2011-09-17

Un presidente del consiglia a tempo perso, rispettoso di "Dio, patria e famiglia"

Gli invidiosi scatenati contro Berlusconi.
Sembra pensarla così l'amico Putin, che avendo stile di vita simile e stomaco forte non si fa troppe illusioni sulle virtù dei governanti.
Ma è invidia o disgusto? Indignazione per chi si fa beffe degli italiani e ha trasformato in postribolo non tanto e non solo le sue residenze private (fatti suoi) pubbliche (fatti un po' meno suoi), ma soprattutto un parlamento scelto ad hoc e pagato per mantenerlo al potere al di là di ogni ragionevole convenienza?
Delle intercettazioni, delle prostitute, delle performances private di Berlusconi m'importa poco o nulla.
I giornali, pieni delle cose dette dal presidente e dagli squallidi personaggi di cui si circonda, fanno il loro lavoro che è quello di stare sulle notizie secondo un'etica dettata prevalentemente dagli interessi di chi paga i salati costi di pubblicazione.
Personalmente non trovo alcuno stimolo a leggere la nuova ondata di puttanate che escono dalla bocca del cavaliere e dei suoi accoliti.
Mi limito a raccoglierne le "perle" rilanciata all'infinito dalla grancassa dei media.
Da un pezzo chi non è del tutto tonto ha capito chi sia questo individuo che ci tiene sulla corda da vent'anni per curare i suoi sporchi affari, fottendosene altamente di "dio patria e famiglia", come è tipico di coloro che se ne riempiono la bocca a proposito e a sproposito.
Io, allergico da sempre a qualsiasi dio, qualsiasi patria e qualsiasi famiglia, ho sempre creduto in un'etica di convivenza solidale dove le istituzioni proteggono i più deboli e le leggi sono davvero uguali per tutti, in una società giusta dove il cittadino è garantito nei suoi bisogni fondamentali (cibo, casa, salute, istruzione) da un'equa ridistribuzione dei redditi, in rapporti interpersonali liberi e rispettosi dove non si fa commercio di emozioni e sentimenti.
Tutto ciò che l'Italia non è insomma, ed altri paesi europei, pur nella loro imperfezione, sono un po' di più.

2011-09-11

11 settembre 1973


Data del golpe militare cileno di Augusto Pinochet, ampiamente sostenuto dall'America.
Il legittimo presidente del Cile, Salvador Allende, eletto democraticamente tre anni prima, muore nell'attacco al palazzo presidenziale.
Nei successivi 17 anni di dittatura e sistematica violazione dei diritti umani, moriranno 3000 persone. I torturati saranno 30.000. La metà aveva dai venti ai trent'anni. (Cifre del Rapporto Rettig, inchiesta ufficiale condotta in Cile dopo la fine della dittatura)

...

2011-09-10

La suora tira - Sivio forever

'azzo se tira la suora! Le tira in ballo anche quel macellaio di Sacconi (Manovre economiche e macellai) raccontando barzellette su suore stuprate grazie al loro consenso.
Silvio? È un entusiasta, un giocherellone, un puro di cuore in fondo.
Cinque zie suore gli garantiscono un rapporto privilegiato con Dio - lo dice Lui (Lui Silvio, non Dio).
Magari hanno anche un po' turbato i suoi sogni adolescenziali, tipo Grazie zia.
Che c'è di male se gli piace la Minetti vestita da suora e... sotto il vestito niente?
Embeh - dice Giuliano Ferrara - è un uomo e come a tutti gli italiani piacciono le donne.
Magari qualche italiano preferisce i maschi. Ma l'elefantino sa quanto il suo adorato Silvio abbia le idee chiare al proposito. "Meglio le donne che gay".
Il direttore del Foglio non può che essere d'accordo. La maggioranza degli italiani sani è d'accordo dunque - falso sillogismo - hanno ragione.
Il teocon Ferrara, quando parla del Silvio, cambia registro. Il moralista con le sue crociate diventa zuzzurellone.
Gli piacciono le donne. Punto e basta. Macché minorenni. Tutte adulte e consenzienti. Anche Ruby Rubacuori. Affari suoi.
Le belle donne costano. Se uno se le può permettere, buon pro!
Mai pagata una donna. Sostiene Silvio Rubacuori. Come dire? Le paga di sponda, come al bigliardo, non direttamente. I soldi sono suoi e tanti, tantissimi, ma fanno strani giri (Lele Mora, Emilio Fede, Lavitola, Tarantini... segretarie, avvocati).
Ferrara ha ragione. Le belle donne costano, specie se sei un vecchietto un po' logoro e assonnato e ti arrapano giovani e procaci. Se poi ti tengono in qualche modo per le balle, costano ancora di più. Questo l'hanno capito davvero tutti gli italiani.
E poi Silvio è un generoso, un benefattore sempre pronto a far del bene ai bisognosi. Un uomo della provvidenza - sostiene don Verzé - buono, caritatevole, pio, apostolo dell'amore. (Chissà che fine ha fatto don Verzé dopo il crack milionario del suo S. Raffaele prontamente sopito dal vaticano grazie anche al nostro otto per mille).
La7 ha trasmesso un bigino riassuntivo sul nostro presidente del consiglio, Silvio forever, un film di Roberto Faenza sceneggiato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, quelli che hanno scritto La Casta.
Come film lascia a desiderare, ma è un spassoso promemoria delle cazzate che spara Silvio. Del protagonista però viene fuori l'immagine gigiona di un simpatico coglione.
Berlusconi sarà pure un geniale venditore capace di rifilarti anche il Colosseo a forza di "inghippi" (non nasconde di averne sempre fatto uso), ma i danni provocati a questo "paese di merda" (ancora parole sue, del Silvio), che lo ha votato e non riesce a scrollarselo dalle spalle, sono troppo gravi per essere trattati con leggerezza.
Magari alla fine il "fuoco congiunto" di giornalisti, magistrati, e tedeschi con quella "culona" della cancelliera Merkel (sempre parole del Silvio) riusciranno a farlo mollare. Se ne andrà infine, o almeno ce lo auguriamo. Comunque sarà ormai troppo tardi e finiremo con l'affondare tutti perché il berlusconismo come mentalità, con tutto quello che si è trascinato dietro, leghisti e "sinistra" corrotta compresi, resterà a lungo, come un cancro difficile da guarire.
I conti li pagheremo tutti noi, statene certi, e non riusciremo neanche a farla scontare, almeno un po', a tutti quelli che in questo ventennio ci hanno sguazzato arricchendosi.

2011-09-09

Dove finiscono i contributi per l'editoria. Vieni Avanti, cretino! (Dove i cretini, ovviamente, siamo noi)

L'Avanti, senza punto esclamativo, è lo sconsolante epigono di un giornale che - con il punto esclamativo - fu, nel bene e nel male, la gloriosa testata dei socialisti.
Si tratta, o trattava - visto che se cercate il sito avanti.it troverete "SITO IN MANUTENZIONE. CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO" - di un foglio di quattro pagine che nessuno ha probabilmente mai visto e tantomeno comperato. Il curioso che ne rintracciasse la copia cache on-line troverebbe sulla vicenda Tarantini (il fornitore di "escort" a Berlusconi) un criptico:
26/08/2011
Mi trovo in Bulgaria per contatti con potenziali distributori di pesce congelato, e sono arrivato qui prima che fosse diffusa la notizia. Ho appreso ieri sera dalla collega Cristiana Lodi, di Libero, che stavano battendo delle agenzie su quanto riportato oggi da Panorama. Non mi è stato notificato nessun avviso di garanzia...
La nota è, si suppone, di Lavitola, direttore di questo giornale fantasma voluto nel 2003 da Cicchitto e Brunetta, quel Lavitola che comunicava con il presidente del consiglio Berlusconi tramite telefonini rubati che si ritenevano immuni da intercettazioni.
Il medesimo Lavitola ora latitante per consiglio esplicito dello stesso Berlusconi. Il Lavitola che faceva da tramite tra il cavaliere di Arcore e il "bisognoso" Tarantini al quale Berlusconi, sempre splendidamente munifico, garantiva ventimila euro al mese per "sopravvivere" più altre centinaia di migliaia di euro a titolo di beneficenza.
Ma anche tutti noi abbiamo foraggiato Lavitola che ha goduto dei CONTRIBUTI PER QUOTIDIANI EDITI DA COOPERATIVE DI GIORNALISTI (Art. 3 comma 2 Legge 250/1990) per 2.530.640,81 euro nel 2010. (Dati Presidenza Consiglio dei Ministri)
Chi fosse interessato a qualche notizia supplementare sui contributi all'editoria vedere su Il Fatto Quotidiano Contributi all’editoria: 150 milioni nel 2010 di Guido scorza e Editoria: 20 milioni in sette anni a Lavitola di Beppe Lopez.

