivista irachena per i diritti umani e avvocato Samira Saleh al-Naimi, per mano degli stessi assassini.
La donna era stata rapita e torturata per cinque giorni prima di essere abbandonata cadavere in una strada di Mosul.
Se ripropongo questa ennesima tragedia dell'odio e del fanatismo è perché la scarsa rilevanza assegnata all'evento la dice lunga sulla mentalità di tanto giornalismo "embedded".
Sotto la notizia così come è stata brevemente diramata il 25 settembre
A Mosul i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso pubblicamente, dopo cinque giorni di torture, l'avvocato attivista per i diritti umani Samira Saleh al-Naimi, accusata di apostasia. La donna era stata prelevata da casa lo scorso 17 settembre dopo alcuni commenti - postati su Facebook - in cui criticava la distruzione da parte dei jiahdisti di alcuni siti religiosi a Mosul. La pagina sul social network è stata immediatamente rimossa dopo la sua morte.
Si è detto estremamente scioccato dalla notizia il rappresentante Onu della Missione in Iraq, Unami, Nickolay E. Mladenov.
Secondo quanto riportato dal Gulf Center for Human Right la donna ha lavorato a lungo in difesa dei diritti dei detenuti e dei poveri. L'esecuzione, secondo il centro, sarebbe legata alla sua attività in difesa dei concittadini di Mosul. Il Gulf Center rivolge anche un appello alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata "un'indagine immediata, imparziale e approfondita dell'esecuzione di Samira Saleh al- Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall'Isia, al fine di portare i responsabili di fronte alla giustizia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Isis-attivista-irachena-uccisa-pubblicamente-mosul-9f9df1b2-c71e-4445-a6f2-2aa9d647555a.html?refresh_ce#sthash.2Soe63yw.dpuf
La donna era stata rapita e torturata per cinque giorni prima di essere abbandonata cadavere in una strada di Mosul.
Se ripropongo questa ennesima tragedia dell'odio e del fanatismo è perché la scarsa rilevanza assegnata all'evento la dice lunga sulla mentalità di tanto giornalismo "embedded".
Sotto la notizia così come è stata brevemente diramata il 25 settembre
A Mosul i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso pubblicamente, dopo cinque giorni di torture, l'avvocato attivista per i diritti umani Samira Saleh al-Naimi, accusata di apostasia. La donna era stata prelevata da casa lo scorso 17 settembre dopo alcuni commenti - postati su Facebook - in cui criticava la distruzione da parte dei jiahdisti di alcuni siti religiosi a Mosul. La pagina sul social network è stata immediatamente rimossa dopo la sua morte.
Si è detto estremamente scioccato dalla notizia il rappresentante Onu della Missione in Iraq, Unami, Nickolay E. Mladenov.
Secondo quanto riportato dal Gulf Center for Human Right la donna ha lavorato a lungo in difesa dei diritti dei detenuti e dei poveri. L'esecuzione, secondo il centro, sarebbe legata alla sua attività in difesa dei concittadini di Mosul. Il Gulf Center rivolge anche un appello alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata "un'indagine immediata, imparziale e approfondita dell'esecuzione di Samira Saleh al- Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall'Isia, al fine di portare i responsabili di fronte alla giustizia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Isis-attivista-irachena-uccisa-pubblicamente-mosul-9f9df1b2-c71e-4445-a6f2-2aa9d647555a.html?refresh_ce#sthash.2Soe63yw.dpuf
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2014-09-23
Scuola: Don Milani, il ministro Giannini e la fabbrica di saponette
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini continua a citare Loris Malaguzzi, Montessori, don Milani, ed altri a caso, come esempi di "buona scuola".
A parte l'eterogeneità dei soggetti chiamati in causa penso, condiviso certamente da tutti coloro che hanno letto don Milani e conosciuto la sua scuola, che il don di Barbiana si stia rivoltando nella tomba (e anche Malaguzzi funzionario organizzatore a Reggio Emilia delle migliori scuole materne che l'Italia abbia mai conosciuto).
Cosa abbiano a che vedere costoro con chi "parla della scuola da venditori di saponette" - come Renzi, i suoi ministri e quelli che l'hanno preceduti - è misterioso.
