30.3.10

Cerchi Lavoro? Hai 21 anni? Sei una boccia? Un posto strapagato da consigliere regionale non te lo toglie nessuno (se sei figlio di Bossi!)



Dati elezioni

29.3.10

Al voto! Al voto! (ultime 2 ore)

Come in Francia si asterrà oltre il 50% dei votanti? Mi parrebbe giusto. Come in Francia il 58% dei votanti si esprimerà contro il capo del governo? Temo proprio di no.
Che fatica trascinarsi a votare sapendo che nella sostanza nulla cambierà chiunque venga eletto o rieletto. Non volevo andare, proprio no, ma se questo può giovare a contrastare l'onorata società del Cav&C farò lo sforzo. Neppure con tutti gli orifizi turati, però, voterò i soliti noti col culo attaccato alla redditizia poltrona già da due legislature e oltre anche se, per una legge nazionale, disattesa in Lombardia, non potrebbero essere ripresentati più di due volte consecutivamente.
Popolo della sinistra non astenerti!
Lo so che è dura impresa votare per i nostri "sinistri". Può anche capitare di trovare di meglio tra i "destri". Se non altro loro sono l'originale, non l'imitazione.
Tuttavia... tuttavia alle urne dobbiamo andar. Magari cercate con cura qualcuno che non vincerà mai - i grillini cinque stelle ad esempio - e votateli. Non importa se non vi convincono: almeno non hanno ancora avuto occasione di far schifo.
Ricordatevi comunque di mettere una croce anche sul simbolo accanto al cognome del presidente (che è facoltativo scrivere) se volete almeno un consigliere. Amen.

21.3.10

Per chi vota Berlusconi (se ve lo foste perso)

Circola da qualche settimana in rete questo scritto.

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, è di Elsa Morante e si riferisce a B.Mussolini...

Possibile che qualcuno presti ancora fede a queste pagliacciate?

Coretto di giuramento degli "alunni" goveratori al "maestro" Silvio.

Dai sogghigni si capisce che non ci credono neppure loro.
Ne hanno fatte, ne fanno e ne faranno di cotte e di crude e questo coro - ma un po' tutta la manifestazione romana - sembra una presa per il culo all'idiozia degli italiani che avranno ancora lo stomaco di votarli.
Ah se ci fosse una opposizione credibile!

16.3.10

Colazione al Quirinale

il Fatto Quotidiano ne ha tratto una vignetta

Colazione al Quirinale tra Berlusconi e Ciampi. presenti anche Gifuni e Letta.
Il Parlamento ha votato la legge Gasparri e l'ha trasmessa al Presidente della Repubblica Ciampi per la firma di promulgazione.
Scalfari, su La Repubblica, rivela i particolari del colloquio tra i due come glielo avrebbe descritto lo stesso Ciampi.

La legge Gasparri "presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell'informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio. La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L'altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: "Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia". A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: "Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l'obbligo". "Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l'hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo".

Che dire? Siamo nelle mani di un megalomane convinto di essere sempre nel giusto ed abituato ai comportamenti servili dei suoi dipendenti. Il cavaliere non si rende neppure conto della gravità dei suoi comportamenti. Non è mai lui a sbagliare, sono gli altri che non dovrebbero permettersi di riferire le sue parole! Se qualcuno gli si oppone s'incazza perché lui è il capo, l'unto dal signore, l'eletto dal popolo. Pare lo abbia fatto, brutalmente, anche con Napolitano che, al contrario dei suoi predecessori, per il momento non ha saputo opporsi.

15.3.10

Voglio anch'io il commercialista di Tremonti!

Il ministro Tremonti ha dichiarato un reddito imponibile inferiore ai quarantamila euro. Poverino lui sì che la crisi l'ha sentita, considerando che l'anno precedente aveva dichiarato 4 milioni e mezzo!
Sono sicuro che sia tutto perfettamente in regola dal punto di vista legale, quello che mi sfugge è come sia possibile che io, con uno stipendio inferiore ai millecinquecento euro mensili, paghi di tasse più o meno quanto lui.
Forse se mi affidassi allo studio da lui stesso fondato (studio tributario Tremonti Vitali Romagnoli Piccardi, che diventa Vitali Romagnoli Piccardi a seconda se è o non è ministro in carica) riuscirei a farmeli dare io i soldi dal fisco...
Berluscon de Berlusconi continua ad essere il più ricco del cavalierato. Al premier la crisi non fa un baffo. Anzi! Le sue entrate sono aumentate di nove milioni di euro nell'ultimo anno passando da 14.532.538 euro del 2008 ai 23.057.981 del 2009. Questo nonostante i magistrati comunisti, e le spese per avvocati (che però paghiamo noi visto che lui li fa eleggere direttamente in parlamento).