2011-09-02

Contro ogni censura, anche quella "a difesa del copyright" del premiato staff Casaleggio di Beppe Grillo



Rimosso il video di Massimo Merighi e Tony Troja, satirico nei confronti di Grillo, da YouTube. Non resta che riproporlo.
Si prende troppo sul serio il vecchio Beppe, o meglio Gianroberto Casaleggio che da sempre ha saldamente tra le mani il blog del comico.

Nota di aggiornamento: il video in oggetto sembra normalmente reperibile su Youtube nella versione pubblicata in maggio dagli autori (a parte i ri-upload, compreso il mio in versione short).
Sto cercando di verificare se la notizia, ripresa da Il Fatto Quotidiano nell'articolo Beppe Grillo, “da censurato a censore” Rimosso video per violazione di copyright è attendibile. Sarebbe grave per questo giornale se si trattasse di una bufala. Attendo chiarimenti.
Comunque il video rimane spassoso, credo anche per i simpatizzanti "grillini"

2011-09-01

Un premier ricattabile che paga il pizzo al pappone per farlo tacere. Governo allo sbando


Gianpaolo Tarantini (quello che procurava le "escort" al Fanfulla di Arcore) e la moglie Angela Devenuto sono stati arrestati con l'accusa di estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Se c'è stata estorsione, c'è un estorto, o no?
Cosa si può sperare da un capo di governo ricattabile, che i colleghi europei evitano come la peste e nessuno più rispetta?
Un uomo politico che ha amici del tipo di Dell'Utri, Emilio Fede, Lele Mora che si circonda di figuri come Gasparri, La Russa, Cicchitto e stringe alleanze con gente come Bossi, Calderoli, Borghezio che credibilità può avere?
La vicenda surreale della manovra economica che cambia di giorno in giorno, dà una volta di più il senso che tutto stia andando in vacca.
Possibile che non si riesca proprio a mandare a casa 'sti individui?
...

Dalla mezzanotte è vietato vendere libri scontati oltre il 15 per cento

Dal 1 settembre sarà "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato".
(Legge Levi, promulgata il 20 luglio con il consenso di tutti gli schieramenti politici - esclusi radicali)

W il libero mercato!

"Da domani i libri, in Italia, costeranno di più e non li compreremo più on line. Secondo il nostro Parlamento, però leggeremo di più e la nostra cultura ci guadagnerà. Se incontrate uno qualsiasi delle centinaia di Parlamentari che ha votato il disegno di legge, chiedetegli di spiegarvi perché limitare gli sconti sui libri dovrebbe far bene alla cultura ed allo sviluppo del Paese"
(Guido Scorza, Meno sconti sui libri = più cultura? Il Fatto Quotidiano)

2011-08-30

Grazie Lega, ci hai fregato ancora!

Ciulati tutti gli onesti lavoratori che guadagnano poco, pagano le tasse - non potendo evaderle come i loro datori di lavoro - e meriterebbero una onesta pensione dopo una vita a tirare la carretta.
E bravo Bossi. Altroché paladino dei poveri cristi! Al Fanfulla di Arcore non si nega mai niente.
Invece ai pensionati con pensioni di poco superiori ai mille euro si derubano i pochi spiccioli di adeguamento al costo della vita e si truffano tutti coloro che avevano versato contributi per il riscatto della laurea o del servizio militare ai fini del diritto alla pensione.
Ovviamente chi guadagna oltre novantamila euro all'anno non dovrà cacciare neanche un euro. Serbatoio voti assicurato.
Intanto i tagli agli enti locali continuano e così chi paga le tasse dovrà pagare ancora di più per servizi locali, mentre gli evasori continueranno tranquillamente a evadere (nessuna misura contro di loro) e in quanto ai tagli di province e al numero dei parlamentari, campa cavallo. Tutto è rimandato al lontano futuro di una legge costituzionale.
Tagli alle spese della politica: zero.
Tagli degli sprechi: zero.
Recupero dell'8 per mille e dell'Ici dalla chiesa: neanche parlarne.
Tremoni, barlafus, dimettiti!
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2011-08-29

Boxes, film di Jane Birkin



A notte fonda - mai in orari "normali" - Rai 3 ci regala film insoliti.
Boxes, di e con Jane Birkin (65 anni), è un sorprendente film autobiografico del 2007, impreziosito da presenze illustri. Michel Piccoli (85 anni), Geraldine Chaplin (67 anni), John Hurt (71 anni), un cammeo di Annie Girardot (morta quest'anno a 80 anni), ed altri.
Film interessante, giocato sul filo della memoria, con tutte le sue ambiguità.
Il passato torna come fuoriuscendo dagli scatoloni di un ultimo trasloco.
Jane con le sue tre figlie nate da amori diversi, sua madre, suo padre, le altre donne della famiglia, gli uomini di una vita che entrano ed escono di scena leggeri ed ingannevoli, partner indispensabili, ma sfuggenti.
Sono sempre le donne il fulcro intorno al quale girano i rapporti. Donne forti, anche nelle loro apparenti debolezze, ben radicate nella realtà, ceppi solidi nella deriva delle emozioni e dei sentimenti.

by garlaschelli

2011-08-28

Ma quanto cagano, 'sti senatori?


Copincollato da Non leggere questo blog!

Il nuovo questore di Palazzo Madama, il Pdl Angelo Maria Cicolani, ha appena confessato alla Zanzara di Radio 24 di essere rimasto shokkato dalle dimensioni e dal contenuto del magazzino del Senato. Dovendo rinnovare l'appalto di gestione, è andato a controllare di persona:

Il magazzino è grande circa 12, 13 mila metri quadrati, e ci costa 1 milione e 400 mila euro l'anno.

Il contratto di appalto è stato stipulato nel 2003 dal governo Berlusconi ed in questi 8 anni ci è costato più di 8 milioni di euro. Il questore dice che lì dentro ci sono sì degli archivi importanti, ci mancherebbe, ma che la cosa gli è parsa un pochino esagerata, e che prossimamente spazi e costi verranno ridimensionati. Poi ammette che a colpirlo - o meglio, a sconvolgerlo - è stata una cosa in particolare. Parentesi: negli ultimi giorni mi chiedevo come avesse fatto il Parlamento italiano - in soli due anni - a spendere 418 mila euro in "prodotti igienici".

Beh, sì ... il magazzino era pieno di carta igienica, carta igienica dappertutto ... magari ne hanno comperato così tanta per pagare un pochino di meno ... ma questa basterebbe per 3 legislature, una quindina d'anni!, ci si potrebbe fare il giro del mondo ... appena entrato nel magazzino mi sono chiesto: ma quanto cagano, 'sti Senatori?

2011-08-27

Dita spezzate a Ali Ferzat vignettista contro i regimi


I sicari di Bashar al-Asad, dittatore della Siria, hanno aggredito, percosso e spezzato le dita al disegnatore sessantenne Ali Ferzat noto in tutti i paesi arabi.
...

Prescritti e condannati... a vivere felicemente godendosi il mal tolto


Condannato definitivamente per ricettazione e appropriazione indebita? Gestirai un ente da 160 milioni di euro!
Se è vero quanto scrive il settimanale l’Espresso Berlusconi e Tremonti hanno firmato un decreto per costituire un ennesimo ente inutile affidandolo a Aldo Brancher, deputato Pdl, condannato per ricettazione e appropriazione indebita.
Già il cavaliere di Arcore l'aveva fatto ministro, per sottrarlo alle imputazioni per le quali poi è stato condannato, ma il Brancher dopo pochi giorni era stato costretto alle dimissioni per la scandalosa evidenza della ragione per la quale era stato nominato ministro.
C'è da chiedersi in che maniera anche costui sia in grado di condizionare il premier per ottenere tanti favori.

Intanto i beneficati della "casta" dalla legge Cirielli sulla prescrizione dei reati, voluta per sé stesso da Berlusconi, aumentano. Alla lista si è aggiunto anche Filippo Penati, PD, ex presidente della Provincia di Milano.
Impietoso Il Fatto Quotidiano pubblica le foto degli altri illustri prescritti.
...

2011-08-26

"Bun per la baggina" (milanese: pronti per l'ospizio)

I nostri insostituibili leader.

Uno casca in bagno e picchia la testa. L'altro cade dal letto e si rompe un gomito.
Continuano a sparare cazzate inverosimili, e non sembrano mai troppo d'accordo, però restano saldamente insieme per continuare a fregarci.
Ma in che mani siamo?
A noi italiani non ci aiuta proprio nessuno a "liberarci".
...

