27.4.11

Bananas - Parole, usi e ah Busi!

Cancellata la parola guerra dal vocabolario, perché si sa, l'Italia ripudia la guerra, un po' come si ripudiano le mogli quando se ne vuole una nuova, si cancella anche la parola bombardamenti. Si inviano missili sì, ma non sono più missili neppure loro. Si tratta di supposte "intelligenti" morbide e curative come il paracetamolo. Non si farà male a nessuno, ci assicura il banana di Arcore. Peccato che queste supposte siano costose (e per questo il Calderoli e il Bossi si incazzano mentre La Russa si eccita tutto). Ognuna costa centinaia di migliaia di euro, quasi quanto una villa del cavaliere, e poi c'è la confezione (aerei e navi che le trasportano). Alla fine lo scherzetto in Libia, tanto caro al Napoleon francese, ci costerà non milioni, ma miliardi di euro e ci lascerà con il cerino in mano.
Niente paura. Menomale che Silvio c'è e ci rassicura anche in questo. Ci eviterà il referendum sul nucleare per il nostro bene, così fra un annetto si potrà riparlare di centrali. Non quelle dei giapponesi, che le costruiscono a cazzo, ma quelle francesi a prova di attacco atomico [sic!]. E si abbracciano pure Berlusconi e Sarkozy, troppo simili e affetti dalle medesime manie di grandezza per non detestarsi cordialmente.

*
Un assaggio di Alice nel paese delle meraviglie letto da Aldo Busi, giusto per risollevarci il morale
* [Funziona con FIREFOX con IE cliccare QUI per scaricare il file]

Ebbravo Tettamanzi!

Stremato dall'incalzare delle puttanate "politiche" - sparate a destra e a manca - ho cercato di fare come la stragrande maggioranza degli italiani. Me ne sono fregato per qualche giorno.
Una vacanza dal sangue marcio quotidiano, favorita dalle parole dell'arcivescovo di Milano nell'omelia della domenica delle Palme.

Serafico Tettamanzi aveva detto:
«Come sono oggi i giorni che viviamo? Potremmo definirli 'giorni strani'»...
«i giorni strani che viviamo che i più dotti definirebbero giorni paradossali»...
ci sono «uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come 'guerra' le loro decisioni, le scelte e le azioni violente»...
«molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni»...
«tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà»...
Doveva essere un "normalizzatore" dopo il cardinal Martini, invece... Misteri della fede.

Ma poi il tarlo dell'informazione ha ripreso il sopravvento ed eccomi qui di nuovo con le mie inutili note.

20.4.11

Stop al nucleare. Scajola era certo di mettere a breve le prime pietre delle nuove centrali. Qualcosa è successo "a sua insaputa"

"Se fossi un nuclearista, sarei piuttosto seccato per la decisione del mio governo di azzerare il progetto delle centrali nucleari, che in campagna elettorale ci venne presentato come indispensabile."
"Ma poiché sono un fan dei pannelli solari, non mi resta che riconoscere che le vie del Cavaliere sono infinite..."
Così Gramellini su La Stampa, ironicamente.
Condivido.
Chiunque voglia capirlo lo capisce che la mossa del governo di rinunciare - tatticamente - al nucleare è ancora una volta ad personam. Serve a Berlusconi per depotenziare il rischio di un quorum al referendum che potrebbe vederlo soccombente non tanto sul nucleare, o sulla privatizzazione dell'acqua, ma - ben più preoccupante per lui - sul legittimo impedimento.
Non concordo per niente, invece, con il pro-nuclearismo di Rendina sul Sole 24 ore Un Paese senza politica energetica. Resta il fatto però che manca una politica energetica di destra, centro o sinistra che sia. Ciò che brucia a chi già pregustava il business - e ai loro rappresentanti sulla carta stampata - è evidentemente lo sfumare di un piano di una ventina di miliardi di euro (ma forse anche il doppio). Ricca torta andata a male per colpa di Fukushima.
Abito un ultimo piano, ma non vedo pannelli solari sui tetti sotto di me. So che non basterebbe, però quando ci si deciderà a rendere le case, in particolare di nuova costruzione, energeticamente indipendenti? Non è fantascienza, solo buon senso.

