22.12.12

Cialtroni e puzza di sacrestia

Honoré Daumier: Passé, présent, avenir

Quei tre gatti che ancora mi leggono (più per amicizia che per altro) si chiederanno perché non posto quasi più.
La ragione è semplice e forse maggiormente condivisa di quanto si creda.
Non se ne può più di seguire le vicende di politici cialtroni descritte e commentate da giornalisti cialtroni.
Non è da ora che non se ne può più, sia chiaro. Ma vedere la fine miseranda di questo governo "tecnico" con il consueto assalto alla diligenza dei parlamentari per accaparrarsi gli ultimi privilegi grattando il fondo del barile provoca un ulteriore forte conato di vomito.
Eppure l'arrivo di Monti aveva alimentato qualche tenue speranza di cambiamento anche in chi non era certo entusiasta della risaputa linea economica della quale sarebbe stato portatore per conto dell'Europa.
 I fatti hanno puntualmente smentito ogni aspettativa. Spietate sono rimaste solo le bastonate ai ceti meno abbienti.
Andremo al voto con la vecchia legge "porcata" e i soliti noti leader che sceglieranno il solito enorme numero di parlamentari corrotti e corruttibili.
Berlusconi è tornato a imperversare con sceneggiate, neo fidanzatine e spudorate bugie sugli schermi TV e non è detto che non avrà di nuovo successo nella vasta fetta degli italiani scontenti e disinformati.
I suoi oppositori reali e presunti sono divisi in una miriade di liste e listini che se riusciranno ad arrivare al voto prenderanno quote risibili di consensi elettorali, ma impediranno di fatto qualsiasi governabilità. Non occorre essere veggenti per prevedere che un sacco di gente a votare non ci andrà neppure, un altro sacco voterà Grillo e consociati - nel senso di Casaleggio - o Berlusconi e consociati - nel senso di Lega - (comici, insomma) e l'ultimo sacco Bersani (ché anche lui ci prova a fare il comico, imitando Crozza)
C'è da scommetterci. Alla fine di tutto l'ambaradan ci ritroveremo Mortimer Monti con la sua puzza di sacrestia, di vecchio stampo democristiano, a somministrarci altri cetrioli. Così il teatrino continuerà inalterato.
Al diavolo tutti!

18.12.12

Zuppa di farro

Piatto unico monodose (ma alla fine ce n'è per due).
80 grammi di farro perlato bio (biologico per chi ci crede. Nonostante un certo scetticismo spesso ci casco con i prodotti Bio), uno scalogno, una carota, un gambo di sedano, un pezzo di polpa di zucca, una manciata di piselli e una di fagioli borlotti, qualche piccolo pomodoro ciliegino.
In pentola a pressione appassire in poco olio vergine lo scalogno affettato finemente insieme a una foglia di alloro. Aggiungere sedano, carota e zucca tagliati a piccoli dadini. Unire qualche foglia di salvia, un po' di basilico e un pezzetto di peperoncino fresco sminuzzati grossolanamente con il coltello, il farro, i fagioli, i piselli e i pomodorini tagliati in quattro.
Lasciare insaporire e poi coprire con due bicchieri di brodo vegetale preparato con un cucchiaio di brodo granulare con verdure (anch'esso Bio, nella fattispecie!).
Aggiustare di sale.
Chiudere la pentola a pressione e cuocere una ventina di minuti.
Attenzione a non laciar bruciare il contenuto. Meglio aprire il coperchio anche prima e magari aggiungere acqua se il liquido si è già assorbito tutto. La consistenza della zuppa dipende dalle vostre preferenze.
Servire con qualche crostino di pane abbrustolito e un giro d'olio extravergine in superficie.
Ho accompagnato la zuppa con Schiava Gentile del Trentino.

11.12.12

Spread. Non diamogli share. Mori Sansuni cun tutti li filistei



Bello sarebbe poter dire "una risata lo seppellirà", ma non è così facile. Per tirarci su il morale scherziamoci con la Littizzetto

Per i seriosi invece un articolo di Mario Deaglio (consorte della Ministra Fornero) su La Stampa: Il partito del suicidio finanziario

La cosa più deprimente è ritrovarsi le pagine dei giornali e le TV piene di Berlusconi alla facciazza di tutti i sapientoni politici che l'avevano dato per "finito".
Non vincerà la prossima partita elettorale (palle in mano ragazzi!), ma intanto ha sparigliato le carte.

E per salvarsi dai guai giudiziari e proteggere le sue aziende Berlusconi è pronto a tutto.

10.12.12

Elezioni subito, anche oggi, se fosse possibile!



