30.8.11

Grazie Lega, ci hai fregato ancora!

Ciulati tutti gli onesti lavoratori che guadagnano poco, pagano le tasse - non potendo evaderle come i loro datori di lavoro - e meriterebbero una onesta pensione dopo una vita a tirare la carretta.
E bravo Bossi. Altroché paladino dei poveri cristi! Al Fanfulla di Arcore non si nega mai niente.
Invece ai pensionati con pensioni di poco superiori ai mille euro si derubano i pochi spiccioli di adeguamento al costo della vita e si truffano tutti coloro che avevano versato contributi per il riscatto della laurea o del servizio militare ai fini del diritto alla pensione.
Ovviamente chi guadagna oltre novantamila euro all'anno non dovrà cacciare neanche un euro. Serbatoio voti assicurato.
Intanto i tagli agli enti locali continuano e così chi paga le tasse dovrà pagare ancora di più per servizi locali, mentre gli evasori continueranno tranquillamente a evadere (nessuna misura contro di loro) e in quanto ai tagli di province e al numero dei parlamentari, campa cavallo. Tutto è rimandato al lontano futuro di una legge costituzionale.
Tagli alle spese della politica: zero.
Tagli degli sprechi: zero.
Recupero dell'8 per mille e dell'Ici dalla chiesa: neanche parlarne.
Tremoni, barlafus, dimettiti!
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29.8.11

Boxes, film di Jane Birkin



A notte fonda - mai in orari "normali" - Rai 3 ci regala film insoliti.
Boxes, di e con Jane Birkin (65 anni), è un sorprendente film autobiografico del 2007, impreziosito da presenze illustri. Michel Piccoli (85 anni), Geraldine Chaplin (67 anni), John Hurt (71 anni), un cammeo di Annie Girardot (morta quest'anno a 80 anni), ed altri.
Film interessante, giocato sul filo della memoria, con tutte le sue ambiguità.
Il passato torna come fuoriuscendo dagli scatoloni di un ultimo trasloco.
Jane con le sue tre figlie nate da amori diversi, sua madre, suo padre, le altre donne della famiglia, gli uomini di una vita che entrano ed escono di scena leggeri ed ingannevoli, partner indispensabili, ma sfuggenti.
Sono sempre le donne il fulcro intorno al quale girano i rapporti. Donne forti, anche nelle loro apparenti debolezze, ben radicate nella realtà, ceppi solidi nella deriva delle emozioni e dei sentimenti.

by garlaschelli

28.8.11

Ma quanto cagano, 'sti senatori?


Copincollato da Non leggere questo blog!

Il nuovo questore di Palazzo Madama, il Pdl Angelo Maria Cicolani, ha appena confessato alla Zanzara di Radio 24 di essere rimasto shokkato dalle dimensioni e dal contenuto del magazzino del Senato. Dovendo rinnovare l'appalto di gestione, è andato a controllare di persona:

Il magazzino è grande circa 12, 13 mila metri quadrati, e ci costa 1 milione e 400 mila euro l'anno.

Il contratto di appalto è stato stipulato nel 2003 dal governo Berlusconi ed in questi 8 anni ci è costato più di 8 milioni di euro. Il questore dice che lì dentro ci sono sì degli archivi importanti, ci mancherebbe, ma che la cosa gli è parsa un pochino esagerata, e che prossimamente spazi e costi verranno ridimensionati. Poi ammette che a colpirlo - o meglio, a sconvolgerlo - è stata una cosa in particolare. Parentesi: negli ultimi giorni mi chiedevo come avesse fatto il Parlamento italiano - in soli due anni - a spendere 418 mila euro in "prodotti igienici".

Beh, sì ... il magazzino era pieno di carta igienica, carta igienica dappertutto ... magari ne hanno comperato così tanta per pagare un pochino di meno ... ma questa basterebbe per 3 legislature, una quindina d'anni!, ci si potrebbe fare il giro del mondo ... appena entrato nel magazzino mi sono chiesto: ma quanto cagano, 'sti Senatori?

27.8.11

Dita spezzate a Ali Ferzat vignettista contro i regimi


I sicari di Bashar al-Asad, dittatore della Siria, hanno aggredito, percosso e spezzato le dita al disegnatore sessantenne Ali Ferzat noto in tutti i paesi arabi.
...

