29.11.08

I figli della mezzanotte

Per comprendere anche solo una vita, dovete inghiottire il mondo. Ve l'avevo detto. (Salman Rushdie, I figli della mezzanotte, Garzanti, 1984)

Ho riletto questo libro dell'80 qualche mese fa. È il miglior romanzo di Salman Rushdie - più celebre, per ragioni extra letterarie, per i Versi satanici. La mezzanotte è quella del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, e il protagonista, Saleem Sinai, è il primo dei milleuno bambini nati tra mezzanotte e l'una di quella memorabile data. Tutti posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini se non lui e il suo negativo alter ego, nato nel medesimo istante.

Sono oltre cinquecento fitte pagine in cui s'intrecciano destini e storie più o meno memorabili a partire dal buco in un lenzuolo nella vallata del Kashmir, sul lago di Srinagar, fino ai sapori dei barattoli di Pinckle del quale Sinai, che guarda il mondo con gli occhi del bambino mai completamente estinto in lui, si fa imprenditore. Si passa dal Pakistan all'India, da Bombay a Delhi attraverso guerre, rivolte e tracolli economici ed emotivi trattando con magico realismo la massa informe di una materia troppo grande per essere dominata. Padma, la serva-padrona del protagonista, liquida rudemente il tutto come "un mucchio di chiacchiere". Ma il vero centro di gravità del libro non è Sinai e la truppa di familiari e personaggi intorno a lui, bensì la Storia dell'India, ed inevitabilmente del Pakistan, che s'interseca con le vicende individuali. Una storia di conflitti di potere, classi dominanti e miserabili, sempre gli stessi, da una parte e dall'altra anche se cambiano nomi e circostanze. Una storia apparentemente senza uscite ne speranze, segnata da corruzione e grandi esplosioni di violenza. Tragica in sé, benché si tinga di comicità quando si mescola alla commedia della vita dei singoli.

Ho ripensato al libro in questi giorni davanti alle incomprensibili immagini di quanto avveniva negli alberghi di Mumbay, per l'idea che dà, pur letterariamente distorta, dell'India e della sua storia.
Questo è il primo atto terroristico dell'era Obama. Un caso? Forse si, forse no. Le ragioni dei massacri sono tante, ma quelle politiche-religiose sembrano le più ricorrenti. Non si era ancora conclusa la vicenda indiana e in Nigeria, nel cuore dell'Africa, l'odio tra cristiani e musulmani ha provocato scontri con centinaia di morti (si parla già di cinquecento, più di quelli degli alberghi di Munbay, però questi "pesano" di meno)
Possiamo condannare il terrorismo in ogni sua forma e cercare tutte le Al-Qaida che vogliamo dietro agli eventi, ma ciò non toglie che, adeguati i metodi ai tempi, le ragioni restano simili a se stesse. Ci sarà sempre qualcuno così disperato, o ideologicamente così fragile, da lasciarsi convincere a compiere gesti ripugnanti per il comune senso d'umanità. I mandanti sanno come e dove reclutarli.
Sembra poi ci siano individui al mondo la cui sensibilità non varca i confini del sé. Il resto dell'umanità per costoro non è composto da persone con il loro raggio di contatti sociali, affetti, emozioni, sentimenti, ma da "gente" indifferenziata senza valore alcuno. Vale per i terroristi, i torturatori, i massacratori, i violentatori e gli sfruttatori in ogni tempo e in ogni latitudine. Il rispetto per l'altrui dignità è un concetto estraneo alle loro menti.

26.11.08

Luxuria, Biagi, Gramsci, Social Card. Tre cazzate e un po' d'elemosina



Esultano quelli di Rifondazione perché Luxuria ha vinto e la vogliono al parlamento europeo. Luxuria è una simpatica ed intelligente signora che conosce la differenza tra tolleranza e convivenza. Ha fatto onore al suo mandato parlamentare e la scelta di partecipare a L'isola dei famosi sono fatti suoi. Ma... chissenefrega!

