23.7.11

Odio (99 Posse, Primo Levi) - L'assurdo massacro di Oslo



PRIMO LEVI: Non sono facile all'odio: lo ritengo un sentimento animalesco e rozzo e preferisco che le mie azioni e i miei pensieri, nel limite del possibile, nascano dalla ragione. Per questo motivo non ho mai coltivato l'odio come desiderio primitivo di rivalsa, di sofferenza inflitta al mio nemico vero o presunto, di vendetta privata. Devo aggiungere che, per quanto posso vedere, l'odio è un sentimento personale: è rivolto contro una persona, un nome o un viso. I nostri persecutori nazisti non avevano viso, né nome: erano lontani, invisibili, inaccessibili; prudentemente, il sistema nazista faceva sì che i contatti diretti fra gli schiavi e i signori fossero ridotti al minimo.Dopo la guerra, inoltre, il nazismo e il fascismo sembravano giustamente e meritatamente tornati nel nulla, svaniti come un sogno mostruoso, così come spariscono i fantasmi al canto del gallo. Come avrei potuto coltivare rancore o volere vendetta contro una schiera di fantasmi? Non molti anni dopo, l'Europa e l'Italia si sono accorte che questa era un'ingenua illusione: il fascismo era ben lontano dall'essere morto, era soltanto nascosto, stava facendo la sua muta per ricomparire in una veste nuova, un po' meno riconoscibile e un po' più rispettabile, più adatta al nuovo mondo che era uscito dalla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, che esso stesso aveva provocata. Devo confessare che davanti a certi visi non nuovi, a certe vecchie bugie, a certe figure in cerca di rispettabilità, a certe indulgenze e connivenze, provo la tentazione dell'odio con una certa violenza. Ma io non sono un fascista: io credo nella ragione e nella discussione come supremi strumenti di progresso, e perciò all'odio antepongo la giustizia.

19.7.11

I segreti della casta di Montecitorio, mezza bufala e mezza novità

'sta cosa de I segreti della casta di Montecitorio temo sia una mezza bufala. In fin dei conti per ora si tratta di una decina di post. Se ne aggiunge uno o due ogni giorno, ma alcuni sono un po' le solite cose "politiche" circolanti. Ben venga tutto ciò che rilancia una informazione in qualche modo alternativa, ma non c’è niente di particolarmente innovativo.
Per lo più i post non rivelano nulla di sconvolgente (ridicolo nella sua emblematica assurdità a me sembra quello dei 9 barbieri di Montecitorio a 11000 euro al mese, sempre che sia vero). Vedremo in seguito.
Ben più gravi e numerose le "irregolarità" denunciate dal libro la casta e tante analoghe pubblicazioni, per non parlare delle documentate violazioni d'ogni tipo messe a nudo dalla Gabanelli su Report che finiscono regolarmente nel nulla.
L'interessante di questa vicenda è la "viralità", indice di un malumore giustizialista diffuso oltre che di una stupidità di massa sempre più pericolosa, facile strumento in mano ai furbi in grado di manipolarla. Stupidità anche quando condivisibile come indignazione collettiva in quanto resta superficiale e incapace di qualsiasi analisi critica sia riguardo ai contenuti, sia sull'attendibilità delle forme comunicative.
In questi casi Fb - e la rete in generale - sembra sempre più quegli spiazzi dei film western dove la folla inferocita impiccava i banditi, veri o presunti che fossero.
Io stesso contribuisco con i miei post ad aumentare il rumore di fondo di una comunicazione solo apparentemente più democratica ed in realtà condizionata pesantemente da chi possiede gli strumenti per emergere dal mare indistinto della rete. Alla fine, fatte le debite eccezioni - che rimangono, appunto, eccezioni - le voci che prevalgono sono quelle dei soliti noti imposti all'attenzione pubblica dai tradizionali mezzi di comunicazione.
Con questo non voglio sminuire le potenzialità della rete. Sul Web circolano liberamente idee e conoscenze come mai prima d'ora nella storia. La cultura, ad ogni livello, è ora alla portata di tutti. Libri, film e musica si sono "democratizzati" (e per questo sono in atto potenti tentativi di toglierceli che, ci scommetto, andranno a buon fine).
Purtroppo però insieme a tutto ciò gira vorticosamente una quantità di bufale, superstizioni, truffe, merda d'ogni tipo in quantità incommensurabile.
Non credo che I segreti della casta di Montecitorio appartengano alla categoria bufale tout court. C'è pero qualcosa di sfuggente sotto questa operazione così ben riuscita. Potrebbe essere solo un caso perché ha toccato al momento giusto un nervo sociale scoperto, potrebbe essere altro. Non è questo che conta.
Mi fa pensare invece la superficialità e volatilità di questi fenomeni virali che alla fine non lasciano alcuna traccia nel reale.

