27.5.09

Gli economisti hanno previsto la crisi?


Oggi sul Sole 24ore c'è una lunga disamina in proposito (Economisti alla sbarra, ecco l'atto di accusa) che è anche, indirettamente, una accusa d'ignoranza al ministro Tremonti, che economista non è e si vanta d'averla prevista.
Vi si dice:
- “Gli economisti non hanno previsto la crisi”. Non potevano prevederla perché le crisi economiche sono come i terremoti, quando vengono vengono. Si possono tutt'al più criticare per non aver previsto le conseguenze di una eventuale, sempre possibile, crisi.
- “Gli economisti non hanno saputo prevedere né capire perché la metodologia economica prevalente si basa su modelli troppo astratti e matematizzati”. Sbagliato. Lo afferma chi ignora gli sviluppi della scienza economica negli ultimi trent'anni. I modelli sono strumenti per organizzare il pensiero, ma l'economista intelligente ne conosce i limiti.
- “Gli economisti guardano la realtà con la lente perversa di ipotesi assurde come le aspettative razionali, l’ informazione completa, i mercati efficienti etc.” Altra critica frutto d'ignoranza. La mole di ricerche dedicate allo studio di miriadi di deviazioni dall’ ipotesi di efficienza e di informazione perfetta è enorme.
- “Molti non economisti hanno previsto la crisi”. Decisamente falso. Gridare continuamente al pericolo di un evento catastrofico, senza neppure conoscere i meccanismi per i quali potrebbe verificarsi, non significa prevedere l'evento quando, casualmente, si verifica.
Dopo aver smontato le accuse correnti l'analista propone le sue:
- "La stragrande maggioranza degli economisti non ha previsto né capito la crisi finanziaria perché essi erano totalmente all’oscuro di alcuni fondamentali sviluppi del mercato del credito." I macroeconomisti hanno perso di vista completamente uno sviluppo ben più importante, cioè l’enorme evoluzione del mercato del credito. Guardavano dall'alto la rigogliosa foresta e non vedevano che sotto marciva. Le banche crearono un sistema bancario ombra, delle entità formalmente fuori bilancio in cui piazzarono le attività più rischiose.
- "Anche se non è vero che i macroeconomisti credono ciecamente nell’auto aggiustamento del mercato, è vero che non ci siamo resi conto dell’abissale ignoranza dei rischi macroeconomici da parte del management delle banche. La nostra reazione istintiva è stata “ci sono state delle innovazioni nel mercato del credito, noi ci occupiamo della foresta, questi sono gli alberi e noi non ce ne occupiamo; ma sicuramente le banche più o meno sanno cosa stanno facendo. Non è pensabile che si prendano un abbaglio collettivo così colossale da minare il funzionamento del mercato del credito”.
Insomma si insiste molto sull'abissale ignoranza dei banchieri circa le conseguenze delle loro azioni e sull'errore - più veniale? - degli economisti nell'aver pensato che sapessero cosa stavano facendo.
Alla fine, pur capendo poco d'economia, vengono i brividi. Ma in che razza di mani sono i nostri soldi? Vuoi vedere che la vecchia idea da coglionazzo che le banche siano organizzazioni criminali legalizzate non è poi così campata per aria?

Drogati di politica. Ma Berlusconi è malato?



Temo abbia ragione la signora Veronica: questo uomo è malato, ma non perché si scopa (prostata permettendo) minorenni.
Non mente, come abbiamo creduto fino ad ora, è che non si ricorda proprio più una mazza! Né quello che ha appena detto (vedi video) né che il sindaco di Roma è uno dei suoi. (Per aver paragonato Roma all'Africa, s'è scusato con Alemanno, non mi risulta con L'Africa...)
Un caro amico mi fa notare che ormai sono monotematico. Ha ragione anche lui, devo smetterla di martellare sullo stesso squallido personaggio. In realtà dovrei smetterla del tutto di occuparmi d'informazione politica. A che pro lo faccio? Sono come un drogato; non riesco a rinunciare alla mia dose giornaliera. Le persone sane ormai si fanno di coca, la pisciano a tonnellate nei fiumi e se ne sbattono altamente della politica e di qualsiasi altra cosa che non sia la propria personale sopravvivenza quotidiana. Un conto è essre pagati per scriverne per quei quattro gatti che ancora leggono i giornali, ormai puramente autoreferenziali, altro paio di maniche è perderci del tempo gratis!