2011-08-24

Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges

Sorpresa piacevole l'odierno omaggio a Borges di Google nel centododicesimo anniversario della nascita.
Grande scrittore e poeta, uno dei più grandi del '900 (che non sembra già più il secolo scorso, ma un tempo indefinitamente lontano).
Jorge Luis Borges: abbastanza dimenticato come molte cose che appartengono al passato. Una sua poesia.

Elogio dell'ombra

La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
L'animale è morto o è quasi morto.
Rimangono l'uomo e la sua anima.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che non sono ancora le tenebre.
Buenos Aires,
che prima si lacerava in suburbi
verso la pianura incessante,
è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro,
le sfocate case dell'Once
e le precarie e vecchie case
che chiamiamo ancora il Sur.
Nella mia vita sono sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e assomiglia all'eternità.
I miei amici non hanno volto,
le donne sono quel che erano molti anni fa,
gli incroci delle strade potrebbero essere altri,
non ci sono lettere sulle pagine dei libri.
Tutto questo dovrebbe intimorirmi,
ma è una dolcezza, un ritomo.
Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra
ne avrò letti solo alcuni,
quelli che continuo a leggere nella memoria,
a leggere e a trasformare.
Dal Sud, dall'Est, dall'Ovest, dal Nord,
convergono i cammini che mi hanno portato
nel mio segreto centro.
Quei cammini furono echi e passi,
donne, uomini, agonie, resurrezioni,
giorni e notti,
dormiveglia e sogni,
ogni infimo istante dello ieri
e di tutti gli ieri del mondo,
la ferma spada del danese e la luna del persiano,
gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole,
Emerson e la neve e tante cose.
Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro,
alla mia algebra, alla mia chiave,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.

Le icone calpestate non sono sinonimo di democrazia


All'inizio Gheddafi era stato, a suo modo, un "rivoluzionario".
Poi, col tempo, si è trasformato nel feroce satrapo paranoico e penoso al quale Berlusconi baciava la mano.
Ora tutti speriamo che presto venga catturato e i libici smettano di ammazzarsi a vicenda.
Ma non basta la fine di un dittatore a garantire l'arrivo della democrazia.

L'articolo di uno dei più importanti corrispondenti esteri britannici, Robert Fisk, Libia, i dubbi del dopo-Gheddafi. E l’occidente dà già lezioni di democrazia mi sembra meglio di tanta aria fritta nostrana.

2011-08-23

Il Vaticano costa sette miliardi di euro all'anno allo Stato italiano

Il Vaticano non paga alcuna tassa sul suo immenso patrimonio immobiliare (in Italia un immobile su quattro è di proprietà della chiesa e l’evasione consentita si aggira sui 4 miliardi di euro annui, mica bruscolini!)
Inoltre non paga tasse doganali, gas, acqua e fogne.
È tutto a carico dei contribuenti italiani.
Del miliardo di euro e più che incassa dall'8 per mille il Vaticano spende l’80% in “sostentamento del clero” e “esigenze del culto”. Altroché “Con l’otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti” come recita lo spot.
Gli insegnanti di religione costano allo stato italiano 650 milioni di euro all’anno e le scuole private, cattoliche, 526 milioni all’anno. E le regioni, Lombardia in testa, ci mettono ancora del loro.
Il Vaticano ci costa, mal contati, tra i 6 milioni e i 7 milioni di euro all’anno.
Tassare la chiesa e i suoi possedimenti in Italia e sospendere l’elargizione dell’8 per mille è sacrosanto.

Se condividi copia e incolla sulla tua bacheca
(da un'idea, rielaborata, del caro amico Giancarlo)


2011-08-22

Barlafüs! Uomini vecchi ed inutili che ci governano all'ombra del Vaticano

Tutti tirano l'acqua al loro mulino, ma a sparare sulle pensioni per salvare i redditi di chi guadagna di più si trovano d'accordo. Berlusconi, Marcegaglia, Casini, scopertamente, ma chissà quanti altri anche del PD, IDV e zone limitrofe che non hanno il coraggio di venire allo scoperto.
Siamo un paese allo sbaraglio di  barlafùsi e il decrepito Bossi, con la sua canottiera, il sigaro sbausciato, il dito alzato, ne è l'emblema (insieme al suo compagno di merende Berlusconi, ovviamente).
Ora si finge difensore dei pensionati e della povera gente, ma dov'era mentre i ceti sociali più disagiati continuavano ad essere tartassati in tutti questi anni? E cosa ha fatto quando qualche giorno fa ai pensionati con pensioni da fame di poco superiori ai mille euro al mese venivano sfilati dalle tasche i pochi euro di adeguamento all'inflazione per ragranellare la miseria di un paio di miliardi entro il 2014?
Non abbiamo sentito proporre da nessuno di recuperarli dall'immediato dimezzamento del numero di parlamentari e dei loro stipendi e vitalizi (parlamentari europei compresi), delle spese astronomiche di funzionamento di camera e senato, delle auto blu, di tutte le province e delle centinaia di enti inutili e relativi emolumenti ai dirigenti.
Bossi spernacchia, minaccia e insulta, ma non si fa scrupolo a sistemare il figlio con un lucroso seggio in consiglio regionale e finanziare con centinaia di migliaia di euro pubblici  la scuoletta privata della moglie grazie ai milioni di euro che annualmente vengono distribuiti a pioggia senza alcun controllo dalle "leggi mancia".
Ed è la sua Lega che continua a puntellare il governo più inconsistente, sorretto dalla maggioranza parlamentare più marcia che si sia mai vista, con la scusa del federalismo. Eppure sa benissimo che di soldi per fare il federalismo non ce ne sono - come impietosamente gli ha ricordato quell'altro bel tomo che da anni governa indecentemente la Lombardia. Non gli credono neppure più i suoi fedeli.
E dall'altra parte, da quella che dovrebbe essere l'opposizione, avete sentito qualcosa di chiaro? Le solite fregnacce e i pianti greci sull'evasione fiscale.
Ci si è messo pure il cardinale Bagnasco che si è detto impressionato dai dati sull'evasione e ha auspicato che tutti paghino le tasse. Caspita che incisività! Ben si è guardato però dal proporre che la chiesa dia il buon esempio pagando allo stato quei quattro miliardi e più di tasse sugli immobili dalle quali è esentata.
Per non parlare poi dell'8 per mille. Altri miliardi di euro annui regalati al Vaticano. Nessuno né nel governo né all'opposizione ne propone l'abolizione. Eppure ci riporterebbe ad essere uno stato normalmente laico.
Allo stesso modo non si sentono proposte per revocare lo ingenti sovvenzioni alle scuole private a scapito dell'istruzione pubblica.
In queste ore pare stia cadendo il feroce regime di Gheddafi. Ce lo auguriamo.
Ma quando noi italiani riusciremo a liberarci del regime da operetta Berlusconi-Bossi? Non sarebbe risolutivo della nostra crisi, considerando anche l'assoluta mancanza di alternative, ma sarebbe un primo passo verso una possibile rinascita da festeggiare scendendo nelle piazze a brindare.



Libia. Chi vincerà la battaglia di Tripoli?


2011-08-18

Ma i ricchi devono pagare più tasse? I signori che agitano le borse: Soros Paulson Cohen

Ho fatto un sogno. Berlusconi a reti unificate - come suo solito - parlava agli italiani.
Incredibilmente non di sé, dei suoi guai giudiziari e dei comunisti che gli rovinano la vita.
Affermava con voce pacata che è giusto che i ricchi come lui paghino le tasse, che anzi ne pagano troppo poche rispetto al reddito che hanno, che in un clima di solidarietà sociale spetta a chi ha accumulato patrimoni ingenti di salvare la baracca. I poveri e le classo medie in difficoltà invece devono essere salvaguardate da chi governa.
Questo si fa quando si è una nazione.
Anzi, per dare un esempio non avrebbe comprato un'altra villa, ma venduto il Milan e devoluto il ricavato nelle casse dello Stato.
Mi sono svegliato di botto con un ruttino. Digestione difficile da cena eccessiva.
Prima di addormentarmi avevo letto un articolo di Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo. Io, milionario d'America vorrei pagare più tasse.
Lui, non Il cavaliere di Arcore, vorrebbe pagare più tasse. Volevo ben dire!
Ho preso il giornale per terra accanto a me e l'occhio mi è cascato su un trafiletto di Giuliana Ferraino :