Bene ha fatto Monti a togliere il disturbo. Se vuole sottoporsi al giudizio del voto ora può trovare il modo per farlo. Non sarebbe un male.
Speriamo che Napolitano indica nuove elezioni senza dormirci troppo su. E tutte in un botto, per carità!
Siano gli italiani a dire finalmente la loro.
Se in gran numero saranno tanto idioti da premiare il ritorno della mummia di Arcore con il contorno dei suoi ignobili parlamentari, ne pagheremo tutti le conseguenze.
Per continuare ad occuparsi di politica, di questi tempi, ci vuole uno stomaco resistente al vomito che non è da tutti.
Io confesso di non farcela più e tento di ridurre al minimo indispensabile le dosi di cacca che televisioni, giornali e anche il Web ci scaricano quotidianamente addosso.


30.11.12

Scuole private. Finanziamenti anche dal comune di Pavia. E Profumo vuole esentarle dal pagamento dell'IMU

Pavia: pubblicità di una scuola privata alla fermata degli autobus (retroilluminata e ben visibile anche di notte... il crepuscolo della istruzione pubblica)

Costituzione - Articolo 33

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E` prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Non ho niente contro le scuole private (a parte che, sulla base degli indici di valutazione dell'Ocse-progetto Pisa - Programme for International Student Assessment - in Italia gli esiti educativi risultano più scadenti che nelle scuole pubbliche).
Ritengo però - come quasi tutti del resto, almeno a parole - che un paese avanzato dovrebbe fare il massimo sforzo economico per garantire ai suoi cittadini un elevato livello d'istruzione. Essendo un obiettivo strategico di sviluppo, oltre che un diritto individuale, lo Stato dovrebbe farsene interamente carico.
Tuttavia niente deve vietare ai privati di aprire scuole, ma secondo il dettato costituzionale, ovvero senza oneri per lo Stato.
Così non è purtroppo ed ora anche il comune di Pavia, che pure in passato si è impegnato per avere una scuola per l'infanzia di livello avanzato, con la giunta Cattaneo passa al finanziamento dei privati. [Provincia Pavese: "E in Consiglio comunale nasce la polemica. A sollevarla, lunedì sera, è stato Davide Ottini"]
Il contributo è di per sé modesto. 50mila euro per cinque scuole: la Domus Pacis, l’istituto San Giorgio, la Pianzola, la Maria Ausiliatrice e l’istituto delle Canossiane.
Il principio invece non può essere condivisibile.
Il denaro pubblico, in base alla Costituzione, non dovrebbero sovvenzionare le scuole private.
Sciaguratamente non è stato un governo di destra a spalancare le porte al finanziamento pubblico della scuola privata, ma il D'Alema bis con la Legge 10 Marzo 2000, n. 62 che autorizzava "per le scuole private la spesa di lire 250 miliardi per l’anno 2000 e di lire 300 miliardi annui a decorrere dall’anno 2001", fermi restando "gli interventi di competenza di ciascuna Regione".
E infatti la regione Lombardia del "Celeste" Formigoni ci è andata giù pesante.
Vediamo, ad esempio, i dati dell'ultimo anno scolastico.

Contributi alle scuole private (fonte: Ufficio scolastico regionale della Lombardia)
Pavia assegnazione a.s. 2010-2011
Scuole per dell'infanzia (asili) € 2.117.229,48 (totale in Lombardia € 65.146.309,13)
Scuole primarie (elementari) € 1.108.760,88 (totale in Lombardia € 38.333.180,24)
Scuole secondarie di I grado (medie) € 64.325,64 (totale in Lombardia € 2.101.752,04)
Scuole secondarie di II grado (superiori) € 40.139,84 (totale in Lombardia € 1.097.649,46)

A ciò vanno aggiunti 255 milioni di euro destinati al sistema della "Dote Scuola" i cui beneficiari sono, a richiesta, studenti residenti in Lombardia che frequentano corsi a gestione ordinaria presso le scuole primarie e secondarie di I e II grado, paritarie, legalmente riconosciute e parificate, con sede in Lombardia.
Un altro modo per sovvenzionare, di fatto, le scuole private.

Tanto denaro insomma, ma non è questo il punto. Per un'istruzione di qualità questo ed altro è più che giustificato.
La questione invece è la dispersione delle risorse sugli istituti privati e sui singoli individui cosiddetti bisognosi in base alle dichiarazioni dei redditi. Così l'assurdo che ricchi evasori che snobbano la scuola pubblica possano accedere alla "dote" regionale, cioè ai soldi dei contribuenti, per pagarsi le rette delle scuole private diventa regola.
Pare del tutto evidente che concentrare ogni sforzo economico, sia del Governo, sia delle Amministrazioni locali, per un miglior funzionamento della scuola pubblica potrebbe portare, oltre ad un miglioramento generale delle condizioni della scuola, ad una effettiva gratuità dell'istruzione a tutto beneficio dei meno abbienti.
Eppure anche il governo Monti, quello dei "tecnici" che dovrebbero pensarla in modo razionale senza guardare in faccia nessuno, ha più di un occhio di riguardo per le istituzioni cattoliche. Molti gli esempi. L'ultima uscita del ministro Profumo è emblematica di un atteggiamento; si dichiara favorevole a esentare le scuole paritarie dal pagamento dell'IMU. Ulteriore regalo ai privati, scuole cattoliche in primis.

