2014-10-03

Oh Renzi! Un parlamento che non riesce ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale quale riforma potrà mai varare?


Sicuramente è solo una sensazione, ma anche questa Corte Costituzionale, così, a occhio, non da un'idea di sontuosa inefficienza?
E i carabinieri lì in fondo a far da tappezzeria in alta uniforme non sarebbe più opportuno destinarli al servizio attivo anziché lamentarsi per le carenze di organico?

2014-10-02

Caro Renzi. Sono io Giuseppe

Caro Renzi. Sono io Giuseppe cinquant'anni passati, che ha perso il lavoro e non ne trova un altro. Quello a cui ti sei rivolto, dicendo che è di me che t'importa.
Ritirare in ballo l'articolo 18 è solo un modo per deviare l'attenzione dei lavoratori da ciò che conta davvero: avere aiuti concreti quando il lavoro non c'è. 
Fatti, Renzi, non promesse!
Ora fingete tutti di farvi la guerra per un articolo 18 già svuotato di senso dal governo Monti solo per vedere chi di voi è più forte. 
Io e mio figlio che ha vent'anni invece abbiamo bisogno di un reddito e di servizi funzionanti. Ringrazieremo chi ce li darà.

2014-09-27

Samira Saleh al-Naimi: una morte ignorata

Sui media che dedicano, a proposito e sproposito, tanto spazio agli sgozzamenti di giornalisti e cittadini occidentali da parte dell'ISIS e alla presunta identità dei macellai esecutori materiali degli omicidi, è stata praticamente ignorata l'uccisione dell'attivista irachena per i diritti umani e avvocato Samira Saleh al-Naimi, per mano degli stessi assassini.
La donna era stata rapita e torturata per cinque giorni prima di essere abbandonata cadavere in una strada di Mosul.
Se ripropongo questa ennesima tragedia dell'odio e del fanatismo è perché la scarsa rilevanza assegnata all'evento la dice lunga sulla mentalità di tanto giornalismo "embedded".

Sotto la notizia così come è stata brevemente diramata il 25 settembre

A Mosul i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso pubblicamente, dopo cinque giorni di torture, l'avvocato attivista per i diritti umani Samira Saleh al-Naimi, accusata di apostasia. La donna era stata prelevata da casa lo scorso 17 settembre dopo alcuni commenti - postati su Facebook - in cui criticava la distruzione da parte dei jiahdisti di alcuni siti religiosi a Mosul. La pagina sul social network è stata immediatamente rimossa dopo la sua morte.
Si è detto estremamente scioccato dalla notizia il rappresentante Onu della Missione in Iraq, Unami, Nickolay E. Mladenov.
Secondo quanto riportato dal Gulf Center for Human Right la donna ha lavorato a lungo in difesa dei diritti dei detenuti e dei poveri. L'esecuzione, secondo il centro, sarebbe legata alla sua attività in difesa dei concittadini di Mosul. Il Gulf Center rivolge anche un appello alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata "un'indagine immediata, imparziale e approfondita dell'esecuzione di Samira Saleh al- Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall'Isia, al fine di portare i responsabili di fronte alla giustizia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Isis-attivista-irachena-uccisa-pubblicamente-mosul-9f9df1b2-c71e-4445-a6f2-2aa9d647555a.html?refresh_ce#sthash.2Soe63yw.dpuf

2014-09-23

Scuola: Don Milani, il ministro Giannini e la fabbrica di saponette

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini continua a citare Loris Malaguzzi, Montessori, don Milani, ed altri a caso, come esempi di "buona scuola". 
A parte l'eterogeneità dei soggetti chiamati in causa penso, condiviso certamente da tutti coloro che hanno letto don Milani e conosciuto la sua scuola, che il don di Barbiana si stia rivoltando nella tomba (e anche Malaguzzi funzionario organizzatore a Reggio Emilia delle migliori scuole materne che l'Italia abbia mai conosciuto).
Cosa abbiano a che vedere costoro con chi "parla della scuola da venditori di saponette" - come Renzi, i suoi ministri e quelli che l'hanno preceduti - è misterioso.
[Nota: il virgolettato fa riferimento ad un pedagogista quale Benedetto Vertecchi, brevemente intervistato dal Secolo XIX
"Riforma della scuola,Vertecchi: «Don Milani non avrebbe avuto premi»" 

Trovate QUI l'articolo, sotto quello di Concita De Gregorio]



2014-08-30

Quel senso d'affondamento

"In 12 mesi opere per 10 miliardi". Alle cifre in libertà sparate da Renzi, un Padoan, ministro dell'economia, più prudente dice che soldi non ce ne sono e non sa quanti se ne potranno recuperare a breve termine.
Il premier invece si era spinto ad ipotizzare uno sblocco di 43 miliardi per riaprire cantieri.

Nella realtà restano soltanto qualche decina di milioni: circa 200 quest'anno e 500 il prossimo e un regalo ai signori delle autostrade (Benetton, Gavio, Toto).

Ieri, da quello che si annunciava come un consiglio dei ministri epocale, è venuto fuori il solito topolino.
Sparite, rinviate o minimizzate le decisioni più spinose (scuola, giustizia, ecobonus, piano casa) lo "sblocca Italia" si è ridotto alla solita rutilante serie di proclami e promesse da parte del premier.
I soldi per i cantieri sono quelli già stanziati in precedenza ed ora spostati da un capitolo di spesa all'altro come in un gioco delle tre carte. Niente di sostanzioso.

Chi sentendo parlare di alta velocità Napoli-Bari, collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, adeguamento statale Telesiana, autostrada Termoli-San Vittore, alta capacità terzo valico dei Giovi, gronda autostradale di Genova, alta velocità Brescia-Padova, nuovo tunnel del Brennero, autostrada Livorno-Civitavecchia, quadrilatero Marche-Umbria, completamento statale 291 e 131 (Sardegna), terza corsia autostrada Venezia-Trieste, ss 652 fondo Val di Sangro (Abruzzo), svincolo Laureana su A3 Salerno-Reggio, metropolitana Firenze, Napoli, Torino, investimenti aeroportuali (su Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno), ritiene siano cose nuove non s'illuda. Tutta roba già prevista e in parte finanziata da sbloccare.

Certo, tra le altre cose tirare di nuovo in ballo un adeguamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria fa temere o sperare (a seconda dei casi) nel paradosso di Keynes: spesa pubblica per riattivare l'espansione, anche scavando buche per poi ricoprirle.
Ma non è così. I soldi nuovi, come si è visto, sono pochi. Si tratta di far ballare quelli vecchi da una parte all'altra.
Dunque tanto fumo negli occhi.

Dubito che un Renzi qualsiasi riesca ad avviare un reale processo di trasformazione dell'Italia in senso progressista, anche se ne avesse davvero l'intenzione, e questo perché la sua statura politica non è troppo dissimile da quella di Berlusconi (senza che siano la stessa cosa).
E comunque la "razza padrona", come si diceva un tempo, è così incistata in ogni piega di questo disgraziato paese e i suoi interessi sono tali e tanti da rendere incredibile una scossa decisiva senza una rottura in qualche modo traumatica con il passato.

