30.9.09

Brunetta solleva grossi pesi per poi lasciarseli cadere sui piedi

Decreto antifannulloni. Zitti zitti quatti quatti l'hanno smantellato dopo averlo varato con tanto clamor di fanfare.
Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche.
Così almeno sostengono i sindacati. Ora dovrebbero promuovere una class action di chi ha subito danni economici per farsi risarcire direttamente da Brunetta.
Cause collettive in Italia? Quando mai!

29.9.09

Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246. Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni

Il cosiddetto “Canone RAI” non esiste, ma è un balzello facente capo a un regio decreto del 1938 che inizia: "Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto." ...
Così stanno le cose, a quanto mi risulta, e chi ha provato ad andarci contro si è rotto le corna. Ciò detto la dice lunga il fatto che nessuno abbia mai avuto la volontà politica di metterci le mani.
Tutto è cambiato da allora e mi chiedevo perché non debba essere possibile arrivare semplicemente ad una normativa per la quale si paghi in base alle trasmissioni che effettivamente si vedono (o, al più, alle reti alle quali si decide liberamente di abbonarsi).
Poi oggi ho letto su La Stampa il Buongiorno di Massimo Gramellini: Il canone spuntato, col quale concordo pienamente. Per cui ritengo inutile qualsiasi altro commento.

26.9.09

Michelle ma belle

The Beatles - Michelle (cliccaci sopra per ascoltare)

Piccolo test psico-attitudinale per conoscere il vostro profilo politico.
Che effetto vi fa questa foto scattata al G20 di Pittsburgh e tesa a immortalare l'incontro fra il premier di una nazione del Sud Europa e la moglie del presidente degli Stati Uniti?
a) Vergogna. Possibile che, su venti capi di governo che si attengono al cerimoniale senza tante smancerie, l'unico a doversi distinguere sia sempre lui?
b) Allegria. Per fortuna che, su venti capi di governo che si attengono al cerimoniale senza un briciolo di estro, ce n'è almeno uno che non sembra un invertebrato.
c) Imbarazzo. Perché dobbiamo ancora esportare la macchietta del cumenda milanese del secolo scorso, quello che appena vede una donna comincia a storcere la bocca e le mani?
d) Davvero pittoresco, questo nonnino col cerone sulla faccia. E poi è così galante.
e) Che fa, ci prova pure con lei?
Se avete risposto a) siete anti-italiaai, b) siete berluscomani, c) siete quel che siete e forse lo avete anche votato, per mancanza di alternative, d) siete Michelle Obama, e) siete Barack Obama.
(Massimo Gramellini, lastampa.it)

25.9.09

Berlusconi Dell'Utri e "lo stalliere di Arcore". Requisitoria di secondo grado

Berlusconi difende Dell'Utri e l'"eroe" Mangano, Travaglio puntualizza...

"Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza". Così il Procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo di secondo grado in cui il senatore Marcello dell'Utri (Pdl) è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere.
"Ma davvero - si chiede il Pg - non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall'estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole?". "In realtà - prosegue Gatto - non solo Mangano di cavalli e di coltivazioni non sapeva nulla: ma se guardiamo i suoi numerosissimi precedenti penali, gli interessi che coltivava erano di tutt'altra natura rispetto a quelli agricoli"

(da la repubblica.it)

Annozero, Santoro, Travaglio. Dopo Mario Cervi anche Renato Farina si scatena contro chiunque non osanni Berlusconi e il suo Giornale

