29.12.09

Pavia. L'aria cattiva che respiriamo

I limiti di Pm10 - di 50 microgrammi
di polveri sottili per metrocubo
di aria - superati 4 volte negli ultimi giorni (fonte Arpa)

Oggi La Provincia Pavese ospita due pistolotti carichi di buone intenzioni relativi allo sviluppo sostenibile nel comune di Pavia. Uno è di Massimo Valdati Assessore all'Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Sanità, Partecipazione e Decentramento del Comune di Pavia, Componente del direttivo di Coordinamento Nazionale Agende21 Locali. L'altro del sindaco Alessandro Cattaneo. Parlano di qualità dell'aria, salute e ambiente. Parole e poco più.
Sfiga vuole che lo stesso giornale pubblichi anche un altro articolo dove vien fuori come Pavia si collochi, poco invidiabilmente, al diciannovesimo posto tra i capoluoghi più inquinati, condividendo i primi venti posti in classifica con ben quindici altre città della così detta padania.
Il Pm10 (le polveri sottili dell'inquinamento urbano, responsabili di malattie dell'apparato respiratorio) ha superato i limiti di tollerabilità consentiti già 49 giorni soltanto a metà aprile. Le giornate di superamento consentite dalle disposizioni europee sono 35 in un anno poi scattano le multe! L'intenzione dell'Unione Europea - per il momento sospesa - è di ridurli a 7.

26.12.09

Il vecchio cialtrone

21.12.09

Aggressione o montatura?

Sono assolutamente contrario a qualsiasi violenza politica. Lo sono stato anche quando non era troppo di moda e spero di esserlo anche in futuro. Mi auguro che Berlusconi se ne vada al più presto per il bene delle istituzioni anche se penso che l'impresentabile ceto politico italiano - indipendentemente dalla collocazione - sia incapace di una politica a favore della collettività invece che di individui privilegiati.
Non odio Berlusconi, non gli auguro alcun male e neppure la galera. Tolga solo il disturbo e vada a godersi i suoi soldi dove vuole, permettendo a questo povero paese di tornare ad un accettabile livello di civiltà in linea con il resto dell'Europa più evoluta. Non è molto, ma è il massimo a cui si possa aspirare.
In Italia gli attentati avvengono, come per incanto, nei momenti di crisi di chi comanda. Dunque vale sempre la pena chiedersi a chi abbiano giovato bombe, stragi e atti vari di terrorismo. Mandanti ed esecutori raramente si identificano.
Non fa eccezione l'aggressione, da parte di un povero cristo, a Berlusconi in piazza Duomo a Milano. Tutti, proprio tutti, anche i "labili di mente", hanno compreso subito quale vantaggio d'immagine ne potesse trarre il Cavaliere minato da una bufera di scandali e processi. Berlusconi del resto ha gestito l'evento magistralmente riemergendo dall'auto, dopo aver ricevuto la "statuettata" di striscio sul viso, con un gesto istrionico degno di premio Oscar. Occorre rendergli atto della bravura. Non a caso è diventato il leader carismatico che è, capace di suscitare tanta ammirazione. Ovviamente, come tutti gli uomini dotati di qualche carisma, è detestato da coloro che non ne subiscono il fascino e non riescono a comprendere in che modo si possa rimanerne incantati.
I dittatori, si sa, sono molto amati o odiati. In genere tutti i detentori di un potere, grande o piccolo che sia, sono oggetto di sentimenti contrastanti. Berlusconi è riuscito nell'impresa di concentrare su di sé un enorme potere senza colpi di stato e, per il momento, spargimenti di sangue, grazie al regno mediatico di cui è padrone. Però è sempre più insofferente dei limiti alla sua decisionalità che una moderna democrazia, regolata dalla divisione dei poteri, impone. Questo è il terreno estremo su cui si sta giocando la partita. Chi non lo capisce è perché non sa o non vuole, per interesse personale, capirlo.
Ora che il piccolo Duomo lo ha incoronato (vedi a piè di pagina la vignetta di Forattini sul Giornale di famiglia) Berlusconi sembra essere stato folgorato sulla via di Damasco. Parla di amore con toni ispirati, ma in chi possiede un ego smisurato, e detiene il comando, questi accenti pacati possono trasformarsi, in quattro e quattr'otto, a fronte di resistenze considerate inaccettabili, in decisioni pericolose per noi tutti.
D'Alema, dopo aver preso sberloni sul muso al tempo della bicamerale, dovrebbe essere il primo a saperlo, anziché riproporre incomprensibili "inciuci".
Una personalità come quella del cavaliere è imprevedibile e capace d'impensabili colpi di teatro.
Personalmente però non credo troppo alle tesi complottiste esasperate e neppure all'ipotesi che tutta la vicenda di piazza Duomo sia una diabolica macchinazione. C'è chi lo ritiene plausibile sulla base degli elementi esposti nel video. Lascio libero il campo alla valutazione individuale.

Menti forti



"L'odio ha influenzato menti deboli. Ma andrò avanti per il bene del paese" [sic!]
(Silvio Berlusconi)

Solidarietà a Marco Travaglio (firma appello Micromega)

Senza Marco Travaglio, ci sarebbe molto buio sulla storia italiana che si sta facendo in questi anni. Molti lo sanno: in Italia, in Europa, negli Stati Uniti. Alcuni non lo sanno ancora: se vogliono una lampada, cominceranno a leggerlo presto. Poi ci sono quelli che lo sanno meglio di tutti gli altri: non c'è da stupirsi se da loro viene oggi – rancorosa, vendicativa – l'accusa di terrorismo mediatico.
Sarebbe bello se tra i giornalisti indipendenti di tutte le testate ci fosse più solidarietà: con Travaglio, con il Fatto Quotidiano, con Repubblica-Espresso
(Barbara Spinelli)

20.12.09

Travaglio, D'Alema, Polito, La Russa - L'ombra della forca

Sono sempre più disgustato ed intenzionato a farla finita con questo Blog inutile al pari di centinaia d'altri.
Inutile come tanti giornali senza lettori, ma dotati di pubblici finanziamenti (il Riformista ad esempio, per non far nomi) e giornalisti (Polito ad esempio, sempre per non far nomi) che anziché attenersi al sacrosanto dovere di documentarsi ed informare si scagliano contro altri giornalisti.
Travaglio, non meno di D'Alema, ispira antipatia, c'è poco da fare. Che però a fargli le pulci sia il tirapiedi dell'inciucista Massimo non sta né in cielo né in terra. Sentire uno sparacazzate come Antonio Polito affermare che Travaglio è "un parassita mediatico" e "sarebbe bene che nessun destriero offrisse più a questa cimice ospitalità nella sua criniera" è davvero troppo.
Marco Travaglio può non piacere, ma innegabilmente sa archiviare e richiamare fatti e misfatti con una chiarezza e una lucidità ignota ai più. I suoi interventi sono ben documentati e se le fonti di quanto dice non fossero reperibili, come afferma Polito, sarebbe già in galera da un pezzo.
Anche a me può non piacere l'aria da primo della classe di Marco Travaglio e il suo sorrisetto da costante presa per il culo, però vorrei che in questa Italia allo sfascio ci fossero dieci, cento, mille Travaglio e un po' meno Polito, Belpietro, Feltri, Vespa, Minzolini e compagnia bella.
Invece andrà a finire che queste resteranno le uniche voci sulla piazza se andranno in porto i progetti di finanziamento pubblico discrezionale - cioè solo per i giornali amici - oscuramento di Internet e divieto di contestazione alle manifestazioni politiche - dunque a tutte poiché qualsiasi manifestazione può essere definita politica.
Di chi poteva essere questa ultima geniale pensata se non dell'ineffabile Ignazio La Rissa, famoso per le sue intemperanze televisive? Del resto è tipico della mentalità fascista, connaturata al personaggio, non sopportare dissensi di alcun genere e reagire alla critica con violenza repressiva sbattendo i contestatori in galera, magari dopo averli ben bene manganellati.
Ma Massimo D'Alema sostiene che talvolta l'inciucio è necessario anche con gente così. Per il bene comune, si capisce!

15.12.09

Ballerina (canzone candidata al prossimo Sanremo giovani)



Stefano Scandaletti, l'autore, mi sembra che colga bene lo spirito dei tempi...