[Nota: il virgolettato fa riferimento ad un pedagogista quale Benedetto Vertecchi, brevemente intervistato dal Secolo XIX
"Riforma della scuola,Vertecchi: «Don Milani non avrebbe avuto premi»"
Trovate QUI l'articolo, sotto quello di Concita De Gregorio]
A parte l'eterogeneità dei soggetti chiamati in causa penso, condiviso certamente da tutti coloro che hanno letto don Milani e conosciuto la sua scuola, che il don di Barbiana si stia rivoltando nella tomba (e anche Malaguzzi funzionario organizzatore a Reggio Emilia delle migliori scuole materne che l'Italia abbia mai conosciuto).
Cosa abbiano a che vedere costoro con chi "parla della scuola da venditori di saponette" - come Renzi, i suoi ministri e quelli che l'hanno preceduti - è misterioso.
[Nota: il virgolettato fa riferimento ad un pedagogista quale Benedetto Vertecchi, brevemente intervistato dal Secolo XIX
"Riforma della scuola,Vertecchi: «Don Milani non avrebbe avuto premi»"
Trovate QUI l'articolo, sotto quello di Concita De Gregorio]
2014-08-30
Quel senso d'affondamento
"In 12 mesi opere per 10 miliardi". Alle cifre in libertà sparate da Renzi, un Padoan, ministro dell'economia, più prudente dice che soldi non ce ne sono e non sa quanti se ne potranno recuperare a breve termine.Il premier invece si era spinto ad ipotizzare uno sblocco di 43 miliardi per riaprire cantieri.
Nella realtà restano soltanto qualche decina di milioni: circa 200 quest'anno e 500 il prossimo e un regalo ai signori delle autostrade (Benetton, Gavio, Toto).
Ieri, da quello che si annunciava come un consiglio dei ministri epocale, è venuto fuori il solito topolino.
Sparite, rinviate o minimizzate le decisioni più spinose (scuola, giustizia, ecobonus, piano casa) lo "sblocca Italia" si è ridotto alla solita rutilante serie di proclami e promesse da parte del premier.
I soldi per i cantieri sono quelli già stanziati in precedenza ed ora spostati da un capitolo di spesa all'altro come in un gioco delle tre carte. Niente di sostanzioso.
Chi sentendo parlare di alta velocità Napoli-Bari, collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, adeguamento statale Telesiana, autostrada Termoli-San Vittore, alta capacità terzo valico dei Giovi, gronda autostradale di Genova, alta velocità Brescia-Padova, nuovo tunnel del Brennero, autostrada Livorno-Civitavecchia, quadrilatero Marche-Umbria, completamento statale 291 e 131 (Sardegna), terza corsia autostrada Venezia-Trieste, ss 652 fondo Val di Sangro (Abruzzo), svincolo Laureana su A3 Salerno-Reggio, metropolitana Firenze, Napoli, Torino, investimenti aeroportuali (su Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno), ritiene siano cose nuove non s'illuda. Tutta roba già prevista e in parte finanziata da sbloccare.
Certo, tra le altre cose tirare di nuovo in ballo un adeguamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria fa temere o sperare (a seconda dei casi) nel paradosso di Keynes: spesa pubblica per riattivare l'espansione, anche scavando buche per poi ricoprirle.
Ma non è così. I soldi nuovi, come si è visto, sono pochi. Si tratta di far ballare quelli vecchi da una parte all'altra.
Dunque tanto fumo negli occhi.
Dubito che un Renzi qualsiasi riesca ad avviare un reale processo di trasformazione dell'Italia in senso progressista, anche se ne avesse davvero l'intenzione, e questo perché la sua statura politica non è troppo dissimile da quella di Berlusconi (senza che siano la stessa cosa).
E comunque la "razza padrona", come si diceva un tempo, è così incistata in ogni piega di questo disgraziato paese e i suoi interessi sono tali e tanti da rendere incredibile una scossa decisiva senza una rottura in qualche modo traumatica con il passato.
L'Europa, l'austerità, il debito pubblico, i parametri rigidi, c'entrano, ma solo fino ad un certo punto.
Renzi o non Renzi è il solito vecchio immobilismo e gattopardismo italico a spegnere la speranza specie in chi non è più abbastanza giovane da credere in una rivoluzione rigeneratrice.
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2014-08-26
Scuola: un'altra non-riforma
Per chi ha passato la vita nella scuola, prima da discente e poi da docente, sentir parlare dell'ennesima riforma "rivoluzionaria" dal consueto pulpito ciellino di fine estate, a Rimini, dal sempre osannato - chiunque esso sia - ministro in carica (la Giannini questa volta), fa... sorridere.
