29.12.10

Belpietro-Feltri. Premiati produttori di bufale

27.12.10

Post-natalizio

Giordano Bruno

Sonetto IN LODE DE L'ASINO

O sant'asinità, sant'ignoranza,
santa stolticia e pia divozione,
qual sola puoi far l'anime sì buone,
ch'uman ingegno e studio non l'avanza:
non gionge faticosa vigilanza
d'arte qualumque sia, o 'nvenzione,
né de sofossi contemplazione,
al ciel dove t'edifichi la stanza.
Che vi val, curiosi, il studiare,
voler saper quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura;
ma con man gionte e 'n ginocchion vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura,
eccetto il frutto de l'eterna requie,
la qual ne done Dio dopo l'essequie.

20.12.10

L'importanza di chiamarsi Presidente

Dal Presidente degli Stati Uniti al Presidente del Copasir - nessuno sapeva cosa fosse fino a quando il baffino nazionale, Massimo D'Alema, non ne è diventato Presidente - l'aspirazione a presiedere accomuna le più diverse personalità. L'uomo di valore - ma anche la donna, vedi la Marcegaglia - vuole fermamente una presidenza qual che sia. C'è chi è orgoglioso di essere diventato "Presidente" di un consiglio scolastico o anche solo di una assemblea di condominio.
Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato o della Camera, Presidente di Commissione, Presidente del Consiglio di Amministrazione, Presidente di Regione, di Provincia, di Partito, di squadra sportiva, di giornale, di scuderia automobilistica, di museo, dell'Aci, dell'Arci, dell'Ospedale, delle Ferrovie, della Borsa, della Banca, della Rai, della Cei (sia come Comitato Elettrotecnico Italiano sia come Conferenza Episcopale Italiana), del diavolo che ci porti... purché Presidente.
Se sei un Presidente importante hai sempre qualcuno intorno che ti apre porte e portiere, ti sussurra "Presidente", sorride compiaciuto, si occupa dei tuoi bisogni primari e secondari. Il presidente si muove leggero tra corridoi silenziosi, circondato da collaboratori discreti. Siede su comode poltrone, da udienza in uffici lussuosi agli ultimi piani degli edifici, alloggia nelle suite prestigiose degli hotel. Il Presidente presiede, ascolta, prende la parola tra la rispettosa attenzione degli astanti, firma delibere (firmare è una delle sue attività prioritarie).
Ci sono individui che nella loro vita fanno collezione di presidenze. Luca Cordero di Montezemolo, ad esempio, si dice sia stato Presidente, fin da piccolo, della sua sezione di Giovani Esploratori; un Lupetto prodigio.
Ci sono infine Presidenti emeriti che conservano le prerogative presidenziali pure non essendo più in carica, come il diritto a viaggiare su aerei di Stato.
Il più rappresentativo tra loro ci ha lasciato da poco. Si chiamava Kossiga e sbroccava con una certa fequenza. Nella sua lucida follia talvolta si lasciava sfuggire cose sacrosante apprese durante l'esercizio del potere. Ebbe a dichiarare: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. (...) Lasciarli fare [gli studenti]. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio."
Così Gasparri, forse ricordandone le parole, ha ammonito: "Le manifestazioni studentesche sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate."
Però non si può terminare senza citare almeno uno dei Presidenti attuali, ricco sfondato. Rivela WikiLeaks quanto scrive di lui un eminente diplomatico americano: "La sua vittoria è stata segnata da forti proteste di piazza.... le sue risposte a domande talvolta spigolose hanno dato luogo alle risposte bizzarre di un uomo chiaramente disturbato. (...) ha detto a una giornalista che il suo terzo mandato non sarebbe stato l’ultimo. Ciò chiaramente dimostra che vuole rimanere al potere per tempo indefinito".
Cosa avete capito sciocchini! Si tratta di Aleksandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia, rieletto oggi con l'80 per cento delle preferenze tra arresti degli oppositori e accuse di brogli.

19.12.10

Bersani ai suoi critici del PD: "Non capite un tubo!"

