2015-02-19

Bertolt Brecht, TEATRO, L'eccezione e la regola, Einaudi, 1970

Bertolt Brecht, L'eccezione e la regola (rappresentazione didattica) - Prologo


Epilogo
Ho recuperato da un angolo remoto della libreria, i due poderosi volumi Einaudi in cofanetto (che all'epoca costavano 7500 lire!) e ho riletto la breve piece.
È la storia di un viaggio di un mercante, la sua guida e il portatore dei bagagli.
Una tragica metafora dei rapporti di classe che si conclude con la morte violenta del portatore per mano del mercante e l'assoluzione del mercante da parte del giudice, nonostante la prova schiacciante della sua colpevolezza addotta dalla guida.

In questo tempo di migrazioni c'è di che meditare su quale sia l'eccezione e quale la regola.






2015-02-17

Venti di guerra in Libia. Il governo italiano mostra i muscoli e ne approfitta per confermare l'acquisto degli f 35 nel silenzio generale

Quanto sia preoccupante il clima politico nazionale e internazionale è sotto gli occhi di tutti.
In un paese come il nostro dove i generali, immeritatamente strapagati, sono più numerosi della truppa, il ministro degli esteri e il ministro, donna, delle forze armate, si lasciano andare a incaute - perché fuori luogo e del tutto inutili - dichiarazioni che suonano come una minaccia di intervento armato in Libia.
La Libia, quasi fosse ancora una colonia italiana e fossimo ancora ai tempi del fascio-colonialismo ruspante.
Due giorni fa è stato diffuso il video dell'Isis dove vengono sgozzati 21 egiziani cristini copti rapiti in Libia. Una feroce rappresaglia. (1)
Per un ateo è una ben amara ironia ritrovarsi nel XXI secolo ancora nel bel mezzo a guerre che si pretendono condotte in nome di un qualsiasi dio.
Renzi, che aveva lanciato la prima sbruffonata guerrafondaia, frena lo zelo dei suoi ministri. I tempi per un intervento non sono maturi.
E speriamo non maturino mai!
Possibile che non ci si renda conto dei disastri che il calcio al vespaio libico sferrato nel 2011 da Nicolas Sarkozy e David Cameron, con l'avallo del presidente premio Nobel per la pace Obama, ha provocato?
Ancora una volta poi nessuno sembra ricordare la nostra Costituzione. Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Difendersi sul proprio territorio è un conto. Andare a combattere in un'altra Nazione sostenendo che anche questa è difesa è tutt'altra storia.

(1)
Per associzione mi è tornata alla mente l'inaudita carneficina di preti copti e indigeni in Etiopia, nel 1937, a seguito del fallito attentato a Graziani. Si parla di migliaia di esecuzioni sommarie. [Il massacro dimenticato]

2015-02-03

In mezzo a un cimitero di elefanti Renzi ci sguazza e il popolo italiano ce l'ha in saccoccia (spero tanto di essere smentito!)

Miii! Mummie di tutte le età.
Sarò io fuori come un poggiolo, non si discute, ma questo insediamento presidenziale mi è sembrato un tuffo nell'ottocento per le coreografie militari, e passi, nei peggiori anni cinquanta per lo stile ipocrita di stampo prettamente democristiano di tutto il resto.
Il discorso presidenziale poi è stato un concentrato d'aria fritta come pochi altri. Mattarella almeno il passaggio sui "parlamentari che qui riportano la volontà del nostro popolo" poteva risparmiarselo di fronte a un parlamento di nominati e detestati dai più, oltretutto eletto con una legge dichiarata incostituzionale.

Infine sulla lancia blu di cinquantacinque anni fa verso il Quirinale.
Per forza Renzi con i suoi quarant'anni ci sguazza!
(Ma Matteo non vi sembra un po' quei bambini con il papà ricco che lo porta a scuola dai preti prima di andare al lavoro? Dalla faccia si direbbe che oggi gli abbiano sequestrato anche l'I Phone)

2015-01-31

Mattarella. Un'elezione emozionante... quanto una partita di curling, ma a Renzi non poteva andare meglio

Davvero strong Renzi. Io ne penso tutto il male possibile e non so neppure se ha orchestrato scientemente tutta la quirinalizia o se il risultato finale, complice la manina di Napolitano, è stato frutto di una serie fortunata di circostanze. Aver culo in politica aiuta sempre.
Escludendo la dietrologia estrema di una mossa studiata insieme a Berlusconi per depistare il sospetto di una scelta "nazarena" per cui stanno facendo entrambi ammuina, bisogna dargli atto di essersi mosso magistralmente.
In un sol colpo gli è riuscito di mettere fuori gioco i suoi molti nemici interni al Pd e ridimensionare il ruolo di Forza Italia come sostegno al suo governo.
Resta lui il sempre più incontrastato deus ex machina di questa fase politica italiana.
Che tristezza!
#‎Quirinale2015‬
Elezioni del Presidente della Repubblica in corso. Due giorni di manfrine e tre inutili scrutini perché solo domani si smetterà di votare scheda bianca e come da indicazioni renziane si passerà all'usato sicuro: Matterella
Se Amato era un culo buono per tutte le poltrone, Mattarella è il vestito giusto per tutte le stagioni.
Grigio come la più grigia Dc è l'ulteriore prova che siamo nati democristiani e democristiani moriremo. Persino Rosi Bindi è più "frizzante" di lui e, pur essendo entrambi vino che esce dalla stessa botte, non avrebbe creato la stessa entusiastica unione nel PD, anzi!
Ora sono lì tutti a incensare Mattarella che tanto gentile e tanto onesto pare e sentendosi laudare, benignamente d'umiltà vetusto, par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Vero è che la sorte ci ha scampato da Amato, Finocchiaro e soggetti similari, ma
logica avrebbe voluto che chi ancora dichiara d'avere tracce di "sinistra" nel dna avrebbe dovuto orripilare. Tutto il contrario anche Vendola è andato in solluchero.
Ma soltanto individui residuali di un triste passato restano ancorati a simili pensieri.
Il "dolce stil nuovo" avanza e ci porta a braccetto il furbo vincitore di quiz Matteo Renzi nelle sue giacchette striminzite e il cauto Sergio Mattarella, figlio di un ministro democristiano, fratello di un presidente della regione Sicilia ammazzato dalla mafia, parlamentare dal 1983, ministro più volte lui stesso e vicepresidente del consiglio, giudice della corte costituzionale e... chi più ne ha ne metta.
Per ora niente è ancora definitivo. Per quanto sulla carta ci sia una maggioranza a suo favore molti mal di pancia potrebbero riacutizzarsi domani nel segreto dell'urna e allora apriti cielo. Ma è poco credibile.
Però che rigiramento nella cassa Danilo Dolci se gli arriverà la notizia di un Mattarella presidente della Repubblica.
Ma queste sono storie e persone d'altri tempi che nessuno più ha voglie e tempo di ricordare.


