27.2.10

G8, Grande Evento - Fornitura posacenere, € 10.200

A city to listen to, costo 193.996 euro

La magica coppia di superman, premiata ditta B&B (Bertolaso e Berlusconi), è decisamente prodiga con i soldi degli italiani.
La lista delle "piccole spese" per il G8 pubblicata da L'Espresso è istruttiva e dovrebbe far incazzare, se ne venissero a conoscenza, i parsimoniosi votanti Pdl.
Comunque si tratta di ben poca cosa rispetto alle megaspese per gli alberghi inutilizzati alla Maddalena, la ricostruzione post terremoto in generale e la gestione dei grandi eventi, dalle feste patronali, santi vino e salamelle, ai terremoti appunto col seguito di favori ai soliti parenti, amici e amici degli amici.

Selezione dei contratti più singolari (da L'Espresso)

Costo complessivo G8 Maddalena + l'Aquila:
512.474.178 euro
Fornitore Oggetto Importo in Euro (incluso IVA)
SPAZIALE SPLENDY G.I.L. SRL
Fornitura accappatori e asciugamani
24.420,00
PINEIDER SPA
Fornitura materiale vario (album, sottomano da scrivania, portablocchi cartelle)
78.163,20
MUSEOVIVO
Fornitura 60 penne edizione unica
26.000,05
POLTRONE FRAU SPA
Fornitura sedute a noleggio
373.233,30
FORCING SRL, MIB SRL, FIDANZIA SRL
Fornitura pennoni e bandiere
175.576,80
RUFFOLO SILVIA GRAFICA EDITORIALE
Fornitura, declinazione e utilizzo logo G8
21.600,00
COGEDA SISTEMI
Fornitura cartucce toner
12.733,20
ELCOMAN SRL
Fornitura n. 30 distruggidocumenti
12.852,00
MEDIAMERKET SPA, CIFONI DOMENICO SRL, UNIEURO-CTE GROUP SRL, TECNOVISIONI SRL
Fornitura televisori Lcd e noleggio plasma
347.348,00
BULGARI ITALIA SPA
Fornitura 45 ciotoline in argento
22.500,00
FRATERNITAS SRL
Fornitura megafoni
3.895,20
LANIFICIO FRATELLI CERRUTI SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
13.555,20
LANIFICIO ORMEZZANO SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
5.184,00
ANNALISA COLLEZIONI SRL
Fornitura tessuto per divise (non specificate)
54.000,00
PUBBLILASER SRL
Fornitura tessuto con logo per personalizzazione transenne
23.442,05
FIORI E PIANTE di Tontoranelli Daniela, DEMI MONDE SRL
Fornitura addobbi floreali
64.020,00
ARTERIA SRL
Fornitura servizio trasferimento scultura “Il Guerriero di Capestrano” da Chieti a sede G8 L'Aquila
11.122,80
ARTERIA SRL
Servizio aggiuntivo per sollevamento scultura “Il guerriero di Capestrano”
4.056,00
BORGHI INTERNATIONAL
Trasporto opere d?arte
36.000,00
NOLOSTAND SPA
Fornitura posacenere
10.200,00
PUBBLILASER SRL
Rivestimento ascensori con pellicola vinilic
9.072,00
ISTITUTO GRAMMA, CENTRO RICERCHE MUSICALI, ORTO ONIRICO SRL, AGORA' SRL
Realizzazione progetto “A city to listen to - L'Aquila per il G8”
193.996,00
TOTALE

1.468.969,80

25.2.10

U c c i s o il Lambro



«E’ stato un gesto criminale» sostiene Francesco Leonetti, il responsabile dell’Arpa per la Lombardia che coordina gli interventi per affrontare i danni causati dallo sversamento nel fiume Lambro di tanto petrolio quanto ne contiene un quarto di petroliera. Qualcuno ha aperto i rubinetti dell'ex raffineria Lombardo Petroli a Villasanta vicino al parco di Monza, zona di speculazioni edilizie. Gli olii combustibili sono arrivati al Po e scorrono verso i lidi ferraresi. Disastro ecologico di proporzioni gigantesche. Ma quei serbatoi dovevano essere vuoti e l'ex raffineria messa in sicurezza, invece...

24.2.10

Che om La Russa... sa schersa no!