Soros Paulson Cohen: i signori che agitano le borse

Chi sono i signori della speculazione da contrastare con l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziane per salvare Eurolandia nel mirino della coppia Merkozy (copyright dell'economista Nouriel Roubini)? Non è difficile immaginare che la cancelliere tedesca Angela Merkel abbia m mente innanzitutto tutto gli hedge funds, quei fondi che usano strumenti finanziari sofisticati e strategie d'investimento spregiudicate per generare alti ritorni, e m Germania vengono chiamati. con disprezzo, locuste. Mentre è probabile che il presidente francese Nicolas Sarkozy pensi soprattutto, alle. grandi banche di Wall Street, forse dimenticando che anche in Europa la gran parte delle transazioni finanziarie quotidiane passano attraverso i principali istituti di credito, francesi compresi. La tassa, nota comunemente come Tobin tax, scatterebbe ogni volta che un'azione, un'obbligazione o un altro strumento finanziario venisse comprato o venduto, così come su ciascuna operazione valutaria. Non colpirebbe quindi soltanto i grandi player (o grandi speculatori) del mercato, ma tutti gli attori indistintamente. Ricadrebbe sui piccoli speculatori, i cosiddetti retail trader, che possiedono piccoli account retail e tendono a concentrarsi nei punti di minimo e massimo del mercato. Ma colpirebbe anche gli hedgers, cioè i trader commerciali, come i grandi produttori e le società di gestione di fondi che fanno hedging, comprando derivati e Cds, sorta di polizze assicurative, per proteggersi dai rischi di bruschi movimenti sui mercati. Come in ogni crisi che si rispetti, i grandi accusati restano i gestori dei potenti hedge funds, capaci di muovere i mercati con un'enorme potenza di fuoco. La vendita allo scoperto a scopo ribassista è una delle tecniche preferite per guadagnare in tempi di crisi. Ma non l'unica. I nomi più famosi? George Soros, 27 miliardi gestiti: con il suo Quantum Fund avrebbe guadagnato un miliardo scommettendo sul downgrade del debito Usa. John Paulson, che ha ricavato una fortuna nel 2008 puntando contro i Cdo, i prodotti strutturati costruiti sui mutui subprime, e oggi possiede «munizioni» per 35 miliardi. O Steven Cohen, fondatore di Sac Capitai Advisor, che amministra un patrimonio di 16 miliardi.
La lista è assai lunga.

In che merda di mondo viviamo, mi sono detto prima di riaddormentarmi.
...

Manovra economica. Sette punti che non salveranno il mondo

Risposta pubblica alla mia amica Cristina che ha stilato un elenco di punti alternativi alle proposte governative

I 7 punti di Mariacristina, non iscritta ad alcun partito
(pubblicata il giorno lunedì 15 agosto 2011 alle ore 11.24)

1) razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, con redistribuzione del personale, eliminazione dei doppi incarichi, delle consulenze esterne (giustificate solo in mancanza di personale interno qualificato): il che vorrebbe dire risparmio e funzionalità, e aumento di posti di lavoro in luogo dei doppi incarichi, accorpamento di servizi per piccoli comuni, ok abolizione provincie piccole [perché le grandi servono a qualcosa a parte piazzare personale politico in transito o dismesso e distribuire posti e fondi agli amici?].
2) Riforma della giustizia (non nel senso berlusconiano), con accelerazione delle procedure e accorpamento di uffici (potenziando l'informatica, si può) [per potere si può da lunga pezza, ma non lo si fa per scelta – e non sarebbe neppure costoso] e di tribunali poco distanti, lasciando magari uno sportello per le pratiche e le certificazioni: non si ha idea di quanto denaro sia bloccato per cause e pignoramenti, e non circola. Udienze fissate per le conclusioni anche a sei otto anni di distanza, cancellerie che a esecuzione immobiliare conclusa ci mettono anche più di un anno a emettere mandati per pagare le somme ripartite ai creditori; l'Italia sarebbe meno temibile per investitori esteri [meno temibile anche se la mentalità di troppi giudici fosse un po’ meno medioevale].
3) Riduzione delle indennità parlamentari, lasciando magari i privilegi [diciamo pure immediato dimezzamento e drastica eliminazione dei privilegi] sinché sono in carica... se no, chi glielo fa fare di candidarsi? [caz…! Tanto di guadagnato se questi parlamentari non si ricandidano, anzi che si dimettano pure da subito. Magari meno guadagnano più si candideranno quelli ai quali davvero interessa la politica. Personalmente proporrei per i parlamentari anche un test culturale d’ingresso, un po’ come quelli che l’Invalsi prepara per gli studenti di terza media (non parliamo di superiori). Se ne vedrebbero delle belle! Magari così il Fanfulla da Arcore non sarebbe mai entrato in politica… ] però, se li vogliono ancora, devono meritare di essere rieletti; blocco delle retribuzioni ai mega dirigenti di enti etc (diritti acquisiti) [non c’è mai stato tutto questo rispetto per i diritti acquisiti dei lavoratori. Direi che stipendi e pensioni superiori ai 5000 euro mensili dovrebbero essere bruscamente bloccati e i ricavi ridistribuiti tra pensioni e stipendi che non raggiungono, o raggiungono a stento, i mille euro mensili. Questa ridistribuzione rimetterebbe davvero in moto l’economia] quando decadono, i successivi avranno retribuzioni dimezzate; vitalizi aboliti, pensioni adeguate ai contributi versati.
4) grandi opere e commesse:benestare degli enti locali, controllo sugli appalti, penali sui ritardi. e finiamola, la salerno reggio calabria, buttiamo a mare il Ponte, e chiediamoci se la Tav serve davvero, e ancora.
5) riforma elettorale: dobbiamo poter scegliere le persone, magari ne cucchiamo qualcuna che si faccia meno gli affari suoi. Prima mi sembrava meno sporca, la politica, il che è tutto dire, e c'erano persone con il senso della politica, comunque.
6) aumento dell'iva sui beni di lusso (si sottolinea che la cultura non è un lusso) e "viziosi": i beni di sopravvivenza devono essere accessibili, chi ha di più può spendere di più, chi ha vizi, cerchi di smettere così risparmia; diminuzione delle imposte sulla benzina, che è uno strumento di lavoro [sì va be’ sarà anche strumento di lavoro, ma tutti i genitori che con il loro mastodontici suv portano a scuola i pargoli e - se potessero – entrerebbero direttamente nelle aule, dovrebbero pagarla 10 volte tanto la benzina! E poi non dimentichiamo che abbiamo problemi d’inquinamento tanto gravi che le tasse sul petrolio e i suoi derivati dovrebbero servire soltanto a promuovere misure alternative all’emissione di co2 che ha prodotto danni probabilmente ormai irreversibili]; smettere di tagliare fondi a regioni e comuni, che in pratica si finisce sempre a pesare su chi ha bisogno dei servizi; no alla svendita dei beni statali (se no, cosa resta a garantire il debito pubblico?) ma tassazione più alta sugli immobili di lusso (valutazione di mercato) ed anche in base alla quantità di immobili posseduti, ancor più se sfittii.
7) ok la tracciabilità dei pagamenti, no colpire i patrimoni scudati [e perché mai non dovrebbero pagare una tassa sul patrimonio come anche tutti coloro che possiedono un patrimonio ingente e non pagano una madonna!], un patto è un patto, [questo stato rispetta i patti solo con i ricchi mai con i pensionati, gli operai e i lavoratori dipendenti a basso reddito, anzi si parla di un ulteriore scudamento e condono] e lo stato deve restare credibile (sigh!), deducibilità al 5% di tutti gli scontrini e ricevute di pagamento che uno accumula durante l'anno. (E' un'idea balzana?) [Se si riuscisse a far pagare l’Iva dovuta ai bottegai senza ripagarla ad ogni passaggio sarebbe gran cosa – così come impedire seriamente l’evasione delle tasse ai suddetti bottegai, liberi professionisti e “imprenditori”]
Per chi avesse avuto il coraggio di leggere sin qui... Le opinioni e le critiche sono gradite, ed anche eventuali punti 8, 9 etc. che vi venissero in mente. Ovviamente non ho nessuna idea delle cifre che i miei 7 punti metterebbero in gioco, se sarebbero sufficienti o meno... E' solo un abbozzo, però ho cercato di pensare dove si potrebbe colpire senza mettere in repentaglio posti di lavoro, stato sociale, stipendi... che senza questa base, non ci possa essere ripresa di consumi, ci arriva anche un bambino.

