28.2.13

Morti che camminano e nuove opportunità


Saverio Marra - Cimitero di San Giovanni in Fiore, funerale - 1926

La foto - bellissima - di Marra potrebbe essere una metafora del "cattivo gusto" con cui Grillo ha definito Bersani. Per contro il "buon gusto", come ebbe a dire Picasso è il peggior nemico della creatività.
Il punctum, l'aspetto emotivo dell'immagine secondo Roland Barthes, però non è per me il cadavere rigido nella cassa messa in verticale per la posa fotografica. Ciò che mi colpisce sono le donne, i loro visi, belli, duri e direi quasi indifferenti nella loro sorprendente "modernità".
Queste splendide femmine del sud sono un po' l'espressione figurata di una Italia vitale nonostante tutto. Non i maschi, inginocchiati, statuari quasi quanto il "caro estinto", ma loro sembrano guardare al futuro, oltre la morte.
Sono giovani e il merito di Grillo è stato proprio quello di iniettare nel parlamento una dose di giovani. L'augurio è che abbia saputo sceglierli e non siano solo dei piccoli arrivisti e che ora sappia farsi da parte e lasciarli fare da soli. Lui è stato il megafono che ha dato voce allo scontento "impolitico" di tanti. Sbaglia a mio avviso chi su di lui fa affidamento per "dettare la linea". Se lo farà sarà soltanto un altro comico prestato alla politica come pensano certi tedeschi. Beppe Grillo, che non si è fatto eleggere, dovrebbe ora saper compiere un passo indietro e lasciare il proscenio ai giovani eletti del M5s.
Nonostante la mia siderale distanza dal Pd e da tutti i suoi uomini "di potere" considero Bersani, pur nella sua goffa inadeguatezza, uno dei meno peggio.
Non ha vinto perché non ha saputo o voluto o potuto liberarsi dell'apparato di brutta gente che lo circonda e condiziona.
Scrivevo l'altro ieri a botta calda: Se al governo fosse nominato qualcuno con le idee chiare e sufficientemente spregiudicato potrebbe tentare di appoggiarsi su una maggioranza variabile e realizzare molti di questi punti [ndr: riferimento ai 20 punti d'intenti del M5s] che sono condivisi da una grossa fetta della "sinistra" reale - See more at: Il filosofo, il prete e 20 punti per uscire dal buio
Ho visto poi che, il giorno successivo, altri sui giornali hanno scritto cose analoghe. Margherita Hack in primis sull'Unità (Se non sono chiacchiere, è una buona occasione)
Bersani, o chi per lui ci governerà, se non saprà cogliere le potenzialità di rinnovamento insite in questo nuovo parlamento ci porterà dritti verso quel baratro che Monti, a torto o a ragione, sostiene di averci evitato a prezzo di lacrime e sangue.

26.2.13

Il filosofo, il prete e 20 punti per uscire dal buio



Avrei dovuto titolarlo "l'inconsistenza del filosofo e la sostanziosità del prete". Da un magiapreti è tutto dire...
Il filosofo è Massimo Cacciari il prete Paolo Farinella.
Gli articoli:
Elezioni, Cacciari commenta i risultati: “Sono teste di cazzo, era meglio Renzi" (Il Fatto Quotidiano)
La rivoluzione M5S e il masochismo del Pd (Micromega)

Per capire meglio elenco i 20 punti proposti dal M5s. Lo faccio perché pur non avendo votato per questo movimento sono d'accordo sulla sostanza di gran parte di questi punti.
Ho perplessità sull'ottavo e sul diciassettesimo mentre ne mancano altri importanti come ad esempio quello sul rapporto 1:12 tra retribuzioni massime e minime.
Se al governo fosse nominato qualcuno con le idee chiare e sufficientemente spregiudicato potrebbe tentare di appoggiarsi su una maggioranza variabile e realizzare molti di questi punti che sono condivisi  da una grossa fetta della "sinistra" reale.
Poi ci sarebbero da prenderle anche risoluzioni di carattere economico "di destra" alla Monti per mantenere l'Italia nel contesto europeo (magari senza farle pesare tutte, come ha fatto Monti sui ceti più deboli) e qui ci si dovrebbe appoggiare altrove. Una navigazione difficile, forse impossibile, me ne rendo conto. Ma il vero problema è: chi potrebbe tentare una simile avventura? Ce lo vedete lo smacchiatore di giaguari giocarsi cinicamente tutte le chance su tavoli diversi per poi arrivare tra qualche mese a nuove elezioni rafforzato e con una legge elettorale nuova per un parlamento dimezzato?