27.11.12

ILVA. Perché non espropriare Riva?


Ci pensavo giusto ieri sera, di fronte alle insopportabili facce da pesci lessi - ma soddisfatti - del renziano e della bersaniana che si beccavano dalla Gruber su La7.
Due facce da "berlusconiani" per caso al PD, ma che potrebbero essere ovunque. Certo: dicendo queste cose mi sento lombrosiano. Tant'è. Il peggio però era il nulla che usciva dalle loro bocche di uomo e donna dalla pancia piena in cordata per assicurarsi un allegro futuro.
Cazzo - ho detto sfogandomi con la TV, da vero pirla, sotto lo sguardo divertito e un po' sfottente della mia compagna che compatisce silenziosa i miei inutili improperi - ma guardali! Tipi così rischiano di governarci. Allora meglio Mortimer Monti e la sua cricca nefasta di banchieri, cattolici, e così detti tecnici. Se proprio dobbiamo essere fottuti questi almeno sappiamo chi sono!
L'altra botta al fegato mi è venuta all'Infedele dove un cislino vice di Bonanni si sperticava in elogi a Monti e alla politica di "rigore, equità, crescita"... Ci vuole un bel coraggio! (A questo punto non ho retto più e mi sono messo su un film).
Perché tanto incazzato? Forse perché mi girava dentro la notizia dell'annunciata chiusura dell'Ilva a Taranto e non solo e delle altre migliaia di operai a spasso.
Ormai lo sfacelo sembra inarrestabile.
Possibile, mi sono chiesto, che nessuno abbia il coraggio di dire che l'unica via d'uscita sarebbe espropriare Riva? Riprendersi almeno quanto gli è stato quasi regalato visto che i profitti fatti sulla pelle dei lavoratori non glieli toglie più nessuno.
Poi ho visto che altri ci hanno pensato e mi sono sentito meno solo, anche se non meno perdente. Vai a http://www.occupyilva.org/

Il Manifesto. Anche Rossanda lascia con una lettera e passa a sbilanciamoci.info


Sembra il capolinea. Dopo Vauro e altri anche Rossana Rossanda, storica fondatrice, e una delle poche menti pensanti di sinistra capace di analisi lucide, se ne va.
Lo fa con una lettera secca di poche righe, segno di una rottura già consumata. Rossanda, che vive a Parigi, collaborava ancora con articoli di alto livello.

Rincresce per il manifesto più per ragioni sentimentali che razionali.
Da tempo per molti lettori aveva già smesso di essere una testata di riferimento e inoltre i giornalisti che ne guidano le sorti, come la maggior parte dei loro colleghi della carta stampata, non hanno capito molto della crisi irreversibile dei quotidiani cartacei.

LA LETTERA DI ROSSANDA

"Preso atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione del manifesto, non solo con me ma con molti redattori che se ne sono doluti pubblicamente e con i circoli del manifesto che ne hanno sempre sostenuto il finanziamento, ho smesso di collaborare al giornale cui nel 1969 abbiamo dato vita. A partire da oggi (ieri per il giornale), un mio commento settimanale sarà pubblicato, generalmente il venerdì, in collaborazione con Sbilanciamoci e sul suo sito www.sbilanciamoci.info."

Continueremo dunque a seguire Rossana Rossanda su sbilanciamoci.info.
Questo il primo intervento: Un anno dopo, Monti e a capo

22.11.12

Roma. Violenza in Campo de' Fiori


Aggressione ai sostenitori del Tottenham.
Verrebbe da dire: i soliti tifosi cazzoni.
Verrebbe da dire: il Sun è un giornalaccio che marcia sulla notizia.
Verrebbe da dire: si fottano tutti loro e il loro calcio.
Ma no. Questa (in)cultura della violenza fa male.
Non c'entra il calcio. Non c'entra il tifo - non direttamente, almeno.
Ma no. Questa (in)cultura della violenza fa male.
Non c'entra il calcio. Non c'entra il tifo.
È lo squadrismo di marca nazifascista, la mentalità, la visione del mondo che lo anima a spaventare.
E va sempre peggio.

14.11.12

Sciopero europeo 14 novembre 2012 (spezzoni Tg3 delle 14.20)



"Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa"...ma è solo una battuta scherzosa interpretata male!

A parte l'italiano zoppicante, la risposta del consigliere vigevanese su FaceBook all'indignazione suscitata in rete dal suo intervento su Vendola è anche peggio della frase incriminata.
Eccola prima che fosse rimossa (forse per la vergogna?)

