27.5.10

Sacrifici: Se 620mila auto blu vi sembran poche

Poi uno dice che parlar sempre male della casta è puro e semplice qualunquismo. Sarà, ma a leggere l’ultimo comunicato dell’Associazione Contribuenti, come si può dar torto ai vari detrattori della politica e delle istituzioni (ce ne sono tanti, scegliete voi).La storia in poche righe è questa: tutti sanno che la crisi, partita dalla finanza, si è abbattuta anche sull’economia reale del nostro paese, come in tutt’Europa, e che la ripresa ci sarà (in molti lo sperano), anche se lenta e faticosa.In più, ultimamente, c’è pure qualche stato dalle parti del Mediterraneo finito in bancarotta. Insomma, tira una brutta aria e bisogna stringere la cinghia, fare sacrifici, soprattutto in Italia dove i conti pubblici sono sempre in rosso. Lo spauracchio della Grecia è dietro l’angolo.Poi, uno legge un comunicato e gli cascano le braccia: le auto blu in Italia nel primo trimestre del 2010 sono aumentate dello 0,6 per cento raggiungendo quota 629.120 unità. Una cifra mastodontica: non esiste altro paese al mondo con un numero così alto di privilegiati.Non ci credete? Negli Usa sono appena 72.000, in Francia 61.000, nel Regno Unito 55.000, in Germania 54.000, in Turchia 51.000, in Spagna 42.000, Giappone 30.000, in Grecia 29.000 e in Portogallo 22.000.A questo punto Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e paladino dell’efficienza, sbotta: i numeri non convincono (non c’è una stima ufficiale) e firma una direttiva per avviare un censimento, da cui poi partire per dimezzare i costi per la gestione del parco auto pubblico.E lancia una proposta: “Pensiamo a forme di razionalizzazione come il car sharing o l’auto blu collettiva verificandone l’uso, i consumi di carburante, la manutenzione, l’impiego degli autisti'.Un’ottima idea, quella del ministro. Anzi, di più: il car sharing o l’auto blu collettiva per i politici e gli alti funzionari dello Stato potrebbe persino funzionare. In Svezia.
(da Panorama)

Il gatto e la volpe (un racconto d'attualità)

il gatto Tremonti e la volpe Berlusconi provati dalla fatica di contar balle

di Collodi
Il burattinaio Mangiafoco regala cinque monete d'oro a Pinocchio, perché le porti al suo babbo Geppetto: e Pinocchio, invece, si lascia abbindolare dalla Volpe e dal Gatto e se ne va con loro.