Con Ignazio la rissa c'è poco da scherzare. (vedilo all'opera con la Concitina http://snipurl.com/uhvih)
Lui li mette a posto tutti. «Fuori dalle liste anche gli indagati - dice. Però poi aggiunge - ma nella decisione delle candidature alle Regionali il Pdl non accetterà un automatismo e sarà il partito a prendere la decisione finale sui singoli.» Eh! Eh! Eh!
Brutta roba il web! Ci rimane su tutto. Nel febbraio 2008 in una lettera ai comitati regionali di Forza Italia Bondi scrisse: "I candidati non devono avere processi in corso, esclusi quelli di natura politica." Eh! Eh! Eh!
Risultato: una settantina tra prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio passarono tranquillamente dai banchi degli imputati a quelli del Parlamento. Tra loro anche una ventina di condannati in via definiva. (vedi Gomez-Travaglio Se li conosci li eviti)

23.2.10

Idioti

Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano. (da La dottrina del fascismo, Benito Mussolini, Hoepli, 1936)

Decide il Poppolo. Titola il gustoso mattinale di Gramellini su La Stampa.
Ieri su Il Messaggero ha detto la sua Paolo Pombeni: Canzoni vox polpuli, metafora di un paese.
Nel video Sabina Guzzanti - censurata a suo tempo come ora viene censurato il servizio su Rosarno che doveva andare in onda su Protestantesimo (rubrica religiosa trasmessa intorno all'una di notte!) - dice a Ferrara che a sentirlo - lui e tutti gli altri come e peggio di lui - si sta male. Vero. Ma al regime piacciono tette culi risse e volgarità d'ogni tipo, non i comici non allineati, le critiche e le inchieste (sia giornalistiche che giudiziarie).
Allo stesso modo al berlusconpadrone non piace Internet, almeno fino a quando non ci sbarcherà a suo modo, strozzandone la libera espressione. Per il momento i suoi scherani vanno all'attacco. Prima show girl e attori del suo carrozzone cooptati in parlamento (Carlucci e Barbareschi vedi Confermato dalla Cassazione il sequestro di alcune pagine Web), e ora, di nuovo, il solito Angelino Alfano delle leggi ad personam (vedi Gilioli su L'espresso: Troll di regime).
Non varrebbe la pena aggiungere qualcosa a quanto detto nei link proposti. Di mio ci aggiungo solo che gli utili idioti, come quelli che su FaceBook hanno inserito la pagina “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”, non sono gli unici idioti in circolazione su FeceBook, su Internet, in Tv e nei giornali, in parlamento ecc. L'elenco sarebbe troppo lungo da fare e non annovererebbe soltanto nomi di destra. L'imbecillità diffusa non è prerogativa delle canzoni vincenti di San Remo o di chi eventualmente le ha votate (manipolazioni del televoto a parte), ma di una quota crescente della nostra invivibile società della quale le aberrazioni su FaceBook sono uno specchio neppure troppo deformante quantunque, in fin dei conti, poco significativo.

17.2.10

Mazzettopoli

Tutto un abbaglio le accuse agli inquisiti del clan Bertolaso (Balducci, Della Giovampaola, Anemone, ecc.) e lui, Bertolaso, "resta" dov'è a fare il suo "dovere" con o senza massaggi, perché glielo ha detto il boss Berlusconi e tanto basta. I giudici, la legge, i controlli... tutte pastoie che un buon imprenditore, come Berlusconi, spazza via con fastidio. Si decide, si chiamano parenti, amici e amici degli amici e via senza impacci con i soldi degli italiani. Che importa se a guadagnarci saranno cinici sciacalli, disonesti e mafiosi? Contano solo i risultati e, ovviamente, i profitti (che non si spartiscono con gli italiani).
Gli italiani si adeguano. Se la legge non conta per chi comanda perché dovrebbe valere per me che tiro la carretta? Così quasi un italiano su tre non paga tasse al fisco e soltanto uno su cento dichiara redditi superiori ai centomila euro. Vecchia storia, si dirà. Si, ma resta il fatto che a pagare restano i soliti noti che non possono sfuggire al fisco in quanto tassati alla fonte, oltre ai pochi inguaribilmente onesti. Così 1l 12% dei contribuenti si addossa oltre il 50% delle tasse.
In compenso, come si diceva ieri c'è una tassa occulta su ogni cittadino, indipendentemente dall'età, di mille euro all'anno che vanno in tangenti e corruzioni di ogni tipo nelle quali l'Italia è ai primi posti (vedi post di ieri In mutande)