16.4.11

Dopo le mazzate ai giudici arriva un'altra dose di mazzate agli insegnanti

La Gelmini da una mano alla campagna del suo boss

Berlusconi fomenta ignobili campagne di odio, sostenute da costosi manifesti che riportono le sue parole, contro i giudici "peggio dei brigatisti".
Subito dopo rilancia la campagna contro la scuola pubblica rivendicando tra i provvedimenti di punta del suo governo, il bonus per la scuola privata, "perché i genitori possano scegliere liberamente quale educazione dare ai loro figli", sottraendoli "a quegli insegnanti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia".
Facile e pericolosa esca per le menti deboli. Infatti tribunali e scuole, non sono, per loro natura, molto amati... come, del resto, le tasse.

15.4.11

Vittorio Arrigoni, un uomo che credeva nei diritti umani oltre ogni cittadinanza


Vittorio Arrigoni blogger del sito Guerrilla Radio

Meglio ricordarlo così, piuttosto che prigioniero alla vigilia della morte, questo uomo, difensore dei "diritti umani senza cittadinanza", che ha perso la vita a causa di individui stupidi e violenti.

Restiamo umani - Nessuna umanità. Trovato il corpo di Vittorio Arrigoni, un amico della Palestina, nella striscia di Gaza

Vittorio Arrigoni, volontario in Palestina e collaboratore de il manifesto, è stato rapito nelle scorse ore a Gaza, da un gruppo islamico salafita. Su youtube è apparso un video che lo ritrae con le mani legate e bendato, visibilmente ferito sul lato destro del volto. Minacciano di ucciderlo entro 30 ore.

14.4.11

Morire per delle idee



Morire per delle idee, l'idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perchè chi ce l'aveva, una folla di gente,
gridando "viva la morte" proprio addosso mi è caduta.
Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.

Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all'altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c'è una cosa amara, desolante
è quella di capire all'ultimo momento
che l'idea giusta era un'altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.

Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant'anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.

A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa "speriamo bene che arrivino in ritardo"
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta

E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c'è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.

Georges Brassens
Traduzione di Fabrizio De André

13.4.11

Collasso della democrazia. Propongo all'attenzione l'inquietante articolo di Alberto Asor Rosa sul Manifesto

"Compagno peperone" un contrappunto amaramente ironico al peso dell'argomento trattato e alla mancanza di alternative "dal basso"

Alberto Asor Rosa non è l'ultimo arrivato e non parla certamente a vanvera come l'ignobile vice-ministro Castelli quando sproloquia di sparare sui "milioni" di clandestini in arrivo o Speroni, eurodeputato leghista che non si faceva sentire da un po', e rincara la dose chiedendosi perché non dovremmo usare i cannoni della marina militare contro gli immigrati.