25.5.09

Le stupidaggini del Pd. Perché votare la sfiducia a Berlusconi dovrebbere rinforzarlo?

foto emblematica della situazione italiana

Ovvio che incasserà la fiducia dei suoi, dunque sarà inutile, ma un primo ministro palesemente bugiardo va sfiduciato comunque, se non fosse altro per ribadire anche la malafede di chi lo sostiene.

Va beh, la propone Di Pietro e accodarsi a lui da fastidio, ma bisognrebbe sfiduciarlo una volta al giorno, così, tanto per ricordarsi con chi si ha a che fare!

Intanto gli italiani sono con lui! Si, ma fino a quando?

23.5.09

Lettera di Franceschini a mia moglie. Un altro buon motivo per perdere le elezioni



Dario Franceschini scrive direttamente a mia moglie, chiamandola per nome. Chi gli ha dato l'indirizzo di tutte le mogli d'Italia? Ma chi se ne frega. La privacy non esiste più da tempo e il commercio dei dati è fiorente. Peccato se ne avvalga anche il PD, né più né meno del Cavaliere.
E poi è un vecchio indirizzo dal quale sono passate almeno altre due mogli oltre quella. Come Berlusconi non ci facciamo mancare niente!
Anche la moglie in questione, del resto, non è stata da meno: ora è felicemente sposata in un'altra città.
Siamo o non siamo generazioni del post rivoluzione sessuale?
L'idea della "famiglia" quel luogo dove avviene di tutto, stupri e omicidi compresi, non ci ha mai fatto impazzire. Però essendo anche persone mentalmente aperte, manteniamo buoni rapporti con ogni ex. Così abbiamo finito col costituire famiglie allargate, talvolta - ma non sempre - più "leggere" delle originali, essendo i pesi ridistribuiti.
Forse non è esattamente questo il target al quale se rivolge l'ex democristiano Franceschini. La sua idea, da parrocchia, di famiglia è dura a morire, eppure basterebbe che desse una occhiata alle vicende sentimentali del suo amico Casini per capire che le cose sono cambiate per tutti.
La sua lettera è una sviolinata alla fatica e all'impegno delle donne tutte lavoro, casa, famiglia, dedite a preoccuparsi di null'altro se non di figli e nipoti. Un modello femminile che non esiste più neppure nelle fantasie delle ottuagenarie. Non parliamo delle signore che, ai tempi, hanno fatto del femminismo una bandiera - loro sì contribuendo, concretamente, alla evoluzione della condizione femminile! - e delle più giovani che, magari inconsciamente, di quei benefici godono. Ha un bel impegnarsi Franceschini promettendo leggi a favore delle donne e delle famiglie italiane. Intanto questa è una votazione per il parlamento europeo e, semmai, in Europa leggi più avanzate rispetto alle italiane sono già ovunque, leggi che i politici ai quali fa capo Franceschini si sono ben guardati di imitare quando erano al governo. Ricordiamo, ad esempio, la penosa vicenda dei Pacs dei quali oggi più nessuno parla. Eppure le coppie di fatto sono il 40% in Inghilterra, il 45% in Germania, il 46% in Francia. Quante in Italia? Non si sa, e non conta, intanto non hanno alcun diritto né rilevanza giuridica. Franceschini e i suoi preferiscono ignorare l'esistenza di una larga fetta di italiani civilmente "laici" che nessuno rappresenta, inseguendo ipocrisie ideologiche di centro-destra. Come si fa a non capire che chi si identifica in quel pensiero, quando va a votare, preferisce l'originale a una copia sbiadita ed inconcludente?