Prologo Annozero del 24.09.09

Marco Travaglio può essere antipatico con i suoi modi di fare un po' da primo della classe, ma le sue accuse le documenta una per una con professionalità. Magari talvolta calca un po' la mano, però non s'inventa nulla.
Lo stile dei "giornalisti" de Il Giornale invece lo lascio valutare da chi ha voglia di leggerli.
La stanza di Mario Cervi sul Giornale di Feltri
Annozero è come un manicomio
Del resto sono in perfetta linea con quello da gentlemen di Brunetta ministro senza portafoglio, ma con tanta sicumera.
Il curriculum di Farina è illuminante. Giornalista radiato dall'ordine per aver pubblicato notizie false al soldo dei servizi segreti militari, accusato e condannato per favoreggiamento nel caso Abu Omar - il Farina - nome in codice agente Betulla - è stato premiato per i suoi servigi con un seggio da deputato, gentilmente offerto dal PdL. Di passaggio val la pena ricordare come Renato Farina sia anche sostituto dell'altro Renato, il Brunetta, alla Commissione Agricoltura.
Forse il vecchio leone Giorgio Bocca non ha tutti i torti ad affermare che lui di Feltri e compagnia ha paura per gli stretti rapporti che hanno con gli ambienti militari, dei carabinieri e della polizia.

23.9.09

La stanza di Mario Cervi sul Giornale di Feltri - Santoro "Senza Travaglio niente Anno Zero"

Mario Cervi: un vecchio arnese che si qualifica da solo.
Leggete. Più che arrabbiarsi c'è da ridere.
Piuttosto è Travaglio che dovrebbe meditare su "Cilindro" Montanelli che tanto esalta. Costui ne era uno stretto collaboratore condividendone l'ideologia (anche se alla fine Montanelli è diventato anti berlusconiano)


"Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi." (ilgiornale.it)

E questo è quanto ha detto poco fa Santoro riguardo a Travaglio e Anno Zero

22.9.09

Libertà d'informazione e Digital Divide

Libertà d'informazione. L'argomento torna d'attualità e dunque val la pena riparlarne.
Condivido l'opinione di Alessandro Gilioli (L'Espresso - Piovono rane) e aggiungo di mio quanto scritto sul post Manca la libertà d'informazione o la volontà d'informarsi? al quale rimando.
Mi sembra anche il caso di ricordare quanto l'Italia sia rimasta al palo per quel che concerne le tecnologie digitali, nonostante le altisonanti dichiarazioni governative. Non basta possedere il Milan ed avere in circolazione il maggior numero di telefonini tra i paesi d'Europa per essere all'avanguardia - come sosteneva sfacciatamente il nostro solito Berlusconi in una conferenza stampa con il primo ministro inglese Gordon Brown.
La realtà che emerge in tutti gli studi è ben diversa. Si veda ad esempio il rapporto Caio del quale propongo qui sotto alcune interessanti tabelle informative. (Cliccarci sopra per ingrandirle)
Premetto che da recenti indagini emerge che meno di un italiano su due utilizza la rete (quella che c'è e, quando arriva, lenta ed obsoleta). Di questa metà degli italiani uno su due la usa solo per giocare. Dunque, ben che vada, un italiano su quattro naviga in Internet. Come è tutto da scoprire. Personalmente conosco molte persone di buon livello culturale che, pur avendo una connessione veloce alla rete, la usano, poco, per leggere e-mail e, qualche volta, per organizzarsi viaggi o ferie.

In Europa sono quadruplicati gli investimenti sulla fibra ottica fermi in Italia


Siamo tra i paesi europei con minor diffusione di banda larga



L'utilizzo di Internet in settori strategici (banking, Pubblica Amministrazione ecc.) è inferiore alla metà della media europea