20 punti per uscire dal buio:
  1. Reddito di cittadinanza
  2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
  3. Legge anticorruzione
  4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
  5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
  6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
  7. Referendum propositivo e senza quorum
  8. Referendum sulla permanenza nell’euro
  9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
  10. Una sola rete televisiva pubblica, senzapubblicità, indipendente dai partiti
  11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
  12. Massimo di due mandati elettivi
  13. Legge sul conflitto di interessi
  14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
  15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
  16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
  17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa
  18. Non pignorabilità della prima casa
  19. Eliminazione delle province
  20. Abolizione di Equitalia

Elezioni - Provincia di Pavia dati definitivi Senato e Camera

Leader  ListeVoti%
 SENATO
SILVIO BERLUSCONI   

 







 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'71.55224,15
 
LEGA NORD33.23311,22
 
FRATELLI D'ITALIA4.8921,65
 
PARTITO PENSIONATI3.1971,07
 
BASTA TASSE1.1600,39
 
LA DESTRA8300,28
 
MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE2630,08



Totale coalizione115.12738,86
 
PIER LUIGI BERSANI   

 







 
PARTITO DEMOCRATICO82.40027,81
 
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'5.6481,90
 
CENTRO DEMOCRATICO7830,26
 
MODERATI3420,11



Totale coalizione89.17330,10
 
GIUSEPPE PIERO GRILLO   

 







 
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT55.85718,85
 
MARIO MONTI   

 







 
CON MONTI PER L'ITALIA23.2577,85
 
OSCAR FULVIO GIANNINO   

 







 
FARE PER FERMARE IL DECLINO3.9031,31
 
ANTONIO INGROIA   

 







 
RIVOLUZIONE CIVILE3.3991,14
 
ROBERTO FIORE   

 







 
FORZA NUOVA1.1540,38
 
MARCO FERRANDO   

 







 
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI1.1520,38
 
LUCA ROMAGNOLI   

 







 
FIAMMA TRICOLORE7220,24
 
GIACINTO MARCO PANNELLA   

 







 
LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA'6540,22
 
MAGDI CRISTIANO ALLAM   

 







 
IO AMO L'ITALIA4420,14
 
MARCO MARSILI   

 







 
I PIRATI4400,14
 
GIULIO ARRIGHINI   

 







 
UNIONE PADANA3780,12
 
SIMONE DI STEFANO   

 







 
CASAPOUND ITALIA2950,09
 
ENZO BOSIO   

 







 
CIVILTA' RURALE SVILUPPO2390,08
 



Totale296.192

Schede bianche4.2081,36 %
Schede nulle8.2182,66 %
Schede contestate e non assegnate 80,00 %

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
  
CAMERA
SILVIO BERLUSCONI   

 







 
IL POPOLO DELLA LIBERTA'76.81524,24
 
LEGA NORD32.77510,34
 
FRATELLI D'ITALIA6.4012,01
 
GRANDE SUD - MPA3080,09



Totale coalizione116.29936,70
 
PIER LUIGI BERSANI   

 







 
PARTITO DEMOCRATICO83.16426,24
 
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'6.9692,19
 
CENTRO DEMOCRATICO1.2460,39



Totale coalizione91.37928,83
 
GIUSEPPE PIERO GRILLO   

 







 
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT67.19521,20
 
MARIO MONTI   

 