22.5.09

Quella letteronza della Marcegaglia, capponi e tacchini

makeup di Berlusconi prima della show all'assemblea di confindustria

Il Cavaliere, incontenibile, concede ormai repliche quotidiane dei suoi siparietti.
Ma secondo voi è normale che la presidente di confindustria si presenti a notte fonda, tutta vaporosa e velinosa, come ha affermato Silvio, a far approvare dal capo del governo l'intervento che farà in assemblea il giorno dopo?
Già questo la dice lunga sui distorti rapporti governo industriali.
Comunque Berlusconi, che in confindustria si sente particolarmente a suo agio, non si è fatto mancar nulla. Ha sparato a zero contro i giudici, pericolosi estremisti di sinistra ai quali penserà lui a tagliare le unghie. Poi alla Marcegaglia che chiede riforme (naturalmente a favore degli industriali e per tagliare ancora le pensioni) risponde che sarebbe più facile fare la rivoluzione perché con il Parlamento che c'è non si può decidere un bel niente. Non gli basta insomma aver scelto uno per uno deputati e senatori che dunque rispondono a lui, e non a chi li ha eletti, di quanto fanno. Ora vuole chiudere quell'aula "sordida e grigia" come ebbe a dire, a suo tempo, Mussolini. Parlamento "pletorico, inutile e dannoso", da ridurre drasticamente a un centinaio di persone. Così ha affermato il premier, non contento di aver ridotto il governo ad un consiglio di amministrazione ai suoi ordini. Sempre più infastidito da ogni limitazione al suo stapotere, dopo aver nominato a casa sua i dirigenti della TV pubblica, mettendo Scodinzolini (come affettuosamente chiamato dai suoi colleghi) a dirigere il TG1, rivela che intende rivolgersi al popolo per abolire la casta. Capponi e tacchini - così considera i parlamentari il capo del governo - non si sacrificheranno mai da soli.
Ora, per quel che sta servendo questo Parlamento, e considerando gli assurdi privilegi di cui godono i suoi membri, non sarebbe difficile trovare un voto "popolare" per ridurne drasticamente la funzione. Qui sta il punto, non è tanto il numero degli eletti, ma la loro funzione, per quanto già ampiamente limitata, ad infastidire il leader. I costi della politica sono l'ultima delle sue preoccupazioni. Ne fa fede la storia delle Provincie. Sembravano tutti d'accordo sull'eliminarle ma siccome alla Lega - e non solo - servono sinecure per il personale politico non se ne parla più, anzi se ne chiedono di nuove.

21.5.09

Ignazio La Rissa


Ignazio, giulivo e insultante, ier sera non ha mandato a cagare anche la Berlinguer, ma c'è mancato poco. (Qui al telefono con una delle veline candidate europee alla quale aveva detto "Telefona pure cara, per qualsiasi cosa... io sono sempre disponibile!")

19.5.09

Berlusconi sarebbe stato condannato... ma c'è il lodo del ministro Angelino

Non è un invito a votare Di Pietro, sia chiaro! (Nonostante sia l'unico a fare un po' di opposizione a sua maestà, quest'uomo non mi ha mai convinto e continua a non convincermi)

Depositata la sentenza dei giudici milanesi di condanna a Mills, corrotto da Berlusconi.
Scrivono:
«Mills ha agito certamente da falso testimone. Da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data. Dall'altro lato per perseguire il proprio vantaggio economico». ilsole24ore

Silvio Berlusconi non rinuncerà ad avvalersi della tutela che il lodo Alfano garantisce alle alte cariche dello Stato coinvolte in procedimenti giudiziari. Parola di Nicolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del presidente del Consiglio. ilsole24ore

In una repubblica non delle banane il presidente del consiglio si sarebbe dimesso, ma qui non succederà niente. Anzi: metà degli italiani continueranno entusiasticamente a votarlo.
Non credano però. Se un giorno avranno a che fare con la giustizia non godranno degli stessi privilegi. In Italia la legge non è uguale per tutti.

