30.6.05

Tutto il mondo è paese

vignetta Staino
Denis Salas, autore della Volonté de punir (Hachette littératures, 2005), definisce “populismo penale” quello di Nicolas Sarkozy, ministro degli Interni francese, che non perde occasione per lanciarsi in sortite provocatorie.
La tendenza a dequalificare le istituzioni nel regolamentare i problemi sociali sta diventando un male comune.
Anziché lasciare che la giustizia svolga autonomamente il suo corso vengono utilizzate le emozioni suscitate dai crimini per porsi come depositari della volontà d’individuare e punire subito gli autori. Sfruttando la collera delle vittime si discreditano le istanze preposte legalmente alla lotta contro la delinquenza appellandosi direttamente all’opinione pubblica per infrangere le barriere democratiche.
Sull'esempio degli Stati Uniti, facendo leva sul bisogno di sicurezza diffuso, si tenta così di accreditare un sistema punitivo automatico e fortemente repressivo. In tal modo i diritti fondamentali delle persone e l’indipendenza della giustizia subiscono un grave attentato. A soffrirne infine è tutto il sistema di convivenza civile.

Come si vede i Calderoli e Castelli nostrani non sono soli, sono soltanto un po’ più sguaiati.

Il pensiero di Sales è esposto in un articolo dell’Humanité interamente riportato in articoliscelti.

29.6.05

Giochi d'ombra sull'etica hacker


Il modello vincente della società aperta consente la condivisione del saperi in nome dell'economia di mercato. Una critica alla proprietà intellettuale e al mondo dell'«open source» nel libro «Open non è free» del gruppo di ricerca Ippolita

BENEDETTO VECCHI

Un percorso di ricerca teorica contempla sempre un bivio. Il primo tratto di strada coincide sempre con un più o meno lungo apprendistato del sapere, delle riflessioni e delle elaborazioni che si sono accumulate nel tempo attorno all'oggetto di ricerca. Ma una volta consumata questa fase della ricerca, si pone la domanda se continuare sul sentiero del già noto, oppure vivisezionare, smontare gli elementi teorici fin lì acquisiti. A questo secondo genere di operazione appartiene il libro Open non è free (Eleuthera, pp. 127, € 11) [...]

da il manifesto (articoliscelti)

25.6.05

Imparare a divertirsi con l’intelligenza

sudoku
di GIULIO GIORELLO

«Calcolava senza sforzo apparente, come gli uomini respirano e le aquile volano nel vento»: così si diceva di Leonhard Euler (ovvero Eulero), grandissimo matematico del Settecento. Amava indagare i molteplici modi con cui combinare insieme entità differenti come lettere dell’alfabeto, numeri, o caratteri delle persone, non meno del suo principale rivale, il filosofo Leibniz cui imputava di essere sostanzialmente un ateo nonostante i retorici omaggi alla provvidenza divina. [...]

da corriere.it (articoliscelti)

23.6.05

Guarda casa tua dal satellite

Pavia dal satellite ore 12Scendere fino sul tetto della propria casa, partendo da un satellite, a colpi di mouse. Lo si vede fare nelle spy stories portate sullo schermo e si pensa che sia una possibilità riservata soltanto alla Cia o all'Fbi. Invece adesso qualcosa di simile lo può farde qualsiasi navigatore, attraverso una nuova sezione di Google, che porta all'estremo il concetto di «mappa» offerta al pubblico. C'è quasi tutto il mondo visto dall'alto, infatti, nella nuova sezione del motore di ricerca di Google che è stata denominata «maps» (maps.google.com).
E con le immagini digitali del satellite si può quindi zoomare fino a un livello di dettaglio che consente di vedere le automobili. corriere.it


Pavia imbocco del Ponte CopertoAH! AH! AH!
Cari amici, fa un certo effetto vedersi prendere il sole sul balcone di casa!
Eccolo qui il "grande fratello". Ve lo offre gratis GOOGLE in diretta.
Personalmente non ci trovo niente di drammatico, anzi mi sembra la democratizzazione del satellite. Perché devono averlo a disposizione soltanto i "cattivi"?
Un altro piccolo pezzo del potere di pochi che viene condiviso. Il problema è che mentre i "cattivi" sanno sempre benissimo cosa farsene (delle informazioni e non solo visive) i "buoni", noi, quasi mai. Le abbiamo come mai era accaduto prima, basta saper cercare, ma poi non sappiamo usarle, neppure per difenderci dal dilagare della stupidità.

