2013-06-25

SIAMO TUTTI PUTTANE (o ruffiani?)


Ferrara, convocando a Roma una adunata dal Foglio, scrive:

SIAMO TUTTI PUTTANE

E no Elefantino! Questo è un insulto alla professione più antica del mondo.
Avrebbe avuto più senso scrivere:

SIAMO TUTTI RUFFIANI

O forse intendevi dire che per soldi e carriera fate tutto quello che vi si chiede?



2013-06-23

Trapianto di testa. Berlusconi sul corpo di Rocco Siffredi: una abbinata da sballo

Una notizia di qualche giorno fa. A sentire il neurochirurgo Sergio Canavero tra un paio d'anni sarà possibile trapiantare la testa di qualcuno sul corpo di qualcun altro.
Non so se sia una bufala o cosa scientificamente attendibile. Non mi importa neppure molto (a parte il fatto che se si riuscisse a ripristinare la funzione del midollo spinale lesionato tante persone non finirebbero più immobilizzate!)
Men che meno mi interessano i risvolti teologici ed etici della questione.
Lascio ai nostalgici dell'anima il dibattito relativo alla sua sede. Se il suo peso è 21 grammi, come sostengono taluni, da qualche parte sarà.
Il cuore ha perso il suo fascino da quando lo si tratta come una pompa rotta da aggiustare o sostituire.
Il cervello... beh! Non resta che il cervello. Circa un chilo e trecento grammi di processore responsabile di tutte le funzioni.
Anima o non anima, tutto si concentra lì, tra neuroni e sinapsi. Moto, sensi, linguaggio, coscienza, pensiero, memoria, intelligenza e quant'altro. Il centro di controllo e comando fisico e psichico è in quei pochi millimetri di spessore della corteccia cerebrale.
O prima o poi qualcuno ce la farà ad avvitare la testa di uno sul corpo di un altro.
Mi chiedo: si ricorderà la testa del suo vecchio corpo? E il corpo accetterà i comandi della nuova testa? Nessun conflitto? Probabilmente no. Ma chissà!
Certo la testa di Berlusconi sul corpo di Rocco Siffredi sarebbe una abbinata da sballo...


2013-06-21

BR (Bambocci Riuniti). Ovvero i giovani politici

Cattaneo, Nardella.
Nati rispettivamente nel 1979 e 1975.
Uno "formattatore" Pdl l'altro "rottamatore" Pd (ma basta poco per capire che non formatteranno né rottameranno alcunché!), il primo sindaco a Pavia il secondo ex  vice-sindaco a Firenze ed ora parlamentare renziano.
Impegnati entrambi a lanciare la propria immagine nel firmamento politico.
Giovani di gradevole aspetto e grandi speranze sempre più spesso presenti in TV.
La televisione, si sa, in questo disastrato paese - e non solo "culturalmente" disastrato - resta l'unica fonte d'informazione per l'80% degli italiani. Lì ci si fa conoscere e, con l'uscita dall'anonimato, comincia l'ascesa verso più ampi orizzonti.
Ben lo sa Berlusconi, il cui enorme potere è completamente legato al possesso diretto, al controllo e all'uso (o meglio, all'abuso) della quasi totalità dell'emittenza privata e pubblica.
Ben lo sanno i due giovin signori, persone ammodo che non perdono occasione per "apparire", al pari di una folta schiera di coetanei prodotti col medesimo stampo.
E ben fanno. La strada del successo è quella.
Mannoni ieri sera li ha ospitati insieme a Linea Notte.
Cosa abbiano detto è di scarsa importanza. Naturalmente hanno parlato di Berlusconi e del suo odierno guaio giudiziario. Difendendolo d'ufficio (Cattaneo) o non attaccandolo troppo (Nardella), concordi sul fatto che non ci si dovrebbe occupare tanto dei suoi processi, quanto dei più gravi "problemi della giustizia". Ovvietà priva di significato concreto.
Siamo probabilmente alla vigilia dell'esplosione di una nuova bolla speculativa che potrebbe sprofondarci in una crisi ancora peggiore dell'attuale. Le borse viaggiano sulle montagne russe, lo spread risale, ma loro, orecchiando la nuova linea comune, recitano il mantra contro l'austerità, mentre anche la Fed cambia rotta e Bernanke si appresta a chiudere il rubinetto che a getto continuo inonda di dollari freschi di stampa i mercati finanziari, drogandoli.  
E questo è il punto. I due simpatici e plastificati ragazzi hanno dalla loro l'età, ma quando aprono bocca più che banalità non enunciano. Mai uno slancio, un guizzo di creatività un'idea che non sappia di stantio.
Ragazzi di sacrestia pieni di conclamate virtù (e vizi nascosti). Mancanti anche della retorica fasulla e abilità comunicativa dei loro boss.
Duole ammetterlo, ma Berlusconi e Renzi al loro confronto sono giganti. Nella versione old e yung giganti, beninteso, nel reclamizzare il nulla che rappresentano.
Che personaggi come Cattaneo e Nardella si trovino su fronti opposti è del tutto casuale. Potrebbero benissimo essere interscambiabili. Eredi legittimi di un ventennio di caduta verticale di ogni valore politico.
Se questi sono i governanti del futuro, ci aspetta un futuro "vecchio" dove, ben che vada, tutto resterà esattamente come prima.

2013-06-19

Ne ho pieni i santissimi...

Ne ho pieni i santissimi di sentire che bisogna trovare i soldi per abolire l'Imu e il punto Iva aggiuntivo, di vedere tutti quelli che esaltavano l'austerità montiana entusiasmarsi alla stessa maniera per l'idea di stampare soldi carta straccia lodando le virtù dell'inflazione, di ascoltare le lamentele dei proprietari di stabilimenti balneari sul pubblico demanio che pretendono migliaia di euro per un ombrellone ed ora si accorgono che "i tedeschi non vengono più".
Basta! Basta anche con tutta questa voglia di tornare a consumare tanto quanto prima della crisi ed anche più. Se si riducono spese voluttuarie ed inutili consumi non è poi così grave. Drammatico è che, mentre i costi e gli sprechi della politica restano sostanzialmente invariati, milioni di lavoratori - o meglio ex lavoratori - e giovani si trovino con il culo per terra senza più salvagenti sociali. Tante fregnacce, ma nessuno cerchi un modo per dar loro un salario di sopravvivenza. Ecco per cosa bisognerebbe trovare i soldi ridistribuendo radicalmente il reddito.

2013-06-13

...fosse una signora si chiamerebbe Italia

Avrà visto la crepa? ...fosse una signora si chiamerebbe Italia!


2013-06-12

Bonino: "Piazza Taksim non è piazza Tahrir. E i turchi non sono arabi" (Catalano docet)


La cosiddetta democrazia turca non sembra troppo dissimile da tante democrazie occidentali e le manifestazioni contro il governo turco sono comparabili a quelle dei paesi occidentali.
Da noi un parallelo si potrebbe fare con i No-Tav, nel senso del fattore scatenante di carattere ambientale. Ma i connotati delle manifestazioni mutano con l'estendersi della protesta.
Ciò che non cambia in nessuna nazione è la dura repressione poliziesca di tutti coloro che chiedono maggior democrazia e un cambiamento in meglio delle condizioni di vita.

Erdogan scatenato contro "vandali e "terroristi". I media occidentali condannano, ma non lo fanno quando la polizia si comporta nella stessa maniera nei loro paesi

Erdogan multa le piccole Tv che trasmettono le immagini degli scontri: «Hanno danneggiato lo sviluppo fisico, morale e mentale di bimbi e giovani».
Ovviamente, definisce i  manifestanti «vandali» e «terroristi».