18.5.09

Ciro's version

Rinaldini spinto giù dal palco a Torino

Ciro Nacarlo è uno dei 316 operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco “confinati” nel reparto di Nola, metà dei quali iscritti allo Slai (costola dei Cobas).
Dice a La Stampa: «Arrabbiati sì, violenti no» e prosegue «Siamo venuti a Torino autotassandoci, facendo sacrifici enormi. Io ho cinquant’anni e sono una persona seria, non sono un facinoroso». Secondo Nacarlo, il suo gruppo, circa duecento persone, è stato messo in fondo al corteo e si è impedito in malo modo a un suo rappresentante di parlare al comizio.
Altri hanno toni apocalittici per la dura contestazione al sindacalista, arrivando addirittura ad evocare il terrorismo.
Non è capitato nulla di particolarmente grave in realtà, ma alla stampa di destra non è parso vero poter cavalcare l'episodio. Se sia stata una premeditata "azione squadristica" o più banalmente la manifestazione un po' becera di un giustificato malessere che non riscontra neppure nel sindacato una sponda protettiva, non so. Da sempre fa comodo a tanti mescolare posizioni dialetticamente critiche con frange di facinorosi e questi ultimi non si sa mai bene da chi siano manovrati. Fatto sta che il contestato Rinaldini è uno dei sindacalisti meno malleabili, ma questo non è mai stato sufficiente per sfuggire dalle critiche, né di destra, né di sinistra. Resta il fatto che, con tutti i loro limiti, i sindacati non troppo ricattabili dai padroni - e la CGIL è forse l'unico rimasto - sono l'ultima barriera contro lo sfascio di ogni regola nel mondo del lavoro.

15.5.09

La cipolla piagnina

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Gian Antonio Stella ricorda oggi, sul Corriere, le reazioni del cavaliere, allora all'opposizione, Quando il premier disse: «Quelle navi non vanno fermate. Era la lontana Pasqua del '97. Una nave italiana in pattugliamento speronò, incidentalmente, ma non per questo meno colpevolmente, un barcone albanese carico di immigrati, provocando una tragedia. Anche allora Silvio si fiondò sul luogo del disastro offrendo ospitalità personale ai naufraghi.
I leghisti lo tacciarono come "cipolla piagnina" mentre oggi lo insigniscono legapadano ad onorem.
In realtà è solo una ulteriore dimostrazione relativa alla sincerità del nostro premier.

14.5.09

Dieci domande di D'Avanzo (Repubblica) a Berlusconi



Non è che la vicenda Berlusconi-Veronica-Noemi mi interessi particolarmente, anzi. Però sottende un caso politico che non si può ignorare.
Inoltre, anche in questa vicenda, emerge l'inguaribile propensione del nostro presidente del consiglio a raccontar frottole, dichiarando e smentendo le proprie stesse pubbliche dichiarazioni con invidiabile disinvoltura. Ci si può fidare di uno così? Stranamente pare di sì considerando quanti lo votano, ma verrà pure il momento del risveglio. Speriamo solo che allora i disastri siano inferiori a quelli provocati, a suo tempo, da Hitler e Mussolini, ma anche semplicemente di quelli causati dal reaganismo e tacherismo dei quali paghiamo ora le conseguenze economiche.
P.S.
Articolo di D'Avanzo su La Repubblica: Pubblico-Privato: dieci domande a Berlusconi

12.5.09

Decreto sicurezza. Alegher, alegher, ch'el büs del cü l'è negher

Chi entra in Italia e vi rimane senza permesso commette un reato.
Una tassa per avere la cittadinanza (200 euro) e una per il rilascio del permesso di soggiorno (da 80 a 200 euro).
La legalizzazione delle ronde.
Il prolungamento della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione (fino a 180 giorni.
Il registro per identificare i barboni.
Questo il disegno di legge sulla sicurezza. Un testo blindato, 66 articoli assorbiti in tre maxiemendamenti, su cui il governo oggi pone la questione di fiducia.
Brava gente i leghisti. Parola di Berlusconi. A volte un po' esuberanti come quando chiedono posti riservati agli italiani sui mezzi pubblici, ma obbedienti. Se respingono in mare donne gravide e bambini (pericolose reclute di organizzazioni criminali!) eseguono solo gli ordini del capo. Non se ne arroghi il merito Maroni. Esegue quanto ha deciso Berlusconi.
Esultano i fans del governo (ormai quasi tutti). Ma che razzismo e razzismo! Il popolo è con noi, ci vota perché siamo democratici, onesti e competenti, mica come quei barlafüs [persone sulle quali non si può fare affidamento] di sinistra, sempre indecisi su tutto. Vedi la Concita come s'ràmpiga int'i spegg sll'Unità [vedi la De Gregorio come s'arrampica sugli specchi sull'Unità]: Il rispetto dei diritti.
I lombardi hanno delle certezze. Dunque alegher, ch'el büs del cü l'è negher! (Oddio, da quando quella comunista della Littizzetto fa propaganda allo sbiancamento anale si cerca di mettere in discussione anche questa semplice verità)