Copenaghen e problemi psichici


13.12.09

Dell'Utri, Spatuzza, Graviano. Qualsiasi cosa dicano o neghino i mafiosi dovrebbe valere men di nulla in mancanza di riscontri oggettivi

Los tres caballeros se la ridono di gusto - Annozero: intercettazione Berlusconi, Dell'Utri, Confalonieri sulla bomba di Mangano

Post Scriptum. La vicenda Spatuzza-Graviano ha dato luogo a qualche fraintendimento che è bene chiarire. A me Spatuzza non piace affatto e i Graviano meno ancora, ma la cronaca ha le sue regole che vanno rispettate. E perciò ricordiamo: Spatuzza ha dichiarato in processo di aver saputo dell'accordo con Berlusconi e Dell'Utri da Giuseppe Graviano. Il quale ha rifiutato di deporre e ha detto che parlerà solo quando sarà venuto il momento di parlare. Chi invece ha detto di non aver mai conosciuto Dell'Utri e tanto meno Berlusconi è il fratello Filippo Graviano, del quale Spatuzza non ha mai parlato. Questo dice la cronaca e non altro.
(Eugenio Scalfari, La Repubblica )

12.12.09

Corte Costituzionale, Scalfaro, Ciampi, Napolitano... Tutti comunisti per Berlusconi, perseguitato politico

... È un comunista, solo i comunisti parlano cosí.
- Non sono solo i comunisti, purtroppo: anche nel nostro partito ce ne sono che parlano cosí... Se tu sapessi la battaglia che dobbiamo sostenere giorno per giorno, ora per ora...
- Lo so, ma io faccio giudizio netto: sono comunisti anche loro.
- Non sono comunisti - disse malinconicamente assorto l'uomo biondo.
- Se non sono comunisti, basterà che il papa dica quello che deve dire, ma che lo dica chiaro e forte, e resteranno imbalsamati.
- Non è cosí semplice... Ma lasciamo perdere: torniamo alle cose nostre. Come si chiama questo... comunista? (Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, pag.42 - dialogo tra un imprenditore mafioso e un onorevole)

11.12.09

Mi vergogno di essere italiano e non voglio avere un premier con le palle


Purtroppo non ho mai pensato che la giustizia fosse davvero uguale per tutti. La storia è lì a dimostrare come ricchi e potenti abbiano sempre avuto, in un modo o in un altro, un rapporto privilegiato con le leggi. Non si spiegherebbe altrimenti il reverente timore per i tribunali, maggiore per chi è povero ed innocente che per chi è colpevole. L'uguaglianza è un principio in divenire al quale è giusto aspirare e più lo si avvicina, più ci si rallegra. In Italia per tutti i lunghi anni di governo democristiano la magistratura non ha mai brillato per indipendenza dalla politica. Del resto in uno stato di diritto, qui come altrove, potere legislativo, esecutivo e giudiziario convivono in un delicato equilibrio. La loro separazione è garanzia di democrazia e solo eccezionalmente divergono fino ad entrare in contrapposizione. Quando accade i rischi di dittatura da parte di qualcuno che avoca a sé tutti i poteri in nome di una investitura divina o popolare sono alle porte.
Le prerogative del Parlamento che Fini - vuoi pure per peloso interesse - tenta di difendere, sono già state ampiamente compromesse da leggi elettorali "porcata" per cui gli attuali eletti devono i loro privilegi ai capi dei partiti che li hanno scelti. Mancando di investitura popolare mancano anche di indipendenza. Avveniva anche in passato, ma con meccanismi meno spudorati. Il sistema elettorale proporzionale ha sempre garantito, rispetto al maggioritario, una superiore tutela delle minoranze (sparite in Italia). Berlusconi, brutalmente, considera il Parlamento una inutile perdita di tempo e giustifica l'assenza dei suoi parlamentari dalle sedute con l'incredibile asserzione che "hanno da lavorare" per le loro individuali professioni.
Dunque, mancando di reale indipendenza il potere legislativo del Parlamento, chiamato a votare leggi a scatola chiusa, col ricorso ripetitivo al voto di fiducia, non dovrebbe meravigliare più di tanto che la Corte Costituzionale, organo preposto alla valutazione circa la costituzionalità delle leggi, si pronunci in maniera sfavorevole, dal momento che tali leggi infrangono palesemente i principi costituzionali.
Questo lungo e "palloso" preambolo ha il solo scopo di far risaltare i pericoli che gli attacchi alla magistratura sottendono. Un capo di governo che dice e fa quello che fa e dice Berlusconi giustifica implicitamente le parole di un individuo come Fabrizio Corona, reuccio del gossip nostrano, il quale di fronte ad una condanna per una storiaccia di ricatti fotografici dichiara «Non me ne frega un cazzo di fare il carcere. Quel che c’è scritto in tribunale - La legge è uguale per tutti - è una grandissima stronzata. Non ho fiducia nella legge. Viviamo in un paese di merda. Mi vergogno di essere italiano. E non è che me ne vado perché scappo. Me ne vado perché in questo paese non ci voglio vivere. Ripeto: mi vergogno di essere italiano»
Come lui tutti coloro che, a torto o a ragione, vengono condannati possono dire lo stesso. Se il disprezzo per i giudici è alimentato, per interessi personali, da chi sta ai vertici dello Stato non si può pretendere comportamenti dissimili da tutti gli altri.
Quanto afferma il Corona, uno che ritiene di "aver le palle" né più nè meno del Berlusconi, è un misto di banalità. Potrebbero anche avere fondamento, se motivate. Perché non si ha fiducia nella legge, si vive in un paese di merda, ci si vergogna di essere italiani, si vuole andare a vivere all'estero?
All'ultimo quesito - e nella sostanza anche ai primi due - ben risponde l'articolo "Figlio mio, lascia questo Paese".
Al penultimo la mia risposta è semplice: non si può che vergognarsi ad avere come connazionali personaggi dello stampo dei Corona e dei Berlusconi, campioni d'ignoranza, tracotanza e spocchiosità, eppure ammirati ed osannati da tanti. Unica differenza tra i due: il primo ha avuto una condanna, l'altro cerca disperatamente di evitarla.

Siamo ancora capaci di ascoltare risposte nel vento?

Bob Dylan - Blowing in the wind

Come si fa ad avere un capo del governo che a Bonn, in un contesto internazionale, si vanta di essere "un premier super... forte duro, con le palle" e sostiene che "in Italia la sovranità è passata dal parlamento al partito dei giudici" minacciando senza mezzi termini di buttare alle ortiche la Costituzione?
Spudoratamente Berlusconi riafferma la convinzione che la corte costituzionale sia di sinistra come l'ottanta per cento della stampa.
Molti ridevano durante lo show del cavaliere, non si sa se per il numero da cabaret o per il disprezzo, altri scuotevano la testa o restavano impietriti, quasi assenti, quantunque si fosse in un congresso del Partito Popolare Europeo, in teoria a lui favorevole. Quest'uomo ha perso completamente il senso della realtà. Bisognerebbe fermarlo, prima della catastrofe. Ma forse ormai è già troppo tardi.
Nelle stesse ore, a Oslo, Obama, Presidente degli Stati Uniti, riceveva il Nobel per la pace e teneva un discorso di ben altro tono, sollevando applausi con frasi del tipo «Perdiamo noi stessi quando scendiamo a compromessi sugli ideali profondi che difendiamo». Ciò nonostante anche lui, una speranza per un futuro migliore, ha sostenuto l'ineluttabilità della guerra pur dedicando tributi a Martin Luther King e Gandhi. Che dire? L'aria che tira è pestilenziale.

8.12.09

Cardinal Calderoli e Imam Tettamanzi

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

7.12.09

25 aprile, girotondi, no Berlusconi day. C'ero anch'io

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

25 aprile 1994

Ad un mese dalla vittoria del Polo berlusconiano nelle elezioni politiche 300.000 persone sfilano a Milano per ricordare, insieme alla liberazione dal nazi-fascismo, l'inaccettabilità di un governo tanto sbilanciato a destra.
L’appello per il corteo è stato lanciato da il Manifesto ed è una vera sorpresa veder sfilare quel mare di gente sotto un diluvio memorabile.
È l'ultimo 25 aprile "politico".
«Che Liberazione» c'era scritto sugli striscioni. L'appuntamento con la memoria, attualizzato e politicizzato dal popolo della sinistra sotto una pioggia fitta e incessante, cercava di esorcizzare la (prima) vittoria di Berlusconi e scendeva in piazza per testimoniare l'anima popolare, democratica, antifascista del paese.