L'Europa, l'austerità, il debito pubblico, i parametri rigidi, c'entrano, ma solo fino ad un certo punto.
Renzi o non Renzi è il solito vecchio immobilismo e gattopardismo italico a spegnere la speranza specie in chi non è più abbastanza giovane da credere in una rivoluzione rigeneratrice.


2014-08-26

Scuola: un'altra non-riforma

Per chi ha passato la vita nella scuola, prima da discente e poi da docente, sentir parlare dell'ennesima riforma "rivoluzionaria" dal consueto pulpito ciellino di fine estate, a Rimini, dal sempre osannato - chiunque esso sia - ministro in carica (la Giannini questa volta), fa... sorridere.

Quali siano gli interessi convergenti di cattolici integralisti e ministri a loro vicini è cosa risaputa: ottenere più soldi per la scuola privata a scapito di quella pubblica.
Ne hanno ricevuti a valanga dal 2000, complice il breve intermezzo del governo D'Alema che buttò alle ortiche il dettato costituzionale relativo al diritto di enti e privati di istituire scuole purché "senza oneri per lo Stato".

Questa volta l'idea geniale sembra quella di detassare gli istituti privati. Si vedrà.
È prematuro perder tempo ad analizzare le parole in libertà di un ministro che annuncia una riforma epocale da realizzare nei prossimi trent'anni a vaghi colpi d'indirizzi generici, in tipico stile renziano.
Sembra il consueto tanto fumo dal quale uscirà poco arrosto bruciacchiato.

Sconcertante la monotonia con la quale si pesta la solita vecchia acqua nel mortaio.
Annuncio dell'abolizione dei supplenti e dei precari. Come sia possibile a fronte di una riduzione dei docenti, visto che s'intende assumerne quattro per ogni dieci che andranno in pensione, resta un mistero della fede.
Riproposta di scatti stipendiali per gli insegnanti legati al merito e all'impegno piuttosto che all'anzianità e apertura a munifici sponsor privati per attrezzature di laboratori e quant'altro. La fine miseranda di analoghe pensate negli scorsi decenni non ha insegnato nulla.
Inglese e informatica dalle elementari. Ma ci sono già da tempo! Il problema è che non funzionano (come del resto l'educazione musicale e fisica).
Revisione legge Berlinguer sulle scuole paritarie. Quella appunto che dirottò sulle private un fiume di denaro pubblico. A sentire le parole del ministro, che ritiene "pregiudizi ideologici" la difesa dell'istruzione pubblica opposta alla privata, la revisione sarà ad ulteriore favore di quest'ultima.

Stefania Giannini comunque garantisce che dietro le proposte sorprendenti e rivoluzionarie che presenterà il suo boss Renzi c'è tanto lavoro "silenzioso". Già, c'è il ciellino Toccafondi.

2014-07-19

Di Bunga Bunga non se ne può più

La ragazza "bisognosa d'aiuto" per la quale 
il capo del governo è stato "come la Caritas"
L'assoluzione del BungaBunga con cene "eleganti" a base di escort in stuzzicanti vestiti da suora e prostitute minorenni costringe, a malincuore, ad un commento.
Come tutte le cose che hanno stufato c'è una certa indifferenza.
Tutti, tranne forse Brunetta e Ferrara (in totale malafede) - e gli altri accoliti beneficiati - hanno capito da tempo chi è l'ex-cavaliere. Una burla ambulante che nessun paese civile avrebbe mai voluto alla guida della cosa pubblica.
Il popolo "ancora" di sinistra che il 25 aprile di vent'anni fa sotto un acqua torrenziale manifestò per le vie di Milano contro quello che con ogni evidenza era già un lucertolone alla Visitors, più che un "caimano", aveva totalmente ragione, ma, come sempre, fu sonoramente sconfitto.

Ciò che mi ha colpito ancora una volta è semmai la disparità di valutazione delle medesime prova tra primo e secondo grado di giudizio.
Non mancano motivazioni di lana caprina a carattere squisitamente giuridico a spiegazione del fatto, ma un comune cittadino, quale io sono, non può che essere sconcertato di fronte alla roulette russa della giustizia. Quale certezza di giudizio si può avere nel malaugurato caso si finisca imputati, senza possedere eserciti di avvocati, in questo benedetto paese? Possibile che tutto dipenda dai giudici che capitano e dalla loro personale interpretazione degli eventi? Perché questa alla fin fine è la sensazione che passa.

A me che Berlusconi fosse un puttaniere non è mai fregato assolutamente nulla. Come dire? Cazzi suoi!
Commentai ai tempi della ben più grave e definitiva condanna per frode fiscale (vedi sentenza integrale della condanna) che mi dispiaceva fosse messo fuori gioco dalle sentenze di tribunale anziché da ben più sostanziali ragioni politiche.
Solamente in un paese di pulcinella come l'Italia poteva essere ammesso al gioco politico cosiddetto "democratico" un miliardario padrone di un numero imprecisato di canali televisivi, giornali e riviste.
I risultati si sono visti.

Nello specifico chiunque abbia un minimo di buon senso sorride al pensiero che Berlusconi non sapesse l'età di Rubi Rubacuori o che gli sfuggisse l'importanza del peso di una telefonata del capo del governo ad una questura. Ma se per la corte d'appello non si configurano reati in tutto ciò, va bene. Sicuramente le motivazioni, quando verranno pubblicate saranno inappuntabili. Come lo erano quelle nel processo di primo grado.

In quanto a tutto il resto lasciamo che siano i moralisti bacchettoni a scandalizzarsi.
Cosa abbia fatto o faccia Berlusconi nel suo privato non interessa né mai è interessato. Ma in quanto personaggio pubblico resta sacrosanto quanto scrive Gramellini su La Stampa: Bungaburla
[ndr: sullo stesso post di "Articoliscelti" troverete anche, per quanto riguarda il risvolto giuridico: «Non ci fu la concussione», ecco perché Berlusconi è stato assolto (Ferrarella), Innocente a sua insaputa (Travaglio)]

2014-07-12

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato". Ma a noi ci hanno rovinati quelli come lui