2015-01-27

Tsipras. S'ode a destra uno squillo di tromba, A sinistra risponde uno squillo. Confermata la propensione italica a balzare sul carro del vincitore

OK, nessun morto. La scelta di "0 Killed" tra le mille possibili interpretazioni dell'origine della locuzione d'assenso universalmente conosciuta, non è casuale.
Zero morti, per ora, dopo la battaglia vinta da Tsipras in Grecia. 
Coro d'assensi bipartisan: dall'"estrema" (si fa per dire) sinistra, al centro, a destra; tanto entusiasmo fa "sorridere (eufemismo).
Gli euro burocrati e i tecnocrati che guidano di fatto l'Europa stanno sulle balle a tutti specialmente da quando i rigoristi sostenitori della politica dei sacrifici si sono convertiti in massa in critici acerrimi dei se stessi che erano negli scorsi anni. 
Borse in rialzo, a parte Atene, spread basso, mercati tranquilli.
Apparentemente "tutto va ben madama la marchesa".
Tsipras imbarca nel governo la destra nazionalista di Kam­me­nos - prodigo di battute contro ebrei e tedeschi, incitatore al linciaggio e sostenitore dell’esistenza delle scie chi­mi­che e altre tesi com­plot­ti­ste (vi ricorda niente?).
I nostri "sinistri" questa volta plaudono.
Il Manifesto giustifica la scelta e ci rassicura: "Nulla a che vedere con il Patto del Naza­reno. L’alleanza di governo tra Syriza e Greci Indi­pen­denti (Anel) è il con­tra­rio. Un accordo di pro­gramma, squi­si­ta­mente poli­tico: libe­rare la Gre­cia dalle catene della troika e dell’austerità." 
[Meglio le anticipazioni del libro «Ale­xis Tsi­pras. La mia sini­stra» di Syn­ghel­la­kis una quindicina di giorni fa: Tsipras: «La scommessa di Syriza ...]
Paolo Ferrero scrive sul suo profilo FB: "La costruzione di una maggioranza chiaramente contraria alla Troika e alle politiche di austerità è un'ottima notizia e una buona base di partenza per il governo Tsipras".
E Sel: "visto che non c'è risposta che non passi per un feroce scontro con la Troika e la rinegoziazione del debito e degli aiuti condizionati dai tecnocrati europei, bisogna fare un'alleanza con chi è in linea con questa posizione. Anche a costo di mettere in secondo piano differenze sì importanti"
Siamo uomini di mondo, nulla più ci stupisce. L'importante è dar contro a quegli spilorci di tedeschi.
Tutti spendaccioni ormai, tutti convinti cha la cosa migliore per rilanciare l'economia sia stampare soldi come carta straccia. 
Almeno finissero nelle tasche dei lavoratori (aumenti stipendiali), dei pensionati più poveri e di chi un'occupazione non riesce a trovarla (salario sociale) magari si rimetterebbe in moto quel circolo virtuoso che porta fuori dalla stagnazione rialzando livelli di consumi ed inflazione a quel due o tre per cento auspicato da Draghi. 
Ma non è così. Ad arricchirsi sempre più con le immissioni massicce di liquidità sui mercati fino ad ora è stato chi ricco lo è già a discapito di tutti gli altri (il novantanove per cento della popolazione).
Il furore contro chi pretende conti in ordine da chi ha truccato i bilanci per entrare nell'euro (Grecia) e speso forsennatamente quando gli euro li ha ottenuti arricchendo a dismisura politici e faccendieri di ogni risma fin tanto che la pacchia è finita (Italia in prima linea) è tale da offuscare a tutti la memoria. 
Vedremo fra non molto se la Grecia, con un potenziale economico grossomodo equivalente al Veneto, e dunque non “too big to fail” prenderà o meno un calcio in culo da quell'Europa che ha sì goduto maggiormente dei benefici della moneta unica, ma che è anche capace di mantenere sotto controllo la spesa pubblica, garantire un welfare accettabile e soprattutto pagare le tasse per far funzionare la cosa pubblica.
Personalmente non me l'auguro, lo temo.
Gradirei infine sapere, quantunque non mi cambi la vita, che fine hanno fatto i nostri deludenti eletti eurodeputati nella lista Tsipras. Da Barbara Spinelli, Curzio Maltese ed Eleonora Fiorenza non si sente niente.
Spinelli e Maltese, tanto bravi a fare articoli, sembrano inesistenti come "politici".

2015-01-26

La resa dei conti - Tsipras vince in Grecia e è a un soffio dalla maggioranza assoluta dei seggi

Come ampiamente previsto, e frutto di un lavoro lungo anni, Syriza ha vinto le elezioni in Grecia.
Ora per Tsipras comincia il difficile. Realizzare qualcuna delle promesse fatte e soprattutto rinegoziare le condizioni del debito greco senza uscire dall'euro.
Un compito da far tremare le vene e i polsi.
Auguri!

Scriveva Petros Markaris nel libro La resa dei conti pubblicato nel 2013 e ambientato in uno scenario futuribile.
"Capodanno 2014. Grecia, Spagna e Italia sono uscite dall’euro. Anche la famiglia Charitos festeggia l’ultima notte dell’euro, e il ritorno alla dracma. Ma la festa dura poco e, ben presto, lascia spazio al disordine sociale: stipendi bloccati, governo tecnico fasullo, banche chiuse, disoccupazione, anziani affamati che rovistano nei cassonetti.
[...]
(Adriana, moglie del commissario Charitos) "...ho messo da parte duecento euro.”
(Charitos) “E dove li hai trovati?” le chiedo sorpreso.
“Non li ho trovati. Li ho risparmiati. Ero sicura che, da un giorno all’altro, il governo avrebbe annunciato il blocco degli stipendi. E così, da qualche mese, ogni volta che andavo a far la spesa mettevo qualcosa da parte. Ora tre euro, ora cinque: pian piano ne ho messi insieme duecento…”
“Adriana, mi stupisci!” esclamo con genuina ammirazione. “Anch’io temevo il blocco degli stipendi, ma non ho mai pensato a mettere degli spiccioli da parte.”
“Il cervello delle donne è così: partorisce sempre qualcosa di buono,” butta lì la stoccata con finta noncuranza. “Per il resto, non dobbiamo fare altro che ricominciare a vivere come si faceva nei paesi dove siamo cresciuti. Mangeremo carne solo una volta ogni tanto: tutti gli altri giorni verdure e legumi. Sono anni che in televisione gli esperti ci rompono le scatole con tutte le loro teorie sulla dieta sana. E ora la loro dieta sana è diventata obbligatoria. La mia povera mamma diceva sempre: ‘Fagiolo dopo fagiolo, si riempie il paiolo.’ Da domani, hai voglia a mangiar fagioli: arriverete a chiedere pietà!” "

Ecco, speriamo che lo scenario descritto con un ipotetico ritorno alla dracma - e magari alle altre monete nazionali - non si realizzi in aggiunta ai drammi già provocati dai diktat della troika.