Prescritti e condannati... a vivere felicemente godendosi il mal tolto


Condannato definitivamente per ricettazione e appropriazione indebita? Gestirai un ente da 160 milioni di euro!
Se è vero quanto scrive il settimanale l’Espresso Berlusconi e Tremonti hanno firmato un decreto per costituire un ennesimo ente inutile affidandolo a Aldo Brancher, deputato Pdl, condannato per ricettazione e appropriazione indebita.
Già il cavaliere di Arcore l'aveva fatto ministro, per sottrarlo alle imputazioni per le quali poi è stato condannato, ma il Brancher dopo pochi giorni era stato costretto alle dimissioni per la scandalosa evidenza della ragione per la quale era stato nominato ministro.
C'è da chiedersi in che maniera anche costui sia in grado di condizionare il premier per ottenere tanti favori.

Intanto i beneficati della "casta" dalla legge Cirielli sulla prescrizione dei reati, voluta per sé stesso da Berlusconi, aumentano. Alla lista si è aggiunto anche Filippo Penati, PD, ex presidente della Provincia di Milano.
Impietoso Il Fatto Quotidiano pubblica le foto degli altri illustri prescritti.
...

26.8.11

"Bun per la baggina" (milanese: pronti per l'ospizio)

I nostri insostituibili leader.

Uno casca in bagno e picchia la testa. L'altro cade dal letto e si rompe un gomito.
Continuano a sparare cazzate inverosimili, e non sembrano mai troppo d'accordo, però restano saldamente insieme per continuare a fregarci.
Ma in che mani siamo?
A noi italiani non ci aiuta proprio nessuno a "liberarci".
...

24.8.11

Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges

Sorpresa piacevole l'odierno omaggio a Borges di Google nel centododicesimo anniversario della nascita.
Grande scrittore e poeta, uno dei più grandi del '900 (che non sembra già più il secolo scorso, ma un tempo indefinitamente lontano).
Jorge Luis Borges: abbastanza dimenticato come molte cose che appartengono al passato. Una sua poesia.

Elogio dell'ombra

La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
L'animale è morto o è quasi morto.
Rimangono l'uomo e la sua anima.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che non sono ancora le tenebre.
Buenos Aires,
che prima si lacerava in suburbi
verso la pianura incessante,
è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro,
le sfocate case dell'Once
e le precarie e vecchie case
che chiamiamo ancora il Sur.
Nella mia vita sono sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e assomiglia all'eternità.
I miei amici non hanno volto,
le donne sono quel che erano molti anni fa,
gli incroci delle strade potrebbero essere altri,
non ci sono lettere sulle pagine dei libri.
Tutto questo dovrebbe intimorirmi,
ma è una dolcezza, un ritomo.
Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra
ne avrò letti solo alcuni,
quelli che continuo a leggere nella memoria,
a leggere e a trasformare.
Dal Sud, dall'Est, dall'Ovest, dal Nord,
convergono i cammini che mi hanno portato
nel mio segreto centro.
Quei cammini furono echi e passi,
donne, uomini, agonie, resurrezioni,
giorni e notti,
dormiveglia e sogni,
ogni infimo istante dello ieri
e di tutti gli ieri del mondo,
la ferma spada del danese e la luna del persiano,
gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole,
Emerson e la neve e tante cose.
Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro,
alla mia algebra, alla mia chiave,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.

Le icone calpestate non sono sinonimo di democrazia


All'inizio Gheddafi era stato, a suo modo, un "rivoluzionario".
Poi, col tempo, si è trasformato nel feroce satrapo paranoico e penoso al quale Berlusconi baciava la mano.
Ora tutti speriamo che presto venga catturato e i libici smettano di ammazzarsi a vicenda.
Ma non basta la fine di un dittatore a garantire l'arrivo della democrazia.

L'articolo di uno dei più importanti corrispondenti esteri britannici, Robert Fisk, Libia, i dubbi del dopo-Gheddafi. E l’occidente dà già lezioni di democrazia mi sembra meglio di tanta aria fritta nostrana.