8.5.09

Rifiuti umani (Aggressione all'umanità, siamo all'avanguardia)

Il manifesto di oggi. Da leggere l'articolo Aggressione all'umanità, siamo all'avanguardia

Esultanza per aver respinto in mare i clandestini, ricacciandoli nei campi in Libia dove stupri e torture sono la norma. (Maroni ecc.)
Corrozze del metrò riservate ai milanesi d.o.c. (Lega lombarda)
Esaltazione delle virtù belliche degli italici soldati.(La Russa ecc.)
...e avanti! Sempre più lontani dal consesso delle nazioni civili.
Non c'è di che stupirsi se la vera casa della libertà, l'americana Freedom House (non quella tarocca inventata a suo tempo da Berlusconi), ci abbia di nuovo retrocesso a "parzialmente liberi" nella annuale classifica sulle libertà nei vari paesi. Siamo ultimi in Europa mentre al secondo posto c'è quella Finlandia le cui chiese lignee settecentesche piacciono poco al nostro primo ministro (al contrario delle finlandesi, ancorché maggiorenni, come ha tenuto a farci sapere).

7.5.09

"ABRACADABRA" il decreto terremoto e i soldi che non ci sono

Tremontin abracadabra

A sentir lo spocchioso Tremonti prima, e l'autoincensante Berlusconi poi i soldi per l'Abruzzo ci sono, bastano e avanzano, senza "mettere le mani nelle tasche degli italiani". Tutti i senza tetto saranno al caldo e al sicuro prima dell'inverno. Ce lo auguriamo tanto per loro, ma a scorrere il decreto emanato dal governo il sangue trema nelle vene. Massimo Giannini, su La Repubblica, ne fa un esaustivo resoconto: Quei finanziamenti fantasma del "decreto abracadabra"
Intanto i dodici miliardi di euro di Maroni si sono dimezzati e varranno erogati in ventitre anni (fino al 2032). Poi il "Pacchetto Ricostruzione" rischia di trasformarsi nel "pacco" ricostruzione considerando che i soldi sono, come spesso accade con Tremonti, virtuali. Il finanziamento del decreto si affida in massima parte a «nuove lotterie ad estrazione istantanea», «ulteriori modalità di gioco del Lotto» , nuove forme di «scommesse a distanza a quota fissa» (come dire niente tasse ai ricchi e nuove tasse ai poveri cristi che tentano la fortuna!). Per il resto si attingerà dal Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate, che dalla Finanziaria in poi è diventato un vero Pozzo di San Patrizio, dal quale il governo pompa denaro per ogni emergenza, senza che si capisca più quale sia la sua vera dotazione strutturale. Infine si fa riferimento, come sempre, a fantomatiche «maggiori entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, anche internazionale, derivanti da futuri provvedimenti legislativi». E questo è tutto. [sic!]

5.5.09

Silvio Berlusconi: "Posso palpare un po' la signora?"