[Tante sono le cose che si potrebbero aggiungere, ma mi starebbero particolarmente a cuore, perché nessuno ha il coraggio di proporle seriamente: l’abolizione immediata dell’8 per mille alla chiesa cattolica e parimenti l’abolizione di qualsiasi altro privilegio al Vaticano (tasse e quant’altro), l’eliminazione dei contributi nazionali e regionali alle scuole private e la vendita al miglior offerente (Berlusconi no, ovvio!) della Rai (escluso rai news 24 come canale informativo pubblico)*]

* Capisco che queste chiose ai tuoi punti sembreranno a taluni un tantino drastiche, ma se è vero che la catastrofe è alle porte, i pannicelli caldi del PD e cosiddette sinistre possono metterseli sotto il culo, per scaldare le poltrone alle quali sono così saldamente attaccati, i mentalmente decrepiti dirigenti.
Tranquilli, comunque. Del tuo encomiabile sforzo per distillare sette punti e delle mie considerazioni non frega niente a nessuno. Ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi così, tanto per sfogarci un po’, ma la realtà, quella che ci precipita sempre più giù, è altrove.

2011-08-16

Quel balòss del Bossi ier sira al Bar Sport... E l'altra sera il La Russa

Uno spasso ieri sera il vecchio Bossi che millantava al popolo il suo ruolo di salvatore dei pensionati e spiegava i fondamenti dell'economia in chiave leghista.
Momenti gli scappa anche la lacrima, insieme alla bava, quando racconta che è andato a dare un pugno sulla tomba del "Miglio" il professore che per lui, il Bossi, guai che guai, stravedeva.
E poi tatrac la brunettata:
"Brunetta nano di Venezia non romperci i coglioni"
Va be' che il Brunetta l'è simpatic 'me 'na sgiafa in t'la pulenta (per i non lombardi simpatico come uno schiaffo nella polenta), ma dargli del "nano" dai, non è bello, anche nei confronti dell'altro nano, ché tra lui e Brunetta è una bella lotta.
Tanto più che si si era già preso del "cvvetino", il Brunetta, da quell'altro simpaticone del Tremonti.
Lo chiamano linguaggio colorito, intemperanze verbali, sarà, ma questi sono ministri della repubblica, di uno stesso governo.
il bello è che vorrebbero pure essere "autorevoli" e "credibili".
E l'altra sera qualcuno ha sentito quel che ha avuto il coraggio di dire quall'altro ministro faccia di tolla , La Russa, sulla manovra economica e i privilegi della "casta"?
"Con questa manovra sono stati tolti gli ultimi rimasugli di privilegi". Testuale: "gli ultimi rimasugli".
O è scemo o il suo pusher gli ha venduto qualcosa più forte del solito.
Come dicono in Veneto? "Ma va in mona, va!"
...

2011-08-14

Manovre economiche e macellai


Sono cominciate le manovre per svuotare le poche misure contro la "casta" (poco più che fumo negli occhi) e evitare la soppressione di qualche provincia.
State certi che finirà tutto in una bolla di sapone, tranne le misure contro gli operai e i lavoratori dipendenti.

Vanessa Diffenbaugh - Il linguaggio segreto dei fiori

Vanessa Diffenbaugh - Il linguaggio segreto dei fiori
Titolo originale: The Language of Flowers
Traduzione di Alba Mantovani
342 pag., 18,60 € - Edizioni Garzanti 2011
ISBN 978-88-11-68661-3

Una ragazza tosta che comunica con il linguaggio dei fiori.

"'Il fiore che stai cercando è sicuramente il cardo comune, che simboleggia la misantropia. Misantropia significa odio o sfiducia nei confronti dell’umanità.'
'Umanità vuol dire tutte le persone?'
'Sì.'
Ci pensai per un attimo. Misantropia. Nessuno aveva mai descritto i miei sentimenti con un’unica parola. La ripetei nella mente per essere sicura di non dimenticarla."

"Avevo amato molto, più di una volta, però avevo riconosciuto quel sentimento solo dopo aver fatto tutto ciò che era in mio potere per distruggerlo"

"Non mi fido, come la lavanda. Mi difendo, come il rododendro. Sono sola come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, lascio che la mia voce siano i fiori."

Direi che nelle tre citazioni si racchiude più o meno tutto quanto c'è da sapere su Victoria Jones, la protagonista assoluta - insieme al linguaggio dei fiori, appunto - di questo libro.

Victoria è una diciottenne che non ha mai avuto genitori, con un'infanzia e un'adolescenza più che dura alle spalle. Si difende a modo suo da tutto quanto la circonda e lo fa con caparbia determinazione. Però sotto sotto resta convinta di essere lei stessa la causa di quanto le è capitato e le capita. Ciò la induce a comportamenti e scelte il più delle volte assurdi che, in definitiva, le si rivoltano contro.
Un bel personaggio, ben definito psicologicamente inserito in una storia interessante - la storia della sua rivincita sociale e della riconquistata capacità di amare - che coinvolge emotivamente il lettore impedendogli di prendere quella distanza da lei e dagli eventi che permetterebbe di comprendere le inverosimiglianze e gli artifici letterari di cui è farcito il testo.

Lo si legge di un fiato, dall'inizio alla fine, perché scorre via liscio come l'olio, in una scrittura - almeno per quel che si può capire in traduzione - piana e corretta, finanche scialba per non distogliere mai l'attenzione dalla narrazione (furbescamente "romantica" fino allo scontato ed incredibile "lieto fine").

Alle spalle di questo best seller annunciato - e strapagato da subito ad una scrittrice esordiente come la Diffenbaugh - s'intuisce la mano sapiente di qualche abile editor. Fiutata la validità della storia, con un elaborato lavoro di montaggio e revisione, quando non riscrittura, si è riconfezionata la buona idea di partenza in modo che rispondesse ai canoni immateriali, ma percepibili come il profumo dei fiori, della letteratura di largo consumo. Operazione riuscita.


2011-08-13

Osteria del parlamento... C'è una crisi da spavento...

Osteria del parlamento... C'è una crisi da spavento...
Senatori e deputati se la mangiano beati...






Manovra economica. Il cuore del Jocker gronda sangue. A noi invece piange il borsellino


Manovra economica: vedi scheda da La Repubblica

Il vero problema qui non è tanto l'entità della manovra - qualsiasi altro governo avrebbe fatto più o meno altrettanto, almeno dal punto di vista quantitativo, altro paio di maniche è l'aspetto qualitativo.
La questione vera resta l'assoluta mancanza di prospettive. Un ceto politico del tutto inaffidabile come il nostro quale garanzia può dare che i nostri "sacrifici" (che poi a ben guardare sono sempre sacrifici di chi ha meno) producano effetti positivi in un futuro prossimo?
Pochi in Italia, e meno ancora all'estero, credono ancora a Berlusconi, Bossi e compagnia stracotta.
Fintantoché le facce dei politici che vediamo da troppi anni in TV (di destra, centro e della cosiddetta sinistra) non spariranno definitivamente dalla circolazione non ci sarà speranza per questo disgraziato paese.
Inutile che strilli il supergovernatore della Lombardia Formigoni. Non è certo lui meglio degli altri.
Incominci, tanto per dare l'esempio, a dimezzare per sé, i consiglieri regionali e i dirigenti e consulenti di ogni tipi gli spropositati stipendi che si attribuiscono e finirla di sovvenzionare i privati nella scuola e nella sanità come ha fatto senza ritegno per lunghi anni. Magari un po' dei soldi che gli hanno tagliato li recupererebbe.

2011-08-12

Bella giornata a Terepàttola finita biascicando una magnifica porzione di croconsuelo

Croconsuelo: "è una specie di Rochefort del Maradagàl, ma un po' meno stagionato: grasso, piccante, fetente al punto da far vomitare un atzeco, con ricche muffe d'un verde cupo nella ignominia delle crepe, saporitissimo da spalmare con il coltello sulla lingua ninfea e biascicarlo poi per dei quarti d'ora in una polta immonda bevendoci dentro vin rosso, in restauro della parlantina adibita ai commerci e recupero saliva"
Carlo Emilio Gadda La cognizione del dolore

2011-08-11

La rivolta in Inghilterra

Le analisi sociologiche di quanto avvenuto in questi giorni sono relativamente semplici e non occorre essere indovini per predire che questi episodi sono destinati ad aumentare di numero lì e altrove.
I governi chiameranno sempre criminali i rivoltosi qualsiasi siano le loro buone o cattive ragioni e i primi ministri, come quello britannico, si lamenteranno sempre dello scarso rispetto per l'autorità costituita, incapaci di comprendere la loro stessa pochezza.
Così continueranno a rispondere con la repressione, fin quando potranno. Niente di nuovo.
Le cosiddette "democrazie" occidentali sono cieche e sorde di fronte alle ingiustizie sociali non meno dei regimi autoritari. Diversa è la qualità e la quantità dell'ingiustizia, questo sì, come diverse sono le aspettative e le esigenze - reali o indotte - dei cittadini alle varie latitudini.
Ciò detto ritengo interessanti, più di molte "dotte" analisi le considerazioni in presa diretta di un amico italiano finito a vivere in Gran Bretagna.

