1.12.14

AIDS non se ne parla quasi più, ma l'Italia ha il primato di paese più colpito d'occidente

Profilattico, preservativo, condom, guanto, gondone... Chiamalo come vuoi, ma usalo!

Ignoranza, proprio nel senso di non sapere, e oscurantismo dilagante fanno dell'Italia un paese sempre più miserando.

In base a una indagine Doxa un terzo dei giovani italiani tra i 16 e i 34 anni non considera l'Aids un pericolo reale e non si protegge.
Dieci cose da sapere le suggerisce l'Unicef in maniera semplice.

Nel 2013 nel mondo sono morte un milione e mezzo di persone per l'Aids e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei Paesi in via di sviluppo. (Dati Organizzazione Mondiale Sanità)
L'Italia nel 2012 ha avuto 1.700 morti e ogni anno si contano più di 4.000 nuovi contagi con oltre 140.000 sieropositivi accertati. Si stima che il 15-20% non sia al corrente della propria sieropositività.
(Per saperne di più Lila: dati aggiornati in Italia)
  


8.11.14

Ocse: Eurozona al palo, è un rischio per la crescita globale (e perché non "decrescere"?)

La Repubblica

Tutti si stracciano le vesti per il PIL che non vuole saperne di risalire.
La follia della crescita infinita sembra indiscutibile.

L'idea che la catastrofe sia non consumare sempre più per far crescere gli indici economici sembra universalmente condivisa.
Perfino Il Manifesto, commentando i dati Ocse, titola: Catastrofe vicina, Europa al bivio.
Eppure il concetto di "decrescita" coniugato con quello di "sostenibilità" (che nulla ha a che vedere con l'ossimoro dello sviluppo sostenibile) non dovrebbe essere estraneo a chi ritiene il modello di crescita in atto responsabile del fatto che il punto di non ritorno per un disastro ecologica globale legato al cambiamento climatico forse è già stato raggiunto e superato.
E questo senza tener conto dell'impoverimento generalizzato della popolazione - mentre l'un per cento dei ricchi si arricchisce sempre più - e di tutte le distorsioni sociali ed ingiustizie che ne conseguono.


5.11.14

La caduta di Obama un insegnamento per Renzi

Certo Obama ha deluso gli illusi che speravano in una presidenza di "sinistra" (forse per il colore della pelle perché i toni sia suoi sia della first lady quando parlano al "popolo" fanno cascare le... palle!)

Comunque le dichiarazioni di principio non mancavano, un po' come nei discorsi di Renzi che dovrebbe tenerne conto perché rischia un botto altrettanto clamoroso.

Certo il presidente americano ha concluso molto meno di quanto promesso (anche per l'opposizione dura dei repubblicani che già avevano la maggioranza alla camera ed ora anche al senato) e in quanto al Nobel per la pace (assegnato a priori) per quanto ha combinato in giro per il mondo dovrebbe renderlo.

Però la disfatta (per altro annunciata Perché il Pil Usa cresce e la popolarità di Obama cala sole24ore.it) sembra di dimensioni anche superiori del previsto a fronte di una situazione economica raddrizzata, l'aumento dell'occupazione e l'estensione del diritto alla sanità (che comunque esclude ancora 26 milioni di americani).
Le cose che dicono i repubblicani sono terrificanti, i loro leader indecenti, eppure l'America profonda li vota.

4.11.14

Debito pubblico - Grillo 's Version "Venghino! Siore e siori venghino!"

A sentire quelli del Manifesto mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova *.
Nessuna meraviglia. Tornano a casa un po' dei voti in libera uscita (al nord soprattutto leghisti). Patetica la rincorsa del Grillo a destra. M5s "nonideologico" (ma "futurologo"!) Scorciatoie per la felicità.
Del resto la tecnica della semplificazione è sempre stata l'arma di Grillo per i grulli.
Quante volte ha stravolto in tal modo i pur degnissimi assunti dei suoi spettacoli?
A me è sempre sembrato un suo limite, anche quando ho voluto cercarne le giustificazioni (che poi erano quelle del comico il cui imperativo è far ridere).
Si annovera alla "tecnica della semplificazione" - ma senza neppure divertire - anche la ricetta del suo staff contro lo spread di oggi sul Blog: Come cambia il debito pubblico #fuoridalleuro .
"Venghino! Siore e siori venghino! ad ammirare la strabiliante esibizione del mago Grillo per far sparire lo spread"
In compenso anche alcuni fedelissimi locali (tipo la pavese Nanni, consigliere regionale) incominciano a dare timidi segnali di "dissenso" ragionato, subito massacrati sul piano personale dai talebani del movimento.

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* Questo il pezzo impreciso, poco verificabile e che non aggiunge niente a quanto si sa da tempo sulle derive fascistoidi di una frazione (non so quanto consistente) dei pentastellati.
Il niente tipico della gestione Rangeri del Manifesto, purtroppo.


Da Beppe Grillo a Roberto Fiore: mezzo meetup di Vibo Valentia passa a Forza Nuova

Il sindaco di Comacchio, preveggente, lo aveva detto, una volta messo alla porta del movimento
direttamente da Beppe Grillo: «E’ in atto una deriva fascista del 5 stelle. E’ Grillo a dover essere
espulso per questo». Qualcuno deve averlo preso alla lettera. Anzi, più di qualcuno. Visto che si
tratta di mezzo Meet-up, quello di Vibo Valentia. A partire dal suo fondatore Edoardo Ventra. Che
diventa, da un giorno all’altro, commissario provinciale di Forza nuova.
E’ la segreteria regionale di Fn ad annunciare la nascita nella provincia vibonese di un proprio
«nucleo militante» in cui viene nominato, direttamente dai dirigenti nazionali, come commissario
politico Ventra. A cui «è stato affidato il compito di organizzare il partito in tutta la provincia di Vibo.
La carica di commissario avrà durata di sei mesi al termine del quale si procederà con la creazione
della federazione provinciale che sul territorio sarà strutturata ed organizzata con cariche e nomine
come previsto dal nostro statuto. A lui e a tutti gli ormai ex attivisti M5S vanno i migliori auguri di
buon lavoro. Grande soddisfazione viene espressa dal segretario nazionale Roberto Fiore».
In che cosa consista il «lavoro» politico di Forza nuova è roba nota. Appena due settimane fa un centinaio
di militanti scorazzavano liberamente per Crotone (senza che il sindaco Pd facesse nulla per
impedirlo) al grido: «Via i clandestini. L’Italia agli italiani» e altre amenità del genere. D’altronde
che nella pancia del 5 stelle alberghino rigurgiti xenofobi ed idee di destra è altrettanto notorio.
Basta farsi un giro in rete e dare uno sguardo ai commenti sulle sparate di Grillo in tema di immigrazione.
Il movimento è spaccato in due. Da una parte, quelli più a sinistra, irritati dai toni «modello
Farage» del capo.
Ventra ha così spiegato in rete la sua adesione a Fn : «Molti politici non hanno nulla di onorevole
perché non onorano con le loro azioni le cariche pubbliche che ricoprono, sono indegni degli italiani
onesti Per questo motivo gli italiani onesti hanno il dovere di organizzarsi. Aderire, aderire, aderire».
Qualunquismo abborracciato e pillole di populismo di provincia. Che fa il paio con il finale della nota
con cui Fn comunica la fuoriuscita dei grillini: «La coerenza con la quale Fn affronta da sempre
tematiche quali il blocco dell’immigrazione,il ritorno alla piena sovranità politica, economica e monetaria
e la lotta contro i veri sprechi, a cominciare dall’abolizione delle regioni, dà i suoi frutti; molto
presto, infatti, daremo notizia di altre importanti adesioni in varie parti d’Italia.
Chi è davvero animato da spirito rivoluzionario sceglie sempre più Fn come unica, radicale, valida
alternativa al sistema partitocratico asservito alla grande finanza internazionale». Se cambiassimo le
sigle e al posto di Forza nuova ci fosse scritto M5S, parrebbe un comunicato scritto da Grillo. Invece
è vergato da Roberto Fiore.

