12.12.08

La Gelmini fa ploff... Bugieeee!

Nel giorno dello sciopero generale - senza sindacati gialli - e dell'accordo in Europa sul clima - a denti stretti dopo tanto minacciar di veti - la conclamata "riforma" della scuola fa dietrofront.
Bugia! Nessuna retromarcia, assicura la Gelmini. L'abbiamo sempre voluta così.
Sarà, né canterei vittoria nei panni di chi si è opposto. Restano infatti innescati tutti i rischi di fondo legati ai tagli delle spese. Gli unici che hanno fatto "bau" e subito si sono visti ripristinati i fondi sono papa e vescovi con le loro scuole private. Su tutti gli altri la scure è a mezz'aria. Una cosa è certa: della "grande riforma" per il momento restano i grembiulini, magari anche quelli lasciati alla discrezionalità delle singole scuole. Il maestro unico, confermato sulla carta, salta nei fatti. Rimarrà là dove già era. A richiesta dei genitori resteranno invariate le 27 ore (un maestro più cinque ore considerando che, per contratto, le ore frontali degli insegnanti elementari sono 22+2 dedicate ad altre incombenze). 27 ore fanno quasi un maestro e un quarto (e uno o due rientri pomeridiani per gli alunni, a seconda se al sabato si sta a casa o meno), poi ci sono le 30 ore (un maestro e mezzo scarso, due o tre rientri pomeridiani) e le 40 ore (tempo pieno classico con due docenti per una classe - sarà dura ottenere, come vorrebbe la ministra, che uno sia prevalente rispetto all'altro). Calcoli a spanne senza contar le mense il cui problema resta aperto. Le assistenze in mensa sono considerate, giusto o sbagliato che sia, ore frontali d'insegnamento. Toglierle agli insegnanti per ridurne il numero significherebbe assumere personale esterno (Pagato da chi? Dal Comune). Dunque, per il momento, dopo tanto fracasso, tutto resterà invariato. Anche della riforma delle superiori si parlerà tra un anno. Immutate le condizioni negli altri ordini di scuole.
Rinvii strategici. Il cavaliere, con l'Onda, ha perduto consensi. Altri ne ha persi con la storia dell'Iva a Sky e Tremonti che gli ha impedito la retromarcia. Doveva pure recuperare un po' sulla scuola, lasciando le cose come stanno e cercando di vendere il tutto, mediaticamente, come una grande miglioria a vantaggio delle famiglie, finalmente libere di scegliere. I problemi si porrebbero a Tremonti se davvero tutti i genitori optassero per il tempo pieno. Allora altroché tagli degli organici e risparmi: si dovrebbero assumere nuovi insegnanti. Ma niente paura; nella realtà sono le scuole a proporre le offerte formative in base agli organici disponibili. Questo significa che le tanto declamate libere scelte, ben che vada, si ridurranno all'esistente. Per ora. Poi si vedrà. Se non altro così si fiaccherà la protesta. I benpensanti potranno dire: "Visto? Sempre lì a reclamare predicendo catastrofi e invece..."

10.12.08

Ma va? I gay si scambano baci, carezze e scopano pure. Al rogo! E la Rai taglia «Brokeback Mountain»



Per quanto possa sembrare incredibile al Benedetto di transtevere - schierato con i paesi che li incarcerano, torturano e uccidono - i gay amano e soffrono proprio come tutti gli altri animali del creato. Rai e governo, si sa, si fanno in quattro per non dispiacere il santopadre.
Pur sapendo, così, di essere criticato da un caro amico, non aggiungo altro di mio poiché ha già scritto quanto doveva essere scritto Gramellini, sulla Stampa. Lo riproduco in coda condividendolo totalmente con l'unica piccola nota di disaccordo sulla riga di chiusura. «Il peggior nemico della creatività è il buon gusto» diceva Picasso.

Vietato ai cowboy
Vorrei capire perché il bacio fra i due gay di «Brokeback Mountain», censurato nella versione televisiva trasmessa in Italia dalla Rai, dovrebbe urtare la nostra sensibilità assai più delle scene esplicite di sesso etero e di violenza sanguinolenta presenti nel medesimo film e andate regolarmente in onda. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un’effusione a fior di labbra fra maschio e maschio dovrebbe turbare la prole, mentre a qualsiasi ora del giorno la medesima prole può venire impunemente turbata da morti ammazzati, mangiatori di cacca, spargitori d’ansia, ambasciatori d’ignoranza, barzellette trucide, programmi stupidi, vestiti volgari, discorsi beceri, confessioni privatissime, sproloqui narcisistici, risse da bar, trame di Beautiful ed esposizioni prolungate di carne umana, per lo più rifatta.

Vorrei sapere chi stabilisce la gerarchia dei miei pruriti, senza neppure valutarne il contesto. Come se il bacio romantico fra due cowboy in un film da premio Oscar fosse lo stesso bacio che due esibizionisti travestiti da cowboy si scambiano su un carro del Gay Pride, srotolando le lingue davanti alla telecamera. Esiste ancora un minimo criterio estetico per valutare cosa sia davvero offensivo per la decenza? O davvero abbiamo ridotto una materia così sensibile a una lista di argomenti proibiti, stilata sulla base di antichi tabù? Io i tabù li abolirei tutti, restaurando l’unico che è saltato: il comune senso del buon gusto. Ammesso che il buon gusto sia ancora così comune. (Massimo Gramellini, lastampa.it)

8.12.08

Luciana Littizzetto "La Jolanda furiosa", un assaggio per ridacchiare un po'

La Lucianina, come la chiama Fazio, non si fa sfuggire la strenna natalizia con Mondadori, ma è così velenosa con Eminenza che la perdoniamo volentieri.
La casa editrice offre on line le prime dieci pagine. Personalmente mi bastano e avanzano. (Attenzione: il sito del Cavaliere è sotto stress natalizio e carica lentamente. Se sotto non funge provate ad arrivarci da qui: http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scaffali/spettacolo - magari fate prima)

7.12.08

Sovvenzioni ai giornali - Spariti ben 153 milioni - Ecco le tappe principali

Personalmente sono contrario al finanziamento pubblico dei giornali, siano essi di partito oppure no. Dare un taglio netto è anche l'unico modo per evitare, con emendamenti a leggi e regolamenti vari di favorire i soliti noti a scapito degli altri. Tuttavia capisco le ragioni del Manifesto, una delle poche testate la cui esistenza abbia un senso, nell'esserne a favore. Ciò nonostante ritengo che un prodotto editoriale, valido o meno che sia, debba sostenersi con i proventi dei lettori. So benissimo che, così, chi ha maggiori possibilità economiche può permettersi visibilità tale sul mercato da accaparrarsene la fetta più grossa. Il Manifesto ha sempre chiesto e continua a chiedere ai suoi sostenitori contributi. Il 19 dicembre metterà in vendita una copia a 50 euro. La comprerò ed invito altri a farlo. Però vorrei ricordare che il futuro - ormai presente - dell'informazione non è nei giornali in edicola, ma qui, su Internet.

Per comprendere meglio l'andamento della vicenda propongo la scheda pubblicata sul Manifesto
CRONOLOGIA
m. ba.

25 giugno 2008
Il governo approva il decreto Tremonti (DL 112/08) che di fatto anticipa la finanziaria. Tra tagli pesantissimi e norme di tutti i tipi (dalla fine dell'obbligo scolastico alla cumulabilità di reddito e pensioni) c'è anche l'articolo 44, che abolisce il diritto soggettivo delle testate che ricevono i contributi all'editoria. Ogni anno sarà il governo a stanziare fondi («che costituiscono limite massimo di spesa») da ripartire con un regolamento successivo che il sottosegretario Paolo Bonaiuti deve presentare «entro 60 giorni» dalla conversione in legge. Contestualmente, il decreto taglia i contributi per la legge sull'editoria di 83 milioni per il 2009 e di 100 milioni per il 2010, a fronte di uno stanziamento iniziale di 387 milioni per i due anni e di un fabbisogno inizialmente stimato di 589 milioni di euro.
24 luglio - 6 agosto
Il 24 luglio la camera approva il decreto con voto di fiducia e maxiemendamento.
Poco prima delle ferie estive, venerdì 1 agosto, il decreto è approvato anche dal senato, sempre con la fiducia e il maxiemendamento del governo. Il 6 agosto la camera lo approva definitivamente in seconda lettura (sempre con lo stesso metodo). Il decreto diventa la legge 133/08. Lo stesso giorno, Tremonti presenta le linee guida della sua finanziaria. Per l'editoria sono previsti ulteriori tagli per 43 milioni, che portano il fondo complessivo a 261, meno della metà della cifra necessaria (solo i contributi indiretti ne costano 305).
24 settembre
Sul «manifesto» inizia la campagna «Fateci uscire». Partono la sottoscrizione dei lettori e decine di assemblee in tutta Italia.
8 ottobre
Bonaiuti presenta in commissione Affari costituzionali al senato la prima bozza del suo regolamento. Parlamentari di tutti i partiti (Lega, Pd, Pdl, Idv) chiedono il ripristino dei fondi e del diritto soggettivo.
15 ottobre
La commissione Cultura della camera approva all'unanimità un parere sulla finanziaria che chiede il ripristino del diritto soggettivo e il reperimento dei fondi cancellati.
4 novembre
La commissione attività produttive di Montecitorio approva il ripristino del diritto soggettivo tout court. Il governo corre ai ripari e cerca un compromesso: è l'articolo 33 del ddl 1441-ter sul nucleare (!) che introduce la moratoria di almeno un anno alla cancellazione del diritto ai contributi, impone il «parere vincolante» delle commissioni competenti delle due camere sul regolamento e cancella «l'accesso alle sovvenzioni indirette» per le imprese editrici che non hanno in statuto il divieto di distribuire utili. Il ddl è ora in senato (ddl 1195).
6 novembre
I redattori di testate coop e di partito a rischio, insieme a Mediacoop, i sindacati dei giornalisti (Fnsi e Stampa romana), Cgil, Cisl, Uil e Ugl, più gli edicolanti Sinagi chiedono una riforma vera e il ripristino di fondi e diritti a difesa del pluralismo.
3 dicembre
Bonaiuti torna in comm. Affari costituzionali in senato. Chiude a modifiche al regolamento e dice che «entro il 15 dicembre la questione va risolta definitivamente».
4 dicembre
Bonaiuti non si presenta alle audizioni chieste dalla commissione Cultura della camera e invia un documento che giudica illegittimo il parere vincolante delle commissioni previsto nel ddl sul nucleare 1195. Pd, Idv e sette deputati di Pdl e Lega chiedono a Fini di intervenire a difesa del parlamento, che non vuole delegare al governo il monopolio dei fondi per l'informazione.