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato" (Fausto Bertinotti: “Le feste mi hanno rovinato)
Non le feste, caro Fausto, ma la pochezza politica e l'abitudine, tipica dei sindacalisti, di tromboneggiare dai palchi per poi scendere ai compromessi più scadenti a danno dei lavoratori.
Sostiene Bertinotti: "Ero così tanto distante da quel mondo [ndr: quello delle feste VIP alle quali si concedeva con voluttà] e ritenevo che nessuno potesse trafugare il mio volto [???] e cambiargli colore"
Non era il colore del volto il problema, ma la distanza tra la le vuote parole con le quali ubriacavi i tuoi fan e la pratica politica che esercitavi.
Sostiene Bertinotti: "È morta la sinistra. Non dico il comunismo, c’era stato il muro di Berlino a ricordarci le pietre che schiacciavano i nostri corpi [???]"
Non la sinistra è morta. A suicidarsi sono stati i partiti della sinistra i cui dirigenti, tu compreso, si sono identificati con il sistema di potere condividendone i privilegi e tradendo l'ideologia della quale continuavano a farsi portavoce.
Sostiene Bertinotti: "Abbassare il vessillo dei partiti, chiudere le sezioni..."
Non c'è più niente da abbassare, né niente da chiudere. Avete fatto, voi che tenevate in mano i partiti, piazza pulita. Rubato il rubabile non solo in termini materiali ma anche ideali, sottraendo la speranza a quanti avevano creduto in voi.
Sostiene Bertinotti: "Per tutta la vita abbiamo pensato che il nostro obiettivo fosse fare la rivoluzione. E s’è visto dove siamo giunti"
Ma di quale rivoluzione parli? Non c'è mai stata una rivoluzione all'ordine del giorno nei piani del PC post bellico e neppure il "compromesso storico" (definitiva, ma consapevole, messa in soffitta di ogni aspirazione a un cambiamento rivoluzionario nella speranza futura di arrivare al governo in alternativa alla DC) si è mai concretizzato in altro modo se non con l'inciucio spartitorio delle tangenti.
E poi dai! Tu sei arrivato da qualche parte. E quando mai uno che sprizza gioia per essere diventato Presidente della Camera pensa alla rivoluzione?
Sostiene Bertinotti: "Se tu nasci per cambiare il mondo, e poi il risultato è questo, non puoi cavartela con: scusate, abbiamo sbagliato (...) Sono un vinto"
Già, non puoi cavartela così. E soprattutto il mondo non ha mai avuto alcuna intenzione di farsi cambiare.
In quanto ad essere "vinti" conosco molti che vorrebbero esserlo come te, con liquidazione da nababbo, vitalizio, ecc.
Sarebbe stata una piccola, ma significativa "rivoluzione" anche solo opporti, insieme al plotoncino di mediocri luogotenenti dei quali ti sei sempre circondato, ogni qual volta i parlamentari si aumentavano prebende e privilegi.
Ed infine sostiene Bertinotti: "Far rinascere lo spirito, il senso, le idee rivoluzionarie nella grande prateria [sic!] degli esclusi, in quel popolo disordinato ma vitale. Sono barbari, però siamo nelle stesse condizioni dell’800 (...) E meno male che votano Grillo. In Francia votano Le Pen."
Quante sciocchezze. Sono passati poco più di cent'anni dalla fine dell'800, ma in realtà sono anni luce.
Le ragioni della disperazione di chi è fuori dal ristretto 1% dei super beneficiati dalla sviluppo economico globale sono molte, differenziate e complesse e non tutti sono esclusi e disperati allo stesso modo.
Però le responsabilità di chi ha permesso una tale divaricazione tra chi sta in "alto", come dici tu, e gli altri, è proprio dei politici come te, vuoti parolai inconcludenti anche quando un buon successo elettorale vi dava qualche possibilità contare.
Avete goduto di privilegi personali sempre più consistenti senza battere ciglio quando non siete stati colpevolmente collusi in scelte che con ogni evidenza nulla avevano di "sinistra".
Stupido io che per un periodo, per quanto breve, ti ho creduto e votato, lasciandomi illudere dal tuo linguaggio che parlava di "nuovo", come altri oggi si stanno illudendo con personaggi come Grillo o Renzi nella totale disgregazione di ogni valida alternativa di sinistra.

2014-07-08

A quattordici anni dall'invasione dell'Afghanistan votazioni per un nuovo presidente

Inizi di aprile. “Le masse hanno vinto con il voto” sosteneva Abdullah Abdullah che i nostri informatissimi giornali davano come successore di Karzai alla presidenza del paese.
Mi era venuto da sorridere ad una simile affermazione nelle condizioni in cui si trova l'Afghanistan.
Trascinati da Bush in questa assurda guerra come in quella dell'Iraq ci siamo rimasti impantanati anche noi insieme agli americani senza cavare un ragno dal buco.
Adesso che l'esito del voto sembra favorevole a Ashraf Ghani, altro ex ministro di Karzai, Abdullah non sembra più tanto fiducioso nelle magnifiche sorti e progressive della democrazia votante. Infatti oggi a Kabul ha dichiarato di respingere i risultati del ballottaggio presidenziale che lo vedono sconfitto.
"Ho vinto io e presenterò il mio governo", ha detto.
È così che le masse vincono con il voto. Quasi come in Italia.

2014-06-28

I numeri dicono tutto?

L’America, allora come oggi, era il sanatorio di ogni possibile statistica. Ci prendevamo grande cura delle statistiche. Cercavamo di capirle. Facevamo il possibile per mantenerle in salute. Per noi i numeri erano importanti, perché qualsiasi paura avessimo che la nostra mente potesse andare in pezzi veniva in gran parte esorcizzata dall’appagamento di sapere con precisione in quale modo eravamo spinti alla follia, a quanti decibel, a
quanti mach, a quale forza di resistenza aerodinamica. Per cui c’era come un trasferimento di pazzia, uno sdoppiamento, fra i numeri in sé e chi li creava e accudiva. Ne avevamo un bisogno estremo, era evidente. Con i numeri eravamo in grado di celare i dubbi. I numeri rendevano sopportabile il presente, preannunciavano gli impressionanti eccessi del futuro e fornivano una sottile configurazione illusoria ai ricordi del passato, per quel che valevano. 
(Don DeLillo, Americana)

Siamo affezionati ai numeri. Ci sembrano più sinceri delle parole. Obiettivi, incontrovertibili.
Ci piacciono le ricerche,specie se condotte da istituti e università qualificate. Tabelle e grafici non mentono.
Anche i singoli, quando ne hanno le competenze, si dedicano con passione a raccogliere dati e produrre mappe interattive che molto ci dicono sulle realtà indagate.
E allora qui troverete Il reddito degli italiani in ogni Comune
E qui Stipendi, l’Italia rovesciata - Il Sud più «ricco» del Nord
E ancora Gli homeless in Europa
Ma i numeri dicono davvero tutto?

NUMMERI   (Trilussa, 1944)

- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.


2014-06-18

Renzi, il rush finale e le procedure d'infrazione europee

Renzi: "Siamo al rush finale. La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva"
Quante volte abbiamo già sentito questo ritornello.
Aspettiamo la settimana prossima come si aspetta Godot
Arriva invece dall'Europa l'avvio di procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per i mancati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione
Ma Renzi non aveva detto paghiamo tutto entro settembre? Ah! Era una battuta di Crozza... No? 'azzo!

2014-06-16

L'Adversaire


Tragedia di Motta Visconti. Il marito confessa. "Sono stato io".
Così i giornali e un po' tutti se l'aspettavano. Se è vero, un classico.
Casualmente sto leggendo l'Adversaire, romanzo-verità di Emmanuel Carrère, che tratta di un delitto in Francia, per molti versi simile a quello di Motta Visconti: collocazione sociale, età dei protagonisti, ambientazione,uccisione di moglie e due figli in tenera età.
Differiscono le modalità; anche più efferate quelle italiane (però il francese aveva eliminato, oltre alla moglie e ai figli, anche i propri genitori).
Interessante l'interpretazione degli eventi da parte di Carrère che, come sempre, mescola "le vite degli altri" alla propria.