14.3.10

Porcate e porcherie

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI
MA ALCUNI SONO PIU' UGUALI
DEGLI ALTRI
Dopo ciò non parve strano che i maiali che sorvegliavano i lavori
reggessero fruste nelle loro zampe. Non sembrò strano di apprendere che i maiali si erano comperati per loro uso un apparecchio radio, che stavano
impiantando un telefono, che avevano fatto l'abbonamento al «John Bull»,
al «Tit-Bits» e al «Daily Mirror».
(George Orwell, La Fattoria degli animali)

Povero porco sempre tirato in ballo!
Ce n'è per cani, porci e animali vari quando si sottolinea il peggio dell'agire umano, quasi l'animale uomo fosse migliore... senza contare che, a detta dei buongustai, la carne di maiale è decisamente simile a quella umana.
Transeat.
Porcherie dei magistrati comunisti per il cavaliere di Arcore, le inevitabili conseguenze legali delle vaccate (pure le vacche sono sempre nominate a sproposito!) dei suoi presentatori di lista lombardi e romani [più verosimilmente causate - le suddette "vaccate" - dai contrasti interni al Pdl, non risolti in tempo utile per la presentazione delle liste].
Porcata fu a suo tempo definita la legge elettorale vigente dal suo stesso ideatore, l'ineffabile Calderoli.
Porcate sono quelle del premier di questo paese sbandato. Tante da non riuscire a ricordarle tutte. Tante e tanto gravi che molti italiani sembrano non volerci credere, quasi fossero invenzioni di chi vuol male al povero Silvio.
Berlusconi del resto, con incredibile faccia tosta, riesce senza vergogna a sostenere che gravi non sono i suoi comportamenti (ultime in ordine di tempo le sfuriate telefoniche ai lacchè, collocati nei posti chiave della Rai, per far saltare i programmi a lui sgraditi), ma grave è che lo abbiano intercettato. [sic!]
A Travaglio, su il Fatto Quotidiano, il merito di averne fatto un elenco, identificandole con le leggi ad personam: 37 porcate ad personam

9.3.10

Senza regole. Giorgio Gaber - La libertà

Giorgio Gaber - La libertà

Senza regole chiunque fa il cazzo che vuole. Questa però non è libertà.
Libertà, come cantava Gaber, è partecipazione.
Prendere parte, comunicare con l'altro senza prevaricazioni, appartenere a un comune sentire senza perdere la propria identità ed autonomia. Considerare il limite della propria libertà come il confine oltre il quale si limita l'altrui libertà.
Concetti che sembravano scontati tra i cattolici come tra i comunisti in tempi storici nei quali le guerre di religione parevano barbarie del passato e il futuro si voleva crederlo luogo d'incontro tra diversi nel reciproco rispetto della diversità.

Oggi l'unica partecipazione che sembra interessare è quella ai profitti, di qualsiasi natura siano e non importa quanto a scapito degli altri. La libertà individuale si confonde con la sopraffazione dell'altro. Chi è ricco potente e famoso può permettersi qualsiasi eccesso fregandosene di tutto e di tutti. Da una posizione dominante si ostenta financo fastidio per qualsiasi genere di limitazione giuridica all'espansione illimitata del proprio volere. Il diritto del più forte, sempre esistito, ma contrastato da chi crede nella libertà nell'uguaglianza e nella fraternità come base per un mondo migliore, torna ad essere rivendicato, in varie forme, come giusto, anziché condannato in quanto contrastante con qualsiasi speranza di pacifica convivenza.