5.12.08

Ilaria D'Amico ministro subito!

Chiaro che il Cavaliere s'incazza per gli spot di Sky. Scendono i suoi consensi e questa è proprio una cosa che non tollera. Avrebbe fatto volentieri marcia indietro e magari anche offerto il ministero dello sport alla D'Amico - ché nella sua scuderia non guasterebbe. Il solito Tremonti si è messo di traverso. Con la scusa dell'Europa ha detto no. L'Iva s'ha da raddoppiare.

Lo scandalo non è l'Iva a Sky, né, in fondo, che questi signori non mettano neppure in dubbio il fatto di scaricarla, come sempre, sui consumatori e neppure, infine, la mostruosa quantità di conflitti d'interesse del presidente del consiglio. Italiche vergogne come tante altre.
L'assurdo è che si continui a dover pagare il canone per una inguardabile TV pubblica e lo stato prosegua la sovvenzione dei giornali, con e senza lettori.


2.12.08

Murdoch, è talmente di destra che quando va in auto la corsia di destra gli sembra troppo di sinistra e si sposta direttamente su quella d’emergenza

Volevo scrivere su Sky e il "disincentivo" ai pannelli solari, ma Gramellini lo ha fatto prima e sicuramente meglio.
Una piccola aggiunta in tempo reale. Il Cavaliere si dice disponibile a venire incontro alla "sinistra" sul provvedimento Sky purché la TV di Murdoch la smetta di fare spot contro di lui. Quelli di "sinistra" sono sempre i soliti c...ucù. Hanno imparato fin troppo bene a sollevare pesi per poi lasciarseli cadere sui piedi. Non sembrano aver capito però che l'uomo di Arcore vende e compra favori come senatori e qualsiasi altra cosa. Gli danno più fastidio gli spot di una TV, sia pur digitale, che non gli strepiti della sinistra. Dunque si dice anche pronto a prolungare lo sconto Iva a Sky... con soldi pubblici beninteso! Colpa di chi? Della sinistra, OVVIO! Impagabile.

Lost in translation di Massimo Gramellini

Mi rivolgo ai lettori che hanno una conoscenza discreta dell’inglese. Sto cercando di spiegare ad alcuni colleghi di Londra e New York che Berlusconi non ha aumentato le tasse di Sky, ma semmai era stato il governo del compagno Dini, nel 1995, ad abbassarle oltre ogni decenza. E questo perché la tv di Rupert Murdoch, per citare il mio amato premier, «è amica della sinistra». Ma loro non mi capiscono e si mettono a ridere. Dicono che in tutto il mondo i giornali e le tv di Murdoch hanno sempre sostenuto la destra e che lui, Murdoch, è talmente di destra che quando va in auto la corsia di destra gli sembra troppo di sinistra e si sposta direttamente su quella d’emergenza.

Come se non bastasse, sto anche tentando di comunicare ad alcuni colleghi di Berlino che il governo italiano ha complicato fino a strozzarle - e con effetto retroattivo - le procedure che consentivano ai proprietari di casa di detrarre dal fisco la metà delle spese sostenute per doppi vetri e pannelli solari. Purtroppo il livello del mio tedesco è modesto, persino più dell’inglese, e non mi capiscono. O se mi capiscono, non mi credono. Dicono: ma come, da Obama alla Merkel, tutti urlano che la via maestra per uscire dalla crisi saranno gli investimenti ambientali e proprio voi, che avete più sole di chiunque altro in Occidente, boicottate l’energia solare? E giù a ridere come matti. Vi prego, aiutatemi. Vorrei spiegare ai colleghi di Londra, New York e Berlino che le energie pulite vanno tassate perché sono di sinistra, in quanto amiche di Murdoch. Ma mi mancano le parole.
(lastampa.it)

29.11.08

I figli della mezzanotte

Per comprendere anche solo una vita, dovete inghiottire il mondo. Ve l'avevo detto. (Salman Rushdie, I figli della mezzanotte, Garzanti, 1984)

Ho riletto questo libro dell'80 qualche mese fa. È il miglior romanzo di Salman Rushdie - più celebre, per ragioni extra letterarie, per i Versi satanici. La mezzanotte è quella del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, e il protagonista, Saleem Sinai, è il primo dei milleuno bambini nati tra mezzanotte e l'una di quella memorabile data. Tutti posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini se non lui e il suo negativo alter ego, nato nel medesimo istante.

Sono oltre cinquecento fitte pagine in cui s'intrecciano destini e storie più o meno memorabili a partire dal buco in un lenzuolo nella vallata del Kashmir, sul lago di Srinagar, fino ai sapori dei barattoli di Pinckle del quale Sinai, che guarda il mondo con gli occhi del bambino mai completamente estinto in lui, si fa imprenditore. Si passa dal Pakistan all'India, da Bombay a Delhi attraverso guerre, rivolte e tracolli economici ed emotivi trattando con magico realismo la massa informe di una materia troppo grande per essere dominata. Padma, la serva-padrona del protagonista, liquida rudemente il tutto come "un mucchio di chiacchiere". Ma il vero centro di gravità del libro non è Sinai e la truppa di familiari e personaggi intorno a lui, bensì la Storia dell'India, ed inevitabilmente del Pakistan, che s'interseca con le vicende individuali. Una storia di conflitti di potere, classi dominanti e miserabili, sempre gli stessi, da una parte e dall'altra anche se cambiano nomi e circostanze. Una storia apparentemente senza uscite ne speranze, segnata da corruzione e grandi esplosioni di violenza. Tragica in sé, benché si tinga di comicità quando si mescola alla commedia della vita dei singoli.

Ho ripensato al libro in questi giorni davanti alle incomprensibili immagini di quanto avveniva negli alberghi di Mumbay, per l'idea che dà, pur letterariamente distorta, dell'India e della sua storia.
Questo è il primo atto terroristico dell'era Obama. Un caso? Forse si, forse no. Le ragioni dei massacri sono tante, ma quelle politiche-religiose sembrano le più ricorrenti. Non si era ancora conclusa la vicenda indiana e in Nigeria, nel cuore dell'Africa, l'odio tra cristiani e musulmani ha provocato scontri con centinaia di morti (si parla già di cinquecento, più di quelli degli alberghi di Munbay, però questi "pesano" di meno)
Possiamo condannare il terrorismo in ogni sua forma e cercare tutte le Al-Qaida che vogliamo dietro agli eventi, ma ciò non toglie che, adeguati i metodi ai tempi, le ragioni restano simili a se stesse. Ci sarà sempre qualcuno così disperato, o ideologicamente così fragile, da lasciarsi convincere a compiere gesti ripugnanti per il comune senso d'umanità. I mandanti sanno come e dove reclutarli.
Sembra poi ci siano individui al mondo la cui sensibilità non varca i confini del sé. Il resto dell'umanità per costoro non è composto da persone con il loro raggio di contatti sociali, affetti, emozioni, sentimenti, ma da "gente" indifferenziata senza valore alcuno. Vale per i terroristi, i torturatori, i massacratori, i violentatori e gli sfruttatori in ogni tempo e in ogni latitudine. Il rispetto per l'altrui dignità è un concetto estraneo alle loro menti.

26.11.08

Luxuria, Biagi, Gramsci, Social Card. Tre cazzate e un po' d'elemosina



Esultano quelli di Rifondazione perché Luxuria ha vinto e la vogliono al parlamento europeo. Luxuria è una simpatica ed intelligente signora che conosce la differenza tra tolleranza e convivenza. Ha fatto onore al suo mandato parlamentare e la scelta di partecipare a L'isola dei famosi sono fatti suoi. Ma... chissenefrega!

A Enzo Biagi i rancorosi consiglieri della destra milanese hanno negato l'Ambrogino d'oro alla memoria. Ma... chissenefrega! (Sia dell'Ambrogino in generale, sia che non l'abbiano dato a Biagi in particolare. Se lo conservino per Ligresti)

Secondo un prelato Antonio Gramsci (fondatore dell'Unità quotidiano ex-comunista, per chi non lo sapesse) convertito in punto di morte sbaciucchiava santini. Glielo hanno detto le suore. E beh, anche se fosse? Per chi conosca qualcosa di Gramsci è assai difficile crederlo a meno che non si sia bevuto il cervello in punto di morte, cosa non impossibile, specie con delle suore vicino. Ma... chissenefrega!