14 settembre 2002. I girotondini. All'apice del movimento viene indetta a Roma "Una festa di protesta". La partecipazione è enorme. Dal palco parlano Nanni Moretti, don Luigi Ciotti, Rita Borsellino, Gino Strada, Federico Orlando, Paolo Flores D'Arcais, Furio Colombo, Francesco Pardi, Vittorio Foa, con la partecipazione di numerosi artisti. Sono personaggi legati alla sinistra più tradizionale, che però non ne possono più dei loro impresentabili dirigenti.

5 dicembre 2009
. No Berlusconi Day.
Per la prima volta il popolo della rete si autoconvoca virando da entità virtuale a movimento reale. Centinaia di migliaia di persone, orfane di una condivisa
e riconosciuta rappresentanza politica, sciamano per le vie della capitale chiedendo le dimissioni di Berlusconi. Non mancano gli aderenti a organizzazioni e partiti, ma il nocciolo viola dei manifestanti è una generazione nuova con un approccio culturalmente diverso alla comunicazione e alla realtà, ancora largamente incompreso dall'impreparato etablishment nostrano.
Tra gli interventi sul palco, particolarmente intenso quello di un emozionato Salvatore Borsellino, fratello di Rita e del giudice ucciso dalla mafia insieme alla sua scorta.


Ebbene si, sono uno dei soliti noti recidivi.
Non potevo mancare l'appuntamento romano, tanto diverso dai precedenti.
Lo so benissimo, questa manifestazione sarà inutile esattamente come le altre. Il penoso teatrino della politica italiana continuerà come prima, sordo al richiamo di tanti cittadini assolutamente nauseati dai guitti che occupano salotti televisivi e palazzi del potere, sostenuti da scodinzolanti giornalisti.
Forte di un consenso estorto con la menzogna ad un popolo sempre più disinformato dai tradizionali strumenti di comunicazione, Berlusconi e soci continueranno a distruggere l'Italia, complice una opposizione inesistente ed incapace di elaborare una qualsivoglia credibile linea politica alternativa.
Quanti amici, altrettanto disgustati, se ne strafottono ormai di tutto e di tutti occupandosi solamente della sempre più pesante quotidianità! Come dar loro torto? Io stesso faccio ben poco per cambiare le cose, a parte sfogarmi quasi ogni giorno sulle mie inutili note.
Tuttavia il vedere molti giovani entusiasti buttarsi a capofitto per organizzare questo evento - così lontano dai riti del passato - e il successo ottenuto - mi fa pensare che ci sia ancora, non dico tanto, ma almeno un dieci, quindici per cento della popolazione che non ci sta.
Se non altro per pura testimonianza sono con loro.

3.12.09

I pitbull del regime: capezzone schifani scajola cicchitto bondi gasparri


Che "fini" faranno i pitbull di berlusconi se lui se ne va a Panama?
(Per la serie chi se ne frega)

2.12.09

Non uccidete le nostre speranze

Usciamo per un momento dalle nauseanti miserie di casa nostra e diamo spazio a due accorate lettere aperte ai potenti del mondo.

Da il manifesto lettera aperta ai governanti Copenhagen, il coraggio di cambiare la storia e a Obama da parte di Michael Moore Non uccidere la nostra speranza

I viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Copenaghen verranno accolti da cartelloni pubblicitari con le facce invecchiate dei leader del mondo che chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici. I cartelloni pubblicitari piazzati nell’aeroporto mostrano i volti dei leader come potrebbero apparire nel 2020. Le immagini sono accompagnate dal titolo “Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici…non l’abbiamo fatto”. Lo slogan della campagna è “Act now: change the future”. Le pubblicità sono state diffuse dalla coalizione mondiale tcktcktck.org e da Greenpeace come parte della campagna per ottenere un accordo equo, serio e vincolante al summit sul clima di Copenaghen

Bandiera: tricolore crocifisso moschetto e... Vauro

tricoloreclicca sull'immagine per ingrandirla

La Repubblica - Pier Luigi Celli
"Figlio mio, lascia questo Paese"

30.11.09

Minareti no armi si

Gli svizzeri si sono espressi con due referendum. Non vogliono minareti sul loro territorio, ma intendono continuare a vendere armi indisturbati.
Plaudono i cugini padani. La pensano esattamente come loro.

Vedere su La Stampa l'articolo Missili e campanili

29.11.09

Sporchi ma sani

videoPigpen Hoedown

Verso la fine degli anni ’80 incominciò a circolare l'ipotesiche che spiegava l’alta percentuale di allergie nei Paesi industrializzati con una bassa esposizione ad agenti patogeni. Si faceva strada l'iedea che germi e batteri non siano solo fonte di malanni e infezioni, ma anche un importante aiuto nel corretto funzionamento della reazione immunitaria dell’organismo.
Una ricerca scientifica sembra oggi comprovare l'idea.
Vedere Repubblica e Corriere

25.11.09

Bancaria condannata. Non ha rubato ai poveri per darlo ai ricchi!

Robin Hood, Walt Disney

Banche, associazioni a delinquere legalizzate. Molti lo pensano, non i banchieri, ovviamente, che continuano, impuniti, a dividersi bonus milionari.
Una bancaria atipica - in Germania non in Italia! - copriva, temporaneamente, i conti in rosso dei clienti in difficoltà con i soldi dei clienti ricchi. Non ci ha guadagnato mai nemmeno un centesimo, ma questo, quando è stata scoperta, non l'ha salvata dalla condanna penale. Così va il mondo.

24.11.09

Bersani: "no" al "No Berlusconi day"

La copertina di Rolling Stone - Silvio Berlusconi 'Rockstar dell'anno'

«Noi facciamo le nostre manifestazioni e non accettiamo lezioni di antiberlusconismo da nessuno» così Bersani.
Detto da chi avrebbe potuto fare molto per evitarci il berlusconismo - e non l'ha fatto - sembra una presa per i fondelli.

20.11.09

Provincia Pavese «BIOCOTTANO il No Berlusconi day»

troppo bello questo refuso!

PAVIA. Questione politica e di libertà d'espressione negata per il comitato "No Berlusconi day", semplice questione di precedenza per il comandante della polizia locale Gianluca Giurato. Gli ingredienti della polemica, però, ci sono tutti: polemica che nasce dall'autorizzazione negata ad un banchetto informativo sulla manifestazione del 5 dicembre contro il presidente del consiglio. Il banchetto del comitato che appoggia la manifestazione che chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi avrebbe dovuto essere operativo domani in piazza della Vittoria.

Peccato che al suo posto sia stato accettato, guarda caso, il gazebo di un deputato del... PDL!

19.11.09

Acqua privata - Firma la petizione contraria al decreto che oggi è diventato legge