Considerazioni senza pretese le mie, sull'onda dei pasticci sulle elezioni regionali di questi giorni e delle posizioni assunte dal governo, ma più in generale dettate dall'arroganza del potere negli ultimi anni. Chi comanda vuol decidere tutto senza pastoie ignorando come le regole condivise, siano la sostanza della democrazia.
Il can-can suscitato dagli avvenimenti in corso, per altro, fa sì che i contenuti delle proposte di coloro che si propongono per essere votati diventino inesistenti. L'accavallarsi di scandali ed illegalità d'ogni genere suscita disgusto, rende ogni cosa indistinta ed allontana dalla politica anche coloro che non ne erano refrattari.
Dal pozzo senza fondo di connivenze e corruzione legato all'espansione smisurata del concetto di "protezione civile" ed ai suoi appalti senza regole e controlli continuano ad emergere brutture ma nessuno ci fa più caso. Ad esempio oggi il Corriere pubblica stralci emblematici di verbali dei magistrati:
«...i relativi documenti fiscali del negozio Foresti [la ditta che ha arredato con stoffe costose l'appartamento del figlio di Balducci] sono stati emessi a favore della società Maddalena, società consortile costituitasi per la realizzazione dell'appalto del palazzo delle conferenza nell'ambito del G8. A riprova del fatto che, anche per le fatturazioni, la gestione dei costi per la realizzazione delle opere, era gestita in modo del tutto "privato" a solo discapito dei conti pubblici su cui, alla fine, andavano a gravare indirettamente anche i "favori" elargiti dall'imprenditore per il pubblico funzionario connivente che gli garantiva l'aggiudicazione della pubblica gara»
E ancora:
«Ciò che si era creato nell'ambiente della gestione degli appalti sui Grandi Eventi era proprio una totale e completa "mercificazione" di tutto il sistema a favore di interessi privati, possibile proprio grazie alla connivenza di tutti o quasi dei centri decisionali interessati e degli organismi dotati dei relativi poteri di spesa. È di tutta evidenza come all'interno del Dipartimento la corruzione interessasse proprio tutto il sistema nel suo complesso e non solo il solo vertice. Le numerosissime conversazioni intercettate infatti danno modo di comprendere come Diego Anemone e gli altri imprenditori "graditi" nell'ambiente avessero contatti quotidiani non solo con i dirigenti dell'ufficio, ma con la struttura nel suo complesso, occupandosi delle esigenze di tutti i dipendenti (dal pagamento del rinfresco di matrimonio alla singola impiegata, al procacciamento di finanziamenti in banca a chi era incaricato di gestire i mandati di pagamento, alla generica consegna di buste dal contenuto vago, alla dazione di regali di Natale di elevato valore per i vari funzionari) con favori e regalie distribuiti a tutti i livelli gerarchici, così da garantirsi effettivamente l'aggiudicazione e la successiva gestione di appalti in spregio a tutti i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, con ingente danno economico pubblico»
Cose gravissime non tanto in sé, per l'entità, ma in quanto indice di un malcostume così diffuso da non essere quasi più percepito come tale. In effetti, presi da altri fatti, non se ne parla più. Eppure sono queste parole degli inquirenti che si occupano degli appalti "Grandi Eventi" che mi hanno spinto a scrivere queste righe.

7.3.10

Elezioni regionali. Zio porco, porco Diaz!

Non c'è bisogno di una esperta labiale come quella chiamata in causa per scagionare Scurto, o Marcolini, dall'accusa di bestemmia nella farsa continua dell'italico calcio, per intuire quello che pensano almeno metà degli italiani - coloro ai quali è rimasto un minimo di coscienza critica - dell'ennesima porcata governativa (questa volta per rimettere in gioco il Pdl nelle elezioni elettorali in Lombardia e Lazio). Non c'era dubbio che il governo sarebbe intervenuto. Il disdegno delle regole è la norma a Berlusconia il paese nel quale ci tocca vivere da un quindicennio.
Napolitano ha avallato. L'inquilino del colle, si sa, è sempre stato più realista del re (o del cavaliere, visto che siamo finiti in un cavalierato).
In questo squallido crepuscolo istituzionale dove personaggi da cartoni animati corrompono, rubano, mentono in nome del popolo italiano, Berlusconi non è Superman. Per altezza e statura morale sembra più simile a Paperon de Paperoni.
Magari della Polverini poteva non fregargliene più di tanto, ma Formigoni, e con lui la Lombardia, non poteva perderli. Lo sapevano tutti quello che avrebbe fatto. Non certo usare i carri armati con La Russa travestito da generale. Semplicemente cambiare le regole nel corso della partita come ha già fatto e farà ancora.
Strillare al golpe serve poco. Il golpe telecratico Berlusconi lo ha fatto tanto tempo fa con l'aiuto di Craxi e denaro di dubbia provenienza.
Ieri sera, in casa di amici, si parlava di quanto succede in questo paese al centro del ludibrio internazionale - ma anche pericolosamente imitato - e la televisione andava per conto suo quando mi è cascato l'occhio su un incredibile programma del quale non sapevo nulla. Una serie di assurdi individui in lustrini e paillettes sgambettavano goffamente in una coreografia da grand hotel di plastica, presentati da una impresentabile presentatrice. La fiera della vacuità mentre la democrazia cola a picco. Mi hanno detto trattarsi di un programma di successo su raiuno.
Se al sabato sera con i soldi pubblici si mettono in onda simili puttanate cosa volete mai che voti la "gente" che li segue? So benissimo che le reti Mediaset fanno di questo ed altro, ma comunque ormai la berlusconrai è un tutt'uno d'infimo livello confezionato apposta per mandare in pappa i cervelli. Sento l'obiezione indignata: è questo che il popolo vuole. Se così è, è finita. Bisogna essere completamente fritti per non aver meglio da fare. Però qualcuno avrà pur educato gli italiani alla disinformazione e mancanza di qualità proponendo merda a tutte le ore. Non è un caso poi se quel qualcuno viene votato. I suoi elettori sono ormai a sua immagine e somiglianza e sperano di diventar stelle o almeno... ballare con le stelle. Tuttavia non posso credere che così siano la maggioranza.
Può essere che un terzo della popolazione non legga, non abbia accesso a fonti alternative d'informazione, non si interessi a nulla al di fuori del proprio lavoro, quando l'ha, e alle vicende di parenti ed amici, e, anche di più, al calcio, ma gli altri?
Per fortuna, quantunque minoritario, c'è un popolo che cresce con meno televisione e maggior istruzione, informazione, rete. Saranno questi un giorno a spazzar via l'intero ceto politico ora dominante... o almeno me l'auguro.
Il guaio è che per governare basta un terzo dei consensi e all'opposizione per il momento non si profila nessuno meritevole di raccogliere tanto.