Tremonti ha presentato la Social Card. Si tratta di un bonus di 400 euro al mese. Beneficiari: tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro, gli anziani di età compresa tra i 65 e i 69 anni con redditi fino a 6.000 euro l'anno; gli ultra-settantenni con redditi o pensioni fino a 8.000 euro l'anno. I richiedenti dovranno essere proprietari di una sola casa e una sola auto (due per le famiglie con figli piccoli) e titolari di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas (due per le famiglie). Inoltre non dovranno possedere più di 15.000 euro di risparmi.
Una elemosina, ma meglio di niente. Questa volta i suoi colleghi europei sono più "creativi" del nostro ministro. Però mi chiedo come, con entrate del tipo richiesto, si possa mantenere un'auto (chissà perché due se si hanno figli piccoli!). Senza contare che una banale multa per divieto di sosta si mangerebbe tutto il bonus mensile. Men che meno comprendo due utenze di luce e gas che significano mantenere una seconda casa. Inoltre quanto sia costata l'operazione d'invio delle lettere agli aventi diritto e d'emissione delle tessere bancomat (e a beneficio di chi) nessuno ce lo dice.

25.11.08

Menti e dementi

(Giannelli, corriere.it)

«Dovevi vederlo il barbone dentro al fuoco...». E giù una bestemmia. «Gli ho buttato addosso tutta la benzina che avevo. Lui non fiatava, dormiva». L'auto andava e Alessandro Bruschi parla, parla. Non sapendo che ad ascoltarlo, oltre alla sua fidanzata, c'è anche una batteria di microspie. Non erano trascorse nemmeno 24 ore da quando il clochard Andrea Severi era stato trasformato in una torcia umana. Ne parlavano a tutta pagina i giornali e le tv. E Alessandro, 20 anni, una vita dietro al bancone di un bar, non si tiene. Parla. «Si vantava» dicono gli inquirenti. Convinto di aver compiuto chissà quale eroismo. «Dovevi vederlo. Le fiamme che si alzavano. E quello lì che fa uno scatto e poi casca dritto...». Attimi di silenzio nell'abitacolo dell'auto. La ragazza (che ha poi confermato tutto agli inquirenti e della quale non è stato reso noto il nome) tace. Alessandro riparte: «Avessi visto come si dimenava, urlava, quante fiamme (e giù un'altra bestemmia, ndr)... Poi siamo dovuti scappare...». «Hai visto? Ne parlano tutti, che roba...». Ci scherzano, anche: «Gli abbiamo dato una bella scaldata...».( corriere.it )

21.11.08

Vaudeville alla commissione vigilanza RAI. E bravo Villari!

Villari allieta i commissari a "salvaguardia delle istituzioni"

Sponsorizzato da Mastella che vanta d'averlo scoperto - e la scuola si vede - ha deciso di tenersi incollato alla sedia di presidente. Non capita mica tutti i giorni!
Apparentemente ha ciulato tutti, ma di sicuro un impresario ci sarà alle sue spalle...

Intanto prosegue lo sport preferito dalla sinistra: scannarsi a vicenda. Veltroni-D'Alema, Latorre-dipietristi ecc.

Ovviamente alla stragrande maggioranza degli italiani non frega una beata mazza né della commissione di vigilanza, né di Villari, né della Rai. Forse i così detti "utenti del servizio pubblico" vorrebbero solo potere non pagare più il canone per un servizio privato del presidente del consiglio spalleggiato dalla pochezza della "opposizione". O forse hanno fatto il callo a tante nefandezze che non gli importa più ninte di niente.
Se la cantano e se la ballano nelle stanze del potere e nelle redazioni mentre i conti li paghiamo tutti noi.
PS. Se vi interessa leggetevi il commento di Pancho Pardi Villari, servitù volontaria

19.11.08

Consueto ridicolo balletto per la vigilanza Rai. Scelta bipartisan su un giovane ottantacinquenne

Villari se ne va? Si no forse chissà. Chi se ne frega. Tutti d'accordo sul mettere lì al suo posto un intoccabile sepolcro imbiancato. Sergio Zavoli, giornalista per tutte le stagioni, dal fascismo ad oggi, e sempre (mooolto!) vicino al potere. Cosa abbia avuto d'indimenticabile il suo periodo alla presidenza Rai qualcuno dovrebbero ricordarcelo perché non ne è rimasta traccia. Forse più memorabili le sue cronache al giro d'Italia.

Non ho mai tifato Di Pietro, anche quando tutti, da destra a sinistra, lo osannavano in un orgia di giustizialismo. Non riesce ad abbandonare il piglio dell'ex poliziotto che è saltato fuori prepotente quando ha fatto la cagata di affossare la commissione d'inchiesta sul G8 genovese. Tantomeno sono un sostenitore di Leoluca Orlando. Tuttavia le colorite invettive di Di Pietro contro il cavaliere, paragonato prima a Videla, il sanguinario dittatore argentino e poi definito "corruttore politico che si compera tutti" me lo rendono più simpatico. Che dire del ruolo di Uolter nell'intera vicenda? Penoso come al solito.

16.11.08

Dove va la Gelmini

dalla Provincia Pavese: Abelli e Gelmini

MONTECATINI TERME
Maria Stella Gelmini è accolta come una star, come l’eroina del Pdl che ha saputo resistere agli assalti della sinistra e della piazza. Soltanto Berlusconi riceve tanti applausi ai convegni di Fi: il ministro dell’Istruzione sembra diventata una leader del suo partito. E lei, ai giovani dei circoli di Marcello Dell’Utri
[ndr: Dell'Utri condanna a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa] ricorda che tutto il merito è del «Presidente Berlusconi», che in Consiglio dei ministri ricorda sempre di agire e pensare come «un buon padre di famiglia». (lastampa.it) [sic! e risic!]

La Mariastella va a Montecatini, ma ben si guarda dall'incontrare gli studenti e i rettori delle università. Anche ai suoi amici di centrodestra di Vigevano ha dato buca. Invitata per l'inaugurazione di una scuola non si è fatta vedere. Forse temeva anche lì il confronto con i genitori che l'aspettavano con uno striscione. O forse era troppo impegnata nella cena a casa di Abelli, a Broni, pochi chilometri da Vigevano. [ndr: Giancarlo Abelli, discusso politico di lungo corso del pavese, mammasantissima della sanità lombarda (a lui devono la nomina i 47 direttori generali delle Asl e ospedali lombardi), superassessore di Formigoni, vicecoordinatore nazionale di FI]

Intervista a Giancarlo Abelli per Anno Zero

15.11.08

Roma, l'onda non si ferma

Prosegue la mobilitazione studentesa contro la legge 133 e la politica governativa di distruzione della scuola. Ecco un po' di sani fischi davanti a Montecitorio. Non so con quali risultati, ma questi nostri ragazzi con le loro speranze nel futuro - così sanamente diverse da quelle del popolo di plastica di Amici - sono l'unica luce in questo paese oscuro.

14.11.08

Scuola Diaz. Assolti massacratori e mandanti. Lievi condanne per gli esecutori meno furbi

Non c'è rischio di regime, siamo già in un "regime". Poliziotti torturatori, fascisti a capo delle forze armate, prefetti (quello di Roma) licenziati perché troppo legalitari, opposizione - per quanto timida - estromessa da qualsiasi controllo sulla televisione pubblica, un capo di governo che possiede tutte le principali televisioni private e istiga apertamente i suoi scagnozzi a far tacere la Rai (e si ritorna a parlare di mettere il bavaglio ai BLOG)...
Si potrebbero riempire pagine e pagine di nefandezze fatte, pensate, e in via d'attuazione. Unico dato positivo. Studenti e sindacati (ma la non la Cisl) che oggi manifestano a Roma.

12.11.08

Volete incazzarvi? Leggete quanto ci costa il "reinserimento sociale" di Mastella e soci

I costi della politica: più 100 milioni corriere.it

Non siete abbastanza incazzati? Volete incazzarvi di più? Leggete quanto ci costa un consigliere regionale (più del doppio del governatore della California!) o gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Siamo economicamente alle corde, ma il "reinserimento nella vita sociale" di signori non certo privi di redditi come Clemente Mastella, Alfredo Biondi, Armando Cossutta, Pecoraro Scagno e via discorrendo lo paghiamo a caro prezzo, neanche fossero pericolosi delinquenti appena usciti dalle patrie galere.

Dobbiamo l'aggiornamento dei dati ai soliti Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella ai quali non sappiamo se essere grati per l'informazione o mandarli a quel paese per il sangue marcio che puntualmente ci causano.

11.11.08

Ciao Pata Pata!

"Miriam Makeba is dead": è morta Mama Africa e con lei se ne va un altro pezzo di anni sessanta, lotte per la libertà, speranze in un futuro migliore. La vogliamo ricordare giovane come nel video, anche se non ha mai smesso di volere un mondo diverso dove i delinquenti al potere alla fine risultassero perdenti. Non accade, anzi sembra drammaticamente che siano sempre più vincenti. Forse anche per questo ha voluto essere presente al concerto contro la camorra. Adesso ci si esalta per Obama. Vedremo se tanta ammirazione sarà giustificata. Suggerirei di attendere moderando il clamore. Ma di che cosa riempirebbero le pagine dei loro giornali tanti inutili scribacchini? Ai suoi tempi Miriam Makeba si era unita, per un certo periodo, a Stokely Carmichael, uno storico leader di "Potere Nero", arrestato almeno una trentina di volte a causa del suo attivismo politico. Niente di più lontano dal modello Obama.