"La condanna del mondo", recitano i grandi media, ma poi quando cose analoghe accadono a casa loro il tono, chissà perché, cambia e sostengono gli Erdogan nazionali.

2013-06-10

Ancora in calo l'affluenza alle urne nei ballottaggi. Altri 8 punti percentuali persi. Ormai vota un italiano su tre.

Speriamo che a  Roma la spunti Marino, ovviamente. Rispetto a un individuo come Alemanno non si pone neppure il paragone.
E anche che si confermi la prevalenza del Pd sul Pdl là dove si confrontano, perché nonostante tutto non è sempre vero che non c'è differenza.
Non ho votato e tanto meno voterò in futuro per questi due ignobili partiti sui quali ormai tutto è stato detto, ma le persone fisiche che aderiscono all'uno e all'altro non possono essere considerate alla stessa stregua.
Le dirigenze che contano e il loro codazzo di sostenitori invece sì, purtroppo.
Gli italiani sembrano averlo capito e, visto che il loro voto non è tenuto in considerazione, che il ceto politico, dall'uomo del Colle, a Letta, fino all'ultimo peones del parlamento, li prende bellamente in giro si astengono dall'andare a votare.
Ancora una volta la più lucida tra i commentatori si conferma Rossana Rossanda: Il non voto e le larghe intese (sbilanciamoci.info)


2013-06-09

Ci voleva un Letta per un governo che facesse quel che vuole Berlusconi... Ma non bastava lo zio?

Mi è scappata la voglia di commentare alcunché. Alla fine ci si ripete e basta, tanto più che nessuno prende sul serio i post che, bene o male, sollevano problemi (tipo Liquidità selvaggia al Casinò della finanza (bis!)...). Troppi link da seguire, troppe pagine da leggere, troppa carne al fuoco. Le solite puttanate invece tirano un casino. Vizio insanabile dei social network.
A sentire il "giovane" Letta (giovane anagraficamente rispetto allo zio, perché anche lui è un nato-vecchio) cascano le mutande. Stesso birignao dei democristiani old style - per chi se lo ricorda. Stesso dire tutto per non dire nulla. Stessa inconcludenza, piccolo cabotaggio, salvaguardia degli equilibri politici e interessi connessi. Stessa avversione viscerale per qualsiasi redistribuzione del reddito, mascherata con tante vuote parole sul "lavoro" e sui "giovani".
Ma evidentemente ad una parte degli italiani, almeno stando ai sondaggi che ci propinano, piace farsi prendere per il culo dai Berlusconi, dai Letta  e da tanti altri simili a loro.
Sgonfiata come un soufflè malriuscito la speranza cinquestelle, ignorato completamente dal ceto politico il desiderio di cambiamento espresso nel voto, si e tornati al solito tran-tran, mentre giornalisti e media, in perenne rincorsa ai favori economici del potere, slinguazzano a destra e a manca, scodinzolando proprio come l'indimenticabile "Scondizolini" del tiggi uno.
Nei confronti di Napolitano poi il servilismo è indecente non meno di quella dell'Emilio Fede dei tempi migliori nei confronti del suo boss.

2013-06-05

Il microfono di legno e la scoperta dell'acqua calda

Grillo sul suo Blog ha distribuito le pagelle (siamo a fine anno scolastico e ci sta!) a emittenti e giornalisti.

Lo ha fatto, come al solito attraverso un sondaggio, tra i suoi follower.

Risultati scontati, fotocopia delle posizioni del "maestro".

Ma, in larga parte, ricalca anche le posizioni di chi non ne è discepolo fedele.

risultati parziali (clicca sull'immagine per saperne di più)
Non c'era bisogno di un sondaggio per scoprire che la Rete 4 di Mediaset è la più faziosa. Semmai può destare qualche meraviglia  la "conquista" del secondo posto di Rai 3. Ma considerando l'occupazione di spazi informativi da parte di personaggi come  Bianca Berlinguer e Lucia Annunziata (che fanno venire il nervoso a un santo ogni qualvolta aprono bocca) non stupisce.
Non è sul parametro della simpatia, però, che si dovrebbero misurare le "faziosità".  
Grillo, ad esempio, un tempo era un comico simpatico anche se becero. Quando si occupava di politica faceva ridere per le feroci prese per il culo di chi prendeva di mira. Nel periodo migliore ha messo in scena spettacoli pregevoli sui temi dello sviluppo sostenibile, della pubblicità, dell'energia.
Anche ora non è che dica solo puttanate. C'è molto di condivisibile nelle sue parole, tuttavia il suo attuale modo di comunicare è talmente fastidioso e inadeguato al ruolo che si è assunto, che finirebbe senza sforzo al primo posto, per faziosità, in un sondaggio effettuato su follower di altre sponde.




2013-06-03

Bella ciao e repressione in piazza Taksim. Erdogan non sembra troppo diverso dai politici che infestano l'Italia

Istambul. "A differenza che nelle altre primavere qui non c'è nessun dittatore, nessun autocrate, ma un premier conservatore, pragmatico, ossessionato dal potere, bigotto, che usa la religione a scopi populisti, non ama l'alcool ma adora il cemento e tra gli alberi e un centro commerciale sceglie il centro commerciale, sempre. Qui non c'è uno stato del quale la gente vuole cambiare i connotati, piuttosto dei connotatı da dıfendere contro la prospettiva di riforme istituzıonali con le quali il premier punta ad aumentare il proprio potere." (Giuseppe Di Donna - Huffington Post)

Berlusconi for president

Due comici, un conservatore che da sempre combatte qualsiasi affacciarsi di novità e il revival della peggio DC.   
Vuoi vedere che tra Napolitano, Letta e i media nostrani, il Pd farà ancora un ultimo regalo a Berlusconi? Il semipresidenzialismo e magari Berlusconi stesso incoronato al colle come nei suoi sogni e per l'ignominia finale degli italiani.
A questo punto non resta che sperare nei giudici. Più triste di così non potrebbe essere! 

2013-05-27

Elezioni comunali. Per ora vince il partito del non-voto

Affluenza attestata sui due terzi dell'elettorato (ormai vanno a votare due elettori su tre che ne hanno diritto). A Roma addirittura uno su due.
Mentre in TV i giornalisti-in hanno cazzeggiato con le solite inutili elucubrazioni per tutto il pomeriggio (devono ben guadagnarsi la pagnotta!) quello che emerge è chiaro.
Si può dirlo in poche parole.
Sfiducia totale dei cittadini versi i "politici-largheintese". Tendenza a votare - per chi ancora va a votare - i candidati percepiti più critici nei confronti del loro partito (vedi Marino a Roma come già Debora Serracchiani in Friuli, Pisapia a Milano, Doria a Genova, ma anche, per altri versi, vedi il risultato del referendum pro scuola pubblica a Bologna e, più in piccolo, la vittoria di chi si è opposto alla costruzione dell'ennesimo inutile centro commerciale a Borgarello in provincia di Pavia).
Delusione per le prime "prove su strada" del Movimento 5 Stelle e frenata (ina o ona vedremo) nei consensi.