acqua-denaroPrivatizzazione dell'acqua. Oggi il decreto 135/09 è stato trasformato in legge. La petizione contraria Salva l'acqua del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha raccolto, fino ad ora, quarantamila firme. C'è stata anche un mail bombing nei confronti dei deputati.
A buonsenso l'acqua, come l'aria, dovrebbe essere gratuita e a disposizione di tutti. Per i nostalgici del socialismo utopico anche la terra ed i suoi prodotti, la casa, le cure mediche e l'istruzione dovrebbero essere garantiti a chiunque. Un diritto per chi nasce, altrimenti il nascere, per due terzi dell'umanità, più che un dono divino è l'inizio di un infinito tormento.
Il nostro governo ha varato una legge, come al solito blindata, che regalerà ai privati l'acqua pubblica. Inevitabile corollario sarà l'innalzamento dei suoi costi a livelli inimmaginabili. Non per niente l'acqua, sempre più scarsa, è definita "oro blu". Non è detto però che un governo, diciamo così, "di sinistra" avrebbe fatto meglio. Molte amministrazioni del vecchio centro-sinistra infatti, precorrendo i tempi, avevano già rinunciato alla gestione di questo - come di altri - bene pubblico.
Nell'indifferenza generale? No, tra proteste che non hanno prodotto un granché. Del resto si sa: gli italiani sono grandi consumatori di costose acque imbottigliate, anche se gli esperti concordano sul fatto che la qualità dell'acqua del rubinetto, quando non è migliore, è uguale a quella delle bottiglie.
Dunque, gli ambientalisti nostrani, resi impotenti dall'assenza della politica, corrono a chiudere le stalle quando i buoi sono ormai scappati. Come spesso accade, molti patetici sostenitori del PD, si accodano.
Già Bersani e Marino, sollecitati a prendere posizione dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, pur tra molti distinguo, avevano sostanzialmente avallato, la privatizzazione delle acque.
Ora, sulla Provincia Pavese, sulla questione si sono espresse molte firme illustri, da Boatti a Osculati. Sono le argomentazioni di quest'ultimo, noto professore universitario e, a suo tempo, capo delle aziende municipalizzate pavesi per i Democratici di Sinistra, a farmi riflettere.
Osserva: "la logica del profitto non è incompatibile con l'erogazione di buoni servizi." Vero, ma altrettanto vero che spesso gli interesse privati confliggono con quelli collettivi. Ad esempio banche ed assicurazioni sono abilissime nel produrre profitti privati, ma si curano ben poco dei danni arrecati alla collettività.
Nel pubblico "si possono verificare varie situazioni di sfruttamento di utenti e contribuenti sotto forma di inefficienze, clientelismi e disservizi." Ancora vero. Però è la mancanza del senso dello Stato, l'idea che ciò che è pubblico non è di nessuno, anziché di tutti, le continue malversazioni dei pubblici funzionari, collusi con politici corrotti, a rendere inaffidabile la pubblica amministrazione. Inoltre molte privatizzazioni dei servizi, all'estero come in Italia, si sono tradotte in autentici disastri per gli utenti finali. Ferrovie ed autostrade sono lì a dimostrarlo.
"Il fatto che, talora, le tariffe applicate dai soggetti pubblici siano più basse di
quelle applicate dai soggetti privati assume un ben scarso significato, visto che
comunque l'intero dei costi del servizio si paga: se non in tariffa, mediante la tassazione generale, tassazione che da noi non è affatto progressiva." Ancora una volta vero. Tuttavia non è ineluttabile l'ingiustizia fiscale che pone l'Italia all'ultimo posto tra i grandi Stati per capacità di riscuotere le tasse. Se l'evasione è tale da eguagliare annualmente l'ammontare di una intera corposa finanziaria probabilmente è anche dovuto al fatto che i comportamenti governativi - della destra in primo luogo, ma non solo - la favoriscono spudoratamente. A pagare fino all'ultima lira sono soltanto lavoratori dipendenti, pensionati e quegli autonomi meritevoli con medie entrate che, per onestà o paura di non farla franca, versano interamente i contributi.
Qui mi fermo con un'ultima citazione del prof. Osculati.
"...una tariffa idrica relativamente elevata ha il pregio di scoraggiare gli sprechi." Già, soltanto imposizioni e sanzioni possono indurre comportamenti virtuosi. Come dargli torto? È davvero sconsolante. Eppure ci dev'essere un modo per "educare" i cittadini a comportamenti corretti senza necessariamente ricorrere a vessazioni pecuniarie.
Ricordo tanti anni fa, ospite in Svizzera, di aver portato le bottiglie in un punto di raccolta dove erano distinte in contenitori a seconda del colore. In Italia la raccolta differenziata non si sapeva ancora cosa fosse. Là era normale e nessuno si sottraeva. Perché? Non ho una risposta. Sommessamente ipotizzo l'interiorizzazione di una forma statale che chiede un impegno, ma poi dà anche un ritorno in positivo. In Italia non è mai avvenuto.

18.11.09

Vivere in padania

Il mondo gira intorno a nuovi poli. Ne è esempio la visita di Obama in Cina. I maggiori giornali del mondo parlano di questo con tutto ciò che comporta.
I nostri quotidiani si occupano invece delle esternazioni di Schifani e del contrasto Fini-Berlusconi, per taluni nella speranza - temo vana - che questo possa nuocere a Berlusconi, per altri, al contrario, nella convinzione che il cavaliere possa uscire da eventuali nuove elezioni rafforzato e libero anche della zavorra finiana.
Intanto Maroni vaneggia di terrorismo mescolando confusamente BR, Nat (fantomatici nuclei di azione territoriale) e terrorismo islamico e sindaci padani si inventano nuove multe assurde per i loro già tartassati concittadini.
Ultima in ordine di tempo quella da 500 euro per chi non espone il crocifisso nei luoghi pubblici, bar compresi.
Se l'è inventata Paolo Bremi, sindaco di destra di Trivolzio, paesino alle porte di Pavia che conterà si e no un migliaio di anime.
In sè potrebbe far sorridere tanta solerzia antieuropea. Ma il signor Bremi, agente generale Inaassitalia a Pavia, rappresenta bene virtù e vizi del padano medio. Ci tiene ad essere sindaco e s'inventa la consueta lista civica per l'occasione: “Insieme per il futuro di Trivolzio”. Si sceglie un vicesindaco, diciamo così, di centro-sinistra e sostiene che la sua "è una giunta assolutamente apolitica" con lo scopo preciso di continuare a cementificare il territorio attraverso "l'espansione edilizia", esattamente allo stesso modo del suo predecessore ed attuale vicesindaco [sic!]. Magari sarebbe stato più appropriato chiamare la lista "Insieme per il passato"!
Però, nonostante l'apoliticità, il sindaco non resiste alla tentazione ideologica di dar prova del suo cattolicesimo militante inventandosi una multa incredibile. Uah! Uah! Uah!

16.11.09

Ci vuole Report perché ne parlino anche i giornali!

spezzone Report del 15 novembre 2009 sulla banca Arner

Berlusconi e figli hanno depositi per 60 milioni nella Banca Arner - sede a Lugano e tre filiali tra Milano, Nassau e Dubai - commissariata dalla banca d'Italia per sospetto riciclaggio. Lo rivela Report in un interessante servizio: La banca dei numei uno.
Solitamente ben poco si sa di queste cose, tanto noiose quanto fondamentali. Sui giornali migliaia di articoli si occupano di tette e culi, ma inchieste sulla finanza se ne fanno poche.
Oggi Repubblica rilancia: I misteri della Banca Arner con i depositi di Berlusconi e figli
Per la verità se ne erano già occupati Peter Gomez e Vittorio Malagutti su L'Espresso: Vado, riciclo e torno
Ma queste sono cose che non lasciano il segno.

15.11.09

Saviano - Appello per il ritiro della legge sul processo breve

Antonio Albanese: Cetto Laqualunque ed il linguaggio della politica

Ho firmato l'appello sotto riprodotto, insieme ormai a quasi centomila persone, e invito anche chi legge a farlo (QUI)
Non credo affatto che Berlusconi, il cui unico scopo è salvare sé stesso, sia in qualche modo sensibile a questo genere di richieste.
Rimane l'ennesima manifestazione di dissenso, tanto sterile quanto irrinunciabile, contro un sistema politico - ma prima ancora economico - sempre più marcio.
È anche un monito per Fini e tutti coloro che continuano a scegliere "il male minore" come se questo potesse scongiurare il peggio. (Vedi
Fini e il male minore di Barbara Spinelli su La Stampa)

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

14.11.09

Nuovi quotidiani: Il Clandestino, The Front Page e la crisi della carta stampata

Il Clandestino, derivato cartaceo del Clandestino web, del quale è prevista l'uscita fra una decina di giorni, si autodefinisce senza divisa, ma la sua vetrina di riferimento - sotto riprodotta - è eloquente nello svelarne la tendenza.