2015-01-21

Lettera di Giuseppe Genna a Maurizio Gasparri su Facebook

Devo pubblicamente ringraziare Giuseppe Genna per aver impreziosito con voce aulica una mia modesta elaborazione fotografica dell'ineffabile Gasparri pubblicata nel lontano 2009 e ormai dimenticata (ma nel WEB nulla va perduto)
Il post Gasparri non è chiappe d'oro risale "Ai tempi dello scandalo Marrazzo, e della ricerca di un presunto politico che bazzicava gli stessi ambienti con il soprannome "Chiappe d'oro", qualcuno ha infatti osato tirare in ballo Gasparri, capogruppo Pdl.
«Tutto un equivoco», ha risposto lui, spiegando: «Un giorno nel '96 mi sono perso in macchina nella zona dell'Acqua Acetosa, a Roma, un'area che pullula di transessuali, e in questo girovagare sono stato fermato dai Carabinieri, a cui ho chiesto indicazioni stradali»" (http://espresso.repubblica.it/palazzo/2010/12/21/news/essere-gasparri-1.27014)

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Giuseppe Genna

Ho inviato questa lettera alla vicepresidenza del Senato, a Maurizio Gasparri:

Ho inviato questa lettera alla vicepresidenza del Senato, a Maurizio Gasparri:
"Gentilissimo Senatore Maurizio Gasparri,
d'anno in anno vado vieppiù ammirandoLa. Senatore! La mi concede l'agio, che dico?, l'onore!, l'onore di chiamarLa Maurizio? Sempre che non La disturbi. Maurizio, Lei è un grande: mi permette di dirglielo? Non desidero sembrare uno starfucker, però non so come esprimere la mia ammirazione per l'opera di assidua continua pervicace muratoria istituzionale e politica e antropologica che Lei porta avanti, solo e soltanto apparentemente inascoltato, da anni, all'interno di un sistema di cui, in tempi non sospetti, Lei fu il primo a denunciare storture e manchevolezze, ma anche, vindice secondo un rigore morale che non so francamente come abbia avuto la pazienza e il coraggio e le risorse interiori di mantenere inflessibile ed elastico al contempo, a invitare a un recupero di onorabilità e pubblica parsimonia, stima e nobiltà. Non so se sia il Suo trascorso nella destra italiana, laddove già La si notava per dirittura etica e per apertura al dialogo, a consentire una simile coerenza tra azione e pensiero; so soltanto che questo è il metro con cui a oggi misuriamo personalità del calibro di De Gasperi o Moro o La Pira, non certo chi Le sta attorno in quella bolgia priva di capacità dialettiche, di intendimenti strategici, di arguzia di spirito e di franchezza: deniunciamo in molti questo lenocinio che si fa delle pubbliche stanze e dei luoghi che, un tempo, ispiravano una certa qual sacertà! Questi molossi del pubblico accadimento, Senatore, continuano a lavorare con la meno fervida delle fantasie al pubblico degrado. Chi Le scrive non è un nostalgico, ma evvividdìo!, non è possibile - e Lei lo denuncia da immemore tempo, ignorato dalla quasi totalità dei media e dei cronisti e dei pochissimi umanisti che rimangono al nostro certame nazionale, inadatto oramai a trascegliere le eccellenze che meritino veramente l'onore e il bronzo del pubblico plauso - dicevo che non è possibile sopravvivere un secondo di più nella ristrettezza di valori e in questo obbrobrio di scientifico disconoscimento della verità avvantaggio dell'errore. Senatore, in quale tempo stiamo vivendo!, preveduto con anticipo quasi da Cassandra italica da Lei, era plumbea nella quale si organizza lì un corteo omossessuale di lesbiche transgender e qui un pagamento di riscatto (milionario!, addirittura milionario, senatore!) a due sfaccendate nullafacenti con il ghiribizzo del celeberrimo esotismo mediorientale, tutto Fatime e danze del ventre, derviscidi e immoralità da caproni che disdegnano la carne di maiale, salvo poi commerciare, senzienti o non consenzienti, con ben altre carni, tornite di femmina, come a noi piace (mi perdoni, Senatore, se mi permetto di ascriverLa alla compagine oggi ben poco ululante e priva di salvaguardie degli eterosessuati), per le loro libidini di cammellieri e e tuareg e tucùl nel deserto, che stravedono oasi e chissà gli ashram con le molte mogli a favorirli sessualmente, una diversa per ogni sera! Da anni Lei va rinverdendo l'augusta tradizione del si-fa-ma-non-si-dice, pilastro morale delle patrie più sane e dei virgulti ch'abbiam tutti da educare (anche Lei avrà dei figli, immagino: una, la maggiore, è bellissima, complimenti): ci vogliono, ci stravogliono!, valori, dai quali si desuma il merito e lo si riconosca! No, questi imbastarditi del tardo, tardissimo bolscevismo, nipotini orfani di Stalin e di Tolstoj, sen vanno per le città discinti e ragguardevolmente orali, schiocchettando le lingue e insalivando papille, proprie e altrui, con intemerata sciacquettante inzigatura delle mucose di chiunque, all'ombra dei cipressi e dentro l'Urbe, perfino (io stesso l'ho potuto, allibito, constatare di persona!) davanti al Milite Ignoto mano nella mano, antropoidi, due inchecchiti individui del medesimo sesso un dì ch'era onore un tempo celebrare come fausto alle genti. E queste due persone s'arruffavano pe' peli, s'ingiaguarivano a slabbrarsi, si palpeggiavano sotto i motti incliti del Milite e il Suo sguardo cieco oramai di pietà per i poveri costumi degradati... S'impapocchiavano sfregando metatarsi e allungando a piacere i téndini l'un sull'altro, vogliosi d'essere lumati e, vedi un po', forse invidiati, mentre ci davano dentro, aggrappatisi ingroppandosi, lo schiaffo del Soldato completando con mosse d'anca e di bacìno, illanguidendo come suffragette al presentir nei membri il pubblico dominio che strappavano all'aura eroica del milite ivi sepolto! Questi finocchietti, queste scicchitelle, questi babordi che arrembano al fianco col ginocchio tentatore, dando il pelve contro la nàtica e l'ulna possente carezzando proteiformi con le livide labbra tumefatte di bava e di chissà che liquidi purulenti, impiastricciati uno nel desìo dell'altro! Senatore! A noi! E' una vergogna.
Grazie per quanto potrà fare.
Giuseppe Genna"
"Gentilissimo Senatore Maurizio Gasparri,
d'anno in anno vado vieppiù ammirandoLa. Senatore! La mi concede l'agio, che dico?, l'onore!, l'onore di chiamarLa Maurizio? Sempre che non La disturbi. Maurizio, Lei è un grande: mi permette di dirglielo? Non desidero sembrare uno starfucker, però non so come esprimere la mia ammirazione per l'opera di assidua continua pervicace muratoria istituzionale e politica e antropologica che Lei porta avanti, solo e soltanto apparentemente inascoltato, da anni, all'interno di un sistema di cui, in tempi non sospetti, Lei fu il primo a denunciare storture e manchevolezze, ma anche, vindice secondo un rigore morale che non so francamente come abbia avuto la pazienza e il coraggio e le risorse interiori di mantenere inflessibile ed elastico al contempo, a invitare a un recupero di onorabilità e pubblica parsimonia, stima e nobiltà. Non so se sia il Suo trascorso nella destra italiana, laddove già La si notava per dirittura etica e per apertura al dialogo, a consentire una simile coerenza tra azione e pensiero; so soltanto che questo è il metro con cui a oggi misuriamo personalità del calibro di De Gasperi o Moro o La Pira, non certo chi Le sta attorno in quella bolgia priva di capacità dialettiche, di intendimenti strategici, di arguzia di spirito e di franchezza: deniunciamo in molti questo lenocinio che si fa delle pubbliche stanze e dei luoghi che, un tempo, ispiravano una certa qual sacertà! Questi molossi del pubblico accadimento, Senatore, continuano a lavorare con la meno fervida delle fantasie al pubblico degrado. Chi Le scrive non è un nostalgico, ma evvividdìo!, non è possibile - e Lei lo denuncia da immemore tempo, ignorato dalla quasi totalità dei media e dei cronisti e dei pochissimi umanisti che rimangono al nostro certame nazionale, inadatto oramai a trascegliere le eccellenze che meritino veramente l'onore e il bronzo del pubblico plauso - dicevo che non è possibile sopravvivere un secondo di più nella ristrettezza di valori e in questo obbrobrio di scientifico disconoscimento della verità avvantaggio dell'errore. Senatore, in quale tempo stiamo vivendo!, preveduto con anticipo quasi da Cassandra italica da Lei, era plumbea nella quale si organizza lì un corteo omossessuale di lesbiche transgender e qui un pagamento di riscatto (milionario!, addirittura milionario, senatore!) a due sfaccendate nullafacenti con il ghiribizzo del celeberrimo esotismo mediorientale, tutto Fatime e danze del ventre, derviscidi e immoralità da caproni che disdegnano la carne di maiale, salvo poi commerciare, senzienti o non consenzienti, con ben altre carni, tornite di femmina, come a noi piace (mi perdoni, Senatore, se mi permetto di ascriverLa alla compagine oggi ben poco ululante e priva di salvaguardie degli eterosessuati), per le loro libidini di cammellieri e e tuareg e tucùl nel deserto, che stravedono oasi e chissà gli ashram con le molte mogli a favorirli sessualmente, una diversa per ogni sera! Da anni Lei va rinverdendo l'augusta tradizione del si-fa-ma-non-si-dice, pilastro morale delle patrie più sane e dei virgulti ch'abbiam tutti da educare (anche Lei avrà dei figli, immagino: una, la maggiore, è bellissima, complimenti): ci vogliono, ci stravogliono!, valori, dai quali si desuma il merito e lo si riconosca! No, questi imbastarditi del tardo, tardissimo bolscevismo, nipotini orfani di Stalin e di Tolstoj, sen vanno per le città discinti e ragguardevolmente orali, schiocchettando le lingue e insalivando papille, proprie e altrui, con intemerata sciacquettante inzigatura delle mucose di chiunque, all'ombra dei cipressi e dentro l'Urbe, perfino (io stesso l'ho potuto, allibito, constatare di persona!) davanti al Milite Ignoto mano nella mano, antropoidi, due inchecchiti individui del medesimo sesso un dì ch'era onore un tempo celebrare come fausto alle genti. E queste due persone s'arruffavano pe' peli, s'ingiaguarivano a slabbrarsi, si palpeggiavano sotto i motti incliti del Milite e il Suo sguardo cieco oramai di pietà per i poveri costumi degradati... S'impapocchiavano sfregando metatarsi e allungando a piacere i téndini l'un sull'altro, vogliosi d'essere lumati e, vedi un po', forse invidiati, mentre ci davano dentro, aggrappatisi ingroppandosi, lo schiaffo del Soldato completando con mosse d'anca e di bacìno, illanguidendo come suffragette al presentir nei membri il pubblico dominio che strappavano all'aura eroica del milite ivi sepolto! Questi finocchietti, queste scicchitelle, questi babordi che arrembano al fianco col ginocchio tentatore, dando il pelve contro la nàtica e l'ulna possente carezzando proteiformi con le livide labbra tumefatte di bava e di chissà che liquidi purulenti, impiastricciati uno nel desìo dell'altro! Senatore! A noi! E' una vergogna.
Grazie per quanto potrà fare.
Giuseppe Genna"