3.11.14

Forni crematori per i Rom a Motta Visconti

FaceBook 
Questa chicca da Motta Visconti, "ridente paesino" alle soglie di Pavia già recentemente agli "onori della cronaca" per un "efferato delitto" (non evitiamoci alcun luogo comune!) me l'ero persa.
Grazie dunque a 
Paolo Limonta, vagamente minaccioso in questo post.
Mi chiedo però se tentare la rieducazione di individui di tal fatta non sia tempo sprecato.

1.11.14

Cucchi - Giustizia e impunità

Ciò che balza sempre più agli occhi è l'aleatorietà dei giudizi dei tribunali. Entrare nel meccanismo di un processo è un po' come sedersi al tavolo della roulette russa. Dipende tutto dall'abilità degli azzeccagarbugli (e dunque dai soldi che puoi permetterti di spendere) e dall'idea nella testa dei giudici che poi troveranno il cavillo giuridico per motivare le proprie scelte pro o contro.
La certezza del diritto è un optional.

In quanto alla "solidarietà ai poliziotti e agli agenti penitenziari" ci andrei con i piedi di piombo. Come ovunque anche tra i "tutori dell'ordine" ce ne sono di "buoni" e di "cattivi". Ma la diffusa prevaricazione dei diritti altrui in nome della propria funzione, l'addestramento alla violenza, sempre più omogeneo nelle polizie di tutto il mondo, l'omertà in nome dello "spirito di corpo" e l'impunità considerata come un diritto, ne fanno più un pericolo per che finisce indifeso nelle loro mani che una istituzione alla quale affidarsi con fiducia.


20.10.14

Non amo Renzi ma neppure gli altri

Non ho mai creduto in Renzi, un abile parolaio di matrice DC, di quelli che si sono digeriti quel poco che restava della "sinistra" e ne cavalcano le spoglie come cavalieri dell'apocalisse (l'altro era di Arcore).
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.


18.10.14

Donne curde decapitate

Non so chi siano costoro né chi abbia pagato questi armamenti dall'aria costosa, ma di certo a guadagnarci sono sempre e solamente i produttori di armi
Vedo ora casualmente dal profilo di Marina Terragni su FaceBook la foto di una combattente curda decapitata a Kobane dall'Is qualche giorno fa - con 110 condivisioni e 175 commenti per lo più sull'opportunità o meno di pubblicarla (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204246695982860&set=a.1384921658363.56056.1091667348&type=1&theater). Poco importa se viene o meno pubblicata e se l'assassino sia stato a sua volta assassinato come garantisce Terragni (http://en.shiapost.com/2014/10/06/syrian-kurd-woman-fighter-beheaded-by-isis-terrorist-in-kobani/). 
Più interessante mi sembra un rimando alla nota della Nazione Indiana mentre i fatti di Kobane sono scivolati rapidamente in secondo piano.

11.10.14

Grillo Blog magazine tra UniCredit Volvo e Toyota


>>> Oggi Beppe Grillo farà un annuncio che potrà cambiare la vita di tutti i cittadini italiani. Dal palco del Circo Massimo, questa sera alle 21:15, la storia di questo paese potrà prendere una direzione diversa. Sarà l'Italia a 5 stelle che vogliamo costruire insieme <<<

Clap! Clap! Abbiamo giusto bisogno di qualcosa che ci cambi la vita

Già in aprile avevo scritto un post, "Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)", sull'incredibile accozzaglia di pubblicità commerciale che è il Blog di Beppe Grillo e, anche peggio, il collegato TseTse.
Roba da far invidia alla mai dimenticata Vanna Marchi.

Il Blog di Beppe Grillo - IL PRIMO MAGAZINE SOLO ON LINE  come recita la testata.

Blog: a personal website or web page on which an individual records opinions, links to other sites, etc. on a regular basis

Magazine: a periodical publication containing articles and illustrations, typically covering a particular subject or area of interest

Non credo che Beppe abbia mai scritto una sola riga sul suo Blog-magazine, né pubblicato personalmente alcun altro contenuto.

Grillo ci mette il brand e i suoi webmaster il lavoro d'impaginazione di grafica ecc, testi compresi, quantunque penso che questi siano affidati a copywriter, professionisti pubblicitari della società di Casaleggio, sotto la sua direzione "politica" o qualche altro "responsabile".
Insomma: quello di Grillo è solo formalmente un blog.

Pur essendo le differenze tra un blog e un sito sempre più esigue si può dire che quello di Grillo è un sito con la struttura di un Blog (ma anche i Blog sono siti Web, per quanto dinamici, interattivi ed aggiornati frequentemente).
Sito a tutti gli effetti per come è stato ideato e viene gestito (probabilmente sulla base di un content management system come tutti i siti dinamici di notevoli dimensioni).
Blog perché la sequenza dei post più o meno giornalieri con commenti è quella che tipicizza questa forma di comunicazione (superata non a caso dai formati più rigidi e sbrigativi dei social network).
Il post di un blog infatti è un testo che conserva la forma di un articolo di senso compiuto - o di una pagina di diario, con aggiunta di foto, video, ecc. Di solito è preferibile che la sua lunghezza sia contenuta nella schermata senza dover ricorre allo scrolling per leggere tutto.

Ciò che non ne fa un blog è il non avvalersi di una comune piattaforma di blogging e non redigere personalmente i post gestendo il contatto diretto con i suoi lettori.

Ovviamente fintanto che Grillo sosterrà che ogni post pubblicato è espressione del suo pensiero ne ha la responsabilità e dovrà essere considerato "suo".

6.10.14

Ridiculous (leggi rɪˈdɪkjʊləs) bipartisan per Juventus - Roma

#JuveRoma
A me del calcio importa poco o niente e dunque dovrei tacere, ma quando due parlamentari di tendenze politiche apparentemente dissimili (i signori in effige, uno del PD l'altro di Fratelli d'Italia) annunciano interrogazioni per il discutibile arbitraggio di una partita di calcio - mentre tutto il resto va in malora - c'è davvero da chiedersi a cosa serva ancora il parlamento (rigorosamente con la p minuscola) a parte distribuire laute prebende pubbliche ad un numero spropositato di "strani" individui.

4.10.14

Ossau-iraty e Aprutino pescarese - Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica


Guido Scorza su Il Fatto Quotidiano scrive: Digitalizzazione all’italiana: la burocrazia del formaggio e giustamente segnala gli eccessi di burocrazia nel caso in esempio dell'Ossau-iraty e l'uso inetto della comunicazione digitale.

Ma basta andare alla fonte, sul sito della Gazzetta Ufficiale, per trovare subito infiniti altri esempi.

Il primo che è venuto sott'occhio è quello dell'Aprutino pescarese. Un olio d'oliva d.o.p. di gran pregio.

Con burocratica efficienza la "Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica" informa di un evento assai semplice nella sostanza. Quest'anno le olive verranno raccolte con qualche giorno di anticipo.
Già, ma ci vuole ben altro di questa semplice frase per ottemperare a leggi e direttive nazionali ed europee.
Ecco qui sotto riprodotto il gustoso burocratese della Gazzetta Ufficiale.
Noto en passant l'uso del maiuscolo, il carattere tipografico e le spaziature tra le parole, l'apostrofo al posto degli accenti, quasi si usasse ancora una macchina per scrivere priva fin anche delle apposite vocali accentate.
Tralascio qualsiasi considerazione sul godibilissimo accorpamento sotto la stessa direzione della "promozione della qualità agroalimentare" e "dell'ippica".

