2008-10-14

Oggi sbarcano gli alieni. Oddio cosa faranno le borse?

Secondo una profezia circolante nel web oggi è il grande giorno. Ci si prepara in America e in Cina.
Ma che c... faranno le borse dopo l'euforia per il grande rimbalzo?
Non essendo né economisti né profeti ben ci guardiamo dal fare previsioni.
Ci pensano per noi giornalisti preparati.
Michele Salvati sul Corriere fa Caute previsioni. Invece per Rampini, su La Repubblica, L'Europa ritrova la credibilità. Sono posizioni abbastanza divergenti.
Intanto ha "vinto" il Nobel per l'economia Paul Krugman, uno che sostiene: ''Il mio credo è che se un editoriale o un fondo non fanno decisamente arrabbiare un notevole numero di persone, l'autore ha sprecato lo spazio concesso''. Da sempre pesantemente critico nei confronti della politica economica ed estera dell'amministrazione Bush (quello stesso Bush del quale, secondo il nostro ineffabile Cavaliere, la storia dirà che "è stato un grande, grandissimo presidente"). Krugman da tempo sostiene l'impossibilità per un sistema di libero mercato di funzionare correttamente senza adeguati controlli. Su La Repubblica oggi un suo articolo: Gli errori di Washington.

2008-10-11

La politica è l’ombra gettata sulla società dal grande capitale

Copertina Internazionale 765/08

“La politica è l’ombra gettata sulla società dal grande capitale”, scriveva John Dewey, il più grande filosofo sociale americano del novecento, e tale resterà finché il potere sarà in mano al “business privato, attraverso il controllo privato delle banche, della terra e dell’industria, rafforzato dalla diretta influenza su giornali, agenzie di stampa e altri strumenti di pubblicità e propaganda”.
Noam Chomsky, Il popolo è sovrano e il mercato non vuole, Internazionale, 10 ottobre 2008

Dewey non era un marxista, ma un pragmatista il cui pensiero pedagogico è stato fondamentale per il rinnovamento della scuola (quel rinnovamento che si cerca di gettare alle ortiche).
Oggi che il mondo è tornato ad un irrazionalismo pieno di certezze, dove il fondamentalismo delle religioni va a braccetto con il più sfrenato liberismo economico (e i frutti stiamo incominciando ad assaporarli ora), sarebbe opportuno ricordarsi come la storia, pur non ripetendosi mai uguale a sé stessa, torni ciclicamente a riproporci scenari simili.
Il pragmatismo è inviso ai ceti dirigenti quasi quanto il marxismo.
Nel 1929, deprecando la perversione dell'ideale individualista nella semplice conformità alle pratiche di una "cultura del denaro", John Dewey distingueva l'individualismo possessivo da quello democratico per riferire a quest'ultimo la peculiarità positiva del suo popolo, il "fattore spirituale della nostra tradizione" grazie al quale sarebbe stato possibile trovare le risorse morali per imprimere alla democrazia un diverso corso.
Il suo individualismo democratico è una cultura che ha al centro la "sovranità del cittadino".
Il '29 non è citato a caso. È l’anno della grande crisi economica paragonata spesso, a torto o a ragione, all'attuale.
Ma noi italiani abbiamo le banche più virtuose del mondo e un presidente del consiglio che, sulla sua parola, ci rassicura circa il nostro futuro, consigliandoci anche quali investimenti fare. Il Cavaliere è l'ombra del ridicolo gettata sulle istituzioni dal crasso palcoscenico del Bagaglino.

2008-10-05

A futura memoria "Balla a Balla" (dal blog Corrias Gomez Travaglio)

Vespa, aspirante Ghedini, dice che “su 26 processi, 4 sono in corso, 4 sono finiti in prescrizione e 18 in assoluzione”. Tutti “successivi alla discesa in campo”. Parla di appena “4 leggi ad personam”. E sostiene che, per le tangenti alla Guardia di Finanza, “Berlusconi è stato assolto con formula piena”, mentre “il caso di Lentini al Milan era analogo a quello di Dino Baggio alla Juve, ma Agnelli non fu nemmeno chiamato a testimoniare, mentre Berlusconi fu condannato”. Cinque balle in cinque frasi.
1) Le leggi ad personam sono 16: decreto Biondi, Tremonti, rogatorie, falso in bilancio, Cirami, Maccanico-Schifani, ex-Cirielli, Gasparri, salva-Rete4, Frattini, condoni fiscale e ambientale, Pecorella, bloccaprocessi, Alfano, prossimamente intercettazioni.
2) Prima della discesa in campo, Berlusconi era già stato indagato nel 1983 (poi archiviato) per traffico di droga e imputato nel 1989 per falsa testimonianza sulla P2 (colpevole, ma salvo grazie all’amnistia del 1990); nel 1992-93 vari manager del suo gruppo erano sott’inchiesta per i fondi neri di Publitalia e del Milan, tangenti a Dc, Psi e Cariplo. Come scrive il gip bresciano Carlo Bianchetti nel 2001, archiviando le denunce berlusconiane contro il pool di Milano: “L’impegno politico del denunciante e le indagini ai suoi danni non si pongono in rapporto di causa ed effetto; la prosecuzione di indagini già iniziate e l’avvio di ulteriori indagini collegate in nessun modo possono connotarsi come attività giudiziaria originata dalla volontà di sanzionare il sopravvenuto impegno politico dell’indagato”. Anzi, è probabile che sia sceso in campo per salvarsi dalle inchieste già aperte sul suo gruppo, prevedendo che sarebbero giunte fino a lui.
3) I processi al Cavaliere non sono 26, ma 15: 5 in corso (corruzione Saccà, corruzione senatori, corruzione giudiziaria Mills, fondi neri Mediaset, Telecinco in Spagna) e 10 già conclusi, più varie indagini archiviate (6 per mafia e riciclaggio, 2 per le stragi mafiose del 1992-’93, ecc.).

Nei 10 processi già chiusi, le assoluzioni nel merito sono solo 3: 2 con formula dubitativa (comma 2 art.530) per i fondi neri Medusa e le tangenti alla Finanza (“insufficienza probatoria”), 1 con formula piena per il caso Sme-Ariosto/1. Altre 2 assoluzioni - All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2 - recano la formula “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”: l’imputato se l’è depenalizzato (falso in bilancio). Per il resto: 2 amnistie per la falsa testimonianza sulla P2 e un falso in bilancio sui terreni di Macherio; e 5 prescrizioni, grazie alle attenuanti generiche, che si concedono ai colpevoli, non agli innocenti: All Iberian/1 (finanziamento illecito a Craxi), caso Lentini (falso in bilancio con prescrizione dimezzata dalla riforma Berlusconi), bilanci Fininvest 1988-’92 (idem come sopra), 1500 miliardi di fondi neri nel consolidato Fininvest (come sopra), Mondadori (corruzione giudiziaria del giudice Metta tramite Previti, entrambi condannati).

4) Dunque, per le mazzette alla Finanza, niente formula piena, ma insufficienza di prove.
5) Il caso Lentini non era affatto analogo al caso Baggio: Lentini fu pagato dal Milan con fondi neri extrabilancio (reato), Baggio con una donazione personale di Agnelli (non reato). E comunque, per Lentini, Berlusconi non è mai stato “condannato”. Ora non vorremmo che l’imparziale insetto dovesse risponderne all’Authority o, Dio non voglia, scusarsi in diretta. Ma non c’è pericolo: in tv deve scusarsi chi dice la verità, non chi racconta balle. Emilio Vespa è in una botte di ferro.

Se qualcuno sostiene "sono stato sempre assolto", sempre meglio controllare "come" - gli aggiornamenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

2008-10-03

Bongo Bongo Bongo

Civilization


Mazzate!
Botte da orbi. Picchiano tutti come fabbri. Vigili urbani, ragazzini di borgata, padri e figli, fratelli, naziskin e camorristi curvaroli. Per dargliele al "negro di merda" (o al muso giallo poco importa) si ricompatta l'unità familiare e l'appartenenza etnica.
Per carità! Siamo mica razzisti noi. Sei tu un comunista di merda!
Botte da dio per tutti. Siamo un popolo equanime. Dagli alla puttana, all'ebreo, al culattone, al rumeno e al cingalese. Non servono parole.
Ogni tanto ci scappa il morto. 'mbeh? Ne muoiono tanti! Sul lavoro, negli incidenti stradali... uno più uno meno... C'abbiamo il primato noi!
Cronaca odierna: Roma, cinese pestato da 7 ragazzi: "Nun ce ne frega niente"; Milano,ambulante senegalese picchiato al mercato; Treviso, il vicesindaco leghista indagato per istigazione all'odio razziale: "...che vadano a pisciare nelle loro moschee!"; Milano, maestra rivolta alla madre di un bambino adottivo di colore: "Signora, lo riporti nella Jungla!"
È la civilizzazione bello.
"That civilization is a thing for me to see
(Questa civilizzazione è fatta proprio per me si vede)
So bongo, bongo, bongo, I don't wanna leave the Congo, oh no no no no no
(Stando così le cose bongo bongo bongo non voglio lasciare il Congo, no no no)
Bingo, bangle, bungle, I'm so happy in the jungle, I refuse to go
(Bingo, bangle, bungle, sono felice nella jungla, rifiuto di andarmene)"

2008-10-01

Mississippi Burning tra il Reno e il Po

Sette agenti della polizia municipale di Parma l'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro".