4.3.10

"Pronti a tutto". Il ministro delle forze armate minaccia apertamente le istituzioni


Incredibile! Un ministro della "difesa" in carica che pronuncia simili frasi. Inutile star lì: i trascorsi fascisti, malamente seppelliti, riemergono sempre.

Formigoni fuori gioco in Lombardia (gli sono venute meno le firme dei leghisti) e la Polverini in dubbio nel Lazio, dopo il pasticciaccio della mancata presentazione della lista, hanno fatto saltare i nervi alla destra.

Si sono tirati da soli la zappa sui piedi e i magistrati non hanno potuto far altro che registrare la situazione. Ciò nonostante non smettono di attaccare i giudici forsennatamente, Berlusconi in testa.

Davvero qualcuno crede che il Pdl non troverà il modo si rientrare in gioco? Ci scommetterei che Formigoni sarà comunque ancora, governatore lombardo... senza bisogno dei carrarmati di La Russa.

2.3.10

L'articolo fantasma ed altre amenità

Sparisce un articolo dal Corriere odierno (vedi Il fantasma di un partito)
Intanto sul TG1 Scodinzolini dà false notizie senza alcun ritegno (vaneggiando di assoluzione per Mills mentre la Corte di cassazione ha sentenziato la prescrizione di un reato compiuto e sanzionato e dunque la conferma della corruzione di Mills ad opera del corruttore Berlusconi - ancora una volta sfuggito alla condanna grazie alle sue leggi ad personam)
Intanto Mauro Masi, direttore generale Rai, sospende quattro trasmissioni per un mese: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e l’Ultima parola. (E Vespa s'incazza. Cosa c'entra lui, che ha sempre scodinzolato, con gli altri?)
Intanto passa il decreto Romani, un pasticciaccio scritto (volutamente?) da cani in modo da prestarsi a mille interpretazioni, ma con lo scopo ben preciso di limitare la libertà sull Web e favorire le televisioni berlusconiane a scapito di tutti - Sky in primis.
Intanto s'ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo... mentre alcune liste delle elezioni regionali vanno a puttana le restanti s'infarciscono di corrotti, rinviati a giudizio, collusi e personaggi impresentabili a decine (non solo a destra).
Che squallore! Per fortuna ci resta Internet. Fino a quando?

Gioconda nera - Pavia, brutta gente al bar Minerva, bella gente in piazza

Oliviero Toscani - New Gioconda

Ieri sera anche a Pavia un piccolo, ma significativo - di questi tempi - corteo in occasione dello "sciopero" degli immigrati. Un contributo a tutti i senza diritti che contribuiscono alla crescita del paese Italia.
Contemporaneamente nel bar Minerva a farsi un aperitivo, insieme a pochi intimi ex fascistelli, un certo Pesato, candidato alle regionali di AN, con la ministra Meloni.

Firma il manifesto Non toccare il mio amico

1.3.10

Pablo Neruda - Canto General - La muerte

terremoto in Cile

...
Quiero estar en la muerte con los pobres
que no tuvieron tiempo de estudiarla,
mientras los apaleaban los que tienen
el cielo dividido y arreglado.
...

(Voglio stare nella morte con i poveri
che non hanno avuto tempo di studiarla,
mentre li bastonavano quelli che hanno
il cielo diviso e organizzato.)
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