2014-05-30

Andy Rocchelli, fotoreporter pavese ucciso in Ucraina

Non c'è molto da dire quando si muore a trent'anni mentre si è impegnati a documentare una delle tante guerre cosiddette "a bassa intensità".
Una tragedia personale nel contesto di una tragedia collettiva quale sempre è la guerra sia di alta o bassa intensità, di prima o quarta generazione o comunque la si voglia definire.
Questo vuol essere solo un piccolissimo omaggio a uno sconosciuto fotoreporter, che, immagino, svolgeva con passione la sua difficile attività.

2014-05-26

All'amico Giovannetti "Insieme per Pavia"

È successo quello che doveva succedere con, in aggiunta, la variante Renzi.
Nessuno poteva prevedere un tale successo personale, anche ipotizzando una sua non improbabile vittoria.
Casaleggio, con un aspetto da Nosferatu in parrucca, che inneggiava a Berlinguer a piazza del Popolo metteva i brividi. Chi ha vissuto quegli anni sa bene come "Lama frustaci" e Berlinguer, incapace di trasformare il successo elettorale in successo politico, non fossero esattamente degli idoli. Berlinguer ha avuto grandi colpe e chi ora lo idealizza non conosce la storia. I più giovani non sanno neppure chi fossero costoro.
Ma non è solo questo che ha fatto perdere voti al M5s.
A Pavia è tutta un'altra storia. Qui c'era "il formattatore" [sic!] che tanto piace ai pavesi e, pure a un livello incomparabilmente più basso, ha qualche tratto di somiglianza con Renzi.
Così Polizzi, uno che - con tutto il rispetto personale che gli si deve - di politica ne capisce anche meno dei sui leader nazionali, si troverà tristemente solo a fare opposizione in Consiglio comunale. Fuori dai giochi istituzionali, come era prevedibile purtroppo, anche gli unici che si erano battuti concretamente contro la "malapavia".
La "sinistra" non esiste (in quanto a peso politico) in sede locale, se non nelle illusioni virtuali di questo gruppo. E a livello nazionale sentire le puttanate televisive di Vendola sulla lista Tsipras, che per fortuna ce l'ha fatta a raggiungere un risicato 4%, fa solo incazzare.
Non vedo grandi possibilità di scalzare al ballottaggio il pupo-sindaco.
Se in quel museo degli orrori che è il Pd pavese ci fosse stato un "renziano" con una certa visibilità magari qualche possibilità ci sarebbe stata. Ma Depaoli, decisamente meglio dei renziani e anche di quel sepolcro imbiancato di Cuperlo che è venuto a sostenerlo nei meandri del sindacato, non ha appeal personale, ora più che mai imprescindibile per fare politica.
Voterò "il Depa" al ballottaggio e mi auguro che questa sia la scelta di tutti coloro che detestano, più che Cattaneo, i referenti di questa giunta. Intanto la mia, e non solo mia, vocazione a votare i perdenti temo proprio non verrà smentita.
Contiamo quantomeno quale divario c'è tra i due schieramenti ché, magari, potrebbe servirci per le prossime elezioni.


2014-05-23

Politica a Pavia: dichiarazioni di voto

Siamo alle dichiarazioni di voto.
Giovannetti o Vanetti? Oh signur che rebelòtt!
I candidati sono Veltri e Dagrada.
Beh! Ci sono anche la Felicetti e Polizzi che se non altro sono ggiòoovani.
Il pentastellato Polizzi è inchiodato dai sondaggi all'8%. Fantasorpresone. Chissà che di questi tempi rabbiosi non ci arriva lui (tanto per usare il congiuntivo alla sindaco-ingegnere) al ballottage (si le maire-ingénieur n'obtient pas la majorité requise au premier tour).
E poi c'è il vero competitor di @alesindaco. Depaoli. Faccia pulita, buone intenzioni, persona "per bene".
Lo voterei volentieri il Depa che oltretutto "si è laureato con una tesi sugli Skiantos e Feakantoni" come dice la Bonanni, impareggiabile organizer and animator di generazioni spaziomusicalpavesi (e quel "fiːk" al posto di freak della grande Daniela nella lettera agli amici è tutto un programma).
Non è un trascinatore di folle "il prof" e non ha il sorriso ammaliante del pupo-sindaco, ma di sicuro ci sa fare con i congiuntivi. Peccato che dei congiuntivi non sbatta una bella minchiazza a nessuno.
Sì, lo voterei. Tra i scesi in campo è quello che decisamente preferisco.
Ma c'è un ma e non da poco. Il cavallo di Troia pieno di marpioni targato Pd pavese che si trascina.
I boss locali, i cui nomi tutti conoscono, discendenti della peggio Dc e del peggio Pci, non sono evaporati. Solo defilati: "Vai avanti tu che mi viene da ridere".
Se Depaoli ce la fa a conquistare il Mezzabarba poi a far scempio ci pensano loro. Come sempre.

PS
Ho visto e condiviso il riassuntone di Giovannetti "La mai finita Tangentopoli pavese".
Mi chiedo confuso: dove sta la differenza tra prima ed ora?
Perché dovrei votare, all'improbabile ballottaggio, il ritorno di quelli di prima se facevano le stesse cose di quelli di adesso?


2014-05-19

Pavia. Ultimi fuochi di una scialba campagna elettorale. Cuperlo in campo per il PD

Aderendo all'invito di un sindacalista pavese in servizio attivo offeso per la definizione di "sotterranei" data da me alla sala congressi della Camera del Lavoro di Pavia ci "ho fatto un giro", come mi chiedeva lui, in occasione dell'arrivo in città di Cuperlo a sostegno della campagna elettorale di De Paoli.
Concordo. La sala, ristrutturata, è migliorata. Più colorata e meno tetra che in passato, ai tempi della mia fin troppo intensa frequentazione.
Ho rivisto vecchie conoscenze e qualche amico, valutando con una certa tristezza l'età avanzata dei partecipanti al comizietto elettorale di Cuperlo (tranne davvero poche new entry come il sindacalista, nonché consigliere comunale).
Per lo più persone che non avevano certo bisogno di essere convinte a votare PD.
Confesso di essere stato tentato anche da una certa curiosità per Cuperlo. Cosa può spingere uomini e donne intelligenti, per molti dei quali nutro rispetto, a sostenerlo tanto convintamente?
Cuperlo è un politico perbenino, da salotto buono, una specie di Montezemolo in quarto, abito scuro, cravatta, capello curato, tono soft.
È arrivato con il suo compitino e lo ha snocciolato lì da bravo scolaretto raccogliendo qualche applauso nei passaggi più scontati, vantandosi pure "di non essere uno che buca il video".
Peccato che nei tre quarti d'ora del suo piccolo show non abbia detto una cosa che fosse una degna di nota.
Assenza totale di autocritica. Tutta le responsabilità di quanto è successo in Italia negli ultimi anni lo ha tranquillamente addossate agli altri, quasi che il suo partito fosse sempre stato all'opposizione e immacolato.
Una lettura della "crisi" disarmante per povertà analitica venata di un pietismo d'accatto, di stampo cattolico (non si è neppure risparmiato un richiamo a Maritain) per i più socialmente sfortunati.
Anche quando, concessione alla moda, ha citato Keynes lo ha fatto scordando come abbia funzionato in certi casi e non in altri, senza aggiungere che lo stesso barone di Tilton aveva messo in guardia dal pensare che la sua fosse una medicina miracolosa buona per tutti gli usi.
Parlando con accorata doglianza della caduta del Pil si è ben guardato dall'accennare alla follia di un Pil che dovrebbe crescere all'infinito, lamentando solo che in Italia non si costruiscano più tante belle automobiline e vespette come un tempo.
Non un cenno alle ragioni per le quali Grillo riempie le piazze oltre ogni dire mescolando indubbie verità ad immense cazzate, mentre lui, pure già in lizza per diventare segretario nazionale, si ritrova con una manciata di persone un po' vintage - e mi ci metto pure io! - e quadri sindacali o di partito in una saletta confederale (per quanto ristrutturata).
Nulla sul fatto che il PD sarebbe ormai fuori gioco completamente se non avesse trovato sulla sua strada un "salvatore" tipo Renzi capace di sparare bubbole accompagnandole con una manciata di euro per un elettorato disperato (e questo silenzio è comprensibile considerando che avrebbe potuto essere Cuperlo stesso l'affossatore definitivo del PD se Renzi non l'avesse spazzato via).
Niente sulla malapolitica pavese, sulla 'ndrangheta, sulle slot, sulla passata disastrosa amministrazione comunale targata PD il cui influente vicesindaco è finito da poco in manette e che ha spalancato le porte all'attuale sindaco uscente berluschino, "il più amato d'Italia" [sic!] a dar retta alle cronache.
Si è soltanto detto fiducioso che il povero De Paoli (la cui unica colpa è quella di "essersi fatto tirare da mezzo") una volta eletto saprà conoscere uno per uno i problemi dei singoli cittadini pavesi e risolverli.
Silenzio tombale infine sull'Europa e problemi connessi.
Un tempo "seguiva dibattito", ma ora tutti in piedi e a casa ché si sono fatte quasi le otto ed è ora di cena.
Non prima però di essersi pigiati deferenti intorno al grande oratore venuto dalla capitale per un complimentoso salutino.