"Per le cose serie il popolo di INTERNET non reagisce mai con un accanimento pazzesco che alcune persone stanno facendo nei miei confronti... Era una semplice BATTUTA che avevo fatto ed ovviamente è stata interpretata MALE... Mi riferisco a questa: "Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa" Io non sono omofobo e sono contro a tutte le violenze fatte a qualunque PERSONA !! Nella mia frase di violenza non si parla... Era per evidenziare in modo SCHERZOSO la falsità di certe persone, in questo caso al vostro amico Vendola, che predica "bene" ma razzola MALE!! Se il popolo gay si è irritato io non posso farci nulla... Non era riferito a voi e non era offensivo!! Come molti di voi gay si stanno comportando nei miei confronti! Siete VOI I PRIMI CHE DOVETE il rispetto alle persone che non hanno la vostra tendenza ... Cosa volete farmi adesso per una semplice battuta? volete GIUSTIZIARMI IN PIAZZA?!? Era una semplice BATTUTA! Se siamo nel 2012 come dite voi, dovete capire che molte persone non sono come voi ed anno DIRITTO a fare una battuta che oltretutto non era riferita a voi!! Spero di essere stato chiaro ... Se poi volete amplificare ciò che non è grave e volete farlo apparire come tale... PROBLEMI VOSTRI!!! Indignatevi così con problemi VERI... come faccio io! Cioè sulle persone SFRUTTATE... Senza lavoro..senza casa e con gravissimi problemi sociali!!! Fate questo!! INDIGNATEVI SU QUESTE COSE SIAMO NEL 2012!!"

Del resto, in quanto a volgarità, ha padrini illustri!

Insomma:
Vegg o giuin i luc son sempar luc 

12.11.12

PD: "fantastici cinque" stasera su Sky. Devono essersi fatti di roba forte!


Grande sfida stasera su Sky nel ring di X Factor.
Ma chi è il pusher dell'ideatore del banner, sul sito ufficiale del PD, che annuncia "il confronto" dei candidati alle primarie?
Non c'è più limite al ridicolo.
Una cosa così si sarebbe potuta pensarla magari come presa per i fondelli.
Invece, forse, questi pensano in tal modo di mettersi al passo con i tempi.
E quel Tabacci svolazzante come lo spirito santo a cosa allude? Alla sua ex militanza DC o all'essere buono per tutte le cariche in ogni stagione saltabeccando da un partito all'altro?

Se uno avesse avuto una residua intenzione di partecipare a queste inutili primarie, un tale livello di comunicazione la fa scappare definitivamente.

7.11.12

Obama Forward

cliccarci sopra per ingrandire

Non mi aspettavo molto da Obama nel primo mandato e dunque non ne sono stato deluso.
I repubblicani sono stati feroci nei suoi confronti, Wall Street lo odia.
Due motivi per essere soddisfatti della sua rielezione, pur senza eccessivi entusiasmi. Obama con tutta la retorica dei discorsi e il prudente moderatismo dei fatti è il meno peggio che l'America offre.

Interessante piuttosto vedere la soprastante tabella degli analisti del voto pubblicata dalla CNN.
L'America profonda, rurale, dei maschi e soprattutto degli anziani continua ad essere reazionaria.
Le donne, i giovani sotto i quarant'anni e gli abitanti delle città si rivelano più progressisti.



6.11.12

Legge elettorale. Vedo vedo nella magica mia sfera... Un bel Monti bis!

Povero Pd, fa fin tenerezza.
Tanti sforzi del buon Bersani e tanti sacrifici per "il bene dell'Italia" nell'illusoria speranza di mettere le mani sul governo dopo-Monti e poi trac! La maggioranza dei morti viventi (Api, Lega, Mpa, Udc e Pdl) li ciula con una legge elettorale che regala un premio di maggioranza del 12,5% solo al partito che raggiungerà il 42,5%.
Siccome nessuno si avvicinerà neppure alla lontana a una tale soglia, necessariamente si andrà a un secondo governo "salva Italia" a maggioranza variabile. Un bel Monti bis e va là che vai bene, con buona pace, anche, di tutto il teatrino primarie.
L'unico "partito" che rischia di arrivare al 42,5 per cento è quello dei non votanti insieme agli astenuti. E allora si potrebbe fare così. Se arrivano loro al 42,5% il 12,5 dei parlamentari neo eletti di ogni partito va a casa. Se non altro un bel risparmio.

5.11.12

Grillo, Scalfari, d'Arcais e la paura dello sfascio

Questa vignetta è di quattro anni fa.
Oggi il figlio precario è un disoccupato. Altroché luce in fondo al tunnel!