Crisi di ansia (Pennac)

Come previsto, crisi di ansia. L'ansia si distingue dalla tristezza, dalla preoccupazione, dalla malinconia, dall'inquietudine, dalla paura o dalla rabbia per il fatto di essere priva di oggetto. Un puro stato nervoso dalle conseguenze fisiche immediate: oppressione al petto, fiato corto, nervosismo, goffaggine (rotta una tazza preparando la colazione), accessi dì rabbia dei quali può fare le spese il primo venuto, imprecazioni soffocate che ti avvelenano il sangue, nessun desiderio e i pensieri corti come il fiato. Impossibile concentrarsi, dispersione assoluta, accenni di gesti, accenni di frasi, accenni di riflessioni, niente arriva fino in fondo, tutto rimbalza verso l'interno, l'ansia rimanda sempre al cuore dell'ansia. Non e colpa di nessuno - o di tutti, che è poi la stessa casa. Scalpito dentro di me, accusando la terra intera di non essere che me. L'ansia è un male antologico. Che cos'hai? Niente! Tutto! Sono solo come l'uomo!

(Daniel Pennac, Storia di un corpo, p.173, Feltrinelli, 2012)

2013-05-26

La lettera del gay diciassettenne e i diritti dei "diversi"


Non sarà importante, ma più rileggo la lettera del gay diciassettenne a La Repubblica, più dubito della sua autenticità. (Io, gay a 17 anni chiedo solo di esistere)
Prima di tutto è una questione di linguaggio. I vocaboli, la costruzione della frase, il tono, fin dal "Caro" direttore iniziale, sono poco tipici di un adolescente.
E poi: "esponente di destra", "eclatante", "sugli scalini della famosa chiesa", "manifestare il proprio disappunto", "gesto vano di un folle", "siamo destinati a scomparire, anche se abbiamo riscritto i libri di storia", "opporsi all'evolversi di una società", "sopravvalutazione delle proprie forze", "la cultura italiana rabbrividisce al pensiero", "società troglodita", ecc.
Ma più che altro quella quasi excusatio non petita relativa alla sfortuna di essere gay, pur "senza vizi o depravazioni", rispetto "alla fortuna di nascere eterosessuali", l'insistere sul fatto di considerarsi "solo sfortunati partecipi di un destino volubile".
Non so, un ragazzo di diciassette anni non si esprime così.
Ricorda un po' le letterine che gli insegnanti fanno scrivere dagli alunni ai giornali, grondanti delle loro idee più che di quelle dei ragazzini, e anche dei loro costrutti verbali.
Comunque poco importa l'autenticità della lettera.
Ciò che conta sono i di diritti civili che in questo paese mancano. Mancano disperatamente mentre monta sempre più ogni giorno il razzismo in ogni sua forma.
Perché razzismo non è soltanto il disprezzo rivolto a "razze", ebrei, zingari, neri di pelle (termini generici che indicano etnie diverse), ma anche a categorie di persone: gay, lesbiche, transessuali, o semplicemente "donne" (per le mentalità sessiste), handicappati fisici o mentali e, non ultimi, comunisti e puttane
Tutti i "diversi" insomma che criticamente si oppongono con atti e parole alle "norme" ottuse della società.

2013-05-25

Roma: le piazze all'ultimo giorno della campagna elettorale per il sindaco

Foto
Piazza del Popolo - Grillo

Roma: le piazze all'ultimo giorno della campagna elettorale per il sindaco.
Una scheda-mostro lunga più di un metro affollata di personaggi inutili.
E poi c'è il partito dei non votanti... sempre più numeroso!
Foto
Piazza San Giovanni - Marino e Epifani
Foto
Colosseo - Alemanno e Berlusconi

2013-05-24

Aborto - Quirinale - A prova di morte (post su FB)

  1. La «cura dimagrante» del presidente: il Quirinale rinuncia a 9 milioni all'anno di adeguamenti
    La notizia dovrebbe essere quella degli scandalosi adeguamenti previsti per il Quirinale mentre alle pensioni che superano di poco i mille euro sono stati tolti adeguamenti di pochi euro all'anno!

    Mercoledì tramite YouTube
  2. ...è grave se trovo "grande" questo film di Tarantino 

    Finale Grindhouse - A prova di morte  Quentin Tarantino - 2007

2013-05-21

Italia, Cacania del 2000

Finocchiaro-Zanda
Scrive G.A. Stella sul Corriere: Politici mediocri, burocrati arroganti. Il patto sventurato da interrompere. Da leggere. Una motivata requisitoria contro la burocrazia.
Ma Letta e soci proseguono ineffabili per la loro strada.
Ieri il duo di burocrati PD Finocchiaro-Zanda ha riproposto una legge anti-movimenti: elezioni e rimborsi elettorali solo ai partiti. 
Bufera. Oggi Zanda si dice "stupito" e dichiara di ritenere la polemica "pretestuosa e sbagliata". Mica ce l'aveva con il Movimento 5 stelle (che il termine movimento ce l'ha nella denominazione)!
Avessero almeno il senso del ridicolo. Sono burocrati di partito, ma non stupidi. Volerci far credere che non ci avevano proprio neppure pensato e che la loro onesta intenzione era ristabilire "una disciplina democratica dei partiti" (Zanda), equivale a prenderci per i fondelli.
Capito il PD? Non l'ha mai sfiorato la questione dell'ineleggibilità di Berlusconi (che ora rischia di abbattersi sulla sua testa), né alcun senso di colpa per aver disatteso totalmente la volontà referendaria degli italiani - che si erano espressi, nel lontano
1993, contro il finanziamento ai partiti al 90,3% (anche i referendum sono manifestazione di populismo?)
Quel che preoccupa il PD sono i cinquestelle e la spartizione del bottino dei rimborsi elettorali.
A questo punto perché spendere denaro pubblico per votare? Possono dividersi i parlamentari pari e patta e continuare a governare insieme. Ho una gran voglia di scrivere un insulto, ma non lo farò...


2013-05-20

Liquidità selvaggia al Casinò della finanza (bis!), Tremonti, reddito minimo, Imu

Il commercialista pavese Giulio Tremonti, che ha fatto i soldi ben consigliando i ricchi più ricchi - e penso sia un elogio alla sua "professionalità" - ripete a Cazzullo ciò che vanno dicendo da tempo parecchi analisti economici: si sta preparando una nuova catastrofica bolla finanziaria. (Il mondo occidentale ha superato il concetto di limite)
A inizio mese mi ponevo domande alle quali non  ho ricevuto risposte dai fautori dell'abbandono dell'austerità: Liquidità selvaggia al Casinò della finanza. Help!
Allora ci riprovo con una piccola aggiunta provocatoria per tutti coloro che dopo aver predicato austerità in massa ora si schierano contro l'austerità.
A me sembra che il problema non sia l'austerità. Anzi. Ridurre i consumi, esigenza sacrosanta in un mondo che ha superato i sette miliardi di individui e cresce al ritmo di oltre 50 milioni all'anno (ben più del doppio di quanti muoiono nello stesso periodo) significa ridurre drasticamente le spese, e se l'economia nei paesi dove più si consuma decresce pazienza. Assurdo era pensare che potesse crescere all'infinito.
La questione è ridistribuire una ricchezza scandalosamente mal ripartita. (Italia, metà della ricchezza nazionale in mano al dieci per cento delle famiglie).
Ridare dignità a chi l'ha perduta perché non ha più di che sopravvivere. E c'è solo una maniera: prelevare fondi dagli alti redditi, tagliare brutalmente stipendi e pensioni folli ridimensionando nel contempo tutte le spese pubbliche insensate. Solo così sarebbe possibile finanziare le iniziative favorevoli ai ceti meno abbienti. Tutto il resto è aria fritta. 
La storia dell'Imu, ad esempio, è una gran bufala. Certo che chi ha una casa deve pagare una equa tassa e chi ne ha due o più deve contribuire di conseguenza. Ovvio che il Pd sospendendola stia pagando al Pdl il prezzo di un ricatto populistico che andrà ad esclusivo beneficio elettorale di Berlusconi. Lo capisce anche un bambino e chi lo nega mente sapendo di mentire.


