27.7.10

Vacanze...

22.7.10

Ho visto un re - Barbara, neo laureata e subito cattedratica, presenti Don Verzè e papà Berlusconescu

Jannacci, Ho visto un re.

Da non perdere il corsivo di Alessandro Robecchi sul Manifesto La cattedra di Barbara Ceausescu o, per i più seriosi, la lettera indignata di Roberta De Monticelli docente di Filosofia in quella stessa Università, pubblicata ieri su La Repubblica (sotto riprodotta) e seguita oggi da un commento sul Corriere
Non ho niente contro la signorina Berlusconi, che magari è anche una ottima studentessa al pari di tante altre, ma come si può pretendere comportamenti "virtuosi" dagli italiani con questi esempi? E bravo il don Verzè al quale avevo dedicato un post proprio l'altro ieri Don Verzé: Berlusconi "mandato dalla divina provvidenza". "Un dono di Dio all' Italia"

"Insegno filosofia della persona alla facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele. Scrivo queste righe per dire: non in mio nome. Non è certamente in mio nome che il nostro rettore, don Luigi Verzé, intervenendo come è suo diritto alla cerimonia delle proclamazioni delle lauree, si è rivolta alla sola candidata Barbara Berlusconi, che giungeva a conclusione del suo percorso triennale, chiedendole se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell’autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e invitandola a diventare docente di questa Università, in presenza del presidente del Consiglio, il quale assisteva alla cerimonia.
Intendo dissociarmi apertamente e pubblicamente da questa che ritengo una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere.
Tengo a dissociarmi nettamente e pubblicamente e da queste parole e dalla logica che le sottende, logica che da una vita combatto, come combatto da sempre il corporativismo e i sistemi clientelari dell’Università italiana, e il progressivo affossamento di tutti i criteri di eccellenza e di merito, oltre che dell’Università stessa come scuola di libertà.
Me ne dissocio individualmente, anche se spero che la deprecazione dell’accaduto sia unanime fra il corpo docente. Ma tengo a ribadire con questa mia serena dichiarazione che non sono né di principio né di fatto corresponsabile dell’andamento di questa cerimonia: non di principio per le profonde ragioni di dissenso che ho qui espresso, non di fatto, perché in effetti non figuravo fra i componenti della commissione relativa alla candidata in questione, e certamente non perché avessi chiesto di esserne esonerata." Roberta De Monticelli

21.7.10

Sallusti: "Giuliani teppista no-global per questo è stato ucciso"

Sallusti e il suo boss

Alessandro Sallusti condirettore del Giornale, quotidiano di famiglia di Berlusconi, così si è espresso a linea Notte del TG3 nei confronti di Carlo Giuliani, morto a 23 anni negli scontri del G8 a Genova.
Perchè anche il telegiornale di Rai 3 continua ad invitare questi squallidi personaggi?

20.7.10

Don Verzé: Berlusconi "mandato dalla divina provvidenza". "Un dono di Dio all' Italia"

Berlusconi e don Verzè. Il cavaliere si spreca in baciamani. Ricordate? Lo fece anche con Gheddafi
Cosa spinge Berlusconi a baciare la mano di Gheddafi?

Strano uomo e strano prete questo Verzè, sicuramente capace di grandi imprese in grado di accumulare - e far accumulare - soldi in quantità.
Ha sposato fino in fondo la causa del cavaliere e ribadisce il suo concetto incurante di tutte le evidenze che dovrebbero quanto meno indurre ad una maggior prudenza.
Rimando, per tracciarne un profilo, non so fino a quanto veritiero, all'articolo di Cazzullo sul Corriere Don Verzé: il Cavaliere? Un dono di Dio all'Italia
Ne emerge più una macchietta che un personaggio di spessore... oppure uno che, pur di raggiungere i propri scopi, non si ferma davanti a nulla.
Rilascia eccentriche valutazioni su personaggi riguardo ai quali non sarò certo io a poterne dare un giudizio sul piano umano - non avendone avuto alcuna frequentazione - ma i cui pensieri, vicende, prese di posizione, scelte e conseguenze sono ampiamente note, almeno sul piano storico.
Tornando al cavaliere: ammesso e non concesso che sia il sant'uomo di cui si parla, mi piacerebbe sapere da chi e da cosa sarebbe stato inviato a salvare l'Italia e come mai, con tutte le sue doti, si sia fatto incantare dalla massa di farabutti che lo circonda.