22.6.05

Stato d'allerta nel Chiapas

Le sous-commandant Marcos, photographié le 19 mars 2001AFP/JORGE UZONIl subcomandante Marcos proclama lo stato d'allerta nel Chiapas.

Per la prima volta da otto anni, il subcomandante Marcos, capo dell'Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), ha proclamato lo stato d'allerta e la mobilitazione generale nella regione del Chiapas, in Messico, che controlla dal 1 gennaio 1994. In un comunicato, Marcos si limita a spiegare che la guerriglia zapatista "deve tenersi pronta a rispondere a un attacco del nemico". L'Ezln ha poi deciso la sospensione dei comitati di buon governo - le municipalità autonome zapatiste - e ha chiesto ai membri delle ong messicane e internazionali di lasciare la regione o di restare a loro rischio e pericolo. (internazionale.it)

lemonde.fr

20.6.05

Il mondo è diventato piatto

pietra con disegni«Come scrive Thomas Friedman il mondo in cui viviamo è diventato piatto e ciò comporta più opportunità ma anche maggiori rischi». Parola di Hillary Clinton. L'ultima First Lady democratica, che molti liberal auspicano candidata alla Casa Bianca nel 2008, cita The World Is Flat (488 pagine, Farrar, Straus and Giroux, New York) tanto spesso quanto il presidente George W. Bush fa con The Case for Democracy di Nathan Sharansky.

Dalla Stampa interessante articolo di Maurizio Molinari sulle TESI DI FRIEDMAN PER VINCERE LA SFIDA DEL 2000: La Terra «global» non è più rotonda

18.6.05

Addio al bianco e nero

vecchia macchina fotografica a soffiettola Kodak chiude un'epoca
Le vecchie pellicole non rendevano, ora si punta sul digitale

NEW YORK - D'ora in poi il mondo sarà solo a colori. La Kodak dice addio alle pellicole in bianco e nero. E così, dopo il fallimento della britannica "Ilford Imaging" e della tedesca "Agfa", gli altri due colossi del settore, si chiude un'epoca, quella del mondo raccontato con solo due tonalità di colore.
repubblica.it

Sembra una notizia insignificante, ma alla generazione "con i ricordi in bianco e nero" da il senso dell'inesorabile fuga del tempo.
Casualmente il post precedente ricrea l'atmosfera di un'immagine in bianco e nero d'epoca. La manipolazione digitale che la deturpa è... un segno dei tempi.

Meno male che abbiamo perso!

foto di famiglia(clicca sull'immagine per ingrandirla e poi torna indietro con la freccia in alto a sinistra)


Pensa che rischio se fosse passata la clonazione... eh eh eh

Grazie Max!

Mi hai tirato su il morale


.

17.6.05

Cari amici...

bandiera italiana con scopa al centro...pochi ma buoni che mi seguite.
Se troverete meno notizie è perché sono un po' demotivato. Mi tengo comprensibilmente alla larga dalle beghe politiche nazionali, francamente poco edificanti, e dalle manfrine europee di un gruppo di governanti largamente delegittimati. Non sanno più che pesci pigliare e fanno finta di niente, litigando sulla spartizione dei soldi.
Anche la cronaca però è sconsolante.

TRAGEDIA IN UN LICEO DI MARSALA. LA MADRE: I RESPONSABILI DEVONO PAGARE
Bocciato: muore d’infarto a 15 anni
Il ragazzo si è accasciato dopo una lite con i docenti

Ma dai! Scherziamo?

A VALENCIA
Poco vento ma a trionfare è Luna Rossa

Chi se ne frega!

IL FERRARISTA TRANQUILLO PER INDIANAPOLIS
Schumi ci crede: vinco io

Richisenefrega!

