8.12.16

Crisi di governo in stile democristiano

Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.
È partita la corsa a mollare Renzi. Inevitabile considerando la pochezza del ceto politico.
Un bel ritorno alle pratiche ipocrite rispetto alle quali è possibile tutto e il contrario di tutto.
"Franza o Spagna, purché se magna" è da cinquecento anni il leitmotiv prediletto dai politicanti italici.
E poi diciamocelo: tutti i 608 parlamentari per caso, che hanno dovuto sopportare la noia mortale di riunioni e sedute, magari anche per tre interi giorni la settimana a Roma, per una misera quindicina di migliaia di euro al mese perché dovrebbero rinunciare alla meritata pensione andando al voto prima di settembre (quando scatteranno i quattro anni d'incarico e il conseguente vitalizio)?
Un bel governicchio di scopo che la tirasse in lungo fino all'autunno piacerebbe a molti. Lascerebbe Renzi a bagnomaria, smorzando i residui entusiasmi degli ultimi incantati dal suo attivismo parolaio e le cose riprenderebbero a procedere all'andatura lemme lemme tanto caro alla Consulta come alla vecchia DC della quale Mattarella fu esimio esemplare.
Infine, last but not least, permetterebbe ai seicento peones di arrivare all'agognata pensione.
Non a caso, tanto per esemplificare, uno come Franceschini, ex, meno esimio, DC poi Cristiano Sociale, Partito Popolare Italiano, Margherita, Ulivo ed infine PD saltabeccando da Veltroni a d'Alema ad Amato a Letta a Renzi, sempre occupando posti di rilievo, ora si sentirebbe pronto a ricevere la campanella del premier e gira per le stanze del Palazzo facendo l'occhiolino a tutti.
Come sempre, per nobili scopi, naturalmente!



5.12.16

Considerazioni di autochiarimento sull'esito referendario (pippone che so di scarso interesse!)

Non considerare la pluralità se non è necessario.
Ho rifuggito i pipponi referendari come la peste.
Però l'esito del voto, che mi era indifferente e per il quale dunque non esulto e non mi rammarico, si presta a considerazioni di ordine generale che travalicano l'esito, del tutto scontato in base al principio del rasoio di Occam. Personalmente prefiguravo ipotesi più fantasiose, pur non avendone alcuna certezza, ma, come spesso accade, la soluzione semplice è quella da preferire.
Non credo in alcuna sacralità, tantomeno in quella della Costituzione italiana, mai veramente applicata nei suoi principi di fondo e già più volte ampiamente stuprata.
Cosa vuol dire, ad esempio, il "diritto al lavoro" dell'articolo 4 quando il lavoro non c'è e le condizioni perché ci sia non dipendono da una volontà ideale?
Sarebbe meglio garantire dignità - non soltanto formale come quella dell'articolo 3 - a tutti i cittadini con un sostegno economico e servizi sociali funzionanti quando manca la possibilità di un lavoro.
Invece in tutta Europa (quasi ottocento milioni di europei) ci siamo soltanto noi italiani (sessanta milioni!), insieme a greci e ungheresi (venti milioni tra tutti e due) a mancare di un reddito garantito.
Ho trovato assurdo tutto il can-can che si è fatto.
Il pallone gonfiato del renzismo è miseramente esploso (non è detto che ci siamo liberati di Renzi per sempre anche se si è infilato nel cul-de-sac del referendum con una stoltezza politica non comune!) e va beh! Detestabile lui e la Boschi, sua ministra per le "riforme" costituzionali.
Però a chi vi affidereste ora? Alle coppie D'Alema - Speranza, Berlusconi - Brunetta, Salvini - Meloni, Di Maio - Di Battista? O magari a una riedizione "tecnica" tipo Monti - Fornero?
Ma per piacere! Eppure tutti vincenti, tutti sullo stesso carro, tutti minoritari come il Pd renziano ora allo sfascio.
Gli unici con qualche chance a livello di voto popolare potrebbero essere i pentastellati, ma con il personale politico emerso ai vertici meglio perderli che trovarli. E comunque anche loro non sembrano avere i numeri per governare da soli.
Gli italiani si erano espressi chiaramente alle politiche 2013 facendo emergere tre schieramenti più o meno compositi: 29,55 % l'accozzaglia bersaniana, 29,18 % l'armata Brancaleone berlusconiana, 25,56 % il Movimento 5 Stelle. Quest'ultimo ora sembra in vantaggio ragion per cui vuole andare al voto subito e con qualsiasi legge elettorale. Non si sa mai che il vento cambi.
Vedremo come andrà a finire ora che la cosa è nelle mani di Mattarella, "guida autorevole e salda" [cit. dal discorso di dimissioni del capo del governo).
Altre considerazioni andrebbero fatte circa l'inutilità, ormai palese di giornali e tv col loro stupidario quotidiano, sostituito dal ben più efficacie stupidario del web col tam-tam dei social network, strumento di "democrazia diretta" con pesanti conseguente sulla "qualità" del "voto popolare".
I virgolettati stanno ad indicare quanto sia vasto il capitolo per essere aperto.



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