2015-01-16

Libertà d'espressione col cavolo! Papa: "te doy un puñetazo"

Sanguigno Bergoglio.
Ognuno può dire quello che vuole, ovvio, ma se mi offendi ti prendi un cazzottone.
Altroché la balla del "porgi l'altra guancia"!
Ovviamente, per quanto scritto nel post precedente, oggi los cabrónes sono tutti "je suis Bergogliò"

2015-01-13

Pensierino (ingenuo) della notte

In un paese come l'Italia dove quando il Papa scoreggia sono tutti lì ad annusare e annuire giurando che è incenso (e se qualche volta è lui stesso a dire "no, è odor di merda" si alzano osanna), non si può non invidiare un po' il laicismo ben radicato dei parigini.
"Libertà legalità fraternità". Questa è l'unica Europa unita concepibile.
In culo all'Europa dei burocrati, dei tecnocrati, dei banchieri e dei politici ipocriti!
Peccato che l'Europa non sia Parigi, Berlino, Londra e tutte le altre grandi città dove il pensiero è più libero.
Purtroppo la realtà è tutta un'altra storia.


2015-01-08

Giornata di sangue a Parigi. Non se ne può più dei fanatici religiosi di qualsiasi fede o setta


Ho postato la notizia del massacro ieri mattina, appena diffusa da AdnKronos,
sul gruppo FB "Politica a Pavia" e sono rimasto stonato tutto il giorno.
I commenti si sono subito divisi in base alla tendenza politica uscendo ben presto dal seminato. Accade regolarmente.

Non mi frega niente né di chi sia più o meno fascista piuttosto che comunista né delle dietrologie.
Qui il problema è il dogmatismo che sempre è contrario alla libertà di pensiero ed espressione .
Saranno pure stati estremisti islamici (a giudicare da quanto urlano nel video che li ritrae in fuga). Ma il problema resta il fanatismo religioso endemico in qualsiasi religione (o ideologia) dogmatica.

Osservando il semaforo delle strisce pedonali contro l'azzurro del cielo mi sono chiesto cosa spinga uomini ad uccidere altri uomini soltanto perché esprimono convinzioni diverse dalle loro.
Credere o non credere in un creatore, qualsiasi esso sia, è una condizione mentale.
Così come aderire ad una ideologia.
Ho conosciuto cattolici e mussulmani, comunisti e destrorsi, persino democristiani che restavano persone di tutto rispetto e non hanno mai pero la loro umanità a causa del loro modo di pensare.

Proprio ieri avevo letto di uno studio relativo all'affievolirsi nel mondo del sentimento religioso. La percezione è diversa, ma anche questo conferma che basarsi sulle sensazioni è spesso fallace. (Will religion ever disappear?)