CAMBOGIA: LIBERATI DA UN BLITZ, C’ERA ANCHE UN ITALIANO
In ostaggio 70 scolari, uno muore

«Piangeva troppo», gli hanno sparato a sangue freddo davanti agli altri bambini: un piccolo canadese è l’unica vittima di una tragedia nella Cambogia occidentale. Alle 9.30 del mattino, le lezioni alla scuola internazionale di Siem Rap sono state interrotte dall’irruzione di un comando di uomini armati. Radunati i 70 bimbi dai 2 ai 5 anni, nelle aule, i sequestratori hanno chiesto denaro e armi. Dopo qualche ora di trattative i bambini sono stati tratti in salvo con un blitz della polizia.

Questa invece è pesante. L'ucciso, tre anni, "piangeva troppo". I sequestratori, pare un gruppo di vent'enni della periferia, non si sa perché abbiano fatto questa azione. Forse per un riscatto, più probabilmente come vendetta nei confronti di un datore di lavoro che aveva il figlio in quell'asilo.
Comunque è agghiacciante la logica del nulla che sottende un simile evento tanto simile a quella di infiniti altri episodi di cronaca nazionali e internazionali.

Non si può neanche dire "divertiamoci con Grillo" che, bontà sua, pubblica l'elenco dei condannati in via definitiva dalla legge italiana i quali continuano imperterriti a sedere in parlamento.
Eccola per lo sfizio di chi vuole conoscerne i nomi:
http://www.beppegrillo.it/archives/immagini/Parlamentari%20Condannati.pdf

Che tristezza!

14.6.05

Le ragioni della ragione

Italia piccola su fondo nero da prima pag manifestoAncora una volta siamo andati sotto. Prevedibile, ma particolarmente bruciante.
Si ha un bel dire. L’oscurantismo in questo Bel Paese continua ad esser dominante.
- Non esageriamo, non è successo niente - dirà qualcuno.
È vero: non è successo niente. Non succede mai niente. Chi proprio vuole un figlio andrà a farselo altrove. Altrove continua anche la ricerca scientifica che da noi comunque langue. Le leggi sono relative. Quello che qui è vietato in altri paesi d’Europa è permesso.
- Non hanno neanche i soldi per un viaggetto all’estero con breve soggiorno in clinica e vogliono figli? I figli costano! Pretendi che te li passi la mutua? Non riesci a far figli come Dio comanda? Peggio per te. - Così avranno pensato taluni e se ne sono stati a casa.
Ma magari neppure. Già troppo evoluta come considerazione. I più non ci hanno neppure messo su la testa come quella signora che intervistata ha risposto di avere cose più importanti a cui pensare. A votare non ci sono andati e basta.
- Non è vero! Sapevano tutto benissimo. Erano informatissimi. Proprio per questo si sono astenuti dimostrando coscienza e maturità. È la gente come te che vuole saperla lunga e dire la sua su tutto che rovina l’Italia.
Si? Potrebbe anche darsi, ma se è così fermate tutto. Voglio scendere!

13.6.05

Al voto! Al voto!

vignetta Vauro astensione
È normale che le persone siano disinteressate rispetto alle cose che non le riguardano direttamente. È tipico di società dove domina l’individualismo e la solidarietà sociale è andata a farsi benedire.
Il referendum di domenica 12 giugno (e lunedì 13) affronta argomenti che toccano in particolar modo le giovani donne. Una formidabile campagna di disinformazione, anziché tentare di far chiarezza sui temi della PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA, invita i cittadini a non votare in modo da arruolare alla propria causa (quella dei “no”) tutti coloro che se ne fregano. Pur di vincere gli uomini di chiesa (non proprio tutti, ma quasi) e i politici più irresponsabili (tanti, di ogni tendenza) boicottano il voto, quel voto che ricordano essere un “dovere civico” sancito dalla Costituzione quando si tratta di doverlo spendere in loro favore. Complimenti! Davvero un bel esempio di partecipazione civile e moralità. Non contenti, con una faccia tosta invidiabile, si riempiono anche la bocca di etica. Chi ha un cuore e un’anima andrà a votare, gli altri staranno a casa.