A Enzo Biagi i rancorosi consiglieri della destra milanese hanno negato l'Ambrogino d'oro alla memoria. Ma... chissenefrega! (Sia dell'Ambrogino in generale, sia che non l'abbiano dato a Biagi in particolare. Se lo conservino per Ligresti)

Secondo un prelato Antonio Gramsci (fondatore dell'Unità quotidiano ex-comunista, per chi non lo sapesse) convertito in punto di morte sbaciucchiava santini. Glielo hanno detto le suore. E beh, anche se fosse? Per chi conosca qualcosa di Gramsci è assai difficile crederlo a meno che non si sia bevuto il cervello in punto di morte, cosa non impossibile, specie con delle suore vicino. Ma... chissenefrega!

Tremonti ha presentato la Social Card. Si tratta di un bonus di 400 euro al mese. Beneficiari: tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro, gli anziani di età compresa tra i 65 e i 69 anni con redditi fino a 6.000 euro l'anno; gli ultra-settantenni con redditi o pensioni fino a 8.000 euro l'anno. I richiedenti dovranno essere proprietari di una sola casa e una sola auto (due per le famiglie con figli piccoli) e titolari di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas (due per le famiglie). Inoltre non dovranno possedere più di 15.000 euro di risparmi.
Una elemosina, ma meglio di niente. Questa volta i suoi colleghi europei sono più "creativi" del nostro ministro. Però mi chiedo come, con entrate del tipo richiesto, si possa mantenere un'auto (chissà perché due se si hanno figli piccoli!). Senza contare che una banale multa per divieto di sosta si mangerebbe tutto il bonus mensile. Men che meno comprendo due utenze di luce e gas che significano mantenere una seconda casa. Inoltre quanto sia costata l'operazione d'invio delle lettere agli aventi diritto e d'emissione delle tessere bancomat (e a beneficio di chi) nessuno ce lo dice.

25.11.08

Menti e dementi

(Giannelli, corriere.it)

«Dovevi vederlo il barbone dentro al fuoco...». E giù una bestemmia. «Gli ho buttato addosso tutta la benzina che avevo. Lui non fiatava, dormiva». L'auto andava e Alessandro Bruschi parla, parla. Non sapendo che ad ascoltarlo, oltre alla sua fidanzata, c'è anche una batteria di microspie. Non erano trascorse nemmeno 24 ore da quando il clochard Andrea Severi era stato trasformato in una torcia umana. Ne parlavano a tutta pagina i giornali e le tv. E Alessandro, 20 anni, una vita dietro al bancone di un bar, non si tiene. Parla. «Si vantava» dicono gli inquirenti. Convinto di aver compiuto chissà quale eroismo. «Dovevi vederlo. Le fiamme che si alzavano. E quello lì che fa uno scatto e poi casca dritto...». Attimi di silenzio nell'abitacolo dell'auto. La ragazza (che ha poi confermato tutto agli inquirenti e della quale non è stato reso noto il nome) tace. Alessandro riparte: «Avessi visto come si dimenava, urlava, quante fiamme (e giù un'altra bestemmia, ndr)... Poi siamo dovuti scappare...». «Hai visto? Ne parlano tutti, che roba...». Ci scherzano, anche: «Gli abbiamo dato una bella scaldata...».( corriere.it )

21.11.08

Vaudeville alla commissione vigilanza RAI. E bravo Villari!

Villari allieta i commissari a "salvaguardia delle istituzioni"

Sponsorizzato da Mastella che vanta d'averlo scoperto - e la scuola si vede - ha deciso di tenersi incollato alla sedia di presidente. Non capita mica tutti i giorni!
Apparentemente ha ciulato tutti, ma di sicuro un impresario ci sarà alle sue spalle...

Intanto prosegue lo sport preferito dalla sinistra: scannarsi a vicenda. Veltroni-D'Alema, Latorre-dipietristi ecc.

Ovviamente alla stragrande maggioranza degli italiani non frega una beata mazza né della commissione di vigilanza, né di Villari, né della Rai. Forse i così detti "utenti del servizio pubblico" vorrebbero solo potere non pagare più il canone per un servizio privato del presidente del consiglio spalleggiato dalla pochezza della "opposizione". O forse hanno fatto il callo a tante nefandezze che non gli importa più ninte di niente.
Se la cantano e se la ballano nelle stanze del potere e nelle redazioni mentre i conti li paghiamo tutti noi.
PS. Se vi interessa leggetevi il commento di Pancho Pardi Villari, servitù volontaria

19.11.08

Consueto ridicolo balletto per la vigilanza Rai. Scelta bipartisan su un giovane ottantacinquenne

Villari se ne va? Si no forse chissà. Chi se ne frega. Tutti d'accordo sul mettere lì al suo posto un intoccabile sepolcro imbiancato. Sergio Zavoli, giornalista per tutte le stagioni, dal fascismo ad oggi, e sempre (mooolto!) vicino al potere. Cosa abbia avuto d'indimenticabile il suo periodo alla presidenza Rai qualcuno dovrebbero ricordarcelo perché non ne è rimasta traccia. Forse più memorabili le sue cronache al giro d'Italia.