Il giorno dipoi Mangiafoco chiamò in disparte Pinocchio e gli domandò:
- Come si chiama tuo padre?
- Geppetto.
- E che mestiere fa?
- Il povero.
- Guadagna molto?
- Guadagna tanto, quanto ci vuole per non aver mai un centesimo in tasca. Si
figuri che per comprarmi l'Abbecedario della scuola dovè vendere l'unica
casacca che aveva addosso: una casacca che, fra toppe e rimendi, era tutta una
piaga.
- Povero diavolo! Mi fa quasi compassione. Ecco qui cinque monete d'oro. Vai
subito a portargliele e salutalo tanto da parte mia.
Pinocchio, com'è facile immaginarselo, ringraziò mille volte il burattinaio,
abbracciò, a uno a uno, tutti i burattini della Compagnia, anche i giandarmi: e
fuori di sé dalla contentezza, si mise in viaggio per tornarsene a casa sua.
Ma non aveva fatto ancora mezzo chilometro, che incontrò per la strada una
Volpe zoppa da un piede e un Gatto cieco da tutt'e due gli occhi, che se ne
andavano là là, aiutandosi fra di loro, da buoni compagni di sventura. La Volpe
che era zoppa, camminava appoggiandosi al Gatto: e il Gatto, che era cieco, si
lasciava guidare dalla Volpe.
- Buon giorno, Pinocchio, - gli disse la Volpe, salutandolo garbatamente.
- Com'è che sai il mio nome? - domandò il burattino.
- Conosco bene il tuo babbo.
- Dove l'hai veduto?
- L'ho veduto ieri sulla porta di casa sua.
- E che cosa faceva?
- Era in maniche di camicia e tremava dal freddo.
- Povero babbo! Ma, se Dio vuole, da oggi in poi non tremerà più!...
- Perché?
- Perché io sono diventato un gran signore.
- Un gran signore tu? - disse la Volpe, e cominciò a ridere di un riso sguaiato e
canzonatore: e il Gatto rideva anche lui, ma per non darlo a vedere, si pettinava i
baffi colle zampe davanti.
- C'è poco da ridere, - gridò Pinocchio impermalito. - Mi dispiace davvero di farvi
venire l'acquolina in bocca, ma queste qui, se ve ne intendete, sono cinque
bellissime monete d'oro.
E tirò fuori le monete avute in regalo da Mangiafoco.
Al simpatico suono di quelle monete la Volpe, per un moto involontario, allungò
la gamba che pareva rattrappita, e il Gatto spalancò tutt'e due gli occhi, che
parvero due lanterne verdi: ma poi li richiuse subito, tant'è vero che Pinocchio
non si accorse di nulla.
- E ora, - gli domandò la Volpe, - che cosa vuoi farne di codeste monete?
- Prima di tutto, - rispose il burattino, - voglio comprare per il mio babbo una bella
casacca nuova, tutta d'oro e d'argento e coi bottoni di brillanti: e poi voglio
comprare un Abbecedario per me.
- Per te?
- Davvero: perché voglio andare a scuola e mettermi a studiare a buono.
- Guarda me! - disse la Volpe. - Per la passione sciocca di studiare ho perduto
una gamba.
- Guarda me! - disse il Gatto. - Per la passione sciocca di studiare ho perduto la
vista di tutti e due gli occhi.
In quel mentre un Merlo bianco, che se ne stava appollaiato sulla siepe della
strada, fece il solito verso e disse:
- Pinocchio, non dar retta ai consigli dei cattivi compagni: se no, te ne pentirai!
Povero Merlo, non l'avesse mai detto! Il Gatto, spiccando un gran salto, gli si
avventò addosso, e senza dargli nemmeno il tempo di dire ~ohi~ se lo mangiò in
un boccone, con le penne e tutto.
Mangiato che l'ebbe e ripulitasi la bocca, chiuse gli occhi daccapo e ricominciò a
fare il cieco, come prima.
- Povero Merlo! - disse Pinocchio al Gatto, - perché l'hai trattato così male?