La connessione a banda larga cresce con estrema lentezza

21.9.09

Rispetto per i morti e strumentalizzazioni politiche

Fabrizio De André, La guerra di Piero

Il rispetto ai soldati caduti a Kabul è dovuto. Da qui a farne dei martiri e degli eroi il passo è lungo. Condanno davvero e senza riserve gli insulti che in rete sono stati rivolti ai morti. Avere rispetto per i morti, indipendentemente dalla causa della morte, è una questione minima di civiltà. Però l'esibizione di dolore, l'enfasi, lo spazio spropositato dedicato sui giornali e in Tv a quanto accaduto in Afghanistan - e per contro la scarsa attenzione alle vittime locali - risultano altrettanto fastidiosi. Non sono del tutto d'accordo con chi sostiene il paragone con i morti sul lavoro, tanti, dei quali poco o niente si parla. Sono cose diverse. Tuttavia è vero che a dare pesi inuguali alla morte e al dolore per i morti contribuisce, colpevolmente, l'informazione che conta. Il figlio di un morto sul lavoro dovrebbe suscitare la stessa emozione di quello del soldato ucciso o del figlio di un deceduto in un incidente stradale. La qualità del dolore dei congiunti, non muta.
In Afghanistan è in corso una guerra e guerre sono tutte quelle dove si impiegano soldati armati. Chiamiamole come vogliamo, ma la sostanza non muta. Chi si arruola volontario sa di correre un rischio calcolato, in cambio di un beneficio economico. Ci sono attività umane ad alto rischio. Fare il soldato è tra queste, ma anche fare il pompiere o il poliziotto, lavorare in miniera, o semplicemente in un cantiere edile, comporta pericoli. Un manager, un medico, un avvocato, un insegnante o un qualsiasi esercente di certo conducono attività meno azzardate, tranne in casi eccezionali. Ci si potrebbe chiedere chi e perché è impiegato in certi lavori, ma questo ci porterebbe troppo lontano.

19.9.09

Italia: Fiorani, Maradona e le multe ai giovani

Manu Chao - Me gustas tu

Giampiero Fiorani, furbetto del quartierino se la cava, patteggiando, con 13680 euro di multa. Una autentica miseria per chi si vanta pubblicamente di possedere conti milionari sparsi per il mondo, guadagnati "onestamente" con i soldi e le informazioni della banca alla quale era a capo. Si sfila così dal processo al quale sono stati rinviati i suoi amici: l’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio e l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte.
Maradona deve allo Stato italiano 36 milioni di euro di tasse non pagate. Intercettato a Merano, dove si curava per dimagrire, gli sono stati pignorati gli orecchini dal valore di 4mila euro [sic!].
A Pavia, Milano, l'isola d'Elba, per non parlare di Verona, dove tutto è vietato, e in centinaia di altri comuni italiani si elevano, come se niente fosse, multe da 500 euro a chi è sorpreso a leggere disteso nei prati, bere una birra e fumare, se minorenne, mangiare kebab e leccare gelati per strada o per mille altre puttanate inventate da amministratori regionali e sindaci più o meno creativi. Multe salate quasi tutte a danno dei giovani ovviamente!

17.9.09

Ocse. Se 57 milioni di disoccupati vi sembran pochi...

Bernanke. "Helicopter Ben" (soprannome che il capo della Fed si è conquistato dicendo che per salvare l'economia in certi casi si deve gettare soldi da un elicottero)

"Il peggio deve ancora venire" secondo l'analisi dei dati da parte dell'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico i disoccupati saranno 57 milioni nel prossimo anno, raggiungendo, in Italia, il 10,5% della forza lavoro (contro una media vicina al 10%)
Non si capisce molto. Gli economisti sembrano completamente allo sbando. Un giorno sono ottimisti, quello successivo catastrofisti.
A fare il bello ed il cattivo tempo continuino ad essere le banche, garantite dal denaro pubblico. Ma i soldi non vengono dal nulla. Non basta stamparli. Gli stati li hanno dalle banche centrali, organismi che rispondono ad interessi per lo più privati (Bankitalia, ad esempio, è per oltre il 94 per cento di proprietà di banche private e assicurazioni). E il cerchio si chiude. Il pessimismo del premio Nobel Joseph Stiglitz (vedi "Stiamo peggio di un anno fa. Servono regole") sembra ampiamente giustificato. Afferma Stiglitz: "Servono maggiori controlli sui bilanci, sulle transazioni, sui movimenti, soprattutto a garanzie della liquidità delle banche". Già, però i controllori sono di proprietà dei controllati...
Intanto a tirare la cinghia saranno sempre i soliti noti, sempre più poveri, sempre più disoccupati. Nessuno si chiede per quale perverso motivo ci sono manager che guadagnano 600 volte di più di un normale lavoratore. Davvero un uomo vale 600 altri uomini? Ma anche se così fosse i suoi consumi difficilmente saranno di seicento volte superiori.
Ben Bernanke, confermato presidente del Comitato dei Governatori della Federal Reserve negli Stati Uniti, è stato uno dei principali sostenitori del 'denaro facile' tanto da guadagnarsi il soprannome di 'Helicopter Ben' per la sua minaccia di gettare denaro dagli elicotteri per aumentare la spesa. Non sarebbe meglio aumentare occupazione e stipendi diminuendo i profitti piuttosto che vedersi costretti gettare soldi dagli elicotteri per sostenere i consumi?