"Sta succedendo un bel casino, che sorprende un pò tutti in questa non più tanto opulenta società.
Come al solito, io vivo la situazione un pò da periferico qual sono, tuttavia penso di poter esprimere qualche riflessione, diciamo pure a pelle:
- qui più che da noi vige il mito dell'EROE: quelli che in Afganistan, quello che spara all'orso polare che ha azzannato il ragazzo, il cane che salva il padrone caduto in acqua, ce n'è per tutti.
- qui sono tutti in divisa, poliziottti-vigili-spazzini-ciclomotociclisti e tuttte le divise si assomigliano; difficilmente riconosci l'ambulanza dall'auto della polizia piuttosto che da quella del soccorso stradale.
- qui vanno in giro a gruppi nonni-filgli-nipoti, gli ultimi a loro volta gruppi di 3,4,5 diversamente sistemati a seconda dell'età (carrozzina spesso biposto, sulle spalle, a mano, gli autosufficienti che invece di camminare saltellano). Prodotto della propaganda che vuole che questo paese sia il più popoloso d' Europa nel volgere di pochi anni? Di fatto, le mamme bambine (bambine mamme?) sono innumerevoli, sovvenzionate pure dallo stato.

Se non ti ritrovi in queste cartoline, facile che ti senta disadattato.
Non so come si possa vivere la condizione del disadattato nei sobborghi urbani britannici, che non credo siano assimilabili ai nostri, e neppure a quelli francesi, non credo esista un vero problema di razzismo, o comunque non penso sia alla base di queste turbolenze.
Però il disagio c'è ed è profondo.
Cameron e compagnia lo bollano come criminalità comune, ne fanno un problema di polizia ed evocano l'uso di idranti e lacrimogeni (che abbia avuto qualche consulenza durante le ferie italiane?)."


2011-08-08

Stufo marcio della politica italiana e schifato dall'economia internazionale...

Ma ogni tanto un post ci scappa per vizio...

Il Giornale: "L'Europa promuve l'Italia". Ah! Ah! Ah!

Il soccorso della BCE all'Italia, da il via all'acquisto dei buoni del tesoro pluriennali italiani - i cui interessi al 6 % ricadranno inevitabilmente sulle nostre spalle. Merkel e Sarkozy, per la penna di Trichet e Draghi, hanno fatto pervenire un vero e proprio diktat al nostro governo.

Trattati come la Grecia - a ragione, considerato il livello dei nostri "politici" - e praticamente commissariati, al pari della Spagna, dalla banca centrale europea dovremmo avere il buon gusto di starcene con la coda tra le gambe o magari mandare tutti a cagare, succeda quel che vuole, visto che la speculazione sembra fregarsene di tutte queste misure.
Invece sulla prima pagina del Giornale quotidiano di famiglia di Berlusconi si scrive:
"La BCE promuove l'Italia". Ridicolo!
garlaschelli

Quando i fiocchi di latte aumentano il prezzo anche gli israeliani diventano arabi


Notte di manifestazioni in Israele contro il caro vita e i tycoon pieni di soldi

2011-07-23

Odio (99 Posse, Primo Levi) - L'assurdo massacro di Oslo



PRIMO LEVI: Non sono facile all'odio: lo ritengo un sentimento animalesco e rozzo e preferisco che le mie azioni e i miei pensieri, nel limite del possibile, nascano dalla ragione. Per questo motivo non ho mai coltivato l'odio come desiderio primitivo di rivalsa, di sofferenza inflitta al mio nemico vero o presunto, di vendetta privata. Devo aggiungere che, per quanto posso vedere, l'odio è un sentimento personale: è rivolto contro una persona, un nome o un viso. I nostri persecutori nazisti non avevano viso, né nome: erano lontani, invisibili, inaccessibili; prudentemente, il sistema nazista faceva sì che i contatti diretti fra gli schiavi e i signori fossero ridotti al minimo.Dopo la guerra, inoltre, il nazismo e il fascismo sembravano giustamente e meritatamente tornati nel nulla, svaniti come un sogno mostruoso, così come spariscono i fantasmi al canto del gallo. Come avrei potuto coltivare rancore o volere vendetta contro una schiera di fantasmi? Non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorte che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto, era soltanto nascosto, stava facendo la sua muta per ricomparire in una veste nuova, un po' meno riconoscibile e un po' più rispettabile, più adatta al nuovo mondo che era uscito dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, che esso stesso aveva provocata. Devo confessare che davanti a certi visi non nuovi, a certe vecchie bugie, a certe figure in cerca di rispettabilità, a certe indulgenze e connivenze, provo la tentazione dell'odio con una certa violenza. Ma io non sono un fascista: io credo nella ragione e nella discussione come supremi strumenti di progresso, e perciò all'odio antepongo la giustizia.

2011-07-19

I segreti della casta di Montecitorio, mezza bufala e mezza novità

'sta cosa de I segreti della casta di Montecitorio temo sia una mezza bufala. In fin dei conti per ora si tratta di una decina di post. Se ne aggiunge uno o due ogni giorno, ma alcuni sono un po' le solite cose "politiche" circolanti. Ben venga tutto ciò che rilancia una informazione in qualche modo alternativa, ma non c’è niente di particolarmente innovativo.
Per lo più i post non rivelano nulla di sconvolgente (ridicolo nella sua emblematica assurdità a me sembra quello dei 9 barbieri di Montecitorio a 11000 euro al mese, sempre che sia vero). Vedremo in seguito.
Ben più gravi e numerose le "irregolarità" denunciate dal libro la casta e tante analoghe pubblicazioni, per non parlare delle documentate violazioni d'ogni tipo messe a nudo dalla Gabanelli su Report che finiscono regolarmente nel nulla.
L'interessante di questa vicenda è la "viralità", indice di un malumore giustizialista diffuso oltre che di una stupidità di massa sempre più pericolosa, facile strumento in mano ai furbi in grado di manipolarla. Stupidità anche quando condivisibile come indignazione collettiva in quanto resta superficiale e incapace di qualsiasi analisi critica sia riguardo ai contenuti, sia sull'attendibilità delle forme comunicative.
In questi casi Fb - e la rete in generale - sembra sempre più quegli spiazzi dei film western dove la folla inferocita impiccava i banditi, veri o presunti che fossero.
Io stesso contribuisco con i miei post ad aumentare il rumore di fondo di una comunicazione solo apparentemente più democratica ed in realtà condizionata pesantemente da chi possiede gli strumenti per emergere dal mare indistinto della rete. Alla fine, fatte le debite eccezioni - che rimangono, appunto, eccezioni - le voci che prevalgono sono quelle dei soliti noti imposti all'attenzione pubblica dai tradizionali mezzi di comunicazione.
Con questo non voglio sminuire le potenzialità della rete. Sul Web circolano liberamente idee e conoscenze come mai prima d'ora nella storia. La cultura, ad ogni livello, è ora alla portata di tutti. Libri, film e musica si sono "democratizzati" (e per questo sono in atto potenti tentativi di toglierceli che, ci scommetto, andranno a buon fine).
Purtroppo però insieme a tutto ciò gira vorticosamente una quantità di bufale, superstizioni, truffe, merda d'ogni tipo in quantità incommensurabile.
Non credo che I segreti della casta di Montecitorio appartengano alla categoria bufale tout court. C'è pero qualcosa di sfuggente sotto questa operazione così ben riuscita. Potrebbe essere solo un caso perché ha toccato al momento giusto un nervo sociale scoperto, potrebbe essere altro. Non è questo che conta.
Mi fa pensare invece la superficialità e volatilità di questi fenomeni virali che alla fine non lasciano alcuna traccia nel reale.

2011-07-16

Cecità

"Al Governo rincresce di essere stato costretto a esercitare energicamente quello che considera suo diritto e suo dovere, proteggere con tutti i mezzi la popolazione nella crisi che stiamo attraversando [...] e desidererebbe poter contare sul senso civico e la collaborazione di tutti i cittadini [...]
Il Governo è perfettamente consapevole delle proprie responsabilità e si aspetta da coloro ai quali questo messaggio è rivolto che assumano anch'essi, da cittadini rispettosi quali devono essere, le loro responsabilità [...] al di là di qualsiasi altra considerazione personale, un atto di solidarietà con il resto della comunità nazionale."
(José Saramago, Cecità)

A questo comunicato governativo, tanto simile a quelli che indirizzano anche a noi, fa seguito nel libro di Saramago - che altro non è se non una terrificante allegoria del presente - una inaudita sequenza di brutalità nei confronti dei primi cittadini diventati ciechi ai quali è stato rivolto l'appello.
Emblematiche le parole di uno dei protagonisti proprio nelle ultime righe del libro:
"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono."
...