IL DIRETTORE GENERALE per la promozione della qualita' agroalimentare 
e dell'ippica 
 
  Visto il  Regolamento  (UE)  n.  1151/2012  del  Parlamento  e  del
Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di  qualita'  dei  prodotti
agricoli e alimentari; 
  Visto l'art. 53, par. 3  del  Regolamento  (UE)  n.  1151/2012  del
Parlamento e del Consiglio che prevede  la  modifica  temporanea  del
disciplinare di produzione  di  un  prodotto  DOP  o  IGP  a  seguito
dell'imposizione di misure sanitarie o fitosanitarie obbligatorie  da
parte delle autorita' pubbliche; 
  Visto il Regolamento delegato (UE) n. 664/2014 del 18 dicembre 2013
che integra il Regolamento (UE) n. 1151/2012  del  Parlamento  e  del
Consiglio  in  particolare  l'art.  6,  comma  3  che  stabilisce  le
procedure riguardanti  un  cambiamento  temporaneo  del  disciplinare
dovuto all'imposizione, da parte di autorita'  pubbliche,  di  misure
sanitarie e fitosanitarie obbligatorie o motivate calamita'  naturali
sfavorevoli o da  condizioni  metereologi  sfavorevoli  ufficialmente
riconosciute dalle autorita' competenti; 
  Visto il Regolamento (CE) n. 1263 della Commissione del  1°  luglio
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee  L.
163 del 2 luglio 1996, con il quale e' stata  iscritta  nel  registro
delle  denominazioni  di  origine  protette   e   delle   indicazioni
geografiche protette la denominazione di origine  protetta  «Aprutino
Pescarese»; 
  Visto il provvedimento della regione Abruzzo - Direzione  politiche
agricole e di sviluppo  rurale,  forestale,  caccia  e  pesca  del  9
settembre 2014, prot. n. 235949 che ha ufficialmente riconosciuto  la
necessita' per l'annata 2014 di anticipare al 1 ottobre  la  raccolta
delle olive destinate alla produzione della DOP Aprutino Pescarese  a
causa di condizioni metereologiche sfavorevoli; 
  Considerato che, dalla relazione tecnica allegata al  provvedimento
della  regione  Abruzzo  emerge  con  chiarezza  che  le  particolari
condizioni climatiche verificatesi durante l'anno hanno  prodotto  un
anticipo  della  fase  di  maturazione  delle  olive  destinate  alla
produzione della DOP Aprutino Pescarese; 
  Considerato che il disciplinare di  produzione  all'art  4  prevede
l'inizio  della  raccolta  delle  olive  dal  20  ottobre  e  che  il
mantenimento   di   questa   data,   nell'annata   olivicola    2014,
comprometterebbe la qualita'  dell'olio  alterando  sia  i  parametri
chimico  fisici  che  organolettici,  comportando  un   grave   danno
economico ai produttori; 
  Ritenuto  necessario  provvedere  alla  modifica   temporanea   del
disciplinare  di  produzione  dell'olio  extravergine  di  oliva  DOP
«Aprutino Pescare» ai sensi del citato art. 53, par 3 del Regolamento
(UE) 1151/ 2012 e dell'art. 6, comma 3 del Regolamento Delegato  (UE)
n. 664/2014; 
  Ritenuto che  sussista  l'esigenza  di  pubblicare  nella  Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana la modifica temporanea  apportata
al  disciplinare  di  produzione  della  DOP   «Aprutino   Pescarese»
attualmente vigente, affinche' le disposizioni contenute nel predetto
documento  siano  accessibili  per  informazione   erga   omnes   sul
territorio nazionale; 
 
                              Provvede: 
 
  Alla pubblicazione della modifica del  disciplinare  di  produzione
della denominazione «Aprutino Pescarese» registrata  in  qualita'  di
denominazione di origine protetta in forza  al  Regolamento  (CE)  n.
1263 della Commissione del 1° luglio 1996. 
  La presente modifica  del  disciplinare  di  produzione  della  DOP
«Aprutino Pescarese» e' temporanea e riguarda esclusivamente l'annata
olivicola 2014 a decorrere dalla data di pubblicazione  della  stessa
sul sito internet del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali. 
    Roma, 18 settembre 2014 
 
                                         Il direttore generale: Gatto 

3.10.14

Oh Renzi! Un parlamento che non riesce ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale quale riforma potrà mai varare?


Sicuramente è solo una sensazione, ma anche questa Corte Costituzionale, così, a occhio, non da un'idea di sontuosa inefficienza?
E i carabinieri lì in fondo a far da tappezzeria in alta uniforme non sarebbe più opportuno destinarli al servizio attivo anziché lamentarsi per le carenze di organico?

2.10.14

Caro Renzi. Sono io Giuseppe

Caro Renzi. Sono io Giuseppe cinquant'anni passati, che ha perso il lavoro e non ne trova un altro. Quello a cui ti sei rivolto, dicendo che è di me che t'importa.
Ritirare in ballo l'articolo 18 è solo un modo per deviare l'attenzione dei lavoratori da ciò che conta davvero: avere aiuti concreti quando il lavoro non c'è. 
Fatti, Renzi, non promesse!
Ora fingete tutti di farvi la guerra per un articolo 18 già svuotato di senso dal governo Monti solo per vedere chi di voi è più forte. 
Io e mio figlio che ha vent'anni invece abbiamo bisogno di un reddito e di servizi funzionanti. Ringrazieremo chi ce li darà.

27.9.14

Samira Saleh al-Naimi: una morte ignorata

Sui media che dedicano, a proposito e sproposito, tanto spazio agli sgozzamenti di giornalisti e cittadini occidentali da parte dell'ISIS e alla presunta identità dei macellai esecutori materiali degli omicidi, è stata praticamente ignorata l'uccisione dell'attivista irachena per i diritti umani e avvocato Samira Saleh al-Naimi, per mano degli stessi assassini.
La donna era stata rapita e torturata per cinque giorni prima di essere abbandonata cadavere in una strada di Mosul.
Se ripropongo questa ennesima tragedia dell'odio e del fanatismo è perché la scarsa rilevanza assegnata all'evento la dice lunga sulla mentalità di tanto giornalismo "embedded".

Sotto la notizia così come è stata brevemente diramata il 25 settembre

A Mosul i miliziani dello Stato Islamico hanno ucciso pubblicamente, dopo cinque giorni di torture, l'avvocato attivista per i diritti umani Samira Saleh al-Naimi, accusata di apostasia. La donna era stata prelevata da casa lo scorso 17 settembre dopo alcuni commenti - postati su Facebook - in cui criticava la distruzione da parte dei jiahdisti di alcuni siti religiosi a Mosul. La pagina sul social network è stata immediatamente rimossa dopo la sua morte.
Si è detto estremamente scioccato dalla notizia il rappresentante Onu della Missione in Iraq, Unami, Nickolay E. Mladenov.
Secondo quanto riportato dal Gulf Center for Human Right la donna ha lavorato a lungo in difesa dei diritti dei detenuti e dei poveri. L'esecuzione, secondo il centro, sarebbe legata alla sua attività in difesa dei concittadini di Mosul. Il Gulf Center rivolge anche un appello alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali affinché sia effettuata "un'indagine immediata, imparziale e approfondita dell'esecuzione di Samira Saleh al- Naimi e di tutti gli altri crimini commessi dall'Isia, al fine di portare i responsabili di fronte alla giustizia". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Isis-attivista-irachena-uccisa-pubblicamente-mosul-9f9df1b2-c71e-4445-a6f2-2aa9d647555a.html?refresh_ce#sthash.2Soe63yw.dpuf

23.9.14

Scuola: Don Milani, il ministro Giannini e la fabbrica di saponette

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini continua a citare Loris Malaguzzi, Montessori, don Milani, ed altri a caso, come esempi di "buona scuola". 
A parte l'eterogeneità dei soggetti chiamati in causa penso, condiviso certamente da tutti coloro che hanno letto don Milani e conosciuto la sua scuola, che il don di Barbiana si stia rivoltando nella tomba (e anche Malaguzzi funzionario organizzatore a Reggio Emilia delle migliori scuole materne che l'Italia abbia mai conosciuto).
Cosa abbiano a che vedere costoro con chi "parla della scuola da venditori di saponette" - come Renzi, i suoi ministri e quelli che l'hanno preceduti - è misterioso.
[Nota: il virgolettato fa riferimento ad un pedagogista quale Benedetto Vertecchi, brevemente intervistato dal Secolo XIX
"Riforma della scuola,Vertecchi: «Don Milani non avrebbe avuto premi»" 

Trovate QUI l'articolo, sotto quello di Concita De Gregorio]



30.8.14

Quel senso d'affondamento

"In 12 mesi opere per 10 miliardi". Alle cifre in libertà sparate da Renzi, un Padoan, ministro dell'economia, più prudente dice che soldi non ce ne sono e non sa quanti se ne potranno recuperare a breve termine.
Il premier invece si era spinto ad ipotizzare uno sblocco di 43 miliardi per riaprire cantieri.