Eugenio Scalfari sulle colonne della "sua" Repubblica nel consueto sermone domenicale, significativamente titolato L'alternativa Grillo, catastrofe annunciata, esprime tutti i timori relativi alla possibile affermazione del Movimento 5 Stelle nelle prossime elezioni.
Se la prende con l'amplificazione di "alcune emittenti televisive" del fenomeno Grillo, definito senza mezzi termini "populismo eversivo", e si chiede perché.
Si risponde che le ragioni vanno trovate nell'articolo di Flores d'Arcais sul Fatto Quotidiano Matteo Renzi è pessimo, quindi lo voterò, premettendo che d'Arcais "ha sempre dato prova di notevole bizzarria (uso un eufemismo)". Per Scalfari, per dirla alla lombarda, Flores l'è föra ad tésta.
Flores dice che (cito l'interpretazione di Scalfari) "la ragione per cui darà il suo voto nelle primarie del prossimo 25 novembre a Matteo Renzi" [ndr: definito da d'Arcais un "Berlusconi formato Pupo"] è che "se Renzi vincerà il Pd si sfascerà e questo è l'obiettivo desiderato da Flores, il quale alle elezioni (così prosegue il suo articolo) voterà per Grillo. Ma perché? Perché Grillo sfascerà tutto e manderà tutti a casa o in galera, da Napolitano a Bersani ad Alfano a Casini, da Berlusconi a D'Alema a Bossi, fino a Monti, Passera, Fornero, Montezemolo... insomma tutti. La palingenesi."
In breve, secondo Scalfari, chi vota per Grillo è uno sfascista che ci porterà alla catastrofe. Tipica conclusione di chi ritiene le ricette del governo Monti le uniche adatte a preservare l'Italia, e magari anche l'Europa e il mondo, così come lo conosciamo.
Perché tanta paura per l'eventuale arrivo dei "grillini" nella stanza dei bottoni?
Di primo acchito vien da pensare:"Non potrebbero certo far peggio della banda di ladri ed ipocriti che ci ha governato negli ultimi vent'anni."
Perché indignarsi se qualcuno vuole sfasciare una società dominata dagli interessi economici della grande finanza?
Perché quando il "nuovo" proposto dalle linee politiche fino ad ora dominanti si traduce nella distruzione di quel che resta dello stato sociale e i ricchi diventano sempre più ricchi?
Per dirla con Gramellini "A me un Nuovo dove i mercanti ingrassano [...] sembra nascere già molto vecchio."
Lottare contro le ingiustizie di un mondo dove l'1% della popolazione detiene ricchezze e potere imponendo la sua volontà al restante 99% sembra cosa giusta fin anche ad un economista premio Nobel come Krugman.
E infine perché una nuova generazione politica estranea agli schemi ideologici novecenteschi e populista (e dunque anche per me scarsamente comprensibile), emersa grazie agli improperi istrionici di Grillo, non dovrebbe funzionare a priori? Solo in quanto non lo vorrebbe l'Europa?
L'alternativa di Scalfari è il PD con Monti al governo. Ma mi faccia il piacere!
Certo per un vecchio conservatore sembra la coperta più calda. Chissenefrega di chi sta sempre peggio.
Un po' di sfascio, forse, non sarebbe il peggiore dei mali.
Certo è giustificabile il terrore di chi, ormai anziano, teme che ogni cambiamento profondo degli assetti sociali vada a suo discapito.
Inoltre come dice Upton Sinclair "è difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla."
Ma per chi, come Scalfari, se l'è passata più che bene per tutta la vita può anche essere traumatico. Traumatico nel senso che se questo "sfascio" non dovesse alla fin fine verificarsi, la sua credibilità di vecchio giornalista osannato e strapagato andrebbe a farsi fottere e i quattro gatti che ancora subiscono il fascino dei suoi chilometrici articoli diventerebbero tre poi due, poi uno, poi...

1.11.12

Reporter, Gli insaziabili, Di Pietro, Grillo e... il futuro Napolitano

A me Di Pietro non è mai piaciuto, neppure quando, ai tempi di Mani Pulite era osannato sulle pagine di tutti i giornali.
Mi scuso con i fan, ma il personaggio mi è sempre sembrato poco credibile e francamente non ho mai ben capito come persone pur molto valide abbiano potuto dare tanto credito alle sue sparate da furbetto, condite di arguzie.
Talvolta lo comparo a Davigo, un suo collega di Mani Pulite con radici di destra simili a quelle di Di Pietro, eppure un profilo di personalità e una capacità di analisi di altissima qualità. Anni luce separano i due personaggi.
Che Di Pietro non sappia scegliere i propri uomini lo hanno dimostrato i fatti.
Che dopo l'entrata in politica abbia, a dir poco, consolidato il proprio patrimonio personale è un altro fatto.
La puntata di Report del 28.10.2012 GLI INSAZIABILI è impietosa anche nei confronti del padre padrone dell'Idv che - almeno in certi casi - predica bene, ma razzola piuttosto male.
Di Pietro davanti alla giornalista di Report perde la consueta baldanza e balbetta ragioni incredibili. Ascoltare per credere (e anche un po' nausearsi).