Le ennesime "astute" sortite di Bersani (basta alle primarie, visto che le vincono quelli non appoggiati dai vertici, e alleanze con Casini e, perché no, Fini - ma cosa si fumano questi dirigenti del PD?) hanno fatto reagire il popolo del Web contro "L'amato leader" - come impietosamente rilevato da Gramellini su La stampa.

«Sono un ex iscritto e tra poco sarò un ex elettore» (Francesco). «Ma Fini è di destra! Come è possibile anche solo pensare a un’alleanza con lui?» (Michele). «Stasera restituisco la tessera» (Francesca). «Così non andiamo da nessuna parte, anzi sì: al suicidio» (Chiara). «Mi domando cosa avete nel cervello. Ma davvero le partorite voi queste cavolate? Andatevi a nascondere e non fatevi più rivedere!» (Gianni). «Cacchio, ma si può?» (Gian Piero). «Se succede, lascio il partito in un secondo» (Gianluca). «Bersani fa bene, sono d’accordo con lui» (Fassina, ma forse è la sorella dell’ex segretario). «Cioè, fatemi capire: dovrei scegliere alle prossime elezioni fra Fini e Berlusconi?» (Alessandro). «Dopo la fatica che abbiamo fatto a liberarci di Binetti e Rutelli, paffete che ci ritroviamo a subire i loro veti!» (Monica). «State ancora una volta riuscendo a rivitalizzare Berlusconi. Sono allibito» (Stefano). «Ero un ventenne che aveva trovato una piccola speranza. Ora lei me l’ha spenta di nuovo. Grazie, segretario» (Riccardo). «D’ora in poi come inizierà i suoi comizi? Cari democratici, cari compagni, cari camerati?» (Concita). «Grazie a tutti quelli che stanno commentando l’intervista» (Pier Luigi Bersani). «Segretario, tu ci ringrazi, ma i commenti li leggi o guardi solo le figure?» (Monica).
La risposta è arguta quanto astute le proposte. "Non capite un tubo!"

18.12.10

La Russa insulta ripetutamente uno studente



Il ministro "La Rissa" non si smentisce mai per finezza espositiva e ricchezza di argomentazioni ad Anno Zero.
Dimentica però il suo passato da picchiatore fascista, quarant'anni fa, quando l'agente di polizia Marino morì a Milano per una bomba lanciata dai suoi camerati in una manifestazione non autorizzata.
Impagabile l'intermezzo con Casini che fa da paciere.
La Russa smentisce che suo figlio avrebbe mai potuto essere in piazza.
Già: il papà ministro gli ha già assicurato un posto ben remunerato nel consiglio di amministrazione dell'Automobil Club Italia insieme all'amichetto della ministra Brambilla ed altri vip. Alleluia!