2013-05-15

Lega-PDL-PD solidali brigano per aumentarsi gli stipendi in Regione

Non tirate monetine ai consiglieri lumbard... raccoglierebbero anche quelle!
Non paghi delle spese folli, dei rimborsi scandalosi delle inchieste in corso i consiglieri lombardi tentano di recuperare, con gli interessi, il piccolo taglio ai loro esorbitanti stipendi decretato da Monti.
Hanno ben pensato, i furbetti, di inventarsi un bonus forfettario che porterebbe i loro rimborsi dagli attuali 2800 euro netti mensili a 4500-6000 e passa (a secondo della provenienza geografica regionale) per vitto, alloggio e trasporti. In aggiunta, beninteso allo stipendio. (Vedi sole24ore: Lombardia, i consiglieri si tagliano lo stipendio ...)
Un bel trucchetto per continuare a intascarsi quanto e più di prima rimanendo mediamente oltre quota 10000 euro procapite (indennità di funzione escluse).
Unici ad opporsi alla proposta bipartisan i consiglieri M5s che il presidente del parlamentino lombardo Raffaele Cattaneo ha tacciato di "immaturità istituzionale" per la scarsa collaboratività... alla mangiatoria.

♫ Bob Dylan - Blowin' In The Wind (ORIGINAL) [Lyrics]



Quante strade deve percorrere un uomo
Prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
Prima che possa riposare nella sabbia?
Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quante volte un uomo deve guardare verso l'alto
Prima che riesca a vedere il cielo?
Sì, e quante orecchie deve avere un uomo
Prima che possa ascoltare la gente piangere?
Sì, e quante morti ci vorranno perchè egli sappia
Che troppe persone sono morte?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quanti anni può esistere una montagna
Prima di essere spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni la gente deve vivere  
Prima che possa essere finalmente libera?
Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa
Fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

2013-05-12

Amour - Michael Haneke (2012)

Amour, regia di Michael Haneke (2012)

Finalmente un film che vale la pena seguire per intero senza dormicchiarci o fare altro nel frattempo. Non certo "leggero", ma intenso, triste, brutalmente tenero.
Giustamente molti lo considerano il miglior film del 2012.
A dispetto del titolo non è un film d'amore e neppure lontanamente ammicca alle tante edificanti e consolatorie finzioni sull'amore nella terza e quarta età.
L'azione si svolge per intero in un borghese interno francese novecentesco che ha conosciuto giorni migliori. La scena ha toni grigi e luci smorzate come se una polvere senza speranza continuasse a deporsi. Il crudo realismo degli interni ben si combina con la durezza della decadenza fisica, la solitudine, l'impreparazione alla morte di una coppia di ultra ottantenni che hanno vissuto il pieno della loro esistenza a metà del secolo scorso.
Trintignant e Emmanuelle Riva ben interpretano i ruoli e hanno la giusta età. Isabelle Huppert la figlia che vive altrove, sta lì a segnalare il passaggio del testimone di un tormentato cambio generazionale.
Trintignant e Gassman "Il sorpasso"
Trintignant (come non rivederselo in mente nel film "Il sorpasso" di Risi con Gassman? Ma anche in “Un uomo e una donna” di Claude Lelouch e “Z-L’orgia del potere” di Costa-Gavras e “Il conformista” di Bernardo Bertolucci - e tanti altri, visto che ha partecipato ad oltre 130 film).
Emmanuelle Riva "Hiroshima mon amour"
Riva (che non ricordavo certo nei panni della giovane ebrea nel film Kapò di Pontecorvo, né in "Hiroshima mon amour" di Resnais e neppure nel più recente "Tre colori - Film Blu" di Kieslowski).
Entrambi grandi interpreti di una sfacelo esistenziale inevitabile al quale solo la morte può dare soluzione.
E infatti a me è sembrato un film sulla opportunità del morire quando la vita smette di offrire la possibilità di una esistenza dignitosa. Direi che non è neppure una questione di età. Da un certo punto in poi nulla e nessuno può più aiutare. Non l'amore del compagno (o della compagna) che sta accanto, non l'attenzione filiale, non l'accanimento terapeutico, men che meno le cure di una badante. La morte resta l'unica liberazione possibile. Ama veramente chi restituisce la pace del nulla.

2013-05-10

"Prima di tutto l'Italia"

Anche costui ama l'Italia AH! AH! AH!
"Prima di tutto l'Italia", questo lo slogan dell'accozzaglia sbandata che ambisce governarci in coalizione con Berlusconi.
Mi sembra il secondo tempo del film "Forza Italia".

Francamente questo riempirsi la bocca del termine "Italia" sembra nascondere soltanto l'inconfessabile vocazione dei partiti "coalizzati" non a collaborare per "il bene comune", ma a inciuciarsi (termine orrendo, ma di facile comprensione comune) per esorcizzare qualsiasi rischio di reale cambiamento che sottrarrebbe loro il controllo dei due terzi dell'elettorato votante.

Inutile ricordare che la stessa maggioranza ha sostenuto il governo Monti e in quel momento probabilmente la maggioranza degli italiani ha creduto che fosse davvero necessario. Lo spauracchio del "baratro", il "non finire come la Grecia", il "è l'Europa che lo vuole", la credibilità super partes dei "tecnici" esaltati dai media hanno fatto ingoiare le amare medicine imposte dall'esterno.

Poi il vento è cambiato. Si è visto che i "sacrifici" continuavano a farli sempre e solo i soliti, che Monti non era poi quel super eroe dipinto a tinte accese, che l'economia finiva strozzata da troppa "austerità" e che a prosperare restavano sempre i soliti ceti dirigenti insieme ai soliti vetusti ceti politici, incapaci di governare e autoreferenziali.
Ora quegli stessi sono ancora alla guida del paese contro la volontà elettorale, chiaramente espressa, di cambiamento.

C'è chi tra le file PD dice: "Purtroppo gli elettori non hanno deciso così". Gli elettori di Berlusconi certamente non hanno deciso così. Quelli di Bersani (e Letta) a me sembra di aver capito volessero una forte trasformazione confidando nella promessa "mai più con Berlusconi".

Il terzo incomodo, i cinquestelle, sono cresciuti oltre ad ogni aspettativa proprio per la pregressa comprovata inaffidabilità dei dirigenti PD.

L'ingovernabilità non è certo una decisione dell'elettorato. Sono gli "eletti" e soprattutto il marasma interno al PD a portare allo sbando l'elettorato progressista (mi guardo bene dal parlare di "sinistra").

Qualcuno all'interno del PD può anche illudersi che la scelta fatta da Letta e soci abbia nobili finalità, ma è evidente anche a personaggi non certo rivoluzionari (come Sartori appunto: Attenti al trappolone) che si sono infilati in un cul-de-sac e che se Berlusconi non verrà fermato dalla magistratura il prossimo turno elettorale sarà ancora il suo, con buona pace a chi lo dava per morto.

Le posizioni tra coloro che ancora appoggiano questo PD illudendosi che si stia sacrificando per l'Italia e chi invece pensa che stia di nuovo riconsegnando l'Italia a Berlusconi sono evidentemente inconciliabili.

Il fatto è che in pratica, probabilmente, la base sempre ignorata dei cittadini comuni vorrebbe, almeno in parte, cose analoghe (per altro simili anche a quelle di tanti che hanno votato M5s). Sono le metodologie per ottenerle che dividono profondamente.

