25.2.14

Colpa del Baion

La colpa è del Baion (mai nessun governo si è riconosciuto colpevole dei disastri prodotti, come a scuola: "non sono stato io, è stato lui!")
Renzi. Enfant prodige politica italiana [sic!]
Universo lessicale renziano (la forma e la sostanza, commenti a go-go)
Rottura protocollo (ben venga, c'è chi ci sperava già quarant'anni fa)
Paragone Renzi-Berlusconi. Mah! Il "cavaliere" è un uomo dei tempi di Nilla Pizzi.
Dimafonisti (anche oggi necessari, non bastano più i "tastieristi" stenografi!)
#Renzi Finale discorso fiducia alla Camera: "...fuori di qui non ci crede nessuno che le cose si possano fare" E se avessero ragione quelli fuori di lì?

11.2.14

La "sofferenza" delle banche italiane


Ma questi banchieri vi sembrano "sofferenti"?
Sorge un dubbio. Dirottare l'attenzione sulle cazzate (tipo Alan Friedman, l'Ollio dei giornalisti americani) serve a distoglierla dalle mazzate in arrivo.
Sì, perché se tanto mi da tanto si sta preparando una nuova batosta. Cosa significano i guaiti, in via d'intensificazione, circa le sofferenze delle banche italiane?
Banche, nuovo record dei crediti a forte rischio: sofferenze a 155,8 miliardi (+24,6%) Titola Il Fatto Quotidiano.
E intanto si tenta di avviare una bad bank nazionale, riparlando di "prestiti" pubblici, e cartolarizzazione dei crediti che non si riescono a recuperare.
Non sono bastate valanghe di miliardi regalati alle banche e usati per comperare titoli di stato con rendimenti elevati (pensate se un cittadino qualunque potesse ottenere soldi al'1% per poterli reinvestire non dico con un alto rendimento e troppi rischi, ma soltanto al due, tre, quattro per cento).
Non è bastata la ricapitalizzazione di Bankitalia, destinata a portare denaro nelle casse delle banche proprietarie al 95% e di cui ora si capisce meglio il senso, compreso il sotterfugio dell'approvazione a traino di un decreto omnibus (come si faceva a votare chiaramente un provvedimento che trasferiva ancora soldi privati ai banchieri!)
Dopo tante balle sulla tenuta e solidità del sistema bancario italiano ora ci si viene a dire che sarebbe stato meglio fare come la Spagna e accedere, a tempo debito, all'aiuto europeo.
E c'è anche chi esorta i banchieri a continuare nelle nobile missione inseguendo "i loro sogni" [sic!]


Alan Friedman, l'Ollio dei giornalisti americani tanto amato in Italia, e i marchettoni in tv per promuovere il suo libro di "rivelazioni shock"

Tutta la vicenda su Napolitano e il governo Monti è triste e ridicola insieme.
Triste perché nel rotolio degli eventi di una situazione italiana sempre allo sbando ci si occupa futilmente di cose ormai superate, ridicola in quanto all'epoca tutti plaudivano smaccatamente Monti. Persino coloro che, valutando l'estrazione culturale e la provenienza ideologica sua e dei suoi ministri, erano maggiormente scettici, speravano in una migliore riuscita del suo governo. Rispetto a Berlusconi non poteva che brillare. La delusione per gli esiti è stata bruciante. Quantunque ora si enfatizzi il fatto che ci avrebbe salvato dal "baratro" resta la convinzione che la sua venuta ci abbia posto in una situazione di democrazia sospesa. Lo si sapeva già allora come si sapeva che Napolitano stava forzando il suo ruolo presidenziale assumendosi la supplenza di un parlamento e un ceto politico inane.
E allora dove è la notiziona dell'Ollio dei giornalisti americani che deve sponsorizzare le vendite del suo libro?
Forse qualcuno dubita del fatto che vi sia un intreccio di rapporti (che comprendono connivenze ed interessi convergenti del tutto opachi) tra ambienti giornalistici, banchieri, politici, imprenditori, personaggi influenti più o meno pubblici riuniti in cordate talvolta opposte talaltra sinergiche?
Se così non fosse stato - e non fosse! - non saremmo qui a lamentarci continuamente per la fine della democrazia o quantomeno di quella che speravamo potesse essere la "democrazia".
Se non altro saremmo liberi di tornare ad elezioni senza la paura del massacro dei "mercati" saldamente in mano ad una banda ristretta di individui che fanno il bello ed il cattivo tempo nell'economia internazionale e stanno portandoci collettivamente al macello.