15.7.10

Pavia: politica, 'ndrangheta e comitati d'affari. Soldi facili per per chi ci sta.

Abelli e Chiriaco

ABELLI "Scritta la parola fine alla brutta immagine del Comune"

Questo scriveva nel 2009 Giancarlo Abelli sul sito del PdL quando i Filippi, complice la stupidità di chi governava la città, fecero cadere la giunta municipale.
Evidentemente anche per lui "a sua insaputa" la moglie accumulava milioni su conti esteri e Chiriaco gli offriva aiuti illeciti e voti per una traballante rielezione.

...e infatti

LA PIOVRA A PAVIA
Incroci pericolosi, le mani sulla politica.
La 'cupola' promette voti per Regionali e Comunali. La mediazione di Chiriaco Asl, l’intervento sul funzionario per aiutare Filippi. Tra gli 'affari' un’iniziativa edilizia nell’area Enel di viale Damiano Chiesa.
Intercettati anche dialoghi con l’assessore Trivi


«Carlo Chiriaco non partecipa alla vita di una locale, a summit mafiosi, non occulta armi clandestine, non è un delinquente comune con qualche amicizia pericolosa. Egli è in contatto costante con membri del sodalizio coi quali, dalla propria privilegiata posizione, intesse rapporti di reciproco interesse rendendo possibile la devastante penetrazione del sodalizio nel tessuto economico, politico e amministrativo pavese». E’ uno dei passaggi chiave dell’ordinanza firmata dal giudice per l’indagine preliminare Andrea Ghinetti. Eccone alcuni altri.

Comunali 2009. Gli inquirenti riferiscono di una conversazione telefonica avvenuta la sera del 13 giugno (popo dopo le elezioni comunali di Pavia) tra Carlo Chiriaco e il consigliere Pdl Dante Labate: «I due discutono del fatto che Giovanni Alpeggiani abbia pagato la somma di 10mila euro al medico Davide Pasotti (ex consigliere comunale di Forza Italia, ndr) e la somma di 5mila euro a Mimmo Galeppi (dirigente della Uil, ndr). «Chiriaco - prosegue il Gip - riferisce di aver pagato anche lui 2mila euro a Galeppi e di aver avuto in cambio dei voti».

Le Regionali 2010. Il giudice sottolinea come Cosimo Barranca (capo della locale di Milano) e Pino Neri (capo di quella di Pavia) avessero promesso di convogliare un certo numero di voti a favore di due candidati alle elezioni regionali lombarde, Giancarlo Abelli e Angelo Giammario, «ciò è avvenuto attraverso la “ mediazione” di Carlo Chiriaco». In precedenza Chiriaco aveva cercato di garantirsi l’appoggio di Dante Labate per la candidatura di Rosanna Gariboldi (moglie di Abelli) alla Regione Lombardia, candidatura poi sfumata a causa dell’arresto, patteggiamento e risarcimento danni di 1,2 milioni di euro.