15.9.09

Gelmini: chi non usa il maestro unico fa "politica". Uh la la la!

«Ci sono alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoran­za, che disattendono l’attuazione del­le riforme». In che senso disattendo­no? «Ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente». Alcuni docenti, co­me sa, non condividono la riforma. «Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnan­te vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere. Quella è la se­de per le sue battaglie, non la catte­dra».

Ma sono davvero una minoranza a "disattendere"?

Libertà d'informazione a reti unificate - Siamo già in un regime - Stasera Berlusconi show, Vespa officiante

12.9.09

Funerali di Stato per Mike Bongiorno

Con Mike se ne va un altro pezzo della seconda metà del novecento italiano.
I bambini di trenta quaranta e cinquanta anni fa, andavano a dormire, in via eccezionale più tardi del solito, dopo le sue trasmissioni da Lascia o raddoppia? a Rischiatutto. Agli inizi degli anni sessanta Umberto Eco gli dedicò il saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno.
Ora gli osanna a al Michele italo-americano si sprecano. Qualcuno, preso da sacro impeto, si è spinto a dire che ha insegnato l'italiano agli italiani [sic!].
Il personaggio è diventato sicuramente più disinibito e umanamente simpatico col passar del tempo, soprattutto in vecchiaia con gli spot insieme a Fiorello e le apparizioni a Che tempo che fa di Fazio. In gioventù era rigidino e conformista quanto nessun altro.
Ma quel che è peggio, e nessuno dice nell'orgia celebrativa, è che ha contribuito non poco a forgiare la stupidità mediatica degli italiani con i risultati che oggi tutti paghiamo. Amen.

Renzo Bossi membro dell'Osservatorio dell'Expo di Milano

Renzo Bossi, figlio del leader del Carroccio, campione di "Rimbalza il clandestino" (gioco nel quale attraverso i click di mouse bisogna eliminare più imbarcazioni possibili che tentano di approdare sulle coste italiane) studente privatista nel Collegio Arcivescovile Bentivoglio di Tradate bocciato tre volte consecutive agli esami di maturità (neppure un ricorso al Tar lo ha salvato) è stato nominato - di certo per le sue straordinarie competenze - nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo” per l'Expo milanese del 2015 (ente inutile voluto della Lega Nord). Questa "promozione" in perfetto stile clientelar-nepotista frutterà al figliol prodigo del senatur 12000 euro al mese (dieci volte lo stipendio degli insegnanti che hanno avuto l'ardire di negargli un diploma di maturità).
La notizia non è fresca, ma mi era sfuggita. Ringrazio Flavia Fulvio per averla riportata alla luce su Facebook. Siccome però mi sembra inverosimile sono andato a cercar conferme e ho trovato questo interessante articolo Un po' di chiarezza su Renzo Bossi, a beautiful mind, ma nessuna smentita da parte degli interessati.
A proposito di coerenza il vecchio Bossi non scherza. Ieri ha fantasiosamente indicato la mafia come mandante del ciclone che si è abbattuto su Berlusconi perché, dice, le prostitute sono in quelle mani. Peccato che, a suo tempo, avesse a gran voce additato Berlusconi come mafioso. Come la mettiamo?