Dopo la prostituta ora è la volta di uno studente scambiato per un pusher. Un po' recidivi questi agenti municipali di Parma. Ma tranquilli: in Italia il razzismo non esiste.


2008-09-30

Buio profondo. C'era una volta in America

Borse sulle montagne russe. Giù di sette su di cinque punti da un giorno all'altro. De profundis per il mercato. Sotto accusa l'iper liberismo osannato fino a ieri. Almeno settecento miliardi di euro dei contribuenti americani per salvare le banche - ma non si trovano pochi miliardi di dollari per salvare dalla fame milioni di bambini nel mondo.
E adesso tutti lì a scongiurare che il parco buoi, le vacche da mungere, i piccoli risparmiatori insomma, non si lascino prendere dal panico. Tutti lì a rassicurarli che in Italia non corriamo troppi rischi perché le nostre banche sono poco inclini a investire a rischio (i rischi li scaricano sui clienti!). Ma in realtà nessuno sa cosa succederà davvero.

2008-09-26

Educazione sessuale? No grazie!

I giovani italiani sono un mezzo disastro. La metà ritiene l'educazione sessuale "inutile" e per due su tre la protezione nei confronti di gravidanze indesiderate è compito "di lei". Sono alcuni dei risultati di un sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, la SIGO, presentati oggi a Londra, in occasione della giornata mondiale della contraccezione che si celebra il 26 settembre.

Che i ragazzi italiani non fossero tra i più svegli lo sospettavamo da tempo. Non è tutta colpa loro però. Quindici anni di Cavalier Braghettoni & C. avrebbero segnato chiunque. Figurarsi noi italiani con alle spalle gli anni 80 della Milano da bere e una chiesa alla quale assegniamo l'8 per mille dei nostri redditi di default! La gradita sorpresa è che, nonostante tutto, se ne salva un terzo. E vai!

Alitalia: sceneggiata all'italiana

Ci avrei scommesso! Voi no? Troppi gli ingorghi di interessi in gioco. (Ne avevo già scritto nel post Alitalia, Colaninno, Telecom, Tronchetti Provera, Geronzi... Pay Me, Pay Me, Pay Me my money down e non c'è nulla da aggiungere).
Epifani dovrebbe dimettersi... se non fosse anche lui come gli altri, ma in tal caso non sarebbe a capo della CGIL.
Resta il fatto che a pagare il papocchio saremo noi italiani, non certo il Cav, titolare dei più grandi conflitti d'interesse del mondo, che si depura nei centri-benessere di Mességué.

Chi cerca ulteriori informazioni sulla credibilità di due degli attori in campo vada a leggersi Primo tempo libro intervista di Roberto Colaninno con Rinaldo Gianola. Tra l'altro a un certo punto si parla di un articolo di Lerner su Repubblica. In un incontro con l'allora presidente del consiglio D'Alema - mai smentito - Bernabè, ai tempi come oggi amministratore delegato di Telecom (dopo il disarcionamento ad opera di Colaninno e la spolpante gestione Provera) disse: "Saranno centinaia di migliaia, domani, gli italiani che correranno a comprare in Borsa i titoli del grande affare che tu, D’Alema, hai magnificato. Un errore catastrofico. Dopo il boom, puntuale, verrà il crollo. La conquista di Telecom da parte di Olivetti si rivelerà per quello che è, una bolla di sapone. Le banche d’affari ci avranno guadagnato un mucchio di soldi, ma sul terreno resteranno migliaia di cadaveri. Tutti sul conto del governo di sinistra, colpevole di aver sponsorizzato un’operazione inconsistente, senza uguali dai tempi di Sindona." In effetti Olivetti, in pratica, non esiste più e la Telecom allora arraffata da Colaninno - magari con ottime intenzioni - sappiamo che fine a fatto.
In quanto a Toto, che porta in dote all'Alitalia i debiti Air One, è di oggi una sua lettera al Sole 24 ore nella quale sostiene che la sua è un'azienda sana. Gli risponde il direttore De Bortoli, non certo un pericoloso comunista, che basta leggere il bilancio per vedere una perdita, nel 2007, di 32,66 milioni di euro e un indebitamento per complessivi 896 milioni [sic!].

2008-09-23

Scuole elementari: grembiulini made in Pavia

Maestro unico, grembiule unico, pensiero unico. Finalmente un po’ di sano egualitarismo. Era ora che qualcuno ci pensasse seriamente. Dobbiamo essere grati, in sede nazionale, all’avvocatessa lombardo-calabra Maria Stella Gelmini, ministro dell’istruzione e, in sede locale, all’assessore provinciale della Lega, Angelo Ciocca (per fortuna, dopo gli spot elettorali, il Cavaliere, impegnato ad evitare che qualche “toga rossa” gli condanni Mills, l'uomo da seicentomila dollari, non ci pensa proprio ad abolire quella benefica istituzione per i funzionati di partito che sono le provincie). Il Ciocca dunque, preoccupato dalla mancanza d’uguaglianza allignante nelle italiche scuole, ha avuto una geniale pensata. Grembiulini uguali, e a prezzo politico, per gli alunni della provincia di Pavia. Cos’è tutto questo disordine? Come si può permettere alle maestre di decidere se adottare o meno il grembiulino o, addirittura, sceglierne fattura e colori. È o non è l’Italia in generale, e la Lombardia in particolare, capitale mondiale della moda? Sono o non sono superiori a tutti, i nostri stilisti? Si scateni la fantasia, senza però dimenticare quanto è bello il verde delle nostre valli, gialla la polenta e lucente l’armatura d’Alberto di Giussano. Si faccia un concorso e vinca il migliore. Qual è quel genitore che non sarà ben felice di sborsare almeno dieci euro per un grembiule firmato da uno stilista? Un vero affare! L’assessore calcola una commessa superiore a ventimila grembiulini. Un business da far gola a chiunque. Dieci euro a grembiulino, per i meno abbienti, fanno, minimo, duecentomila euro. Poi tutti ‘sti grembiuli, in tessuto da non stirare per andare incontro alle esigenze materne, li facciamo confezionare alle industrie tessili della Lomellina - in sofferenza per quei cinesi più invadenti delle zanzare - o, meglio ancora, all’Arsenale pavese, 22° stabilimento Genio Militare. Tutti in fila per tre. Serrare le righe. Avanti marsc! Destr-sinistr, destr-sinistr, destr-destr-destr…

2008-09-21

Alitalia, Colaninno, Telecom, Tronchetti Provera, Geronzi... Pay Me, Pay Me, Pay Me my money down



Dice il sindacalista (?) Bonanni (poco dignitosamente):
"Basterebbe una telefonata di Epifani a Colanninno"
Già, Roberto Colaninno!
Quello che come amministratore delegato Olivetti dichiarava, nel maggio 1997, l'obiettivo di raggiungere il pareggio... entro la fine dell'anno. E una volta ripristinata la credibilità finanziaria e industriale del gruppo di Ivrea...
Che fine ha fatto l'Olivetti che nell'1985 con l'M24 era prima produttrice di computer in Europa e seconda nel mondo?
Disciolta nella Telecom come in un acido.
Colaninno, quello dell'operazione di acquisizione della Telecom appunto (oggi controllata dalla spagnola Telefònica), confortato, ai tempi, da D'Alema. Telecom poi finita, prima d'emigrare in Spagna, nelle mani di Tronchetti Provera (sempre usando soldi nostri maneggiati dalle banche, mentre ai furboni del quartierone vanno i profitti).
Colaninno, quello condannato a quattro anni e un mese per il crack Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006 e interdetto dai pubblici uffici per 5 anni - pene condonate grazie alla legge sull'indulto. Condanna condivisa con il grande banchiere Cesare Geronzi (indagato anche, a più riprese, per frode fiscale, estorsione, falso in bilancio, responsabile diretto del crack MMP e coinvolto in quello Cirio e Parmalat - tutte vicende costate un sacco di soldi agli italiani).
Tuttavia Colaninno è capocordata Alitalia e Geronzi è tranquillamente alla presidenza di Mediobanca - candidato vice presidente Tronchetti Provera - nel cui consiglio d'amministrazione è entrata trionfalmente Marina, figlia di... ma si sempre lui, il Cav, il signor B. che detiene, anche di questa banca, una bella fettina.
E il cerchio si chiude. Colaninno, Tronchetti, Geronzi... verrebbe una facile rima che evitiamo sia per buon gusto, sia perché la lista non si ferma qui. Collegato a questi signori c'è tutto il Gota finanziario-politico-industriale italiano. I furboni del quartierone appunto, non i furbetti del quartierino.
Nota finale: quelle scritte non sono invenzioni di un blogghista pazzo, bensì cose verificabili che qualsiasi giornalista mediamente informato conosce, ma che spesso dimentica.