8.11.08

Gasparri, Al Qaeda, le Brigate Rosse, "gli allievi di Goebbels e Stalin" e gli imbecilli

''Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda è più contenta''

Gasparri, lo sappiamo, è una delle macchiette di questo governo da Cabaret. A differenza del capo comico però lui le battute non le dice ridendo, ma ringhiando, perché ci crede e l'umorismo non sa neppure dove stia di casa.
Ne dice di cotte e di crude ogni volta che apre bocca riducendo ai minimi termini i concetti dei suoi padroni, come ogni servo sciocco che si rispetti. Così facendo però ci rende un servizio. Sappiamo sempre esattamente come la pensano dietro le quinte, i sorrisi, le battute di spirito più o meno riuscite, i manovratori dei burattini.
Che proprio Gasparri l'amanuense della famigerata legge sulla televisione (chissà perché non abrogata dal centro-sinistra quando poteva farlo, altroché Brigate Rosse!) parli di "allievi di Goebbels e Stalin" suona soltanto ridicolo.
Non so se il manifesto del Pd sia qualcosa di più di una inutile spesa. Le esternazioni vergognose dei nostri governanti sono talmente tante che ce ne vorrebbero parecchi al giorno.
Il guaio è l'indifferenza di metà dell'italica gente per quanto dicono e fanno tutti 'sti pericolosi cialtroni. L'altra metà - noi - sono solo "imbecilli".

6.11.08

Era una carineria, imbecille chi non capisce!

Serra: l'opinione di un imbecille

Ha ragione il nostro capo del governo! "Giovane bello e abbronzato" è un gran complimento.
Calderoli aveva definito la giornalista Rula Jebreal "quella signorina abbronzata" e quello sì che era un insulto razzista perché Calderoli è un leghista. Ma il cavaliere, diamine! è un sincero democratico. Non si dimentichi che il padre, quando era ancora un fanciullo, gli aveva fatto giurare fedeltà all'America. Tutti lo sanno. Non si permetterebbe mai di dare del negro a Obama come non userebbe mai la polizia contro gli studenti. I soliti intellettualoidi sinistrorsi s'indignano? Vadano a... . Il cavaliere si è rotto le scatole. Continuerà a dire e fare quel che gli pare. Schiatteranno d'invidia tutti, questa estate, quando il bel giovanotto verrà a ravvivare l'abbronzatura in Sardegna, a casa del premier [ndr: la villa ristrutturata e giustamente messa in sicurezza a spese degli italiani tutti]. Allora il meno giovane, ma più ricco d'esperienze amico italiano potrà dargli quei preziosi consigli dei quali il presidente Usa sicuramente farà tesoro. Amen.

4.11.08

Presidenziali americane. Quaranta tra direttori giornalisti e tecnici Rai in gita aziendale

Avevo scritto questo post qualche giorno fa senza pubblicarlo su OKnotizie, stufo anche della polemica contro i giornalisti. Ma dopo le ridicole, ancora prima che razziste, affermazioni del cabarettista di Arcore - o palazzo Chigi che dir si voglia - e il ritorno, chiusa la parentesi Obama, al pollaio nostrano con starnazzare di politici e grandi comunicatori, lo propongo perché qui da noi la realtà riesce ad essere peggiore di qualsiasi fantasia.

Nonostante i conti Rai siano in profondo rosso in tanti sono pariti per commentare l'elezione del nuovo presidente Usa e costeranno un bel sacco di soldi ai contribuenti. A loro vanno aggiunti tutti gli inviati dei giornali. Non sono capaci di fare una inchiesta ben fatta che è una (Gabanelli e pochi altri a parte). Vomitano opinioni obsolete che non interessano a nessuno se non a loro stessi e alla loro ristretta cerchia. Blaterano ore o scrivono interminabili articoli per esprimere concetti striminziti che potrebbero essere esposti in poche parole o poche righe. Però non perdono occasione per andare a mangiare bere e sgavazzare. A coprire l'evento bastavano e avanzavano gli inviati permanenti. Le sue cazzate Riotta avrebbe potuto benissimo sparale da qua senza trasferirsi oltre oceano, ma l'occasione era troppo ghiotta. Se ce ne fosse bisogno questa è un'altra dimostrazione di quanto i nostri giornalisti non abbiano capito una beata mazza delle nuove modalità dell'informazione.

3.11.08

Obama for president

about.com: Political Humor

Che sia il candidato preferibile non c'è dubbio (almeno per chi ripone ancora qualche speranza nel futuro). Lo era anche Al Gore (Nobel per la pace 2007) otto anni fa, forse anche di più di questo Obama. Bush, gli scippò la vittoria ricorrendo a brogli elettorali. Cosa sia successo poi lo dice la storia di questi anni, dall'11 settembre, alla guerra in Iraq, alla crisi economica. Ovviamente non ci può essere alcuna riprova che ci sarebbe andata meglio. Se... se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un tram. Immaginare un mondo senza i danni prodotti dai vari Bush, Berlusconi, Putin e compagnia cantante, può essere soltanto oggetto di finzione letteraria. Però... come sarebbe bello se...
Ps: dalle pagine di Kos, rivista del San Raffaele, il nostro cavaliere ci "minaccia" di vivere 120 anni grazie ai progressi della scienza medica [sic!] vedi articolo sul corriere.it

Andare in bicicletta conviene (in America)

Brad Pitt in bicicletta per le strade di New Orleans con Obama sull'agenda (corriere.it)

Si chiama Bicycle Commuter Act ed è solo una delle tante manovre economiche previste dall'Emergency Economic Stabilization Act of 2008 approvato due settimane fa per far fronte alla crisi. Entrerà in vigore negli Stati Uniti a gennaio 2009. A partire dall'anno prossimo tutti i lavoratori americani che lasceranno a casa la macchina per andare al lavoro in bicicletta riceveranno a fine mese, in busta paga, un bonus esente da tasse di 20 dollari. I datori di lavoro potranno a loro volta scaricare quei soldi dalla dichiarazione dei redditi.
Come mai al "creativo" Tremonti queste idee non vengono in mente?

Obama? McCain? Chissà


Chiunque vinca gli oligopoli americani saranno ancora una volta i veri protagonisti della vita americana e gli unici a poter esprimere il ceto politico. Detta questa ovvietà auguro la vittoria a Obama per il valore simbolico che avrebbe l'elezione di un nero alla presidenza degli Stati Uniti. Analogo valore simbolico avrebbe avuto l'elezione di una donna. Proprio per questo temo un colpo di coda in extremis dell'America profonda, quella incapace di accettare l'idea di una così evidente metafora dei tempi che cambiano. Vero è che sembra profilarsi un afflusso alle urne di un numero inusitato di americani. Questo dovrebbe andare a favore di Obama dato comunque in grande vantaggio dai sondaggi. Già, ma i sondaggi...
Inguaribile pessimista!

31.10.08

Gelmini. C'è speranza se anche a Pavia qualcosa si muove

Finalmente anche in questa sonnacchiosa città una allegra e grande manifestazione di studenti, genitori e insegnanti. (Quanto tempo è passato dall'ultima di queste proporzioni? Tanto!) Ci voleva la Gelmini, alter ego del cavaliere, per rimettere in moto un movimento. Produrrà qualcosa? Ne dubito. Ebbene sì, la ragione mi induce al pessimismo. Gli italiani sono per metà reazionari, ma vedere milioni di giovani manifestare nelle piazze d'Italia fa bene. Chissà... altre volte ci siamo illusi. Tutte le manifestazioni riuscite si assomigliano e ogni manifestazione è diversa a modo suo. Ora che gli schemi del passato sono saltati magari, come nella foto, inizierà il ribaltamento.

(Breve video su You Tube)

30.10.08

Oggi tutti in piazza contro la Gelmini (blogghisti scollatevi dalla schermo!)

Piazza Navona. Questi sono i picchiatori di studenti tanto cari alla destra.
(chi ne ha voglia si senta il resoconto di Curzio Maltese che era lì e ha visto)

SLOGAN
1. Dalla materna all’Università / la Gelmini non passerà
2. Maestro unico e grembiulini/ questa è la scuola della Gelmini
3. Pensiamo al futuro dei nostri bambini / no ai tagli Tremonti-Gelmini
4. Non possiamo più stare a guardare / c’è il tempo pieno, c’è la scuola da salvare
5. Scuola di tutti e di qualità / è segnale di civiltà.
6. Maestre e genitori contro la Gelmini / è in gioco il futuro dei nostri bambini.
7. Tagliano la scuola, ci tolgono il futuro / la chiamano riforma ma è muro contro muro
8. Ci rubano il futuro, ci negan la parola / e poi la chiamano riforma della scuola

29.10.08

Scontri a piazza Navona. Fascisti all'attacco. I soldi della scuola a La Russa


Tanto tuonò che piovve. Sono arrivati in piazza Navona - piazza rigorosamente pedonale - con un camioncino carico di spranghe, caschi in testa e visi coperti. Hanno attaccato senza che la polizia facesse granché per interporsi a protezione dei ragazzini in manifestazione. C'è scappato lo scontro. Intanto il senato ratifica i tagli alla scuola e il ritorno al passato della Gelmini. In compenso tre milioni di euro sottratti all'istruzione vanno a sovvenzionare le "missioni" di guerra all'estero. Ma che bella giornata!

28.10.08

La Russa demagogo incazzato insulta Concita su Sky

Che dire sulla "cultura democratica" del prode La Russa? Il video si commenta da sé. Il guaio è che questo signore dai lugubri trascorsi fascisti, che sfoggia un eterno sorriso tirato come una stilettata, è ministro della difesa (tutto volutamente minuscolo).