Riflettevo sul fatto che l'aggressività fondamentalista di una parte per quanto minoritaria dell'islamismo, manovrata in modo spregiudicato da chi ha interesse a sostenerla economicamente, potrebbe davvero riportaci ad una guerra di religione di stampo medioevale spingendo un numero sempre più elevato di credenti ad individuare il male nel modello di vita occidentale. Per contrappunto l'ostilità della vecchia Europa nei loro confronti lievita a dismisura

Certamente i governi di questa parte del mondo, a partire dal governo statunitense, hanno commesso tutti gli errori possibili nei confronti degli islamici fomentandone l'odio nei nostri confronti. Ma i nemici non sono i musulmani.
Le religioni dogmatiche contrapposte e i fanatismi che alimentano sono i veri nemici.
Le piaghe da sanare per depotenziarle sono l'ignoranza, l'egoismo individuale, la sopraffazione dei più deboli da parte dei più forti tramite i meccanismi economici imperanti, i malgoverni, l'accumulazione del potere in mano all'uno per cento a fronte della precarizzazione e impoverimento del restante novantanove per cento della popolazione.
Consideravo tutto questo così, alla rinfusa, come affiorava alla mente, per libere associazioni, senza approfondimenti.
Immaginavo le destre che ci andranno a nozze istigando gli umori di pancia più squallidi alla caccia di facili voti, gli esponenti del governo e le loro insulse banalità, i lunghi e sussiegosi articoli gonfi di retorica e luoghi comuni dei soliti noti giornalisti ben pagati e le beghe da cortile di tutti gli altri ognuno a tirar l'acqua al suo mulino.
E già emergono nei commenti di tv e giornali tutte le ipocrisie e gli errori di valutazione possibili e sui social network ogni puttanata ipotizzabile.

Il fatto è che questi attentatori criminali, consapevolmente o meno, tirano la volata di personaggi come la Le Pen (o il locale Salvini) e rischiano di rimettere in gioco anche uno squalificato Sarkozy.

In qualche modo l'assalto al giornale Charlie Hebdo è per l'Europa l'equivalente dell'11 settembre americano, almeno per quanto riguarda il valore simbolico.

Pensavo a quanto si va dicendo sul tramonto della cultura europea di matrice illuminista e sul riaffermarsi di spinte irrazionaliste a forte connotazione religiosa.
Sembra che i macellai che hanno ucciso 12 persone siano francesi di origine algerina.
Forse come qualcuno sostiene appartenenti a quella schiera di giovani senza futuro delle banlieue sempre più emarginati e repressi dalle folli politiche dei governi di destra (Sarkozy in testa) e dimenticati - insieme a tanti altri esclusi di ogni tipo - anche da quelli che si dicono di sinistra
Non meraviglia che chi ha poco o nulla da perdere, scarsa cultura e tanta rabbia dentro sia facile preda di suggestioni ideologiche e religiose estreme, e individui nelle "false libertà" delle democrazie occidentali la causa di tutti i mali.

Colpisce l'efferatezza dell'odio contro gli ultimi difensori di una radicale autonomia di pensiero e parola attraverso la satira (per quanto feroce e politicamente scorretta secondo i parametri dei pudici benpensanti baciapile che infestano redazioni di giornali e studi televisivi e oggi si stracciano le vesti in difesa dei vignettisti trucidati dei quali però ben si guardano di condividere il coraggio).

Quel semaforo sullo sfondo del cielo mi è sembrato l'emblema di un difficile attraversamento per chi voglia ancora farsi guidare dalla ragione critica in un mondo finalmente privo di dei e di dogmi ideologici. Un segno di pericolo perché i tir delle religioni e ideologie dominanti non ne avranno alcun rispetto e saranno finalmente d'accordo almeno sul fatto di metterli sotto senza rimorsi.

2015-01-04

Pavia, piscina Folperti: la neve del 27 dicembre e il sole del 4 gennaio



La grande ombra (selfie)

Der große Schatten
Talvolta si cede alla vanità del "selfie" in buon italiano altrimenti detto "autoritratto"


2015-01-02

2014-12-01

AIDS non se ne parla quasi più, ma l'Italia ha il primato di paese più colpito d'occidente

Profilattico, preservativo, condom, guanto, gondone... Chiamalo come vuoi, ma usalo!

Ignoranza, proprio nel senso di non sapere, e oscurantismo dilagante fanno dell'Italia un paese sempre più miserando.

In base a una indagine Doxa un terzo dei giovani italiani tra i 16 e i 34 anni non considera l'Aids un pericolo reale e non si protegge.
Dieci cose da sapere le suggerisce l'Unicef in maniera semplice.

Nel 2013 nel mondo sono morte un milione e mezzo di persone per l'Aids e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei Paesi in via di sviluppo. (Dati Organizzazione Mondiale Sanità)
L'Italia nel 2012 ha avuto 1.700 morti e ogni anno si contano più di 4.000 nuovi contagi con oltre 140.000 sieropositivi accertati. Si stima che il 15-20% non sia al corrente della propria sieropositività.
(Per saperne di più Lila: dati aggiornati in Italia)
  


2014-11-08

Ocse: Eurozona al palo, è un rischio per la crescita globale (e perché non "decrescere"?)

La Repubblica

Tutti si stracciano le vesti per il PIL che non vuole saperne di risalire.
La follia della crescita infinita sembra indiscutibile.

L'idea che la catastrofe sia non consumare sempre più per far crescere gli indici economici sembra universalmente condivisa.
Perfino Il Manifesto, commentando i dati Ocse, titola: Catastrofe vicina, Europa al bivio.
Eppure il concetto di "decrescita" coniugato con quello di "sostenibilità" (che nulla ha a che vedere con l'ossimoro dello sviluppo sostenibile) non dovrebbe essere estraneo a chi ritiene il modello di crescita in atto responsabile del fatto che il punto di non ritorno per un disastro ecologica globale legato al cambiamento climatico forse è già stato raggiunto e superato.
E questo senza tener conto dell'impoverimento generalizzato della popolazione - mentre l'un per cento dei ricchi si arricchisce sempre più - e di tutte le distorsioni sociali ed ingiustizie che ne conseguono.


2014-11-05

La caduta di Obama un insegnamento per Renzi

Certo Obama ha deluso gli illusi che speravano in una presidenza di "sinistra" (forse per il colore della pelle perché i toni sia suoi sia della first lady quando parlano al "popolo" fanno cascare le... palle!)

Comunque le dichiarazioni di principio non mancavano, un po' come nei discorsi di Renzi che dovrebbe tenerne conto perché rischia un botto altrettanto clamoroso.

Certo il presidente americano ha concluso molto meno di quanto promesso (anche per l'opposizione dura dei repubblicani che già avevano la maggioranza alla camera ed ora anche al senato) e in quanto al Nobel per la pace (assegnato a priori) per quanto ha combinato in giro per il mondo dovrebbe renderlo.