23.8.11

Il Vaticano costa sette miliardi di euro all'anno allo Stato italiano

Il Vaticano non paga alcuna tassa sul suo immenso patrimonio immobiliare (in Italia un immobile su quattro è di proprietà della chiesa e l’evasione consentita si aggira sui 4 miliardi di euro annui, mica bruscolini!)
Inoltre non paga tasse doganali, gas, acqua e fogne.
È tutto a carico dei contribuenti italiani.
Del miliardo di euro e più che incassa dall'8 per mille il Vaticano spende l’80% in “sostentamento del clero” e “esigenze del culto”. Altroché “Con l’otto per mille alla Chiesa cattolica, avete fatto tanto per molti” come recita lo spot.
Gli insegnanti di religione costano allo stato italiano 650 milioni di euro all’anno e le scuole private, cattoliche, 526 milioni all’anno. E le regioni, Lombardia in testa, ci mettono ancora del loro.
Il Vaticano ci costa, mal contati, tra i 6 milioni e i 7 milioni di euro all’anno.
Tassare la chiesa e i suoi possedimenti in Italia e sospendere l’elargizione dell’8 per mille è sacrosanto.

Se condividi copia e incolla sulla tua bacheca
(da un'idea, rielaborata, del caro amico Giancarlo)


22.8.11

Barlafüs! Uomini vecchi ed inutili che ci governano all'ombra del Vaticano

Tutti tirano l'acqua al loro mulino, ma a sparare sulle pensioni per salvare i redditi di chi guadagna di più si trovano d'accordo. Berlusconi, Marcegaglia, Casini, scopertamente, ma chissà quanti altri anche del PD, IDV e zone limitrofe che non hanno il coraggio di venire allo scoperto.
Siamo un paese allo sbaraglio di  barlafùsi e il decrepito Bossi, con la sua canottiera, il sigaro sbausciato, il dito alzato, ne è l'emblema (insieme al suo compagno di merende Berlusconi, ovviamente).
Ora si finge difensore dei pensionati e della povera gente, ma dov'era mentre i ceti sociali più disagiati continuavano ad essere tartassati in tutti questi anni? E cosa ha fatto quando qualche giorno fa ai pensionati con pensioni da fame di poco superiori ai mille euro al mese venivano sfilati dalle tasche i pochi euro di adeguamento all'inflazione per ragranellare la miseria di un paio di miliardi entro il 2014?
Non abbiamo sentito proporre da nessuno di recuperarli dall'immediato dimezzamento del numero di parlamentari e dei loro stipendi e vitalizi (parlamentari europei compresi), delle spese astronomiche di funzionamento di camera e senato, delle auto blu, di tutte le province e delle centinaia di enti inutili e relativi emolumenti ai dirigenti.
Bossi spernacchia, minaccia e insulta, ma non si fa scrupolo a sistemare il figlio con un lucroso seggio in consiglio regionale e finanziare con centinaia di migliaia di euro pubblici  la scuoletta privata della moglie grazie ai milioni di euro che annualmente vengono distribuiti a pioggia senza alcun controllo dalle "leggi mancia".
Ed è la sua Lega che continua a puntellare il governo più inconsistente, sorretto dalla maggioranza parlamentare più marcia che si sia mai vista, con la scusa del federalismo. Eppure sa benissimo che di soldi per fare il federalismo non ce ne sono - come impietosamente gli ha ricordato quell'altro bel tomo che da anni governa indecentemente la Lombardia. Non gli credono neppure più i suoi fedeli.
E dall'altra parte, da quella che dovrebbe essere l'opposizione, avete sentito qualcosa di chiaro? Le solite fregnacce e i pianti greci sull'evasione fiscale.
Ci si è messo pure il cardinale Bagnasco che si è detto impressionato dai dati sull'evasione e ha auspicato che tutti paghino le tasse. Caspita che incisività! Ben si è guardato però dal proporre che la chiesa dia il buon esempio pagando allo stato quei quattro miliardi e più di tasse sugli immobili dalle quali è esentata.
Per non parlare poi dell'8 per mille. Altri miliardi di euro annui regalati al Vaticano. Nessuno né nel governo né all'opposizione ne propone l'abolizione. Eppure ci riporterebbe ad essere uno stato normalmente laico.
Allo stesso modo non si sentono proposte per revocare lo ingenti sovvenzioni alle scuole private a scapito dell'istruzione pubblica.
In queste ore pare stia cadendo il feroce regime di Gheddafi. Ce lo auguriamo.
Ma quando noi italiani riusciremo a liberarci del regime da operetta Berlusconi-Bossi? Non sarebbe risolutivo della nostra crisi, considerando anche l'assoluta mancanza di alternative, ma sarebbe un primo passo verso una possibile rinascita da festeggiare scendendo nelle piazze a brindare.



Libia. Chi vincerà la battaglia di Tripoli?