Non è questo che scandalizza. Berlusconi ci ha abituato al suo stile.
Vomitevole è che questo uomo "si consente" di occupare la televisione pubblica per l'intera serata con un megaspottone elettorale. Il solito Vespa, piegato a novanta gradi, ha organizzato ieri su Rai 1 un interminabile comizio senza permettersi il benché minimo intervento. De Bortoli e il direttore del Messaggero, chiamati a fare tappezzeria, non sono stati in grado di dire alcunché. Tutti questi "grandi giornalisti" sanno benissimo che se non strisciano servizievoli rischiano i loro lauti stipendi. Altroché schiena dritta! C'era anche Sansonetti e anche lui è riuscito a fare francamente pena.
Parlando a ruota libera, senza contraddittorio, il presidente del consiglio ha esaltato sé stesso e il suo operato per ore. Nessuno in nessuna parte del mondo - tranne il vecchio Fidel Castro, a suo tempo, e qualche altro caudillo - bagna simili zuppe televisive.
In Italia "La crisi non sarà così grande come a un certo momento si temesse" ha infine dichiarato orgoglioso, litigando un po' con i tempi dei verbi non avendo con chi prendersela di persona.

Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori. Parola di Dell'Utri

Mussolini era troppo buono. (lastampa.it)
Così dell'Utri, ideologo berlusconiano di grande cultura (ha letto i diari del Duce).
Ha scoperto che, all'inizio, Mussolini era socialisteggiante, che temeva Hitler, che era blandamente razzista.
Però lo sostenevano agrari e industriali, si alleò con Hitler, del quale si riteneva "maestro", fece emanare le leggi razziali e deportare gli ebrei che morirono in massa nei campi di concentramento. Sorvolando sulle atrocità commesse in Africa per conquistarsi un impero da operetta, il Duce si decise a entrare in guerra solo alla vigilia della capitolazione della Francia, temendo di rimaner tagliato fuori dalla spartizione del bottino. Gettò milioni di giovani nell'avventura bellica pur sapendo di avere un esercito senza alcuna preparazione militare ed equipaggiamento - a parte le baionette, e forse neppure quelle in numero sufficiente.
In compenso "Sorge il sole canta il gallo Mussolini monta a cavallo" cantava all'epoca Curzio Malaparte, tessendone le lodi. Qualcuno, maliziosamente, ci vide anche un doppio senso legato alle mitiche imprese sessuali del Duce.
Malaparte, fascista, controverso giornalista e scrittore - caratterialmente non troppo dissimile da Montanelli - lo stesso che scrisse di Mussolini che ben conosceva:
Lo spirito di Mussolini è uno spirito profondamente femminile: la sua in­telligenza, la sua stessa volontà non hanno niente di virile. È un uomo debole che si rifugia nella brutalità per mascherare la sua mancanza di energia, le sue debolezze sorprendenti, il suo egoismo morbido, il suo orgoglio senza risor­se... Come tutti i dittatori, Mussolini è guidato assai più dalle sue passioni che dalle sue idee... La dittatura è la forza più completa della gelosia. Mussolini non ama che coloro che può disprezzare.
(Malaparte, Tecnique d'un coup d'Etat)

Foto non ritoccata di Berlusconpapi con nonna Letizia


4.5.09

Italia in caduta libera. Pil giù del 4,4 %

Troll

Non è che 'sta storia del Pil che dovrebbe crescere all'infinito mi abbia mai convinto (al contrario dei tanti esimi economisti). L'idea di dover produrre sempre di più e consumare sempre di più sembra balorda oltreché "insostenibile". Eppure in Italia ci hanno creduto tutti, politici in testa, di destra o di sinistra che fossero. Per questo dichiarare ora che non è poi così importante sembra sospetto. Ma in nome dell'ottimismo tutto va bene madama la marchesa! Così mentre il mondo si occupa dei disastri economici e trepida per l'eventualità di una pandemia influenzale in Italia... non si parla d'altro che delle disavventure coniugali del sultano. Presto dimenticato il terremotato palcoscenico abruzzese, la muta dei cani dell'informazione si è buttata sulla vicenda Veronica-Silvio e non molla. Ma che cazzo di paese è mai questo? Governato da un leader "disturbato" (come lascia intendere la moglie) attorniato da una banda di leccaculo che si fanno gli interessi loro gareggiando a chi ruba di più (dalla sanità all'edilizia, al riciclo rifiuti ad ogni sorta di altri traffici illeciti - basterebbe seguire le documentate puntate di Report per rabbrividire). Eppure metà degli italiani, pur guadagnando 1000 euro al mese o magari neanche quelli, votano questa banda del buco. Del resto hanno come unica alternativa Franceschini & C. Signori che riescono a dare il peggio di sé sia al governo che all'opposizione.