Però la disfatta (per altro annunciata Perché il Pil Usa cresce e la popolarità di Obama cala sole24ore.it) sembra di dimensioni anche superiori del previsto a fronte di una situazione economica raddrizzata, l'aumento dell'occupazione e l'estensione del diritto alla sanità (che comunque esclude ancora 26 milioni di americani).
Le cose che dicono i repubblicani sono terrificanti, i loro leader indecenti, eppure l'America profonda li vota.

2014-11-04

Debito pubblico - Grillo 's Version "Venghino! Siore e siori venghino!"

A sentire quelli del Manifesto mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova *.
Nessuna meraviglia. Tornano a casa un po' dei voti in libera uscita (al nord soprattutto leghisti). Patetica la rincorsa del Grillo a destra. M5s "nonideologico" (ma "futurologo"!) Scorciatoie per la felicità.
Del resto la tecnica della semplificazione è sempre stata l'arma di Grillo per i grulli.
Quante volte ha stravolto in tal modo i pur degnissimi assunti dei suoi spettacoli?
A me è sempre sembrato un suo limite, anche quando ho voluto cercarne le giustificazioni (che poi erano quelle del comico il cui imperativo è far ridere).
Si annovera alla "tecnica della semplificazione" - ma senza neppure divertire - anche la ricetta del suo staff contro lo spread di oggi sul Blog: Come cambia il debito pubblico #fuoridalleuro .
"Venghino! Siore e siori venghino! ad ammirare la strabiliante esibizione del mago Grillo per far sparire lo spread"
In compenso anche alcuni fedelissimi locali (tipo la pavese Nanni, consigliere regionale) incominciano a dare timidi segnali di "dissenso" ragionato, subito massacrati sul piano personale dai talebani del movimento.

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* Questo il pezzo impreciso, poco verificabile e che non aggiunge niente a quanto si sa da tempo sulle derive fascistoidi di una frazione (non so quanto consistente) dei pentastellati.
Il niente tipico della gestione Rangeri del Manifesto, purtroppo.


Da Beppe Grillo a Roberto Fiore: mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova

Il sindaco di Comacchio, preveggente, lo aveva detto, una volta messo alla porta del movimento
direttamente da Beppe Grillo: «E’ in atto una deriva fascista del 5 stelle. E’ Grillo a dover essere
espulso per questo». Qualcuno deve averlo preso alla lettera. Anzi, più di qualcuno. Visto che si
tratta di mezzo Meet-up, quello di Vibo Valentia. A partire dal suo fondatore Edoardo Ventra. Che
diventa, da un giorno all’altro, commissario provinciale di Forza nuova.
E’ la segreteria regionale di Fn ad annunciare la nascita nella provincia vibonese di un proprio
«nucleo militante» in cui viene nominato, direttamente dai dirigenti nazionali, come commissario
politico Ventra. A cui «è stato affidato il compito di organizzare il partito in tutta la provincia di Vibo.
La carica di commissario avrà durata di sei mesi al termine del quale si procederà con la creazione
della federazione provinciale che sul territorio sarà strutturata ed organizzata con cariche e nomine
come previsto dal nostro statuto. A lui e a tutti gli ormai ex attivisti M5S vanno i migliori auguri di
buon lavoro. Grande soddisfazione viene espressa dal segretario nazionale Roberto Fiore».
In che cosa consista il «lavoro» politico di Forza nuova è roba nota. Appena due settimane fa un centinaio
di militanti scorazzavano liberamente per Crotone (senza che il sindaco Pd facesse nulla per
impedirlo) al grido: «Via i clandestini. L’Italia agli italiani» e altre amenità del genere. D’altronde
che nella pancia del 5 stelle alberghino rigurgiti xenofobi ed idee di destra è altrettanto notorio.
Basta farsi un giro in rete e dare uno sguardo ai commenti sulle sparate di Grillo in tema di immigrazione.
Il movimento è spaccato in due. Da una parte, quelli più a sinistra, irritati dai toni «modello
Farage» del capo.
Ventra ha così spiegato in rete la sua adesione a Fn : «Molti politici non hanno nulla di onorevole
perché non onorano con le loro azioni le cariche pubbliche che ricoprono, sono indegni degli italiani
onesti Per questo motivo gli italiani onesti hanno il dovere di organizzarsi. Aderire, aderire, aderire».
Qualunquismo abborracciato e pillole di populismo di provincia. Che fa il paio con il finale della nota
con cui Fn comunica la fuoriuscita dei grillini: «La coerenza con la quale Fn affronta da sempre
tematiche quali il blocco dell’immigrazione,il ritorno alla piena sovranità politica, economica e monetaria
e la lotta contro i veri sprechi, a cominciare dall’abolizione delle regioni, dà i suoi frutti; molto
presto, infatti, daremo notizia di altre importanti adesioni in varie parti d’Italia.
Chi è davvero animato da spirito rivoluzionario sceglie sempre più Fn come unica, radicale, valida
alternativa al sistema partitocratico asservito alla grande finanza internazionale». Se cambiassimo le
sigle e al posto di Forza nuova ci fosse scritto M5S, parrebbe un comunicato scritto da Grillo. Invece
è vergato da Roberto Fiore.

2014-11-03

Forni crematori per i Rom a Motta Visconti

FaceBook 
Questa chicca da Motta Visconti, "ridente paesino" alle soglie di Pavia già recentemente agli "onori della cronaca" per un "efferato delitto" (non evitiamoci alcun luogo comune!) me l'ero persa.
Grazie dunque a 
Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.

2014-11-01

Cucchi - Giustizia e impunità

Ciò che balza sempre più agli occhi è l'aleatorietà dei giudizi dei tribunali. Entrare nel meccanismo di un processo è un po' come sedersi al tavolo della roulette russa. Dipende tutto dall'abilità degli azzeccagarbugli (e dunque dai soldi che puoi permetterti di spendere) e dall'idea nella testa dei giudici che poi troveranno il cavillo giuridico per motivare le proprie scelte pro o contro.
La certezza del diritto è un optional.

In quanto alla "solidarietà ai poliziotti e agli agenti penitenziari" ci andrei con i piedi di piombo. Come ovunque anche tra i "tutori dell'ordine" ce ne sono di "buoni" e di "cattivi". Ma la diffusa prevaricazione dei diritti altrui in nome della propria funzione, l'addestramento alla violenza, sempre più omogeneo nelle polizie di tutto il mondo, l'omertà in nome dello "spirito di corpo" e l'impunità considerata come un diritto, ne fanno più un pericolo per che finisce indifeso nelle loro mani che una istituzione alla quale affidarsi con fiducia.


2014-10-20

Non amo Renzi ma neppure gli altri

Non ho mai creduto in Renzi, un abile parolaio di matrice DC, di quelli che si sono digeriti quel poco che restava della "sinistra" e ne cavalcano le spoglie come cavalieri dell'apocalisse (l'altro era di Arcore).
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.