 
SCELTA CIVICA CON MONTI PER L'ITALIA25.3968,01
 
UNIONE DI CENTRO3.2681,03
 
FUTURO E LIBERTA'1.1090,34



Totale coalizione29.7739,39
 
OSCAR FULVIO GIANNINO   

 







 
FARE PER FERMARE IL DECLINO5.4731,72
 
ANTONIO INGROIA   

 







 
RIVOLUZIONE CIVILE4.8921,54
 
ROBERTO FIORE   

 







 
FORZA NUOVA1.8780,59
 



Totale316.889

Schede bianche4.5031,36 %
Schede nulle9.2812,80 %
Schede contestate e non assegnate 50,00 %

20.2.13

TV e giornali. Black out dei media sullo sciopero generale in Grecia, ma tante chiacchiere su Urbano Cairo


In Grecia sono alla canna del gas (e noi siamo sulla buona strada per arrivarci).
In rete girano bufale di ogni tipo sulla situazione, è vero però che l'informazione scarseggia e quando ciò accade i grafomani catastrofisti e i rivoluzionari da tastiera fanno fiction.
Se vogliamo la fiction leggiamo almeno quella di buona qualità come nell' "Esattore" ultimo romanzo di Petros Markaris, con il suo commissario Kostas Charitos che nella crisi s'immerge.
E veniamo alle miserie nostrane. Chiacchiere e poca sostanza su Urbano Cairo al quale Telecom ha regalato La7.
Assistente di Silvio Berlusconi presso il gruppo Fininvest, direttore commerciale e vice direttore generale Publitalia negli anni '80, amministratore delegato, dal 1991 al 1995, della Arnoldo Mondadori Editore pubblicità, ora editore di riviste e proprietario nonché presidente del Torino calcio.
Non si può dire che fosse un uomo lontano da Berlusconi.
Se poi paghi una televisione (nel senso di emittente televisiva, ma già un semplice apparecchio tv desterebbe sospetti) la bellezza di un euro, perché piena di debiti e chi la possiede se ne vuole disfare, qualcosa non quadra.
Dove li troverà i soldi per mantenere una televisione che perde 100 milioni all'anno?
Il sospetto che alle sue spalle ci sia qualcuno del mestiere con la disponibilità economica per mettere La7 nel carniere insieme a tutte le sue altre reti private sorge... O no?

14.2.13

Io sono qui. E voi? Tecnologie di rapida sovrapposizione delle informazioni

C'è un sito, VOISIETEQUI (Openpolis) che, con un questionario su 25 temi "caldi" della campagna elettorale, vi dice dove vi collocate rispetto ai partiti in corsa.
Poco più di un gioco ma alla fine dovrebbe risultare qualcosa che già sapevate altrimenti dovreste porvi qualche interrogativo.
Liberi comunque di votare anche il più lontano dei partiti rispetto alle vostre scelte ragionate.
Un gioco, dicevo, ma fatto piuttosto bene. I "temi" proposti sono, tutto sommato, centrati e non sarebbe male sottoporre i quesiti a tutti coloro che si candidano. Sapremmo un po' di più su come la pensano davvero. Dovrebbero poi essere vincolati a comportarsi di conseguenza durante il mandato parlamentare, pena l'immediata decadenza dalla nomina. Fantascienza ovviamente.
Però dà il senso di come sarebbe possibile, con gli strumenti della rete, esercitare maggior controllo "popolare" sugli atti pubblici. Populismo? Sicuramente per molti (e per Monti) sì.
Qualcuno avrà qualcosa da obiettare circa la "privacy" rispetto a questo genere di sondaggi.
La privacy in rete non esiste come del resto non esisteva quando, nelle piccole comunità, le vicende individuali finivano in piazza. Se uno intende rimanere nell'ombra, ha la fissa della riservatezza o vuol tenere per sé le proprie idee e tendenze non si mette sui social network, non apre blog, non pubblica post e tweet. A ben guardare non scrive neppure articoli o libri.
Io so benissimo di essere più vicino a Sel, RC, M5S e più lontano da Destra, PdL, Lega (o, per altri versi, Udc e Monti). Lo sanno anche coloro che mi conoscono perché non ho mai fatto mistero del mio modo di pensare.
In questi giorni si è levato l'ennesimo grido di allarme per Riot (Rapid Information Overlay Technology).
Si tratta di un software creato da una multinazionale per la difesa USA in grado di catturare con un click un’istantanea della vostra vita: amici, luoghi, passioni ed opinioni. Tutti i posti visitati vengono localizzati su una mappa. In tal modo si schedano le persone, se ne tracciano i movimenti, si creano previsioni sulle loro azioni future.
Ogni informazione è tratta da servizi, siti e network usati comunemente.
Intanto anche banche, Sgr, Sim, assicurazioni, fiduciarie devono trasmettere al Fisco i dati relativi ai rapporti finanziari dei clienti. Pensate alla possibilità di incrociare tutti questi dati, magari unendoci anche quelli sanitari, catastali e degli acquisti effettuati con le carte di credito e potrete farvi un'idea di quanto poco possiamo fare per preservarci.
L'importante è sapere quel che si fa e quel che può succedere. Una volta che se ne è coscienti ognuno si regola di conseguenza. 
Se anduma a cagà int i bsii [andiamo a defecare là dove crescono le ortiche] e ci pungiamo non diamo la colpa a chi ci spia.