PS
Speriamo che venerdì 23 marzo alla sala San Martino di Tours per la chiusura della campagna elettorale di "Insieme per Pavia" l'atmosfera sia un po' più frizzante.
Confido per questo nel mio amico Bolis.

2014-05-18

Grillo. Dedicato a chi (forse) non aveva mai visto i suoi spettacoli o (forse) allora applaudiva ed ora si scandalizza

Correva l'anno 1997 e Grillo portava in tournée l'ottimo spettacolo di critica alla pubblicità.
Ricordo bene però che la battuta gratuitamente volgare rivolta alla vecchina della pubblicità della candeggina Ace non mi divertì. Non per altro, ma per l'inutilità dell'insulto in un contesto di intuizioni intelligenti.
Si trattava di una aggiunta estemporanea al testo "ufficiale" pubblicato (che ho riprodotto). Estemporanea fino ad un certo punto perché Grillo, conoscendone l'effetto, la ripeteva uguale a se stessa ad ogni replica (come per ogni altro professionista che si rispetti l'improvvisazione è soltanto una sensazione ad uso di chi ascolta).



Mi meravigliai che intorno a me gli spettatori scoppiassero a ridere e applaudissero convinti.
Grillo, allora come ora, sapeva come vellicare il suo pubblico, ero io a non capire.
Più tardi - ma l'ho scoperto solo ora cercando il video d'epoca di Grillo su Youtube - la stessa vecchia signora è diventata, ripetitivamente, oggetto degli strali di un altro comico (Paolo Hendel, non meno pesantemente volgare).
Conclusione: a molti piace questa comicità grassa e facile. Non è certo una novità. Ne è piena la storia del teatro.



2014-05-13

"Santini elettorali"

Spam e gusto dell'orrido dei "santini" elettorali non sono il peggio.
Inquietante è l'esercito dei "candidati" a caccia di un seggio.
Una pletora d'individui giovani e meno giovani senza preparazione politica (e spesso anche culturale) che mai si sono impegnati in alcunché, ma si aggregano a un carro, qualsiasi esso sia, sperando di farcela in mancanza di altra occupazione.
Dilettanti allo sbaraglio attratti dal "mettersi in politica" come modo facile per sfangarla e magari far carriera e soldi (più o meno lecitamente, ma chissenefrega! Intanto i Frigerio, i Greganti e le migliaia di corrotti e corruttori che li hanno preceduti e seguiti non affondano mai veramente perché i loro partiti sono sempre lì, con nomi sempre diversi, a fare le stesse cose).
Un po' come partecipare a un concorso pubblico. Se va bene, o si hanno le giuste raccomandazioni, è fatta.
Tristezza! E pensare che in altri tempi persone che politica la facevano sul serio e s'impegnavano davvero con l'ingenua speranza di migliorare il mondo, snobbavano le candidature.
Forse colpa di Aureliano Buendìa che da Macondo sentenziava:"Perderemo tempo finché quei cornuti del partito continueranno a mendicare uno scanno in parlamento."

2014-05-07

Fassino... e tanti altri come lui


"Dito alzato io? Ma figuriamoci!"
Il problema di Fassino, sindaco di Torino non è il dito alzato verso chi lo contesta e la conseguente perdita di bon ton.
Ma chissenefrega! Le buone maniere, come il buon gusto, li lasciamo senza rimpianti al passato e agli ipocriti che abbondano anche nel presente.
Il fatto è che Fassino, come tanti politici, è un bugiardo, un contaballe cronico, e nega l'evidenza fintanto che non è preso con le dita nella marmellata (una immagine col dito alzato, una intercettazione telefonica con espressioni d'euforia per avere messo le mani su una banca ecc.)
Allora si arrampica sui vetri nel puerile tentativo di rivoltare la frittata per far credere che lui non ha mentito, ma è solo stato mal interpretato.
Brutti tipi quelli come Fassino. Hanno disfatto la sinistra della quale pretendevano di essere interpreti, e sarebbe il meno. Il guaio è che hanno fattivamente contribuito a ridurre l'Italia nello stato attuale e davvero non si vede quale sia stato il loro contributo positivo sia come "politici" sia come "amministratori".


