27.3.15

Intercettazioni. Renzi. La foglia di fico

Renzi blocca le intercettazioni da remoto. Bene. Forse rimane illegale per i servizi segreti frugare nei nostri telefonini e nelle nostre mail.
Lo patranno fare comunque come lo hanno fatto fino ad ora, ma non potrebbero. Ah! Ah!
Comunicare in internet è come fare una riunione di alcolisti anonimi in un bar.
La privacy è pura utopia.
Ma quando scaricate le App sui vostri smartphone e sui vostri tablet vi siete mai presi la briga di leggere tutte le autorizzazioni che accordate per farle funzionare?
Possono fare quello che vogliono con i vostri dati, i vostri collegamenti e contatti, le vostre foto e video, le vostre mail, la vostra SD. Possono pubblicare per voi e potrebbero anche bloccarvi. E allora?
Il fatto è che siamo così tanti e poco interessanti che il più delle volte a nessuno frega niente di noi.
Però... se fate i brighella...

22.2.15

Il club degli incorreggibili ottimisti. Ecco: non ho voglia di stringere la mano a Gino Paoli, ma qualche buona canzone, tanto tempo fa, l'ha scritta

Jean-Michel Guenassia, Il club degli incorreggibili ottimisti, Salani, 2010

Oslo, Norvegia. Musulmani formano un "anello di pace" intorno alla sinagoga

Se le condizioni di vita sono accettabili anche la convivenza tra culture diverse diventa possibile.
Macché tolleranza e integrazione! Reciproco rispetto nella diversità e solidarietà quando una delle parti è fatta oggetto di attacchi sconsiderati.

19.2.15

Bertolt Brecht, TEATRO, L'eccezione e la regola, Einaudi, 1970

Bertolt Brecht, L'eccezione e la regola (rappresentazione didattica) - Prologo


Epilogo
Ho recuperato da un angolo remoto della libreria, i due poderosi volumi Einaudi in cofanetto (che all'epoca costavano 7500 lire!) e ho riletto la breve piece.
È la storia di un viaggio di un mercante, la sua guida e il portatore dei bagagli.
Una tragica metafora dei rapporti di classe che si conclude con la morte violenta del portatore per mano del mercante e l'assoluzione del mercante da parte del giudice, nonostante la prova schiacciante della sua colpevolezza addotta dalla guida.

In questo tempo di migrazioni c'è di che meditare su quale sia l'eccezione e quale la regola.






17.2.15

Venti di guerra in Libia. Il governo italiano mostra i muscoli e ne approfitta per confermare l'acquisto degli f 35 nel silenzio generale

Quanto sia preoccupante il clima politico nazionale e internazionale è sotto gli occhi di tutti.
In un paese come il nostro dove i generali, immeritatamente strapagati, sono più numerosi della truppa, il ministro degli esteri e il ministro, donna, delle forze armate, si lasciano andare a incaute - perché fuori luogo e del tutto inutili - dichiarazioni che suonano come una minaccia di intervento armato in Libia.
La Libia, quasi fosse ancora una colonia italiana e fossimo ancora ai tempi del fascio-colonialismo ruspante.
Due giorni fa è stato diffuso il video dell'Isis dove vengono sgozzati 21 egiziani cristini copti rapiti in Libia. Una feroce rappresaglia. (1)
Per un ateo è una ben amara ironia ritrovarsi nel XXI secolo ancora nel bel mezzo a guerre che si pretendono condotte in nome di un qualsiasi dio.
Renzi, che aveva lanciato la prima sbruffonata guerrafondaia, frena lo zelo dei suoi ministri. I tempi per un intervento non sono maturi.
E speriamo non maturino mai!
Possibile che non ci si renda conto dei disastri che il calcio al vespaio libico sferrato nel 2011 da Nicolas Sarkozy e David Cameron, con l'avallo del presidente premio Nobel per la pace Obama, ha provocato?
Ancora una volta poi nessuno sembra ricordare la nostra Costituzione. Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Difendersi sul proprio territorio è un conto. Andare a combattere in un'altra Nazione sostenendo che anche questa è difesa è tutt'altra storia.