16.7.11

Cecità

"Al Governo rincresce di essere stato costretto a esercitare energicamente quello che considera suo diritto e suo dovere, proteggere con tutti i mezzi la popolazione nella crisi che stiamo attraversando [...] e desidererebbe poter contare sul senso civico e la collaborazione di tutti i cittadini [...]
Il Governo è perfettamente consapevole delle proprie responsabilità e si aspetta da coloro ai quali questo messaggio è rivolto che assumano anch'essi, da cittadini rispettosi quali devono essere, le loro responsabilità [...] al di là di qualsiasi altra considerazione personale, un atto di solidarietà con il resto della comunità nazionale."
(José Saramago, Cecità)

A questo comunicato governativo, tanto simile a quelli che indirizzano anche a noi, fa seguito nel libro di Saramago - che altro non è se non una terrificante allegoria del presente - una inaudita sequenza di brutalità nei confronti dei primi cittadini diventati ciechi ai quali è stato rivolto l'appello.
Emblematiche le parole di uno dei protagonisti proprio nelle ultime righe del libro:
"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono."
...

15.7.11

Marilena Adamo, Francesco Sanna, Enzo Bianco: vergogna! E se la prossima volta li troverete in una lista non votatela


Nella notte i senatori riuniti in commissione, grazie ad un trucchetto da scaltri volponi, hanno messo al sicuro da attacchi presenti e futuri la loro indennità parlamentare di 5600 euro netti (che è solo una parte degli introiti mensili dei parlamentari).
Da quelli del PDL c'è da aspettarsi di questo e d'altro, ma che anche quelli del PD senza elle si mettano sullo stesso piano lo pensano solo gli estremisti in malafede.
E invece no. I tre senatori effigiati ritengono, evidentemente, che sia sacrilego toccare i loro lauti stipendi.
Solo il buon Francesco Pancho Pardi, approdato come altri - con mossa che stento a capire - nelle file dell'IDV si è detto contrario alla furbata e favorevole al taglio dei privilegi.

Sulla manovra economica vedere Tutti sul Trireme altroché Titanic
Per un più ponderato approfondimento della notizia in oggetto vedere Il fatto quotidiano: I senatori nella notte si salvano i privilegi - “Si produce disaffezione, non parliamone”