2011-07-15

Marilena Adamo, Francesco Sanna, Enzo Bianco: vergogna! E se la prossima volta li troverete in una lista non votatela


Nella notte i senatori riuniti in commissione, grazie ad un trucchetto da scaltri volponi, hanno messo al sicuro da attacchi presenti e futuri la loro indennità parlamentare di 5600 euro netti (che è solo una parte degli introiti mensili dei parlamentari).
Da quelli del PDL c'è da aspettarsi di questo e d'altro, ma che anche quelli del PD senza elle si mettano sullo stesso piano lo pensano solo gli estremisti in malafede.
E invece no. I tre senatori effigiati ritengono, evidentemente, che sia sacrilego toccare i loro lauti stipendi.
Solo il buon Francesco Pancho Pardi, approdato come altri - con mossa che stento a capire - nelle file dell'IDV si è detto contrario alla furbata e favorevole al taglio dei privilegi.

Sulla manovra economica vedere Tutti sul Trireme altroché Titanic
Per un più ponderato approfondimento della notizia in oggetto vedere Il fatto quotidiano: I senatori nella notte si salvano i privilegi - “Si produce disaffezione, non parliamone”

Tutti sul Trireme altroché Titanic

Tutti uguali. Le palle fruste del Giulio.
I privilegiati, la casta, continuano a godersela imperterriti. Tutti coloro che hanno fatto i soldi sulle spalle dei poveri cristi, mettendoli al sicuro in giro per il mondo, hanno un solido interesse a che nulla cambi. A che questo sistema politico-economico, totalmente perverso e in mano a bande di criminali in giacca e cravatta che tengono le redini della finanza, regga il più a lungo possibile.
Quando poi crollerà, nella merda ci finiranno quelli che con il loro lavoro, spesso poco gratificante, talvolta intollerabilmente duro e sempre malpagato, hanno remato una vita. I furbetti e furboni invece se la caveranno a buon mercato come sempre.
Chi sperava di tirare un sospiro di sollievo, almeno in vecchiaia, o continua a remare perché l'età per fermarsi si allontana sempre più, si ritrova depredato di almeno un migliaio d'euro in più l'anno. Ci si rifà sui ceti medio bassi perché per il governo è facile e redditizio infilargli le mani nel portafoglio (con ticket, mancati rimborsi e tasse indirette d'ogni specie) o addirittura riducendo alla fonte i redditi dovuti. Iniquo ed ignobile.
Oltremodo spregevole se si considera che in Italia il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale (dati Bankitalia).
Cosa si fa per ridurre questa divaricazione economica? Nulla, assolutamente nulla.
Un accorato Giulio Tremonti chiama l'opposizione a sostenere la manovra governativa con toni da ultima spiaggia, mentre fino all'altro ieri il suo boss corruttore di giudici ci assicurava che tutto andava per il meglio.
Non si aboliscono quella cosa inutile che sono le provincie, né si dimezzano i vergognosi stipendi dei parlamentari e le costose agevolazioni di ogni tipo di cui godono. Ben ci si guarda dall'eliminare gli sprechi per il funzionamento della macchina statale. Troppi interessi di chi "conta" verrebbero intaccati e la scusa meschina è che tutto questo non frutterebbe granché alle casse dello stato.
E la cosiddetta opposizione che fa? Traccheggia, si astiene, evapora.
Si fa complice di una ulteriore batosta a chi nell'ultima tornata elettorale ha osato mettere in dubbio non solo la legittimità del governo in carica, ma anche quella della "sinistra ufficiale".
Già, che potevano fare di diverso i suoi compromessi dirigenti? Sanno benissimo che questa nuova mazzolata ai ceti medio bassi non basterà e non sarà l'ultima. Sanno che neppure loro sarebbero in grado di raddrizzare una situazione ormai ingestibile perché non hanno voglia, capacità e coraggio di compiere scelte "alternative" e dunque ballano il loro macabro balletto sul ponte di comando del trireme che affonda.

2011-07-12

Berlusconi e Scilipoti profetici: "Abbiamo salvato l'Italia" - Napolitano: "Se siamo seri, nessuna preoccupazione"



Con gente così che ci governa quale credibilità volete mai che abbia l'Italia?
Mi rincresce per Napolitano, ma non si vede proprio a quale serietà ci si possa appellare per uscire dalla crisi.
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Il sogno leghista si avvera: siamo finiti nel cesso, Grazie tante a tutti. Non serve un altro inciucio, tutti a casa!

Siamo sull'orlo del crack. Non so come andrà a finire e ho francamente paura perché, comunque vada, a pagare saremo sempre noi che non contiamo nulla e tiriamo avanti, quando va bene e non abbiamo perso il lavoro, con mille euro o poco più al mese.
Per capirne di più sulla crisi rimando al significato delle parole chiave che circolano in questi giorni Spread, Rating e short selling.

2011-07-07

Brunetta è cretino e pure scemo. Spietati i colleghi ministri del "partito dell'amore"

(rimontaggio da Repubblica)

'azzo! Se lo dice anche quella vecchia volpe di Tremonti...
Magari precari e pubblici dipendenti lo avevano già capito da un pezzo, ma non è mai troppo tardi.

Beccato ancora col dito nella marmellata questa volta il cavaliere di Arcore deve toglierlo

Mentre salgono (ancora) i ticket della sanità (ma una volta non avevamo un sistema sanitario pubblico e gratuito?), si stangano (da subito, non dalla prossima legislatura come per le ridicole riduzioni degli stipendi ai parlamentari) i pensionati (non certo quelli dalle pensioni d'oro) e si tagliano i fondi per i servizi ai cittadini (ma non si aboliscono le provincie), lui, il Berlusconi, ci ha provato ancora a inserire una legge che più ad personam non si potrebbe per evitare di pagare la maxi multa che la sua Fininvest dovrà pagare, se condannata anche in appello, per l'affare lodo Mondadori.
Questo è il governo che si meritano gli italiani che hanno creduto al Fanfulla di Arcore sempre più perso dietro ai suoi personalissimi interessi.
I 27 milioni di italiani che nell'ultima tornata elettorale hanno detto basta a lui e al suo governo di inetti - la maggioranza - non contano un cazzo. 
Certo è facile e redditizio mettere le mani nelle tasche dei pensionati a poco più di mille euro al mese. Ben più difficile tagliare stipendi e privilegi di ogni tipo alla casta. I privilegiati farebbero casino in mille modi e soprattutto non sarebbero più disponibili a fare tutto quello che vuole il Silvio (i politici alle sue dirette dipendenze) e a un benevolo atteggiamento alleati recalcitranti e opposizioni poco oppositive.
(Per inciso avete visto cosa ha fatto il pidi senza elle sulla proposta di abolizione delle province? Si è astenuto! Pazzesco. Questi dirigenti coglioni non hanno capito proprio una minchia del ritorno al voto di quegli italiani che potrebbero ridargli la maggioranza se dimostrassero il coraggio di non coprire chi dei loro ruba e compiere scelte sociali coraggiose) 
Però il tentativo di inserire alla chetichella nella manovra finanziaria un articolo che, magari, facesse risparmiare alla premiata ditta Berlusconi & figli milioni di euro questa volta è fallito miseramente. Il vento elettorale è cambiato e non si può annunciare gli ennesimi sacrifici, ovviamente per i non benestanti, e poi favorire così smaccatamente il presidente del consiglio, probabilmente il più ricco degli italiani.
Così il Berlusca ha fatto un passo indietro, ma è incazzato nero, perché quell'articolo eliminato, perdio, era sacrosanto!
Incazzato lui e tutti i suoi, poi, non solo per questo, ma perché non riescono a liberarsi dei vincoli europei e, nonostante gli sforzi, mandare definitivamente a fondo l'Italia. Eppure bisogna essere fiduciosi. L'hanno minata così a fondo che, vedrete, alla fine ce la faranno.
Loro no, loro, quelli che contano davvero, non ne soffriranno troppo. Hanno rubato e accumulato ricchezze spargendole per il mondo e se le godranno sempre, per generazioni. A pagare tutto, ben che vada, saremo sempre noi, i soliti poveri cristi che si arrabattano tra criminali mafiosi, criminali politici e criminali economici, spesso in combutta, più di una volta concomitanti nella stessa persona.
Qualunquista? Può darsi, ma non troppo lontano dalla realtà.