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Altrettanto senza veli l'origine di The Front Page, ideato da Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi. Pare ci scrivano giornalisti "di peso" sotto pseudonimo (un po' come Il barbiere della sera, ma meglio sponsorizzato). Rispetto al primo ha l'innegabile pregio di essere on-line, dunque di non contribuire, bene o male che vada, ad un ulteriore spreco di carta.
Sarebbe rituale augurare ogni bene a nuove testate di comunicazione indipendentemente dalla collocazione politica. Ora, se si tratta di avventure in rete, ben vengano. Ci sono ormai una quantità smisurata di comunicatori, ma non importa. C'è chi vorrebbe impedirlo: guai se accadesse!
Diverso il discorso per giornali di carta. Costano - dunque qualcuno alle spalle deve pur esserci - e sprecano risorse. Ciascuno giura sul proprio successo, è normale, la verità però è che anche le testate storiche tirano sempre meno. I dati di confronto tra giugno 2008 e 2009 sono impietosi:

Con questi chiari di luna non si capisce cosa abbia spinto Sansonetti (gli Altri) Padellaro (il Fatto Quotidiano) e compagnia a tentare la sorte, tanto più che pescano nello stesso piccolo stagno di altri più affermati giornali politici di sinistra.
Il calo delle vendite è un trend mondiale né c'è da sperare in una prossimo riavvicinamento dei giovani alla carta stampata.

13.11.09

Word - C"i"glioni a destra come a sinistra

Nelle prime versioni di word se scrivevi "coglioni" te lo correggeva automaticamente - e pudicamente - in "ciglioni".
Caso Meloni. La volgarità e rissosità di "destra" sembra contagiare una certa "sinistra" (ne ho pieni i ciglioni anche di questi termini che significano sempre meno). Della Meloni so ben poco per cui mi è ignoto il motivo di tanto livore a lei riservato dal fumettista Spataro - Qualche tempo fa la Meloni era già stata oggetto della mia solidarietà causa il video nel quale il grande capo Silvio, chiamandola a sé, le dà affettuosamente della zoccola (corretto poi in piccola, da che pulpito!). Vedi Berlusconi chiama la Meloni:"Dov'è la zoccola?".
Incomincerò a diventare anch'io un vecchio bacchettone che strilla contro l'imbarbarimento della politica - e non solo - ma non posso che essere d'accordo con il corsivo di Massimo Gramellini su La Stampa che riproduco qui sotto.

Non conosco il disegnatore Alessio Spataro, autore del libro di fumetti «La ministronza» che narra le avventure del ministro Giorgia Meloni (ribattezzata Mecojoni) nelle fogne di Roma, fra topi, scarafaggi e acrobazie erotiche con sconosciuti. Ma immagino che come artista di sinistra sarà giustamente sensibile ai diritti degli esquimesi e sosterrà le campagne ambientaliste per la difesa dell’upupa. Soprattutto si batterà contro lo sfruttamento delle donne e la volgarità con cui il «sistema» turbo-consumista, incarnato in Italia da Berlusconi, le utilizza per vendere prodotti e dare sfogo a istinti primordiali non mediati da educazione e cultura.
Eppure la sensibilità di Spataro si arresta di fronte a forme di vita diverse da sé. Il suo bersaglio è una giovane politica incensurata, sgobbona e talmente al di sopra di ogni sospetto che nemmeno la sua nomina a ministro fu accompagnata dalle battute maliziose che si riservano di solito alle donne in carriera. Viene dal popolo, ma per uno di sinistra non dovrebbe essere un difetto: almeno non lo era fino a qualche tempo fa. Agli occhi di un ultrà dell’ideologia, Giorgia Meloni però ha una tara irredimibile: è di destra e questa appartenenza la fa decadere dai suoi diritti di donna e di essere umano. Il rispetto che meritano le upupa non vale per lei. La si getti dunque nelle fogne, la si trasformi in una ninfomane che non si lava e parla in romanesco triviale coi sorci. Naturalmente trincerandosi dietro il diritto di satira, parolina magica che serve a coprire la mancanza di talento e prima ancora, come sempre, di autoironia.

12.11.09

Ma quale sinistra? Eurodeputati PD favorevoli al crocifisso

Crocifissi: le consuete fini argomentazioni di Ignazio La Rissa

Possibile che non uno degli eurodeputati PD (neppure la Serracchiani per quel che ne so) abbia sentito il bisogno di dissociarsi, come atto di semplice civiltà, dalla "dichiarazione sulla libertà di esposizione in luoghi pubblici di simboli religiosi" presentata dai capidelegazione del Pdl Mario Mauro, del Pd David Sassoli, dell'Udc Magdi Allam, e della Lega Nord Mario Borghezio, dai due vicepresidente italiani dell'Europarlamento, Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl), nonché dal presidente della commissioni Affari costituzionali Carlo Casini (Udc), da Sergio Silvestris del Pdl, e da Cristiana Muscardini (Pdl)?
Vero è che il parlamento di Strasburgo per molti è soltanto una sinecura economicamente vantaggiosa da abbandonare non appena all'orizzonte si profili una occasione migliore (vedi La girandola degli eurodeputati), tuttavia sarebbe interessante sapere cosa ne pensano su determinati argomenti i singoli eurodeputati. Dobbiamo credere che tutti abbiano la stessa mentalità codina?

Elenco eurodeputati PD :

BALZANI FRANCESCA
BERLINGUER LUIGI
BORSELLINO RITA DETTA RITA
CARONNA SALVATORE
COFFERATI SERGIO GAETANO
COSTA SILVIA
COZZOLINO ANDREA
CROCETTA ROSARIO
DE ANGELIS FRANCESCO
DE CASTRO PAOLO
DOMENICI LEONARDO
GUALTIERI ROBERTO
MILANA GUIDO
PANZERI PIERANTONIO DETTO ANTONIO
PIRILLO MARIO
PITTELLA GIOVANNI SAVERIO FURIO
PRODI VITTORIO
SASSOLI DAVID MARIA
SERRACCHIANI DEBORA
SUSTA GIANLUCA

11.11.09

Mediaset e Mills. Berlusconi, grazie a Fini, dribbla i processi. Gli basterà?

Saltano i processi di corrotti e bancarottieri dopo due ore di colloquio tra Fini e Berlusconi.
"È andata bene" ha commentato il cavaliere all'uscita. In effetti ha strappato al presidente della Camera ciò che più gli premeva: la sua personale immunità. Oggi però il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, titola "Il cavaliere furibondo. Fini vuole affossare Berlusconi".
Intanto si fa strada l'ipotesi di reintrodurre l'immunità parlamentare a suo tempo bocciata dalla stragrande maggioranza degli italiani. Considerando il numero di parlamentari condannati ed inquisiti e le collusioni mafiose - e d'ogni altro genere - che emergono a getto continuo, ne hanno davvero bisogno.

9.11.09

Prima o poi tutti i muri cadono

Vent'anni fa, oggi, cadeva il muro di Berlino senza che nessuno l'avesse previsto in tempi tanto brevi. Insieme a quello si sfaldò anche, più prevedibilmente, il socialismo reale. Michail Sergeevič Gorbačëv, ultimo Segretario generale del Partito comunista dell'Unione Sovietica, già da quasi cinque anni, con la Glasnost ("trasparenza") e la Perestrojka ("ristrutturazione"), stava smantellando il comunismo sovietico. L'anno precedente alla caduta del muro aveva decretato la fine della dottrina Brežnev che impediva qualsiasi autonomia alle nazioni satelliti dell'Unione Sovietica, sancite dal patto di Varsavia.
Finiva così, per implosione, senza spargimenti di sangue e rimpianti l'epopea sovietica che tante speranze e delusioni aveva suscitato nei lavoratori di tutto il mondo. Il resto è già storia fatta di poche luci e tante ombre. Il concludersi dell'esperienza iniziata con la rivoluzione d'ottobre del 1917 non pone termine al conflitto tra classi dominanti e classi dominate, sfruttati e sfruttatori. Il capitalismo sembra essere rimasto l'unico modello di riferimento praticabile, ma nulla è per sempre. Libertà, giustizia, solidarietà non sono garantite nè dal comunismo nè dal capitalismo. La grande utopia socialista di un mondo migliore sembra lontana oggi più che mai. Nessuno dei veri dissidenti dell'est ha trovato successo politico ad ovest. Non mancano neppure i nostalgici dei regimi autoritari che stavano meglio quando stavano peggio. Non sono necessariamente coloro che godevano di privilegi. Semplicemente sono persone che si sentivano più protette in quel mondo povero dove però non mancava l'indispensabile piuttosto che in questo dove tutto ha un prezzo e se non sei bravo a lottare soccombi. Per i giovani è diverso. In fondo basta avere soltanto vent'anni per non serbare ricordi di come era prima.