Filippi si infuria. Luca Filippi, titolare di un locale pubblico nell’agosto del 2009 chiama Chiriaco: «... mi hai rotto i c.... tutti i giorni mi mandi l’Asl!» (dice di aver già subito 4 controlli). Gli investigatori registrano l’immediato intervento di Chiriaco che chiama un funzionario: «... Gigi ascolta... oggi quelli che devono andare lì... gli dici di andare con molta morbidezza... il problema è anche di carattere politico.... Nel limite della decenza...».
Un’operazione colossale. L’espressione è di Chiriaco che segnala l’opportunità di un’iniziativa urbanistica legata all’area Enel di viale Damiano Chiesa. Un’iniziativa da concludere con un suo amico, l’architetto Franco Varini di Mortara, noto esponente del Pdl. Il 10 aprile scorso l’architetto Varini e Carlo Chiriaco vengono intercettati. Il mortarese affermava di aver già fissato il prezzo dell’immobile con l’Enel (5 milioni di euro). L’operazione, secondo i magistrati, avrebbe coinvolto anche l’a ssessore Pietro Trivi e il presidente della commissione Territorio Labate. Chiriaco e Varini avrebbero pensato di proporre a Labate una “provvigione” pari al 20%, funzionale al suo intervento.

Ritorsioni coi nemici. Dalle intercettazioni, secondo gli inquirenti, emergerebbe che Chiriaco approfitta dei propri poteri per sfavorire gli imprenditori a suo dire ostili ai suoi progetti. Tra questi spiccano Carmine Napolitano e Bruno Silvestrini.
«Al preciso intento di ostacolare le imprese nemiche - scrive il Gip - si accompagna la volontà di aiutare in ogni modo le imprese da considerarsi vicine agli interessi di Chiriaco, primo tra tutti il cugino Rodolfo Morabito a cui Chiriaco ha intenzione di affidare appalti pubblici, tra cui la ristrutturazione dell’ostello, come emerge dalla conversazione con l’assessore Pietro Trivi».

Chiriaco: Romeo (per l’ostello) non va bene perché in questo momento è sotto schiaffo, no?
Trivi: Perché?
Chiriaco: Eh, cazzo, c’è la Finanza...
Trivi: Ah, me l’hanno detto
Chiriaco:... ci ha la Finanza addosso e anche l’A ntimafia di Milano...
Trivi: urca!
Chiriaco: Ma dovete poi fare un bando?
Trivi:...non lo so com’è qua così, perché tra l’a ltro non è una cosa di mia competenza....
Chiriaco: Di chi è?
Trivi: Riguarderà l’assessorato ai giovani, cioè non riguarda il commercio.
Chiriaco:... e quindi...
Trivi: E chenneso, non ho capito perché han coinvolto me... credo Centinaio, piuttosto che Faldini.
Chiriaco: Vabbè, allora parlo con Faldini, eh? Se hanno coinvolto te che te ne fotte, tu coinvolgi gli altri e stacci dentro.

«Gli mando quelli di Platì così mettono una bomba»

PAVIA. Una bomba per far saltare il risorante La Cueva di via Brambilla. Carlo Chiriaco si dice, in un’intercettazione telefonica di febbraio del 2009, disposto a fare pure questo per “liberare” il locale e poterlo utilizzare come luogo di incontro per gli affiliati. Il direttore dell’Asl parla con una donna. Forse millanta, forse non è un’intenzione disposto davvero a mettere in pratica. Tuttavia, dice il giudice Andrea Ghinetti nell’ordinanza di custodia cautelare, il direttore dell’Asl sembra affermare che la questione della Cueva «possa essere trattata utilizzando un approccio di spiccato profilo mafioso». Queste le parole di Chiriaco. «Io andrei da questi qua a minacciarli... andatevene fuori dai coglioni, se no vi faccio saltare! Anzi, gli mandavo quelli di Platì...gli mettono una bomba! Dopo un mese, due mesi uno va e gli fa l’offerta per rilevare il locale, no? Ovviamente gli offre poco, se questo non capisce, un’altra bomba! In Calabria fanno così...sono primitivi, no gioia? Siamo primitivi? Mamma mia...».