11.9.09

Toro scatenato - Il miglior presidente della storia d'Italia - Gabanelli, Travaglio, Montalcini

Johnny Cash, The Beast in Me

Il nostro presidente del consiglio più che un torero, come sostiene d'essere, sembra un toro scatenato (e un po' suonato) che vuole far fuori tutti a cornate.
Non passa giorno senza che i giornali si riempiano delle sue parole e gesta. Non se ne può più. Ormai lasciamo a chi lo deve fare per mestiere il compito di raccogliere le puttanate quotidiane della nostra vita politica in un database così sovrabbondante che soltanto chi non vuol vedere, sentire e capire può ignorare del tutto.
Fuori dal polverone delle notizie da prima pagina vorrei ricordare tre fatterelli (neppure tanto elli) accaduti o in corso d'accadimento dei quali però ben poco si è parlato e si parla.
Gabanelli: la Rai non intende rinnovare la copertura legale a lei ed alla sua equipe, spesso denunciati per il loro giornalismo d'inchiesta, ma, fino ad ora, mai condannati. Dunque Report, unico programma Tv che svolge documentate inchieste giornalistiche, è a rischio. (Vedi L'Espresso: Silvio a reti unificate)
Travaglio: ha preso un premio per la libertà di stampa dall'associazione dei giornalisti tedeschi. Si tratta di un riconoscimento a chi opera in condizioni difficili in paesi dove la libertà di stampa è limitata o del tutto assente. (Vedi MicroMega)
Montalcini: premio Nobel e senatrice, ricercatrice di fama mondiale, ma il suo istituto di ricerca rischia la chiusura perché mancano i soldi per pagare affitto e bollette. (Vedi Ansa)
Questa l'Italia di colui che si è autodefinito il miglior statista dei centocinquant'anni trascorsi.

8.9.09

Ma chi ha votato Berlusconi? (Ovvero "la televisiun la t'endormenta cume un cuiun")

Vauro: la vignetta di oggi sul Manifesto (ottima risposta a Berlusconi che dalle sue tv si chiede "Libertà di stampa a rischio?" e si risponde "Barzellette cattocomuniste!")

Non so se è un caso, ma non si trova nessuno che dichiari d'aver votato Berlusconi.
Non parlo di quelli di "sinistra" (virgolettato perché il significato sfugge ai più), ma anche di quelli le cui idee e comportamenti un tempo venivano etichettati come di "centro" e di "destra".
È come se ci fosse pudore o vergogna a dichiararsi apertamente schierati con lui. Alcuni ammettono d'aver votato prima Forza Italia ed ora il PDL, ma Berlusconi in quanto tale no. Storcono la bocca quando gli si chiede esplicitamente di lui e tuttalpiù rispondono chiedendoti se "gli altri" sono meglio. Insomma sembra quasi che l'uomo in sé crei un certo imbarazzo, quando non anche un po' di ribrezzo, tuttavia...
Non pretendo ovviamente che la mia sensazione sia generalizzabile. Frequento persone di un certo tipo, abbastanza acculturate da non voler far la figura dei beceroni, e dunque, probabilmente, non rappresentano uno spaccato credibile della realtà. Vedo anch'io le donnette fanatiche che vanno in deliquio per Silvio, ma non saprei dove incontrarle. Capisco anche la corte di pubblici e privati adulatori che lo circonda: hanno solo di che guadagnarci. Altrettanto mi sono chiare le ragioni per le quali vaste categorie di persone fanno riferimento a lui per convenienza personale. Però, a parte i suoi killer mediatici tipo Feltri, Fede, Vespa e tanti altri meno alla ribalta, ma ben collocati nei punti chiave della comunicazione giornalistica e televisiva, si fatica a trovare suoi convinti seguaci.
Forse la ragione l'ha espressa il cavaliere medesimo in un lungo show alla nuova tv libica qualche giorno fa (vedi qui).
Del resto lo sosteneva già Jannacci:
La televisiun la g'ha na forsa de leun
la televisiun la g'ha paura de nisun
la televisiun la t'endormenta cume un cuiun.
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