8.11.09

Vai dove ti porta il clito

“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.

Intervista a Daniele Luttazzi, il satirico più radiato dalla TV (Rainews24 e Micromega

Crisi economica: coraggio il meglio è alle spalle

Euforia governativa per il buon piazzamento dell'Italia sul fronte della ripresa.
Chissà se chi ha perso il posto di lavoro, o fatica ad arrivare a fine mese, se ne sarà accorto.
I nostri ministri poi, a partire dal primo super pares, sono un raro esempio di coerenza. Insultano l'OCSE quando ci massacra, ma ne tengono gran conto quando ci valuta positivamente.
Comunque val la pena leggersi Galapagos sul Manifesto: Ocse. Ripresa effimera

Squalene nel vaccino influenzale

Non sono pregiudizialmente contrario ai vaccini. Ma poiché grande è la confusione sotto il cielo mi piacerebbe sapere da chi è più competente quanta verità ci sia nelle notizie relative allo squalene adiuvante nel vaccino contro l'influenza A/H1N1.
Ciò che constato è la diffidenza dei medici, ben poco propensi a farsi vaccinare. Possibile che siano così incolti? Magari non saranno mostri di cultura, ma almeno per quanto concerne il loro campo specifico qualcosa sapranno.
Altro dato di fatto è che l'americana Food and Drug Administration (FDA) non ha approvato la sostanza, che non è infatti presente nella versione americana del vaccino, mentre lo è in quella italiana. D'altro canto l'EMEA (Agenzia europea per il controllo sui farmaci) ha dato via libera. In Svizzera però un altro vaccino contetente squalene non è stato autorizzato per le donne in gravidanza, i minori di 18 anni e gli anziani oltre i 60 anni. E allora?
Poveri noi subissati da tante informazioni contraddittorie.

7.11.09

Sequestro stile camorra

Secuestro estilo camorra

Questo il post odierno di denuncia per l'intimidazione subita della più famosa blogger dissidente cubana (l'immagine è del suo libro). Ciò che mi spinge a pubblicarlo è che a Cuba come in America e in Italia (per non dire in Russia e altrove) i metodi della polizia o, peggio, di corpi speciali appositamente addestrati sembrano gli stessi ovunque. La cultura della sopraffazione violenta - non importa se di idee o comportamenti - non sembra avere mai fine.

Nei pressi di calle 23, proprio alla rotonda dell’avenida de los Presidente, abbiamo visto arrivare a bordo di un’auto nera - di fabbricazione cinese - tre robusti sconosciuti: “Yoani, sali in auto” mi ha detto il primo afferrandomi con forza per un polso. Gli altri due trattenevano Claudia Cadelo, Orlando Luís Pardo Lazo e un’amica che ci accompagnava a una marcia contro la violenza. Ironia della vita, quella che doveva essere una giornata di pace e concordia si è trasformata in una serata carica di botte, grida e male parole. Gli stessi “aggressori” hanno chiamato una pattuglia che si è portata via gli altri miei due compagni, Orlando e io eravamo condannati all’auto con targa gialla, lo spaventoso terreno dell’illegalità e dell’impunità per l’Armageddon.
Mi sono rifiutata di salire sul brillante Jelly e abbiamo preteso che si identificassero e mostrassero un mandato giudiziario che li autorizzasse a portarci via. Non ci hanno fatto vedere nessuna carta che provasse la legittimità del nostro arresto. I curiosi si accalcavano intorno e io gridavo: “Aiuto, questi uomini ci vogliono sequestrare”, ma loro hanno fermato chi voleva intervenire con un grido che rivelava tutto il fondamento ideologico dell’operazione: “Non vi intromettete, questi sono dei controrivoluzionari”.
Di fronte alla nostra resistenza verbale, hanno preso il telefono e hanno detto a qualcuno che doveva essere il loro capo: “Cosa facciamo? Non vogliono salire sull’auto”. Immagino che all’altro lato la risposta sia stata categorica, perché dopo ci hanno riempito di botte e spintoni, mi hanno caricato con la testa verso il basso e hanno tentato di infilarmi nell’auto. Ho afferrato la porta, ricevendo colpi sulle mani, sono riuscita a togliere un foglio che uno di loro portava in tasca e me lo sono messo in bocca. Mi sono presa un’altra scarica di botte perché restituissi il documento.
Orlando era già dentro l’auto, immobilizzato da una mossa di karate che lo faceva stare con la testa verso il pavimento. Uno ha messo le sue ginocchia sul mio petto e l’altro, dal sedile anteriore mi colpiva nella zona dei reni e sulla testa per farmi aprire la bocca e liberare il documento. Per un istante, ho temuto che non sarei più uscita da quell’auto. “Sei arrivata fino a qui, Yoani”, “Adesso la finirai di fare pagliacciate”, ha detto quello che era seduto accanto all’autista e che mi tirava i capelli.
Nel sedile posteriore si poteva assistere a uno spettacolo molto strano: le mie gambe verso l’alto, il mio volto arrossato per la pressione e il corpo indolenzito, all’altro lato c’era Orlando conciato male da un picchiatore professionista. In un gesto di disperazione sono riuscita ad afferrare, dai pantaloni, i testicoli di questo personaggio. Ho affondato le mie unghie, supponendo che lui avrebbe continuato a schiacciare il mio petto fino all’ultimo respiro. “Uccidimi adesso”, gli ho gridato, con il fiato che mi restava, ma quello che stava nei sedili anteriori ha detto al più giovane: “Lasciala respirare”.
Sentivo Orlando ansimare e le botte continuavano a cadere su di noi, ho pensato per un attimo di aprire la porta e gettarmi fuori, ma all’interno non c’era una maniglia utilizzabile. Eravamo nelle loro mani ma ascoltare la voce di Orlando mi rincuorava.
In seguito lui mi ha detto che gli accadeva lo stesso ascoltando le mie parole rotte dai singhiozzi… perché gli dicevano “Yoani è ancora viva”. Ci hanno lasciati in pessime condizioni, scaraventandoci in una strada della Timba, una donna si è avvicinata: “Che cosa vi è successo?”… “Un sequestro”, ho risposto.
Ci siamo messi a piangere abbracciati in mezzo al marciapiede, pensavo a Teo, non sapevo come avrei potuto spiegargli quel che avevo passato. Come potrò dirgli che vive in un paese dove succedono queste cose, come potrò guardarlo e raccontargli che sua madre è stata malmenata in mezzo alla strada perché scrive un blog dove esprime le sue opinioni in kilobytes. Come potrò descrivergli il volto autoritario di chi ci ha fatto salire con la forza su quella macchina, il piacere che si leggeva sui loro volti mentre ci percuotevano, alzavano la mia gonna e mi trascinavano seminuda verso l’auto. Sono riuscita a vedere, nonostante tutto, il livello di agitazione dei nostri aggressori, la paura del nuovo, delle cose che non possono distruggere perché non le comprendono, il terrore del gradasso che sa di avere i giorni contati.

Traduzione di Gordiano Lupi

6.11.09

La voce del padone

A Berlusconi, si sa, Santoro, Floris, Fazio non piacciono. Mica si accontenta del consueto Vespa-zerbino! Vuole uno spazio serale quotidiano per il suo Belbietro nella Rai che "è casa sua" - come squittiscono garruli conduttori compiacenti. Dunque si sbrighino i direttori di rete, lo vuole subito, all'inizio del 2010. Dove e come lo ha già deciso il cavaliere: prime time, finestra a ridosso del telegiornale su Rai Uno o trasmissione più corposa sul Due. "Vedino loro!" [ndr: "Vedano" sarebbe troppo]

4.11.09

Crocefisso a scuola

Crocefisso - Giotto di Bondone

Dai tormentoni non c'è scampo. Quello dei crocefissi ciclicamente ritorna.
Correvano i faticosi anni '70 e già si discuteva sui significati di quell'emblema in classe. Gli insegnanti non cattolici - ma anche qualche cattolico illuminato - erano propensi a staccarlo dal muro esattamente con le stesse motivazioni espresse ora dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. «La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Pochi lo fecero davvero.
L'Italia è l'Italia e la coscienza civile è quello che è, così il crocefisso rimase anche grazie alla piena vigenza dell'art. 118 del Regio decreto n. 965 del 1924, che recita: “ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l'immagine del Crocifisso e il ritratto del Re” Dunque è già tanto che, per il momento, accanto al Cristo in croce non ci sia il ritratto del cavaliere.
Correva l'anno 2003 e di nuovo si riaccesero le polemiche, questa volta legate allo chador e all'opportunità o meno di ostentare simboli religiosi e politici. Scrissi allora un articoletto, ispirato al fatto di aver avuto uno scambio di idee con una vivace studentessa di seconda liceo, al quale rimando: Crocifissi e chador.