16.12.10

Julian Assange uomo dell'anno

Nel 2006 Time decretò "uomo dell'anno" tutti coloro che del Web sono attori attivi e passivi. Chi lo usufruisce, insomma, in tutte le sue forme. Campeggiava in copertina lo schermo di un computer che richiamava la schermata di Youtube. La scritta recitava: “La persona dell’anno sei tu. Si tu. Tu controlli l’età dell’informazione. Benvenuto nel tuo mondo”.
Questo rito del magazine americano, ripreso a destra e a manca, di nominare uomini e donne dell'anno può anche non significare un granché. Però quella scelta del 2006 sembrava una apertura alla democrazia globale dell'informazione, il riconoscimento di una rivoluzione culturale che ridimensionava il ruolo primario dei grandi mezzi di comunicazione a favore di una informazione parcellizzata costruita dal basso. Implicitamente il Time ammetteva la centralità di Internet nel mondo della informazione e della comunicazione.
Quattro anni dopo la rivista fa un salto indietro clamoroso. Ha chiesto ai suoi lettori di esprimersi, ma, davanti ai 382.025 voti per Julian Assange (di gran lunga al primo posto tra i votati), ha preferito dedicare la copertina prestigiosa a Mark Zuckerberg (solo al 18esimo posto con 18.353 voti). Immediate le proteste della rete.
Sembra quasi che in questo modo i giornalisti tradizionali, spiazzati dalla potenzialità della rete, che sempre più finisce con relegarli ad un ruolo di secondo piano, si siano vendicati arrogandosi il diritto di scegliere, anche contro le preferenze dei loro stessi lettori. A fronte di un Assange che con il suo WikiLeaks svela a tutto il mondo il pensiero "segreto" e le malefatte dei potenti, ponendo, senza mediazioni, a disposizione di chiunque tutti i documenti originali (e per questo viene messo alla gogna) si preferisce un geniale ragazzotto multimiliardario che, un po' per gioco, si è inventato una fortunata piattaforma di comunicazione sociale. Facebook è sicuramente un evento epocale con il suo mezzo miliardo di utenti sparsi nel mondo (vedi sotto la mappa delle relazioni), ma di fatto è, specularmente al Web, spazzatura in elevatissima percentuale. Però, per dirla con De André, "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori". Così nel cumulo di ciarpame accatastato, tanto su Facebook come nel Web in generale, si trova tutto ciò che può soddisfare qualsiasi ricercatore. Inoltre non è facile prevedere quali nuovi usi di Internet potranno venir fuori dall'inventiva degli utilizzatori. Qui il discorso diventa complesso e non è la sede per affrontarlo.
Comunque, per i giornalisti della carta stampata, questa realtà diventa sempre meno controllabile ed è dunque più che comprensibile la loro resistenza, per quanto destinata al fallimento. Ciò può in parte spiegare l'attuale scelta di campo del Time. Di WikiLeaks, avrebbe volentieri fatto a meno. Meglio dunque premiare l'inventore di un apparentemente meno pericoloso luogo di incontri interpersonali come Facebook che Julian Assange, detestato da coloro che influiscono sulle sorti del mondo e temono la mancanza di controllo sulla comunicazione.

(cliccarci sopra per ingrandirla)

Mappa su scala mondiale delle relazioni di amicizia tra tutti gli iscritti a Facebook. Si è utilizzata una scala di colori, che va dal nero al blu al bianco, per rappresentare con linee di colorazioni diverse le relazioni personali tra gli utenti in tutto il mondo.

15.12.10

Video scontri Roma



Non mi piacciono i manifestanti violenti così come non mi piacciono i poliziotti violenti.
Ieri a Roma hanno legittimamente manifestato decine di migliaia di persone, per lo più giovani, contro tutto il marcio del nostro sistema politico, ma oggi tv e giornali non parlano d'altro che di questi scontri.

14.12.10

"Coglionazzo dimettiti!" "Vadi alle Bahamas!"

Così ha gridato a Fini un deputato della maggioranza appena riconfermata per tre voti. "Troia" ha inveito un finiano alla Polidori, rea di essere passata all'ultimo momento con Berlusconi per interessi economici legati al Cepu, di proprietà della sua famiglia e sponsor del cavaliere.
L'innato bon ton di questi parlamentari, in un modo o nell'altro prezzolati - il fatto di essere scelti dal "capo" per un seggio è già di per sé una forma di pagamento per favori ricevuti o che si riceveranno -, si è confermata questa mattina. Risse, cori da stadio e ovazioni per i deputati che, a tariffa, erano passati dalla così detta opposizione alle dirette dipendenze del cavaliere di Arcore (i due dipietristi in primis), hanno caratterizzato la "storica" seduta.
Squallidi individui siedono in questo parlamento e, comunque vadano le cose, brutta gente siederà anche nel prossimo, poiché ormai la metastasi del sistema politico è irreversibile.
Che Fini di dimetta o meno è del tutto indifferente, come indifferente era l'esito dell'odierna votazione per le sorti di questo paese allo sbando. Solo i giornalisti fibrillavano a comando per la commedia tragicomica che si recitava nelle sedi governative (vedi mio post di ieri Crisi da fine legislatura e pensioni parlamentari....)
Di Pietro, che con i suoi eletti ha contribuito alla caduta del governo Prodi e oggi alla tenuta di quello Berlusconi, si è esibito nel solito show che non incanta pià nessuno. Rivolto al cavaliere - uscito dall'aula durante il suo intervento - ha urlato: "Vadi alle Bahamas!" [Sic: vadi]
Un'opposizione di qualità quasi quanto la maggioranza, non c'è che dire.