13.2.13

Papi a confronto

Quello di prima, anche più malconcio dell'attuale, diceva che "dalla croce non si scende". L'attuale, dimissionario, fa la scelta opposta. Il vaticanista di turno si chiede "vuol forse scendere dalla croce?" e si risponde "no, si tratta di altro" le sue forze non gli permettono più di "fare il Papa" e quindi intende cessare di "essere Papa"." La funzione ha avuto la meglio sull'essenza, il ruolo sull'identità" ... "la laicità sulla sacralità". (Vito Mancuso, teologo, La Repubblica)
Che bello! Questo, da non credente, mi affascina. È vero tutto e il contrario di tutto. In quanto Papi le loro scelte vanno comunque esaltate. Il teologo trova sempre le parole giuste per spiegare ogni contraddizione, anzi per eliderla. Il reazionario diventa rivoluzionario e viceversa in un fantasmagorico gioco di specchi. Non c'è giusto e sbagliato, vero e falso, perché la verità è altrove, intangibile, inalterabile. Le scelte papali sono garantite da un marchio di qualità insondabile.
Grandioso.

11.2.13

Ratzinger non è l'unico che dovrebbe mollare per "ingravescentem aetatem"

E va beh! Il Papa si è dimesso. La notizia merita spazio, ma che sulle reti tv non si parli d'altro e si trasmettano ore di "speciali" privi di qualsiasi contenuto è un altro segno dell'italica vatican-dipendenza (oltre che di stupidità e mancanza di rispetto per chi credente non è).
L'augurio per i cattolici è che al pastore tedesco non succeda qualche mastino napoletano...