18.8.11

Ma i ricchi devono pagare più tasse? I signori che agitano le borse: Soros Paulson Cohen

Ho fatto un sogno. Berlusconi a reti unificate - come suo solito - parlava agli italiani.
Incredibilmente non di sé, dei suoi guai giudiziari e dei comunisti che gli rovinano la vita.
Affermava con voce pacata che è giusto che i ricchi come lui paghino le tasse, che anzi ne pagano troppo poche rispetto al reddito che hanno, che in un clima di solidarietà sociale spetta a chi ha accumulato patrimoni ingenti di salvare la baracca. I poveri e le classo medie in difficoltà invece devono essere salvaguardate da chi governa.
Questo si fa quando si è una nazione.
Anzi, per dare un esempio non avrebbe comprato un'altra villa, ma venduto il Milan e devoluto il ricavato nelle casse dello Stato.
Mi sono svegliato di botto con un ruttino. Digestione difficile da cena eccessiva.
Prima di addormentarmi avevo letto un articolo di Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo. Io, milionario d'America vorrei pagare più tasse.
Lui, non Il cavaliere di Arcore, vorrebbe pagare più tasse. Volevo ben dire!
Ho preso il giornale per terra accanto a me e l'occhio mi è cascato su un trafiletto di Giuliana Ferraino :

Soros Paulson Cohen: i signori che agitano le borse

Chi sono i signori della speculazione da contrastare con l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziane per salvare Eurolandia nel mirino della coppia Merkozy (copyright dell'economista Nouriel Roubini)? Non è difficile immaginare che la cancelliere tedesca Angela Merkel abbia m mente innanzitutto tutto gli hedge funds, quei fondi che usano strumenti finanziari sofisticati e strategie d'investimento spregiudicate per generare alti ritorni, e m Germania vengono chiamati. con disprezzo, locuste. Mentre è probabile che il presidente francese Nicolas Sarkozy pensi soprattutto, alle. grandi banche di Wall Street, forse dimenticando che anche in Europa la gran parte delle transazioni finanziarie quotidiane passano attraverso i principali istituti di credito, francesi compresi. La tassa, nota comunemente come Tobin tax, scatterebbe ogni volta che un'azione, un'obbligazione o un altro strumento finanziario venisse comprato o venduto, così come su ciascuna operazione valutaria. Non colpirebbe quindi soltanto i grandi player (o grandi speculatori) del mercato, ma tutti gli attori indistintamente. Ricadrebbe sui piccoli speculatori, i cosiddetti retail trader, che possiedono piccoli account retail e tendono a concentrarsi nei punti di minimo e massimo del mercato. Ma colpirebbe anche gli hedgers, cioè i trader commerciali, come i grandi produttori e le società di gestione di fondi che fanno hedging, comprando derivati e Cds, sorta di polizze assicurative, per proteggersi dai rischi di bruschi movimenti sui mercati. Come in ogni crisi che si rispetti, i grandi accusati restano i gestori dei potenti hedge funds, capaci di muovere i mercati con un'enorme potenza di fuoco. La vendita allo scoperto a scopo ribassista è una delle tecniche preferite per guadagnare in tempi di crisi. Ma non l'unica. I nomi più famosi? George Soros, 27 miliardi gestiti: con il suo Quantum Fund avrebbe guadagnato un miliardo scommettendo sul downgrade del debito Usa. John Paulson, che ha ricavato una fortuna nel 2008 puntando contro i Cdo, i prodotti strutturati costruiti sui mutui subprime, e oggi possiede «munizioni» per 35 miliardi. O Steven Cohen, fondatore di Sac Capitai Advisor, che amministra un patrimonio di 16 miliardi.
La lista è assai lunga.

In che merda di mondo viviamo, mi sono detto prima di riaddormentarmi.
...

Manovra economica. Sette punti che non salveranno il mondo

Risposta pubblica alla mia amica Cristina che ha stilato un elenco di punti alternativi alle proposte governative

I 7 punti di Mariacristina, non iscritta ad alcun partito
(pubblicata il giorno lunedì 15 agosto 2011 alle ore 11.24)

1) razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, con redistribuzione del personale, eliminazione dei doppi incarichi, delle consulenze esterne (giustificate solo in mancanza di personale interno qualificato): il che vorrebbe dire risparmio e funzionalità, e aumento di posti di lavoro in luogo dei doppi incarichi, accorpamento di servizi per piccoli comuni, ok abolizione provincie piccole [perché le grandi servono a qualcosa a parte piazzare personale politico in transito o dismesso e distribuire posti e fondi agli amici?].
2) Riforma della giustizia (non nel senso berlusconiano), con accelerazione delle procedure e accorpamento di uffici (potenziando l'informatica, si può) [per potere si può da lunga pezza, ma non lo si fa per scelta – e non sarebbe neppure costoso] e di tribunali poco distanti, lasciando magari uno sportello per le pratiche e le certificazioni: non si ha idea di quanto denaro sia bloccato per cause e pignoramenti, e non circola. Udienze fissate per le conclusioni anche a sei otto anni di distanza, cancellerie che a esecuzione immobiliare conclusa ci mettono anche più di un anno a emettere mandati per pagare le somme ripartite ai creditori; l'Italia sarebbe meno temibile per investitori esteri [meno temibile anche se la mentalità di troppi giudici fosse un po’ meno medioevale].
3) Riduzione delle indennità parlamentari, lasciando magari i privilegi [diciamo pure immediato dimezzamento e drastica eliminazione dei privilegi] sinché sono in carica... se no, chi glielo fa fare di candidarsi? [caz…! Tanto di guadagnato se questi parlamentari non si ricandidano, anzi che si dimettano pure da subito. Magari meno guadagnano più si candideranno quelli ai quali davvero interessa la politica. Personalmente proporrei per i parlamentari anche un test culturale d’ingresso, un po’ come quelli che l’Invalsi prepara per gli studenti di terza media (non parliamo di superiori). Se ne vedrebbero delle belle! Magari così il Fanfulla da Arcore non sarebbe mai entrato in politica… ] però, se li vogliono ancora, devono meritare di essere rieletti; blocco delle retribuzioni ai mega dirigenti di enti etc (diritti acquisiti) [non c’è mai stato tutto questo rispetto per i diritti acquisiti dei lavoratori. Direi che stipendi e pensioni superiori ai 5000 euro mensili dovrebbero essere bruscamente bloccati e i ricavi ridistribuiti tra pensioni e stipendi che non raggiungono, o raggiungono a stento, i mille euro mensili. Questa ridistribuzione rimetterebbe davvero in moto l’economia] quando decadono, i successivi avranno retribuzioni dimezzate; vitalizi aboliti, pensioni adeguate ai contributi versati.
4) grandi opere e commesse:benestare degli enti locali, controllo sugli appalti, penali sui ritardi. e finiamola, la salerno reggio calabria, buttiamo a mare il Ponte, e chiediamoci se la Tav serve davvero, e ancora.
5) riforma elettorale: dobbiamo poter scegliere le persone, magari ne cucchiamo qualcuna che si faccia meno gli affari suoi. Prima mi sembrava meno sporca, la politica, il che è tutto dire, e c'erano persone con il senso della politica, comunque.
6) aumento dell'iva sui beni di lusso (si sottolinea che la cultura non è un lusso) e "viziosi": i beni di sopravvivenza devono essere accessibili, chi ha di più può spendere di più, chi ha vizi, cerchi di smettere così risparmia; diminuzione delle imposte sulla benzina, che è uno strumento di lavoro [sì va be’ sarà anche strumento di lavoro, ma tutti i genitori che con il loro mastodontici suv portano a scuola i pargoli e - se potessero – entrerebbero direttamente nelle aule, dovrebbero pagarla 10 volte tanto la benzina! E poi non dimentichiamo che abbiamo problemi d’inquinamento tanto gravi che le tasse sul petrolio e i suoi derivati dovrebbero servire soltanto a promuovere misure alternative all’emissione di co2 che ha prodotto danni probabilmente ormai irreversibili]; smettere di tagliare fondi a regioni e comuni, che in pratica si finisce sempre a pesare su chi ha bisogno dei servizi; no alla svendita dei beni statali (se no, cosa resta a garantire il debito pubblico?) ma tassazione più alta sugli immobili di lusso (valutazione di mercato) ed anche in base alla quantità di immobili posseduti, ancor più se sfittii.
7) ok la tracciabilità dei pagamenti, no colpire i patrimoni scudati [e perché mai non dovrebbero pagare una tassa sul patrimonio come anche tutti coloro che possiedono un patrimonio ingente e non pagano una madonna!], un patto è un patto, [questo stato rispetta i patti solo con i ricchi mai con i pensionati, gli operai e i lavoratori dipendenti a basso reddito, anzi si parla di un ulteriore scudamento e condono] e lo stato deve restare credibile (sigh!), deducibilità al 5% di tutti gli scontrini e ricevute di pagamento che uno accumula durante l'anno. (E' un'idea balzana?) [Se si riuscisse a far pagare l’Iva dovuta ai bottegai senza ripagarla ad ogni passaggio sarebbe gran cosa – così come impedire seriamente l’evasione delle tasse ai suddetti bottegai, liberi professionisti e “imprenditori”]
Per chi avesse avuto il coraggio di leggere sin qui... Le opinioni e le critiche sono gradite, ed anche eventuali punti 8, 9 etc. che vi venissero in mente. Ovviamente non ho nessuna idea delle cifre che i miei 7 punti metterebbero in gioco, se sarebbero sufficienti o meno... E' solo un abbozzo, però ho cercato di pensare dove si potrebbe colpire senza mettere in repentaglio posti di lavoro, stato sociale, stipendi... che senza questa base, non ci possa essere ripresa di consumi, ci arriva anche un bambino.

