30.12.07

L'acchito

Autore: Pietro Grossi, nato a Firenze nel 1978. Ha pubblicato con Sellerio Pugni (2006, Premio Cocito Montà d'Alba, Premio Chiara e Premio Fiesole)
Titolo: L'acchito
Collana: Il contesto
Num. di collana: 18
Anno: 2007
ISBN: 88-389-2246-2
Pagine: 204
Prezzo: 12.00 Euro

Geometrie di vita e di morte tra bigliardi e ciottoli.

Opera seconda di un autore appena trentenne l’acchito stupisce per maturità espressiva e abilità metaforica. Per certi versi sembra una favola zen per altri un tuffo in una passato senza tempo di uomini e cose perdute. Ci si chiede come il giovane Pietro Grossi possa averne coscienza. La sua è una descrizione di paesaggi fisici e morali da anni cinquanta, apparentemente priva di automobili, dove regna ancora l’acciottolato. Il protagonista del libro ne è signore e padrone. Anche le atmosfere del bar e della sala da bigliardo sono insieme rarefatte e grevi, tipiche di quegli anni. Gli stessi rapporti interpersonali, moglie e marito, amici maschi, allievo e maestro, sono d’altri tempi, cortesi ed essenziali. La disciplinata geometria del bigliardo regola la vita di Dino e Sofia, i due eroi del breve romanzo, incrinata e ravvivata da un sogno congiunto di fuga in un altrove indefinito fatto di viaggi e nuove relazioni. Sofia, meticolosa e serena, tiene nota su neri quaderni delle fantasie comuni, mentre Dino serio e concreto è orgoglioso del lavoro ereditato dal padre: acciottolare le strade. La svolta nell’esistenza piana della coppia avviene quando Sofia, alla quale è stato detto che non può aver figli, resta incinta e Dino viene riconvertito dal disporre pietre, insieme alla sua affiatata squadra di operai, a stendere fetido asfalto, perché così ha deciso il comune del quale è dipendente…

27.12.07

Morta Benazir Bhutto

Chiunque sia ce l'ha fatta. Benazir Bhutto è stata assassinata. Cinquantaquattro anni, lauree ad Harvard e a Oxford, alla guida del Pakistan già nell'88 e ancora nel '93, accusata più volte di corruzione, era rientrata a ottobre nel "suo" paese per riproporsi alla guida. Immediatamente accolta da un fallito attentato, costato la vita a 138 persone, voleva a tutti i costi tornare, come da tradizione, al potere lei, di famiglia ricchissima e potente, in un paese dove 120 milioni di persone su 160 vivono con un euro al giorno. Cosa possa succedere ora nessuno lo sa.

Video immediatamente successivo all'attentato dal sito BBC

21.12.07

Berlusconi e il suo lacchè

lacchè = persona che si comporta in modo servile e ossequioso, spec. con personaggi importanti o influenti

Torno da un viaggetto all'estero dove, volontariamente, mi sono tenuto all'oscuro dalle italiche pochezze.
Appena arrivato trac! Ascolto sul sito dell'Espresso l'intercettazione telefonica Berlusconi-Saccà. Niente di nuovo. Tutti sanno che così funzionano le cose, però...
Sentitela, scaricatela, divulgatela. Metà degli italiani votano per costoro, peggio, tifano per costoro. E l'altra metà? Beh è allo sbando o vota per individui non troppo migliori. Sarò un qualunquista, ma va'ffa'nc...