Le preoccupazioni estreme di Asor Rosa sono le stesse di chiunque abbia conservato un minimo di buonsenso. Il collasso della democrazia in Italia, una maggioranza parlamentare asservita al gruppo affaristico-delinquenziale che ha preso il potere, il ripresentarsi, pure in chiave diversa, di eventi storici già sperimentati in passato con esito catastrofico.
Ovviamente, ora come allora, i più sono scarsamente sensibili alle implicazioni profonde di ciò che sta accadendo, troppo occupati nel duro esercizio della sopravvivenza quotidiana. S'indignano, protestano o ridono per la condizione surreale nella quale il berlusconismo ci ha cacciati, ma si chiamano fuori. Considerano eccessiva la paura delle cassandre di turno - quando non motivata dal semplice desiderio di sostituirsi ancora a chi ora governa, pur avendo dato prove disastrose di sé in un recente passato.
Asor Rosa sa che mancano le condizioni per un ribaltamento della situazione "dal basso" nonostante le buone intenzioni dei tanti che, in vario modo, manifestano.
Allora propone di forzare le regole democratiche, già di fatto svuotate di ogni significato, "dall'alto", per ripristinare così uno stato di effettiva democrazia. Insomma a mali estremi estremi rimedi.
Qualcuno dovrebbe attivare Carabinieri e Polizia di Stato, congelare le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituire alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d'autorità nuove regole elettorali. Secondo Asor Rosa anche il resto d'Europa appoggerebbe volentieri un tale processo che ci riporterebbe a regole democratiche certe.
Sarò prevenuto al riguardo, ma, a parte che tutto questo avrebbe tutta l'aria di un putsch - per quanto a fin di bene - l'idea di affidare a carabinieri, polizia, magari esercito, come in Egitto, e magistratura le sorti della democrazia mi fa rabbrividire.
C'è poi un'altra questione. Asor Rosa non lo nomina mai questo qualcuno che dovrebbe intervenire dall'alto, ma chi sarebbe? L'unico è Napolitano. Ora ce lo vedete Napolitano, uomo che per tutta la vita è stato più realista del re e che non a torto è stato spesso soprannominato "il Morfeo del colle", prendere una posizione tanto rischiosa, che potrebbe consegnarlo alla storia come primo presidente della repubblica golpista? Temo inoltre che condivida un po' di quella "stanchezza premortuaria" che Asor Rosa attribuisce a Hinderburg per i suoi cedimenti nei confronti di Hitler. Però vorrei tanto sbagliarmi.
C'è poi un'altra cosa che mi lascia perplesso. Anche D'Alema, lontano mille miglia da Asor Rosa, propenderebbe volentieri per uno scioglimento delle camere da parte di Napolitano.
Ma se sono abbastanza sicuro che la maggioranza degli italiani è arcistufa di Berlusconi e di quella che giustamente Asor Rosa definisce "lobby affaristico-delinquenziale", sono quasi altrettanto certo che un ritorno sulla ribalta di D'Alema e soci non raccoglierebbe nelle urne un risultato maggioritario.
Questo rimane il problema di fondo. Anche essendo convinti che Berlusconi è "il male", non si riesce a immaginare una alternativa credibile.
Un insolubile dramma tutto italiano che, se "non c'è più tempo", come sostiene Asor Rosa, ci precipiterà nell'abisso.
[Vedere articolo di Asor Rosa sul Manifesto Non c 'è più tempo]

11.4.11

La solitudine di Emma e Silvio. Colpa del Bajon

Emma Marcegaglia si sente sola e Berlusconi azzannato da tutte le parti. Poverini!

Emma a nome degli industriali senza aiuti del governo (e il libero mercato?), Megasilvio, il "bollito", a nome di sé stesso - come sempre.

Precari, disoccupati, giovani senza lavoro, cinquantenni alla canna del gas per aver perso quello che avevano, per quanto schifoso, non si sentono soli. Sono un esercito.
Gli unici azzannamenti che provano sono i morsi della fame, quando non c'è nessuno a provvedere per loro (di solito "la famiglia" perché lo stato è a "Chi l'ha visto").