26.10.08

L'Italia è un paese migliore della destra che lo governa

ascolta
3'37'' da repubblica.it

Questo uno degli slogan forti di Uolter l'americano alla manifestazione di Roma.
Ci vuol poco ad essere migliori di chi ci governa ed anche di chi dovrebbe fare l'opposizione e non la fa!
Ma è vero? Saranno pure rimbambiti dalle Tv del Cavaliere, ma sono comunque uno su due gli italiani che vogliono questo governo e uno su tre quelli che si riconoscono nel PD. C'è poco da stare allegri.

Bankitalia: Lavorare di più e più a lungo (e la Marcegaglia reclama il bottino!)

"La Banca d’Italia vigila sulle banche, sulle società di gestione del risparmio, sulle società d'investimento a capitale variabile, sulle società d'intermediazione mobiliare, sugli Istituti di moneta elettronica e sugli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui all'art. 107 TUB, avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati, alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all’osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria."

Così i superpagati dirigenti dovevano "vigilare". Come l'hanno fatto e cosa è successo lo sappiamo tutti. Per anni si sono spartiti i frutti del nostro lavoro sottopagato, per di più bruciando allegramente i nostri risparmi. Con che faccia di bronzo 'sti banditi pontificano ancora e vengono a chiederci di lavorare di più e più a lungo?
Ci sarebbero da fare lunghi discorsi, ma viene soltanto voglia di rispondere liberatoriamente: "Andate a cagare!"

Per chi ne ha voglia ecco l'articolo di riferimento.
"Il mantenimento e l'espansione del livello di vita raggiunto nel nostro Paese non può non richiedere che si lavori di più, in più e più a lungo". L'appello arriva dal vice direttore generale della Banca d'Italia, Ignazio Visco. L'esponente del direttorio di via Nazionale ha anche sottolineato la necessità per l'Italia di accelerare sulla strada delle liberalizzazioni e intervenire sul sistema scolastico che oggi offre un livello medio di istruzione "ancora basso" e "inferiore a quello di quasi tutte le economie avanzate".
Ma sul momento di crisi arriva - proprio rivolto alle banche - un attacco di Confindustria: "Su un punto - dice Emma Marcegaglia - non intendiamo fare sconti a nessuno: i soldi dati alle banche non devono restare dentro le banche, ma devono servire a dare credito alle imprese". Insomma, il flusso del credito non deve essere inferiore a prima della crisi", anzi "deve aumentare". Poi avverte il governo: servono nuovi sostegni e un impegno per la riduzione dei tassi a livello europeo."
repubblica.it

25.10.08

Manifestazione del PD a Roma. Feroce presa per i fondelli sul Foglio

stralcio rassegna stampa di sabato 25 ottobre
ascolta (1'16'')

Auguriamo successo alla tardiva manifestazione romana del PD. Non ci saranno gli studenti "facinorosi" mobilitati nelle università. Per quanto facinorosi i più non ci tengono per niente a farsi mettere il cappello né dal PD né da qualsiasi altra formazione politica. Non ci saranno neppure tutti coloro che, con il loro allontanamento da una sinistra incapace di governare, hanno contribuito non poco alla disfatta nelle ultime elezioni. Fa male doverlo dire, ma l'immagine ironica che Andrea Marcenaro dà di questa manifestazione è terrimilmente azzeccata. Sentitevela
Tuttavia molti cittadini comuni, senza perticolari interessi partitici e di potere, andranno a Roma a manifestare contro il Cavaliere, in perfetta buonafede, non tanto, spero, per sostenere le manfrine del manipolo d'incapaci che hanno distrutto l'identità di sinistra dell'opposizione, quanto per la voglia di esprimere la loro radicale contrarietà alla politica di destra che imperversa nel paese. A loro va tutta la mia solidarietà.

23.10.08

Non è vero niente, Lui (il cavaliere) non lo ha mai detto!

assemblea serale a Fisica

"Convocherò oggi stesso il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo [l'occupazione delle scuole della quale stava parlando] possa succedere".
Maroni... Attenti! (Chissà se il leghista si sarà sentito leso nella sua ministeriale dignità a sentirsi trattato come un Alfano, una Gelmini o una Carfagna qualsiasi?)
Contrordine camerati, Lui non ha detto niente. Influenzato dal libertario clima di Pechino, dove è volato in visita, ha negato di aver pensato a qualsiasi intervento della polizia per sgombrare scuole e facoltà occupate. Chissà a quali forze dell'ordine si riferiva...

22.10.08

A scuola dalla Littizzetto (meglio che dalla Gelmini)

In attesa dei "calci nelle parti molli" invocati da Renato Farina (giornalista al soldo dei servizi segreti) su Libero, e subito approvati dal Cavaliere, allietiamoci con Luciana alla quale va il nostro grazie.
Sempre più viene fuori la deriva autoritaria di questo governo. Del resto cosa ci si poteva aspettare, se non il peggio, da un presidente del consiglio che ha messo al ministero della difesa uno come La Russa che di cori fascisti e manifestazioni violente è stato diretto protagonista?
Ieri il Cav è stato chiaro. Userà la polizia. Sappiamo cosa, insieme a Fini, ha saputo fare a Genova. Dobbiamo dunque attenderci nuove scuole Diaz. Dio scampi!

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Interessante. Il divario tra ricchi e poveri non è così grande come pensavamo.

In Italia il 10 per cento più ricco controlla il 43 per cento della ricchezza totale mentre il 10 per cento dei poveri ha un reddito medio di circa 3770 euro. (La Repubblica: L'Italia tra i peggiori per la disuguaglianza economica)
Lo dice l'OCSE nel suo rapporto Growing Unequal. Ma va? Non ce ne eravamo accorti. Aspettiamo il prossimo intervento del Cavaliere, dal palcoscenico del Bagaglino, per spiegarci che sono tutte balle e viviamo nel paese del bengodi.

21.10.08

La Svizzera punta a ridurre di due terzi i suoi consumi energetici entro il 2050. Una sfida tecnologica, politica e culturale. L'Italia invece...


Spezzone dal documentario di Al Gore Una scomoda verità


"A nui ci piace de fa vede li muscoli"
Un governo muscolare guidato da un tosto psiconano con le sue ministre intorno.
Questa è la volta della Prestigiacomo, andata in Europa a far scintille e, se del caso, rovesciare il banchetto di Kyoto. Al capo l'accordo non piace: "L'ha firmato Prodi!"
Come sempre bellicose le dichiarazioni del Cavaliere & C.
Fuoco e fiamme, ma poi sotto sotto si sta trattando (Bonanni, La Repubblica: Se il governo minaccia, ma poi a porte chiuse tratta). Puro stile italico.
Persino il destro Sarkozy aveva alzato i toni, contro l'amico Cavaliere: "Irresponsabile e drammatico dire no".
Resta lo squallore di governanti che, quando c'è da fare scelte fondamentali per la sopravvivenza e la vita delle future generazioni, si aggrappano alla difesa degli interessi miopi e corporativi degli industriali. Niente di nuovo: è questione d'ignoranza (proprio nel senso latino del termine. Non sanno.)
Segnalo, in controtendenza, un bell'articolo di Morosini su Internazionale La nuova società degli uguali.

19.10.08

"Non saremo noi a pagare la crisi" ...ma la Gelmini non li capisce!


Scrive Loris Campetti sul Manifesto del 18 ottobre

Una bella giornata. Ieri Roma ha accolto con un acquazzone dispettoso qualche centinaia di migliaia di giovani, aspiranti precari - gli studenti - precari in essere, lavoratori dei servizi. Una nutrita rappresentanza di milioni di italiani e italiane a cui è negato un futuro e a cui si vuol negare anche il diritto di scioperare e protestare contro l'odiosa condizione imposta da un liberismo straccione e stracciato, mentre ai loro fratelli minori si vuol negare persino il diritto alla conoscenza. Erano tantissimi, sono riusciti a cambiare il clima, almeno quello atmosferico, facendo tornare il sole.
Che qualche generazione di giovani e giovanissimi reagisca agli attacchi del governo tornando in piazza e non rifugiandosi in casa, è una bella notizia. Va dato il merito ai protagonisti delle mobilitazioni che da settimane scuotono un paese afono, schiacciato tra un decisionismo autoritario e populista e un assenteismo di minoranza colpevole, ora lamentoso ora complice. Va reso onore anche a quelle forze sindacali di base che, un po' responsabili un po' supplenti, hanno dato luoghi e voce al disagio diffuso in una società largamente berlusconizzata, con una sua parte sconfitta culturalmente ma non ancora pacificata.


D'accordo, non c'è nulla da aggiungere.

14.10.08

Oggi sbarcano gli alieni. Oddio cosa faranno le borse?

Secondo una profezia circolante nel web oggi è il grande giorno. Ci si prepara in America e in Cina.
Ma che c... faranno le borse dopo l'euforia per il grande rimbalzo?
Non essendo né economisti né profeti ben ci guardiamo dal fare previsioni.
Ci pensano per noi giornalisti preparati.
Michele Salvati sul Corriere fa Caute previsioni. Invece per Rampini, su La Repubblica, L'Europa ritrova la credibilità. Sono posizioni abbastanza divergenti.
Intanto ha "vinto" il Nobel per l'economia Paul Krugman, uno che sostiene: ''Il mio credo è che se un editoriale o un fondo non fanno decisamente arrabbiare un notevole numero di persone, l'autore ha sprecato lo spazio concesso''. Da sempre pesantemente critico nei confronti della politica economica ed estera dell'amministrazione Bush (quello stesso Bush del quale, secondo il nostro ineffabile Cavaliere, la storia dirà che "è stato un grande, grandissimo presidente"). Krugman da tempo sostiene l'impossibilità per un sistema di libero mercato di funzionare correttamente senza adeguati controlli. Su La Repubblica oggi un suo articolo: Gli errori di Washington.