2014-05-01

Voto utile per Pavia

Leggo su "Dire, fare baciare" e sul Ticino la lettera, comunicato, presa di posizione, riassunto di buone pratiche - non so come definirla - firmata da 4 noti pavesi.
Non si può che condividere, ovviamente.
Nel clima rissoso di stampo preelettorale ciascuno ha i propri amici e cerca di tirarli in ballo.
Le firme in calce al testo non significano necessariamente adesione politica o dichiarazione di voto per "Insieme per Pavia".
Sembrano più che altro un non troppo impegnativo attestato di stima per le buone iniziative intraprese a fronte di speculazione, corruzione, malaffare presenti a Pavia come e più che altrove.
Del resto i firmatari, non potrebbero essere più "politicamente" distanti l'uno dall'altro.
Quattro persone "per bene" come tante, sicuramente la maggioranza dei pavesi, indignate per come vanno le cose in questa città e solidali con chi ha denunciato e per questo è stato intimidito e oggetto di violenza.
Ma nonostante le apparenze che farebbero pensare a una condivisione dell'informazione ormai generalizzata prima per gli utenti di internet ed ora più che mai con l'esplosione dei social network, è da tempo risaputo come troppa informazione equivalga a nessuna informazione.
Dunque quella maggioranza di persone "perbene" che condanna senza mezzi termini ogni sorta di malaffare e s'incazza su tutto, non sembra troppo consapevole del fango nascosto sotto la crosta sonnacchiosa della città e la patinata immagine del suo giovane sindaco. Così quando i pavesi votano finisce sempre che fanno vincere gli stessi partiti di sempre (fatta salva l'incognita 5 stelle).
Il sapere che i politici locali, in sintonia con quelli nazionali, siano prodighi di promesse mai mantenute e coinvolti in ogni genere di scandali sembra non avere alcuna influenza sulle loro scelte.
Questa la ragione per la quale l'appello "a difesa della legalità a Pavia, contro ogni genere di corruzione e di infiltrazione mafiosa" (come si legge sul locale giornale cattolico) dei quattro volonterosi personaggi temo si concretizzi difficilmente in un assist elettorale a "Insieme per Pavia".
Legittimo l'uso elettorale che se ne fa, ma il protagonismo dei partitini più o meno di "sinistra" che tutti insieme faticano a raggiungere un misero quattro per cento, il culo di pietra del locale PD, l'arroganza un po' volgare di taluni e i voli pindarici di altri che pur giustamente hanno tentato di costruire una specie di fronte comune contro l'affarismo e i politici poco raccomandabili che influenzano le scelte in questa città depongono assai sfavorevolmente sul futuro prossimo di questa città.


2014-04-24

Napolitano e Cossiga ieri sera a Otto e mezzo dalla Gruber (la macchina del tempo)


Due giovani parlamentari ieri sera ospiti di Lilli Gruber in TV: Giorgio Napolitano, 35 anni e Francesco Cossiga, 33 anni. (Correva l'anno 1961)


2014-04-19

Arsenale di Pavia. Un dibattito da mantenere caldo

La sera del 16 aprile al collegio Valla si è tenuto un incontro organizzato dall'Arsenale Creativo (chi è di Pavia sa di che si parla).
Il fatto che un gruppo di giovani si impegni per la salvaguardia di una vasta zona centrale di Pavia adiacente al Ticino dove sorgeva, su un'area di 150mila metri quadrati, lo Stabilimento del Genio militare sembra degno d'attenzione nel plumbeo grigiore della politica pavese.
La sorpresa positiva è stata una folta partecipazione di pubblico (raccogliere centocinquanta-duecento persone in questa città per un appuntamento di tal fatta è un successo).
La sorpresa negativa è stata la passerella dei candidati sindaci intenzionati a sfrattare dal Mezzabarba il sindaco Cattaneo - che da parte sua si è ben guardato dal presenziare ad una assemblea dove sapeva a priori di non poter raccogliere voti.
Hanno detto tutti, assessore in carica Galandra compreso, ma non in rappresentanza del sindaco, quello che il pubblico voleva sentirsi dire. L'area (fluviale e soggetta a limiti) deve restare alle Amministrazioni locali e a disposizione dei cittadini. Qualsiasi cosa venga fatta avrà un carattere di pubblica utilità. Con alcuni immediati distinguo però. Beh! Qualche abitazione privata può pure starci. Se no dove si prendono i soldi?
Ottimisticamente qualcuno ha ricordato che in giro c'è una massa di denaro liquido a costo praticamente zero (penso si riferisse a tutta la cartastraccia messa in circolazione soprattutto da Stati Uniti e Giappone, che ha arricchito solo pochissimi privilegiati, e agli euro regalati alle banche).
Come questi soldi potrebbero arrivare all'Arsenale resta un mistero. Banche e privati con le tasche gonfie se investissero lo farebbero per trarne profitto. Il benessere della cittadinanza non è mai stato nei loro pensieri.
Comunque l'area al momento è ancora di proprietà demaniale e l'intenzione del ministero dell'Economia è venderla (non necessariamente al miglior offerente, ché si sa come lo Stato finisca sempre con il privilegiare i soliti noti quando si privatizza e si dismettono beni pubblici).
E in effetti l'Amministrazione comunale in carica si è portata avanti varando un piano regolatore che prevede in loco la costruzione di palazzi lungo il fiume per oltre 1700 abitanti.
Tra gli intervenuti c'è stato chi ha prospettato la possibilità di una "variante" al Pgt, chi invece ha tuonato che l'unica destinazione per il piano regolatore da poco approvato è il cesso e già si è fatto promotore di un ricorso per inammissibilità direttamente rivolto al capo dello Stato.
Sullo fondo i desiderata di questo e di quello: negli edifici ristrutturati dell'ex caserma collochiamo le scuole, il tribunale, la biblioteca, cinematografi e ristoranti, impianti sportivi e chi più ne ha ne metta.
Conti senza l'oste, considerando che tutto è in alto mare e tra gli aspiranti sindaci presenti le chance per detronizzare il telegenico sindaco uscente, il più amato d'Italia, come le ben note cucine, sono pochine.

2014-04-16

Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)

 link alla pagina
Pagina "fotografata" la sera del 14 aprile.
Si commenta da sé

Esilarante non sembrerà il termine giusto, magari il suo contrario, rattristante, sì.
Ma la pagina del Blog di Grillo - che non vedevo da un pezzo perché francamente inguardabile - è, se possibile, peggiorata ulteriormente.
Non solo è farsesca, ma "esilarante" nel senso che da alla testa, stordisce e ottunde, proprio come l'omonimo gas.
Non è questione di "cattivo gusto" né dell'ingiustificato rilievo offerto dai media alla brutta storpiatura della poesia di Primo Levi. Quello che più colpisce sono l'impaginatura, i titoli, le pubblicità. Una accozzaglia di strilli, incultura, beceraggine degni di Daily Mirror, Sun, Bild Zeitung o, in Italia, Libero, Giornale e un altro novanta per cento di stampa, TV, Blog e siti internet esistenti.

Ciò nonostante non penso che Grillo sia un "fascista" né che gli eletti del movimento cinque stelle siano tutti "idioti" (del resto ad essere "meglio" degli "altri" ci vuol poco).
Mi infastidisce chi continua ad attaccarli con la bava alla bocca come un cane rabbioso e perlopiù su argomenti secondari.
Molti tra gli eletti si danno un gran da fare e sono meritevoli di tutto il rispetto (penso ad esempio, in sede locale, alla Nanni, fino a prova contraria, encomiabile consigliere regionale lombardo).
Dirò di più: sottoscrivo molti assunti del M5s, specie per quanto riguarda la critica radicale ai comportamenti del ceto politico e alle scelte dei governi che si susseguono in questo disgraziato paese.
Se non riesco a condividerli non è neppure per una questione di "stile" o perché la mia formazione politica è anni luce lontana.
La ragione è di sostanza comunicativa, superficialità critica, inattitudine autocritica.
I cinquestelle parlano alla pancia delle persone, ne istigano i peggiori istinti, evocano scenari immaginari che potrebbero generare reali catastrofi, un po' come apprendisti stregoni privi delle necessarie conoscenze per controllare le magie provocate.
I limiti inaccettabili dei pentastellati stanno nelle carenze concettuali, nell'incerto orientamento ideologico, nella confusa concezione democratica di chi li guida (e dai quali non possono affrancarsi, pena lo sfascio).
Il fideismo incondizionato nei confronti dei "capi" e degli strumenti di consultazione della base da loro controllati - per quanto buone possano essere le intenzioni - è pericoloso.
I militanti finiscono con l'accettare e seguire le indicazioni degli esecutori materiali della propaganda, a prescindere da Grillo, come i bambini di Hamelin seguirono il pifferaio, senza sapere dove li avrebbe condotti.