16.2.10

In mutande

mutandoni da assessore, ampi e dotati di elastici per non perdere le mazzette

Il "mariulo" Mario Chiesa, secondo la classica definizione craxiana, che con la mazzetta nelle mutande diede il via a tangentopoli e mani pulite, è stato ripreso meno di un anno fa con le mani nel sacco. Scalpore e poi silenzio. Tipico della nostra disinformazione quotidiana. Che fine ha fatto? Ci sono da inseguire troppi scandali e storie di corrotti e corruttori per dare alle cronache anche le conclusioni. L'entourage di Bertolaso, sbattuto in carcere, è più succoso del rampante consigliere berlusconiano milanese Pennisi che si è fatto beccare con i soldi della tangente in mano, povera volpe nel pollaio, come l'ha definito il boss Berlusconi. Non passa giorno senza l'esplosione di un nuovo caso.
L'allarme lanciato dal Procuratore generale presso la Corte dei Conti:
Corruzione. La cifra dice molto: 50/60 miliardi di euro all'anno. Una vera e propria 'tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini'"
lascia pochi dubbi sulla gravità del fenomeno. Si parla di mille euro per ogni italiano all'anno. Un giro di soldi da far paura.
Chi se ne frega! A sentire i telegiornali il paese è più interessato alla presenza o meno di Morgan a San Remo che a queste fregnacce. 'fa'nculo!

12.2.10

Manifesto e carta stampata


Qualche giorno fa il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, ha spiegato così perché ha deciso che il suo giornale lascerà l'accesso gratuito ai contenuti online: Far pagare i contenuti online potrebbe essere una buona scelta "in termini economici" ma "sul piano editoriale" significherebbe ridurre i propri accessi e la propria influenza.
Altri la pensano in maniera opposta, Rupert Murdoch ad esempio.
A me sembra che l'urlo di dolore del Manifesto per quanto "politicamente" condivisibile sia di vecchio stampo. Neppure quelli del Manifesto sembrano capire a fondo le implicazioni del cambiamento epocale del modo di dare e ricevere informazione. La loro è sicuramente una informazione di qualità ed io sarei il primo a sentirne la mancanza, ma la carta stampata non ha futuro. Sopravviverà ancora a lungo magari, ma come un morto che cammina.
I prezzi d'abbonamento proposti (annuale 330 euro) sono inadeguati alle possibilità dei più e anche quelli on line (vedi sotto) sembrano eccessivi.
Non piangerò certo per l'estinzione di tanti inutili fogliacci - che purtroppo, invece, troveranno il modo di cavarsela anche se nessuno li legge -, però vorrei davvero che il manifesto trovasse la forza di rinnovarsi e sopravvivere, magari solo on line. Come sempre in Italia siamo alla retroguardia anche per quanto riguarda il Web, eppure i tempi stanno maturando.

ABBONAMENTI WEB EURO
ANNUALE € 130,00
TRIMESTRALE € 45,00
MENSILE € 20,00


ABBONAMENTI WEB + ARCHIVIO HTML DAL 2002 EURO
ANNUALE € 220,00
TRIMESTRALE € 70,00
MENSILE € 30,00

9.2.10

Sicilia 2001: 61 a 0

Forattini, greve come sempre, ricicla sé stesso in occasione della sconfitta della sinistra nelle elezioni siciliane del 2007)