Nella realtà restano soltanto qualche decina di milioni: circa 200 quest'anno e 500 il prossimo e un regalo ai signori delle autostrade (Benetton, Gavio, Toto).

Ieri, da quello che si annunciava come un consiglio dei ministri epocale, è venuto fuori il solito topolino.
Sparite, rinviate o minimizzate le decisioni più spinose (scuola, giustizia, ecobonus, piano casa) lo "sblocca Italia" si è ridotto alla solita rutilante serie di proclami e promesse da parte del premier.
I soldi per i cantieri sono quelli già stanziati in precedenza ed ora spostati da un capitolo di spesa all'altro come in un gioco delle tre carte. Niente di sostanzioso.

Chi sentendo parlare di alta velocità Napoli-Bari, collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina, adeguamento statale Telesiana, autostrada Termoli-San Vittore, alta capacità terzo valico dei Giovi, gronda autostradale di Genova, alta velocità Brescia-Padova, nuovo tunnel del Brennero, autostrada Livorno-Civitavecchia, quadrilatero Marche-Umbria, completamento statale 291 e 131 (Sardegna), terza corsia autostrada Venezia-Trieste, ss 652 fondo Val di Sangro (Abruzzo), svincolo Laureana su A3 Salerno-Reggio, metropolitana Firenze, Napoli, Torino, investimenti aeroportuali (su Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno), ritiene siano cose nuove non s'illuda. Tutta roba già prevista e in parte finanziata da sbloccare.

Certo, tra le altre cose tirare di nuovo in ballo un adeguamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria fa temere o sperare (a seconda dei casi) nel paradosso di Keynes: spesa pubblica per riattivare l'espansione, anche scavando buche per poi ricoprirle.
Ma non è così. I soldi nuovi, come si è visto, sono pochi. Si tratta di far ballare quelli vecchi da una parte all'altra.
Dunque tanto fumo negli occhi.

Dubito che un Renzi qualsiasi riesca ad avviare un reale processo di trasformazione dell'Italia in senso progressista, anche se ne avesse davvero l'intenzione, e questo perché la sua statura politica non è troppo dissimile da quella di Berlusconi (senza che siano la stessa cosa).
E comunque la "razza padrona", come si diceva un tempo, è così incistata in ogni piega di questo disgraziato paese e i suoi interessi sono tali e tanti da rendere incredibile una scossa decisiva senza una rottura in qualche modo traumatica con il passato.

L'Europa, l'austerità, il debito pubblico, i parametri rigidi, c'entrano, ma solo fino ad un certo punto.
Renzi o non Renzi è il solito vecchio immobilismo e gattopardismo italico a spegnere la speranza specie in chi non è più abbastanza giovane da credere in una rivoluzione rigeneratrice.


26.8.14

Scuola: un'altra non-riforma

Per chi ha passato la vita nella scuola, prima da discente e poi da docente, sentir parlare dell'ennesima riforma "rivoluzionaria" dal consueto pulpito ciellino di fine estate, a Rimini, dal sempre osannato - chiunque esso sia - ministro in carica (la Giannini questa volta), fa... sorridere.

Quali siano gli interessi convergenti di cattolici integralisti e ministri a loro vicini è cosa risaputa: ottenere più soldi per la scuola privata a scapito di quella pubblica.
Ne hanno ricevuti a valanga dal 2000, complice il breve intermezzo del governo D'Alema che buttò alle ortiche il dettato costituzionale relativo al diritto di enti e privati di istituire scuole purché "senza oneri per lo Stato".

Questa volta l'idea geniale sembra quella di detassare gli istituti privati. Si vedrà.
È prematuro perder tempo ad analizzare le parole in libertà di un ministro che annuncia una riforma epocale da realizzare nei prossimi trent'anni a vaghi colpi d'indirizzi generici, in tipico stile renziano.
Sembra il consueto tanto fumo dal quale uscirà poco arrosto bruciacchiato.

Sconcertante la monotonia con la quale si pesta la solita vecchia acqua nel mortaio.
Annuncio dell'abolizione dei supplenti e dei precari. Come sia possibile a fronte di una riduzione dei docenti, visto che s'intende assumerne quattro per ogni dieci che andranno in pensione, resta un mistero della fede.
Riproposta di scatti stipendiali per gli insegnanti legati al merito e all'impegno piuttosto che all'anzianità e apertura a munifici sponsor privati per attrezzature di laboratori e quant'altro. La fine miseranda di analoghe pensate negli scorsi decenni non ha insegnato nulla.
Inglese e informatica dalle elementari. Ma ci sono già da tempo! Il problema è che non funzionano (come del resto l'educazione musicale e fisica).
Revisione legge Berlinguer sulle scuole paritarie. Quella appunto che dirottò sulle private un fiume di denaro pubblico. A sentire le parole del ministro, che ritiene "pregiudizi ideologici" la difesa dell'istruzione pubblica opposta alla privata, la revisione sarà ad ulteriore favore di quest'ultima.

Stefania Giannini comunque garantisce che dietro le proposte sorprendenti e rivoluzionarie che presenterà il suo boss Renzi c'è tanto lavoro "silenzioso". Già, c'è il ciellino Toccafondi.

19.7.14

Di Bunga Bunga non se ne può più

La ragazza "bisognosa d'aiuto" per la quale 
il capo del governo è stato "come la Caritas"
L'assoluzione del BungaBunga con cene "eleganti" a base di escort in stuzzicanti vestiti da suora e prostitute minorenni costringe, a malincuore, ad un commento.
Come tutte le cose che hanno stufato c'è una certa indifferenza.
Tutti, tranne forse Brunetta e Ferrara (in totale malafede) - e gli altri accoliti beneficiati - hanno capito da tempo chi è l'ex-cavaliere. Una burla ambulante che nessun paese civile avrebbe mai voluto alla guida della cosa pubblica.
Il popolo "ancora" di sinistra che il 25 aprile di vent'anni fa sotto un acqua torrenziale manifestò per le vie di Milano contro quello che con ogni evidenza era già un lucertolone alla Visitors, più che un "caimano", aveva totalmente ragione, ma, come sempre, fu sonoramente sconfitto.

Ciò che mi ha colpito ancora una volta è semmai la disparità di valutazione delle medesime prova tra primo e secondo grado di giudizio.
Non mancano motivazioni di lana caprina a carattere squisitamente giuridico a spiegazione del fatto, ma un comune cittadino, quale io sono, non può che essere sconcertato di fronte alla roulette russa della giustizia. Quale certezza di giudizio si può avere nel malaugurato caso si finisca imputati, senza possedere eserciti di avvocati, in questo benedetto paese? Possibile che tutto dipenda dai giudici che capitano e dalla loro personale interpretazione degli eventi? Perché questa alla fin fine è la sensazione che passa.

A me che Berlusconi fosse un puttaniere non è mai fregato assolutamente nulla. Come dire? Cazzi suoi!
Commentai ai tempi della ben più grave e definitiva condanna per frode fiscale (vedi sentenza integrale della condanna) che mi dispiaceva fosse messo fuori gioco dalle sentenze di tribunale anziché da ben più sostanziali ragioni politiche.
Solamente in un paese di pulcinella come l'Italia poteva essere ammesso al gioco politico cosiddetto "democratico" un miliardario padrone di un numero imprecisato di canali televisivi, giornali e riviste.
I risultati si sono visti.

Nello specifico chiunque abbia un minimo di buon senso sorride al pensiero che Berlusconi non sapesse l'età di Rubi Rubacuori o che gli sfuggisse l'importanza del peso di una telefonata del capo del governo ad una questura. Ma se per la corte d'appello non si configurano reati in tutto ciò, va bene. Sicuramente le motivazioni, quando verranno pubblicate saranno inappuntabili. Come lo erano quelle nel processo di primo grado.