1.2.14

Fascismo in salsa rosa con contorno verde-azzurro

C'zzo in me deve esserci qualcosa che non va.
Quando tutti li osannavano perché rappresentavano il "nuovo" io criticavo Grillo, Casaleggio e i "grillini". Ora che tutti danno loro addosso io continuo a criticarli, beninteso, ma li difendo.
Tra di loro ci sono degli imbecilli, certamente, ma abbondano anche negli altri partiti e se ne ha sentore appena aprono bocca.
Il cinquestelle che ha dato delle pompinare alle parlamentari PD, non va censurato, va buttato fuori dal movimento. Sbagliato affermare come ha fatto il pentastellato Di Battista "se uno, sbaglia, sbaglia tutto il movimento". Uno vale uno o no? Ciascuno deve assumersi la responsabilità di quanto dice e fa. Anche quell'altro che ha dato del "boia" a Napolitano va sanzionato, perché nessuno deve sentirsi autorizzato ad insultare a ruota libera chicchessia in un'aula parlamentare.
E questo vale  anche qualora Napolitano meritasse l'impeachment per le sue azioni.
Purtroppo i leghisti - che, in quanto fiancheggiatori di Berlusconi, verranno salvati ad hoc dal rischio di sparire per gli sbarramenti della prossima legge elettorale - hanno fatto scuola al proposito.
Quello poi del "boia chi molla" è solo un ignorante o un simpatizzante dell'estrema destra alla quale l'espressione è cara.
Invece lo spreco del termine "fascismo" per le manifestazioni di opposizione dei Cinquestelle, che anche Augias ha usato senza contraddittorio dalle "autorevole" tribuna gossip della Bignardi, mi sembra risibile.
Possibile che ad ogni pisciata si debba tirare in ballo il fascismo?
Residui di mentalità  nazifascista sono sicuramente presenti nella nostra come in altre società e questo è tragico. Ma a generare gli autoritarismi, qualsiasi sia il loro nome, è un modo di pensare, di comportarsi, di rapportarsi agli altri, di trattare le minoranze, gli emarginati, gli indifesi, i "diversi".
È un porre sé stessi, e il gruppo di appartenenza al di sopra di ogni altro valore, chiudendosi nel proprio particolare ed usando la violenza vigliacca del branco su chi vi si oppone.
È il disprezzo totale dei diritti e della dignità personale e l'esaltazione della forza bruta e del "coraggio" di esercitarla nelle forme più efferate.
È l'affermazione politica e sociale della disuguaglianza, senza alcun contratto sociale che regoli il rapporto degli individui tra loro e nei confronti dello Stato.
Si concreta nella realizzazione di un mondo dove una esigua minoranza possiede un potere economico e politico assoluto mentre i più subiscono impotenti i soprusi di chi li domina.
Ecco, in questa prospettiva vedo ben maggiori pericoli nelle alleanze ad escludendum che si vanno consolidando tra il giubilo generale, nel pensiero unico economico senza il controllo di una dinamica politica democraticamente espressa, nel concentrarsi della ricchezza in ambiti sempre più ristretti con il rapido depauperamento dei ceti sociali intermedi.
Altroché quattro "grillini" che saltano sui banchi del governo! L'imputazione, ben peggiore, che si può loro fare è quella dell'incapacità politica dimostrata fino ad ora.
Hanno detto cazzate, fatto "indegna gazzarra" che tanto scandalizza, ma non li ho visti alzare le mani su nessuno. A questo ci ha pensato il magistrato Dambruoso "civico" rappresentante dell'elegante partito dei loden.
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