8.11.14

Ocse: Eurozona al palo, è un rischio per la crescita globale (e perché non "decrescere"?)

La Repubblica

Tutti si stracciano le vesti per il PIL che non vuole saperne di risalire.
La follia della crescita infinita sembra indiscutibile.

L'idea che la catastrofe sia non consumare sempre più per far crescere gli indici economici sembra universalmente condivisa.
Perfino Il Manifesto, commentando i dati Ocse, titola: Catastrofe vicina, Europa al bivio.
Eppure il concetto di "decrescita" coniugato con quello di "sostenibilità" (che nulla ha a che vedere con l'ossimoro dello sviluppo sostenibile) non dovrebbe essere estraneo a chi ritiene il modello di crescita in atto responsabile del fatto che il punto di non ritorno per un disastro ecologica globale legato al cambiamento climatico forse è già stato raggiunto e superato.
E questo senza tener conto dell'impoverimento generalizzato della popolazione - mentre l'un per cento dei ricchi si arricchisce sempre più - e di tutte le distorsioni sociali ed ingiustizie che ne conseguono.


5.11.14

La caduta di Obama un insegnamento per Renzi

Certo Obama ha deluso gli illusi che speravano in una presidenza di "sinistra" (forse per il colore della pelle perché i toni sia suoi sia della first lady quando parlano al "popolo" fanno cascare le... palle!)

Comunque le dichiarazioni di principio non mancavano, un po' come nei discorsi di Renzi che dovrebbe tenerne conto perché rischia un botto altrettanto clamoroso.

Certo il presidente americano ha concluso molto meno di quanto promesso (anche per l'opposizione dura dei repubblicani che già avevano la maggioranza alla camera ed ora anche al senato) e in quanto al Nobel per la pace (assegnato a priori) per quanto ha combinato in giro per il mondo dovrebbe renderlo.

Però la disfatta (per altro annunciata Perché il Pil Usa cresce e la popolarità di Obama cala sole24ore.it) sembra di dimensioni anche superiori del previsto a fronte di una situazione economica raddrizzata, l'aumento dell'occupazione e l'estensione del diritto alla sanità (che comunque esclude ancora 26 milioni di americani).
Le cose che dicono i repubblicani sono terrificanti, i loro leader indecenti, eppure l'America profonda li vota.

4.11.14

Debito pubblico - Grillo 's Version "Venghino! Siore e siori venghino!"

A sentire quelli del Manifesto mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova *.
Nessuna meraviglia. Tornano a casa un po' dei voti in libera uscita (al nord soprattutto leghisti). Patetica la rincorsa del Grillo a destra. M5s "nonideologico" (ma "futurologo"!) Scorciatoie per la felicità.
Del resto la tecnica della semplificazione è sempre stata l'arma di Grillo per i grulli.
Quante volte ha stravolto in tal modo i pur degnissimi assunti dei suoi spettacoli?
A me è sempre sembrato un suo limite, anche quando ho voluto cercarne le giustificazioni (che poi erano quelle del comico il cui imperativo è far ridere).
Si annovera alla "tecnica della semplificazione" - ma senza neppure divertire - anche la ricetta del suo staff contro lo spread di oggi sul Blog: Come cambia il debito pubblico #fuoridalleuro .
"Venghino! Siore e siori venghino! ad ammirare la strabiliante esibizione del mago Grillo per far sparire lo spread"
In compenso anche alcuni fedelissimi locali (tipo la pavese Nanni, consigliere regionale) incominciano a dare timidi segnali di "dissenso" ragionato, subito massacrati sul piano personale dai talebani del movimento.

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* Questo il pezzo impreciso, poco verificabile e che non aggiunge niente a quanto si sa da tempo sulle derive fascistoidi di una frazione (non so quanto consistente) dei pentastellati.
Il niente tipico della gestione Rangeri del Manifesto, purtroppo.


Da Beppe Grillo a Roberto Fiore: mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova

Il sindaco di Comacchio, preveggente, lo aveva detto, una volta messo alla porta del movimento
direttamente da Beppe Grillo: «E’ in atto una deriva fascista del 5 stelle. E’ Grillo a dover essere
espulso per questo». Qualcuno deve averlo preso alla lettera. Anzi, più di qualcuno. Visto che si
tratta di mezzo Meet-up, quello di Vibo Valentia. A partire dal suo fondatore Edoardo Ventra. Che
diventa, da un giorno all’altro, commissario provinciale di Forza nuova.
E’ la segreteria regionale di Fn ad annunciare la nascita nella provincia vibonese di un proprio
«nucleo militante» in cui viene nominato, direttamente dai dirigenti nazionali, come commissario
politico Ventra. A cui «è stato affidato il compito di organizzare il partito in tutta la provincia di Vibo.
La carica di commissario avrà durata di sei mesi al termine del quale si procederà con la creazione
della federazione provinciale che sul territorio sarà strutturata ed organizzata con cariche e nomine
come previsto dal nostro statuto. A lui e a tutti gli ormai ex attivisti M5S vanno i migliori auguri di
buon lavoro. Grande soddisfazione viene espressa dal segretario nazionale Roberto Fiore».
In che cosa consista il «lavoro» politico di Forza nuova è roba nota. Appena due settimane fa un centinaio
di militanti scorazzavano liberamente per Crotone (senza che il sindaco Pd facesse nulla per
impedirlo) al grido: «Via i clandestini. L’Italia agli italiani» e altre amenità del genere. D’altronde
che nella pancia del 5 stelle alberghino rigurgiti xenofobi ed idee di destra è altrettanto notorio.
Basta farsi un giro in rete e dare uno sguardo ai commenti sulle sparate di Grillo in tema di immigrazione.
Il movimento è spaccato in due. Da una parte, quelli più a sinistra, irritati dai toni «modello
Farage» del capo.
Ventra ha così spiegato in rete la sua adesione a Fn : «Molti politici non hanno nulla di onorevole
perché non onorano con le loro azioni le cariche pubbliche che ricoprono, sono indegni degli italiani
onesti Per questo motivo gli italiani onesti hanno il dovere di organizzarsi. Aderire, aderire, aderire».
Qualunquismo abborracciato e pillole di populismo di provincia. Che fa il paio con il finale della nota
con cui Fn comunica la fuoriuscita dei grillini: «La coerenza con la quale Fn affronta da sempre
tematiche quali il blocco dell’immigrazione,il ritorno alla piena sovranità politica, economica e monetaria
e la lotta contro i veri sprechi, a cominciare dall’abolizione delle regioni, dà i suoi frutti; molto
presto, infatti, daremo notizia di altre importanti adesioni in varie parti d’Italia.
Chi è davvero animato da spirito rivoluzionario sceglie sempre più Fn come unica, radicale, valida
alternativa al sistema partitocratico asservito alla grande finanza internazionale». Se cambiassimo le
sigle e al posto di Forza nuova ci fosse scritto M5S, parrebbe un comunicato scritto da Grillo. Invece
è vergato da Roberto Fiore.

3.11.14

Forni crematori per i Rom a Motta Visconti

FaceBook 
Questa chicca da Motta Visconti, "ridente paesino" alle soglie di Pavia già recentemente agli "onori della cronaca" per un "efferato delitto" (non evitiamoci alcun luogo comune!) me l'ero persa.
Grazie dunque a 
Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.

1.11.14

Cucchi - Giustizia e impunità

Ciò che balza sempre più agli occhi è l'aleatorietà dei giudizi dei tribunali. Entrare nel meccanismo di un processo è un po' come sedersi al tavolo della roulette russa. Dipende tutto dall'abilità degli azzeccagarbugli (e dunque dai soldi che puoi permetterti di spendere) e dall'idea nella testa dei giudici che poi troveranno il cavillo giuridico per motivare le proprie scelte pro o contro.
La certezza del diritto è un optional.

In quanto alla "solidarietà ai poliziotti e agli agenti penitenziari" ci andrei con i piedi di piombo. Come ovunque anche tra i "tutori dell'ordine" ce ne sono di "buoni" e di "cattivi". Ma la diffusa prevaricazione dei diritti altrui in nome della propria funzione, l'addestramento alla violenza, sempre più omogeneo nelle polizie di tutto il mondo, l'omertà in nome dello "spirito di corpo" e l'impunità considerata come un diritto, ne fanno più un pericolo per che finisce indifeso nelle loro mani che una istituzione alla quale affidarsi con fiducia.


20.10.14

Non amo Renzi ma neppure gli altri

Non ho mai creduto in Renzi, un abile parolaio di matrice DC, di quelli che si sono digeriti quel poco che restava della "sinistra" e ne cavalcano le spoglie come cavalieri dell'apocalisse (l'altro era di Arcore).
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.


18.10.14

Donne curde decapitate

Non so chi siano costoro né chi abbia pagato questi armamenti dall'aria costosa, ma di certo a guadagnarci sono sempre e solamente i produttori di armi
Vedo ora casualmente dal profilo di Marina Terragni su FaceBook la foto di una combattente curda decapitata a Kobane dall'Is qualche giorno fa - con 110 condivisioni e 175 commenti per lo più sull'opportunità o meno di pubblicarla (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204246695982860&set=a.1384921658363.56056.1091667348&type=1&theater). Poco importa se viene o meno pubblicata e se l'assassino sia stato a sua volta assassinato come garantisce Terragni (http://en.shiapost.com/2014/10/06/syrian-kurd-woman-fighter-beheaded-by-isis-terrorist-in-kobani/). 
Più interessante mi sembra un rimando alla nota della Nazione Indiana mentre i fatti di Kobane sono scivolati rapidamente in secondo piano.

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