2008-09-19

Alitalia. Dialogo tra leghisti al bar

La lega vöra no. L'ha dit ier sira la lü. Il Bossi non vuole. Son tutti dipendenti di Roma e del Lassio. Chi möran…
La lega non vuole [salvare Alitalia]. Lo ha detto ieri sera quello là [qualcuno del partito durante una riunione]. Che muoiano…
Chissà se è una interpretazione giusta, però è credibile. Ci tiene di più il cavaliere a tenere in vita Alitalia, con i nostri soldi, regalando la parte buona a Colaninno e soci per lasciare a noi i debiti . Gli brucerebbe troppo non potersi far bello del "salvataggio", dopo che, insieme a quel bel tomo del Bonanni, ha mandato a culo il più vantaggioso accordo con i francesi.
Forse hanno ragione i lavoratori che ieri esultavano alla rottura delle trattative. "Meglio falliti che in mano a dei banditi". Ma la strategia di lasciarli a bagnomaria in attesa di una nuova Epifania alla fine magari paga e ancora una volta l'avrà vinta il signor B.
Si continua a volare... appesi a un filo. Fino a quando?

2008-09-16

Da lei mi lascerei davvero toccare...

Giannelli, corriere.it

Così quell'oca della Vezzali al Cav. Braghettoni mentre il "Dottor Fede" (Ma non è Vespa? Fa lo stesso!) gongola felice. Pura vaudville, senza alcuna relazione con l'informazione (quando mai a Porta a porta!?). Intanto il Cavaliere, con una incoronata miss Italia alla destra, gigioneggia tronfio. È lo stile del nostro presidente del consiglio, ben conosciuto e - secondo lui - apprezzato nel mondo.
Tutto ciò mentre l'economia internazionale è al tracollo, si ammazzano negri peggio dei cani (ma anche bianchi, ricordate Verona?), si bruciano Rom, si sprangano culattoni, si distrugge senza ritegno quel poco che resta della scuola e si vuol far credere ai poveri allocchi di italiani, che intanto si bevono qualsiasi cosa, di rimettere in volo la flotta di bandiera regalando quel poco restante di buono a Marcegaglia & C. e lasciando sul gobbo degli italici allocchi di cui sopra gli stratosferici debiti di Alitalia, per di più con l'aggiunta di quelli di Air One. Bah!

2008-09-11

Primi in Europa per telefonini e televisioni... e abbiamo anche una squadra di club campione del mondo, la mia!

Questa la rivendicazione dell'ineffabile cavalier B a Londra davanti al primo ministro britannico Gordon Brown. Una volitiva risposta ai giornalisti che gli ricordavano la stagnazione economica nella quale è impantanata l'Italia, ultima per crescita in Europa. "Sono alla guida di un paese solido e ottimista" ha proseguito dimentico del fatto di essere presidente non solo di una squadra di calcio, ma anche della nazione prima in Europa per morti in incidenti sul lavoro e incidenti stradali. Poi ha riso soddisfatto mostrando orgoglioso la dentatura da caimano sotto il parrucchino incatramato.
Forse qualcuno dovrebbe ricordargli che avere più telefonini e televisioni non è esattamente un indice di civiltà specie se si considera che un terzo degli italiani non è in grado di leggere e comprendere il significato di un semplice testo scritto ed un altro terzo rischia l'analfabetismo di ritorno.

2008-08-31

E se la sorella della Santanchè diventasse vicepresidente degli Stati Uniti?

"I media vestono la notizia di rosa, buona mamma di famiglia.
Peccato che è una che passa il tempo a sparare con i mitra, indottrinare i figli alla guerra santa (cosa che nessuno dice e che è una lobbysta ebrea), sogna di uccidere quelli che gli stanno antipatici, razzista e guerrafondaia.
Un nuovo corso americano???? Con lei certamente il mondo non va certo a migliorare."
lombardia.indymedia

L'italiano del commento non è il migliore possibile, né mi piace quel "tutela interessi ebrei" (anche se la sostanza può essere quella). Così l'ho tratta da Indymedia.
La foto invece è interessante. Non vi ricorda qualcuna? Che so? La Santanchè. Eh! Eh! Eh!
Stesso cipiglio, simile mentalità... saranno mica sorelle?
Il fatto è che questa potrebbe diventare la vice dell'uomo più potente, e pericoloso, del mondo. Quel bel tomo di McCain, impresentabile candidato repubblicano, che la guerra dei Roses per la conquista della candidatura in casa democatica porterà alla presidenza. Parteggiamo per Obama, ovviamente, perchè nero. Un negro alla Casa Bianca. Toppo bello per essere vero. Magari poi arriverà anche un Papa nero (ricordate i Pitura Freska? Sarà vero? Dopo Miss Italia aver un Papa nero?)
Non che Obama faccia tremare le vene dei polsi per le novità enunciate. Del resto non si arriva lì, né in America, né altrove, se non si è ben inseriti nel sistema dominante. È la bella copia, di Veltroni, l'originale di tutta una serie di banali buone intenzioni che dovrebbero essere regola sottintesa di ogni governante in democrazia. Invece... Uolter (il Walter nazionale), imitandone lo stile, ha miseramente perso. Barack, liberal assai moderato, rischia la stessa sorte malgrado il tifo dei sostenitori. Come da noi anche negli Usa il peggio del peggio riesce quasi sempre ad avere la meglio. Bush, ricorrendo anche alla frode elettorale, sconfisse Al Gore regalando agli americani otto dei peggiori anni della loro vita. Grazie alla propensione tipicamente umana di perseverare negli errori, Sarah "Barracuda", come viene affettuosamente soprannominata la vice di McCain, ha buone probabilità di salire ai vertici della politica statunitense.

2008-08-30

...e la chiaman riforma, 'sta riforma, demodé


Strano ministero quello dell'istruzione. Va a finirci quasi sempre qualcuno che di scuola non ne sa una mazza. Moratti (Brichetto Letizia) laurea in Scienze Politiche, collaboratrice di Murdoch (il tycoon internazionale di stampa e tv). Fioroni, dottor Giuseppe, medico, ma in realtà scout, sindaco di Viterbo a trent'anni, uomo d'apparato di stampo democristiano a tutto tondo. Ora questa Mariastella Gelmini, bresciana, con laurea in giurisprudenza ed esame per l'esercizio della professione, svolto a Reggio Calabria.
Il Cavaliere, che nella miglior tradizione caligolesca può far senatori anche i suoi cavalli - oltre ai suoi avvocati - non ha esitato a farla ministro. Fulminante carriera per una appena trentacinquenne. E poi dicono che i giovani non trovano lavoro!
Verò è che poco importa se un ministro non sa nulla di quello che amministra. A farlo ci pensano i burocrati di palazzo, passati indenni da una maggioranza all'altra, specialisti nell'arte di cambiare tutto perché nulla cambi. Infatti la scuola media superiore, tra sussurri e grida, resta ferma alla riforma Gentile, piaccia o non piaccia, ed è lo sfacelo di impostazione pedagogica e programmi che è (ferma restando la bravura di pochi, ottimi insegnanti). D'eccellenza invece era, per internazionale riconoscimento, la scuola elementare che, con il tempo pieno e il rinnovo dei programmi, una vera riforma l'aveva avuta. Poi i picconatori di destra e di sinistra a poco a poco l'hanno sgretolata a partire dalle fantasiose ipotesi del 2x3 (due docenti per tre classi) e 3x4 (tre docenti per quattro classi). Gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo, per gli altri sarebbe lungo e noioso spiegarlo. Basti sapere che il tempo pieno è stato abolito non solo nella sostanza, ma anche nella forma. Se nelle elementari - almeno qui da noi - resiste una parvenza di tempo prolungato è solo grazie all'impegno degli insegnanti che si sbattono, per compiacere le famiglie, a conservare modelli ormai svuotati dalle originali motivazioni.
Insomma: di riforme la scuola ne ha viste pochine anche perché ha una sua fisica resistenza istituzionale che le permette di procedere con moto inerziale, strafottendosene dei cambiamenti, accelerazioni o decelerazioni che siano. Così possono convivere nello stesso insieme scolastico enclavi ottocentesche e punte di sperimentazione avanzata senza reciprocamente disturbarsi.
Il pachiderma, nel complesso, procede adagino perdendo sempre più il contatto con la società della quale dovrebbe essere "funzione educante". Un ruolo importante ormai definitivamente perduto.
Dunque una riforma che punta a ristabilire il principio d'autorità con voti in cifre (voto in condotta incluso), esami a non finire (compresi quelli di riparazione), bocciature, grembiulini, maestro unico e chi più ne ha ne metta per un bel salto nel passato, fa solo ridere. Non soltanto per l'inaudito coraggio di chiamarla riforma, ma proprio per la totale assenza di presupposti culturali. Chiunque abbia qualche conoscenza pedagogica sa come non siano questi gli elementi sui quali si fonda la credibilità di un sistema educativo. Purtroppo la pedagogia, così come la scienza e la tecnologia, sono sempre state le grandi assenti della nostra scuola. A lungo si è potuto diventare insegnanti senza alcuna competenza psico-pedagogica e anche questo forse è uno dei motivi per i quali viviamo in una nazione dove i lettori sono meno di un terzo della popolazione. Per un italiano in grado di leggere comprendendo il significato di quanto va compitando ce ne sono due dei quali uno è analfabeta e l'altro rischia di ridiventarlo. Tragico. In queste condizioni parlare di riforma nei termini in cui si parla ha della burla.