È sulle scelte di quelli che dovrebbero rappresentarci, mandati in parlamento sulla base di una legge folle, che ci si scazza.



2013-05-09

Dov'è il mio fottuto piano di salvataggio??? (Non quello di Berlusconi)


Possibile che grazie all'insipienza dei dirigenti PD (che, per taluni almeno, ha più il sapore della voluta connivenza) vedremo finalmente Berlusconi fuori dai giochi politici per via giudiziaria?
Dover sperare nei giudici della Cassazione per essere salvati da Berlusconi è uno squallido risultato.

Gli italiani che hanno votato lo hanno fatto in stragrande maggioranza per cambiare la politica degli ultimi vent'anni. Hanno creduto a chi diceva loro "mai più con Berlusconi". Ma sono stati buggerati dagli stessi che avevano promesso. Gli altri, quelli che giustamente non credevano alle lusinghe del PD, hanno mandato in parlamento un pattuglione di cinquestellati che però si sono rivelati incapaci di agire politicamente.

Risultato? I PD sono caduti nell'ennesimo trappolone di Berlusconi, riabilitandolo ancora una volta e rimettendolo in corsa (l'ha capito finanche Sartori! Attenti al trappolone). Ebbravi!

Milioni di italiani hanno bisogno urgente di un piano di salvataggio che li salvi dalla disoccupazione e dalla miseria. Non gl'importa granché dell'Imu (anche perché una casa magari neppure ce l'hanno). Vogliono minori tasse per chi le paga e percepisce stipendi ridicoli (l'esercito che si arrabatta con un migliaio di euro al mese) e, se hanno perso anche un lavoro malpagato, quattro soldi per sopravvivere in attesa di tempi migliori.

Ma Letta e soci prima perdono tempo a nominare ignobili presidenti di commissione e poi si ritirano in convento - come ai tempi della peggiore DC - a meditare sul modo migliore di far vincere Berlusconi e affossarsi definitivamente. Ancora ebbravi!

2013-05-05

WEB. La giusta amarezza della signora Boldrini e i furboni che giocano sporco

Capisco come alle persone colte e raffinate il Web, con la sua rozzezza, faccia orrore.
In effetti, talvolta, provoca disgusto simile a quello che assale entrando in una latrina piena di merda, di scritte e disegni osceni (anche senza essere particolarmente ricercati).

E allora se la signora Boldrini, giustamente, s'inalbera per il trattamento che le riservano i beceroni on-line (Laura Boldrini: ''Sulla Rete campagne d’odio, è te...) e le scappa qualche parola di troppo sulla necessità di fare leggi - che già ci sono! - per il controllo della rete (Web e anarchia, lettera aperta a Laura Boldrini), subito trova chi ne amplifica e distorce le dichiarazioni nel tentativo di riproporre inaccettabili censure e sanzioni col fine reale, non dichiarato, di ammazzare la libertà d'espressione.

A molti, giornalisti in primis, non va giù che la comunicazione on-line abbia soppiantato il loro ruolo di mentori del pubblico pensiero. Non ai veri giornalisti, quelli che indagano, fanno inchieste, corrono di persona là dove c'è il pericolo, in una parola, si sbattono, i professionisti dell'informazione, insomma. Bensì agli editorialisti che infiorettano da tempi immemorabili le pagine dei quotidiani e debordano dagli schermi televisivi, sempre comodamente allocati nelle redazioni o in lussuosi alberghi, sempre a caccia di una poltrona più importante dove piazzarsi.
Inutile far nomi si sa chi sono. Sono gli stessi che cinguettano rigorosamente tra loro anche su twitter, autoreferenziali in rete come sulle pagine stampate o in televisione.

L'altra categoria alla quale la libera comunicazione non va proprio giù e, potendo, la strozzerebbe volentieri è quella dei politici. La ragione è sotto gli occhi di tutti.

Uno dei paladini di sanzioni che, se messe in atto, minerebbero la libertà di pensiero in Internet ed impedirebbero l'esistenza stessa di Wikipedia è il berluscon-democristiano Giampiero D'Alia, promosso a guidare il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione - pur con un suo tasso d'assenteismo in aula di quasi il cinquanta per cento (più o meno come se si andasse a lavorare un giorno ogni due dovuti).

Ciò detto sia chiaro che, da detentore di un Blog da quasi dieci anni, sono favorevole alla massima responsabilizzazione di chi scrive in rete. Per quanto letto da quattro gatti personalmente mi attengo alla massima accuratezza nel dare informazioni, controllo costantemente ogni fonte, evitando le bufale proliferanti in internet, e mi impegno a rispettare, nei limiti del possibile, la necessaria netiquette.

I social network sono altra cosa. Appunto hanno più la caratteristica di cessi pubblici dove anche chi non si è mai sognato di possedere idee proprie, vomita tutto quello che mal digerisce nella sua esistenza. È una loro peculiarità abbastanza disgustosa, e tuttavia svolgono l'utile funzione di evacuare scorie da sempre presenti nei corpi e nelle menti degli umani, ma oscurate dai benpensanti, che preferiscono nasconderle come polvere sotto i tappeti. Internet ha smascherato l'inganno mostrando abissi di depravazione di cui, pur conoscendone l'esistenza, poco si conversa nei buoni salotti.

È un peccato che strumenti potenzialmente meravigliosi, se usati correttamente, finiscano per essere discariche a cielo aperto. Ma che dire di un elemento come Borghezio*, ad esempio, che dice ignominie, smisuratamente pagato dalla collettività come parlamentare europeo? E dei commenti abominevoli all'articolo de Il Giornale «Chi è Cécile Kyenge, primo ministro di colore»?

Ben ha fatto Laura Boldrini, dopo aver espresso tutta la sua amarezza per come viene bistrattata la sua vita privata non solo sul Web, ma anche dalle frotte di giornalisti appostati sotto casa, a dichiararsi estranea ad ogni volontà di censura. "Nell'intervista non parlo mai né di anarchia, né di censura, né della necessità di una nuova legge" precisa sulla sua pagina FaceBook.

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* Fuori Borghezio dal Parlamento europeo. #iostoconCecileKyenge 

2013-05-03

Liquidità selvaggia al Casinò della finanza. Help!



Spiegatemi - possibilmente senza la certezza di essere nel giusto - perché non capisco.
Liquidità. Si moltiplicano gli analisti che temono si stia preparando una nuova catastrofica bolla finanziaria. "C'è in giro troppa liquidità", dicono, "Le banche centrali hanno immesso sui mercati quantità tali di denaro che praticamente il suo costo è zero per gli investitori istituzionali, e continuano a pomparne". Il Giappone intende raddoppiare la massa del denaro in circolazione, l'America non è da meno e stampa biglietti verdi a go-go. 85 miliardi di dollari iniettati mensilmente dalla Fed di Ben Bernanke. Anche Draghi, la Bce, prolunga fino a metà 2014 le aste per fornire liquidità illimitata al sistema bancario con un tasso allo 0,5%.
Gli investitori istituzionali (le banche, ma non solo), che possono mettere le mani su tanto denaro gratuito, investono a man bassa drogando la borsa. Comprano di tutto e qualsiasi bond va bene. Titoli di stato dello Zambia, dell’Egitto, del Marocco o del Ruanda che offre un rendimento del 7%.
Dunque non è strano che lo spread italiano cali un po'. Strano è che sia ancora tanto elevato. Vuol dire che i nostri titoli sono considerati proprio spazzatura.
Il fatto è che tutta questa liquidità invece di favorire aziende e cittadini in difficoltà, come dovrebbe, finisce in speculazione finanziaria, cioè, se ho ben capito, ad arricchire chi giocherà meglio alla roulette degli investimenti.
E quando il Casinò - che più che altro è un casino - esploderà saranno solo cazzi nostri che di tutto ciò sappiamo poco e godiamo ancora meno.
Perché, mi chiedo forse ingenuamente, in Europa, dove magari giustamente si è scelta l'austerità, non si prestano soldi, a costo praticamente zero, direttamente agli stati indebitati, alle aziende in difficoltà, o aiutando i cittadini privi di redditi e senza lavoro là dove gli stati non hanno ancora provveduto? È proprio necessario il tramite delle banche (tutte d'affari ormai) che hanno solo scopi di lucro?
Dico stupidate? Qualcuno mi illumini.