11.10.08

La politica è l’ombra gettata sulla società dal grande capitale

Copertina Internazionale 765/08

“La politica è l’ombra gettata sulla società dal grande capitale”, scriveva John Dewey, il più grande filosofo sociale americano del novecento, e tale resterà finché il potere sarà in mano al “business privato, attraverso il controllo privato delle banche, della terra e dell’industria, rafforzato dalla diretta influenza su giornali, agenzie di stampa e altri strumenti di pubblicità e propaganda”.
Noam Chomsky, Il popolo è sovrano e il mercato non vuole, Internazionale, 10 ottobre 2008

Dewey non era un marxista, ma un pragmatista il cui pensiero pedagogico è stato fondamentale per il rinnovamento della scuola (quel rinnovamento che si cerca di gettare alle ortiche).
Oggi che il mondo è tornato ad un irrazionalismo pieno di certezze, dove il fondamentalismo delle religioni va a braccetto con il più sfrenato liberismo economico (e i frutti stiamo incominciando ad assaporarli ora), sarebbe opportuno ricordarsi come la storia, pur non ripetendosi mai uguale a sé stessa, torni ciclicamente a riproporci scenari simili.
Il pragmatismo è inviso ai ceti dirigenti quasi quanto il marxismo.
Nel 1929, deprecando la perversione dell'ideale individualista nella semplice conformità alle pratiche di una "cultura del denaro", John Dewey distingueva l'individualismo possessivo da quello democratico per riferire a quest'ultimo la peculiarità positiva del suo popolo, il "fattore spirituale della nostra tradizione" grazie al quale sarebbe stato possibile trovare le risorse morali per imprimere alla democrazia un diverso corso.
Il suo individualismo democratico è una cultura che ha al centro la "sovranità del cittadino".
Il '29 non è citato a caso. È l’anno della grande crisi economica paragonata spesso, a torto o a ragione, all'attuale.
Ma noi italiani abbiamo le banche più virtuose del mondo e un presidente del consiglio che, sulla sua parola, ci rassicura circa il nostro futuro, consigliandoci anche quali investimenti fare. Il Cavaliere è l'ombra del ridicolo gettata sulle istituzioni dal crasso palcoscenico del Bagaglino.

5.10.08

A futura memoria "Balla a Balla" (dal blog Corrias Gomez Travaglio)

Vespa, aspirante Ghedini, dice che “su 26 processi, 4 sono in corso, 4 sono finiti in prescrizione e 18 in assoluzione”. Tutti “successivi alla discesa in campo”. Parla di appena “4 leggi ad personam”. E sostiene che, per le tangenti alla Guardia di Finanza, “Berlusconi è stato assolto con formula piena”, mentre “il caso di Lentini al Milan era analogo a quello di Dino Baggio alla Juve, ma Agnelli non fu nemmeno chiamato a testimoniare, mentre Berlusconi fu condannato”. Cinque balle in cinque frasi.
1) Le leggi ad personam sono 16: decreto Biondi, Tremonti, rogatorie, falso in bilancio, Cirami, Maccanico-Schifani, ex-Cirielli, Gasparri, salva-Rete4, Frattini, condoni fiscale e ambientale, Pecorella, bloccaprocessi, Alfano, prossimamente intercettazioni.
2) Prima della discesa in campo, Berlusconi era già stato indagato nel 1983 (poi archiviato) per traffico di droga e imputato nel 1989 per falsa testimonianza sulla P2 (colpevole, ma salvo grazie all’amnistia del 1990); nel 1992-93 vari manager del suo gruppo erano sott’inchiesta per i fondi neri di Publitalia e del Milan, tangenti a Dc, Psi e Cariplo. Come scrive il gip bresciano Carlo Bianchetti nel 2001, archiviando le denunce berlusconiane contro il pool di Milano: “L’impegno politico del denunciante e le indagini ai suoi danni non si pongono in rapporto di causa ed effetto; la prosecuzione di indagini già iniziate e l’avvio di ulteriori indagini collegate in nessun modo possono connotarsi come attività giudiziaria originata dalla volontà di sanzionare il sopravvenuto impegno politico dell’indagato”. Anzi, è probabile che sia sceso in campo per salvarsi dalle inchieste già aperte sul suo gruppo, prevedendo che sarebbero giunte fino a lui.
3) I processi al Cavaliere non sono 26, ma 15: 5 in corso (corruzione Saccà, corruzione senatori, corruzione giudiziaria Mills, fondi neri Mediaset, Telecinco in Spagna) e 10 già conclusi, più varie indagini archiviate (6 per mafia e riciclaggio, 2 per le stragi mafiose del 1992-’93, ecc.).

Nei 10 processi già chiusi, le assoluzioni nel merito sono solo 3: 2 con formula dubitativa (comma 2 art.530) per i fondi neri Medusa e le tangenti alla Finanza (“insufficienza probatoria”), 1 con formula piena per il caso Sme-Ariosto/1. Altre 2 assoluzioni - All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2 - recano la formula “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”: l’imputato se l’è depenalizzato (falso in bilancio). Per il resto: 2 amnistie per la falsa testimonianza sulla P2 e un falso in bilancio sui terreni di Macherio; e 5 prescrizioni, grazie alle attenuanti generiche, che si concedono ai colpevoli, non agli innocenti: All Iberian/1 (finanziamento illecito a Craxi), caso Lentini (falso in bilancio con prescrizione dimezzata dalla riforma Berlusconi), bilanci Fininvest 1988-’92 (idem come sopra), 1500 miliardi di fondi neri nel consolidato Fininvest (come sopra), Mondadori (corruzione giudiziaria del giudice Metta tramite Previti, entrambi condannati).

4) Dunque, per le mazzette alla Finanza, niente formula piena, ma insufficienza di prove.
5) Il caso Lentini non era affatto analogo al caso Baggio: Lentini fu pagato dal Milan con fondi neri extrabilancio (reato), Baggio con una donazione personale di Agnelli (non reato). E comunque, per Lentini, Berlusconi non è mai stato “condannato”. Ora non vorremmo che l’imparziale insetto dovesse risponderne all’Authority o, Dio non voglia, scusarsi in diretta. Ma non c’è pericolo: in tv deve scusarsi chi dice la verità, non chi racconta balle. Emilio Vespa è in una botte di ferro.

Se qualcuno sostiene "sono stato sempre assolto", sempre meglio controllare "come" - gli aggiornamenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

3.10.08

Bongo Bongo Bongo

Civilization


Mazzate!
Botte da orbi. Picchiano tutti come fabbri. Vigili urbani, ragazzini di borgata, padri e figli, fratelli, naziskin e camorristi curvaroli. Per dargliele al "negro di merda" (o al muso giallo poco importa) si ricompatta l'unità familiare e l'appartenenza etnica.
Per carità! Siamo mica razzisti noi. Sei tu un comunista di merda!
Botte da dio per tutti. Siamo un popolo equanime. Dagli alla puttana, all'ebreo, al culattone, al rumeno e al cingalese. Non servono parole.
Ogni tanto ci scappa il morto. 'mbeh? Ne muoiono tanti! Sul lavoro, negli incidenti stradali... uno più uno meno... C'abbiamo il primato noi!
Cronaca odierna: Roma, cinese pestato da 7 ragazzi: "Nun ce ne frega niente"; Milano,ambulante senegalese picchiato al mercato; Treviso, il vicesindaco leghista indagato per istigazione all'odio razziale: "...che vadano a pisciare nelle loro moschee!"; Milano, maestra rivolta alla madre di un bambino adottivo di colore: "Signora, lo riporti nella Jungla!"
È la civilizzazione bello.
"That civilization is a thing for me to see
(Questa civilizzazione è fatta proprio per me si vede)
So bongo, bongo, bongo, I don't wanna leave the Congo, oh no no no no no
(Stando così le cose bongo bongo bongo non voglio lasciare il Congo, no no no)
Bingo, bangle, bungle, I'm so happy in the jungle, I refuse to go
(Bingo, bangle, bungle, sono felice nella jungla, rifiuto di andarmene)"

1.10.08

Mississippi Burning tra il Reno e il Po

Sette agenti della polizia municipale di Parma l'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro".


Dopo la prostituta ora è la volta di uno studente scambiato per un pusher. Un po' recidivi questi agenti municipali di Parma. Ma tranquilli: in Italia il razzismo non esiste.


30.9.08

Buio profondo. C'era una volta in America

Borse sulle montagne russe. Giù di sette su di cinque punti da un giorno all'altro. De profundis per il mercato. Sotto accusa l'iper liberismo osannato fino a ieri. Almeno settecento miliardi di euro dei contribuenti americani per salvare le banche - ma non si trovano pochi miliardi di dollari per salvare dalla fame milioni di bambini nel mondo.
E adesso tutti lì a scongiurare che il parco buoi, le vacche da mungere, i piccoli risparmiatori insomma, non si lascino prendere dal panico. Tutti lì a rassicurarli che in Italia non corriamo troppi rischi perché le nostre banche sono poco inclini a investire a rischio (i rischi li scaricano sui clienti!). Ma in realtà nessuno sa cosa succederà davvero.

26.9.08

Educazione sessuale? No grazie!