Vero e stravero quanto scrive Travaglio. Quelle di Report sono cose arcinote da tempo e Di Pietro è "pulito" dal punto di vista penale. Ma chi si atteggia a tribuno moralizzatore non può permettersi tanti dubbi sull'uso disinvolto di soldi che sono passati tra le sue mani. La cresta insolitamente bassa esibita durante l'intervista denota una certa coda di paglia.

E poi c'è l'intervista al Fatto Quotidiano nel giorno di Ognissanti.

Di Pietro: “L’Italia dei Valori è morta con Report”

Antonio Di Pietro ha perso qualcosa: “Dov’è la mia agenda? Venga, le faccio vedere. Io mi siedo su quella poltrona singola”. Decisionista, sempre. Uomo partito, uomo comando, uomo immobili: “Le visure catastali, fresche fresche. Guardi, leggiamo insieme”. S’accomoda, riprende punto per punto la trasmissione Report, l’incedere sofferto: “L’italiano mi punisce. E poi il taglia e il cuci di un video. Ma io stimo Milena Gabanelli”. L’ex magistrato parla con le carte in mano. Le carte non lo scrivono, non lo dicono, ma l’uomo – che attira aggettivi negativi anche dal figlio politico, l’Idv – è rassegnato. “Voglio chiarire tutto”.
Un attimo di pazienza, che succede?
(Ripone gli occhiali, chiude la cartellina) Qui a maggio andiamo a casa: non entriamo in Parlamento. La storia già la conosco. L’Italia dei Valori è finita domenica sera, a Report. Mediaticamente siamo morti. Siamo vittime di un killeraggio, di un sistema politico e finanziario che non ha più bisogno di noi.
Chi spegne la luce?
Noi, non più io. Combattiamo, ma sarà dura: porte sbarrate a sinistra, porte sbarrate ovunque. Siamo isolati, speriamo che i nostri elettori ci aiutino.

E se va male?Faremo opposizione fuori dal Palazzo. E tiferemo per Beppe Grillo.
Una domanda tormenta gli italiani, quante proprietà possiede, 54 o 56?
Mi faccia ridere un po’. I miei figli scherzano: tu perché hai 8 fabbricati e io solo 7? In realtà, entrambi hanno una casa a Milano, comprati su progetto, per risparmiare, attraverso una cooperativa, e una quota di eredità materna a Bergamo. Tutto qua.
E sua moglie? I suoi 49 terreni e 7 fabbricati a Montenero di Bisaccia?
Lei è ricca di famiglia. Non ha beneficiato dei miei guadagni, anzi. Ha uno studio fortissimo, è indipendente, è una donna intelligente e rispettabile. Non è la moglie di Di Pietro. A Montenero ho appezzamenti per gli ulivi, il grano e baracche per il trattore e addirittura la stalla. Queste sarebbero le mie ricchezze?
Non è povero.
Mica mi lamento? Ma sono soldi sudati e ricevuti vincendo cause per diffamazione.
Per due volte, a Roma e Busto Arsizio, ha comprato due appartamenti e li ha dati in affitto al partito. Non è strano?
Non c’è nulla di irregolare. Certo, non lo rifarei. Ma io ho messo in piedi una macchina quando Internet non esisteva e non avevo i capitali necessari.
Nel ’95 la signora Borletti le lasciò quasi 1 miliardo di lire in donazione.
La data è importante: non facevo politica, mi difendevo in tribunale. Ho incassato i soldi in due rate, nel ’98 e nel ’99 e in parte li ho utilizzati per l’Idv che cominciava da zero lire. Ho commesso tanti errori, lo ammetto. Chiedo scusa, e ricomincio. Ma su questi fatti sono perseguitato, e non per caso.
Cosa pensa di scontare?Quello che rompe le scatole al governo di Mario Monti e critica il presidente Napolitano per il conflitto d’attribuzione con la Procura di Palermo viene automaticamente escluso. Io lo sapevo, ma non posso rinunciare ai principi dell’Idv.
Crolla tutto.
E noi cerchiamo di riparare il tetto. Non è stato facile, però avremo regole ancora più stringenti sui soldi che gestiscono i gruppi regionali e sui candidati per le prossime elezioni.
Farete le primarie?
Subito, in rete. Chiunque potrà presentare il proprio curriculum, che sia un iscritto al partito o un semplice simpatizzante, un comitato di garanti esaminerà la candidatura e un sistema elettronico, come quelli che usa Grillo, selezionerà i migliori. Così eviteremo i casi Sergio De Gregorio. Deve sapere che io, Grillo, lo ammiro e lo copio.
E i casi Vincenzo Maruccio, l’ex capogruppo nel Lazio, indagato per peculato?
L’ho conosciuto giovanissimo, laureato, educato, preparato. Ha fatto carriera. Era insospettabile. Come potevo immaginare queste accuse? Se ci fosse la preveggenza, non ci sarebbero i divorzi. L’Italia dei Valori, però, adesso è un divorzio continuo.
Ce l’ha con Bersani?
No, per carità. Anche lui è vittima di un sistema. Se ne accorgerà, quando gli faranno le scarpe.
Si spieghi, Di Pietro.
Quando dovrà formare il nuovo governo e Monti sarà pronto per il bis.
Teme di non farcela, stavolta?
Sì, ma chi s’arrende è già perduto. E io questi adagi popolari non li dimentico.