Ricordate le elezioni politiche del 2001? Il centrodestra totalizzò 61 seggi in Sicilia (facendo eleggere fin anche Bobo Craxi in quel di Trapani!)[sic!]
Ora io non so se Berlusconi sia mafioso, come urlava Umberto Bossi prima di allearsi con lui. Non so neppure se lo siano Dell'Utri o altri già condannati o inquisiti sia di destra che di sinistra. Attenendosi al criterio che l'operato e le sentenze della magistratura vanno rispettate è certo che i nostri uomini politici e amministratori della cosa pubblica - ma anche imprenditori e banchieri - danno una ben deprimente immagine dello stato in cui versa l'Italia. A sentire certi inquirenti di spicco che da anni vivono sotto scorta per le indagini che conducono, la criminalità in commistione con la politica non solo è prospera nel sud, ma ormai è dilagata anche al centro e nord dove ha messo solide radici e non manca d'infettare, come una inarrestabile metastasi, il resto d'Europa.
I magistrati sbagliano? Certo che sì e non sono mancati nella nostra storia neppure i collusi con criminali e/o politici. In quanto poteri forti registrano spesso al loro interno devianze anche estremamente pericolose. Per questo i pensatori politici liberali, da Montesquieu in poi, hanno ideato la separazione dei poteri tanto avversata da tutti coloro che vogliono governare al di fuori e al di sopra delle leggi.
Là dove però la volontà popolare è fortemente condizionata da una gerarchia dominante che controlla ferocemente il territorio, il gioco delle parti tra i vari poteri è di fatto vanificato. La Sicilia ne è un buon esempio. Difficilmente è possibile sottrarsi all'influenza di chi da sempre, in un modo o in un altro, gestisce il potere. E allora la democrazia resta un concetto vago, scarsamente compreso e ancor meno praticato. Coloro i quali tentano di sottrarsi allo stato di cose esistente o semplicemente cercano di fare il loro dovere come amministratori, magistrati e forze dell'ordine rischiano la pelle. In queste condizioni anche il voto popolare è una variabile dipendente dai detentori dell'unico, centralizzato, potere reale. Il colore politico dei governanti conta poco.

7.2.10

E pensarci prima, caro Marco?

Di Pietro

Detesto dire "l'avevo detto io". Troppo facile. Forse non è neppure vero. Il fatto è che per me Di Pietro non è mai stato un punto di riferimento, nè l'Italia dei valori troppo credibile. Un ex pulotto che diventa magistrato ed idolo di tutti per poi impersonare il prototipo dell'antiberlusconismo, mi ha sempre lasciato freddo. Sarà che non ho mai creduto ad una "giustizia" astratta dalla realtà storica e disgiunta dal potere, sarà che le menti del famoso pool mani pulite (Borrelli, Colombo, Davigo - almeno per come lo si percepiva ai tempi) erano persone di maggiore spessore e non troppo di sinistra, anzi, - come del resto lo stesso Di Pietro - sarà per una mia inguaribile avversione verso i facili e furbeschi populismi, ma il Tonino nazionale non mi ha mai entusiasmato. In tempi recenti molte persone, anche assai rispettabili, si sono accodate a lui, non so se per convenienza personale o meditato calcolo politico non sapendo più dove andare a sbattere per trovare uno spazio ove riaffermare valori ormai in via d'estinzione. Comunque bastava vedere, insieme a personaggi eccellenti, certi impresentabili candidati delle liste dipietriste per comprendere che nell'IDV convivevano cani e porci. Il congresso di Salerno, col suo incontestabile signore e padrone, ne conferma l'eterogeneità. L'apertura di credito nei confronti di Di Pietro dei Grillo, Travaglio ecc. è, probabilmente, sulla stessa linea di convenienza.
Ora Travaglio si avvede che, contravvenendo a uno dei dettami che sembravano imprescindibili, l'IDV accetta in Campania la candidatura a governatore di una vecchia volpe come De Luca, due volte rinviato a giudizio per reati gravissimi.
Travaglio su il Fatto Quotidiano prende le distanze nell'articolo E pensarci prima?, ma prova a giustificare Tonino e De Magistris - che felicemente approdato al parlamento europeo ben si guarda di rischiare il culo in Campania - attribuendo tutte le colpe al PD di Bersani, quasi come se Di Pietro avesse peccato d'ingenuità. Per favore non prendiamoci in giro! Di Pietro sarà tutto quello che si vuole, ma non inesperto. Sa benissimo, come direbbe lui, chi sono i suoi polli e se abbraccia calorosamente Bersani - che, al contrario, è assai ritroso - lo fa con cognizione di causa.
Travaglio conclude così il suo articolo: "oggi gli italiani che sognano una politica pulita sono un po’ meno di ieri". Se i sognatori di una "politica pulita" si sono aggregati a Di Pietro sono loro gli sprovveduti.
Bisognava pensarci prima, caro Marco.

