15.7.11

Tutti sul Trireme altroché Titanic

Tutti uguali. Le palle fruste del Giulio.
I privilegiati, la casta, continuano a godersela imperterriti. Tutti coloro che hanno fatto i soldi sulle spalle dei poveri cristi, mettendoli al sicuro in giro per il mondo, hanno un solido interesse a che nulla cambi. A che questo sistema politico-economico, totalmente perverso e in mano a bande di criminali in giacca e cravatta che tengono le redini della finanza, regga il più a lungo possibile.
Quando poi crollerà, nella merda ci finiranno quelli che con il loro lavoro, spesso poco gratificante, talvolta intollerabilmente duro e sempre malpagato, hanno remato una vita. I furbetti e furboni invece se la caveranno a buon mercato come sempre.
Chi sperava di tirare un sospiro di sollievo, almeno in vecchiaia, o continua a remare perché l'età per fermarsi si allontana sempre più, si ritrova depredato di almeno un migliaio d'euro in più l'anno. Ci si rifà sui ceti medio bassi perché per il governo è facile e redditizio infilargli le mani nel portafoglio (con ticket, mancati rimborsi e tasse indirette d'ogni specie) o addirittura riducendo alla fonte i redditi dovuti. Iniquo ed ignobile.
Oltremodo spregevole se si considera che in Italia il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale (dati Bankitalia).
Cosa si fa per ridurre questa divaricazione economica? Nulla, assolutamente nulla.
Un accorato Giulio Tremonti chiama l'opposizione a sostenere la manovra governativa con toni da ultima spiaggia, mentre fino all'altro ieri il suo boss corruttore di giudici ci assicurava che tutto andava per il meglio.
Non si aboliscono quella cosa inutile che sono le provincie, né si dimezzano i vergognosi stipendi dei parlamentari e le costose agevolazioni di ogni tipo di cui godono. Ben ci si guarda dall'eliminare gli sprechi per il funzionamento della macchina statale. Troppi interessi di chi "conta" verrebbero intaccati e la scusa meschina è che tutto questo non frutterebbe granché alle casse dello stato.
E la cosiddetta opposizione che fa? Traccheggia, si astiene, evapora.
Si fa complice di una ulteriore batosta a chi nell'ultima tornata elettorale ha osato mettere in dubbio non solo la legittimità del governo in carica, ma anche quella della "sinistra ufficiale".
Già, che potevano fare di diverso i suoi compromessi dirigenti? Sanno benissimo che questa nuova mazzolata ai ceti medio bassi non basterà e non sarà l'ultima. Sanno che neppure loro sarebbero in grado di raddrizzare una situazione ormai ingestibile perché non hanno voglia, capacità e coraggio di compiere scelte "alternative" e dunque ballano il loro macabro balletto sul ponte di comando del trireme che affonda.

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