2013-04-28

Tanto schifato da non avere più neppure la voglia di reagire (Game over)

Non c'è alcuna formula speciale per definire questo governo (Napolitano)...

Vero. Governo di merda.

2013-04-25

25 aprile (1994-2013)



Non sono un fanatico del 25 aprile. La retorica delle commemorazioni mi infastidisce sempre un po'.
Forse l'unico 25 aprile che ricordo, con piacere misto a tristezza, è quello del 1994 contro Berlusconi e Formentini, sindaco leghista, a Milano sotto un'acqua che "diolamanda". Piacere per l'enorme partecipazione, e la postuma evidenza di quanto si fosse visto giusto fin dall'inizio su quel che sarebbe successo con la vittoria di Berlusconi e tristezza, per non averlo saputo contrastare meglio.
Lui è ancora lì a dettare la sua volontà alla famiglia Letta per proteggere i suoi interessi. È lì a scansare i giudizi in tribunale con la pretesa di un suo uomo al ministero della giustizia. Il milione di persone unite sotto gli ombrelli, sempre più tradite da una sinistra inesistente, chissà che fine ha fatto.
Oggi l'idea di festeggiare la data della liberazione con qualcuno dei politici presenti in Parlamento fa rabbrividire.
A 19 anni di distanza da quel 25 aprile nulla è cambiato se non in peggio*. A una moltitudine con un minimo di pensiero politico in testa e il sincero desiderio di conquiste civili per tutti, si è sostituita una accozzaglia incolore di protestatari incazzati sotto l'egida di un comico prestato alla politica. Ben vengano se sapranno rovesciare il tavolo della politica e della finanza degli inciuci tra ladroni. Ma temo che presto rifluiranno come l'acqua nei tombini dopo un forte temporale.
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* Ecco perché avere un Blog. Per non perdere memoria dei propri pensieri e rendersi conto, purtroppo, che anche nel 1994 l'Italia era un paese incivile già da un pezzo. Su questo post Il ritorno di tangentopoli ovvero diallage (figura...  avevo riportato un mio scritto del luglio '94 [sic!] 

2013-04-23

Parlamentari. Sarebbero soltanto ridicoli se non fossero patetici (cinquestellini compresi!)

il "nuovo" che avanzava
Napolitano li ha presi a pesci in faccia e loro si sono spellati le mani ad applaudirlo. (vedi Gian Antonio Stella sul Corriere Applausi in aula in cambio di una strigliata che ognuno pensa sia per il suo rivale.
Napolitano ha inaugurato il presidenzialismo e i giornalisti ossequiosi di giornali e TV - o meno rispettosi, ma forcaioli come Ferrara - sono giulivi.
Napolitano, uno che nella sua vita si è sempre messo contro a qualsiasi cosa avesse un sentore di "nuovo", affossa con indifferenza la chiara volontà degli italiani di voltare definitivamente pagina, e viene universalmente salutano come salvatore della patria (e Berlusconi, che ha fottuto tutti quanti per l'ennesima volta, giustamente gongola - proprio come la Borsa, guarda caso!)
Fra qualche giorno avremo sul groppone un Amato o qualche consimile bellimbusto - anche grazie alla lungimiranza di Grillo e Casaleggio oltre, ovviamente, all'accozzaglia che sono i PD - e i cinquestelle perdono tempo a espellere un tizio perché è stato a qualche inqualificabile talkshow televisivo (quando sarebbe bastata un'occhiata al curriculum che aveva scritto per evitarsi la figuraccia di candidarlo).  
Ma andate tutti a quel paese!

2013-04-22

Io non mi sento italiano


(brano uscito postumo nel gennaio 2003)

"Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze,
mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un
diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse
problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in
termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche. O forse tutto questo è più
concretamente il riflesso di un paio di decenni di contrapposizione fino allo smarrimento
dell'idea stessa di convivenza civile come non mai faziosa e aggressiva, di totale
incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti" (Napolitano 22 aprile 2013)

Ma come? A me erano sembrati due (e più) decenni d'inciuci di un "comitato d'affari" che ha depredato a man bassa l'Italia.
Questo ha diffuso tanto "orrore".
Mediazioni, intese, alleanze politiche ci starebbero tra persone perbene che la pensano in maniera diversa.
Tra grassatori le alleanze servono soltanto a derubare meglio i poveri cittadini.
E dunque, con Gaber, continuo a non sentirmi italiano.


2013-04-21

La nascita di Roma e la morte del Parlamento

Narra la leggenda che il 21 aprile di 2766 anni fa fu fondata Roma.
Oggi, 21 aprile 2013 è defunto il Parlamento.
L'Italia è per definizione una Repubblica parlamentare. I cittadini eleggono i parlamentari che in autonomia dovrebbero rappresentare le istanze per le quali sono stati eletti.
Non c'è dubbio che nella scorsa tornata elettorale gli italiani si siano chiaramente espressi per un cambiamento radicale delle politiche governative. La maggioranza dei votanti ha manifestato la volontà di non poterne più della "casta" dominante negli ultimi decenni con tutte le sue porcherie.
Questo era il significato dei voti per il Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà ed altri che però non hanno raggiunto il quorum. Sembrava che lo stesso valesse per il PD, almeno stando alle dichiarazioni dei suoi leader. Soprattutto la base elettorale PD era convinta che questo fosse il significato del mandato.
In Parlamento queste tre forze politiche avevano i numeri per imprimere una svolta alla politica italiana. Non lo hanno fatto. Le responsabilità di una parte significativa del PD sono sotto gli occhi di tutti. Prima con la candidatura alla Presidenza della Repubblica di Marini, poi con la non convergenza sul nome di Rodotà che, considerando il curriculum del personaggio, avrebbe dovuto essere naturale, infine con l'audafé perpetrato sul nome di Prodi.
Le successive suppliche per un ritorno in carica di Napolitano sono l'inevitabile ciliegina sulla torta avvelenata che i collusi con le destre, interni al PD, hanno confezionato per Bersani.
I parlamentari che hanno rieletto Napolitano (suo malgrado), hanno risposto a logiche che tradiscono la volontà popolare.
Questo non è populismo. Quello che è successo non avrebbe dovuto succedere in una autentica Repubblica parlamentare.
Cornuti e mazziati, ancora una volta, sono risultati gli italiani.
Speriamo che se ne ricordino alle prossime elezioni.