Non ho mai tifato Di Pietro, anche quando tutti, da destra a sinistra, lo osannavano in un orgia di giustizialismo. Non riesce ad abbandonare il piglio dell'ex poliziotto che è saltato fuori prepotente quando ha fatto la cagata di affossare la commissione d'inchiesta sul G8 genovese. Tantomeno sono un sostenitore di Leoluca Orlando. Tuttavia le colorite invettive di Di Pietro contro il cavaliere, paragonato prima a Videla, il sanguinario dittatore argentino e poi definito "corruttore politico che si compera tutti" me lo rendono più simpatico. Che dire del ruolo di Uolter nell'intera vicenda? Penoso come al solito.

16.11.08

Dove va la Gelmini

dalla Provincia Pavese: Abelli e Gelmini

MONTECATINI TERME
Maria Stella Gelmini è accolta come una star, come l’eroina del Pdl che ha saputo resistere agli assalti della sinistra e della piazza. Soltanto Berlusconi riceve tanti applausi ai convegni di Fi: il ministro dell’Istruzione sembra diventata una leader del suo partito. E lei, ai giovani dei circoli di Marcello Dell’Utri
[ndr: Dell'Utri condanna a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa] ricorda che tutto il merito è del «Presidente Berlusconi», che in Consiglio dei ministri ricorda sempre di agire e pensare come «un buon padre di famiglia». (lastampa.it) [sic! e risic!]

La Mariastella va a Montecatini, ma ben si guarda dall'incontrare gli studenti e i rettori delle università. Anche ai suoi amici di centrodestra di Vigevano ha dato buca. Invitata per l'inaugurazione di una scuola non si è fatta vedere. Forse temeva anche lì il confronto con i genitori che l'aspettavano con uno striscione. O forse era troppo impegnata nella cena a casa di Abelli, a Broni, pochi chilometri da Vigevano. [ndr: Giancarlo Abelli, discusso politico di lungo corso del pavese, mammasantissima della sanità lombarda (a lui devono la nomina i 47 direttori generali delle Asl e ospedali lombardi), superassessore di Formigoni, vicecoordinatore nazionale di FI]

Intervista a Giancarlo Abelli per Anno Zero

15.11.08

Roma, l'onda non si ferma

Prosegue la mobilitazione studentesa contro la legge 133 e la politica governativa di distruzione della scuola. Ecco un po' di sani fischi davanti a Montecitorio. Non so con quali risultati, ma questi nostri ragazzi con le loro speranze nel futuro - così sanamente diverse da quelle del popolo di plastica di Amici - sono l'unica luce in questo paese oscuro.

14.11.08

Scuola Diaz. Assolti massacratori e mandanti. Lievi condanne per gli esecutori meno furbi

Non c'è rischio di regime, siamo già in un "regime". Poliziotti torturatori, fascisti a capo delle forze armate, prefetti (quello di Roma) licenziati perché troppo legalitari, opposizione - per quanto timida - estromessa da qualsiasi controllo sulla televisione pubblica, un capo di governo che possiede tutte le principali televisioni private e istiga apertamente i suoi scagnozzi a far tacere la Rai (e si ritorna a parlare di mettere il bavaglio ai BLOG)...
Si potrebbero riempire pagine e pagine di nefandezze fatte, pensate, e in via d'attuazione. Unico dato positivo. Studenti e sindacati (ma la non la Cisl) che oggi manifestano a Roma.

