22.2.15

Il club degli incorreggibili ottimisti. Ecco: non ho voglia di stringere la mano a Gino Paoli, ma qualche buona canzone, tanto tempo fa, l'ha scritta

Jean-Michel Guenassia, Il club degli incorreggibili ottimisti, Salani, 2010

Oslo, Norvegia. Musulmani formano un "anello di pace" intorno alla sinagoga

Se le condizioni di vita sono accettabili anche la convivenza tra culture diverse diventa possibile.
Macché tolleranza e integrazione! Reciproco rispetto nella diversità e solidarietà quando una delle parti è fatta oggetto di attacchi sconsiderati.

19.2.15

Bertolt Brecht, TEATRO, L'eccezione e la regola, Einaudi, 1970

Bertolt Brecht, L'eccezione e la regola (rappresentazione didattica) - Prologo


Epilogo
Ho recuperato da un angolo remoto della libreria, i due poderosi volumi Einaudi in cofanetto (che all'epoca costavano 7500 lire!) e ho riletto la breve piece.
È la storia di un viaggio di un mercante, la sua guida e il portatore dei bagagli.
Una tragica metafora dei rapporti di classe che si conclude con la morte violenta del portatore per mano del mercante e l'assoluzione del mercante da parte del giudice, nonostante la prova schiacciante della sua colpevolezza addotta dalla guida.

In questo tempo di migrazioni c'è di che meditare su quale sia l'eccezione e quale la regola.






17.2.15

Venti di guerra in Libia. Il governo italiano mostra i muscoli e ne approfitta per confermare l'acquisto degli f 35 nel silenzio generale

Quanto sia preoccupante il clima politico nazionale e internazionale è sotto gli occhi di tutti.
In un paese come il nostro dove i generali, immeritatamente strapagati, sono più numerosi della truppa, il ministro degli esteri e il ministro, donna, delle forze armate, si lasciano andare a incaute - perché fuori luogo e del tutto inutili - dichiarazioni che suonano come una minaccia di intervento armato in Libia.
La Libia, quasi fosse ancora una colonia italiana e fossimo ancora ai tempi del fascio-colonialismo ruspante.
Due giorni fa è stato diffuso il video dell'Isis dove vengono sgozzati 21 egiziani cristini copti rapiti in Libia. Una feroce rappresaglia. (1)
Per un ateo è una ben amara ironia ritrovarsi nel XXI secolo ancora nel bel mezzo a guerre che si pretendono condotte in nome di un qualsiasi dio.
Renzi, che aveva lanciato la prima sbruffonata guerrafondaia, frena lo zelo dei suoi ministri. I tempi per un intervento non sono maturi.
E speriamo non maturino mai!
Possibile che non ci si renda conto dei disastri che il calcio al vespaio libico sferrato nel 2011 da Nicolas Sarkozy e David Cameron, con l'avallo del presidente premio Nobel per la pace Obama, ha provocato?
Ancora una volta poi nessuno sembra ricordare la nostra Costituzione. Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Difendersi sul proprio territorio è un conto. Andare a combattere in un'altra Nazione sostenendo che anche questa è difesa è tutt'altra storia.

(1)
Per associzione mi è tornata alla mente l'inaudita carneficina di preti copti e indigeni in Etiopia, nel 1937, a seguito del fallito attentato a Graziani. Si parla di migliaia di esecuzioni sommarie. [Il massacro dimenticato]

3.2.15

In mezzo a un cimitero di elefanti Renzi ci sguazza e il popolo italiano ce l'ha in saccoccia (spero tanto di essere smentito!)

Miii! Mummie di tutte le età.
Sarò io fuori come un poggiolo, non si discute, ma questo insediamento presidenziale mi è sembrato un tuffo nell'ottocento per le coreografie militari, e passi, nei peggiori anni cinquanta per lo stile ipocrita di stampo prettamente democristiano di tutto il resto.
Il discorso presidenziale poi è stato un concentrato d'aria fritta come pochi altri. Mattarella almeno il passaggio sui "parlamentari che qui riportano la volontà del nostro popolo" poteva risparmiarselo di fronte a un parlamento di nominati e detestati dai più, oltretutto eletto con una legge dichiarata incostituzionale.

Infine sulla lancia blu di cinquantacinque anni fa verso il Quirinale.
Per forza Renzi con i suoi quarant'anni ci sguazza!
(Ma Matteo non vi sembra un po' quei bambini con il papà ricco che lo porta a scuola dai preti prima di andare al lavoro? Dalla faccia si direbbe che oggi gli abbiano sequestrato anche l'I Phone)
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