13.12.10

Crisi da fine legislatura e pensioni parlamentari... Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso

Fibrillazione diffusa in attesa del voto di domani in Parlamento.
Ma davvero agli italiani non intrippati con l'informazione e la politica interessa qualcosa di quello che accadrà domani e che ripercussioni avrà sul futuro di Berlusconi e del suo governo? Non so, ma ne dubito.
Il fatto è che "il palazzo" è oggi lontano più che mai dalle persone comuni e resta poco, oltre al disprezzo, per una quantità di individui eletti perché nelle grazie dei signorotti del voto, primo fra tutti il cavaliere di Arcore. Cosa tutto ciò abbia a che vedere con la democrazia rappresentativa sfugge a chiunque abbia voglia di pensarci.
Se domani il cavaliere resterà in sella lo dovrà quasi esclusivamente ai rapporti di vassallaggio instaurati in una quindicina d'anni di potere autocratico e alla paura dei peones parlamentari di perdere prebende e pensione vitalizia per non avere ancora raggiunto i due anni e mezzo di mandato, quanto basterebbe per sistemarsi per sempre. Ridicolo. Eppure tra Camera e Sanato sono ben 345 in queste condizioni e per lo più personaggi animati da tutto tranne che da passioni politiche autentiche.
L'opposizione, che opposizione non è stata capace di fare, e Fini sperano nel miracolo e fingono certezze che non hanno. Stringono le chiappe e incrociano le dita non avendo poi la più pallida idea di dove si andrà a parare anche nel caso Berlusconi finisse sotto di qualche voto.
A tutti coloro che si augurano la fine di questa lunga fase di decadenza culturale e morale che caratterizza il berlusconismo, ma si estende ben oltre i suoi confini, non resta che la disperazione. Comunque vada ci vorrà molto tempo per invertire le tendenze in atto. Certo si vorrebbe vedere andare a casa per sempre una genia mummificata di parlamentari incapaci di azioni politiche a favore del benessere collettivo. Ma non si tratta soltanto del ceto politico centrale e periferico. Tutto un apparato dirigente colluso con pratiche economiche delinquenziali, quando non direttamente con la malavita organizzata, andrebbe spazzato via. Gli attori di questo teatrino hanno aspetti esteriori diversi. A volte orrifici sotto spessi strati di cerone e ripetuti quanto improbabili lifting, altre impeccabili ed asettiche, altre ancora si presentano in sembianze di giornalisti ciarlieri, procaci fanciulle e rampanti giovanotti, però mummie sono e mummie restano.
casa delle libertà

Anche YAHOO! ha propensioni alla censura?

Casualmente mi sono imbattuto in un post di oggi su Yahoo! Answers così concepito:

"Crisi da fine legislatura e pensioni parlamentari: coincidenze....?"

Ma cliccandosi sopra Yahoo porta ad una pagina sulla quale si legge:
Questa domanda è stata eliminata
Le domande su Yahoo! Answers possono essere eliminate in accordo con le nostre Linee Guida della Community.

Mi sono chiesto se anche questa fosse una coincidenza e sono andato a curiosare nella copia cache.
Ecco cosa stava scritto sulla pagina rimossa.

Crisi da fine legislatura e pensioni parlamentari : coincidenze....?

La crisi....:

inizio attuale legislatura : 29/ 04/ 2008
crisi da fine legislatura attuale ( discorso di fini a perugia ) : 07/ 11/ 2010 .

tempo trascorso : 2 anni , 6 mesi , 8 giorni .

e le pensioni....:

Il comune cittadino può andare attualmente in pensione con 35 anni di contributi e 57 anni di età. Se lo scalone di Maroni non sarà toccato dal governo Prodi, dal prossimo anno ci vorranno addirittura 60 anni. Deputati e senatori potranno invece affrontare la vecchiaia con il conforto di ricche pensioni-baby. Secondo i regolamenti di Montecitorio e Palazzo Madama il diritto al vitalizio si acquisisce versando le quote contributive (attualmente 1.006 euro mensili) per almeno cinque anni di mandato. Davvero una bella differenza con i 20 anni di contributi minimi richiesti ai cittadini per la pensione di vecchiaia. E non basta. I parlamentari hanno voluto annullare anche gli effetti dell'instabilità politica che in Italia, si sa, porta sovente alla chiusura anticipata delle legislature. Come? Decidendo all'unisono che in questi malaugurati casi