12.11.08

Volete incazzarvi? Leggete quanto ci costa il "reinserimento sociale" di Mastella e soci

I costi della politica: più 100 milioni corriere.it

Non siete abbastanza incazzati? Volete incazzarvi di più? Leggete quanto ci costa un consigliere regionale (più del doppio del governatore della California!) o gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Siamo economicamente alle corde, ma il "reinserimento nella vita sociale" di signori non certo privi di redditi come Clemente Mastella, Alfredo Biondi, Armando Cossutta, Pecoraro Scagno e via discorrendo lo paghiamo a caro prezzo, neanche fossero pericolosi delinquenti appena usciti dalle patrie galere.

Dobbiamo l'aggiornamento dei dati ai soliti Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella ai quali non sappiamo se essere grati per l'informazione o mandarli a quel paese per il sangue marcio che puntualmente ci causano.

11.11.08

Ciao Pata Pata!

"Miriam Makeba is dead": è morta Mama Africa e con lei se ne va un altro pezzo di anni sessanta, lotte per la libertà, speranze in un futuro migliore. La vogliamo ricordare giovane come nel video, anche se non ha mai smesso di volere un mondo diverso dove i delinquenti al potere alla fine risultassero perdenti. Non accade, anzi sembra drammaticamente che siano sempre più vincenti. Forse anche per questo ha voluto essere presente al concerto contro la camorra. Adesso ci si esalta per Obama. Vedremo se tanta ammirazione sarà giustificata. Suggerirei di attendere moderando il clamore. Ma di che cosa riempirebbero le pagine dei loro giornali tanti inutili scribacchini? Ai suoi tempi Miriam Makeba si era unita, per un certo periodo, a Stokely Carmichael, uno storico leader di "Potere Nero", arrestato almeno una trentina di volte a causa del suo attivismo politico. Niente di più lontano dal modello Obama.

8.11.08

Gasparri, Al Qaeda, le Brigate Rosse, "gli allievi di Goebbels e Stalin" e gli imbecilli

''Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda è più contenta''

Gasparri, lo sappiamo, è una delle macchiette di questo governo da Cabaret. A differenza del capo comico però lui le battute non le dice ridendo, ma ringhiando, perché ci crede e l'umorismo non sa neppure dove stia di casa.
Ne dice di cotte e di crude ogni volta che apre bocca riducendo ai minimi termini i concetti dei suoi padroni, come ogni servo sciocco che si rispetti. Così facendo però ci rende un servizio. Sappiamo sempre esattamente come la pensano dietro le quinte, i sorrisi, le battute di spirito più o meno riuscite, i manovratori dei burattini.
Che proprio Gasparri l'amanuense della famigerata legge sulla televisione (chissà perché non abrogata dal centro-sinistra quando poteva farlo, altroché Brigate Rosse!) parli di "allievi di Goebbels e Stalin" suona soltanto ridicolo.
Non so se il manifesto del Pd sia qualcosa di più di una inutile spesa. Le esternazioni vergognose dei nostri governanti sono talmente tante che ce ne vorrebbero parecchi al giorno.
Il guaio è l'indifferenza di metà dell'italica gente per quanto dicono e fanno tutti 'sti pericolosi cialtroni. L'altra metà - noi - sono solo "imbecilli".

6.11.08

Era una carineria, imbecille chi non capisce!

Serra: l'opinione di un imbecille

Ha ragione il nostro capo del governo! "Giovane bello e abbronzato" è un gran complimento.
Calderoli aveva definito la giornalista Rula Jebreal "quella signorina abbronzata" e quello sì che era un insulto razzista perché Calderoli è un leghista. Ma il cavaliere, diamine! è un sincero democratico. Non si dimentichi che il padre, quando era ancora un fanciullo, gli aveva fatto giurare fedeltà all'America. Tutti lo sanno. Non si permetterebbe mai di dare del negro a Obama come non userebbe mai la polizia contro gli studenti. I soliti intellettualoidi sinistrorsi s'indignano? Vadano a... . Il cavaliere si è rotto le scatole. Continuerà a dire e fare quel che gli pare. Schiatteranno d'invidia tutti, questa estate, quando il bel giovanotto verrà a ravvivare l'abbronzatura in Sardegna, a casa del premier [ndr: la villa ristrutturata e giustamente messa in sicurezza a spese degli italiani tutti]. Allora il meno giovane, ma più ricco d'esperienze amico italiano potrà dargli quei preziosi consigli dei quali il presidente Usa sicuramente farà tesoro. Amen.