Nota:
Ovviamente i link e le pubblicità all'indirizzo della pagina al quale è diretto il clic sull'immagine cambiano costantemente.
Particolarmente gustoso nella giornata in oggetto (il 15 aprile) quello che recitava: "La Terra di Mezzo di Tolkien è Realmente Esistita?"
Cliccandoci sopra si arriva a TzeTze sito sempre creato e gestito dalla Casaleggio Associti e di riferimento per il Blog di Grillo.
E lì pubblicità e notizie sono anche più strabilianti, tipo...

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: L'Istituto TavistockMacrolibrarsi.it presenta il LIBRO: 400 Anni d'InganniMacrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Terapia Chelante



Carte degli Illuminati: Passato, Presente, Futuro

Viator

C'è chi scorge tra le sue figurine lo spettro di una cospirazione. Chi si dice convinto che contengainformazioni provenienti dal  futuro.

Per molti altri invece l'idea che il Gioco di Carte degli Illuminati possa nascondere gli indizi di un reale complotto in via di realizzazione è semplicemente risibile. A loro avviso nelle oltre 350 figurine che ne compongono l'ossatura sarebbe infatti raffigurato praticamente qualsiasi grande evento che possa accadere nella nostra epoca.

Diamo una occhiata al vecchio gioco ideato da Steve Jackson, e proviamo a farci una idea più chiara riguardo la leggenda che da oltre un decennio gli aleggia intorno. [...]

2014-04-10

Viale del tramonto

Una scena ( e inizio film su YouTube)

Rivisto - ma è come se fosse una prima volta - Viale del tramonto (Sunset Boulevard) grande film diretto nel 1950 da Billy Wilder.
Joe Gillis, squattrinato soggettista di Hollywood, galleggia morto nella piscina di una decaduta grande stella del cinema muto. Questo non gli impedisce di raccontarci in un paradossale flashback le vicende che, nell'arco dei sei precedenti mesi, lo hanno portato a giacere pancia in giù nell'acqua della vasca.
Il racconto in prima persona ha, nella primissima parte, toni hard boiled che poi si stemperano.
Il film, cinico sguardo sul star system, è anche metafora sull'inconsistenza dell'essere.

2014-04-04

Booknomination

"E poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso possa un bel giorno capitare di scoprire in sé un uomo senza qualità."
L'uomo senza qualità, Robert Musil

2014-03-28

Stipendi on line dei dirigenti del Comune e della Provincia di Pavia (post dell'11.08.2009 aggiornato)

Stipendi targati 2008 in un vecchio post (che riproduco) dell'11.08.09
I nuovi qui:
Comune
Provincia
Scarica questo file (situazione retributiva dirigenti 2013.pdf)situazione retributiva dirigenti 2013.pdf
Scarica questo file (Stipendi Dirigenti Ottobre 2012.pdf)Stipendi Dirigenti Ottobre 2012.pdf

Non so se faccia bene o male leggere questi dati. Considerando quanta disparità ci sia tra gli stipendi dirigenziali e quelli dei lavoratori, diciamo così, di base, fa più male che bene. Del resto anche nella categoria "dirigenti" ci sono divari che devono far rodere il fegato, non poco, a taluni. Fatto sta che sorge spontanea una domanda: tutti 'sti soldi queste persone se li meritano davvero? Forse si, forse no. A chi più sa l'ardua sentenza.
Una considerazione sulle Provincie. Non erano tutti d'accordo nel sopprimerle? Perché allora sono state aumentate? (Ed ora, marzo 2014, si finge di abolirle)

2008. Stipendi dei dirigenti comunali (dal sito www.comune.pv.it)
Daniela Diani, dirigente del settore Sviluppo, pianificazione, programmazione e controllo, gestione finanziaria, prende all'anno quasi 114.712 euro. Al secondo posto c'è Ivana Dello Iacono, che sfiora i 111 mila euro, e che dirige Istruzione, politiche giovanili, amministrazione del patrimonio. Dopo di lei Maria Susanna Zatti, settore Cultura, turismo e promozione della città, che ha uno stipendio lordo annuo di 105.808 euro. A seguire. Francesco Grecchi, Lavori pubblici e manutenzione e anche ambiente e territorio ad interi, con poco meno di 104mila euro. Luigi Tomaselli, Servizi civici, prende 103.485 euro. E Carla Galessi, settore socio assistenziale, poco più di 99mila euro. E poi Gianluca Giurato, Polizia locale, circa 93mila euro; il segretario generale Pietro Paolo Mileti, 86.630 euro. Michele Vaccina e Guido Corsato ex dirigenti che hanno fatto causa al Comune per mobbing, restano comunque formalmente dirigenti anche se non ne svolgono i compiti e rientrano nell'elenco. Prendono quasi 87mila euro Vaccina e quasi 76mila euro Corsato. Tornando all'ordine della classifica, al decimo posto c'è Felice Milani (Sistema bibliotecario) 89mi- la euro; poi Guido Corsato, Maria Assunta Cescon (Attività economiche) con quasi 75mila euro; Donato Scova, Servizi interni, poco più di 72mila euro e infine Gianfranco Longhetti, dirigente del settore Sport, il più "povero" tra i suoi colleghi, con 65.500 euro circa.
E la Provincia? Per leggere il file bisogna andare nella sezione «Operazione trasparenza », ultimo link del menù sulla sinistra (sito www.provincia.pv.it). I dirigenti sono 24. Ne riportiamo alcuni. Il direttore generale Carlo Sacchi prende 120mila euro lordi all'anno. Di cui 20mila sono di retribuzione di risultato. Il segretario generale invece prende di più. Girolama Gallippi ha uno stipendio di circa 138mila euro. Passiamo ai dirigenti. Per tutti la base è poco pià di 40mila euro. A cui si aggiungono incrementi per l'anzianità, la componente legata alla posizione e poi anche la retribuzione di risultato. Lo stipendio più alto è quello di Angelo Elefanti, settore Lavori pubblici, con 98mila euro lordi all'anno. Subito dopo c'è Roberto Braghieri 87.445 euro. Al terzo posto c'è Daniela Greguoldo, assunta a tempo determinato per il settore Economia-Finanza con 90.265 euro. Il file messo on line dalla Provincia propone un elenco già in ordine di retribuzione, da chi prende di più fino a chi prende di meno. Per il settore Beni e attività culturali Antonio Sacchi prende quasi 83mila euro e Maddalena Viola, Attività educative, politiche giovanili e sport, ne prende quasi 88mila. All'ultimo posto lo stipendio annuo si aggira attorno ai 56mila euro, così per PierAchille Lanfranchi, dirigente a progetto, ora in prestito, per sei mesi, al Comune di Milano. Di poco sopra di lui Massimo Ascagni, dirigente di seconda fascia del settore Ambiente, con circa 59mila euro lordi all'anno.
(dati tratti da La Provicia Pavese del 06.08.2009)