[Tante sono le cose che si potrebbero aggiungere, ma mi starebbero particolarmente a cuore, perché nessuno ha il coraggio di proporle seriamente: l’abolizione immediata dell’8 per mille alla chiesa cattolica e parimenti l’abolizione di qualsiasi altro privilegio al Vaticano (tasse e quant’altro), l’eliminazione dei contributi nazionali e regionali alle scuole private e la vendita al miglior offerente (Berlusconi no, ovvio!) della Rai (escluso rai news 24 come canale informativo pubblico)*]

* Capisco che queste chiose ai tuoi punti sembreranno a taluni un tantino drastiche, ma se è vero che la catastrofe è alle porte, i pannicelli caldi del PD e cosiddette sinistre possono metterseli sotto il culo, per scaldare le poltrone alle quali sono così saldamente attaccati, i mentalmente decrepiti dirigenti.
Tranquilli, comunque. Del tuo encomiabile sforzo per distillare sette punti e delle mie considerazioni non frega niente a nessuno. Ce la suoniamo e ce la cantiamo fra di noi così, tanto per sfogarci un po’, ma la realtà, quella che ci precipita sempre più giù, è altrove.

16.8.11

Quel balòss del Bossi ier sira al Bar Sport... E l'altra sera il La Russa

Uno spasso ieri sera il vecchio Bossi che millantava al popolo il suo ruolo di salvatore dei pensionati e spiegava i fondamenti dell'economia in chiave leghista.
Momenti gli scappa anche la lacrima, insieme alla bava, quando racconta che è andato a dare un pugno sulla tomba del "Miglio" il professore che per lui, il Bossi, guai che guai, stravedeva.
E poi tatrac la brunettata:
"Brunetta nano di Venezia non romperci i coglioni"
Va be' che il Brunetta l'è simpatic 'me 'na sgiafa in t'la pulenta (per i non lombardi simpatico come uno schiaffo nella polenta), ma dargli del "nano" dai, non è bello, anche nei confronti dell'altro nano, ché tra lui e Brunetta è una bella lotta.
Tanto più che si si era già preso del "cvvetino", il Brunetta, da quell'altro simpaticone del Tremonti.
Lo chiamano linguaggio colorito, intemperanze verbali, sarà, ma questi sono ministri della repubblica, di uno stesso governo.
il bello è che vorrebbero pure essere "autorevoli" e "credibili".
E l'altra sera qualcuno ha sentito quel che ha avuto il coraggio di dire quall'altro ministro faccia di tolla , La Russa, sulla manovra economica e i privilegi della "casta"?
"Con questa manovra sono stati tolti gli ultimi rimasugli di privilegi". Testuale: "gli ultimi rimasugli".
O è scemo o il suo pusher gli ha venduto qualcosa più forte del solito.
Come dicono in Veneto? "Ma va in mona, va!"
...

14.8.11

Manovre economiche e macellai


Sono cominciate le manovre per svuotare le poche misure contro la "casta" (poco più che fumo negli occhi) e evitare la soppressione di qualche provincia.
State certi che finirà tutto in una bolla di sapone, tranne le misure contro gli operai e i lavoratori dipendenti.

Vanessa Diffenbaugh - Il linguaggio segreto dei fiori

Vanessa Diffenbaugh - Il linguaggio segreto dei fiori
Titolo originale: The Language of Flowers
Traduzione di Alba Mantovani
342 pag., 18,60 € - Edizioni Garzanti 2011
ISBN 978-88-11-68661-3

Una ragazza tosta che comunica con il linguaggio dei fiori.