2014-10-18

Donne curde decapitate

Non so chi siano costoro né chi abbia pagato questi armamenti dall'aria costosa, ma di certo a guadagnarci sono sempre e solamente i produttori di armi
Vedo ora casualmente dal profilo di Marina Terragni su FaceBook la foto di una combattente curda decapitata a Kobane dall'Is qualche giorno fa - con 110 condivisioni e 175 commenti per lo più sull'opportunità o meno di pubblicarla (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204246695982860&set=a.1384921658363.56056.1091667348&type=1&theater). Poco importa se viene o meno pubblicata e se l'assassino sia stato a sua volta assassinato come garantisce Terragni (http://en.shiapost.com/2014/10/06/syrian-kurd-woman-fighter-beheaded-by-isis-terrorist-in-kobani/). 
Più interessante mi sembra un rimando alla nota della Nazione Indiana mentre i fatti di Kobane sono scivolati rapidamente in secondo piano.

2014-10-11

Grillo Blog magazine tra UniCredit Volvo e Toyota


>>> Oggi Beppe Grillo farà un annuncio che potrà cambiare la vita di tutti i cittadini italiani. Dal palco del Circo Massimo, questa sera alle 21:15, la storia di questo paese potrà prendere una direzione diversa. Sarà l'Italia a 5 stelle che vogliamo costruire insieme <<<

Clap! Clap! Abbiamo giusto bisogno di qualcosa che ci cambi la vita

Già in aprile avevo scritto un post, "Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)", sull'incredibile accozzaglia di pubblicità commerciale che è il Blog di Beppe Grillo e, anche peggio, il collegato TseTse.
Roba da far invidia alla mai dimenticata Vanna Marchi.

Il Blog di Beppe Grillo - IL PRIMO MAGAZINE SOLO ON LINE  come recita la testata.

Blog: a personal website or web page on which an individual records opinions, links to other sites, etc. on a regular basis

Magazine: a periodical publication containing articles and illustrations, typically covering a particular subject or area of interest

Non credo che Beppe abbia mai scritto una sola riga sul suo Blog-magazine, né pubblicato personalmente alcun altro contenuto.

Grillo ci mette il brand e i suoi webmaster il lavoro d'impaginazione di grafica ecc, testi compresi, quantunque penso che questi siano affidati a copywriter, professionisti pubblicitari della società di Casaleggio, sotto la sua direzione "politica" o qualche altro "responsabile".
Insomma: quello di Grillo è solo formalmente un blog.

Pur essendo le differenze tra un blog e un sito sempre più esigue si può dire che quello di Grillo è un sito con la struttura di un Blog (ma anche i Blog sono siti Web, per quanto dinamici, interattivi ed aggiornati frequentemente).
Sito a tutti gli effetti per come è stato ideato e viene gestito (probabilmente sulla base di un content management system come tutti i siti dinamici di notevoli dimensioni).
Blog perché la sequenza dei post più o meno giornalieri con commenti è quella che tipicizza questa forma di comunicazione (superata non a caso dai formati più rigidi e sbrigativi dei social network).
Il post di un blog infatti è un testo che conserva la forma di un articolo di senso compiuto - o di una pagina di diario, con aggiunta di foto, video, ecc. Di solito è preferibile che la sua lunghezza sia contenuta nella schermata senza dover ricorre allo scrolling per leggere tutto.

Ciò che non ne fa un blog è il non avvalersi di una comune piattaforma di blogging e non redigere personalmente i post gestendo il contatto diretto con i suoi lettori.

Ovviamente fintanto che Grillo sosterrà che ogni post pubblicato è espressione del suo pensiero ne ha la responsabilità e dovrà essere considerato "suo".

2014-10-06

Ridiculous (leggi rɪˈdɪkjʊləs) bipartisan per Juventus - Roma

#JuveRoma
A me del calcio importa poco o niente e dunque dovrei tacere, ma quando due parlamentari di tendenze politiche apparentemente dissimili (i signori in effige, uno del PD l'altro di Fratelli d'Italia) annunciano interrogazioni per il discutibile arbitraggio di una partita di calcio - mentre tutto il resto va in malora - c'è davvero da chiedersi a cosa serva ancora il parlamento (rigorosamente con la p minuscola) a parte distribuire laute prebende pubbliche ad un numero spropositato di "strani" individui.

2014-10-04

Ossau-iraty e Aprutino pescarese - Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica


Guido Scorza su Il Fatto Quotidiano scrive: Digitalizzazione all’italiana: la burocrazia del formaggio e giustamente segnala gli eccessi di burocrazia nel caso in esempio dell'Ossau-iraty e l'uso inetto della comunicazione digitale.

Ma basta andare alla fonte, sul sito della Gazzetta Ufficiale, per trovare subito infiniti altri esempi.

Il primo che è venuto sott'occhio è quello dell'Aprutino pescarese. Un olio d'oliva d.o.p. di gran pregio.

Con burocratica efficienza la "Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica" informa di un evento assai semplice nella sostanza. Quest'anno le olive verranno raccolte con qualche giorno di anticipo.
Già, ma ci vuole ben altro di questa semplice frase per ottemperare a leggi e direttive nazionali ed europee.
Ecco qui sotto riprodotto il gustoso burocratese della Gazzetta Ufficiale.
Noto en passant l'uso del maiuscolo, il carattere tipografico e le spaziature tra le parole, l'apostrofo al posto degli accenti, quasi si usasse ancora una macchina per scrivere priva fin anche delle apposite vocali accentate.
Tralascio qualsiasi considerazione sul godibilissimo accorpamento sotto la stessa direzione della "promozione della qualità agroalimentare" e "dell'ippica".

IL DIRETTORE GENERALE per la promozione della qualita' agroalimentare 
e dell'ippica 
 