- Ho fatto per dargli una lezione. Così un'altra volta imparerà a non metter bocca
nei discorsi degli altri.
Erano giunti più che a mezza strada, quando la Volpe, fermandosi di punto in
bianco, disse al burattino:
- Vuoi raddoppiare le tue monete d'oro?
- Cioè?
- Vuoi tu, di cinque miserabili zecchini, farne cento, mille, duemila?
- Magari! E la maniera?
- La maniera è facilissima. Invece di tornartene a casa tua, dovresti venire con
noi.
- E dove mi volete condurre?
- Nel paese dei Barbagianni.
Pinocchio ci pensò un poco, e poi disse risolutamente:
- No, non ci voglio venire. Oramai sono vicino a casa, e voglio andarmene a
casa, dove c'è il mio babbo che m'aspetta. Chi lo sa, povero vecchio, quanto ha
sospirato ieri, a non vedermi tornare. Pur troppo io sono stato un figliolo cattivo, e
il Grillo-parlante aveva ragione quando diceva: "I ragazzi disobbedienti non
possono aver bene in questo mondo". E io l'ho provato a mie spese, Perché mi
sono capitate dimolte disgrazie, e anche ieri sera in casa di Mangiafoco, ho
corso pericolo... Brrr! mi viene i bordoni soltanto a pensarci!
- Dunque, - disse la Volpe, - vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e
tanto peggio per te!
- Tanto peggio per te! - ripetè il Gatto.
- Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dai un calcio alla fortuna.
- Alla fortuna! - ripetè il Gatto.
- I tuoi cinque zecchini, dall'oggi al domani sarebbero diventati duemila.
- Duemila! - ripetè il Gatto.
- Ma com'è mai possibile che diventino tanti? - domandò Pinocchio, restando a
bocca aperta dallo stupore.
- Te lo spiego subito, - disse la Volpe. - Bisogna sapere che nel paese dei
Barbagianni c'è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei miracoli. Tu
fai in questo campo una piccola buca e ci metti dentro per esempio uno zecchino
d'oro. Poi ricuopri la buca con un po' di terra: l'annaffi con due secchie d'acqua di
fontana, ci getti sopra una presa di sale, e la sera te ne vai tranquillamente a
letto. Intanto, durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e la mattina
dopo, di levata, ritornando nel campo, che cosa trovi? Trovi un bell'albero carico
di tanti zecchini d'oro, quanti chicchi di grano può avere una bella spiga nel mese
di giugno.
- Sicché dunque, - disse Pinocchio sempre più sbalordito, - se io sotterrassi in
quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?
- è un conto facilissimo, - rispose la Volpe, - un conto che puoi farlo sulla punta
delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini:
moltiplica il cinquecento per cinque e la mattina dopo ti trovi in tasca duemila
cinquecento zecchini lampanti e sonanti.
- Oh che bella cosa! - gridò Pinocchio, ballando dall'allegrezza. - Appena che
questi zecchini gli avrò raccolti, ne prenderò per me duemila e gli altri
cinquecento di più li darò in regalo a voi altri due.
- Un regalo a noi? - gridò la Volpe sdegnandosi e chiamandosi offesa. - Dio te ne
liberi!
- Te ne liberi! - ripetè il Gatto.
- Noi, - riprese la Volpe, - non lavoriamo per il vile interesse: noi lavoriamo
unicamente per arricchire gli altri.
- Gli altri! - ripetè il Gatto.
- Che brave persone! - pensò dentro di sé Pinocchio: e dimenticandosi lì sul
tamburo, del suo babbo, della casacca nuova, dell'Abbecedario e di tutti i buoni
proponimenti fatti, disse alla Volpe e al Gatto:
- Andiamo pure. Io vengo con voi.