In quanto a tutto il resto lasciamo che siano i moralisti bacchettoni a scandalizzarsi.
Cosa abbia fatto o faccia Berlusconi nel suo privato non interessa né mai è interessato. Ma in quanto personaggio pubblico resta sacrosanto quanto scrive Gramellini su La Stampa: Bungaburla
[ndr: sullo stesso post di "Articoliscelti" troverete anche, per quanto riguarda il risvolto giuridico: «Non ci fu la concussione», ecco perché Berlusconi è stato assolto (Ferrarella), Innocente a sua insaputa (Travaglio)]

12.7.14

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato". Ma a noi ci hanno rovinati quelli come lui

Sostiene Bertinotti: "Le feste mi hanno rovinato" (Fausto Bertinotti: “Le feste mi hanno rovinato)
Non le feste, caro Fausto, ma la pochezza politica e l'abitudine, tipica dei sindacalisti, di tromboneggiare dai palchi per poi scendere ai compromessi più scadenti a danno dei lavoratori.
Sostiene Bertinotti: "Ero così tanto distante da quel mondo [ndr: quello delle feste VIP alle quali si concedeva con voluttà] e ritenevo che nessuno potesse trafugare il mio volto [???] e cambiargli colore"
Non era il colore del volto il problema, ma la distanza tra la le vuote parole con le quali ubriacavi i tuoi fan e la pratica politica che esercitavi.
Sostiene Bertinotti: "È morta la sinistra. Non dico il comunismo, c’era stato il muro di Berlino a ricordarci le pietre che schiacciavano i nostri corpi [???]"
Non la sinistra è morta. A suicidarsi sono stati i partiti della sinistra i cui dirigenti, tu compreso, si sono identificati con il sistema di potere condividendone i privilegi e tradendo l'ideologia della quale continuavano a farsi portavoce.
Sostiene Bertinotti: "Abbassare il vessillo dei partiti, chiudere le sezioni..."
Non c'è più niente da abbassare, né niente da chiudere. Avete fatto, voi che tenevate in mano i partiti, piazza pulita. Rubato il rubabile non solo in termini materiali ma anche ideali, sottraendo la speranza a quanti avevano creduto in voi.
Sostiene Bertinotti: "Per tutta la vita abbiamo pensato che il nostro obiettivo fosse fare la rivoluzione. E s’è visto dove siamo giunti"
Ma di quale rivoluzione parli? Non c'è mai stata una rivoluzione all'ordine del giorno nei piani del PC post bellico e neppure il "compromesso storico" (definitiva, ma consapevole, messa in soffitta di ogni aspirazione a un cambiamento rivoluzionario nella speranza futura di arrivare al governo in alternativa alla DC) si è mai concretizzato in altro modo se non con l'inciucio spartitorio delle tangenti.
E poi dai! Tu sei arrivato da qualche parte. E quando mai uno che sprizza gioia per essere diventato Presidente della Camera pensa alla rivoluzione?
Sostiene Bertinotti: "Se tu nasci per cambiare il mondo, e poi il risultato è questo, non puoi cavartela con: scusate, abbiamo sbagliato (...) Sono un vinto"
Già, non puoi cavartela così. E soprattutto il mondo non ha mai avuto alcuna intenzione di farsi cambiare.
In quanto ad essere "vinti" conosco molti che vorrebbero esserlo come te, con liquidazione da nababbo, vitalizio, ecc.
Sarebbe stata una piccola, ma significativa "rivoluzione" anche solo opporti, insieme al plotoncino di mediocri luogotenenti dei quali ti sei sempre circondato, ogni qual volta i parlamentari si aumentavano prebende e privilegi.
Ed infine sostiene Bertinotti: "Far rinascere lo spirito, il senso, le idee rivoluzionarie nella grande prateria [sic!] degli esclusi, in quel popolo disordinato ma vitale. Sono barbari, però siamo nelle stesse condizioni dell’800 (...) E meno male che votano Grillo. In Francia votano Le Pen."
Quante sciocchezze. Sono passati poco più di cent'anni dalla fine dell'800, ma in realtà sono anni luce.
Le ragioni della disperazione di chi è fuori dal ristretto 1% dei super beneficiati dalla sviluppo economico globale sono molte, differenziate e complesse e non tutti sono esclusi e disperati allo stesso modo.
Però le responsabilità di chi ha permesso una tale divaricazione tra chi sta in "alto", come dici tu, e gli altri, è proprio dei politici come te, vuoti parolai inconcludenti anche quando un buon successo elettorale vi dava qualche possibilità contare.
Avete goduto di privilegi personali sempre più consistenti senza battere ciglio quando non siete stati colpevolmente collusi in scelte che con ogni evidenza nulla avevano di "sinistra".
Stupido io che per un periodo, per quanto breve, ti ho creduto e votato, lasciandomi illudere dal tuo linguaggio che parlava di "nuovo", come altri oggi si stanno illudendo con personaggi come Grillo o Renzi nella totale disgregazione di ogni valida alternativa di sinistra.

8.7.14

A quattordici anni dall'invasione dell'Afghanistan votazioni per un nuovo presidente

Inizi di aprile. “Le masse hanno vinto con il voto” sosteneva Abdullah Abdullah che i nostri informatissimi giornali davano come successore di Karzai alla presidenza del paese.
Mi era venuto da sorridere ad una simile affermazione nelle condizioni in cui si trova l'Afghanistan.
Trascinati da Bush in questa assurda guerra come in quella dell'Iraq ci siamo rimasti impantanati anche noi insieme agli americani senza cavare un ragno dal buco.
Adesso che l'esito del voto sembra favorevole a Ashraf Ghani, altro ex ministro di Karzai, Abdullah non sembra più tanto fiducioso nelle magnifiche sorti e progressive della democrazia votante. Infatti oggi a Kabul ha dichiarato di respingere i risultati del ballottaggio presidenziale che lo vedono sconfitto.
"Ho vinto io e presenterò il mio governo", ha detto.
È così che le masse vincono con il voto. Quasi come in Italia.

28.6.14

I numeri dicono tutto?

L’America, allora come oggi, era il sanatorio di ogni possibile statistica. Ci prendevamo grande cura delle statistiche. Cercavamo di capirle. Facevamo il possibile per mantenerle in salute. Per noi i numeri erano importanti, perché qualsiasi paura avessimo che la nostra mente potesse andare in pezzi veniva in gran parte esorcizzata dall’appagamento di sapere con precisione in quale modo eravamo spinti alla follia, a quanti decibel, a
quanti mach, a quale forza di resistenza aerodinamica. Per cui c’era come un trasferimento di pazzia, uno sdoppiamento, fra i numeri in sé e chi li creava e accudiva. Ne avevamo un bisogno estremo, era evidente. Con i numeri eravamo in grado di celare i dubbi. I numeri rendevano sopportabile il presente, preannunciavano gli impressionanti eccessi del futuro e fornivano una sottile configurazione illusoria ai ricordi del passato, per quel che valevano. 
(Don DeLillo, Americana)

Siamo affezionati ai numeri. Ci sembrano più sinceri delle parole. Obiettivi, incontrovertibili.
Ci piacciono le ricerche,specie se condotte da istituti e università qualificate. Tabelle e grafici non mentono.
Anche i singoli, quando ne hanno le competenze, si dedicano con passione a raccogliere dati e produrre mappe interattive che molto ci dicono sulle realtà indagate.
E allora qui troverete Il reddito degli italiani in ogni Comune
E qui Stipendi, l’Italia rovesciata - Il Sud più «ricco» del Nord
E ancora Gli homeless in Europa
Ma i numeri dicono davvero tutto?

NUMMERI   (Trilussa, 1944)

- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.


18.6.14

Renzi, il rush finale e le procedure d'infrazione europee

Renzi: "Siamo al rush finale. La settimana prossima potrebbe essere quella decisiva"
Quante volte abbiamo già sentito questo ritornello.
Aspettiamo la settimana prossima come si aspetta Godot
Arriva invece dall'Europa l'avvio di procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per i mancati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione
Ma Renzi non aveva detto paghiamo tutto entro settembre? Ah! Era una battuta di Crozza... No? 'azzo!