  Visto il  Regolamento  (UE)  n.  1151/2012  del  Parlamento  e  del
Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di  qualita'  dei  prodotti
agricoli e alimentari; 
  Visto l'art. 53, par. 3  del  Regolamento  (UE)  n.  1151/2012  del
Parlamento e del Consiglio che prevede  la  modifica  temporanea  del
disciplinare di produzione  di  un  prodotto  DOP  o  IGP  a  seguito
dell'imposizione di misure sanitarie o fitosanitarie obbligatorie  da
parte delle autorita' pubbliche; 
  Visto il Regolamento delegato (UE) n. 664/2014 del 18 dicembre 2013
che integra il Regolamento (UE) n. 1151/2012  del  Parlamento  e  del
Consiglio  in  particolare  l'art.  6,  comma  3  che  stabilisce  le
procedure riguardanti  un  cambiamento  temporaneo  del  disciplinare
dovuto all'imposizione, da parte di autorita'  pubbliche,  di  misure
sanitarie e fitosanitarie obbligatorie o motivate calamita'  naturali
sfavorevoli o da  condizioni  metereologi  sfavorevoli  ufficialmente
riconosciute dalle autorita' competenti; 
  Visto il Regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del  1°  luglio
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee  L.
163 del 2 luglio 1996, con il quale e' stata  iscritta  nel  registro
delle  denominazioni  di  origine  protette   e   delle   indicazioni
geografiche protette la denominazione di origine  protetta  «Aprutino
Pescarese»; 
  Visto il provvedimento della regione Abruzzo - Direzione  politiche
agricole e di sviluppo  rurale,  forestale,  caccia  e  pesca  del  9
settembre 2014, prot. n. 235949 che ha ufficialmente riconosciuto  la
necessita' per l'annata 2014 di anticipare al 1 ottobre  la  raccolta
delle olive destinate alla produzione della DOP Aprutino Pescarese  a
causa di condizioni metereologiche sfavorevoli; 
  Considerato che, dalla relazione tecnica allegata al  provvedimento
della  regione  Abruzzo  emerge  con  chiarezza  che  le  particolari
condizioni climatiche verificatesi durante l'anno hanno  prodotto  un
anticipo  della  fase  di  maturazione  delle  olive  destinate  alla
produzione della DOP Aprutino Pescarese; 
  Considerato che il disciplinare di  produzione  all'art  4  prevede
l'inizio  della  raccolta  delle  olive  dal  20  ottobre  e  che  il
mantenimento   di   questa   data,   nell'annata   olivicola    2014,
comprometterebbe la qualita'  dell'olio  alterando  sia  i  parametri
chimico  fisici  che  organolettici,  comportando  un   grave   danno
economico ai produttori; 
  Ritenuto  necessario  provvedere  alla  modifica   temporanea   del
disciplinare  di  produzione  dell'olio  extravergine  di  oliva  DOP
«Aprutino Pescare» ai sensi del citato art. 53, par 3 del Regolamento
(UE) 1151/ 2012 e dell'art. 6, comma 3 del Regolamento Delegato  (UE)
n. 664/2014; 
  Ritenuto che  sussista  l'esigenza  di  pubblicare  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana la modifica temporanea  apportata
al  disciplinare  di  produzione  della  DOP   «Aprutino   Pescarese»
attualmente vigente, affinche' le disposizioni contenute nel predetto
documento  siano  accessibili  per  informazione   erga   omnes   sul
territorio nazionale; 
 
                              Provvede: 
 
  Alla pubblicazione della modifica del  disciplinare  di  produzione
della denominazione «Aprutino Pescarese» registrata  in  qualita'  di
denominazione di origine protetta in forza  al  Regolamento  (CE)  n.
1263 della Commissione del 1° luglio 1996. 
  La presente modifica  del  disciplinare  di  produzione  della  DOP
«Aprutino Pescarese» e' temporanea e riguarda esclusivamente l'annata
olivicola 2014 a decorrere dalla data di pubblicazione  della  stessa
sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali. 
    Roma, 18 settembre 2014 
 
                                         Il direttore generale: Gatto 

2014-10-03

Oh Renzi! Un parlamento che non riesce ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale quale riforma potrà mai varare?


Sicuramente è solo una sensazione, ma anche questa Corte Costituzionale, così, a occhio, non da un'idea di sontuosa inefficienza?
E i carabinieri lì in fondo a far da tappezzeria in alta uniforme non sarebbe più opportuno destinarli al servizio attivo anziché lamentarsi per le carenze di organico?

2014-10-02

Caro Renzi. Sono io Giuseppe

Caro Renzi. Sono io Giuseppe cinquant'anni passati, che ha perso il lavoro e non ne trova un altro. Quello a cui ti sei rivolto, dicendo che è di me che t'importa.
Ritirare in ballo l'articolo 18 è solo un modo per deviare l'attenzione dei lavoratori da ciò che conta davvero: avere aiuti concreti quando il lavoro non c'è. 
Fatti, Renzi, non promesse!
Ora fingete tutti di farvi la guerra per un articolo 18 già svuotato di senso dal governo Monti solo per vedere chi di voi è più forte. 
Io e mio figlio che ha vent'anni invece abbiamo bisogno di un reddito e di servizi funzionanti. Ringrazieremo chi ce li darà.

2014-09-27

Samira Saleh al-Naimi: una morte ignorata

Sui media che dedicano, a proposito e sproposito, tanto spazio agli sgozzamenti di giornalisti e cittadini occidentali da parte dell'ISIS e alla presunta identità dei macellai esecutori materiali degli omicidi, è stata praticamente ignorata l'uccisione dell'attivista irachena per i diritti umani e avvocato Samira Saleh al-Naimi, per mano degli stessi assassini.
La donna era stata rapita e torturata per cinque giorni prima di essere abbandonata cadavere in una strada di Mosul.
Se ripropongo questa ennesima tragedia dell'odio e del fanatismo è perché la scarsa rilevanza assegnata all'evento la dice lunga sulla mentalità di tanto giornalismo "embedded".

Sotto la notizia così come è stata brevemente diramata il 25 settembre

A Mosul i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso pubblicamente, dopo cinque giorni di torture, l'avvocato attivista per i diritti umani Samira Saleh al-Naimi, accusata di apostasia. La donna era stata prelevata da casa lo scorso 17 settembre dopo alcuni commenti - postati su Facebook - in cui criticava la distruzione da parte dei jiahdisti di alcuni siti religiosi a Mosul. La pagina sul social network è stata immediatamente rimossa dopo la sua morte.
Si è detto estremamente scioccato dalla notizia il rappresentante Onu della Missione in Iraq, Unami, Nickolay E. Mladenov.
Secondo quanto riportato dal Gulf Center for Human Right la donna ha lavorato a lungo in difesa dei diritti dei detenuti e dei poveri. L'esecuzione, secondo il centro, sarebbe legata alla sua attività in difesa dei concittadini di Mosul. Il Gulf Center rivolge anche un appello alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata "un'indagine immediata, imparziale e approfondita dell'esecuzione di Samira Saleh al- Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall'Isia, al fine di portare i responsabili di fronte alla giustizia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Isis-attivista-irachena-uccisa-pubblicamente-mosul-9f9df1b2-c71e-4445-a6f2-2aa9d647555a.html?refresh_ce#sthash.2Soe63yw.dpuf

2014-09-23

Scuola: Don Milani, il ministro Giannini e la fabbrica di saponette

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini continua a citare Loris Malaguzzi, Montessori, don Milani, ed altri a caso, come esempi di "buona scuola". 
A parte l'eterogeneità dei soggetti chiamati in causa penso, condiviso certamente da tutti coloro che hanno letto don Milani e conosciuto la sua scuola, che il don di Barbiana si stia rivoltando nella tomba (e anche Malaguzzi funzionario organizzatore a Reggio Emilia delle migliori scuole materne che l'Italia abbia mai conosciuto).
Cosa abbiano a che vedere costoro con chi "parla della scuola da venditori di saponette" - come Renzi, i suoi ministri e quelli che l'hanno preceduti - è misterioso.
[Nota: il virgolettato fa riferimento ad un pedagogista quale Benedetto Vertecchi, brevemente intervistato dal Secolo XIX
"Riforma della scuola,Vertecchi: «Don Milani non avrebbe avuto premi»" 

Trovate QUI l'articolo, sotto quello di Concita De Gregorio]



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