2 anni e sei mesi

di effettivo incarico sono sufficienti per il diritto alla pensione. Basta pagare contributi volontari per i due anni e mezzo mancanti. E senza nemmeno affannarsi con i versamenti: agli onorevoli parlamentari è infatti permesso di saldare anche a 'fine mandato e in 60 rate'. Più facile di così!


La storia dei due anni e mezzo corrisponda al vero, il fatto dei contributi non so.
Comunque mi chiedo perché Yahoo si sia sentito in dovere di cancellare il tutto.

10.12.10

Inglesi, tasse, diritto allo studio

Happy wife, happy life. Moglie felice vita felice

Un non più giovane principe e la sua consorte trascorrono serenamente la loro vita tra castelli, passeggiate a cavallo, viaggi, interessi naturalistici e serate di gala.
Un brutto giorno teppisti scalmanati che si definiscono studenti - tutti sanno che i veri studenti stanno a casa a studiare - aggrediscono a colpi di uova e ortaggi la lucida Rolls Royce che li trasporta, provocando sui regali volti uno stupito moto d'inatteso timore. "Perché questi giovani sudditi si comportano in maniera tanto sconveniente mentre noi sorridiamo e salutiamo agitando la mano?" Si sarà chiesto il principe che da troppo tempo attende di diventare re.
Il motivo e semplice: sono state triplicate le tasse universitarie.
Vergogna! Chi l'ha detto che lo studio debba essere un diritto?

9.12.10

Stupidopoli. Compravendita parlamentari, Alemanno, Frattini, WikiLeaks e giornalisti "embedded"

Se, e dico se, gli italiani fossero mediamente più attenti alle allucinanti vicende politiche che vedono protagonisti gli uomini pubblici dell'olimpo berlusconiano - anziché perdersi nella marea melmosa delle chilometriche trasmissioni dedicate a povere ragazzine scomparse, trucidi omicidi, grandifratellesche emozioni - si renderebbero conto della deriva grottesca di questo fine impero del cavalier Silvio da Arcore.
Vanno forte le quotazioni dei parlamentari in procinto di passare a dare una mano, o meglio un voto, non a gratis, al decotto Berlusconi - ultimi due tizi dell'Italia dei Valori - ah! ah! ah! la dice lunga sulla capacità del Di Pietro di scegliersi gli uomini da eleggere, ma anche di questo avevamo già avuto esperienza.
Nel clima di si salvi chi può, in una Roma allo sfascio economico, il duro e puro sindaco Alemanno sistema all'Atac, l'azienda dei trasporti, parenti, amici, sodali di partito e pure una ex cubista. Ben 854 assunzioni a chiamata diretta alla faccia della crisi.
Franco Frattini, miracolosamente assurto da maestro di sci a ministro degli esteri, continua a sparar cazzate. All'annucio delle rivelazioni di WikiLeaks aveva parlato di "terroristi che vogliono distruggere il mondo" e di "11 settembre della diplomazia". Per l'arresto del capo di WikiLeaks, Assange, esulta, rivendicandolo come un colpaccio della diplomazia: «Era ora, per fortuna l’accerchiamento internazionale ha avuto successo» e rincara «Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono»
Mah! Per il momento è arrestato per un caso assai dubbio, per quel che se ne sa, di stupro, e, comunque, se risultasse colpevole, è giusto che venga punito. Non si vede però come possa essere condannato per i danni arrecati alla relazioni internazionali anche se, senza dubbio, cercheranno di incastrarlo e metterlo a tacere in ogni modo.
Chi conosce la fiaba I vestiti nuovi dell'Imperatore di Hans Christian Andersen sa che ci vuole l'ingenuità di un bambino per far emergere la verità, specie quando è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliamo vedere e tacciono solamente per timore reverenziale. Ora che "il re è nudo" (e non ci si riferisce soltanto alle risapute "marachelle" del nostro piccolo satrapo nazionale) ci si spreca in commenti, spesso al limite del demenziale, sul come evitare che le persone comuni sappiano quel che pensano davvero coloro che li governano e sul come limitare di fatto la libertà d'informazione.
Magari ci riusciranno e non mancheranno neppure, come non sono mai mancati, i giornalisti "embedd" sempre pronti a scodinzolare al seguito dei potenti in nome della "responsabilità". Allora avremo fatto un altro bel balzo indietro sulla strada della effettiva democratizzazione.