Telefonata

Podcast

12.12.07

Deboli con i forti, forti con i deboli

Oggi in un bar. Anziano pensionato e compagno più giovane mentre prendono il caffè.
“Dopo quarant’anni la mia pensione non è da fame, ma poco ci manca. Sicuro questi padroncini dei camion fanno un lavoro duro e non diventeranno ricchi, ma io neppure me li sogno i loro guadagni. Ecco i bei risultati dell’aver privilegiato il trasporto su ruote anziché la ferrovia. Si sapeva già trent’anni fa come sarebbe andata a finire, ma no, bisognava a tutti i costi privilegiare la Fiat! Hai visto che prepotenza? È perché c’è un governo di cacca, forte con i deboli e debole con i forti. Cosa serve la polizia? A scatenarla contro la gente indifesa come hanno fatto a Genova? Se potessi me ne andrei da questo schifo d’Italia, per sempre! Ma come vivo con meno di 1300 euro al mese? Se non altro qui ho una casa mia.”
“Almeno tu una casa ce l’hai, io nemmeno quella e anche la pensione… chissà se ci arriverò mai! Fanno bene a bloccare tutto! È così che si ottengono le cose..”
“Ma li senti quel che dicono? Sono tutti razzisti e reazionari! Non a caso li appoggiano quelli di destra!”
“Destra, sinistra… Tutti uguali. Tu credi ancora ai politici? A loro interessa soltanto riempirsi le tasche!”
“No non ci credo più neanch’io, ma ho paura. Non so se ti ricordi: in Cile il golpe di Pinochet era cominciato proprio con uno sciopero dei trasporti.”
“Acqua passata! Oggi colpi di stato non se ne fanno più, qui da noi.”
“Speriamo… intanto, per come vanno le cose, è come se l’avessero fatto.”

11.12.07

A est dell'arcobaleno

logoUn intervento pieno di pathos quello romano di Nichi Vendola agli stati generali della sinistra arcobaleno [sic!] Indubbiamente sa confezionar testi migliori dei colleghi. Del resto ci vuol poco. La forma immaginifica, però, nasconde scarsità di contenuti. Andatevelo a leggere [QUI]. La sostanza è pochina. Auspica, il presidente della regione Puglia, “Una sinistra che non sia un riassunto, un bignami di ciò che fummo, ma una casa capace di ospitare quelle domande di libertà che chiedono di rompere la gabbia di tutte le precarietà e di tutte le solitudini socialmente programmate”. A parte il fatto che evocare una casa di libertà, non è particolarmente felice, davvero si pensa di partorire qualcosa di nuovo con personaggi come Franco Giordano, Alfonso Pecoraro Scanio, Oliviero Diliberto e Fabio Mussi, il Marco Rizzo, la Grazia Francescato? Senza offesa, non sono un granché come rinnovamento. Di cagate ne hanno fatte e dette tante. Suonano poco credibili al pari di tanti altri e, soprattutto, sono attaccati al passato come patelle allo scoglio. Il loro vero problema è sopravvivere politicamente. Caro Nichi e cari tutti che, in buonafede, vorreste una sinistra degna di questo nome. Quella di Roma a me sembra una armata Brancaleone. Spero tanto di sbagliarmi, davvero. Il fatto è che di là come leader hanno un venditore, espressione di ciò che sono, di qua abbiamo un fantasioso parolaio.

3.12.07

Ma io mi tengo Voltaire

(Clicca QUI per la versione testuale dell'articolo)

In tempo di oscurantismi fa piacere leggere su un giornale locale come la Provincia Pavese, che non ha certo mai brillato per anticlericalismo, una voce fuori dal coro. Sottoscrivo le parole di Fuccillo.

Sono tempi bui, altroché lumi! Si restaura a man bassa. Prendiamo ad esempio Fioroni, il ministro dell'istruzione che riesce a far rimpiangere la Moratti, quello che ha ripristinato la maturità-lotteria con commissari esterni, gli esami di riparazione autunnali, sovvenzione aggiuntiva per insegnanti insoddisfatti, e il ritorno al nozionismo nella scuola di base (è proprio vero che al peggio non c'è mai fine, come ben sapeva l'ottimista Candide!)
Minaccia, 'sto ministro, multe astronomiche a chi pubblicherà video su Internet. Ridicolo: come cercare di fermare una locomotiva con una scoreggia. Ma i signorotti della stampa e della tv plaudono. Ormai censurerebbero volentieri qualsiasi cosa non sia detta, filmata o scritta da loro. Come Cetto Laqualunque di Che tempo che fa.