INFO REFERENDUM

12.6.05

Quando il Vaticano combatteva l'astensione

Propongo un interessante articolo di Edoardo Novelli sulla Stampa.
Quando il Vaticano combatteva l'astensione

Si tratta d'esempi d'epoca di un'ingerenza diretta del Vaticano nella vita politica italiana e di uso della fede a fini elettorali, ai quali seguirà nel luglio del 1949 la scomunica del Sant'uffizio di tutti coloro che accettano, sostengono o divulgano il comunismo.

L'ineffabile Calderoli la scomunica l'ha propoposta anche per chi oggi e domani andrà a votare. Che i tempi di «Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin non ti vede» siano davvero tornati?

Cooperazone e scorie nucleari

Nasce l'asse nucleare Francia-Italia. E' stato firmato a Genova il protocollo d'accordo tra Italia e Francia sulla cooperazione energetica dal ministro italiano delle attività produttive Claudio Scajola e il ministro francese dell'industria François Loos.

Sorgono però perplessità sull'interesse francese per la vicenda italiana delle scorie nucleari italiane. I francesi invitano l'Italia a far rientrare le scorie nucleari italiane, attualmente in Inghilterra, e localizzare un sito per lo stoccaggio delle scorie in Italia. Il ministro Scajola, il cui dicastero continua a tenere sospesa la legge 2003/387 sull'energia solare in Italia, ha così commentato "giusto richiamo della Francia" (fonte ANSA) e rassicurato i francesi sul prossimo rientro delle scorie nucleari in Italia e l'individuazione del deposito unico di stoccaggio da parte del ministero delle attività produttive.
ecoage. com

Bentornati Florence e Hussein

PARIGI (Reuters) - La giornalista francese Florence Aubenas e il suo autista, rapiti in Iraq a gennaio, sono stati rilasciati. Lo ha annunciato oggi la Francia

"Florence Aubenas e Hussein Hanuni sono stati liberati. Sono in buona salute", ha detto il presidente Jacques Chirac in un discorso alla tv, aggiungendo che la reporter del quotidiano francese Libération è su un aereo diretto a Parigi.

Diversamente purtroppo è andata per Enzo Baldoni.
A quasi dieci mesi dalla sua uccisione in Irak, ciò che resta del suo corpo potrebbe essere riconsegnato presto alla famiglia. È questa la speranza che viene dall'esame del Dna su materiale rintracciato che apparterrebbe proprio all'italiano ucciso lo scorso agosto.

Referendum: i 4 quesiti. "SI" "NO"

schede elettoraliTesto ufficiale dei quattro quesiti che troverete sulle schede.

REFERENDUM n.1
Questo referendum vuole abrogare le norme della Legge 40 che vietano la sperimentazione sulle cellule embrionali. Gli embrioni destinati alla ricerca sarebbero quelli che non possono essere impiantati nella donna e che vengono congelati per essere conservati (crioconservati): i cosiddetti embrioni soprannumerari

SE VINCE IL NO O L’ASTENSIONE
(rimane la situazione attuale)
Gli embrioni soprannumerari non possono essere congelati
È vietato qualunque tipo di clonazione.

SE VINCE IL SI’
Gli embrioni soprannumerari potranno essere congelati e resi disponibili per successivi impianti e per la ricerca scientifica
Continuerà ad essere vietata la clonazione riproduttiva, mentre sarà permessa la clonazione terapeutica.

REFERENDUM n.2
Oggi molte coppie non possono avere figli: o perché affette da sterilità completa, o perché affette da qualche forma di infertilità

SE VINCE IL NO O L’ASTENSIONE
(rimane la situazione attuale)
Le coppie possono sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita solo se i medici abbiano scoperto con certezza qual è la causa della sterilità
Queste coppie possono sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita solo se dimostrano di avere già percorso tutte le strade possibili per guarire
Non possono accedere le coppie non sterili portatrici di malattie genetiche
Possono essere fecondati solo 3 ovociti, che devono essere tutti re-impiantati
Nel caso in cui si formino embrioni portatori di malattie genetiche il medico è obbligato a impiantarli nella donna. La donna non può tornare sulla sua decisione: ha la possibilità di accettare il feto malformato oppure di ricorrere, più tardi, all’aborto terapeutico