16.6.14

L'Adversaire


Tragedia di Motta Visconti. Il marito confessa. "Sono stato io".
Così i giornali e un po' tutti se l'aspettavano. Se è vero, un classico.
Casualmente sto leggendo l'Adversaire, romanzo-verità di Emmanuel Carrère, che tratta di un delitto in Francia, per molti versi simile a quello di Motta Visconti: collocazione sociale, età dei protagonisti, ambientazione,uccisione di moglie e due figli in tenera età.
Differiscono le modalità; anche più efferate quelle italiane (però il francese aveva eliminato, oltre alla moglie e ai figli, anche i propri genitori).
Interessante l'interpretazione degli eventi da parte di Carrère che, come sempre, mescola "le vite degli altri" alla propria.

30.5.14

Andy Rocchelli, fotoreporter pavese ucciso in Ucraina

Non c'è molto da dire quando si muore a trent'anni mentre si è impegnati a documentare una delle tante guerre cosiddette "a bassa intensità".
Una tragedia personale nel contesto di una tragedia collettiva quale sempre è la guerra sia di alta o bassa intensità, di prima o quarta generazione o comunque la si voglia definire.
Questo vuol essere solo un piccolissimo omaggio a uno sconosciuto fotoreporter, che, immagino, svolgeva con passione la sua difficile attività.

26.5.14

All'amico Giovannetti "Insieme per Pavia"

È successo quello che doveva succedere con, in aggiunta, la variante Renzi.
Nessuno poteva prevedere un tale successo personale, anche ipotizzando una sua non improbabile vittoria.
Casaleggio, con un aspetto da Nosferatu in parrucca, che inneggiava a Berlinguer a piazza del Popolo metteva i brividi. Chi ha vissuto quegli anni sa bene come "Lama frustaci" e Berlinguer, incapace di trasformare il successo elettorale in successo politico, non fossero esattamente degli idoli. Berlinguer ha avuto grandi colpe e chi ora lo idealizza non conosce la storia. I più giovani non sanno neppure chi fossero costoro.
Ma non è solo questo che ha fatto perdere voti al M5s.
A Pavia è tutta un'altra storia. Qui c'era "il formattatore" [sic!] che tanto piace ai pavesi e, pure a un livello incomparabilmente più basso, ha qualche tratto di somiglianza con Renzi.
Così Polizzi, uno che - con tutto il rispetto personale che gli si deve - di politica ne capisce anche meno dei sui leader nazionali, si troverà tristemente solo a fare opposizione in Consiglio comunale. Fuori dai giochi istituzionali, come era prevedibile purtroppo, anche gli unici che si erano battuti concretamente contro la "malapavia".
La "sinistra" non esiste (in quanto a peso politico) in sede locale, se non nelle illusioni virtuali di questo gruppo. E a livello nazionale sentire le puttanate televisive di Vendola sulla lista Tsipras, che per fortuna ce l'ha fatta a raggiungere un risicato 4%, fa solo incazzare.
Non vedo grandi possibilità di scalzare al ballottaggio il pupo-sindaco.
Se in quel museo degli orrori che è il Pd pavese ci fosse stato un "renziano" con una certa visibilità magari qualche possibilità ci sarebbe stata. Ma Depaoli, decisamente meglio dei renziani e anche di quel sepolcro imbiancato di Cuperlo che è venuto a sostenerlo nei meandri del sindacato, non ha appeal personale, ora più che mai imprescindibile per fare politica.
Voterò "il Depa" al ballottaggio e mi auguro che questa sia la scelta di tutti coloro che detestano, più che Cattaneo, i referenti di questa giunta. Intanto la mia, e non solo mia, vocazione a votare i perdenti temo proprio non verrà smentita.
Contiamo quantomeno quale divario c'è tra i due schieramenti ché, magari, potrebbe servirci per le prossime elezioni.


23.5.14

Politica a Pavia: dichiarazioni di voto

Siamo alle dichiarazioni di voto.
Giovannetti o Vanetti? Oh signur che rebelòtt!
I candidati sono Veltri e Dagrada.
Beh! Ci sono anche la Felicetti e Polizzi che se non altro sono ggiòoovani.
Il pentastellato Polizzi è inchiodato dai sondaggi all'8%. Fantasorpresone. Chissà che di questi tempi rabbiosi non ci arriva lui (tanto per usare il congiuntivo alla sindaco-ingegnere) al ballottage (si le maire-ingénieur n'obtient pas la majorité requise au premier tour).
E poi c'è il vero competitor di @alesindaco. Depaoli. Faccia pulita, buone intenzioni, persona "per bene".
Lo voterei volentieri il Depa che oltretutto "si è laureato con una tesi sugli Skiantos e Feakantoni" come dice la Bonanni, impareggiabile organizer and animator di generazioni spaziomusicalpavesi (e quel "fiːk" al posto di freak della grande Daniela nella lettera agli amici è tutto un programma).
Non è un trascinatore di folle "il prof" e non ha il sorriso ammaliante del pupo-sindaco, ma di sicuro ci sa fare con i congiuntivi. Peccato che dei congiuntivi non sbatta una bella minchiazza a nessuno.
Sì, lo voterei. Tra i scesi in campo è quello che decisamente preferisco.
Ma c'è un ma e non da poco. Il cavallo di Troia pieno di marpioni targato Pd pavese che si trascina.
I boss locali, i cui nomi tutti conoscono, discendenti della peggio Dc e del peggio Pci, non sono evaporati. Solo defilati: "Vai avanti tu che mi viene da ridere".
Se Depaoli ce la fa a conquistare il Mezzabarba poi a far scempio ci pensano loro. Come sempre.

PS
Ho visto e condiviso il riassuntone di Giovannetti "La mai finita Tangentopoli pavese".
Mi chiedo confuso: dove sta la differenza tra prima ed ora?
Perché dovrei votare, all'improbabile ballottaggio, il ritorno di quelli di prima se facevano le stesse cose di quelli di adesso?


19.5.14

Pavia. Ultimi fuochi di una scialba campagna elettorale. Cuperlo in campo per il PD

Aderendo all'invito di un sindacalista pavese in servizio attivo offeso per la definizione di "sotterranei" data da me alla sala congressi della Camera del Lavoro di Pavia ci "ho fatto un giro", come mi chiedeva lui, in occasione dell'arrivo in città di Cuperlo a sostegno della campagna elettorale di De Paoli.
Concordo. La sala, ristrutturata, è migliorata. Più colorata e meno tetra che in passato, ai tempi della mia fin troppo intensa frequentazione.
Ho rivisto vecchie conoscenze e qualche amico, valutando con una certa tristezza l'età avanzata dei partecipanti al comizietto elettorale di Cuperlo (tranne davvero poche new entry come il sindacalista, nonché consigliere comunale).
Per lo più persone che non avevano certo bisogno di essere convinte a votare PD.
Confesso di essere stato tentato anche da una certa curiosità per Cuperlo. Cosa può spingere uomini e donne intelligenti, per molti dei quali nutro rispetto, a sostenerlo tanto convintamente?
Cuperlo è un politico perbenino, da salotto buono, una specie di Montezemolo in quarto, abito scuro, cravatta, capello curato, tono soft.
È arrivato con il suo compitino e lo ha snocciolato lì da bravo scolaretto raccogliendo qualche applauso nei passaggi più scontati, vantandosi pure "di non essere uno che buca il video".
Peccato che nei tre quarti d'ora del suo piccolo show non abbia detto una cosa che fosse una degna di nota.
Assenza totale di autocritica. Tutta le responsabilità di quanto è successo in Italia negli ultimi anni lo ha tranquillamente addossate agli altri, quasi che il suo partito fosse sempre stato all'opposizione e immacolato.
Una lettura della "crisi" disarmante per povertà analitica venata di un pietismo d'accatto, di stampo cattolico (non si è neppure risparmiato un richiamo a Maritain) per i più socialmente sfortunati.
Anche quando, concessione alla moda, ha citato Keynes lo ha fatto scordando come abbia funzionato in certi casi e non in altri, senza aggiungere che lo stesso barone di Tilton aveva messo in guardia dal pensare che la sua fosse una medicina miracolosa buona per tutti gli usi.
Parlando con accorata doglianza della caduta del Pil si è ben guardato dall'accennare alla follia di un Pil che dovrebbe crescere all'infinito, lamentando solo che in Italia non si costruiscano più tante belle automobiline e vespette come un tempo.
Non un cenno alle ragioni per le quali Grillo riempie le piazze oltre ogni dire mescolando indubbie verità ad immense cazzate, mentre lui, pure già in lizza per diventare segretario nazionale, si ritrova con una manciata di persone un po' vintage - e mi ci metto pure io! - e quadri sindacali o di partito in una saletta confederale (per quanto ristrutturata).
Nulla sul fatto che il PD sarebbe ormai fuori gioco completamente se non avesse trovato sulla sua strada un "salvatore" tipo Renzi capace di sparare bubbole accompagnandole con una manciata di euro per un elettorato disperato (e questo silenzio è comprensibile considerando che avrebbe potuto essere Cuperlo stesso l'affossatore definitivo del PD se Renzi non l'avesse spazzato via).
Niente sulla malapolitica pavese, sulla 'ndrangheta, sulle slot, sulla passata disastrosa amministrazione comunale targata PD il cui influente vicesindaco è finito da poco in manette e che ha spalancato le porte all'attuale sindaco uscente berluschino, "il più amato d'Italia" [sic!] a dar retta alle cronache.
Si è soltanto detto fiducioso che il povero De Paoli (la cui unica colpa è quella di "essersi fatto tirare da mezzo") una volta eletto saprà conoscere uno per uno i problemi dei singoli cittadini pavesi e risolverli.
Silenzio tombale infine sull'Europa e problemi connessi.
Un tempo "seguiva dibattito", ma ora tutti in piedi e a casa ché si sono fatte quasi le otto ed è ora di cena.
Non prima però di essersi pigiati deferenti intorno al grande oratore venuto dalla capitale per un complimentoso salutino.