Non sono un Troll (uno che posta con il solo scopo di provocare quante più risposte possibili, solitamente scrivendo informazioni deliberatamente sbagliate od insulti). Ne fa fede il mio basso indice di gradimento. Tuttavia bisogna pur sfogarsi ogni tanto, altrimenti si scoppia.

La tredicenne uccisa dai militari italiani in Afghanistan soltanto un "tragico incidente" per Frattini



Divergenti le versioni dei militari del nostro contingente e della famiglia della vittima, anch'essi a bordo della vettura che si sarebbe diretta ad alta velocità contro il convoglio costringendo la pattuglia ad aprire il fuoco (Sky)

3.5.09

Fiat nausea

Fiat 3 ½ HP del 1899
Lunghezza della vettura 230 cm, larghezza 142 cm, peso 285 kg. Consumo: circa un litro ogni dodici km; velocità massima oscillante tra i 40 e 50 km/h, benché in una pubblicità della Casa si legga: "velocità da 5 a 60 km all'ora". Sempre sullo stesso foglio pubblicitario si legge ancora: "motore a benzina brevettato - accensione elettrica - raffreddamento ad acqua - solidità, eleganza, leggerezza, nessuna trepidazione, nessun rumore, minimo consumo - prezzi da non temere concorrenza - carrozzeria comune e di lusso - vetture da passeggio, da corsa e da montagna".

Nessuno si augura che la Fabbrica Italiana Automobili Torino fallisca i suoi obiettivi. Sarebbe un nuovo tipo di luddismo autodistruttivo per questo disastrato paese. Però non se ne può più dei peana d'esaltazione della nostra (dis)informazione quotidiana.
"Il riscatto del Lingotto e il motore 'Multiair'"
"Un'intesa rivoluzionaria"
"Noi salviamo gli Usa. E' il mondo capovolto"
"L'orgoglio di Torino (e non solo)"
"Fisici e ingegneri, il team dei motori puliti"
"Baldassarri: adesso teniamo a bada lo sciatto-liberismo"
"Jesus Chrysler Superstar"
"Andate tutti a Detroit"
"'Cosi' creiamo l'auto che piace a Obama'"
"I magnifici sette di Fiat-Chrysler" I manager, i banchieri, i politici e gli esponenti dei lavoratori al centro della trattativa... e così via.
Insomma: un vomito unico!
Morire che qualcuno si chieda come mai l'auto dell'immagine e le attuali vetture siano sostanzialmente la stessa cosa nonostante sia passato ben oltre un secolo. Entrambe non sono altro che inquinanti stufe a petrolio su ruote. Eppure da anni si fa un gran parlare di automobili elettriche, o a idrogeno o, più banalmente, di macchine capaci di percorrere oltre settanta chilometri con un litro di carburante. Dove sono? Perché nessuno ci ha investito? Quale sarebbe la rivoluzione Fiat rispetto a Chrysler? Le dimensioni? Tutto qui? Ridicolo.

Berlusconi torna "libero". Forza donne!

Mara Carfagna alla Rai

Tutti hanno intinto il biscotto nelle vicende domestiche del nostro primo ministro, persino Sofri e Cacciari. Non ne avrei accennato se ora non ci fosse la richiesta di divorzio della moglie Veronica (La Repubblica Veronica, addio a Berlusconi "Ho deciso, chiedo il divorzio"). Peccato ci mancherà la sua opposizione "dall'interno". Siamo abituati ai leccaculo che circondano il leader e una che, ogni tanto, si distinguesse ci voleva.
Ora Berlusconi torna "signorino" e sarà un "buon partito" pure lui, oltre al figlio. La Carfagna è in pool position. Silvio aveva dichiarato che se non fosse stato già felicemente maritato l'avrebbe sposata. Chissà...
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