2008-08-19

The Dark Side

Stile libero Big
Einaudi
pp. 528
€ 16,50
ISBN 8806183206

James Ellroy, Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli, James Crumley, Giovanni Arduino, Jeffery W. Deaver, Piero Colaprico, James Grady, Giancarlo De Cataldo, James W. Hall, Stephen King, Giampiero Rigosi, Ed McBain, Flavio Soriga, Ian Rankin, Simona Vinci, Robert Silverberg, Wu Ming, F. X. Toole

a cura di Roberto Santachiara

Crime fiction di autori italiani e americani messi insieme per Einaudi, stile libero.

Roberto Santachiara, agente letterario pavese, raccoglie, in un unico libro, il lato oscuro di 19 scrittori di cui otto, più il collettivo Wu Ming, italiani.
Gli stranieri sono tra i più quotati del genere: Crumley, Deaver, Ellroy (presente con un rendiconto delle sue giovanili sregolatezze), Grady, Hall, King, McBain, Rankin, Silverberg (autore di fantascienza), Toole.
Poco oltre la metà del libro Stephen King con Il sogno di Harwey da ragione, meglio di ogni altro, del titolo. In tredici paginette tratteggia una situazione, personaggi, paesaggi, atmosfere. Evoca senza nulla dire. Sei tu lettore, lupus in fabula, a riempire i vuoti, proprio come deve essere, affondando in paure irrazionali. Non a caso produce best seller.
Arduino, Baldini, Colaprico, De Cataldo, Lucarelli, Rigosi, Soriga, Vinci, Wu Ming producono testi disuguali. Eccellente Lucarelli, piacevoli i Wu Ming, gli altri così così, a parte le buone scritture di Baldini e Rigosi. Decisamente più incisivi gli stranieri. Hanno mestiere e si sente.
Se il ricordo è un metro di giudizio, questa antologia non supera la prova. La maggior parte dei racconti si perde quasi subito nella memoria. Ciò nonostante la lettura è, nel complesso, gradevole.

2008-08-18

Vietato non vietare. Elenco della spesa degli italici divieti

Decoro, decenza, sicurezza! In loro nome sindaci-sceriffi, tanto creativi quanto sadici, inventano divieti a raffica. L’intento è banale: far cassa, sostituendo con multe salate (si va dai cinquanta ai cinquecento euro a botta e anche più) l’abolita tassa sulla casa. Saranno felici i loro elettori, morti viventi in città sempre più morte? Legisti e fascisti assicurano di sì, ma persino quei bacchettoni d’inglesi s’indignano (The Indipendent).
Non si può andare a puttane (non tanto per il fatto in sé ma per l’intralcio della circolazione) e neppure vendere alcunché. Anche rovistare nei rifiuti in cerca di cibo o chiedere l’elemosina (sia pure nella terra natia di San Francesco, il mendico più famoso d’Italia) è proibito. Nulla di particolarmente nuovo.
Banditi i nudisti. Vietato spogliarsi in ogni forma e farsi massaggiare sui litorali, giocare (pure costruire castelli di sabbia!), fare il bagno di notte e di mattina presto, correre a tuffarsi in mare, fumare e consumere cibo in spiaggia o per strada, passeggiare con una bottiglia di birra in mano, dare briciole ai piccioni, andare in giro in costume, indossare zoccoli per strada, sedersi sui gradini, sedersi in tre su una panchina (e sdraiarsi o appoggiare i piedi sulla stessa), leggere distesi sull’erba, entrare nei parchi in più di due, baciarsi in auto, posteggiare i camper e, ovviamente, danneggiare i cartelli di divieto.
Insomma se si vuol mangiare e bere bisogna sederi ai tavoli di bar e ristoranti dove esercenti ladri estorcono dieci euro per un panino, cinque per un bicchiere d’acqua, o per l’abuso tutto italico del “coperto”, e via spendendo.
Qualcuno poi ha il coraggio di chiedersi come mai si va sempre meno in vacanza, calano gli stranieri e gli italiani che possono preferiscono andare all’estero!

2008-08-12

Quei pericolosi criptocomunisti sessantottini di Famiglia Cristiana

Prostituta in camera di sicurezza a Parma

Così gli ineffabili Tontolone Gasparri e Mefistofele La Russa definiscono i paolini di Famiglia Cristiana che hanno osato criticare il governo con toni un po' più sostenuti dell'inesistente opposizione e dei giornalisti tv, sempre prostratamente ossequiosi al cavalier Braghettoni (alias cavalier Ramazza quando da "presidente operaio" si trasforma in "presidente spazzino" nelle vie di Napoli).
Cosa dicono questi pericolosi rivoluzionari al soldo del Vaticano?
Cose che tutti sanno o dovrebbero sapere: che quello della sicurezza è un finto problema, che La Russa e Maroni giocano ai soldatini, che quando è al potere la destra i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono, che il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni, che la "creatività" dei sindaci sceriffi crea più problemi di quanti ne risolva, che la prostituzione e la povertà non si combattono colpendo poveri e prostitute [è di oggi la foto shock della prostituta nigeriana abbandonata come un cane in una camera di sicurezza della polizia municipale a Parma, dopo un retata, alla faccia del paese sostenitore dei diritti umani!]
Insomma: "un paese da marciapiede".
Se ne avete voglia andatevi a leggere l'editoriale per intero su articoliscelti o su famiglia cristiana online .

2008-08-11

30 secondi 7 morti. Fiction e realtà


Quante volte abbiamo visto cose simili nei film? Qui però c'erano persone vere.
Emblematico, questo video, della precarietà del nostro vivere.
La televisione, servizio pubblico, non ha perso l'occasione per sottolineare come gli autisti dei Tir - anch'essi morti - fossero stranieri (un polacco e un algerino, credo) e come siano loro protagonisti di gran parte degli incidenti (dato tutto da dimostrare). Un modo come un altro per fomentare insicurezza e razzismo.

2008-08-08

La solitudine dei numeri primi


Volendo si può sfogliare qui il primo capitolo

Storia di sue solitudini vicine, vicine. Impietoso ritratto di una consistente frangia di trentenni.

"Le sue cicatrici erano nascoste e al sicuro dentro la mano di lei."
"Sua moglie stava scomparendo dalla vita come un alone bagnato che si asciuga su una maglia e, insieme a lei, il filo che ancora lo connetteva a sua figlia si stava allentando, già raschiava per terra, lasciandola libera di decidere per sé."
"...con addosso l'abitino azzurro, la cui scollatura sulla pelle chiara sembrava un sorriso di soddisfazione."
"...ci si era attaccata con l'ostinazione con cui ci si attacca soltanto alle cose che fanno male."
"colmare le mancanze scavate dal tempo."
"Il buio si era preso tutto il cielo, a parte una striscia sottile che correva lungo l'orizzonte e non serviva a nulla."
È un modo di scrivere un po’ così. Può piacere, ma rivelare, a tratti, il sapore, non sempre gradevole, della “scuola di scrittura”. Detto questo il libro, prepotentemente imposto all’attenzione collettiva da un sapiente battage pubblicitario, passato per il premio Campiello opera prima e concluso dal premio Strega, merita. L’impianto narrativo regge bene, la lettura risulta veloce ed avvincente, la prosa, a parte qualche ridondanza qua e là, è piana senza necessariamente essere sciatta. Ottima opera prima, di quelle che riescono rotonde rotonde, quasi perfette e difficilmente eguagliabili.

2008-08-06

La verità svelata dal tempo e il cavalier Braghettoni

Ronaldinho, non è il putto impegnato nella rovesciata con la tetta svelata, ma il pedator cortese portato a Milano dal cavalier Braghettoni per la modica somma, tra una balla e l'altra, di una cinquantina di milioni d'euro - alla facciazza dei rompicoglioni piagnucolanti della "quarta settimana". Darà, si spera, le sue soddisfazioni allo zio Fester e ai suoi adoratori di ragazzotti in mutande, inseguitori di palloni.
Mutande, braghe... Il nome del Daniele da Volterra che ha velato la verità svelata di tiepolesca mano non lo si conosce. Genericamente i "tecnici" del cavalier Braghettoni volevano evitarsi di offendere la sensibilità dei telespettatori intenti alla celestial visione del presidente del consiglio... Ma come? Il cav. Braghettoni ha fatto le sue fortune invadendo i teleschermi di pance, tette e culi ed ora si preoccupa per un seno ignudo?
Il risibile incidente è allegorico. Allegorico come il quadro in questione probabilmente scelto soltanto per il molto azzurro di sfondo.