"'Il fiore che stai cercando è sicuramente il cardo comune, che simboleggia la misantropia. Misantropia significa odio o sfiducia nei confronti dell’umanità.'
'Umanità vuol dire tutte le persone?'
'Sì.'
Ci pensai per un attimo. Misantropia. Nessuno aveva mai descritto i miei sentimenti con un’unica parola. La ripetei nella mente per essere sicura di non dimenticarla."

"Avevo amato molto, più di una volta, però avevo riconosciuto quel sentimento solo dopo aver fatto tutto ciò che era in mio potere per distruggerlo"

"Non mi fido, come la lavanda. Mi difendo, come il rododendro. Sono sola come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, lascio che la mia voce siano i fiori."

Direi che nelle tre citazioni si racchiude più o meno tutto quanto c'è da sapere su Victoria Jones, la protagonista assoluta - insieme al linguaggio dei fiori, appunto - di questo libro.

Victoria è una diciottenne che non ha mai avuto genitori, con un'infanzia e un'adolescenza più che dura alle spalle. Si difende a modo suo da tutto quanto la circonda e lo fa con caparbia determinazione. Però sotto sotto resta convinta di essere lei stessa la causa di quanto le è capitato e le capita. Ciò la induce a comportamenti e scelte il più delle volte assurdi che, in definitiva, le si rivoltano contro.
Un bel personaggio, ben definito psicologicamente inserito in una storia interessante - la storia della sua rivincita sociale e della riconquistata capacità di amare - che coinvolge emotivamente il lettore impedendogli di prendere quella distanza da lei e dagli eventi che permetterebbe di comprendere le inverosimiglianze e gli artifici letterari di cui è farcito il testo.

Lo si legge di un fiato, dall'inizio alla fine, perché scorre via liscio come l'olio, in una scrittura - almeno per quel che si può capire in traduzione - piana e corretta, finanche scialba per non distogliere mai l'attenzione dalla narrazione (furbescamente "romantica" fino allo scontato ed incredibile "lieto fine").

Alle spalle di questo best seller annunciato - e strapagato da subito ad una scrittrice esordiente come la Diffenbaugh - s'intuisce la mano sapiente di qualche abile editor. Fiutata la validità della storia, con un elaborato lavoro di montaggio e revisione, quando non riscrittura, si è riconfezionata la buona idea di partenza in modo che rispondesse ai canoni immateriali, ma percepibili come il profumo dei fiori, della letteratura di largo consumo. Operazione riuscita.


13.8.11

Osteria del parlamento... C'è una crisi da spavento...

Osteria del parlamento... C'è una crisi da spavento...
Senatori e deputati se la mangiano beati...






Manovra economica. Il cuore del Jocker gronda sangue. A noi invece piange il borsellino


Manovra economica: vedi scheda da La Repubblica

Il vero problema qui non è tanto l'entità della manovra - qualsiasi altro governo avrebbe fatto più o meno altrettanto, almeno dal punto di vista quantitativo, altro paio di maniche è l'aspetto qualitativo.
La questione vera resta l'assoluta mancanza di prospettive. Un ceto politico del tutto inaffidabile come il nostro quale garanzia può dare che i nostri "sacrifici" (che poi a ben guardare sono sempre sacrifici di chi ha meno) producano effetti positivi in un futuro prossimo?
Pochi in Italia, e meno ancora all'estero, credono ancora a Berlusconi, Bossi e compagnia stracotta.
Fintantoché le facce dei politici che vediamo da troppi anni in TV (di destra, centro e della cosiddetta sinistra) non spariranno definitivamente dalla circolazione non ci sarà speranza per questo disgraziato paese.
Inutile che strilli il supergovernatore della Lombardia Formigoni. Non è certo lui meglio degli altri.
Incominci, tanto per dare l'esempio, a dimezzare per sé, i consiglieri regionali e i dirigenti e consulenti di ogni tipi gli spropositati stipendi che si attribuiscono e finirla di sovvenzionare i privati nella scuola e nella sanità come ha fatto senza ritegno per lunghi anni. Magari un po' dei soldi che gli hanno tagliato li recupererebbe.

