13.7.06

FINE, End, Ya basta. STOP!

manifestoUn po' perché sono cominciate le vacanze estive, un po' perché nutro dubbi sulla "formula" del mio BLOG (troppo serio, troppo politico, rétro, poco intimista, e maledettamente poco accattivante) dico basta.
La nazionale di calcio ha vinto, Amato, con la sua faccia da sorcio, quatto quatto torna in auge, D’Alema, tra una regata e l’altra, dirige da par suo la dissidenza interna, tutto va per il meglio e il Riformista continuerà a fare i suoi party di Vip a nostre spese così come a nostre spese continueranno ad essere stampate tonnellate di giornali inutili che nessuno legge. Anche chiudere il mio blog, gratuito, virtuale e dunque non inquinante e distruttivo come la carta stampata è atto di protesta.
Io che non ho provato non dico orgasmo, ma neppure alcuna particolare soddisfazione per la vittoria dell’Italia e mi sono schifato per i ridicoli festeggiamenti tricolori, le dirette su tutte le reti, le esternazioni della Melandri, incarnazione di tutte le possibili politiche banalità, qui mi fermo. Ancora estenuato dai conati di vomito per le patetiche sbrodolate dei giornalisti sportivi, e non, incomincio a credere seriamente di essere disadattato.
Mi sento più in sintonia con i pazzi catastrofisti che paventano il potere assoluto delle corporation - che fanno pagare ai miserabili della terra anche l’acqua da bere e spingono l’umanità verso l’armageddon ambientalistico - che con le serrate corportative di farmacisti ed avvocati.
Con quest’ultima sbrodolata perfettamente in linea con i quasi due anni di post pubblicati saluto i miei pochi affezionati lettori. Magari tornerò saltuariamente o in altra veste. Ora ho altro da fare e mi fa perdere troppo tempo indignarmi quotidianamente per scritto. Continuerò a farlo, ovvio, ma in altre forme. Nel blog rischiava di risultare stucchevole.

2.7.06

Manifesto dai!

vignetta Vauro“Il manifesto” deve sopravvivere. Prosperare sarebbe troppo, ma morire non deve. Lo leggo da sempre e da sempre ritengo sia il miglior giornale "militante" della sinistra italiana. Quante volte ha gridato "al lupo!" e poi se l'è cavata. Vogliamo sperare che sia anche questa una di quelle. Purtroppo nella fin troppo famosa fiaba, che Nabokov pone all'inizio della letterarura di tutti i tempi, alla fine il lupo arriva e nessuno corre in soccorso al pastorello affabulatore. Temo che vi accadrà un po' la stessa cosa, non perché avete detto il falso, ma per aver usato troppa fantasia. Li vedo già i cari colleghi giornalisti gioire per la vostra scomparsa. Del resto basta leggere un po' di commenti al vostro appello riprodotto sul Barbieredellasera per capire l'aria che tira. Dunque quel poco che posso io lo farò per voi. Però devo dire alcune cose che mi passano per il cervello. Quando ho letto che avete 121 dipendenti mi sono detto "C..zo!" Poi ho sentito Polo a Radio Popolare sostenere che tutti hanno diritto al salario anche se non lavorano più. Bene, principio sacrosanto, ma come un tempo si discuteva se fosse possibile il socialismo in un solo paese ora bisognerebbe domandarsi se in una economia di mercato sia possibile un "mostro" come il vostro. Chiedete se sentiamo bisogno di voi. Certo che si! Brutalmente però dico anche che i giornali sono in via d'estinzione, morti che camminano. Per quanto? Ancora nessuno può dirlo, probabilmente i tempi d'agonia saranno lunghi, ma la fine o prima o poi arriverà. Senza l'ossigeno dei 700 milioni di euro pubblici erogati a testate inutili che pubblicano migliaia di copie destinate al macero pagando smisuratamente giornalisti con pochissimi lettori quanti cesserebbero subito d’esistere? E sarebbe soltanto un bene considerando che in certi casi a leggerli, forse, ci sono soltanto i curatori delle rassegne stampa! So che per voi, probabilmente unici a meritarvi una sovvenzione, costituirebbe un dramma, eppure questa sarebbe la giusta direzione. Occorrerebbe pensare seriamente a chiudere bottega e ripartire in pochi, con il vostro marchio e la vostra credibilità, magari pubblicando solo in Internet e aprendovi al “volontariato” dei lettori. Insomma scommettere sulla qualità del vostro “pubblico” pronto a svolgere un ruolo attivo e sulle risorse di rete, pensare ad una specie di cooperativa on-line per portare avanti, a basso costo, il vostro patrimonio ideale. Non è semplice, ma se ne potrebbe discutere.

1.7.06

Finalmente!

Conti bancari estinguibili senza gabella, auto e moto vendute evitando di pagare il notaio, aspirine e altri farmaci da banco acquistabili al supermercato, magari con lo sconto, sottraendosi all'obbligo dei prezzi folli di bottegai esclusivisti in farmaci, possibilità di promuovere azione collettive a tutela dei consumatori...
Il governo batte un colpo, il primo, e con un occhio di riguardo ai cittadini-consumatori, più che alle lobby corporative da sempre favorite. Niente di "rivoluzionario" come si vuol far credere, anzi tutto in linea con il liberismo di mercato. I "sinistri" non hanno ragioni per esultare. Tuttavia in un paese come il nostro dove anche i provvedimenti più ovvi non vengono mai presi, è un buon segno. Vedremo se si realizzeranno.
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