2013-04-20

Napolitano disfa le valigie (e il PD è morto)

Inciucissimo in vista. Incapaci di tentare qualcosa di nuovo, abbarbicati ai loro privilegi come i nobili d'altri tempi terrorizzati alle avvisaglie di cambiamenti epocali, il ceto politico squalificato che ha distrutto la credibilità della politica in Italia si appella a Napolitano.
Fallito il tentativo Prodi non restava che lui a poter tirare fuori le castagne dal fuoco. Eletto con i voti di una parte del PD il PDL-Lega e compagnia destra.
Cosà farà poi vedremo. Praticamente non cambia nulla rispetto al dopo elezioni. Lo stallo resta.
La verità è che il PD non esiste più. Di fatto si è scisso in due. Per certi versi è anche un bene. Da una parte gli ex DC e tutti quei notabili che hanno combinato disastri negli ultimi decenni (insieme ai loro più giovani tirapiedi). Dall'altra chi ha ancora nelle vene un briciolo di "sinistra". Un po' di chiarezza finalmente.




Il Presidente, la politica e il WEB

Tra i drogati di politica sono giorni di fibrillazione. Ma anche un pubblico più vasto del solito segue in rete queste elezioni presidenziali italiane. Fa la differenza e soltanto i vecchi politici sembrano non averlo capito. I giornalisti poi, più che non capirlo, si comportano come gli struzzi. Nascondono la testa lasciando fuori il culo (e con quello sembrano ragionare).

In teoria il Presidente della Repubblica, in Italia, ha scarse prerogative. È di rappresentanza. Così almeno ci spiegavano a scuola.
Era vero ai tempi di presidenti scialbi come Leone, fermi al fare scaramanticamente le corna di fronte agli eventi.
Ora molto è cambiato e Napolitano, Il Morfeo del colle come qualcuno lo definiva, ha dovuto darsi una mossa, volente o nolente, riscoprendo nella carica prerogative inesplorate.

Da Pertini in poi sembra esserci un rinnovato interesse per la figura del Presidente. Ora si ha anche la sensazione che i suoi poteri, volendoli utilizzare, siano maggiori di quanto si credeva.
Non siamo certo una repubblica presidenziale, e magari non è auspicabile diventarlo. Piuttosto una elezione diretta del Capo dello Stato potrebbe avere un senso.
Ma questo perché è il Parlamento che si sta sempre più sputtanando.

L'altra novità è il tam-tam dei social network che martellano ai fianchi gli eletti al Parlamento, almeno quelli più giovani e sensibili. Soltanto la Finocchiaro, e quelli come lei irrimediabilmente fuori dal mondo, possono permettersi di dire che "la base" non l'ha sentita. Un po' come Napolitano che non aveva sentito il boom di Grillo.

Berlusconi magari non sa neppure accendere un computer, ma ha la capacità di ascoltare chi lo sa fare e tenerne conto. E indubbiamente sa usare la TV (che resta ancora il mezzo più potente di condizionamento di massa) come nessun altro.

Emblematica la figura di emme che ha fatto fare a Santoro e Travaglio, in casa loro, durante la campagna elettorale, guitteggiando indegnamente. Se poi si aggiunge che imperversa indisturbato per ore e ore sulle sue TV private, come sulle reti pubbliche, si spiega buona parte del suo assurdo successo.

La rete però sta lentamente diventando fondamentale anche in Italia.
Grillo ha avuto il fiuto di affidarsi ad uno che sa usarla (Casaleggio) e i frutti si sono visti.
Ha organizzato virtualmente una quantità di gruppi incazzati e motivati che aderendo alle realtà locali si sono fatti conoscere anche fisicamente nei banchetti sulle strade e nelle iniziative territoriali. Questo ha prodotto la differenza.

Grillo è poi un animale da palcoscenico e ha capito come, facendo delle piazze d'Italia la ribalta dei suoi spettacoli elettorali, avrebbe raggiunto anche molti che il Web non lo praticano.
Per il resto deve ringraziare i media tradizionali, giornali e TV, volutamente snobbati, che hanno ininterrottamente parlato di lui e mandato in onda spezzoni dei suoi interventi pubblici.

In tal modo è stato visto e sentito anche da coloro che non accedono ad Internet (e ce ne sono ancora tanti purtroppo, a causa del digital divide) e da quelli che in rete ci vanno solo per tenersi in contatto con gli amici, comprare cose, prenotare viaggi, giocare, cazzeggiare, vedere porno, scaricare musica et similia.

Il vecchio gruppo dirigente del PD invece sembra snobbisticamente lontano da queste pratiche. Se la suona e se la canta in riunioni nel chiuso di stanze ovattate, nella convinzione che in pochi si prendano le decisioni che contano.

Non è che sia del tutto falso.
Considerando che le sorti del mondo sono nelle mani di qualche decina di individui, è così che si fa dove davvero si esercita il potere determinando l'andamento dell'economia e della politica.
Ne consegue che l'esistenza di milioni di persone viene decisa nell'indifferenza per la dignità e le sofferenze dei più.

Ma il PD, nonostante l'esultanza di Fassino quando pensava di essere entrato in possesso di una banca, non è un consiglio di amministrazione. Bene o male dipende dai suoi elettori e le parole senza fatti non sono più sufficienti a tener buoni milioni di persone che accedono ad un numero sempre maggiore, e poco controllabile, di strumenti di comunicazione.

Il politico deve saperlo. Obama è un buon esempio in merito. Il suo successo è un mixaggio di abilità comunicativa, banalità ad effetto tipicamente americane, progetti politicamente rilevanti e tentativi veri di attuarli.
Spesso fallisce la prova dei fatti, come nel sforzo di restringere, per quanto blandamente, la libera vendita di armi, ma dà comunque la sensazione di averci creduto e provato.
Anche dietro il suo successo ci sono esperti della comunicazione. Eppure, come si è visto, non è sufficiente lo stesso spin doctor per fare di Monti un Obama.

I nostri politici invece sembrano impegnati soltanto a coltivare i loro personali interessi e il limitato orticello del loro individuale potere. Si inciuciano o si scannano, però mai per il bene di chi li ha eletti. Ora il gioco non regge più.

Magari, nel PD, D'Alema o qualcun altro riuscirà ancora a giocarlo per un po'. In fondo la lunga pratica li ha resi abili a galleggiare sulle rovine da loro stessi create, ma é finita. Nuove generazioni stanno affacciandosi e per quanto reclutino per lo più personaggi mediocri, magari giovani all'anagrafe, eppure nati già "vecchi dentro",  hanno perso ogni residua credibilità.

Il '900 è definitivamente tramontato e le questioni sul tappeto della storia - che bisogna conoscere a fondo! - sono diverse o comunque si presentano con nuove caratteristiche e vanno trattate con altre metodologie. È cambiato il paradigma culturale.

Il problema non è l'età dei protagonisti in campo, ma la consapevolezza che rifarsi ad un passato immobile non ha più alcun senso. Ecco perché, al di là dei meriti o demeriti personali, ancorarsi a personaggi come Marini, Prodi, D'Alema e tanti altri, anche se più giovani, non porta lontano.





2013-04-19

...e rispunta Baffino. Tentativo Prodi. Si allontana la speranza Rodotà

Sembra impossibile che i dirigenti PD (a questo punto Bersani in primis e i suoi consigliori con tutte le assurdità che sono riusciti a pensare in queste ore) non abbiano ancora capito il vento che tira. Non è bastato neppure il plebiscito di mail pro Rodotà che ha mandato in tilt il server del Parlamento per far loro comprendere chi vuole sul colle l'Italia che loro tanto malamente rappresentano.
"O siete coglioni o siete complici" dice Travaglio interrogandosi sui perché delle molte cazzate recenti e passate dei dirigenti PD.
A vedere la rosa di nomi proposta ai "grandi elettori" vengono i brividi. Chissà cosa intendeva Bersani quando parlava di "fase nuova". D'Alema e Prodi sarebbero la novità?
Incredibile!