«Greco farà lavorare Peppino per le strade»

PAVIA. Gli inquirenti intercettano il 17 giugno 2009 Luca Filippi e Carlo Chiriaco in auto che parlano del neo assessore ai Lavori pubblici:
Chiriaco Se lo sappiamo gestire abbiamo un bel sistema.
Filippi Adesso Greco bisogna un attimo inquadrare...
Chiriaco: Greco si farà i cazzi suoi e i suoi intrallazzini, farà lavorare Peppino Romeo per le strade, farà i cazzi suoi.
Filippi: Gli ha regalato il ristorante...
Chiriaco: Ufficialmente di Greco.
Filippi: Ho capito che non l’ha pagato lui... dove li trova i soldi.
Chiriaco: Lui non ha messo una lira, ho messo tutto io...
Filippi: Lo so che non ha una lira, è mio socio...
L’assessore Luigi Greco, ora, racconta di aver posseduto, all’apertura, il 33% delle quote del ristorante La Cueva e poi di aver acquisito la totale proprietà: «Che ho pagato totalmente con soldi miei e sottoscrivendo un mutuo bancario».

(da La Provincia pavese)

13.7.10

‘Ndrangheta anche a Pavia

Pavia_coppolaDalle prime ore di questa mattina è in corso la più imponente operazione contro la 'ndrangheta degli ultimi anni, secondo Polizia e Carabinieri. Almeno 3000 uomini stanno procedendo, in Calabria e in diverse località del Nord Italia all'arresto di oltre 300 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, omicidio, estorsione, usura ed altri gravi reati. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni mobili ed immobili per decine di milioni di euro. (RaiNews24)

Non è una novità assoluta l'infiltrazione della malavita organizzata tra politici ed imprenditori del nord, ma questa volta la retata è grossa. Tra le persone finite in carcere c’è Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario dell’Asl di Pavia che, guarda caso, molto si è speso per la campagna elettorale di Giancarlo Abelli. Con lui Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese e Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara. Indagato anche l'assessore comunale di Pavia Pietro Trivi (per corruzione elettorale).

8.7.10

Domani silenzio stampa?

Olivetti lettera 22

Non so se abbia molto senso questa iniziativa.
Quei pochi lettori di quotidiani che, per informarsi, ancora dipendono dalla carta stampata dovrebbero già essere perfettamente convinti dell'assurdità anticostituzionale della così detta legge bavaglio. I frequentatori del Web per la natura stessa dello strumento sono, in genere, allergici a qualsiasi limitazione venga imposta alla rete. Gli altri, disinformati cronici dai "minzolini" di turno, se ne fottono di libertà di stampa, parola o manifestazione che sia. Forse sarebbe stata più produttiva, da parte dei giornali, una massiccia distribuzione gratuita delle testate ai "non lettori", magari con una prima pagina uguale per tutti contro il "ddl intercettazioni".

Per la cronaca val la pena ricordare come libertà di stampa, parola e riunione siano fondamentali per le democrazie e tuttavia non vadano esenti da rischi anche là dove la loro esistenza è fortemente sancita.

« Il Congresso non farà leggi che favoriscano qualsiasi religione, o che ne proibiscano la libera professione, o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea, e di fare petizioni al governo per riparazione di torti »

Questo è il I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, quello a cui si appellano in tanti film e telefilm.

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure...


E questo è l'inizio dell'Art. 21 della Costituzione italiana che però non si ferma lì, ma prosegue

...Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »


Almeno la chicca finale sulle "manifestazioni contrarie al buon costume" i padri costituenti potevano evitarcela, ma i tempi erano quelli che erano.

El can de Trieste



Addio ad un artista leggero, di quella leggerezza di cui, talvolta, sono fatte le cose intelligenti

3.7.10

A tigi unificati

Torna il cavaliere dopo lunga (e goduriosa?) assenza e lancia il solito proclama a reti unificate. "Ghe pensi mi".
Fino a quando gli italiani continueranno ad essere tanto gonzi?
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