Bennato + Disney

26.5.10

Colpire i deboli, favorire i ricchi... antica solfa

Li ricordate? Correva l'anno... 1992
(clicca sull'immagine per ingrandirla e leggere)
.

"Sono almeno tre, [...] i limiti gravi della finanziaria: 1) aver affidato la manovra prevalentemente alle entrate (soprattutto a quelle straordinarie "una tantum") e non anche al contenimento delle spese correnti; 2) la sovrastima del gettito ordinario nell' area dei grandi tributi e la sottostima della spesa in alcuni settori critici, [...]; 3) il profilo esclusivamente congiunturale delle misure correttive, [...] Una politica di emergenza debole e inadeguata, quindi, incapace di contrastare la crisi strutturale [...] Con i provvedimenti correttivi [...] i problemi di fondo del Paese, non sono stati certamente risolti. [...] (Occorre) incidere, con interventi strutturali sulle spese, i nodi del pubblico impiego e della finanza locale. [...] Ora, il governo [...] si trova ad affrontare, in una fase di bassa crescita economica, il compito arduo di proseguire con il massimo rigore nel risanamento dei conti pubblici e della crescita dell' economia."

Pensate che questo articolo sia contemporaneo? Neanche per idea. Sono stralci da una Relazione della Corte dei Conti pubblicati dal Corriere il primo luglio '93, l'anno d'applicazione della finanziaria "lacrime e sangue" 1992 di Giuliano Amato, quella di 93000 miliardi di vecchie lirette.

Per saperne di più sulla manovra: Il sole 24 ore, L'abc della manovra da 24 miliardi di tagli

21.5.10

Cavaliere e dalemone contro l'intercettazione


Ci credi che oggi Bersani inviterà tutti i deputati e senatori del Pd a incatenarsi in Parlamento contro la legge sulle intercettazioni? No.
Jena (La Stampa)



18.5.10

Vi piacerebbe uno stipendio da un milione di euro al mese per allenare undici deficienti in mutande che corrono dietro ad una palla?

Euro più euro meno è quanto guadagna Murinho (il simpatico allenatore dell'Inter (se per caso qualcuno non sapesse chi è). Eppure se ne andrà via perché l'Italia gli va stretta.
Il triplo abbondante di quanto percepisce Veronica per gli alimenti (trecentomila euro al mese: ma quanto mangia la signora!) dall'ex marito Berlusconi, il simpatico presidente del consiglio italiano (se per caso qualcuno non sapesse chi è).
Invidia? No. Dati di fatto per chi si ritiene fortunato se riesce a conservare un posto di lavoro pagato, al netto, intorno ai mille euro al mese e, invece di pensare ad una rivoluzione, fa il tifo e vota.
Avete mai fatto due conti? Molti queste somme non riescono a metterle insieme neppure dopo quarant'anni, se lavoratori dipendenti. Commercianti, imprenditori e professionisti, poi, stanno anche peggio a giudicare dalle loro dichiarazioni dei redditi.