Quali siano gli interessi convergenti di cattolici integralisti e ministri a loro vicini è cosa risaputa: ottenere più soldi per la scuola privata a scapito di quella pubblica.
Ne hanno ricevuti a valanga dal 2000, complice il breve intermezzo del governo D'Alema che buttò alle ortiche il dettato costituzionale relativo al diritto di enti e privati di istituire scuole purché "senza oneri per lo Stato".
Questa volta l'idea geniale sembra quella di detassare gli istituti privati. Si vedrà.
È prematuro perder tempo ad analizzare le parole in libertà di un ministro che annuncia una riforma epocale da realizzare nei prossimi trent'anni a vaghi colpi d'indirizzi generici, in tipico stile renziano.
Sembra il consueto tanto fumo dal quale uscirà poco arrosto bruciacchiato.
Sconcertante la monotonia con la quale si pesta la solita vecchia acqua nel mortaio.
Annuncio dell'abolizione dei supplenti e dei precari. Come sia possibile a fronte di una riduzione dei docenti, visto che s'intende assumerne quattro per ogni dieci che andranno in pensione, resta un mistero della fede.
Riproposta di scatti stipendiali per gli insegnanti legati al merito e all'impegno piuttosto che all'anzianità e apertura a munifici sponsor privati per attrezzature di laboratori e quant'altro. La fine miseranda di analoghe pensate negli scorsi decenni non ha insegnato nulla.
Inglese e informatica dalle elementari. Ma ci sono già da tempo! Il problema è che non funzionano (come del resto l'educazione musicale e fisica).
Revisione legge Berlinguer sulle scuole paritarie. Quella appunto che dirottò sulle private un fiume di denaro pubblico. A sentire le parole del ministro, che ritiene "pregiudizi ideologici" la difesa dell'istruzione pubblica opposta alla privata, la revisione sarà ad ulteriore favore di quest'ultima.
Stefania Giannini comunque garantisce che dietro le proposte sorprendenti e rivoluzionarie che presenterà il suo boss Renzi c'è tanto lavoro "silenzioso". Già, c'è il ciellino Toccafondi.
Quali siano gli interessi convergenti di cattolici integralisti e ministri a loro vicini è cosa risaputa: ottenere più soldi per la scuola privata a scapito di quella pubblica.
Ne hanno ricevuti a valanga dal 2000, complice il breve intermezzo del governo D'Alema che buttò alle ortiche il dettato costituzionale relativo al diritto di enti e privati di istituire scuole purché "senza oneri per lo Stato".
Questa volta l'idea geniale sembra quella di detassare gli istituti privati. Si vedrà.
È prematuro perder tempo ad analizzare le parole in libertà di un ministro che annuncia una riforma epocale da realizzare nei prossimi trent'anni a vaghi colpi d'indirizzi generici, in tipico stile renziano.
Sembra il consueto tanto fumo dal quale uscirà poco arrosto bruciacchiato.
Sconcertante la monotonia con la quale si pesta la solita vecchia acqua nel mortaio.
Annuncio dell'abolizione dei supplenti e dei precari. Come sia possibile a fronte di una riduzione dei docenti, visto che s'intende assumerne quattro per ogni dieci che andranno in pensione, resta un mistero della fede.
Riproposta di scatti stipendiali per gli insegnanti legati al merito e all'impegno piuttosto che all'anzianità e apertura a munifici sponsor privati per attrezzature di laboratori e quant'altro. La fine miseranda di analoghe pensate negli scorsi decenni non ha insegnato nulla.
Inglese e informatica dalle elementari. Ma ci sono già da tempo! Il problema è che non funzionano (come del resto l'educazione musicale e fisica).
Revisione legge Berlinguer sulle scuole paritarie. Quella appunto che dirottò sulle private un fiume di denaro pubblico. A sentire le parole del ministro, che ritiene "pregiudizi ideologici" la difesa dell'istruzione pubblica opposta alla privata, la revisione sarà ad ulteriore favore di quest'ultima.
Stefania Giannini comunque garantisce che dietro le proposte sorprendenti e rivoluzionarie che presenterà il suo boss Renzi c'è tanto lavoro "silenzioso". Già, c'è il ciellino Toccafondi.
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