Pavia: si a Guzzanti



Corrado Guzzanti disturba il quieto tran tran della nuova giunta di destra pavese.
Niente Palaravizza per lui dissacratore del concittadino Tremonti.
Tre assessori (si dice Assanelli, Faldini e Niutta) si sono opposti. Il sindaco Alessandro Cattaneo però pare abbia fatto la cosa giusta e Guzzanti, salvo ulteriori intoppi, dovrebbe essere a Pavia ai primi di febbraio.
L'ex sindaco di Pavia Capitelli e la sua giunta così detta di sinistra, invece, distinguendosi in negativo anche quella volta, avevano vietato il Palazzetto a Beppe Grillo con la scusa che rovinasse il parquet. [sic!]

1.11.09

Alda Merini, poetessa, è morta

Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa,
che fai distesa nel corpo?

D'Alema

D'Alema è sempre stato ai "vertici" da quando, a nove anni, fu nominato rappresentante dei piccoli pionieri comunisti.
Segretario della FGCI e del PDS, direttore dell'Unità, Presidente di innumerevoli cose, oltre che del Consiglio, ha rischiato anche di diventarlo prima della Camera e poi della Repubblica.
Dunque ha tutte le carte in regola per essere ministro degli esteri europeo (italiano lo è già stato) (Sole 24 ore D'Alema: per gli Esteri partita europea complessa). Persino Berlusconi gli ha dato il placet.
Che uomo! Chi? D'Alema o Berlusconi? Entrambi, perbacco!

30.10.09

Gasparri non è chiappe d'oro

Morire di botte in carcere a 31 anni

Morire in carcere, in questura o in caserma. Succede, è successo, succederà ancora e c'è sempre qualcuno pronto a parlare di "caduta accidentale".
L'ultimo caso è quello di Stefano Cucchi, romano. La famiglia ha permesso la diffusione delle foto del cadavere martoriato. Non le pubblicherò, ma sono facilmente reperibili in internet.
Violenza e tortura fanno vergognare di appartenere al genere umano.
Inutile dire che chi compie simili delitti dovrebbe essere punito esemplarmente. Invece il più delle volte la fa franca.

Comunisti

I comunisti sono ovunque nel confuso immaginario di Berlusconi e soci. Perfino i giudici lo sono.
Qualcuno gli spieghi che l'unico ex comunista - ex Kgb - pericoloso ancora adesso (ne sanno qualcosa i giornalisti russi) è il suo amico Putin dal quale corre così spesso.

E poi e poi... sarebbe così brutto essere comunisti?
Il guaio è che esserlo non è così semplice.
Sono tagliati fuori tutti coloro che hanno qualcosa da perdere.
Il Manifesto di Marx ed Engels si chiude così:
"Le classi dominanti tremino al pensiero d'una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi che le loro catene. Hanno un mondo da guadagnare."
Ce ne sono ancora tanti di veri proletari in giro per il globo, ma non qui da noi.

28.10.09

La donna ideale potrebbe essere un travestito, perché ha un po’ di entrambi

L'ha ammesso l’ex calciatore francese Éric Cantona in un’intervista.
Beh! Non tutte(i) hanno l'aspetto della signora (signore) nell'immagine. Ce n'è per ogni gusto, anche per chi ha quello dell'orrido.
Consigliata la lettura dell'articolo di Marina Terragni sul Corriere Gli uomini, i trans e quel mondo dove non c’è posto per le donne

25.10.09

Marrazzo Gasparri e le mele marce

"La presunta superiorità morale della sinistra, antica menzogna, va in archivio" (Maurizio Gasparri)

Le mele marce ci sono tra i carabinieri come ovunque. Il problema è capire chi le mette nel paniere.
La colpa di Marrazzo non è quella di essere stato con un trans. I gusti sessuali sono affari suoi.
Inaccettabile è che lui, e tanti altri, si ergano ad esempio di virtù.
Quando presentava in Rai, offriva consigli sul come comportarsi se si è vittima di ingiustizie, però, subito un ricatto, ha ceduto senza reagire.
Quando si dice predicare bene e razzolare male.

24.10.09

Marino Franceschini Bersani e le primarie

Pierluigi Bersani (2465)
28%
Dario Franceschini (2744)
31%
Ignazio Marino (3524)
40%

La tabella, frutto di un sondaggio rilevata sul sito del La Stampa verso mezzogiorno, ovviamente non ha alcun valore statistico. Al più può essere indicativa del fatto che un certo "popolo del Web" - che non coincide necessariamente con i lettori del cartaceo - sembra essere più propenso al "nuovo", politicamente incognito, ma apparentemente più schierato su scelte sociali progressiste.
Cosa abbiano di diverso i tre mi è oscuro e cosa conservino di sinistra nel loro DNA Franceschini, Bersani o chi sta alle loro spalle (Veltroni, D'Alema) è oscuro anche di più. Dunque ben poco mi appassiona l'esito delle primarie.
Del resto il concetto stesso di "primarie" dovrebbe essere estraneo a un vero partito composto non da leader autoreferenziali, ma da un corpo di militanti che ogni giorno operano "politicamente" nelle loro realtà sociali premiando con cariche chi più ha saputo operare per il bene comune all'interno di un solido nucleo di idee condivise. Insomma un flusso sinergico dal basso all'alto dal quale dovrebbero sempre emergere i migliori.
Teorie lontane. Il rapporto base-vertici restò sempre un problema anche per il vecchio partito comunista propenso a risolvere i problemi di democrazia interna tacitando le dissidenze con ogni mezzo.

22.10.09

Lonardo-Mastella, Carlucci, Gariboldi-Abelli, Rossanda.Tre lady e una "ragazza del secolo scorso"

Gabrilella Carlucci prima della carriera politica

Ho un debole per Rossana Rossanda. Sa scrivere - cosa sempre più rara - e condivido quasi totalmente quanto dice. (Volendo leggetevi, per esempio, Ma quale Marx pubblicato sul Manifesto dell'8-03-09)
Stasera, ospite de La 7, ha espresso con la consueta lucidità il suo dissenso con la farsa delle primarie nel PD per scegliere un candidato tra tre che non esprimono alcun chiaro indirizzo politico alternativo.
Colpisce l'onestà intellettuale di questa anziana signora marxista che ha dedicato la vita alla politica perdendo tante battaglie, ma mai la capacità di analizzare gli eventi.
Colpisce e non si può fare a meno di paragonare la sua solidità culturale alla cialtronesca pochezza di tante vincenti protagoniste dell'odierno panorama politico italiano.
Sono di queste ore, in rapida successione, notizie non edificanti relative a tre illustri signore.
La moglie del ben noto Clemente Mastella, presidentessa della Campania, di nuovo indagata per una storiaccia di soldi, appalti e assunzioni ed obbligata all'esilio dalla sua regione.
L'Onorevole Carlucci, ex presentatrice televisiva - quella che vorrebbe soffocare con una legge i Blog in rete - condannata per non aver versato i contributi alla sua colf.
Rosanna Gariboldi, assessore al personale della Provincia di Pavia, arrestata per riciclaggio di denaro in paradisi fiscali insieme al re delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi. La signora Gariboldi, sbalzata all'assessorato dagli uffici amministrativi del policlinico San Matteo di Pavia, è moglie di Giancarlo Abelli, deputato del Pdl e vicecoordinatore nazionale del partito di Berlusconi. Un faraone nel pavese dove il presidente della Provincia, Vittorio Poma è un suo fedelissimo così come il neo eletto sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, affettuosamente chiamato, per la giovane età e perché da lui imposto, "il nipotino di Abelli".
Ad Abelli, ai tempi in cui era assessore di Formigoni [vedi video], devono la nomina anche 47 direttori generali delle Asl e ospedali lombardi tra i quali Pietro Caltagirone, oggi alla direzione generale del San Matteo di Pavia, già condannato per falso ideologico e recentemente ricondannato dalla Corte dei Conti della Lombardia al pagamento di 322 mila euro a favore dell'azienda ospedaliera Niguarda di Milano (della quale era direttore) per il danno cagionato nell'aggiudicazione ed esecuzione di un appalto.