Omaggio a Edoardo Sanguineti

Edoardo Sanguineti, teorico del gruppo 'Gruppo 63' che rivoluzionò la scena letteraria italiana, è morto.

SIAMO TUTTI POLITICI E ANIMALI

Siamo tutti politici (e animali):
premesso questo, posso dirti che
odio i politici odiosi: (e ti risparmio anche soltanto un parco abbozzo di
[catalogo
esemplificativo e ragionato): (puoi sceglierti da te cognomi e nomi, e sparare
nel mucchio): (e sceglierti i perché, caso per caso)
ma, per semplificare,
ti aggiungo che, se è vero che, per me (come dico e ridico) è politica tutto,
a questo mondo, non è poi tutto, invece, la politica: (e questo mi definisce,
sempre per me, i politici odiosi, e il mio perché:
amo, così, quella grande
[politica
che è viva nei gesti della vita quotidiana, nelle parole quotidiane (come ciao,
pane, fica, grazie mille): (come quelle che ti trovi graffite dentro i cessi,
spraiate sopra i muri, tra uno slogan e un altro, abbasso, viva):
(e poi,
lo so che non si dice, ma, alla fine, mi sono odiosi e uomini e animali):

(E. Sanguineti, glosse)

13.5.10

Nucleare? Facciamo due conti

casa con pannelli fotovoltaici e termici

Nessuno le vuole nell'orto di casa, ma cresce la richiesta di centrali atomiche anche in Italia.
Il Riformista - giornale inutile come molti altri, ma assai presente nelle rassegne stampa - è a favore, e non gli è parso vero di pubblicare la lettera che "un nutrito gruppo di intellettuali, scienziati, imprenditori, parlamentari" ha spedito a Bersani. «Un Pd nucleare»
Ha risposto al "nutrito gruppo" il Manifesto - giornale utile quant'altri mai, ma poco citato e sempre sull'orlo del tracollo, non avendo né padroni né padrini - con un articolo di Mattioli e Scalia che la dice lunga già dal titolo: Lobby e vecchi merletti.
Disperatamente tentando di mantenere una visione critica della realtà in tempi così desolatamente conformisti - in ogni direzione - confesso una certa perplessità.
Intanto sgombrerei il campo da un virtuoso luogo comune accampato per ridurre i consumi energetici, al quale io stesso mi sono appellato: educare le persone a consumare meno e meglio. Battaglia persa. L'unica possibilità per diminuire gli sprechi sarebbe, forse, garantire un minimo d'energia a prezzi ridottissimi per consumi primari e stangare progressivamente con costi elevati gli utenti oltre questa soglia di consumi.
Ciò detto mi chiedo se tutto quanto è stato autorevolmente affermato circa i costi enormi del nucleare per la costruzione di centrali, e la loro dismissione dopo tempi relativamente brevi d'esercizio, rimanga valido. Personalmente ritengo di sì, come ritengo sempre validi gli argomenti degli antinuclearisti relativi alla scarsità d'uranio sul pianeta e all'irrisolto problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
Innegabilmente il bisogno di energia è tanto e non ho ragione di dubitare dei dati forniti dal "nutrito gruppo" sulla produzione energetica in Italia: importiamo più dell’80 per cento dell’energia primaria di cui abbiamo bisogno, principalmente, da Paesi geopoliticamente problematici. Produciamo l’energia elettrica per il 70 per cento con combustibili fossili. Circa il 15 la importiamo dall’estero e prevalentemente di origine nucleare. Se non la importassimo la nostra dipendenza dai combustibili fossili (gas e carbone in primo luogo) salirebbe oltre l’80 per cento. Con le rinnovabili, se escludiamo l’idroelettrico, patrimonio storico del nostro Paese, ma praticamente non aumentabile, produciamo circa il 6 per cento. L’energia solare per la quale sono stati investiti fino a ora circa 4 miliardi, ben ripagati dai generosi incentivi concessi fino a oggi dal sistema elettrico italiano, contribuisce al nostro fabbisogno elettrico per lo 0,2 per cento.
Orbene è proprio sul solare (del quale si parla sempre poco) che mi sfugge qualcosa.
Se ho ben capito un impianto fotovoltaico da 3 kWp, destinato principalmente ad utenti domestici con consumi elettrici indicativamente pari a 4000 kWh, equivalenti ad una spesa annua di circa 700 €, viene proposto da Enel al prezzo, chiavi in mano, di 14.520,00 € (IVA inclusa). Tale costo però sarebbe coperto per il 100% dagli introiti del meccanismo incentivante “Conto Energia” e dai benefici dello Scambio sul Posto. Per realizzare l'impianto occorrono solamente 24mq di tetto orientato verso sud. (dati enel.it). Mi chiedo: quanti chilometri quadrati di tetti rivolti verso sud ci sono in Italia? Tappezziamoli di pannelli solari in rete tra loro e poi vediamo se resteremo allo 0,2 per cento. Non ho la competenza e l'autorevolezza per effettuare tutti i calcoli necessari ma che qualcuno li esegua, per favore, e ci dica.
Secondo l'economista e saggista Jeremy Rifkin l’analogia tra rete e sistema energetico è molto forte. Nel suo ultimo libro La civiltà dell'empatia si augura che in futuro gli utenti producano singole parti, pezzi d’energia/informazioni che verranno immagazzinate (come avviene sui server) per poi essere condivise.
In alcuni luoghi sta già avvenendo la transizione verso edifici in grado di produrre l’energia di cui necessitano, l’immagazzinamento dell’energia in eccesso, la ridistribuzione della stessa nei vari punti della rete.
Ad esempio il progetto Free Energy - 1000 impianti fotovoltaici a costo zero per la Città di Busto Arsizio (80.000 abitanti) va in questa direzione. Basterà avere un tetto, da 20 a 28 mq, rivolto a sud e si potrà usufruire di elettricità gratis per i prossimi 21 anni. (Vedere zeroemission.tv e comunicati stampa sul sito del comune di Busto Arsizio)
Se è stato possibile lì perché non dovrebbe esserlo altrove? Basterebbe , come si diceva una volta, la volontà politica.