SE VINCE IL SI’
Potranno sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita anche le coppie affette da infertilità non documentabile, per esempio quella di tipo psicologico
Potranno sottoporsi alle tecniche di fecondazione assistita anche le coppie (per esempio quelle intorno ai 40 anni) che non hanno il tempo di sperimentare altri tipi di cure
Potranno accedere le coppie che, essendo portatrici di malattie genetiche, è sconsigliabile che abbiano figli naturalmente
Potranno essere fecondati più di 3 ovociti, e non dovranno essere impiantati tutti contemporaneamente. In caso di fallimenti la donna non si deve sottoporre a un nuovo ciclo di stimolazione e a un nuovo impianto di ovociti
Nel caso in cui si formino embrioni portatori di malattie genetiche, la donna avrà la facoltà di rifiutare l’impianto.

REFERENDUM n.3
L’incontro tra spermatozoo e cellula uovo produce una cellula chiamata zigote che, suddividendosi, dà luogo a formazioni cellulari chiamate embrioni

SE VINCE IL NO O L’ASTENSIONE
(rimane la situazione attuale)
L’embrione, secondo la Legge 40, gode degli stessi diritti di una persona.
Il diritto alla salute della madre deve essere sacrificato al diritto all’integrità fisica dell’embrione

SE VINCE IL SI’
L’embrione non sarà più parificato a una persona, portatrice di diritti giuridici
I diritti della madre prevarranno in caso di conflitto

REFERENDUM n.4
La fecondazione eterologa consiste nell’utilizzo del seme e dell’ovocita di un donatore esterno

SE VINCE IL NO O L’ASTENSIONE
(rimane la situazione attuale)
Nessuna coppia può accedere alla fecondazione eterologa

SE VINCE IL SI’
Potranno accedere alla fecondazione eterologa le coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.
_______________________________________________
Alcuni articoli pro e contro dallo speciale del corriere.it

11.6.05

ADSL: Italia più cara d’Europa

All’Italia va un altro record negativo: quello dell’eccessivo costo della banda larga. A fare un po’ di chiarezza in un settore abbastanza discusso, interviene un’indagine condotta da Altroconsumo che sul numero di giugno 2005 pubblica una attenta analisi condotta in otto paesi europei:Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

L’inchiesta fa rilevare che utilizzando la rete mediamente per 30 ore di collegamento mensili, le tariffe fornite dai provider italiani sono meno competitive rispetto a quelle offerte dalla Francia, Regno Unito, Portogallo, Germania e Belgio. A guidare la classifica del risparmio troviamo la francese Neuf Telecom Cagetel con un contratto di 14,90 Euro. Un dato singolare che emerge dall’inchiesta è quello relativo a Tele2, Telecom Italia e Tiscali che essendo anche presenti su mercati europei, offrono in Italia contratti Adsl a una tariffa doppia rispetto a quella fornita in Francia.
pcself.com

10.6.05

Modello tridimensionale di cervello umano

fotomontaggio Butt-Vader
Svizzera: primo modello tridimensionale di cervello umano
SVIZZERA - Un cervello tridimensionale e' lo spazio necessario per installare il supercomputer, realizzato in Svizzera, che sara' il primo modello in 3D di encefalo umano. L'elaboratore elettronico, che e' un "eServer Blue Gene" della Ibm, aiutera' a scoprire come si sviluppano depressione, schizofrenia e altre malattie psichiatriche. Inoltre permettera' la simulazione tridimensionale della neocorteccia: la parte del cervello ritenuta responsabile di linguaggio, apprendimento, memoria e pensiero complesso. (Agr)
corriere.it

Oh my darling

Clementina CantoniCosì titola oggi il manifesto per la liberazione di Clementina Cantoni.
Tutte le persone che non hanno voglia di perder tempo in inutili polemiche esprimono soltanto felicità.

Florence Aubenas giornalista di Liberation e il suo interprete Hussein Hannoun sono ancora nelle mani dei loro rapitori in Iraq.
Sono passati più di 150 giorni. Non dimentichiamoci di loro.