Negli ultimi dieci anni Berlusconi ha governato per otto. Ci stupisce, o meglio stupisce gli allocchi, con gli effetti speciali, ma delle sue mirabolanti promesse non una è andata a buon fine. Però, da cabarettista consumato qual è, canta una canzone dei suoi tempi: "La colpa non è mia la colpa è del del Bajon".
Intanto continua a contar palle - ormai sempre le solite - e barzellette sporche che non riescono a far ridere nessuno se non i cortigiani più assidui. Non si occupa d'altro se non di ville e processi mentre tutto va in malora e, per colmo di sventura, minaccia pure di uscire dall'unione europea.
Oltr'Alpe ridono di noi italiani e ci butterebbero volentieri fuori dall'Europa, con il nostro Fanfulla da Arcore e i seguaci di Alberto da Giussano. 
Se ci prendessero sul serio ce l'avremmo tutti in quel posto, come dice "il" Bossi. E a proposito del senatur, la sua lega che fa? Dopo aver sparato a zero sull'Europa per anni piagnucola che non aiuta l'Italia alle prese con gli immigrati. Tenta disperatamente di liberarsene "föra di ball" rifilandoli agli altri. Gioca la briscola dei permessi di libera circolazione e riceve in risposta il classico due di picche.
"Chi semina vento raccoglie tempesta", avrebbe detto Sancio Pancia, prodigo di proverbi.
Infatti gli omologhi francesi lepeniani (ma la figlia di Le Pen non era pappa e ciccia con Borghezio?) e Sarko - quello che quando era il Maroni francese proponeva «nettoyage au karcher», pulizia totale contro l'immondizia dei giovani immigrati protestatari - usano verso di noi le stesse parole leghiste d'altri tempi. Anche i cugini leghisti svizzeri non sono da meno: progettano un muro tra loro e l'Italia e ottengono consensi popolari senza precedenti. Evviva!

Due dati giusto per gradire.
La Germania è il paese Ue con il maggior numero di cittadini stranieri: 7,3 milioni, pari al 8,8% della popolazione. Seguono Spagna (5,3 milioni), Regno Unito (4 milioni) e Francia (3,7 milioni). Al quinto posto l’Italia, con 3,4 milioni di cittadini stranieri, pari al 5,8% della popolazione totale. Complessivamente, più del 75% dei cittadini stranieri dell’Ue vivono in questi cinque paesi.
Ma gli italiani sono anche tra gli emigrati.
Vivono principalmente in Germania (oltre 570.000), Svizzera (oltre 291.000), Francia (178.500) e Belgio (169.000).
[dati 2009 rapporto Eurostat]

8.4.11

Immigrati poco gettonati. In primo piano Geronzi e la massa dei soliti... (fate un po' voi la rima)

Non riesco più a dire, in questi giorni, il disgusto per quanto sta accadendo.
Nella notte annega un numero imprecisato di immigrati. 200, 250 uomini donne bambini reali, disperati, tanto disperati da affrontare - pagando pur di fuggire - il mare grosso su un barchino stracarico sul quale nessuno di noi salirebbe neppure se lo pagassero.
Alla mattina apri Google news e sì, scopri centinaia di articoli che ne parlano, ma ne trovi altrettanti che si appassionano alla trombatura di Geronzi, alla sua liquidazione stramilionaria e al possibile insediamento al suo posto di Galatteri, paracadutato dalla Telecom.
Nel corso della giornata poi, mentre i morti spariscono, le notizie su Geronzi e le Generali raddoppiano e triplicano.
Assicurazioni, banche, borse, finanza. Associazioni a delinquere legalizzate insomma che con le loro pratiche affondano il mondo e affamano miliardi di persone (dei quali i migranti non sono che una piccola parte) sono evidentemente ben più importanti di qualche centinaio di morti mentre cercavano una vita appena un po' meno miserabile.
Se ci fosse un dio giusto e vendicativo, come quello che il vicepresidente del CNR Mattei ha avuto il coraggio di tirare in ballo per il disastro giapponese - affermando senza pudore che “le grandi catastrofi sono talora esigenza della giustizia di dio” - forse saprebbe scegliere meglio chi far naufragare fra le onde o spazzare con gli tsunami.
Purtroppo dio non c'è e spetta agli uomini cambiare l'ordine delle cose, a quanto sembra, con scarso successo.
Così siamo in mano a politici che sostituiscono alla doverosa accoglienza di qualche migliaio di immigrati (sforzo non particolarmente oneroso per un paese come il nostro se fosse governato appena dignitosamente) espressioni come "föra di ball" e "svuotiamo la vasca".
Sarei tentato di rispondere che meriterebbero loro di essere infilati nella tazza del cesso e tirare l'acqua, ma non mi riesce proprio, neppure nei confronti di questa gente violenta, di augurare del male.
Spero solo che gli italiani prima o poi si accorgano di essere presi in giro e smettano di votarli.
Disgraziatamente, da lombardo, mi rendo conto che, a fronte dei catanaj o barlafüs [roba vecchia, ciarpame, uomini sciocchi, inutili, arruffoni] dell'opposizione, la voglia dei più è proprio di non andarci per niente a votare.