Chissà quando alla gens italica si squarcerà il velo sulla grande farsa che dura ormai da una quindicina d'anni.
Per il momento Mefistofele La Russa riesce ancora a far credere ai più che saranno maggiormente sicuri grazie a qualche militare affiancato alle "forze dell'ordine". I nostri bravi ragazzi! Almeno fino a quando non martellano come fabbri nelle varie caserme Diaz.
Inutile star lì. Ci sono cose che fanno immagine e il cav. Braghettoni non se le lascia scappare. Ronaldinho ai suoi tifosi, la rumenta sotto il tappeto a Napoli, il pugno di ferro contro gli statali fannulloni, i militari nelle strade, i sindaci superman (e woman). Applausi. Così si fa! Mica come mortadella Prodi. Il fatto è che neppure quelle aquile domestiche che sono le nostre grandi firme giornalistiche sembrano accorgersi del fumo negli occhi. Bravo te, loro ci sguazzano! Vivrebbero da re anche se il mese fosse di 12 settimane, loro.
Peccato che in fatto di insicurezza siamo primi in Europa per morti sul lavoro e in incidenti stradali, non certo per omicidi e rapine (dati Censis).
Vado un attimo a vomitare, poi torno.

Boicottaggio delle Olimpiadi

2008-07-26

Nausea quotidiana

Soldati nelle strade, schedatura bambini rom, emergenza immigrati estesa a tutt'Italia. Come giustifica Maroni le leggi di ferro? Lo facevano anche gli altri! Già, questo è il problema, fanno tutti le stesse cose in materia di ordine pubblico e diritti civili come per le questioni economiche o i conti all'estero. Proprio l'incapacità a differenziarsi è la ragione principale dell'estinzione della sinistra. Napolitano ne è da sempre un bell'esempio.
Sembra qualunquismo, ma è solo nausea per quanto accade ogni giorno in questa Italia alla bancarotta, fanalino di coda e vigilata speciale dell'Europa. Man mano si perde anche la voglia di leggere la cacca accumulata dai giornali o, peggio, di documentarsi.
Per gli amanti delle lunghe analisi un po' pallose - e per fortuna che ci sono! - ecco un link sull'affaire Telecom e ruolo della stampa libera di D'Avanzo sulla Repubblica odierna.
Ma quanti di coloro che votano e apprezzano i cabarettisti al governo leggono questo genere di cose?

2008-07-15

Il ritorno di tangentopoli ovvero diallage (figura retorica per cui molti argomenti convergono a una stessa conclusione)

15 luglio 2008. Nessuno è colpevole finchè non c'è una sentenza passata in giudicato. Dovrebbe essere ovvio, ma giova ripeterlo. Spetta ai magistrati trovare prove convincenti per i provvedimenti adottati (arresto governatore abruzzese Ottaviano Del Turco, ex socialista, sindacalista e ministro). Però il Cavaliere, dopo essersi assicurato la personale immunità, non perde occasione per delegittimare gli interventi della magistratura. Purtroppo i nostri quaquaraquà politici sono ben lungi dall'essere vaccinati contro il virus delle tangenti, ieri come oggi.
Un po' per caso mi è venuto tra le mani uno scritto esattamente di quattordici anni fa. Lo riproduco a futura memoria perché in questa asfittica Italia il tempo sembra essersi fermato.

15 luglio 1994. Mi sento cittadino straniero in questa repubblica delle banane e, quel che è peggio, non so a chi offrire la mia voglia d'opposizione. Dovrò mettere in ordine i passaporti per ogni evenienza... Qui tira aria mefitica anche se l'industriale cumulo di stupidità rende risibilmente incredibile qualsiasi autentico individuale rischio. Ma il pericolo sta proprio nella libera circolazione della stupidità sull’ancor più libero mercato della facciadimerdaggine più bronzea.
Il povero Di Pietro - già eroe nazionale immortalato in storiche copertine - intende "essere destinati ad altro incarico" dopo che su "mani pulite", "tangentopoli" e compagnia briscola è arrivato l'annunciatissimo colpo di spugna. E bravo l’impavido utilizzatore di carcerazioni preventive al fine d’estorcere confessioni. Con lorsignori aveva funzionato il medioevale macchivello. Li sbatti in galera e spifferano, oh se spifferano! Così, in vacanza di poteri, a qualcuno aveva fatto comodo che l'ex pulotto scoperchiasse il pentolone. Lui onestamente aveva fatto il suo dovere trascinandosi dietro il famoso pool. Tutto il lavoro che altri magistrati ben si erano guardati dal fare se l'era caricato sulle possenti spalle... E furono anni di gloria. Un intero immarcescibile ceto politico di ladroni con i loro scaltri galoppini finiti a culo. Bel colpo. Peccato che non si sia potuto far altrettanto con tutti i ben conosciuti padrini-padroni dell'olimpo economico-finanziario. Il repulisti sarebbe stata più radicale. È che a quel punto la magistratura avrebbe dovuto assumersi anche la responsabilità politica. Un'oligarchia di giudici al governo: orripilante.
I tromboni della carta stampata e della tivù flautavano melodie al divin Di Pietro che sproloquiava se parlava d'altro, ma lavorava sodo e ci sapeva fare a spalare nei merdai segugiando le puzze dei più marci conti correnti. Già. Ma poi il vento è cambiato.
Arriva il Berlusca e salta al timone. “Forsa Itaglia”. La nave va.
Al seguito s'imbarca tutta una corte dei miracoli che non gli par vero: dai Biondi ai Taradash dalle Maiolo ai Ferrara. Al Di Pietro offrono il ministero dell’Interno: un vecchio modo per giubilarlo e castrarlo. Ma il "giudice buono" non ci sta: è troppo ciula - o troppo onesto - per accettare. Vorrebbe andare avanti a far piazza pulita insieme al suo scaltro capo e compagnia. Forse non si rende conto - o se ne rende conto fin troppo bene - che da tempo non serve più come punta di diamante per scalzare gli uomini del vecchio potere. Ora francamente 'sti magistrati incominciano a dare fastidio. Per dio non hanno il senso della misura! Come si permettono d'inquisire Paolo il fratello del salvatore d'Italia, e ronzare pericolosamente intorno ai più devoti della sua ciurma?
Di Pietro e soci entrano nel mirino. Ispezioni a raffica nei loro uffici e insinuazioni tendono a minarne la credibilità. Alla fine il paladino tanto osannato getta la spugna, se ne va.
A darci un taglio definitivo ci pensa Biondi, neo ministro di giustizia, che da avvocato ha anche le sue rivalse nei confronti dei giudici (nel "nuovo" regime i personalismi contano eccome!). Spudoratamente tentano di farci credere che il suo decreto salva-ladri non è a tutto vantaggio degli amici degli amici. È solo un caso se escono subito dal carcere la sciura Poggiolini e De Lorenzo (scandalo sanità. Secondo i magistrati napoletani questi due da soli hanno fatto un buco nel formaggio delle finanze statali di 17.000.000.000.000 - diciassettemila miliardi: una cifra tanto alta da scofondere la ciribiricoccola). Impudentemente la TV degna di Fede la sera stessa mette in onda, a sorpresa, Detenuto in attesa di giudizio, un film dove a un Sordi senza colpe ne capita di ogni. Sfrontatamente i "governativi" suggeriscono al popolo che grazie a questo provvedimento usciranno dalla gattabuia tutti i poveri cristi imputati di reati minori. Palle. Questi biechi tracotanti che hanno preso il potere sostituendosi ai loro amici ladroni mentono continuamente senza neppure più curarsi di non contraddirsi. Intanto chi si accorgerà che l'art. 2 del decreto stabilisce un elenco di reati per i quali è possibile essere sbattuti dentro senza poter dire ne a ne sba? Così per calunnia (esempio: "Berlusconi è un ladro è una spia e non é figlio di Maria") o per minaccia a pubblico ufficiale (esempio: "Te lo ficco in quel posto il tuo blocchetto delle contravvenzioni") vengo carcerato, ma per reati contro la pubblica amministrazione (concussione, abuso, corruzione, falso in atto pubblico ecc, quelli dei tangentomani insomma) me ne sto a casa mia. Bel colpo davvero. Complimenti signori state facendo fino in fondo il vostro dovere a favore dei deboli e degli oppressi.

2008-07-09

Roma, piazza Navona, 8 luglio 2008

Camilleri recita le sue poesie incivili

"Con tutto il rispetto che si deve a chi manifesta in piazza la sue idee, ma non a chi come Grillo e Travaglio si è abbandonato a vergognosi insulti al capo dello Stato, al limite e oltre il limite del vilipendio, e a chi come la Guzzanti ha offeso il pontefice, il problema della piazza «No Cav» di ieri era la sua lontananza dal sentimento della maggioranza degli italiani..." Antonio Polito (Il Riformista, uno di quei giornali che vendono sei copie, ma che, piacendo tanto a D'Alema, producono tanta carta per il macero e gli italiani pagano con i soldi pubblici)

"Era [la manifestazione no Cav di piazza Navona] per molti aspetti una testimonianza di dignità democratica e di civiltà politica: il tentativo di uscire dal recinto dell'impotenza. Ha rischiato di finire male. Di diventare la parodia di un talk show deteriore, un Bagaglino di sinistra aggravato dal turpiloquio e dalla malevolenza gossipara." Edmondo Berselli (La Repubblica)

Due delle tante voci, spesso isteriche, che si levano contro un po' di benedetta indignazione in questa Italia insopportabilmente bacchettona. Cosa ne direste cari e, il più delle volte, inutili giornalisti di lasciar decidere alle persone se le cose dette dal palco romano sono così invereconde?