9.6.05

Mini-computer al braccio

lavoratore con computer al braccioOrwell, il fortunato autore di 1984 (quello del "Grande Fratello" per intenderci), sarebbe orgoglioso. Ha sbagliato tutto nelle sue previsioni, è vero, però una cosa l'ha centrata. La tecnologia può diventare un buon sistema di controllo dei lavoratori. Tanto buono che i datori di lavoro inglesi, prendendo esempio dagli americani, attaccano mini computer ovunque sui loro dipendenti: polsi, dita, vestiti e dio sa ancora dove.
Noi italiani, nonostante gli sproloqui di Stanca, siamo miserelli con l'ICT (vedere l'articolo del Sole 24 ore Ict, l'Italia è in affanno sul rapporto assinform), ma ci esaltiamo a scovare e punire i praticanti del peer-to-peer (Maxi-indagine sul p2p, 55 arresti in 8 regioni) come se scambiarsi qualche file fosse un crimine terrificante. In Cina, dove vanno giù duro, hanno deciso invece di "schedare" tutti i BLOG.

Le abitudini repressive sono dure a morire.
__________________________________________________

La notizia sui MINICOMPUTER (della foto su Panorama)

Sono utilizzati nei magazzini inglesi per ottimizzare il lavoro dei dipendenti: registrano movimenti, ritmo di lavoro ed impartiscono loro ordini. Rivolta dei sindacati

Può sembrare uno scherzo, invece è una cosa seria: diecimila lavoratori indossano già il bracciale-computer, il numero aumenta progressivamente, una trentina di aziende lo hanno adottato nei loro depositi da un capo all'altro del Regno Unito, tra cui catene di supermercati e grandi magazzini come Tesco, Marks&Spencer, Sainsbury e Boots, cioè alcune delle maggiori società nazionali. I computer permettono insomma facilità di controllo dell'impiegato, rivelando se questi si stia prendendo pause non autorizzate e se invece completa scrupolosamente il proprio lavoro nel minimo tempo richiesto. [...]
panorama.it

8.6.05

«Noi andremo a votare».

Dio astensione non in mio nomeOggi sul Corriere della Sera c'è un "ponderato" articolo di Gianni Riotta: L’amaro destino del giunco sterile. Purtroppo il problema è che vinceranno i "no" impedendo il raggiungimento del quorum con la furbata di istigare al non voto. Chi ha scienza e coscienza, però, andrà alle urne.

I premi Nobel di tutto il mondo: salvate la ricerca italiana
di Red
Dopo l'attacco a tutto campo di Papa Ratzinger contro l'aborto e la fecondazione a scendere nettamente in campo in difesa della laicità sono gli scienziati europei nonché i nobel come Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco. Il referendum? Un appuntamento da non mancare, spiegano. Per Montalcini, in particolare, «ai quattro quesiti referendari bisogna rispondere non solo andando a votare, ma votando quattro sì». Sulla stessa linea di pensiero si pone Dulbecco: «In altri Paesi ci sono limitazioni all'uso degli embrioni umani per la ricerca biomedica che stabiliscono il limite di 14 giorni dalla fecondazione, oltre il quale scatta il divieto. Il limite è scientificamente ragionevole e accettabile». Ma è tutta la comunità scientifica internazionale a prendere posizione. L'università americana di Yale ha fatto sapere di condividere il contenuto del documento mentre in Europa hanno deciso di sposare la causa le maggiori istituzioni scientifiche: le università di Cambridge, Edimburgo, Lund, Bonn, Madrid e Zurigo ma anche l'Istituto Pasteur, il CNRS, il Consiglio Nazionale delle Ricerche francese e l'EBRI, l'Istituto europeo per le ricerche sul cervello. Prestigiose le firme di scienziati che hanno aderito personalmente: tra gli altri Ann McLaren, dell'istituto di Biologia dello sviluppo dell'università di Cambridge e membro del comitato europeo di Bioetica e il sostegno dell'ex commissario europeo alla Ricerca Philippe Busquin.
Sostegno al referendum anche dalle comunità religiose. «Libertà di coscienza ma tutti alle urne» dicono a vario titolo i rappresentanti delle altre confessioni: ebrei, valdesi, buddisti, evangelici, avventisti, protestanti in netta polemica con "il gendarme della fede". A quattro giorni dal voto il dibattito ha assunto toni da vero scontro di civiltà, oltre che "fisico".
liberazione.it

7.6.05

Pià pr’al cü

Cari padani,
mica che ci stanno sfottendo?
O questi non si ricordano quello che hanno detto o se ne ricordano benissimo, ma sono dell'idea che i sudditi padani siano tutti ciula.