(1)
Per associzione mi è tornata alla mente l'inaudita carneficina di preti copti e indigeni in Etiopia, nel 1937, a seguito del fallito attentato a Graziani. Si parla di migliaia di esecuzioni sommarie. [Il massacro dimenticato]

3.2.15

In mezzo a un cimitero di elefanti Renzi ci sguazza e il popolo italiano ce l'ha in saccoccia (spero tanto di essere smentito!)

Miii! Mummie di tutte le età.
Sarò io fuori come un poggiolo, non si discute, ma questo insediamento presidenziale mi è sembrato un tuffo nell'ottocento per le coreografie militari, e passi, nei peggiori anni cinquanta per lo stile ipocrita di stampo prettamente democristiano di tutto il resto.
Il discorso presidenziale poi è stato un concentrato d'aria fritta come pochi altri. Mattarella almeno il passaggio sui "parlamentari che qui riportano la volontà del nostro popolo" poteva risparmiarselo di fronte a un parlamento di nominati e detestati dai più, oltretutto eletto con una legge dichiarata incostituzionale.

Infine sulla lancia blu di cinquantacinque anni fa verso il Quirinale.
Per forza Renzi con i suoi quarant'anni ci sguazza!
(Ma Matteo non vi sembra un po' quei bambini con il papà ricco che lo porta a scuola dai preti prima di andare al lavoro? Dalla faccia si direbbe che oggi gli abbiano sequestrato anche l'I Phone)

31.1.15

Mattarella. Un'elezione emozionante... quanto una partita di curling, ma a Renzi non poteva andare meglio

Davvero strong Renzi. Io ne penso tutto il male possibile e non so neppure se ha orchestrato scientemente tutta la quirinalizia o se il risultato finale, complice la manina di Napolitano, è stato frutto di una serie fortunata di circostanze. Aver culo in politica aiuta sempre.
Escludendo la dietrologia estrema di una mossa studiata insieme a Berlusconi per depistare il sospetto di una scelta "nazarena" per cui stanno facendo entrambi ammuina, bisogna dargli atto di essersi mosso magistralmente.
In un sol colpo gli è riuscito di mettere fuori gioco i suoi molti nemici interni al Pd e ridimensionare il ruolo di Forza Italia come sostegno al suo governo.
Resta lui il sempre più incontrastato deus ex machina di questa fase politica italiana.
Che tristezza!
#‎Quirinale2015‬
Elezioni del Presidente della Repubblica in corso. Due giorni di manfrine e tre inutili scrutini perché solo domani si smetterà di votare scheda bianca e come da indicazioni renziane si passerà all'usato sicuro: Matterella
Se Amato era un culo buono per tutte le poltrone, Mattarella è il vestito giusto per tutte le stagioni.
Grigio come la più grigia Dc è l'ulteriore prova che siamo nati democristiani e democristiani moriremo. Persino Rosi Bindi è più "frizzante" di lui e, pur essendo entrambi vino che esce dalla stessa botte, non avrebbe creato la stessa entusiastica unione nel PD, anzi!
Ora sono lì tutti a incensare Mattarella che tanto gentile e tanto onesto pare e sentendosi laudare, benignamente d'umiltà vetusto, par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Vero è che la sorte ci ha scampato da Amato, Finocchiaro e soggetti similari, ma
logica avrebbe voluto che chi ancora dichiara d'avere tracce di "sinistra" nel dna avrebbe dovuto orripilare. Tutto il contrario anche Vendola è andato in solluchero.
Ma soltanto individui residuali di un triste passato restano ancorati a simili pensieri.
Il "dolce stil nuovo" avanza e ci porta a braccetto il furbo vincitore di quiz Matteo Renzi nelle sue giacchette striminzite e il cauto Sergio Mattarella, figlio di un ministro democristiano, fratello di un presidente della regione Sicilia ammazzato dalla mafia, parlamentare dal 1983, ministro più volte lui stesso e vicepresidente del consiglio, giudice della corte costituzionale e... chi più ne ha ne metta.
Per ora niente è ancora definitivo. Per quanto sulla carta ci sia una maggioranza a suo favore molti mal di pancia potrebbero riacutizzarsi domani nel segreto dell'urna e allora apriti cielo. Ma è poco credibile.
Però che rigiramento nella cassa Danilo Dolci se gli arriverà la notizia di un Mattarella presidente della Repubblica.
Ma queste sono storie e persone d'altri tempi che nessuno più ha voglie e tempo di ricordare.


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