12.8.11

Bella giornata a Terepàttola finita biascicando una magnifica porzione di croconsuelo

Croconsuelo: "è una specie di Rochefort del Maradagàl, ma un po' meno stagionato: grasso, piccante, fetente al punto da far vomitare un atzeco, con ricche muffe d'un verde cupo nella ignominia delle crepe, saporitissimo da spalmare con il coltello sulla lingua ninfea e biascicarlo poi per dei quarti d'ora in una polta immonda bevendoci dentro vin rosso, in restauro della parlantina adibita ai commerci e recupero saliva"
Carlo Emilio Gadda La cognizione del dolore

11.8.11

La rivolta in Inghilterra

Le analisi sociologiche di quanto avvenuto in questi giorni sono relativamente semplici e non occorre essere indovini per predire che questi episodi sono destinati ad aumentare di numero lì e altrove.
I governi chiameranno sempre criminali i rivoltosi qualsiasi siano le loro buone o cattive ragioni e i primi ministri, come quello britannico, si lamenteranno sempre dello scarso rispetto per l'autorità costituita, incapaci di comprendere la loro stessa pochezza.
Così continueranno a rispondere con la repressione, fin quando potranno. Niente di nuovo.
Le cosiddette "democrazie" occidentali sono cieche e sorde di fronte alle ingiustizie sociali non meno dei regimi autoritari. Diversa è la qualità e la quantità dell'ingiustizia, questo sì, come diverse sono le aspettative e le esigenze - reali o indotte - dei cittadini alle varie latitudini.
Ciò detto ritengo interessanti, più di molte "dotte" analisi le considerazioni in presa diretta di un amico italiano finito a vivere in Gran Bretagna.

"Sta succedendo un bel casino, che sorprende un pò tutti in questa non più tanto opulenta società.
Come al solito, io vivo la situazione un pò da periferico qual sono, tuttavia penso di poter esprimere qualche riflessione, diciamo pure a pelle:
- qui più che da noi vige il mito dell'EROE: quelli che in Afganistan, quello che spara all'orso polare che ha azzannato il ragazzo, il cane che salva il padrone caduto in acqua, ce n'è per tutti.
- qui sono tutti in divisa, poliziottti-vigili-spazzini-ciclomotociclisti e tuttte le divise si assomigliano; difficilmente riconosci l'ambulanza dall'auto della polizia piuttosto che da quella del soccorso stradale.
- qui vanno in giro a gruppi nonni-filgli-nipoti, gli ultimi a loro volta gruppi di 3,4,5 diversamente sistemati a seconda dell'età (carrozzina spesso biposto, sulle spalle, a mano, gli autosufficienti che invece di camminare saltellano). Prodotto della propaganda che vuole che questo paese sia il più popoloso d' Europa nel volgere di pochi anni? Di fatto, le mamme bambine (bambine mamme?) sono innumerevoli, sovvenzionate pure dallo stato.

Se non ti ritrovi in queste cartoline, facile che ti senta disadattato.
Non so come si possa vivere la condizione del disadattato nei sobborghi urbani britannici, che non credo siano assimilabili ai nostri, e neppure a quelli francesi, non credo esista un vero problema di razzismo, o comunque non penso sia alla base di queste turbolenze.
Però il disagio c'è ed è profondo.
Cameron e compagnia lo bollano come criminalità comune, ne fanno un problema di polizia ed evocano l'uso di idranti e lacrimogeni (che abbia avuto qualche consulenza durante le ferie italiane?)."


8.8.11

Stufo marcio della politica italiana e schifato dall'economia internazionale...

Ma ogni tanto un post ci scappa per vizio...

Il Giornale: "L'Europa promuve l'Italia". Ah! Ah! Ah!

Il soccorso della BCE all'Italia, da il via all'acquisto dei buoni del tesoro pluriennali italiani - i cui interessi al 6 % ricadranno inevitabilmente sulle nostre spalle. Merkel e Sarkozy, per la penna di Trichet e Draghi, hanno fatto pervenire un vero e proprio diktat al nostro governo.

Trattati come la Grecia - a ragione, considerato il livello dei nostri "politici" - e praticamente commissariati, al pari della Spagna, dalla banca centrale europea dovremmo avere il buon gusto di starcene con la coda tra le gambe o magari mandare tutti a cagare, succeda quel che vuole, visto che la speculazione sembra fregarsene di tutte queste misure.
Invece sulla prima pagina del Giornale quotidiano di famiglia di Berlusconi si scrive:
"La BCE promuove l'Italia". Ridicolo!
garlaschelli

Quando i fiocchi di latte aumentano il prezzo anche gli israeliani diventano arabi


Notte di manifestazioni in Israele contro il caro vita e i tycoon pieni di soldi

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