La Guzzanti
http://it.youtube.com/watch?v=oDpHaeqvqqQ
http://it.youtube.com/watch?v=ntGZICJ_iCE
http://it.youtube.com/watch?v=9At71CbH9eQ

Travaglio
http://it.youtube.com/watch?v=2QPUudnaLoo
http://it.youtube.com/watch?v=xXP5QeKm0zM

Grillo
http://tv.repubblica.it/copertina/no-cav-day-grillo-vs-napolitano/22002?video

Non sono andato a Roma. Se non è servita a niente la manifestazione oceanica (non solo perché sotto un costante diluvio) del 25 aprile di tanti anni fa a Milano, quando era ancora in piedi una opposizione "politica", e il Cav era agli esordi, non vedo, al di là della "testimonianza", quale effetto possa sortire quella attuale. In America si vuole dare il nome di una discarica a Bush per i danni che ha arrecato e dovranno essere smaltiti in un lungo giro d'anni. Qui, sarò profeta di sventure, ma il Cav, se tutto andrà come lui spera, dovremo godercelo ancora per un bel po', magari anche per il settennato al colle. A quasi la metà degli italiani piace questo cabarettista gossiparo che si è proclamato uomo di stato. Se si risponde con della satira al suo stesso livello chissà che una risata non possa seppellirlo...
Non mi unisco dunque al coro delle verginelle scandalizzate per gli attacchi impolitici ad una politica che più non c'è.
Infine, per il diritto sacrosanto di non credere in alcun dio, né in alcuna intoccabile istituzione, non vedo la ragione per non andarci giù pesante con un papa insopportabile come quello in carica o con un sepolcro imbiancato come l'attuale presidente della repubblica.

2008-07-03

Siamo già in un regime!


Stasera il Cavaliere va da uno dei suoi tanti lacchè in una delle sue molte televisioni - i lacchè ce li ha anche alla televisione pubblica, ma stavolta ha privilegiato quella di sua proprietà - a spiegare quanto sia ben fatto mettere il bavaglio alla stampa, impedendole di divulgare ciò di cui viene a conoscenza, e alla magistratura, sospendendo valanghe di processi (di fatto varando una ennesima amnistia) per salvare sé stesso.
Qualche giornalista “comunista” (ma quando mai!) incomincia a sospettare che in questo paese sia in pericolo la democrazia. Cazzarola! In questo paese la democrazia non c’è più da un pezzo. L’arte di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è tipicamente italica. Caro Napolitano: se non fossi, come sempre sei stato nella tua lunga e ben protetta carriera politica, più realista del re, te ne saresti accorto invece di spandere aria fritta a destra e a manca. Presto misureremo il tuo coraggio quando potrai opporti, non firmandole, a leggi apertamente anticostituzionali, se è vero che la libertà di stampa è garantita dalla costituzione e che i cittadini, tutti, comprese le alte cariche dello Stato, sono uguali davanti alla legge.
Buona notte a tutti e non scordate, magari dopo avere sentito il presidente del consiglio, di guardare i pochi secondi di video proposti. Se poi avete ancora qualche minuto andate qui http://www.youtube.com/watch?v=1vSgONXTD-o e qui http://www.youtube.com/watch?v=YKu53pBhLc8&feature=related per rinfrescarvi la memoria su quando Bossi dava del mafioso all’alleato e Fini giurava che mai si sarebbe messo con Bossi. Chissà che non vi colga qualche dubbia circa la sincerità dei politici che in tanti avete entusiasticamente votato.

2008-06-26

Lodo - non Francesca - e populismo plebiscitario

Lodo, se cercate in Internet trovate anche lei, Francesca, ma non è propriamente il significato del termine lodo.
Considerandone le forme, è strano che Berlusconi non l'abbia ancora fatta eleggere in parlamento...

Stop alle intercettazioni e alla loro pubblicazione, blocco dei processi (lodo Schifani bis o Alfano one) per impedire quelli nei quali il cavaliere è indagato, immunità per le alte cariche dello stato, così non ci si pensa più e Berluscao può serenamente sperare in una apoteosi presidenziale a coronamento della sua folgorante carriera politica.
Populismo non tanto per la globalità del consenso (il cavaliere ammalia soltanto il 47 per cento degli italiani), ma nel senso di vincere le elezioni a man bassa ottenendo, grazie ad una legge elettorale parto indigesto di un dentista leghista, una sproporzionata maggioranza parlamentare rispetto ai voti ricevuti. Se si aggiunge una opposizione tanto timida da risultare inesistente si comprende l’accelerata a muso duro del premier. È nel suo stile di sempre. Stile azienda familiare di cui lui è capo indiscusso. Prima pensa a se stesso e ai suoi interessi personali, poi a quelli di coloro che gli sono più vicini, mentre gli italiani nel loro complesso sono l’ultima delle sue preoccupazioni. Ma a buon diritto può fregarsene. La telecrazia, che da tempo ha sostituito la democrazia in questo disgraziato paese, gli permetterà di affermare spudoratamente tutto ed il contrario di tutto ottenendo l’approvazione incondizionata non solo dei suoi beneficati, ma anche dei poveri cristi ai quali non è andato - e non andrà - nulla in tasca, anzi…
Così il cavaliere fa e dice ciò che vuole. I giudici che indagano su di lui sono definiti “un cancro della democrazia”. Le leggi proposte si fanno beffe della costituzione con i sui principi d’uguaglianza dei cittadini e separazione tra gli organi dello stato, dando luogo ad una nuova costituzione materiale senza neppure prendersi il disturbo di modificare quella esistente.

2008-06-12

Intercettazioni e malasanità

Di ministri pallisti ce ne sono stati tanti, ma questo Angelino Alfano, alter ego del Cavaliere, le ha sparate grosse, propagando cifre fantasiose circa i costi e la quantità delle intercettazioni telefoniche. Per fortuna qualche giornalista più attento - pochi - ha smentito dati alla mano. Nulla di nuovo sotto il sole. La strategia è creare insicurezza per sostenere la mancanza di sicurezza e, conseguentemente, assumere provvedimenti che, pur senza reali vantaggi per i comuni cittadini, salvaguardano gli interessi personali dei potenti.
Non che manchino i motivi d'insicurezza. Ultimi, in ordine di tempo, quelli relative alla bassa macelleria praticata nelle cliniche lombarde.
Le intercettazioni dei medici del Santa Rita, clinica privata milanese, fanno sembrare le ciniche affermazioni del dr. Hauser frasi da educanda.
Chissà perché, però, mi meraviglia poco lo spudorato attaccamento di questi sanitari al vil danaro. Checché ne dica il governator Formigoni, l’eccellenza del sistema sanitario lombardo è in discussione. Accreditare indiscriminatamente tutta l’offerta ospedaliera privata, collocando nei posti decisionali uomini discussi, ma di provata fede formigoniana, ha indotto speculatori di ogni sorta a tuffarsi nel redditizio universo della non più pubblica salute. Gli ammalati sono diventati clienti e lo stato la gallina dalle uova d’oro. Remunerare per prestazioni erogate le strutture sanitarie, come avviene, significa, a detta dello stesso Veronesi, oncologo ex ministro a capo di una di queste strutture, che più sono le operazioni inutili più s'incassano soldi.
Insomma si favorisce spudoratamente il privato a scapito del pubblico.
Le strutture di ricovero pubbliche iscritte al registro regionale sono passate da 117 a 112 nel periodo 2002-2006; nello stesso periodo, invece, le strutture private accreditate sono passate da 79 a 104. Ancora più consistente il divario tra ambulatori pubblici (da 176 sono scesi a 159) e privati (da 233 sono passati a 324). Mediamente si tratta di un aumento uniforme su tutto il territorio lombardo del 30% delle cliniche private, con alcune anomale eccezioni: a Bergamo sono passate addirittura da 24 a 45 mentre le pubbliche sono rimaste 24, a Cremona da 12 a 29 contro le 9 pubbliche, a Lodi da 3 a 10 contro le 5 pubbliche. Nella provincia di Milano ci sono 290 centri privati e 392 pubblici. (Studio curato da Giuseppe Landonio, consigliere comunale di Milano da ilmanifesto.it)
Detto questo ci andrei con i piedi di piombo a far d’ogni erba un fascio. I medici hanno tanti difetti, ma non sono tutti dei criminali. Neppure quelli finiti sotto inchiesta vanno additati come mostri, fino a quando la loro colpevolezza sarà dimostrata “al di là di ogni ragionevole dubbio”.Le intercettazioni servono come informazione doverosa e dicono assai più di tante parole sulla personalità degli intercettati, ma non possono essere considerate prove definitive fintantoché non sono suffragate da fatti dimostrabili. Questo il compito dei magistrati, non certo costruire teoremi o occuparsi di giudizi morali.