Brescia eleggerà il figlio di Bossi in Regione

renzo bossiil figlio di Umberto (il dito è stato aggiunto da un'altra delle sue magliette, in omaggio ai lombardi in generale e agli elettori di Brescia in particolare)

Renzo Bossi, "la trota ", come da paterna definizione, non dovrà più fare il bamboccione a carico. Un posto, in famiglia, glielo hanno trovato. Consigliere regionale lombardo, stipendio mensile sui diecimila euro netti più profit.
Ci provavano da un po' a sistemarlo (Renzo Bossi membro dell'Osservatorio dell'Expo di Milano), ma questa volta l'investitura pare sicura. Che importa se il ragazzo è un po' una boccia e non ne sa niente di politica? Eccelle in "Rimbalza il clandestino" (videogioco nel quale attraverso i click di mouse bisogna eliminare più imbarcazioni possibili che tentano di approdare sulle coste italiane) e tanto basta.
Moralità leghista e sani principi!
Saranno felici i bresciani, ai quali spetterà l'onore di votare il figlio del Boss.
_____________________

4.2.10

Legittimo impedimento e crack

Mentre Berlusconi inanella (come al solito) gaffe, questa volta mediorientali, i suoi dipendenti in parlamento varano leggi a lui favorevoli (come al solito), allargandole anche a sé stessi. I ministri inquisiti, potranno avvalessi del legittimo impedimento anche per presenziare alla festa della cotica, bloccando così i processi che li vedono protagonisti. Questa è la legge "uguale per tutti" in Italia.
Del resto pochi idioti - ed io tra quelli - credono ancora nell'uguaglianza tra i cittadini. In perfetto stile delinquenziale (mafioso o comunque lo si voglia chiamare) i "capi" non sono comparabili con i gregari. La gerarchia di comando è intoccabile, come nell'esercito o sul lavoro, ed ogni democrazia sospesa. Parenti, amici, amici degli amici vanno favoriti in ogni modo. Gli altri si arrangino!
Formalmente la politica dovrebbe essere cosa diversa e, almeno a parole, a lungo lo è stato. Ora non più. Chi ha il potere lo esibisce e se ne serve senza pudori rivendicando la sua appartenenza ad una casta privilegiata che nulla ha da spartire con la plebaglia. Il popolo è buono solo per confermare con un voto, abilmente svuotato di significato, il ruolo privilegiato a chi già ce l'ha.
Piduisti, corrotti e corruttori, bancarottieri, ladri d'ogni sorta, giornalisti assoldati, nani e ballerine di corte, pedatori, menestrelli e presentatori di spazzatura a badilate dai canali pubblici e privati ci danno dentro per farci credere di vivere nel migliore dei mondi possibile. Ogni tanto qualcuno la fa fuori dal vaso, come quel coglione di Morgan che si vanta di fumare crack e allora addosso! Gli ipocriti si dimenticano che i fiumi sono pieni di cocaina pisciata via da tutti quelli che ne fanno uso. Se a sorpresa si facesse l'antidoping ai parlamentari, primo ministro compreso, non si sa quanti ne uscirebbero puliti. Pochi.
Questa è la merda nella quale tutti ci avvoltoliamo e i più - non sempre i peggiori - ormai se ne fregano.

2.2.10

Finisce non con uno schianto, ma un flebile lamento: Not with a bang, but a whimper (Eliot)


The Hollow Men (Gli uomini vuoti)
(T.S. Eliot 1925)

Mistah Kurtz... he dead

Gli uomini vuoti
Un penny per il vecchio Guy

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell'erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina

Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;

Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all'altro regno della morte
Ci ricordano - se pure lo fanno - non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti Gli uomini impagliati..


II
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.

Non lasciate che sia più vicino
Nel regno di sogno della morte
Lasciate anche che porti
Travestimenti così deliberati
Pelliccia di topo, pelliccia di cornacchia, doghe incrociate
In un campo
Comportandomi come si comporta il vento
Non più vicino -

Non quel finale incontro
Nel regno del crepuscolo


III
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
E' proprio così
Nell'altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell'ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.


IV
Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti
In quest'ultimo dei luoghi d'incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume
Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La speranza soltanto Degli uomini vuoti.


V
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Fico d'India fico d'India
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Alle cinque del mattino.

Fra l'idea
E la realtà
Fra il movimento
E l'atto
Cade l'Ombra

Perché Tuo è il Regno
Fra la concezione
E la creazione
Fra l'emozione
E la responsione Cade l'Ombra

La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l'esistenza
Fra l'essenza
E la discendenza
Cade l'Ombra

Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il

E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo

Non già con uno schianto ma con un lamento.

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