Dulcis in fundo Grillo in un suo (o di chi scrive per lui) post punta sulla sua onestà. e lo candida Presidente della Repubblica.

Dal Blog di Beppe Grillo:

Antonio Di Pietro ha commesso degli errori, ha inserito nel suo partito persone impresentabili come De Gregorio e Scilipoti, ha evitato, per scelte forse tattiche, prese di posizioni nette sulla Tav e sul G8, ma lui soltanto in Parlamento ha combattuto il berlusconismo. Lo ha fatto con armi spuntate, con una truppa abborracciata tenuta insieme unicamente dalla sua testardaggine e caparbietà. E' sempre stato un isolato, mal sopportato dai pdmenoellini e odiato da tutti gli altri. Ha confuso talvolta la politica con la realpolitik e cercato un compromesso impossibile con partiti corrotti e in via di estinzione. Si è fidato troppo di persone a lui vicine, di signor nessuno che ne hanno sfruttato la popolarità assecondando in modo acritico ogni sua richiesta. Ha allevato, forse consapevolmente, piranha e squali che pensava di tenere a bada e che ora mostrano le loro fauci. Però, in questi lunghi anni di inciucio tra il Pdl e il Pdmenoelle, senza di lui, in Parlamento si sarebbe spenta anche l'unica flebile luce rimasta accesa. La Camera non sarebbe stata differente dall'aula sorda e grigia evocata da Benito Mussolini o dall'attuale obitorio della democrazia di Rigor Montis. Il suo "Caro presidente che non c'è" rivolto allo psiconano e gli attacchi ai servi del berlusconismo sono gli unici lampi di luce che meritano di essere ricordati nel peggior Parlamento dell'Unità d'Italia, un luogo immondo popolato da pregiudicati e piduisti, da nemici dichiarati della democrazia. Può essere che Tonino abbia lanciato dei referendum pro domo sua, ma se abbiamo potuto votare contro il nucleare di Casini, Bossi, Fini e Berlusconi lo dobbiamo a lui che ha raccolto e validato le firme necessarie. Solo per questo dovremmo dirgli grazie. Il Lodo Alfano, che anche un bambino avrebbe dichiarato incostituzionale, ma non il presidente della Repubblica, fu criticato e osteggiato in solitudine da Di Pietro nel silenzio dei Bersani, dei D'Alema e con il plauso dei Cicchitto e dei Gasparri. L'uomo ha un caratteraccio, non ascolta nessuno, ma è onesto. Quando ha dovuto affrontare il giudizio di un tribunale lo ha fatto senza esitazioni e ne è sempre uscito prosciolto. Quanti in Parlamento possono dire altrettanto? Chi può scagliare la prima pietra? Nessuno. Nel 2013 Napolitano decadrà, per ora è l'unica buona notizia certa. Il mio auspicio è che il prossimo presidente della Repubblica sia Antonio Di Pietro, l'unico che ha tenuto la schiena dritta in un Parlamento di pigmei. Chapeau!

Il testo è un capolavoro combinatorio giocato sulle tante negatività e poche positività del personaggio e condito nella solita salsa "inciucio" che mette nello stesso calderone (giustamente purtroppo, in base agli episodi citati) tutti i politici nominati. Ne vien fuori che, avendo svolto Tonino il suo onesto lavoro d'oppositore, un po' caciarone sì, ma solo perché "l'italiano mi punisce" [ndr: per sua stessa ammissione, vedi intervista] in questo Parlamento sordo e grigio sarebbe l'unico ad aver tenuto la schiena dritta.
Di Pietro santo subito, insomma, e più avanti Presidente della Repubblica. Mah!

27.10.12

Berlusconi torna in campo e dichiara guerra alla magistratocrazia comunista e al fisco