1.4.11

A Marcello Veneziani, il Giornale. Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo

... è che se consideri il premier un tiranno e il popolo che lo sostiene come "i peggiori", diviene poi lecito inscenare, almeno per ora, il tirannicidio e il linciaggio dei governatvi. Quel clima non si concentra solo sulle figure di governo, ma si dilata poi a mezzo paese, verso chiunque esprima opinioni divergenti. È allarme rosso: l'Italia sta soffocando nel suo stesso vomito.
(Marcello Veneziani, il Giornale)
La disperata difesa di Veneziani, cosiddetto intellettuale di destra, a un governo che più nessuno con un minimo di buonsenso, né in Italia né all'estero, riesce più a considerare credibile è patetica.
Non è neppure questione di destra e sinistra. Sono esterrefatti e orripilati da quanto sta accadendo nelle istituzioni anche coloro che non hanno mai dimostrato nessuna simpatia di sinistra e tanto meno nei confronti dei signori del PD - che definire di "sinistra" è sempre più bizzarro.
Berlusconi più che un tiranno è un commediante e un opportunista con una sola mira: il suo personale tornaconto (e ne fanno fede i proventi stratosferici delle sue attività imprenditoriali, pericolosamente sull'orlo del tracollo quando si decise ad entrare in "politica"). Il problema è che, bravissimo ad attrarre voti con spot e show, non ha capacità né interesse a "governare" il paese. Ancor più grave è il fatto che, ricattabile e ricattato com'è, si circonda di personaggi altrettanto inadeguati, attratti soltanto dall'idea di accumulare velocemente favori, potere e denaro.
Il popolo che lo sostiene - comunque meno di un terzo del paese - non annovera i "peggiori", ma semplicemente i meno informati e in qualche modo i più deboli tra gli italiani, oltre, ovviamente, coloro che, in un modo o nell'altro, hanno una diretta convenienza.
Dunque si rassicuri Veneziani. Nessun tirannicidio verrà perpetrato. Ci si augura solamente che il Cavaliere liberi presto il campo e vada a godersi le camionate di euro nella sua quarantina di ville sparse per il mondo.
In quanto al "linciaggio dei governativi", si direbbe che questi uomini di governo, e i loro parlamentari di riferimento, siano più linciatori che linciati, almeno a giudicare dalle loro storie personali e dagli episodi dei quali si rendono protagonisti.
Infine, per quel che riguarda la "divergenza di opinioni", non ho mai sentito individui con la mentalità di La Russa e soci affermare « I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it ». Come tutti i sinceri antidemocratici, violenti e beceri, non si sognerebbero neppure di morire in difesa del diritto altrui a esprimere la propria opinione qualunque essa sia.
Si può però condividere la frase conclusiva di Veneziani. l'Italia sta soffocando nel suo stesso vomito.

Scilipoti vola a votare per il cavalier Laqualunque


Si precipita il neo-acquisto di Berlusconi a votare. Non sia mai che il suo nuovo padrone abbia a dolersi di lui. Rischia la mercede [ndr: il compenso dato a chi ha compiuto un lavoro, un'opera. Precisazione necessaria vista la preparazione culturale di molti "onorevoli"].

Una domanda a Di Pietro. Con che criterio li sceglie i parlamentari che al momento opportuno passano dall'altra parte? Guardandosi allo specchio per accertarsi che siano più "macchiette" di lui?
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