Tutti sul Trireme altroché Titanic

Tutti uguali. Le palle fruste del Giulio.
I privilegiati, la casta, continuano a godersela imperterriti. Tutti coloro che hanno fatto i soldi sulle spalle dei poveri cristi, mettendoli al sicuro in giro per il mondo, hanno un solido interesse a che nulla cambi. A che questo sistema politico-economico, totalmente perverso e in mano a bande di criminali in giacca e cravatta che tengono le redini della finanza, regga il più a lungo possibile.
Quando poi crollerà, nella merda ci finiranno quelli che con il loro lavoro, spesso poco gratificante, talvolta intollerabilmente duro e sempre malpagato, hanno remato una vita. I furbetti e furboni invece se la caveranno a buon mercato come sempre.
Chi sperava di tirare un sospiro di sollievo, almeno in vecchiaia, o continua a remare perché l'età per fermarsi si allontana sempre più, si ritrova depredato di almeno un migliaio d'euro in più l'anno. Ci si rifà sui ceti medio bassi perché per il governo è facile e redditizio infilargli le mani nel portafoglio (con ticket, mancati rimborsi e tasse indirette d'ogni specie) o addirittura riducendo alla fonte i redditi dovuti. Iniquo ed ignobile.
Oltremodo spregevole se si considera che in Italia il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale (dati Bankitalia).
Cosa si fa per ridurre questa divaricazione economica? Nulla, assolutamente nulla.
Un accorato Giulio Tremonti chiama l'opposizione a sostenere la manovra governativa con toni da ultima spiaggia, mentre fino all'altro ieri il suo boss corruttore di giudici ci assicurava che tutto andava per il meglio.
Non si aboliscono quella cosa inutile che sono le provincie, né si dimezzano i vergognosi stipendi dei parlamentari e le costose agevolazioni di ogni tipo di cui godono. Ben ci si guarda dall'eliminare gli sprechi per il funzionamento della macchina statale. Troppi interessi di chi "conta" verrebbero intaccati e la scusa meschina è che tutto questo non frutterebbe granché alle casse dello stato.
E la cosiddetta opposizione che fa? Traccheggia, si astiene, evapora.
Si fa complice di una ulteriore batosta a chi nell'ultima tornata elettorale ha osato mettere in dubbio non solo la legittimità del governo in carica, ma anche quella della "sinistra ufficiale".
Già, che potevano fare di diverso i suoi compromessi dirigenti? Sanno benissimo che questa nuova mazzolata ai ceti medio bassi non basterà e non sarà l'ultima. Sanno che neppure loro sarebbero in grado di raddrizzare una situazione ormai ingestibile perché non hanno voglia, capacità e coraggio di compiere scelte "alternative" e dunque ballano il loro macabro balletto sul ponte di comando del trireme che affonda.

12.7.11

Berlusconi e Scilipoti profetici: "Abbiamo salvato l'Italia" - Napolitano: "Se siamo seri, nessuna preoccupazione"



Con gente così che ci governa quale credibilità volete mai che abbia l'Italia?
Mi rincresce per Napolitano, ma non si vede proprio a quale serietà ci si possa appellare per uscire dalla crisi.
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Il sogno leghista si avvera: siamo finiti nel cesso, Grazie tante a tutti. Non serve un altro inciucio, tutti a casa!

Siamo sull'orlo del crack. Non so come andrà a finire e ho francamente paura perché, comunque vada, a pagare saremo sempre noi che non contiamo nulla e tiriamo avanti, quando va bene e non abbiamo perso il lavoro, con mille euro o poco più al mese.
Per capirne di più sulla crisi rimando al significato delle parole chiave che circolano in questi giorni Spread, Rating e short selling.

7.7.11

Brunetta è cretino e pure scemo. Spietati i colleghi ministri del "partito dell'amore"

(rimontaggio da Repubblica)

'azzo! Se lo dice anche quella vecchia volpe di Tremonti...
Magari precari e pubblici dipendenti lo avevano già capito da un pezzo, ma non è mai troppo tardi.

Beccato ancora col dito nella marmellata questa volta il cavaliere di Arcore deve toglierlo