I giovani italiani sono un mezzo disastro. La metà ritiene l'educazione sessuale "inutile" e per due su tre la protezione nei confronti di gravidanze indesiderate è compito "di lei". Sono alcuni dei risultati di un sondaggio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, la SIGO, presentati oggi a Londra, in occasione della giornata mondiale della contraccezione che si celebra il 26 settembre.

Che i ragazzi italiani non fossero tra i più svegli lo sospettavamo da tempo. Non è tutta colpa loro però. Quindici anni di Cavalier Braghettoni & C. avrebbero segnato chiunque. Figurarsi noi italiani con alle spalle gli anni 80 della Milano da bere e una chiesa alla quale assegniamo l'8 per mille dei nostri redditi di default! La gradita sorpresa è che, nonostante tutto, se ne salva un terzo. E vai!

Alitalia: sceneggiata all'italiana

Ci avrei scommesso! Voi no? Troppi gli ingorghi di interessi in gioco. (Ne avevo già scritto nel post Alitalia, Colaninno, Telecom, Tronchetti Provera, Geronzi... Pay Me, Pay Me, Pay Me my money down e non c'è nulla da aggiungere).
Epifani dovrebbe dimettersi... se non fosse anche lui come gli altri, ma in tal caso non sarebbe a capo della CGIL.
Resta il fatto che a pagare il papocchio saremo noi italiani, non certo il Cav, titolare dei più grandi conflitti d'interesse del mondo, che si depura nei centri-benessere di Mességué.

Chi cerca ulteriori informazioni sulla credibilità di due degli attori in campo vada a leggersi Primo tempo libro intervista di Roberto Colaninno con Rinaldo Gianola. Tra l'altro a un certo punto si parla di un articolo di Lerner su Repubblica. In un incontro con l'allora presidente del consiglio D'Alema - mai smentito - Bernabè, ai tempi come oggi amministratore delegato di Telecom (dopo il disarcionamento ad opera di Colaninno e la spolpante gestione Provera) disse: "Saranno centinaia di migliaia, domani, gli italiani che correranno a comprare in Borsa i titoli del grande affare che tu, D’Alema, hai magnificato. Un errore catastrofico. Dopo il boom, puntuale, verrà il crollo. La conquista di Telecom da parte di Olivetti si rivelerà per quello che è, una bolla di sapone. Le banche d’affari ci avranno guadagnato un mucchio di soldi, ma sul terreno resteranno migliaia di cadaveri. Tutti sul conto del governo di sinistra, colpevole di aver sponsorizzato un’operazione inconsistente, senza uguali dai tempi di Sindona." In effetti Olivetti, in pratica, non esiste più e la Telecom allora arraffata da Colaninno - magari con ottime intenzioni - sappiamo che fine a fatto.
In quanto a Toto, che porta in dote all'Alitalia i debiti Air One, è di oggi una sua lettera al Sole 24 ore nella quale sostiene che la sua è un'azienda sana. Gli risponde il direttore De Bortoli, non certo un pericoloso comunista, che basta leggere il bilancio per vedere una perdita, nel 2007, di 32,66 milioni di euro e un indebitamento per complessivi 896 milioni [sic!].

23.9.08

Scuole elementari: grembiulini made in Pavia

Maestro unico, grembiule unico, pensiero unico. Finalmente un po’ di sano egualitarismo. Era ora che qualcuno ci pensasse seriamente. Dobbiamo essere grati, in sede nazionale, all’avvocatessa lombardo-calabra Maria Stella Gelmini, ministro dell’istruzione e, in sede locale, all’assessore provinciale della Lega, Angelo Ciocca (per fortuna, dopo gli spot elettorali, il Cavaliere, impegnato ad evitare che qualche “toga rossa” gli condanni Mills, l'uomo da seicentomila dollari, non ci pensa proprio ad abolire quella benefica istituzione per i funzionati di partito che sono le provincie). Il Ciocca dunque, preoccupato dalla mancanza d’uguaglianza allignante nelle italiche scuole, ha avuto una geniale pensata. Grembiulini uguali, e a prezzo politico, per gli alunni della provincia di Pavia. Cos’è tutto questo disordine? Come si può permettere alle maestre di decidere se adottare o meno il grembiulino o, addirittura, sceglierne fattura e colori. È o non è l’Italia in generale, e la Lombardia in particolare, capitale mondiale della moda? Sono o non sono superiori a tutti, i nostri stilisti? Si scateni la fantasia, senza però dimenticare quanto è bello il verde delle nostre valli, gialla la polenta e lucente l’armatura d’Alberto di Giussano. Si faccia un concorso e vinca il migliore. Qual è quel genitore che non sarà ben felice di sborsare almeno dieci euro per un grembiule firmato da uno stilista? Un vero affare! L’assessore calcola una commessa superiore a ventimila grembiulini. Un business da far gola a chiunque. Dieci euro a grembiulino, per i meno abbienti, fanno, minimo, duecentomila euro. Poi tutti ‘sti grembiuli, in tessuto da non stirare per andare incontro alle esigenze materne, li facciamo confezionare alle industrie tessili della Lomellina - in sofferenza per quei cinesi più invadenti delle zanzare - o, meglio ancora, all’Arsenale pavese, 22° stabilimento Genio Militare. Tutti in fila per tre. Serrare le righe. Avanti marsc! Destr-sinistr, destr-sinistr, destr-destr-destr…

21.9.08

Alitalia, Colaninno, Telecom, Tronchetti Provera, Geronzi... Pay Me, Pay Me, Pay Me my money down



Dice il sindacalista (?) Bonanni (poco dignitosamente):
"Basterebbe una telefonata di Epifani a Colanninno"
Già, Roberto Colaninno!
Quello che come amministratore delegato Olivetti dichiarava, nel maggio 1997, l'obiettivo di raggiungere il pareggio... entro la fine dell'anno. E una volta ripristinata la credibilità finanziaria e industriale del gruppo di Ivrea...
Che fine ha fatto l'Olivetti che nell'1985 con l'M24 era prima produttrice di computer in Europa e seconda nel mondo?
Disciolta nella Telecom come in un acido.
Colaninno, quello dell'operazione di acquisizione della Telecom appunto (oggi controllata dalla spagnola Telefònica), confortato, ai tempi, da D'Alema. Telecom poi finita, prima d'emigrare in Spagna, nelle mani di Tronchetti Provera (sempre usando soldi nostri maneggiati dalle banche, mentre ai furboni del quartierone vanno i profitti).
Colaninno, quello condannato a quattro anni e un mese per il crack Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006 e interdetto dai pubblici uffici per 5 anni - pene condonate grazie alla legge sull'indulto. Condanna condivisa con il grande banchiere Cesare Geronzi (indagato anche, a più riprese, per frode fiscale, estorsione, falso in bilancio, responsabile diretto del crack MMP e coinvolto in quello Cirio e Parmalat - tutte vicende costate un sacco di soldi agli italiani).
Tuttavia Colaninno è capocordata Alitalia e Geronzi è tranquillamente alla presidenza di Mediobanca - candidato vice presidente Tronchetti Provera - nel cui consiglio d'amministrazione è entrata trionfalmente Marina, figlia di... ma si sempre lui, il Cav, il signor B. che detiene, anche di questa banca, una bella fettina.
E il cerchio si chiude. Colaninno, Tronchetti, Geronzi... verrebbe una facile rima che evitiamo sia per buon gusto, sia perché la lista non si ferma qui. Collegato a questi signori c'è tutto il Gota finanziario-politico-industriale italiano. I furboni del quartierone appunto, non i furbetti del quartierino.
Nota finale: quelle scritte non sono invenzioni di un blogghista pazzo, bensì cose verificabili che qualsiasi giornalista mediamente informato conosce, ma che spesso dimentica.

19.9.08

Alitalia. Dialogo tra leghisti al bar

La lega vöra no. L'ha dit ier sira la lü. Il Bossi non vuole. Son tutti dipendenti di Roma e del Lassio. Chi möran…
La lega non vuole [salvare Alitalia]. Lo ha detto ieri sera quello là [qualcuno del partito durante una riunione]. Che muoiano…
Chissà se è una interpretazione giusta, però è credibile. Ci tiene di più il cavaliere a tenere in vita Alitalia, con i nostri soldi, regalando la parte buona a Colaninno e soci per lasciare a noi i debiti . Gli brucerebbe troppo non potersi far bello del "salvataggio", dopo che, insieme a quel bel tomo del Bonanni, ha mandato a culo il più vantaggioso accordo con i francesi.
Forse hanno ragione i lavoratori che ieri esultavano alla rottura delle trattative. "Meglio falliti che in mano a dei banditi". Ma la strategia di lasciarli a bagnomaria in attesa di una nuova Epifania alla fine magari paga e ancora una volta l'avrà vinta il signor B.
Si continua a volare... appesi a un filo. Fino a quando?

16.9.08

Da lei mi lascerei davvero toccare...

Giannelli, corriere.it

Così quell'oca della Vezzali al Cav. Braghettoni mentre il "Dottor Fede" (Ma non è Vespa? Fa lo stesso!) gongola felice. Pura vaudville, senza alcuna relazione con l'informazione (quando mai a Porta a porta!?). Intanto il Cavaliere, con una incoronata miss Italia alla destra, gigioneggia tronfio. È lo stile del nostro presidente del consiglio, ben conosciuto e - secondo lui - apprezzato nel mondo.
Tutto ciò mentre l'economia internazionale è al tracollo, si ammazzano negri peggio dei cani (ma anche bianchi, ricordate Verona?), si bruciano Rom, si sprangano culattoni, si distrugge senza ritegno quel poco che resta della scuola e si vuol far credere ai poveri allocchi di italiani, che intanto si bevono qualsiasi cosa, di rimettere in volo la flotta di bandiera regalando quel poco restante di buono a Marcegaglia & C. e lasciando sul gobbo degli italici allocchi di cui sopra gli stratosferici debiti di Alitalia, per di più con l'aggiunta di quelli di Air One. Bah!