19.10.09

Questa la storia vera di Marinella

Mina - Fabrizio De Andrè, La canzone di Marinella

Umiliata, derisa ed isolata da tutta la comunità. Questa la "storia vera di Marinella" la ragazza stuprata dal "branco" nella pineta di Montalto di Castro nel 2007 quando aveva sedici anni. Una storia meno edificante di quella narrata da De André. Per lei, che ha denunciato i violentatori, nessun aiuto né economico né psicologico, anzi, diffuso ostracismo. Un altro segno - non nuovo per altro - della considerazione di cui godono le donne nel Bel Paese.
Decisamente meglio è andata agli otto stupratori. Nessuna condanna. Se la sono cavata con 28 mesi di affido ai servizi sociali. Alla loro difesa ha contribuito anche il sindaco Carai con i soldi comunali. Un sindaco maschilista del PdL? Macché! Del PD senza elle. Lo stesso Carai ora si presenta candidato nelle liste Bersani. Bel colpo!

Il giudice "stravagante" pedinato da Mediaset. Se gli capiterà qualcosa si saprà chi ringraziare

Canale 5. La TV embedded che piace a Berlusconi

18.10.09

Gli anni della Milano da bere che tanto piacquero ai nostri governanti


Goffredo Fofi, I lunghi anni ottanta, L'Unità
...è opportuno fermarsi proprio agli anni ottanta, su cosa sono stati e cosa hanno significato per tutti. Di fatto: la pacificazione sociale dopo gli anni dei movimenti e la loro deriva, negli anni di piombo, il trionfo della finanza e della new economy, del craxismo e della risposta speculare di Mani Pulite (segnali entrambi della fine della politica), e verso la fine del decennio, con la caduta dell’impero sovietico, l’unificazione del pianeta sotto un pensiero unico, il capitale, e padroni unici, gli avventurieri del denaro e i loro complici politici. Di fatto: la sconfitta secca dei movimenti e delle utopie, la «fine della storia», la post-modernità, il dominio dei media favorito dalla diffusione della ricchezza e dalla fine di classi sociali fondamentali nei conflitti precedenti, la cetomedizzazione del proletariato e della borghesia, l’incanaglimento di tutti… Con gli anni ottanta la «terza guerra mondiale» che ha sconvolto dal ’68 il pianeta, i movimenti e le rivoluzioni l’hanno perduta: una perdita secca e senza speranze. Ed ecco il ripiegamento nella «cultura del narcisismo», il «pensiero debole», il new age, e la chiacchiera che sostituisce il pensiero, l’esibizione che sostituisce la rivolta. Fino ai nostri anni, e più che alle passioni tristi, alla tristissime assenze di ogni passione non volgare. Resta ben poco, da cui ripartire, su cui ricostruire qualcosa di non fragile, che possa crescere...

17.10.09

Libero, Giornale e "le riforme"

Guzzanti, Fascisti su Marte

Dopo i suoi scherani Giordano e Feltri interviene Lui, il Berlusconi, a minacciare riforme cumulative a colpi di referendum (vedi Napolitano pensionabile in venti mesi - Terza Repubblica - Colpo di mano (o di Stato?).
Bell'Italia dove la legge sull'omofobia può aspettare, ma l'inutile ponte sullo stretto di Messina, a imperitura (se non crolla) memoria del faraone, no e l'opposizione si fa le pippe da quattro mesi con un congresso del quale non frega niente a nessuno se non agli interessati a spartirsi le spoglie di una sinistra che non c'è più.

14.10.09

Napolitano pensionabile in venti mesi - Terza Repubblica - Colpo di mano (o di Stato?)

Bertolino - Vasini, da Glob

I giornali portavoce del premier ormai auspicano apertamente un ricorso al voto referendario sulle riforme che il premier vuole. Spudoratamente suggeriscono di por fine alla seconda Repubblica con la forza - sia pure quella di un voto popolare pro Silvio.
A lanciare la proposta è Mario Giordano su Libero, il trombato da Feltri alla guida del Giornale, prontamente reintegrato in Mediaset come direttore di Studio Aperto, Tg di Italia 1 (tanto per non aver dubbi sull'appartenenza geneticamente berlusconiana di questi pseudo-giornalisti intercambiabili). L'illuminante articolo titola Caro Silvio, fai come De Gaulle
La fiducia di questi giornalisti nella stupidità delle masse è soltanto pari all'impudenza con la quale picconano quel poco che resta dell'ordinamento democratico.
Non sono certo tra coloro che rimpiangono il passato, o si chiamano fuori se qualcuno li accusa di essere di "sinistra". Neanche fosse un insulto!
L'ex Democrazia Cristiana (con quarant'anni di mal governo) è in larga parte responsabile dello sfacelo attuale. Ha seminato quanto oggi germoglia. In quanto ai partiti un tempo definiti di "sinistra"... lasciamo perdere. È sotto gli occhi di tutti la loro inconsistenza.
Eppure, nonostante tutto, resto dell'idea che se gli italiani fossero chiamati, senza inganni formali, a dare tutto il potere decisionale a Berlusconi, Silvio - come lo chiamano democraticamente i suoi lacchè - non raggiungerebbe neppure quel trenta per cento circa che attualmente sembra un suo appannaggio personale.

Washington Post: perché gli italiani votano Berlusconi? E... Checco Zalone

Checco Zalone serve ad alleviare il peso dell'articolo per chi volesse leggerselo

"Silvio Berlusconi è stato accusato di corruzione con tangenti, evasione fiscale, corruzione e destabilizzazione della stampa, sua moglie lo ha lasciato sostenendo che va con prostitute e fa orge nella sua villa in Sardegna, lui racconta barzellette imbarazzanti (e continua a ripeterle - come quella sulla abbronzatura di Obama) e scompare periodicamente per sottoporsi ad interventi di chirurgia plastica. È in guerra con la magistratura italiana, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa cattolica, e in più ora la Corte Costituzionale gli ha tolto l'immunità per cui possiamo aspettarci una nuova serie di processi e scandali che lo riguardano. Eppure l'aspetto più interessante del primo ministro italiano è questo: gli italiani continuano a votarlo. La coalizione un po' stracciona che conduce - Il Popolo della Libertà - ha avuto una vittoria decisiva alle elezioni generali nel 2008 e ha sconfitto l'opposizione alle elezioni europee del giugno 2009. Si può essere d'accordo o meno con sua figlia che dice 'andrà nei libri di storia come il più longevo e più amato leader nella storia della Repubblica italiana', ma non si può discutere con il fatto che egli è dominante tra i politici italiani da quando è diventato primo ministro nel 1994. Ma perché?"
Così Anne Applebaum sul giornale che costrinse Nixon ad andarsene La Dolce Berlusconi. Bella domanda. Why?

11.10.09

Irish coffee (brindiamo agli "sputtanamenti" mezzo stampa estera del premier )

Fill an Irish coffee glass with very hot water to pre-heat then empty. Pour hot coffee into hot glass until it is about 3/4 full. Drop in 2 cocktail sugar cubes; stir until sugar is thoroughly dissolved. Add full jigger of Tullamore Dew Irish Whiskey for proper taste and body. Top with a collar of lightly whipped cream by pouring gently over a spoon. Enjoy it while piping hot. Riempire un bicchiere da Irish coffee con acqua molto calda per preriscaldarlo poi svuotarlo. Versare caffè caldo nel bicchiere per circa 3/4. Mettere 2 zollette di zucchero da cocktail; mescolare fino a quando lo zucchero è completamente sciolto. Aggiungere un jigger [misurino di 44 ml circa] colmo di Tullamore Dew Irish Whiskey adatto per gusto e corpo. Completare con un collare di panna leggermente montata versanta delicatamente con un cucchiaio. Gustarlo ben caldo.
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