Maroni and company vaneggiano di ritorno alla lira, ma vediamo un po' cosa dicevano prima...
Vi propongo due gustosi articoletti: uno dal Corriere della Sera di Mario Monti, l'altro da il manifesto Torniamo all'euro padano di Alessandro Robecchi. Divertitevi!

Quando Bossi voleva la Padania nell’euro
di Mario Monti

Roberto Maroni propone un referendum per il ritorno alla lira. Roberto Calderoli accusa il Presidente della Repubblica di essere «uno di quelli che ha spinto perché il nostro Paese entrasse a tutti i costi nell'euro. Oggi è dura accettare una sconfitta, che però va accettata». Dopo la presa di distanza del Presidente del Consiglio, Calderoli precisa che il suo attacco non era rivolto al Presidente della Repubblica ma, insiste, «ai veri responsabili di questa situazione, Romano Prodi e il centrosinistra».
Sarebbe far torto ai due ministri non prendere sul serio le loro dichiarazioni. E sarebbe far torto ai lettori non ricordare quale fosse la posizione del partito, del quale i due ministri sono esponenti di spicco, nella fase delle difficili decisioni sul varo dell’euro. Ho ricordi precisi di quella fase, che vissi da Bruxelles. Nell’agosto 1996 in vista della dichiarazione di indipendenza della Padania e della formazione del Governo padano — avvenute a Venezia il 15 settembre—Umberto Bossi scrive al Presidente della Commissione europea Jacques Santer, chiedendo indicazioni su come far aderire la Padania all’Unione economica e monetaria fin dall’inizio, previsto per il primo gennaio 1999.

Qualche tempo prima (3 marzo 1995), in una dura dichiarazione all’Ansa riguardante Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, Roberto Calderoli si era riferito alla lira come «la nostra moneta ridotta a carta straccia». Il 2 settembre 1996 il portavoce di Santer dichiara inammissibile la richiesta di Bossi di far entrare nell’euro la sola Padania. Il 17 giugno 2001 — due anni e mezzo dopo la nascita dell’euro — nel suo intervento di Pontida Umberto Bossi afferma: «Per quel che ci riguarda, se la lira non fosse entrata nell'euro, allora non sarebbero fallite soltanto le grandi imprese italiane, ma anche le piccole imprese perché il costo del danaro e l’inflazione sarebbero saliti alle stelle e sarebbe sopraggiunta la frantumazione dello Stato italiano, cioè la secessione. Noi avevamo coscienza che se gli avvenimenti fossero andati in quel modo avremmo dovuto immediatamente indirizzare il processo politico verso uno Stato nazionale padano per garantirci la democrazia».