PS
Speriamo che venerdì 23 marzo alla sala San Martino di Tours per la chiusura della campagna elettorale di "Insieme per Pavia" l'atmosfera sia un po' più frizzante.
Confido per questo nel mio amico Bolis.

18.5.14

Grillo. Dedicato a chi (forse) non aveva mai visto i suoi spettacoli o (forse) allora applaudiva ed ora si scandalizza

Correva l'anno 1997 e Grillo portava in tournée l'ottimo spettacolo di critica alla pubblicità.
Ricordo bene però che la battuta gratuitamente volgare rivolta alla vecchina della pubblicità della candeggina Ace non mi divertì. Non per altro, ma per l'inutilità dell'insulto in un contesto di intuizioni intelligenti.
Si trattava di una aggiunta estemporanea al testo "ufficiale" pubblicato (che ho riprodotto). Estemporanea fino ad un certo punto perché Grillo, conoscendone l'effetto, la ripeteva uguale a se stessa ad ogni replica (come per ogni altro professionista che si rispetti l'improvvisazione è soltanto una sensazione ad uso di chi ascolta).



Mi meravigliai che intorno a me gli spettatori scoppiassero a ridere e applaudissero convinti.
Grillo, allora come ora, sapeva come vellicare il suo pubblico, ero io a non capire.
Più tardi - ma l'ho scoperto solo ora cercando il video d'epoca di Grillo su Youtube - la stessa vecchia signora è diventata, ripetitivamente, oggetto degli strali di un altro comico (Paolo Hendel, non meno pesantemente volgare).
Conclusione: a molti piace questa comicità grassa e facile. Non è certo una novità. Ne è piena la storia del teatro.



13.5.14

"Santini elettorali"

Spam e gusto dell'orrido dei "santini" elettorali non sono il peggio.
Inquietante è l'esercito dei "candidati" a caccia di un seggio.
Una pletora d'individui giovani e meno giovani senza preparazione politica (e spesso anche culturale) che mai si sono impegnati in alcunché, ma si aggregano a un carro, qualsiasi esso sia, sperando di farcela in mancanza di altra occupazione.
Dilettanti allo sbaraglio attratti dal "mettersi in politica" come modo facile per sfangarla e magari far carriera e soldi (più o meno lecitamente, ma chissenefrega! Intanto i Frigerio, i Greganti e le migliaia di corrotti e corruttori che li hanno preceduti e seguiti non affondano mai veramente perché i loro partiti sono sempre lì, con nomi sempre diversi, a fare le stesse cose).
Un po' come partecipare a un concorso pubblico. Se va bene, o si hanno le giuste raccomandazioni, è fatta.
Tristezza! E pensare che in altri tempi persone che politica la facevano sul serio e s'impegnavano davvero con l'ingenua speranza di migliorare il mondo, snobbavano le candidature.
Forse colpa di Aureliano Buendìa che da Macondo sentenziava:"Perderemo tempo finché quei cornuti del partito continueranno a mendicare uno scanno in parlamento."

7.5.14

Fassino... e tanti altri come lui


"Dito alzato io? Ma figuriamoci!"
Il problema di Fassino, sindaco di Torino non è il dito alzato verso chi lo contesta e la conseguente perdita di bon ton.
Ma chissenefrega! Le buone maniere, come il buon gusto, li lasciamo senza rimpianti al passato e agli ipocriti che abbondano anche nel presente.
Il fatto è che Fassino, come tanti politici, è un bugiardo, un contaballe cronico, e nega l'evidenza fintanto che non è preso con le dita nella marmellata (una immagine col dito alzato, una intercettazione telefonica con espressioni d'euforia per avere messo le mani su una banca ecc.)
Allora si arrampica sui vetri nel puerile tentativo di rivoltare la frittata per far credere che lui non ha mentito, ma è solo stato mal interpretato.
Brutti tipi quelli come Fassino. Hanno disfatto la sinistra della quale pretendevano di essere interpreti, e sarebbe il meno. Il guaio è che hanno fattivamente contribuito a ridurre l'Italia nello stato attuale e davvero non si vede quale sia stato il loro contributo positivo sia come "politici" sia come "amministratori".


1.5.14

Voto utile per Pavia

Leggo su "Dire, fare baciare" e sul Ticino la lettera, comunicato, presa di posizione, riassunto di buone pratiche - non so come definirla - firmata da 4 noti pavesi.
Non si può che condividere, ovviamente.
Nel clima rissoso di stampo preelettorale ciascuno ha i propri amici e cerca di tirarli in ballo.
Le firme in calce al testo non significano necessariamente adesione politica o dichiarazione di voto per "Insieme per Pavia".
Sembrano più che altro un non troppo impegnativo attestato di stima per le buone iniziative intraprese a fronte di speculazione, corruzione, malaffare presenti a Pavia come e più che altrove.
Del resto i firmatari, non potrebbero essere più "politicamente" distanti l'uno dall'altro.
Quattro persone "per bene" come tante, sicuramente la maggioranza dei pavesi, indignate per come vanno le cose in questa città e solidali con chi ha denunciato e per questo è stato intimidito e oggetto di violenza.
Ma nonostante le apparenze che farebbero pensare a una condivisione dell'informazione ormai generalizzata prima per gli utenti di internet ed ora più che mai con l'esplosione dei social network, è da tempo risaputo come troppa informazione equivalga a nessuna informazione.
Dunque quella maggioranza di persone "perbene" che condanna senza mezzi termini ogni sorta di malaffare e s'incazza su tutto, non sembra troppo consapevole del fango nascosto sotto la crosta sonnacchiosa della città e la patinata immagine del suo giovane sindaco. Così quando i pavesi votano finisce sempre che fanno vincere gli stessi partiti di sempre (fatta salva l'incognita 5 stelle).
Il sapere che i politici locali, in sintonia con quelli nazionali, siano prodighi di promesse mai mantenute e coinvolti in ogni genere di scandali sembra non avere alcuna influenza sulle loro scelte.
Questa la ragione per la quale l'appello "a difesa della legalità a Pavia, contro ogni genere di corruzione e di infiltrazione mafiosa" (come si legge sul locale giornale cattolico) dei quattro volonterosi personaggi temo si concretizzi difficilmente in un assist elettorale a "Insieme per Pavia".
Legittimo l'uso elettorale che se ne fa, ma il protagonismo dei partitini più o meno di "sinistra" che tutti insieme faticano a raggiungere un misero quattro per cento, il culo di pietra del locale PD, l'arroganza un po' volgare di taluni e i voli pindarici di altri che pur giustamente hanno tentato di costruire una specie di fronte comune contro l'affarismo e i politici poco raccomandabili che influenzano le scelte in questa città depongono assai sfavorevolmente sul futuro prossimo di questa città.