11.9.08

Primi in Europa per telefonini e televisioni... e abbiamo anche una squadra di club campione del mondo, la mia!

Questa la rivendicazione dell'ineffabile cavalier B a Londra davanti al primo ministro britannico Gordon Brown. Una volitiva risposta ai giornalisti che gli ricordavano la stagnazione economica nella quale è impantanata l'Italia, ultima per crescita in Europa. "Sono alla guida di un paese solido e ottimista" ha proseguito dimentico del fatto di essere presidente non solo di una squadra di calcio, ma anche della nazione prima in Europa per morti in incidenti sul lavoro e incidenti stradali. Poi ha riso soddisfatto mostrando orgoglioso la dentatura da caimano sotto il parrucchino incatramato.
Forse qualcuno dovrebbe ricordargli che avere più telefonini e televisioni non è esattamente un indice di civiltà specie se si considera che un terzo degli italiani non è in grado di leggere e comprendere il significato di un semplice testo scritto ed un altro terzo rischia l'analfabetismo di ritorno.

31.8.08

E se la sorella della Santanchè diventasse vicepresidente degli Stati Uniti?

"I media vestono la notizia di rosa, buona mamma di famiglia.
Peccato che è una che passa il tempo a sparare con i mitra, indottrinare i figli alla guerra santa (cosa che nessuno dice e che è una lobbysta ebrea), sogna di uccidere quelli che gli stanno antipatici, razzista e guerrafondaia.
Un nuovo corso americano???? Con lei certamente il mondo non va certo a migliorare."
lombardia.indymedia

L'italiano del commento non è il migliore possibile, né mi piace quel "tutela interessi ebrei" (anche se la sostanza può essere quella). Così l'ho tratta da Indymedia.
La foto invece è interessante. Non vi ricorda qualcuna? Che so? La Santanchè. Eh! Eh! Eh!
Stesso cipiglio, simile mentalità... saranno mica sorelle?
Il fatto è che questa potrebbe diventare la vice dell'uomo più potente, e pericoloso, del mondo. Quel bel tomo di McCain, impresentabile candidato repubblicano, che la guerra dei Roses per la conquista della candidatura in casa democatica porterà alla presidenza. Parteggiamo per Obama, ovviamente, perchè nero. Un negro alla Casa Bianca. Toppo bello per essere vero. Magari poi arriverà anche un Papa nero (ricordate i Pitura Freska? Sarà vero? Dopo Miss Italia aver un Papa nero?)
Non che Obama faccia tremare le vene dei polsi per le novità enunciate. Del resto non si arriva lì, né in America, né altrove, se non si è ben inseriti nel sistema dominante. È la bella copia, di Veltroni, l'originale di tutta una serie di banali buone intenzioni che dovrebbero essere regola sottintesa di ogni governante in democrazia. Invece... Uolter (il Walter nazionale), imitandone lo stile, ha miseramente perso. Barack, liberal assai moderato, rischia la stessa sorte malgrado il tifo dei sostenitori. Come da noi anche negli Usa il peggio del peggio riesce quasi sempre ad avere la meglio. Bush, ricorrendo anche alla frode elettorale, sconfisse Al Gore regalando agli americani otto dei peggiori anni della loro vita. Grazie alla propensione tipicamente umana di perseverare negli errori, Sarah "Barracuda", come viene affettuosamente soprannominata la vice di McCain, ha buone probabilità di salire ai vertici della politica statunitense.

30.8.08

...e la chiaman riforma, 'sta riforma, demodé


Strano ministero quello dell'istruzione. Va a finirci quasi sempre qualcuno che di scuola non ne sa una mazza. Moratti (Brichetto Letizia) laurea in Scienze Politiche, collaboratrice di Murdoch (il tycoon internazionale di stampa e tv). Fioroni, dottor Giuseppe, medico, ma in realtà scout, sindaco di Viterbo a trent'anni, uomo d'apparato di stampo democristiano a tutto tondo. Ora questa Mariastella Gelmini, bresciana, con laurea in giurisprudenza ed esame per l'esercizio della professione, svolto a Reggio Calabria.
Il Cavaliere, che nella miglior tradizione caligolesca può far senatori anche i suoi cavalli - oltre ai suoi avvocati - non ha esitato a farla ministro. Fulminante carriera per una appena trentacinquenne. E poi dicono che i giovani non trovano lavoro!
Verò è che poco importa se un ministro non sa nulla di quello che amministra. A farlo ci pensano i burocrati di palazzo, passati indenni da una maggioranza all'altra, specialisti nell'arte di cambiare tutto perché nulla cambi. Infatti la scuola media superiore, tra sussurri e grida, resta ferma alla riforma Gentile, piaccia o non piaccia, ed è lo sfacelo di impostazione pedagogica e programmi che è (ferma restando la bravura di pochi, ottimi insegnanti). D'eccellenza invece era, per internazionale riconoscimento, la scuola elementare che, con il tempo pieno e il rinnovo dei programmi, una vera riforma l'aveva avuta. Poi i picconatori di destra e di sinistra a poco a poco l'hanno sgretolata a partire dalle fantasiose ipotesi del 2x3 (due docenti per tre classi) e 3x4 (tre docenti per quattro classi). Gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo, per gli altri sarebbe lungo e noioso spiegarlo. Basti sapere che il tempo pieno è stato abolito non solo nella sostanza, ma anche nella forma. Se nelle elementari - almeno qui da noi - resiste una parvenza di tempo prolungato è solo grazie all'impegno degli insegnanti che si sbattono, per compiacere le famiglie, a conservare modelli ormai svuotati dalle originali motivazioni.
Insomma: di riforme la scuola ne ha viste pochine anche perché ha una sua fisica resistenza istituzionale che le permette di procedere con moto inerziale, strafottendosene dei cambiamenti, accelerazioni o decelerazioni che siano. Così possono convivere nello stesso insieme scolastico enclavi ottocentesche e punte di sperimentazione avanzata senza reciprocamente disturbarsi.
Il pachiderma, nel complesso, procede adagino perdendo sempre più il contatto con la società della quale dovrebbe essere "funzione educante". Un ruolo importante ormai definitivamente perduto.
Dunque una riforma che punta a ristabilire il principio d'autorità con voti in cifre (voto in condotta incluso), esami a non finire (compresi quelli di riparazione), bocciature, grembiulini, maestro unico e chi più ne ha ne metta per un bel salto nel passato, fa solo ridere. Non soltanto per l'inaudito coraggio di chiamarla riforma, ma proprio per la totale assenza di presupposti culturali. Chiunque abbia qualche conoscenza pedagogica sa come non siano questi gli elementi sui quali si fonda la credibilità di un sistema educativo. Purtroppo la pedagogia, così come la scienza e la tecnologia, sono sempre state le grandi assenti della nostra scuola. A lungo si è potuto diventare insegnanti senza alcuna competenza psico-pedagogica e anche questo forse è uno dei motivi per i quali viviamo in una nazione dove i lettori sono meno di un terzo della popolazione. Per un italiano in grado di leggere comprendendo il significato di quanto va compitando ce ne sono due dei quali uno è analfabeta e l'altro rischia di ridiventarlo. Tragico. In queste condizioni parlare di riforma nei termini in cui si parla ha della burla.

19.8.08

The Dark Side

Stile libero Big
Einaudi
pp. 528
€ 16,50
ISBN 8806183206

James Ellroy, Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli, James Crumley, Giovanni Arduino, Jeffery W. Deaver, Piero Colaprico, James Grady, Giancarlo De Cataldo, James W. Hall, Stephen King, Giampiero Rigosi, Ed McBain, Flavio Soriga, Ian Rankin, Simona Vinci, Robert Silverberg, Wu Ming, F. X. Toole

a cura di Roberto Santachiara

Crime fiction di autori italiani e americani messi insieme per Einaudi, stile libero.

Roberto Santachiara, agente letterario pavese, raccoglie, in un unico libro, il lato oscuro di 19 scrittori di cui otto, più il collettivo Wu Ming, italiani.
Gli stranieri sono tra i più quotati del genere: Crumley, Deaver, Ellroy (presente con un rendiconto delle sue giovanili sregolatezze), Grady, Hall, King, McBain, Rankin, Silverberg (autore di fantascienza), Toole.
Poco oltre la metà del libro Stephen King con Il sogno di Harwey da ragione, meglio di ogni altro, del titolo. In tredici paginette tratteggia una situazione, personaggi, paesaggi, atmosfere. Evoca senza nulla dire. Sei tu lettore, lupus in fabula, a riempire i vuoti, proprio come deve essere, affondando in paure irrazionali. Non a caso produce best seller.
Arduino, Baldini, Colaprico, De Cataldo, Lucarelli, Rigosi, Soriga, Vinci, Wu Ming producono testi disuguali. Eccellente Lucarelli, piacevoli i Wu Ming, gli altri così così, a parte le buone scritture di Baldini e Rigosi. Decisamente più incisivi gli stranieri. Hanno mestiere e si sente.
Se il ricordo è un metro di giudizio, questa antologia non supera la prova. La maggior parte dei racconti si perde quasi subito nella memoria. Ciò nonostante la lettura è, nel complesso, gradevole.
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