4.11.08

Presidenziali americane. Quaranta tra direttori giornalisti e tecnici Rai in gita aziendale

Avevo scritto questo post qualche giorno fa senza pubblicarlo su OKnotizie, stufo anche della polemica contro i giornalisti. Ma dopo le ridicole, ancora prima che razziste, affermazioni del cabarettista di Arcore - o palazzo Chigi che dir si voglia - e il ritorno, chiusa la parentesi Obama, al pollaio nostrano con starnazzare di politici e grandi comunicatori, lo propongo perché qui da noi la realtà riesce ad essere peggiore di qualsiasi fantasia.

Nonostante i conti Rai siano in profondo rosso in tanti sono pariti per commentare l'elezione del nuovo presidente Usa e costeranno un bel sacco di soldi ai contribuenti. A loro vanno aggiunti tutti gli inviati dei giornali. Non sono capaci di fare una inchiesta ben fatta che è una (Gabanelli e pochi altri a parte). Vomitano opinioni obsolete che non interessano a nessuno se non a loro stessi e alla loro ristretta cerchia. Blaterano ore o scrivono interminabili articoli per esprimere concetti striminziti che potrebbero essere esposti in poche parole o poche righe. Però non perdono occasione per andare a mangiare bere e sgavazzare. A coprire l'evento bastavano e avanzavano gli inviati permanenti. Le sue cazzate Riotta avrebbe potuto benissimo sparale da qua senza trasferirsi oltre oceano, ma l'occasione era troppo ghiotta. Se ce ne fosse bisogno questa è un'altra dimostrazione di quanto i nostri giornalisti non abbiano capito una beata mazza delle nuove modalità dell'informazione.

3.11.08

Obama for president

about.com: Political Humor

Che sia il candidato preferibile non c'è dubbio (almeno per chi ripone ancora qualche speranza nel futuro). Lo era anche Al Gore (Nobel per la pace 2007) otto anni fa, forse anche di più di questo Obama. Bush, gli scippò la vittoria ricorrendo a brogli elettorali. Cosa sia successo poi lo dice la storia di questi anni, dall'11 settembre, alla guerra in Iraq, alla crisi economica. Ovviamente non ci può essere alcuna riprova che ci sarebbe andata meglio. Se... se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un tram. Immaginare un mondo senza i danni prodotti dai vari Bush, Berlusconi, Putin e compagnia cantante, può essere soltanto oggetto di finzione letteraria. Però... come sarebbe bello se...
Ps: dalle pagine di Kos, rivista del San Raffaele, il nostro cavaliere ci "minaccia" di vivere 120 anni grazie ai progressi della scienza medica [sic!] vedi articolo sul corriere.it

Andare in bicicletta conviene (in America)

Brad Pitt in bicicletta per le strade di New Orleans con Obama sull'agenda (corriere.it)

Si chiama Bicycle Commuter Act ed è solo una delle tante manovre economiche previste dall'Emergency Economic Stabilization Act of 2008 approvato due settimane fa per far fronte alla crisi. Entrerà in vigore negli Stati Uniti a gennaio 2009. A partire dall'anno prossimo tutti i lavoratori americani che lasceranno a casa la macchina per andare al lavoro in bicicletta riceveranno a fine mese, in busta paga, un bonus esente da tasse di 20 dollari. I datori di lavoro potranno a loro volta scaricare quei soldi dalla dichiarazione dei redditi.
Come mai al "creativo" Tremonti queste idee non vengono in mente?

Obama? McCain? Chissà


Chiunque vinca gli oligopoli americani saranno ancora una volta i veri protagonisti della vita americana e gli unici a poter esprimere il ceto politico. Detta questa ovvietà auguro la vittoria a Obama per il valore simbolico che avrebbe l'elezione di un nero alla presidenza degli Stati Uniti. Analogo valore simbolico avrebbe avuto l'elezione di una donna. Proprio per questo temo un colpo di coda in extremis dell'America profonda, quella incapace di accettare l'idea di una così evidente metafora dei tempi che cambiano. Vero è che sembra profilarsi un afflusso alle urne di un numero inusitato di americani. Questo dovrebbe andare a favore di Obama dato comunque in grande vantaggio dai sondaggi. Già, ma i sondaggi...
Inguaribile pessimista!
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