9.2.13

“L’analfabeta politico” di Bertolt Brecht

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertolt Brecht

6.2.13

Borsa, spread, banche, finanza, massoneria... Rivoluzione

A me e a tutti quelli che come me non posseggono altro se non gli occhi per piangere, dei crolli in borsa potrebbe non fregare un beato nulla. Altro paio di maniche per lo spread. Lo spread, continua a viaggiare intorno ai 4,50% sui Btp decennali e ci riguarda, visto che è l'indicatore degli interessi da sborsare su un debito che altri hanno contratto (e goduto), ma che dobbiamo onorare noi lavoratori dipendenti o pensionati che paghiamo le tasse fino all'ultimo centesimo, sempre spremuti, governo dopo governo. Alla facciazza della balla cosmica che non esiste come sostiene il cacciaballe di Arcore. E invece no, non possiamo fregarcene, come si è ben visto in questi ultimi anni di democrazia sospesa, lacrime e sangue, perché mercati, borse, finanza, banche, debito pubblico e privato, occupazione sono strettamente correlati e, quel che è peggio, lontani da qualsiasi nostra possibilità d'intervento. A dettare le agende politiche sono banche e finanza. Siamo nel 2013 e c'è ancora chi sostiene che le redini di banche e finanza siano saldamente nelle mani della massoneria. A me, fin dai tempi di Gelli e della P2, è sempre sembrato incredibile che un residuato storico così improbabile avesse ancora tanta influenza, eppure... A riprendere gli intrecci oggi su Il Fatto Quotidiano, Fabrizio d'Esposito: "L'ex numero uno dell'Abi è nella massoneria da tempo". Ci sono tanti nomi; oltre a Mussari, Luigi Berlinguer e Denis Verdini (per par condicio?) spiccano Giuliano Amato e soprattutto il suo sodale in Astrid, Franco Bassanini.
Bassanini, legato in anni giovanili alla FUCI di Milano, ex Psi, eletto per due legislature nel collegio Senese, ministro di Prodi, D'Alema e Amato, presidente della Cassa Depositi e Prestiti da molti anni è un think tank potente.
Perché questa digressione? Perché mi ha colpito sentire dire a Ballarò da Berlusconi che i soldi necessari alle sue folli promesse, avrebbe potuto farseli prestare proprio dalla Cassa Depositi e Prestiti come già fatto in passato. Significa qualcosa?
Unica certezza è il merdaio nel quale ci troviamo, quasi senza speranza. Più finemente ne parla Barbara Spinelli nell'articolo su La Repubblica: Se pure Keynes è un estremista.
A un mese da un voto comunque inutile perché, quantunque ci si auguri che gli italiani non siano tanto idioti da ridare la palla in mano a Berlusconi, le cose non cambieranno un granché da come stanno, cosa possiamo fare noi inutile 99% di un mondo in mano all'1% dei sempre più ricchi?
A sì, potremmo fare la rivoluzione, ribaltare il sistema. Confiscare i beni delle banche, dei ricconi, di tutti coloro che ci hanno governato e hanno rubato a man bassa. Altroché rivoluzione civile! Come disse qualcuno: "La rivoluzione non è un pranzo di gala".
Però c'è un però! A parte il piccolo dettaglio che non si vede chi in Italia, in Europa o, peggio che andar di notte, in America, potrebbe realizzarla 'sta rivoluzione, e poi? Troppi hanno qualche piccola cosa da perdere oltre "le loro catene".
Inoltre la storia non è incoraggiante al proposito. Sembra regola che alle menti pensanti, anche nelle migliori rivoluzioni, subentrino i peggiori tipacci, mentre dei colpi di Stato reazionari i peggiori tipacci sono direttamente a capo.
E allora? Allora davvero non so e non vedo chi possa tirarci fuori dal guano.
Non certo il cacciaballe di Arcore, ma comunque "a un dio fatti il culo non credere mai" (De André - Coda di lupo).


Crozza. Le espressioni di Maroni, De Magistris, Giannino sotto sferza la dicono lunga...

1.2.13

Le pregnanti candidature del "tecnico" Monti: Vezzali - I sondaggi dell' Huffington



Valentina Vezzali, schermitrice. Quella che rivolta a Berlusconi disse "Presidente io da lei mi farei veramente toccare" (nel senso, beninteso, di Cyrano "Sì certamente... in mezzo del pancino, giusto al fin della licenza io tocco!")
Ora dichiara di aver "sposato" l'agenda Monti (beninteso "per dare un futuro ai nostri figli")

...e intanto grazie alle coglionate MPS il PD cala nei sondaggi e con l'acquisto di un Balotelli in svendita il Cavaliere sale. Inoltre circa la metà degli italiani sembra essere d'accordo sul fatto che il fascismo ci fossero anche cose buone. (Huffington Post)
E va bene, che dire? Cacca!


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