2008-06-09

Galera per chi indaga o ci informa sulle porcate di politici ed imprenditori

Il Cavaliere, lancia in resta, si butta nella difesa della casta dalle intercettazioni, strumento che, a suo tempo, ha incastrato i protagonisti di tangentopoli e fatto capire - a chi voleva capire - gli intrecci perversi tra politica ed economia. Stop alle pantomime con il direttore Rai Saccà per raccomandare donnine (chi ha la memoria corta si diverta risentendo la telefonata in Berlusconi e il suo lacchè). Niente più intercettazioni ai furbetti del quartierino. Ci verrà negato il piacere di godere dello spessore culturale di questi individui che, dopo aver speculato a man bassa con i nostri soldi, continuano a godersi la bella vita. Non si va in galera per falso in bilancio, ma per intercettazioni telefoniche si. Saranno contenti i vari D'Alema, Fassino, Consorte, Fiorani, Fazio, e chi più ne ha ne metta, che si sono fatti pizzicare in conversazioni che saranno pure penalmente irrilevanti, ma la dicono lunga sulla mentalità degli intercettati. Cosa conta veramente per il governo di destra tanto entusiasticamente votato dagli italiani? La privacy dei Vip per continuare a fare i comodacci loro! Emblematico.

2008-06-06

Il Divo

regia di Paolo Sorrentino.
con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli, Giovanni Vettorazzo, Cristina Serafini.
Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione Lucky Red

La Sfinge, il Gobbo, La Volpe, il Papa nero, Belzebù. Giulio Andreotti insomma. Protagonista assoluto del film di Sorrentino e protagonista nei fatti e misfatti italiani dai tempi di De Gasperi ad oggi. 1948-2008: sessant'anni consecutivi di presenza ai vertici del mondo politico, un archivio personale impressionante, una immensa solitudine. Dice il divo Giulio medesimo di aver conosciuto almeno trecentomila persone di rilievo nei vari ruoli occupati, ma non per questo di essersi mai sentito meno solo. Sorrentino lo coglie nel momento del suo settimo mandato come Presidente del Consiglio, a capo di un governo traballante e con una accozzaglia di "corrente" alle spalle (le famigerate correnti di democristiana memoria) della quale fa parte anche il pluricondannato Ciarrapico appena riapprodato in Parlamento nelle liste berlusconiane.
Il Divo è interessante come raramente sanno esserlo i film italiani. Atmosfere giuste, colori, luci ed ombre calibrate per suggerire sensazioni, trucco pesante dei personaggi fino a diventare maschera grottesca (ricorda un certo Fellini), realismo ossessivo che sfocia nel surreale. Nel complesso tiene e, senza troppo annoiare, fa riflettere sullo sfacelo di questa Italia sempre in bilico tra criminalità dominante e fallite speranze democratiche. Fa riflettere poiché la serie di intrighi, stragi, morti eccellenti - neppure tutti citati - non può che far riflettere, tuttavia non si tratta di un film "politico". Si potrebbe leggerlo come metafora del potere in ogni luogo e in ogni tempo, ma sarebbe pur sempre una lettura logora, ampiamente scontata. Meglio guardarlo per quello che è. Il ritratto di un vecchio uomo politico, forse reggitore di tutti le occulte trame, forse guscio vuoto che ha costruito il proprio mito sull'ambiguità e sui silenzi, magari solo apparentemente carichi di significato. Il regista Sorrentino si astiene dal dare giudizi e fa bene. Non è questo il suo compito. Rappresenta quel che gli sembra d'aver colto del personaggio: un fervido credente, un uomo triste e afflitto, oltre che dall'emicrania, da una ambizione smisurata.

2008-06-02

"Code alla Pavese" e The Global Information Technology Report 2007-2008

Giorgio Boatti scrive su La Provincia Pavese del 1 giugno '08 a proposito delle estenuanti code agli sportelli alle quali sono sottoposti i poveri cittadini. Una rispostina all’amico Boatti relativa alle “code alla pavese” viene spontanea non tanto per contestare le sue sacrosante affermazioni sulla sudditanza dei non-cittadini nei confronti dell’arroganza di chi sta al di là degli sportelli, ma per eccepire sulla necessità delle code in sé. Quale che sia la ragione dei mesi di fila all’Aci mi chiedo perché i pavesi debbano andare lì a rinnovare il bollo auto quando possono benissimo farlo on-line o presso qualsiasi tabaccheria dove si gioca al lotto. Quante code potrebbero essere evitate se si usassero i mezzi di comunicazione virtuali? Tante, quasi tutte. Da molti anni ormai è possibile pagare in rete tasse e bollette di ogni tipo, spedire raccomandate, consultare ed operare sui propri conti correnti ecc. Perché, ad esempio, tanti anziani pensionati devono ancora fare lunghe file “in posta” per ritirare la loro magra pensione? La risposta è semplice da un lato, complessa dall’altro. Si può ridurre in due termini: disinformazione e arretratezza. Aiutare i cittadini a non essere “sudditi” passa attraverso l’informazione. L’arretratezza è un altro paio di maniche. L’autorevole Network Readiness Index (indice che ogni anno, sulla base di diversi parametri, rileva la capacità operativa, culturale ed economica delle nazioni ad intercettare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie) colloca ai primi tre posti, nell’ordine, Danimarca, Svezia e Svizzera. Quarti gli Stati Uniti. L’Italia si piazza al quarantaduesimo posto [sic!] alle spalle di Cipro, Thailandia e Porto Rico. Ultimi tra i grandi paesi europei arranchiamo tra le difficoltà di una Adsl cara, lenta e non ancora a disposizione di tutti e l’incapacità, pubblica e privata, ad adeguare i servizi alle esigenze della popolazione. Per dirla parafrasando titoli di film: la Cina è vicina, ma Internet è lontana e questo non è un paese né per vecchi né per giovani.

2008-05-28

Allarme son tornati

Se un gruppo di energumeni, armati con sbarre, catene e coltelli, che si chiamano l’un l’altro “camerata!”, e magari appartengono a formazioni di destra, si mettano a sprangare studenti, magari anche di sinistra, e quelli tentano di non farsi ammazzare di botte si può definire rissa? Per il Corriere, sempre piegato dove fischia il vento, specie se di destra, si. E bravo Mieli! In fondo ha la coscienza a posto. Rissa è l’imputazione per i fermati, picchiatori o picchiati che fossero. Così va il mondo.
Più dignitosa La Repubblca con l’articolo di Concita De Gregorio.
Del resto individui con la stessa mentalità fascista a Verona hanno ammazzato un ragazzo, a Ponticelli incendiato un campo Rom, a Roma assalito negozi e picchiato selvaggiamente extracomunitari, ma per sindaci e responsabili dell’ordine tutto ciò non ha niente a che vedere con la politica! E bravi anche loro.

2008-05-25

RAID nel quartiere romano del Pigneto. Pestaggio neonazista contro un extracomunitario del Bangladesh

justice stress (official video) by 75_prod
[bel video, filmicamente parlando, di Romain Gavras - figlio di Constantin Costa Gavras.
Sembra il lancio pubblicitario dei giubbotti dei Justice, duo musicale francese, effettivamente in vendita a caro prezzo. Ha fatto parlare molto di sé per la violenza che visualizza. Purtroppo la realtà di tutti i giorni non è da meno. Qualcuno ci ha visto anche del razzismo perché i protagonisti sono tutti di colore. In Italia gli stranieri sono picchiati, più che picchiatori. I violenti ostentano teste rasate e simboli nazisti e si accaniscono contro chiunque appaia "diverso". Talvolta, come a Verona, ci scappa anche il morto.]

La notizia sottostante è di poche ore fa. (corriere.it)
RAID CONTRO TRE NEGOZI nel quartiere romano del Pigneto.
Pestaggio neonazista contro un extracomunitario del Bangladesh.
L'uomo, che gestisce un bar, aggredito e picchiato da giovani a volto coperto. Alemanno: gravità inaudita.

ROMA - Erano incappucciati e gridavano «Sporchi stranieri» e «Bastardi» i circa 20 componenti della squadra che sabato pomeriggio, intorno alle 17:30, hanno assalito e devastato a Roma, nel quartiere Pigneto, tre negozi gestiti da stranieri. In uno degli assalti è stato pestato anche un extracomunitario del Bangladesh che gestisce un bar: i giovani, con il volto coperto da foulard con il segno della svastica, sono arrivati improvvisamente correndo con in mano delle assi di legno e si sono scagliati contro l'extracomunitario colpendolo con violenza e urlando.

2008-05-18

Inter campione di un campionato senza senso

Due gol al Parma ed è scudetto. Sono contento per gli interisti. Li ha siglati "Ibra", nato in Svezia da madre croata e padre bosniaco. Esempio ben riuscito di multietnicità. Peccato che funzioni soltanto se si è fuoriclasse.
Fuori imperversa la solita bagarre, con clacson e caroselli d'auto, di ogni vittoria importante. Routine.
Sia a Parma sia a Catania, dove giocava la Roma, non sono mancati scontri e violenze dei soliti imbecilli che sfoggiano saluti a braccio teso. Pare ci siano feriti gravi. La "sicurezza" in prossimità degli stadi è parola vuota.
Non sarò io a voler rovinare la festa neroazzurra, ma non mi piace più il tifo almeno dal giorno in cui gli juventini, come se niente fosse, festeggiarono la vittoria in coppa dei campioni dopo la strage dell'Heysel di Bruxelles (39 morti, centinaia di feriti).
Sarà un mio limite, eppure mi riesce sempre più difficile giustificare l'idolatria di massa per questi vergognosamente strapagati pedatori in mutande. Sospendere un annetto qualsiasi attività calcistica non sarebbe peccato. Utopia.