E una bomba atomica fermerà il petrolio


Come chiudere il tappo che si è aperto nel golfo del Messico?
Secondo il quotidiano Komsomoloskaya Pravda, ai tempi dell'Unione Sovietica, problemi simili sono stati risolti con esplosioni nucleari controllate. «In passato questo metodo è stato usato almeno cinque volte - scrive il quotidiano - la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica usata fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 chilometri di profondità» (dal corriere.it)

...e se invece di chiudere la falla ne aprisse una più grande?

11.5.10

Internet solo fuffa? Una vera miniera di testi per chi legge correntemente il latino!

Tabulinum: Documenta Catholica Omnia
Materia: Omnium Paparum, Conciliorum, Ss Patrum, Doctorum Scriptorumque Ecclesiae qui ab Aevo Apostolico ad usque Benedicti XVI Tempora Floruerunt
Argumentum: Conspectus Rerum Ratione Argumentorum Distributus Seu 'Index of Available Topics'
Sancto Alberto Magno Patrono Plorante ac Beata Semper Virgine Maria Intercedente, Spiritus Sancte, Veritatis Deus, Hunc Locum a Malo Defendere Digneris.

Conspectus Rerum Ratione Argumentorum Distributus Seu 'Index of Available Topics'
00- De Sacrae Scripturae Libris 07- De Sanctis Beatisque Ac Martyribus 40- De Precibus
01- De Ecclesiae Magisterio 10- De Ecclesiae Gentiumque Iure 50- De Rebus Laicorum
02- De Ecclesiae Structura 20- De Ecclesiae Patribus Doctoribusque 70- Auctorum Lexica Propria Seu 'Concordances'
04- De Sacra Latina Liturgia 25- Migne 90- De Ceteris Opinionibus Superstitionibusque
05- De Ordinibus Christifideliumque Consociationibus 30- De Scriptoribus Ecclesiae Relatis 91- De Illis Qui Deum Ecclesiamque in Odium Habent
Ad Omnia Conspectus seu 'Indexes of the whole Site'
Conspectus Rerum Auctorumque Alphabeticus Conspectus Alphabeticus Secundum Sermones Qui Innati Sunt Bibliothecae Partes seu 'Site Map'
Conspectus Rerum Ratione Temporum Distributus Conspectus Chronologicus Secundum Sermones Qui Innati Sunt Recentissima Incrementa seu 'What's New'
Sanctorum Paparum Conspectus Alphabeticus.html Sanctorum_Paparum_Decretalia_Ac_Argumenta_Quae_Pertinent Chronica Historiaeque
Documentorum Amplissimae Collectiones Monumentaque
Sancta Sedes: «Acta Sanctae Sedis» Sancta Sedes: «Acta Apostolicae Sedis» Bruel A: «Recueil des Chartes de l'Abbaye de Cluny»
Cherubini Laerzio: «Magnum Bullarium Romanum» Congr S Maur: «Histoire Litteraire de la France» Coaevi Historici: «Historiens des Croisades»
CSHB: «Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae» D'Achery Mabillon,: «Acta Sanctorum Ordinis S Benedicti» Du_Boulay: «Historia Universitatis Parisiensis»
Du Cange: «Glossarium Mediae et Infimae Latinitatis» Du Fresne Carpentier: «Gloss Man ad Script Med et Inf Lat» Fabricius JA: «Bibliotheca Latina et Graeca»
Ferraris L: Prompta Bibliotheca Canonica Juridica» Forcellini Aeg: «Lexicon Totius Latinitatis» Hefele KJ: «Histoire des Concilies»
Mansi JD: «Sacrorum Conciliorum Nova Amplissima Collectio» Martene-Durand: «Veterum Scriptorum Collectio» Miklosich-Mueller: «Acta Graeca Medii Aevi»
MGH: «Monumenta Germaniae Historica» Muratori LA: «Annali d'Italia» Societé des Bollandistes: «Acta Sanctorum»
Tomassetti Aloysius: «Bull Dipl Priv Sanc Rom Pont» Reliquae Collectiones Monumentaque: XXXVII Opera
Documenta ad hunc Situm recte intellegendum utilissima, seu 'Documents that are useful to understand and properly utilize this Site'
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9.5.10

Cannes: Bondi contro Draquila

Sandro Bondi, il ministro-barzelletta dell'Incultura italiana, non va al festival del cinema di Cannes perché quei cattivacci dei francesi proietteranno il film di Sabina Guzzanti Draquila. Sai il dispiacere per cotanta assenza! Dice Bondi: "Draquila offende la verità e l'intero popolo italiano". Veramente se qualcosa offende gli italiani con ancora un po' di buonsenso è un simile ministro, il suo boss Berlusconi e i suoi tirapiedi. Bertolaso, ad esempio, che nonostante tutte le troiate fatte, a L'Aquila e altrove, si vanta di condividere con Clinton - l'ex Presidente degli Stati Uniti - uno stesso problema... di nome Monica.

5.5.10

L'orgoglio di essere italiano

Corrotti, corruttori, truffatori, evasori fiscali, falsificatori di bilanci, bancarottieri e chi più ne ha ne metta. Edificante il quadro politico-finanziario italiano.
Oggi.
Il ministro Scaloja si è dimesso. A suo dire forse "altri" gli hanno pagato la casa di Roma, vista Colosseo, senza che se ne accorgesse! Peccato che quegli "altri" siano gli stessi che hanno avuto tutti i lucrosi appalti della "protezione civile". Evidentemente erano già in pista da parecchio tempo.
Prosperini, un fuori di testa arrivato a fare l'assessore di Formigoni in Lombardia, accusato di corruzione, turbativa d'asta e truffa, ha patteggiato 3 anni e cinque mesi. Si dedicherà al volontariato [sic!]
Ciarrapico, già più volte condannato, ma ugualmente voluto da Berlusconi in parlamento, è di nuovo indagato per truffa allo Stato.
Corsini, assessore all'urbanistica del sindaco Alemanno a Roma è indagato per corruzione (insieme al suo predecessore) e concussione.
L’ex vice presidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, ancora indagato dalla magistratura, sempre per corruzione...
Per amor di patria non ritorniamo sulle vicende giudiziarie del primo ministro, ma è meglio non dimenticarsene.
C'è davvero di che essere orgogliosi!
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