Mentre salgono (ancora) i ticket della sanità (ma una volta non avevamo un sistema sanitario pubblico e gratuito?), si stangano (da subito, non dalla prossima legislatura come per le ridicole riduzioni degli stipendi ai parlamentari) i pensionati (non certo quelli dalle pensioni d'oro) e si tagliano i fondi per i servizi ai cittadini (ma non si aboliscono le provincie), lui, il Berlusconi, ci ha provato ancora a inserire una legge che più ad personam non si potrebbe per evitare di pagare la maxi multa che la sua Fininvest dovrà pagare, se condannata anche in appello, per l'affare lodo Mondadori.
Questo è il governo che si meritano gli italiani che hanno creduto al Fanfulla di Arcore sempre più perso dietro ai suoi personalissimi interessi.
I 27 milioni di italiani che nell'ultima tornata elettorale hanno detto basta a lui e al suo governo di inetti - la maggioranza - non contano un cazzo. 
Certo è facile e redditizio mettere le mani nelle tasche dei pensionati a poco più di mille euro al mese. Ben più difficile tagliare stipendi e privilegi di ogni tipo alla casta. I privilegiati farebbero casino in mille modi e soprattutto non sarebbero più disponibili a fare tutto quello che vuole il Silvio (i politici alle sue dirette dipendenze) e a un benevolo atteggiamento alleati recalcitranti e opposizioni poco oppositive.
(Per inciso avete visto cosa ha fatto il pidi senza elle sulla proposta di abolizione delle province? Si è astenuto! Pazzesco. Questi dirigenti coglioni non hanno capito proprio una minchia del ritorno al voto di quegli italiani che potrebbero ridargli la maggioranza se dimostrassero il coraggio di non coprire chi dei loro ruba e compiere scelte sociali coraggiose) 
Però il tentativo di inserire alla chetichella nella manovra finanziaria un articolo che, magari, facesse risparmiare alla premiata ditta Berlusconi & figli milioni di euro questa volta è fallito miseramente. Il vento elettorale è cambiato e non si può annunciare gli ennesimi sacrifici, ovviamente per i non benestanti, e poi favorire così smaccatamente il presidente del consiglio, probabilmente il più ricco degli italiani.
Così il Berlusca ha fatto un passo indietro, ma è incazzato nero, perché quell'articolo eliminato, perdio, era sacrosanto!
Incazzato lui e tutti i suoi, poi, non solo per questo, ma perché non riescono a liberarsi dei vincoli europei e, nonostante gli sforzi, mandare definitivamente a fondo l'Italia. Eppure bisogna essere fiduciosi. L'hanno minata così a fondo che, vedrete, alla fine ce la faranno.
Loro no, loro, quelli che contano davvero, non ne soffriranno troppo. Hanno rubato e accumulato ricchezze spargendole per il mondo e se le godranno sempre, per generazioni. A pagare tutto, ben che vada, saremo sempre noi, i soliti poveri cristi che si arrabattano tra criminali mafiosi, criminali politici e criminali economici, spesso in combutta, più di una volta concomitanti nella stessa persona.
Qualunquista? Può darsi, ma non troppo lontano dalla realtà.

PS
Notizia dell'ultima ora.
Gaetano Quagliarello, vicepresidente dei senatori, con la tipica faccia di tolla che lo contraddistingue, ha dichiarato che sì, ci riproveranno ancora con il lodo Mondadori, presentando un disegno di legge per mettere al riparo i capitali del capo del governo.
I soldi del boss sono pur sempre i soldi del boss. Deve poterli spendere come vuole. Il modo l'abbiamo appurato ampiamente grazie alle intercettazioni telefoniche alle gentili signorine - e ai suoi amici di sempre da Lele Mora a Emilio Fede - che con lui s'accompagnano. Niente di penalmente rilevante, per carità!

2.7.11

Il diploma la Gelmini deve averlo preso qui... e le è andata di lusso!


Maria Stella Gelmini ha voluto fare il suo amarcord sui tempi della licenza liceale. In una letterina zuccherosa al Giorno è tornata indietro coi ricordi fino alla prova d'italiano: «Ho scelto un tema su Fogazzaro, Palazzeschi e i crepuscolari». E ancora: «Argomenti che conoscevo bene».
Peccato che corresse l'anno 1992 e la traccia del tema ricordato con tanto affetto dalla Maria Stella riguardasse Corazzini e non Fogazzaro che con i crepuscolari c'entra come i cavoli a merenda. (Vedi Blog sempre un po' a disagio)
Un certa confusione mentale, povera Stella, che condivide con il governo del quale fa parte.

1.7.11

Società della violenza. Protestano. Massacriamoli di botte. Suona. Ammazziamolo a pugni e calci



Atene. Polizia in azione.

Alberto Bonanni, musicista di 29 anni, è rimasto vittima di un violento pestaggio a Roma.
"Stavo passando di lì, ho dato solo du' pugni e me ne sono andato via. E che sarà mai..."
Così si è difeso Christian Perozzi, uno dei due ventenni accusati di averne provocato la morte.
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