2008-05-17

Ora si che c'è d'aver paura ad uscire di casa!

prima pagina il manifesto 17 maggio '08

Sono partiti in quarta La Russa, Maroni, Alemanno & C. Ronde assortite per la giustizia faidate, intenzione d'impiegare anche l'esercito con funzioni d'ordine pubblico, più potere ai prefetti, espulsioni, bliz, campi rom dati alle fiamme e saccheggiati. Sicurezza! Sicurezza! sulle note di Giovinezza, giovinezza. Eja eja alalà!
E intanto il duo Veltrusconi se la canta e se la suona.

2008-05-12

Chetempochefa. Fazio Fabio... che figura da ciculatè

Rai, primi effetti del dopo elezioni: Fazio ha fatto pubblica abiura. Sembrava uno scolaretto. Povero Fabio! Tiene famiglia. Questa volta se gli fottono anche Chetempochefa rischia di non rientrare più. In fondo lo capisco e lo approvo. Meglio buttare a mare quel rigido abatino di Travaglio che chiudere una trasmissione tra le pochissime guardabili in TV. Con gli attuali chiari di luna chissà se basterà. Sicuramente qualcuno vuole la sua testa e ancor più la sua trasmissione. Dare addosso a Marco Travaglio, dopo la performance sgarbiana, è facile e gratuito. Il paradosso è che viene accusato lui di insultare gli altri: non sono mica lì a difendersi gli indebitamente nominati! E perché? Forse che se parlano di te in un articolo hai possibilità di replica? Inoltre non sarà davvero difficile a tipi come Schifani, seconda carica dello Stato, o Ciarrapico, proprietario, tra l'altro, di giornali, rispondere. Il fatto è che non si curano di smentire quanto si dice di loro. Fanno bacchettare gli incauti conduttori e, magari, trovano il modo per chiudere le poche trasmissioni scomode. Ciò nonostante quanto accaduto a Chetempochefa per la Finocchiaro è gravissimo. Per piacere "Partito Democratico", datti una regolata!
Comunque sentite un po' cosa dice Marco. Vi sembra così inaccettabile? Ormai è in gioco la libertà di parola se si tirano in ballo i massimi esponenti della Casta. Vale per Santoro con Grillo e per Fazio con Travaglio. Guai a toccare lorsignori i presidenti!
Per questo vale la pena rilanciare lo spezzone di trasmissione incriminato.

2008-05-06

Balordi in erba danno fuoco alla testa di un compagno. Il video sequestrato dalla Questura di Viterbo

Fonte: Tusciaweb.it

Non sono soltanto dodicenni guidati da un quattordicenne poco furbo. Sono pericolosi apprendisti stregoni che in futuro potrebbero non farsi scrupoli ad ammazzare di botte uno qualsiasi "diverso" da loro. Ma Fini, il neo presidente della Camera, quello che a suo tempo ha guidato l'indegna repressione poliziesca al G8 di Genova, ritiene più grave la contestazione (sbagliata!) alla fiera del libro di Torino rispetto all'omicidio efferato di Verona dove cinque nazisti hanno assalito e ucciso un ragazzo soltanto perché non era come loro!

2008-05-05

Ei fu. Siccome immobile... E l'autoritarismo impera!

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro, ...
Non so se qualche insegnante tormenta ancora i suoi allievi con il manzoniano Cinque maggio. Eppure se Napoleone è morto non lo è il bonapartismo.

Esso viene definito come forma di governo scaturita da una situazione di crisi politico-sociale nella quale il potere esecutivo, identificandosi in una personalità carismatica, riesce a esautorare il parlamento e dà vita a un regime autoritario e personalistico.

Il bello è che non c'è bisogno di abolire il suffragio universale perché le masse popolari tendono spontaneamente ad identificarsi con il leader di turno. Tuttalpiù, se si teme una defezione dei meno abbienti a favore di partiti che meglio potrebbero rappresentare i loro interessi, si accarezza l'idea d'istituire collegi uninominali o si ricorre al maggioritario...

Ricordi scolastici. Vi suggeriscono niente?

PS
Studi recenti escludono l'ipotesi che Napoleone sia stato volontariamente avvelenato con l'arsenico. L'arsenico era un inquinante molto più presente nell'ambiente allora che ora (ce ne sono ben altri adesso!), ma la quantità rilevata nei capelli dell'ex Imperatore dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dell'Università di Pavia, pur rilevante, non è tale da giustificarne il decesso.

PPS
È morto il ragazzo veronese massacrato a pugni e calci da neofascisti, attivisti delle curve allo stadio e di "buona famiglia". La notizia arriva ora e gli inquirenti s'affannano già a sdrammatizzare come se la ragione dell'omicidio fosse soltanto il diniego di offrire una sigaretta e non l'aberrante ideologia autoritaria di questi balordi. Vergogna!

2008-05-03

Insulti e insulsi. Santoro, Travaglio, Petruccioli, Sgarbi, Grillo, Napolitano, Veronesi e la Rai tivi

Grillo

Pur non sentendomi troppo “grillino” condivido buona parte delle cose che dice Beppe, anche perché le pensavo già prima che lui ne facesse un cavallo di battaglia. Grillo non è un fenomeno di oggi come troppi disattenti analisti sembrano credere. Sforna spettacoli alternativi da oltre vent'anni e, se devo essere sincero, lo preferivo nella fase più spiccatamente “ecologista” pur disapprovandolo quando dimostrava di non capir niente della rivoluzione informatica – nel bene e nel male - spaccando computer sul palcoscenico. Da persona intelligente, quando ha compreso meglio, ha cambiato totalmente atteggiamento rilanciando sé stesso proprio grazie alle nuove tecnologie (che nuove non lo sono più da un pezzo anche se tipi lungimiranti come Mieli le consideravano solo una moda, simile al borsello!)
Non ho neppure mai apprezzato la grevità di linguaggio, gli insulti gratuiti e lo sfottò sulle caratteristiche fisiche dei presi di mira (ricordo con un certo raccapriccio quanto diceva sulla vecchia signora della pubblicità della candeggina, ma il punto focale era la critica, feroce e sacrosanta della pubblicità). Questione di gusti. Grillo ha comunque il dono di far ridere crassamente chi l’ascolta predicendo catastrofi che ci riguardano con una superficialità invidiabile. Non è un mago: ha soltanto l’intelligenza, non rara nei comici e rarissima nei politici, di consultare ed ascoltare esperti di vario tipo, ripetendone poi, a suo modo, le indicazioni. Grillo non è un fine satirico – non a caso è stato scoperto da Pippo Baudo. È un comico puro. Piace ai più e fa storcere il naso agli snob. Ci voleva il vecchio stalinista Petruccioli, uomo di destra, sinistra e centro, ma mai divergente dal pensiero dominante, per indignarsi alle riproposta televisiva di spezzoni del “vaffanculo day” di Torino.
Petruccioli e compagni (di centro, destra e sinistra) ambirebbero ad una televisione anni cinquanta quando non si poteva dire “membro di governo” perché ricordava il cazzo e offendeva le pudiche orecchie delle italiche famiglie. Non si scandalizzano, Petruccioli & C., dell’infame televisione ed informazione che di norma ci propinano, né dell’indegna gazzarra da neurodeliri del solito Sgarbi che, con la bava alla bocca, ha continuato per tutta la trasmissione ad insultare i presenti (Travaglio dovrebbe denunciarlo ed estorcergli un bel po’ di soldi). Con chi se la prendono Petuccioli & C.? Col povero Santoro – povero, rispetto ai colleghi, per i redditi dichiarati. Ha avuto l’ardire, il giornalista, d’informare gli italiani circa una manifestazione con più di cinquantamila persone coinvolte. Non vogliono, le vestali della casta, una televisione capace di mettere in dubbio le virtù degli intoccabili. Forse che Napolitano non è rimasto quel sepolcro imbiancato, più realista del re, dei tempi d’oro del PC? Forse che Veronesi, uomo per altro di sicura intelligenza ed abilità - buono anche lui indifferentemente per tutti i regimi - non è ampiamente sovvenzionato, oltre che da noi tutti, da finanziatori con ben precisi interessi? Se lo dicessero gli elzeviristi “seri”, anziché incensare senza ritegno i potenti d’ogni risma, non ci sarebbe bisogno di un comico per metterli alla berlina.

PS
Grillo s’è incazzato per la pubblicazione dei redditi on-line. Why? Guadagna molto. E allora? Buon per lui e complimenti per averlo dichiarato al fisco. Invece è assai istruttiva la lettura dei redditi. Scoprire che il proprio vicino, con un tenore di vita della madonna, e fautore di idee politiche vincenti, dichiara assai meno di te che non puoi evadere un cent e fatichi ad arrivare a fine mese - o figura addirittura in passivo - fa piacere. Sarà mica un evasore?
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