2014-03-22

Razzismo al Riz di San Ginés

Non è il "Riz" di parigina memoria è solo un omonimo dignitoso 3 stelle a San Genesio ed Uniti, alle porte di Pavia. Non è neppure un'orda quella degli immigrati ospitati: sono sette.
Tanto è bastato però a scatenare le ire leghiste, segretario Salvini in testa.
L'immigrazione è un problema innegabile, in Italia e altrove. Ma a conti fatti gli immigrati, negli scorsi anni, sono stati una risorsa e hanno reso più di quanto siano costati. Non saranno qualche giorno di ospitalità in un alberghetto a mandarci in rovina.
Ma i leghisti di San Ginés mica s'incazzano, come sarebbe doveroso in un movimento "sano", per le porcate dei loro rappresentati nazionali e regionali (ne vengono fuori ogni giorno di nuove, da quello che si faceva rimborsare 300 chilometri di benzina al giorno pur abitando a Milano, al suocero che faceva pagare ai contribuenti lombardi diecimila euro al mese di... consulenze al genero - consistenti nella distribuzione di volantini -, all'altro che ha messo in nota spese un sontuoso banchetto di nozze.
Né vale a difesa che così facevano e fanno ancora tutti, o quasi, anche degli altri partiti.
I leghisti si spacciavano per i "moralizzatori", erano quelli che insorgevano contro il potere corrotto di "Roma ladrona", a favore dei poveri contribuenti tartassati.
I capoccia leghisti invece di prendersela con i tanti traditori dei loro stessi principi fanno il solito sfoggio di razzismo spicciolo istigando i militanti più beceri.
Nessuna meraviglia dunque se molti che in passato hanno creduto in buona fede a Bossi e soci, disgustati, finiranno col rivolgersi ai cinquestelle.
Figli della medesima incazzatura (sacrosanta!) anti-casta che spinge l'M5S verso il 25% di consensi, ma carenti di attitudine critica, inseguono qualsiasi pifferaio che gliele canti e gliele suoni.
E poiché i pifferai si moltiplicano e se non si chiamano Grillo o Berlusconi si chiamano Renzi, nessuna meraviglia se alla fine la grotta nella montagna verso la quale conducono i loro ignari cortei si richiuderà inesorabilmente sulle nostre superstiti speranze.


2014-03-10

A festa finita (e a bagarre scatenata per la rappresentanza di genere)


Ho taciuto sulla "festa", o comunque la si voglia definire, delle donne perché la ritengo una delle tante inutili giornate più o meno internazionali, per questo o per quello, che lasciano il tempo che trovano.
Mi permetto, a festa finita, qualche osservazione, sull'onda della segnalazione da parte di un amico pavese circa il licenziamento di una donna, perché gravida, da parte di altre donne.
Purtroppo per certi versi è una non-notizia l'allontanamento dal posto di lavoro di una donna incinta.
Alle donne capita ben di peggio!
L'aggravante è che a licenziarla siano state altre donne.
Penso proprio che il rispetto dovuto alle donne, come la dignità per chiunque altro, prescinda dal genere come da qualsiasi altra considerazione e non abbia bisogno di particolari ricorrenze o gabbie protettive.
Alla stregua del modo incongruente con il quale si enfatizza la ricorrenza per le donne, a fronte delle efferatezze compiute nei loro confronti, fa sorridere la bagarre scatenata in queste ore per la rappresentanza di genere garantita nelle istituzioni, tanto più quando alimentata da donne assurte al ruoli di parlamentari non certo per meriti politici pregressi, ma soltanto per cooptazione da parte dei "maschietti" che le hanno volute accanto a sé (si chiamino Berlusconi, Renzi o pincopallino).
Nei paesi cosiddetti "civili" (termine che fa sempre più irritare visto che l'inflazione del suo uso va di pari passo all'inciviltà dilagante) le donne non sono penalizzate come in Italia e senza la necessità di garantire loro "per legge" qualche posto in più.
Le dinamiche sociali evolvono con l'evolvere culturale dei componenti la società, non per decreto.
Nello specifico della donna gravida licenziata le colpe  sindacali per aver sbragato nel corso degli anni rispetto alla tenuta dei diritti faticosamente conquistati dai lavoratori sono grandi. Per cosa poi? Per il piatto di lenticchie rappresentato dal potere personale di pochi inqualificabili leader giocato sul tavolo dei rapporti con i propri referenti politici. A riprova guardate dove finiscono a carriera sindacale ultimata.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta chiedere a quali assurde condizioni di salario, orario e quant'altro, vengono precariamente assunti i giovani e non più giovani che trovano occasionalmente un lavoretto, per rendersi conto dello sfacelo provocato (e non appelliamoci per questo alla crisi!)
Drammaticamente più nessuno è garantito sul posto di lavoro né, in Italia, può sperare di cadere sul relativamente morbido di una protezione sociale in termini economici, se disoccupato.
Vedremo chi davvero farà qualcosa di concreto in questa direzione e chi invece si opporrà.
È una cartina al tornasole per questo e per i prossimi governi.

2014-03-03

Ciao "maestro"!

È morto ieri, a novantadue anni, Mario Lodi. Un maestro divulgatore, insieme agli amici del Movimento di Cooperazione Educativa, delle tecniche di Célestin Freinet e un ispiratore per tanti giovani insegnanti dei primi anni settanta.
Si frequentavano allora corsi di una settimana organizzati in estate dall'MCE (a spese dei partecipanti, non gratuiti ed in orari scolastici come i corsi ministeriali).
Una delle prime volte era presente anche lui pur essendo già "il maestro Lodi" e avendo scritto "C'è speranza se questo accade al Vho" e "Il paese sbagliato" che tutti avevamo letto e condiviso.
Non se la tirava per niente e condivideva con il gruppo le sue giornate.
Mi è capitato poi di rivederlo in varie occasioni.
Lo ricordo esattamente come nella piccola foto in bianco nero qui pubblicata.
Se ne va un grande "educatore" - come tutti i veri insegnati aspirano ad essere - con le radici ben piantate nella pianura tra Cremona e Mantova.
E con lui se ne va un altro pezzo del "secolo breve" che sta svanendo come una vecchia foto mal conservata.

PS
Un ricordo personale di quegli anni

CIAO, SIGNOR MAESTRO!

2014-02-25

Colpa del Baion

La colpa è del Baion (mai nessun governo si è riconosciuto colpevole dei disastri prodotti, come a scuola: "non sono stato io, è stato lui!")
Renzi. Enfant prodige politica italiana [sic!]
Universo lessicale renziano (la forma e la sostanza, commenti a go-go)
Rottura protocollo (ben venga, c'è chi ci sperava già quarant'anni fa)
Paragone Renzi-Berlusconi. Mah! Il "cavaliere" è un uomo dei tempi di Nilla Pizzi.
Dimafonisti (anche oggi necessari, non bastano più i "tastieristi" stenografi!)
#Renzi Finale discorso fiducia alla Camera: "...fuori di qui non ci crede nessuno che le cose si possano fare" E se avessero ragione quelli fuori di lì?

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