24.4.14

Napolitano e Cossiga ieri sera a Otto e mezzo dalla Gruber (la macchina del tempo)


Due giovani parlamentari ieri sera ospiti di Lilli Gruber in TV: Giorgio Napolitano, 35 anni e Francesco Cossiga, 33 anni. (Correva l'anno 1961)


19.4.14

Arsenale di Pavia. Un dibattito da mantenere caldo

La sera del 16 aprile al collegio Valla si è tenuto un incontro organizzato dall'Arsenale Creativo (chi è di Pavia sa di che si parla).
Il fatto che un gruppo di giovani si impegni per la salvaguardia di una vasta zona centrale di Pavia adiacente al Ticino dove sorgeva, su un'area di 150mila metri quadrati, lo Stabilimento del Genio militare sembra degno d'attenzione nel plumbeo grigiore della politica pavese.
La sorpresa positiva è stata una folta partecipazione di pubblico (raccogliere centocinquanta-duecento persone in questa città per un appuntamento di tal fatta è un successo).
La sorpresa negativa è stata la passerella dei candidati sindaci intenzionati a sfrattare dal Mezzabarba il sindaco Cattaneo - che da parte sua si è ben guardato dal presenziare ad una assemblea dove sapeva a priori di non poter raccogliere voti.
Hanno detto tutti, assessore in carica Galandra compreso, ma non in rappresentanza del sindaco, quello che il pubblico voleva sentirsi dire. L'area (fluviale e soggetta a limiti) deve restare alle Amministrazioni locali e a disposizione dei cittadini. Qualsiasi cosa venga fatta avrà un carattere di pubblica utilità. Con alcuni immediati distinguo però. Beh! Qualche abitazione privata può pure starci. Se no dove si prendono i soldi?
Ottimisticamente qualcuno ha ricordato che in giro c'è una massa di denaro liquido a costo praticamente zero (penso si riferisse a tutta la cartastraccia messa in circolazione soprattutto da Stati Uniti e Giappone, che ha arricchito solo pochissimi privilegiati, e agli euro regalati alle banche).
Come questi soldi potrebbero arrivare all'Arsenale resta un mistero. Banche e privati con le tasche gonfie se investissero lo farebbero per trarne profitto. Il benessere della cittadinanza non è mai stato nei loro pensieri.
Comunque l'area al momento è ancora di proprietà demaniale e l'intenzione del ministero dell'Economia è venderla (non necessariamente al miglior offerente, ché si sa come lo Stato finisca sempre con il privilegiare i soliti noti quando si privatizza e si dismettono beni pubblici).
E in effetti l'Amministrazione comunale in carica si è portata avanti varando un piano regolatore che prevede in loco la costruzione di palazzi lungo il fiume per oltre 1700 abitanti.
Tra gli intervenuti c'è stato chi ha prospettato la possibilità di una "variante" al Pgt, chi invece ha tuonato che l'unica destinazione per il piano regolatore da poco approvato è il cesso e già si è fatto promotore di un ricorso per inammissibilità direttamente rivolto al capo dello Stato.
Sullo fondo i desiderata di questo e di quello: negli edifici ristrutturati dell'ex caserma collochiamo le scuole, il tribunale, la biblioteca, cinematografi e ristoranti, impianti sportivi e chi più ne ha ne metta.
Conti senza l'oste, considerando che tutto è in alto mare e tra gli aspiranti sindaci presenti le chance per detronizzare il telegenico sindaco uscente, il più amato d'Italia, come le ben note cucine, sono pochine.

16.4.14

Esilarante (il Blog di Beppe Grillo)

 link alla pagina
Pagina "fotografata" la sera del 14 aprile.
Si commenta da sé

Esilarante non sembrerà il termine giusto, magari il suo contrario, rattristante, sì.
Ma la pagina del Blog di Grillo - che non vedevo da un pezzo perché francamente inguardabile - è, se possibile, peggiorata ulteriormente.
Non solo è farsesca, ma "esilarante" nel senso che da alla testa, stordisce e ottunde, proprio come l'omonimo gas.
Non è questione di "cattivo gusto" né dell'ingiustificato rilievo offerto dai media alla brutta storpiatura della poesia di Primo Levi. Quello che più colpisce sono l'impaginatura, i titoli, le pubblicità. Una accozzaglia di strilli, incultura, beceraggine degni di Daily Mirror, Sun, Bild Zeitung o, in Italia, Libero, Giornale e un altro novanta per cento di stampa, TV, Blog e siti internet esistenti.

Ciò nonostante non penso che Grillo sia un "fascista" né che gli eletti del movimento cinque stelle siano tutti "idioti" (del resto ad essere "meglio" degli "altri" ci vuol poco).
Mi infastidisce chi continua ad attaccarli con la bava alla bocca come un cane rabbioso e perlopiù su argomenti secondari.
Molti tra gli eletti si danno un gran da fare e sono meritevoli di tutto il rispetto (penso ad esempio, in sede locale, alla Nanni, fino a prova contraria, encomiabile consigliere regionale lombardo).
Dirò di più: sottoscrivo molti assunti del M5s, specie per quanto riguarda la critica radicale ai comportamenti del ceto politico e alle scelte dei governi che si susseguono in questo disgraziato paese.
Se non riesco a condividerli non è neppure per una questione di "stile" o perché la mia formazione politica è anni luce lontana.
La ragione è di sostanza comunicativa, superficialità critica, inattitudine autocritica.
I cinquestelle parlano alla pancia delle persone, ne istigano i peggiori istinti, evocano scenari immaginari che potrebbero generare reali catastrofi, un po' come apprendisti stregoni privi delle necessarie conoscenze per controllare le magie provocate.
I limiti inaccettabili dei pentastellati stanno nelle carenze concettuali, nell'incerto orientamento ideologico, nella confusa concezione democratica di chi li guida (e dai quali non possono affrancarsi, pena lo sfascio).
Il fideismo incondizionato nei confronti dei "capi" e degli strumenti di consultazione della base da loro controllati - per quanto buone possano essere le intenzioni - è pericoloso.
I militanti finiscono con l'accettare e seguire le indicazioni degli esecutori materiali della propaganda, a prescindere da Grillo, come i bambini di Hamelin seguirono il pifferaio, senza sapere dove li avrebbe condotti.

Nota:
Ovviamente i link e le pubblicità all'indirizzo della pagina al quale è diretto il clic sull'immagine cambiano costantemente.
Particolarmente gustoso nella giornata in oggetto (il 15 aprile) quello che recitava: "La Terra di Mezzo di Tolkien è Realmente Esistita?"
Cliccandoci sopra si arriva a TzeTze sito sempre creato e gestito dalla Casaleggio Associti e di riferimento per il Blog di Grillo.
E lì pubblicità e notizie sono anche più strabilianti, tipo...

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: L'Istituto TavistockMacrolibrarsi.it presenta il LIBRO: 400 Anni d'InganniMacrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Terapia Chelante



Carte degli Illuminati: Passato, Presente, Futuro

Viator

C'è chi scorge tra le sue figurine lo spettro di una cospirazione. Chi si dice convinto che contengainformazioni provenienti dal  futuro.

Per molti altri invece l'idea che il Gioco di Carte degli Illuminati possa nascondere gli indizi di un reale complotto in via di realizzazione è semplicemente risibile. A loro avviso nelle oltre 350 figurine che ne compongono l'ossatura sarebbe infatti raffigurato praticamente qualsiasi grande evento che possa accadere nella nostra epoca.

Diamo una occhiata al vecchio gioco ideato da Steve Jackson, e proviamo a farci una idea più chiara riguardo la leggenda che da oltre un decennio gli aleggia intorno. [...]
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