8.12.10

John Lennon a trent'anni dalla morte - Imagine


(se non si sente cliccate qui)

Imagine
di John Lennon

Imagine

Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today...

Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world...

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will live as one

Immagina

Immagina non ci sia il paradiso
È facile se ci si prova
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immagina tutte le persone
vivere per l'oggi...

Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Nulla per cui uccidere o morire
E nessuna religione
Immagina tutte le persone
vivere la vita in pace...

Si puè dire che sono un sognatore
ma io non sono il solo
Spero che un giorno ti unirai a noi
e il mondo sarà come uno solo

Immagina non ci siano proprietà
mi chiedo se ci riesci
Nessuna necessità di cupidigia o fame
Una fratellanza di uomini
Immagina tutte le persone
condividere tutto il mondo...

Si può dire che sono un sognatore
ma io non sono il solo
Spero che un giorno ti unirai a noi
e il mondo vivrà come uno solo

2.12.10

Monicelli. Branca branca branca, leon leon leon. Zazzazaparapapa' Fiiiiiii Bum!



Mario Monicelli, regista de L'armata Brancaleone e di tanti altri film di successo, è morto.
Era uomo geniale, come geniale è stato Lele Luzzati i cui inconfondibili disegni sono nel video. Degli uomini geniali sarebbe meglio non parlare. Bastano le loro opere a ricordarli.
Come ampiamente documentato ogni giorno, è della stupidità degli uomini da poco, pervenuti al successo, che si spendono milioni di vuote parole.

La morte di Mario Monicelli ha però suscitato un vespaio perché si è trattato del suicidio di un novantacinquenne malato. E allora si sono scatenati tutti.
Poco tempo fa un amico si è suicidato allo stesso modo gettandosi dal balcone. La cosa ha colpito dolorosamente tutto il giro delle sue conoscenze. Ognuno si è posto domande sul perché di un tale gesto, ma nessuno si è sognato di chiedersi se ne avesse o meno il diritto.
Se credi che la vita sia dono di Dio togliersela è peccato, va da sé, mentre è eroico perderla combattendo in suo nome. Ma, se ancora esiste il diritto di non credere in alcun dio, la mia vita appartiene a me solo, e quel che ne faccio sono affari miei.
A mio avviso buttarsi da un balcone è atto disperato. In un mondo più civile dovrebbe esserci la possibilità di morire dignitosamente e dolcemente per propria scelta quando la vita non è più degna di essere vissuta. Passare dalla concretezza dell'essere al nulla del non essere non è poi questo dramma esistenziale, quando non si ha più nulla da perdere se non la sofferenza.
Ma i "difensori della vita", i crociati del dolore come prova di coraggio per conquistarci una fetta di paradiso, ci negano il diritto di non credere nell'aldilà.
Ho sempre avuto il massimo rispetto per chi ha una fede e per le scelte che compie, ma, a quanto sembra, si mette sempre più spesso in discussione il mio uguale diritto a non credere in alcunché d'ultraterreno, quasi che il non avere una fede religiosa sia di per sé una pazzia.
Questo oscurantismo di ritorno, con tutte le sue ripercussioni nella vita quotidiana, per lo scatenarsi dell'irrazionalità che comporta, m'inquieta più della crisi economica globale che ci sovrasta.
Morire quando si vuole, come si vuole, senza chiese preti funerali e quant'altro dovrebbe essere possibile a tutti senza suscitare scandalo alcuno.
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