PS
Notizia dell'ultima ora.
Gaetano Quagliarello, vicepresidente dei senatori, con la tipica faccia di tolla che lo contraddistingue, ha dichiarato che sì, ci riproveranno ancora con il lodo Mondadori, presentando un disegno di legge per mettere al riparo i capitali del capo del governo.
I soldi del boss sono pur sempre i soldi del boss. Deve poterli spendere come vuole. Il modo l'abbiamo appurato ampiamente grazie alle intercettazioni telefoniche alle gentili signorine - e ai suoi amici di sempre da Lele Mora a Emilio Fede - che con lui s'accompagnano. Niente di penalmente rilevante, per carità!

2011-07-02

Il diploma la Gelmini deve averlo preso qui... e le è andata di lusso!


Maria Stella Gelmini ha voluto fare il suo amarcord sui tempi della licenza liceale. In una letterina zuccherosa al Giorno è tornata indietro coi ricordi fino alla prova d'italiano: «Ho scelto un tema su Fogazzaro, Palazzeschi e i crepuscolari». E ancora: «Argomenti che conoscevo bene».
Peccato che corresse l'anno 1992 e la traccia del tema ricordato con tanto affetto dalla Maria Stella riguardasse Corazzini e non Fogazzaro che con i crepuscolari c'entra come i cavoli a merenda. (Vedi Blog sempre un po' a disagio)
Un certa confusione mentale, povera Stella, che condivide con il governo del quale fa parte.

2011-07-01

Società della violenza. Protestano. Massacriamoli di botte. Suona. Ammazziamolo a pugni e calci



Atene. Polizia in azione.

Alberto Bonanni, musicista di 29 anni, è rimasto vittima di un violento pestaggio a Roma.
"Stavo passando di lì, ho dato solo du' pugni e me ne sono andato via. E che sarà mai..."
Così si è difeso Christian Perozzi, uno dei due ventenni accusati di averne provocato la morte.

2011-06-22

Pavia e 'ndrangheta - Il silenzio dei media sul maxiprocesso in Lombardia



Mi sembra buona cosa rilanciare sul mio blog l'appello di Giuseppe Catozzella, giornalista e scrittore

Maxi processo alla 'ndrangheta in Lombardia, stop al silenzio

Sono convinto sia profondamente sbagliato sottomettersi alla logica dell'audience che vuole sia la quantità di vendite a fare da amplificatore di una verità scritta nero su bianco. Solo se uno scrittore, un giornalista, un regista, un attore sono già arrivati a tantissima gente allora fa comodo ai grandi giornali o alle tv parlare di ciò che essi dicono nelle loro opere. 
No, ciò che un libro, un'inchiesta giornalistica, un documentario, uno spettacolo teatrale, anche solo un articolo di cronaca giudiziaria racconta sta prima di quanto ha venduto. Bisognerebbe considerare l'oggetto e non il consenso che ne deriva e in quale quantità.

L'11 maggio 2011 è partito il maxi processo alla 'ndrangheta in Lombardia, diviso tra rito abbreviato e rito ordinario (questo celebrato nell'aula bunker di via Ucelli di Nemi, a Ponte Lambro), sèguito delle maxi operazioni - Crimine e Infinito - di luglio 2010, in cui furono tratti in arresto più di 300 affiliati tra Lombardia e Calabria.
Un maxi processo di mafia è già di per se un evento che è necessario raccontare, far sapere ai cittadini. Un maxi processo di mafia al Nord, in Lombardia, il cuore economico del Paese, lo è ancora di più. 
Ma così non è stato, non se ne sono occupati i telegiornali, nemmeno i giornali nazionali.

Se si raccontano le modalità con cui la mafia più potente del mondo da sessant'anni governa in silenzio la regione più ricca d'Europa e quindi d'Italia, il motore di tutto il Paese, ciò che gli consente di stare dentro il G8 per esempio, se si racconta che gran parte dei capitali prodotti in Lombardia - e quindi una buona fetta del Pil italiano - è frutto di accordi con l'economia criminale, questo è quello che non si può dire, che deve rimanere taciuto. 
Se si raccontano i meccanismi con cui ciò avviene, i metodi, le strategie, le logiche del controllo del territorio, degli accordi con i politici locali, della partnership con gli imprenditori, il ruolo del commercio di cocaina nell'accumulo di liquidità che entra nelle casse delle imprese pulite, questo è proprio ciò che deve essere silenziato. Se si fa vedere il meccanismo che sta sotto la guaina di protezione e si racconta, si analizza, si mostra l'ingranaggio così com'è, perché tutti lo possano vedere nel luogo che guida la spinta economica dell'intero Paese, si deve essere messi al silenzio.

E invece solo questo è quello che andrebbe raccontato se si volessero comprendere le ragioni del sistematico crollo economico e morale italiano. Per comprendere lo stadio a cui siamo arrivati è necessario fare un passo indietro o un passo in dentro, e avere il coraggio di scovarne le ragioni. La grande floridezza dell'economia del nostro Paese è in gran parte sommersa, aiutata in questo dal tessuto imprenditoriale che è proprio del nostro territorio: un arcipelago di medie, piccole, piccolissime aziende. 300 miliardi di euro ogni anno vengono sottratti alle casse dello Stato tra fatturato mafioso (circa 130 miliardi) e corruzione ed evasione fiscale (i restanti 170 miliardi): dieci grandi finanziarie. 
Per troppo tempo si è voluto far finta di credere che la mafia - il primo Male italiano, la prima cosa che abbiamo esportato nel mondo e che contemporaneamente si mangia la fiducia nel futuro, alimentata dai concetti di merito, di premio per lo sforzo personale, unico vero motore economico - fosse confinata al Sud: se solo una parte del corpo è malata, allora si può guarire, allora il tutto è sano, non c'è da preoccuparsi. 
Le maxi operazioni in Lombardia e Piemonte, le grandi operazioni in Liguria, Emilia Romagna e Veneto gridano che così non è. E in Lombardia, già negli anni Novanta, ci sono state decine di maxiprocessi, con condanne per circa tremila affiliati di 'ndrangheta. Tutti nascosti sotto terra, insabbiati, per allontanare sempre più il giorno della consapevolezza, della resa dei conti.

Ma quel giorno è alle porte, è evidente a quasi tutti. Sembra essere alle porte il momento di scrivere sulle prime pagine dei giornali che l'Italia è malata. Che il germe della corruzione non è confinato in una precisa latitudine, ma che il modo più facile per creare capitale, quello illegale, ha da sempre tentato e fatto gola a un certo tipo di italiani, del Nord come del Sud. E che da sempre le nostre quattro mafie hanno fatto comodo al tessuto produttivo dell'intero Paese e alla maggior parte della classe politica, che è sempre sembrata fare di tutto per non combatterle. 
Dobbiamo avere il coraggio di dirlo, altrimenti - come sempre più spesso succede per i giornali - la realtà, i movimenti, i venti, non solo superano ma scalzano totalmente la comprensione, che resta azzoppata, monca, muta: stupidaUn Paese senza un'adeguata Ragione che lo rappresenta è cieco, guidato dagli istinti. È l'ora del coraggio, invece, della presa di coscienza.

Voglio fare un appello, soprattutto ai giovani, ma rivolto a tutti. Soprattutto a coloro che hanno deciso di "metterci la faccia", di raccontare con il proprio nome i meccanismi con cui agisce la mafia, con cui agisce la corruzione, nel nostro Paese, a quelli che hanno deciso di dedicare anni, tempo prezioso, alla comprensione e al racconto.
Scrittori, giornalisti, attori, giovani delle organizzazioni antimafia, magistrati, uomini delle forze dell'ordine, politici: mettiamoci insieme
Superiamo le minuscole logiche di appartenenza ai diversi gruppi editoriali, la difesa delle piccole o grandi notorietà, le personalizzazioni e uniamo invece le nostre voci, appoggiamoci, spalleggiamoci, diamoci forza reciproca. Facciamo vincere la verità. Costringiamo i grandi giornali e i telegiornali a occuparsi seriamente di quello che ormai non è più un'ipotesi, mettendo la firma insieme sotto la nostra consapevolezza:la completa compresenza dell'economia criminale e di quella legale sull'intero corpo della Penisola. Aiutiamo il vento che già si è levato ad andare nella giusta direzione, urliamo insieme che siamo per la legalità, per il rispetto delle intelligenze, dei meriti, del lavoro altrui, della Verità, e che siamo contro le arroganze, le prepotenze, l'annichilimento del talento e della fiducia nel futuro, siamo contro le logiche familistiche di spartizione della ricchezza e del lavoro. Gridiamo che siamo pronti per riprenderci finalmente il nostro Paese dove i Padri Costituenti l'hanno lasciato.

Gridiamo insieme. Questo è il momento. Gridiamo con forza la Verità. Firmiamo articoli che la raccontano. Facciamoci sentire. Guidiamo la consapevolezza. Ma tutti insieme, finché non saremo tutti gli italiani.
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