...e alla fine Prodi?

...e alla fine magari ci proveranno con Prodi (autoinciucio con Dc interni)
'azzo l'ha capita persino Cacciari che Rodotà sarebbe OK!
Non so se Rodotà sarebbe un grande presidente. Il suo curriculum depone a favore, poi si vedrà.
Ora pare che anche i cinquestelle farebbero un pensierino su Prodi. Mah! A me Prodi non convince anche se ha al suo attivo due vittorie su Berlusconi (vanificate proprio da D'Alema e soci). Puzza di incenso e furbizia da sacrestia sotto il bonario involucro mortadellesco.
Meglio Rodotà, almeno quando lo si sente parlare (quantunque non sempre abbia condiviso le sue posizioni come garante della privacy). Assolutamente corretta la sua proposta per un 21bis che recita: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". Sarebbe un passo verso la riduzione del digital divide.
Domani qualcosa succederà.

2013-04-18

Prossima sorpresa BB? Baffo Baffino!


Un tempo si diceva: "Una risata vi seppellirà!"
Ma temo che saremo tutti noi ad essere seppelliti dalla "indifferenza per la sofferenza delle persone" (Gino Strada) che questo ceto politico di "incapaci" (eufemismo) dimostra.



Texas. Un tranquillo reporter per caso colto di sorpresa dall'esplosione



La vera notizia del giorno è la devastante esplosione in una fabbrica di fertilizzanti in Texas.
Probabili decine di morti e centinaia di feriti.




PD disciolti nella DC come un cadavere nell'acido muriatico. Presidenziali in diretta

Ebbravi! Marini. il peggio della vecchia Dc e del sindacalismo protezionista dei fancazzisti contro gli interessi reali dei lavoratori. Un po' di memoria storica perdinci!

Sto seguendo in diretta streaming su "La Cosa" il lentissimo rito delle elezioni presidenziali (facendo altro ovviamente ché è di una noia mortale vedere sfilare questo esercito strapagato di gente inutile che compone il nostro parlamento). Siamo ora alla C: Capone Capozzolo... Carbone Cardinale Carella Carfagna...

Il buon Bersani  si è bevuto il cervello o forse pensa che i suoi siano così astuti da votar contro per poi trovare un nome più presentabile?

Sta votando Castricone!

2013-04-16

Miserabili

Cosette - Les Misérables, Victor Hugo
Miserabili. Una parola multiuso.

Miserabile: degno di essere commiserato per la sua triste sorte, per la sua infelicità. Che suscita pietà per le condizioni di povertà, di rovina, di squallore, di desolazione materiale o spirituale in cui si trova.
Epiteto di grave biasimo attribuito a persona che nelle sue azioni riveli bassezza morale.
Di persona che assolve in modo meno che mediocre il proprio compito, o di cosa fatta molto male, che perciò suscita un senso di ironico e sprezzante compatimento. (Treccani)

Miserabili gli attentatori di Boston che mettono due bombe all'arrivo della maratona. Chi abbia messo l'esplosivo non si sa, ma a morire come al solito sono persone comuni. Vedendo le immagini torna alla mente piazza Fontana, Brescia, Bologna e tanti altri atti terroristici anche in Italia. Nulla di paragonabile all'11 settembre, negli effetti, ma resta non meno grave il fatto che l'odio politico, religioso e razziale continui a produrre gli stessi comportamenti.

Miserabile Renzi per la Finocchiaro e miserabile il PD ormai a un passo dall'autodistruzione.
Miserabile Bersani, arroccato in una partita senza via d'uscita, ma anche Monti con la sua spocchia professorale finita tra le ortiche, e Napolitano testimone di un mondo che non c'è più da un pezzo, ingessato nella sua recita di litanie che nessuno ascolta.

Miserabili tutti i leader, di vecchio e nuovo corso, Grillo e Casaleggio compresi, e i peones parlamentari pateticamente mediocri che li seguono, riconoscenti per aver dato loro uno scranno ben pagato su cui sedersi.

Miserabile io, disgustato dello spettacolo offerto dai politici e dalle istituzioni, fluttuante in un non-spazio non-tempo, demotivato al punto di non avere più voglia di impegnarmi in alcunché.

E infine miserabili noi che siamo gli ultimi e per nulla beati, incapaci di sceglierci governanti un po' meno miserabili qui e in ogni altra parte del mondo.


2013-04-08

Morta Margaret Thatcher, la nazionalista inglese che ha introdotto nella politica europea il liberismo devastante della scuola di Chicago



Ken Loach, trailer The Navigators, (2001). Uno dei tanti suoi grandi film sulla distruzione della classe operaia britannica. In italiano Paul, Mick e gli altri. Tratta il dramma dei "lavoratori dismessi" quando la British Rail venne privatizzata.

Lasciamo ai soliti giornalisti e politici l'esaltazione della "Signora di Ferro" che tanto male ha fatto ai lavoratori e tanto bene ai ceti dominanti. Subiamo tutti sulla nostra pelle gli effetti nefasti della politiche da lei inaugurate in Europa, in concomitanza a quelle reaganiane, ma questo non impedisce ai più di ricordarla come leader straordinario.
E beh! Così va il mondo.




2013-04-07

Grucho Marx


"...metto insieme la gente"
"Perché? Cade in pezzi?"
(da un film dei fratelli Marx, credo)

2013-04-01

Si sta facendo sempre più tardi

Così, riprendendo il titolo di un romanzo epistolare di Tabucchi, si potrebbe riassumere la situazione italiana.
Ora ci sono i "saggi" tutti coniugati al maschile perché, si sa, di "sagge" non ce ne sono.
Dieci vecchi arnesi della politica e delle istituzioni che, a voler essere "lombrosiani", basterebbe guardarli in faccia per sapere da che parte tirano. C'è pure Violante per il PD. Se qualcuno lo preferisce a Bersani si accomodi.
Cosa possa venir fuori da queste menti eccelse (Gaetano Quagliariello in testa) vedremo.
Spetterà poi allo screditato Monti, ancora una volta, fare ingoiare a un parlamento recalcitrante amare medicine.

I partiti appena ridiscesi in campo hanno ridato prova della loro inaffidabilità. Magari, anziché abolire i sindacati, come vorrebbe Grillo, bisognerebbe azzerare le cosiddette "forze politiche". Tutte, compreso i cinquestelle che, appena approdati al Parlamento hanno deluso anche chi - come lo scrivente - aveva riposto in loro speranze di cambiamento. Ma non si può e, soprattutto, non si deve far piazza pulita né di partiti né di sindacati, per poco che ci piacciano.
Il M5s però ha perso un'occasione, probabilmente irripetibile, di dare un colpo di timone alla politica italiana (o quantomeno di mettere alla prova la buonafede di Bersani e ancor più dei manovratori alle sue spalle).
Chissà se avranno modo di pentirsene.
Se questo disegno "napolitanesco" dovesse andare in porto a guadagnarci sarà il Pdl, deresponsabilizzato dal governare come dal dover fare una opposizione dura a un governo degli odiati PD, dopo averli caldamente invitati ad un abbraccio mortale. A rimanere in mezzo al guado (o meglio sarebbe dire guano) il povero, inadeguato, Bersani e quella parte di Pd speranzosa che potesse farcela. A Renzi (che in fondo persegue la stessa strategia di Grillo) non resta ora che aspettare il passaggio dei cadaveri della vecchia nomenclatura, per poi farsi avanti. Cosa resterà da raccogliere, oltre i resti di un'Italia in pezzi, è tutto da vedere.

E intanto Si sta facendo sempre più tardi.

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