Lo sapevo che era troppo bello per essere vero. (Ferrara e l'addio del suo Cavaliere)
Berlusconi fuori dai coglioni. Un sogno durato vent'anni che ieri sembrava avverarsi.
Oggi il Cavaliere con una conferenza stampa (in realtà un comizio fiume di un'ora) insieme al suo avvocato Ghedini - che noi paghiamo come parlamentare - ha esposto il suo programma contro i giudici e le tasse e a favore dei ricchi e degli evasori.
Ha sparato a zero non solo sulla Magistratura e sul fisco, ma anche sull'Europa e la Germania in particolare, sulla politica economica del governo Monti, suddita della finanza internazionale, chiedendo una riforma costituzionale che dia poteri pressoché pieni al Presidente del Consiglio.
Ha dato la sua personale versione della crisi monetaria, dello spread e della cacciata di cui è stato vittima, che avrebbe accettato solo per amore dell'Italia.
Come voglia realizzare un tale programma non lo ha detto a parte il fatto che tornerà da Vespa e nei telegiornali per fare campagna elettorale.
Medita di staccare la spina a Monti e andare quanto prima ad elezioni, perché, dice, deve impedire che l'Italia resti una "Repubblica Giudiziaria".
Che dire? L'uscita di scena è durata un giorno. Forse Berlusconi sperava così di ammorbidire le sentenza in arrivo del Tribunale di Milano. La condanna a quattro anni ricevuta invece lo ha fatto scatenare. E siamo da capo.

26.10.12

Ferrara e l'addio del suo Cavaliere


Se è vero - faccio ancora fatica a crederci - Berlusconi se ne va. Toglie definitivamente il disturbo dopo vent'anni di occupazione della scena politica.
Giuliano Ferrara, barrisce il suo addio dalle colonne del Foglio. Da buona e consapevole mosca cocchiera del Cav, del quale è una dei tanti grati beneficiati, si auto incensa, in quanto ghostwriter, celebrando il discorso d'apertura, richiamato paro paro nelle poche parole di chiusura, pronunciato da Berlusconi.
Era il gennaio 1994, la scesa in campo a tutela dei suoi interessi privati - come capirà bene chi vuol capire negli anni successivi. Il discorso televisivo "L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti..."
Per Ferrara è la "fine di un’epoca, quella del carisma personale, delle emozioni, dei grandi progetti sognatori, del fuoco nella pancia..."
Per noi comuni cittadini che della mensa del grande sognatore non raccoglievamo neppure una briciola è la fine di un incubo.
Ma solo l'incubo del suo eventuale ritorno in prima persona - almeno si spera!
Perché il "berlusconismo", con lo sdoganamento politico dei peggiori figuri circolanti in Italia, e la giustificazione di ogni folle rincorsa al profitto personale in totale dispregio degli interessi collettivi è ancora saldamente qui e ci resterà per un pezzo.
Pervade i ceti abbienti.
È di oggi il niet della Confindustria a un prelievo irpef del 3% sull'eccedenza oltre i centocinquantamila euro all'anno di guadagni (alla fin fine poche decine di euro, meno di una cena in qualche ristorante neppure troppo rinomato). Lorsignori si sentono taglieggiati.
Analogamente la Consulta blocca, potendolo fare, il taglio agli stipendi di magistrati e alti dirigenti - del del 5% per la parte eccedente l'importo di 90000 euro fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150000 euro.
E così la "casta", dopo decenni di sperperi e appropriazioni indebite di denaro pubblico, si oppone con successo ad ogni ipotesi di riduzione drastica e reale dei mille privilegi di cui gode.
Chiunque possa scarica i propri costi aggiuntivi su chi non può fare a meno di pagare, e sempre più manca di potere contrattuale, lo fa spudoratamente. I lavoratori dipendenti e i pensionati, l'ultima ruota del carro, quelli dai quali si può prelevare a man bassa invece non hanno alcuna voce in capitolo.
Non c'è più il governo Berlusconi, è vero, ed è un sollievo, ma il grande tecnico, il "professor" Monti con il suo stuolo di super competenti che faticano a parlare con i comuni mortali e quando lo fanno sembrano straniti, come alieni che di questo mondo sanno e capiscono poco, non ha cambiato di molto gli andazzi.
Certo, lo stile sgangherato del satrapo di Arcore, con il suo seguito di malaffare e corruzione che ha infettato permanentemente tutta la politica e la società italiana ha lasciato il posto alla sonnolenta compostezza del liberista friedmaniano, ma per i ceti meno abbienti le cose vanno sempre peggio mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e prepotenti.
Ferrara si dice pronto, insieme a quel che resta del movimento berlusconiano che si lascerà consigliare dal capo carismatico, a favorire "una certa Italia verso politiche di riforma liberali e pro mercato, in reazione al ritorno nella crisi di una cultura vetero-laburista, pianificatrice, collettivista secondo i canoni peggiori del Novecento"
Continuare a fare il pesce pilota degli squali che compongono l'1% della popolazione mondiale è la sua vocazione.
Io mi auguro al contrario che l'epopea della Dallas italiana impersonata da Berlusconi perda rapidamente appeal e venga cancellata definitivamente dal nostro palinsesto istituzionale come il sequel dell'omonima soap americana è stata cancellata da Canale 5 perché nessuno l'ascolta più.
[Ndr: Anche Gramellini - ben più sagacemente - su La Stampa, Ultima fermata Dallas, rileva il parallelismo tra J.R e Silvio]

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