Torniamo all'euro padano

ALESSANDRO ROBECCHI
E' proprio vero che non bisogna mai buttare niente. Così, mi ritrovo per le mani un ritaglio di qualche tempo fa, custodito ma dimenticato per anni nella cartellina «cazzate». E' una bozza della Costituzione Transitoria della Repubblica Federale Padana, una grandinata di maiuscole per nove articoletti che dovevano creare l'ossatura della Repubblica del Nord, finalmente sganciata da Roma ladrona e fiondata verso il suo luminoso futuro. Erano i tempi dell'anelito di indipendenza della Padania che aveva colpito i dirigenti della Lega. Riporto qui integralmente l'articolo 5 (incongruamente scritto in italiano), che recita così: La Lira Padana assume corso legale in Padania. Dunque, la prima domanda per agganciarsi alla stretta attualità è semplice e immediata: a quale lira vuole tornare il ministro del lavoro Maroni, alla vecchia lira italiana o alla lira padana? Comma due dello stesso articolo: Il Governo Provvisorio della Padania determinerà i rapporti di cambio con la lira italiana e le altre monete. L'idea di vedere Maroni e Calderoli seduti in una sala della Bce a discutere di tassi di cambio è quasi irresistibile. Scopro invece, con un po' di delusione, che Maroni vorrebbe tornare alla lira vera, quella italiana, che persino Borghezio chiama ora «cara vecchia lira». La soluzione prospettata dal Maroni è semplice: dare voce al «popolo sovrano» (sic), cioè fare un referendum, cosa che con l'attuale costituzione non è possibile. Dunque si tratta di questo: aria fritta, parole in libertà e depistaggio. Il peggior ministro del lavoro che l'Italia (non la Padania) abbia mai avuto cerca di alzare un polverone per cavalcare l'astio di un popolo impoverito (anche) dalla sua indefessa opera. In ogni caso sarebbe interessante - per puro ghiribizzo - provare a calcolare quale tasso di cambio riusciremmo a strappare se dall'euro volessimo tornare alla lira. Visti i nostri conti, il nostro debito pubblico e gli interessi sul debito, sarebbe certamente una rapina. Dunque una volta tornati alla lira, isolati in un continente che ragiona in euro, saremmo messi più o meno come l'Albania, e ci troveremmo davanti all'urgenza di tornare all'euro. Altra trattativa sul cambi e altra rapina: questo Maroni è davvero un genio. Lasciando da parte gli scenari teorici, però, va detto che il richiamo al «popolo sovrano» è sempre affascinante. Riportano le cronache di questi giorni che un 5% di italiani detiene il 32% della ricchezza del paese. Una decina di anni fa lo stesso 5 per cento di italiani deteneva «appena» il 27% della ricchezza complessiva. Il calcolo è elementare: pochi italiani si sono arricchiti e molti (il 95%) si sono impoveriti. Logica vorrebbe che quando questi geni dell'economia che ci governano verranno rispediti a casa, il «popolo sovrano» decidesse a chi rivolgersi per riassestare i conti. Un bel referendum potrebbe porre questo quesito: «Volete voi popolo sovrano che quel cinque per cento restituisca il malloppo con gli interessi?». A occhio e croce i sì dovrebbero arrivare al 90 per cento, tutti italiani convinti che più che tornare loro alla lira, sarebbe un po' di lira a dover tornare a loro. Maroni (e Rutelli) potrebbero sempre astenersi.

Del resto, è comprensibile l'ansia del ministro Maroni di trovare un unico e solo colpevole delle sfighe economiche degli italiani. Se tutti guardano all'euro, pensa astutamente, nessuno penserà all'impoverimento della popolazione - e segnatamente dei giovani - garantito dalla riforma del lavoro che porta il suo nome. Milioni di italiani che hanno un orizzonte di sicurezza sociale (ah! ah!) di tre-sei mesi. Milioni di italiani per cui un prestito, un mutuo, persino un contrattino d'affitto, una convivenza o un matrimonio, per non dire fare dei figli, sono un miraggio lontano, una cosa da ricchi, sia in euro che in lire. Al ministro Maroni dunque serve urgentemente un capro espiatorio: un bel pogrom anti-euro. In nome - ci mancherebbe! - del popolo sovrano. Che sarebbe, per inciso, lo stesso popolo sovrano a cui la Lega sta chiedendo in questi giorni di astenersi ai referendum del 12 giugno.

2.6.05

Anche l'Olanda dice "no"

mulino a vento e tulipaniDall'Olanda un altro secco no all'Europa
Dopo la Francia la Carta Ue respinta anche nei Paesi Bassi con il 61,6 per cento.

Gli olandesi hanno bocciato la Costituzione europea con il 61,6% di voti contrari in base ai risultati definitivi non ufficiali; l'affluenza alle urne è stata del 62 per cento. Il “no” è venuto soprattutto dai giovani, secondo un sondaggio della Nss realizzato alla chiusura dei seggi. A votare “sì” invece sono stati
soprattutto gli uomini (il 60% dei voti affermativi): inoltre, dei favorevoli al trattato il 52,9% era ultracinquantenne.

Francesi e olandesi, nell'arco di tre giorni, hanno dunque probabilmente inferto un colpo da ko alle speranze europee di proseguire sulla strada dell’integrazione.

ilsole240re
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