27.11.07

Danny the dog (Unleashed)

Cast Jet Li, Morgan Freeman, Bob Hoskins, Kerry Condon, Vincent Regan, Dylan Brown, Tamer Hassan, Michael Jenn
Regia Louis Leterrier
Sceneggiatura Luc Besson
Durata 01:43:00
Generi Azione, Poliziesco, Drammatico, Thriller
Distribuito da 01 DISTRIBUTION
Anno 2005
Come sempre meglio il titolo originale. Suona come "sguinzagliato", ma anche liberato. Strano miscuglio, questo film, di generi diversi. Trattato con tecnica minimale, eppure con l'intento evidente, e un po' presuntuoso, di far riflettere su temi generali di maggior profondità. Danny-Jet Li, allevato come un cane dal gangster Bart e addestrato a combattere ed uccidere, a poco a poco troverà la via del riscatto grazie alla "saggezza pedagogica" di un accordatore di pianoforti cieco e ai buoni sentimenti che si respirano nella sua casa.
Tutto molto di maniera, comprese le scene di sfoggio delle arti marziali (non ho mai capito perché, per quanti siano a contrastare l'eroe, lo affrontano sempre uno alla volta!) però, alla fin fine, piacevole. Il tempo scorre e a volte si sorride per l'ingenuità fumettistica della trama e la scontatezza delle battute, tuttavia si rimane lì, in attesa dell'improbabile finale, senza incazzarsi troppo. Di questi tempi cinematografici è già un successo.

WORLD TRADE CENTER

Nicolas Cage, Michael Peña, Maggie Gyllenhaal, Maria Bello, Stephen Dorff, Jay Hernandez, Michael Shannon, Doug Aguirre
Regia
Oliver Stone
Durata
02:09:00
Genere Drammatico
Distribuito da UIP
Un brutto film confezionato con la sapienza di chi conosce i trucchi per far vibrare le corde della sensibilità emotiva. Questo è l'unico elogio che si può fare al peggior Oliver Stone mai visto. Oltre due ore di esibiti patria, famiglia, amicizia fraterna e maci sentimenti con la scusa di narrare la storia di due sopravissuti, restati sepolti sotto le macerie delle torri gemelle. Un cumulo di banalità melense in salsa Usa che non aggiunge niente alla tragedia se non il desiderio di mito americano d'altri tempi, tanto agognato quanto sempre più lontano dalla realtà quotidiana dell' American Life Live.
Presentato fuori concorso al festival di Venezia 2006 fu accolto da fischi e qualche "booo!". Giustificati. Non ha neppure il pregio di essere avvincente. Se ve lo evitate, non perderete niente.

22.11.07

Fantapolitica

simmbolo PD e Veltroni"Che roba mola!"
Il PD e Walter, intendo. Fa fin tristezza.
E dall'altra parte? Il Silvio. In un impeto d'invidiosa creatività si è fatto un nuovo partito. Il PdP. E va be'. Frega niente a nessuno se non ai nostri giornalistucoli. Non parlano d'altro. Poi però tutti quelli che se ne sbattono vanno a votare e il Silvio si becca un 30%. Poco meno il Walter. A nessuno dei due basta per governare. E allora? Qualche malato di mente come me può tentare congetture fantapolitiche. S vuol far fuori Fini e Casini. Gli stanno sugli zebedei. Legge elettorale e via. Al voto! Inguaribile ottimista spera che l'italica idiozia gli assegni la maggioranza o quasi dopo l'operazione di maquillage e grazie a qualche partitino uscito dalle sue costole (la Brambilla). Mal che vada c'è sempre il Bossi, che se vuole tenere un piede a Roma deve affidarsi a lui. Ma S ha cervellino, come tutti i padri padroni. Guarda più in là. Mettiamo che non ce la faccia senza Fini. Gianfranco di rospi ne ha mandato giù tanti che non ne può più, però a un condominio di potere con S non potrebbe dire no... se in due bastassero a governare. Facciamo che vada peggio ancora. Né W né S la spuntano senza le loro armate brancaleone. Un calcio in culo a tutti e vai con la grande coalizione. Cosa ci guadagna il cavaliere? Ma la presidenza della repubblica, dopo l'attuale sepolcro imbiancato! Apoteosi. Poi può anche morire in pace. Il più tardi possibile, sia chiaro.

15.11.07

சிங்கப்பூர் குடியரசு (Repubblica di Singapore)

(Singapore sling - creato dal barman Ngiam Tong Boon nel 1915 al Raffles Hotel di Singapore)

Le fatue tentazioni di Singapore

di Beppe Severgnini (i commenti in rosso sono miei)

Mi sono fermato qualche giorno a Singapore, andando e tornando dall'Australia. Ho incontrato gli Italians che seguono la rubrica su Internet, e grazie a loro ho scoperto alcune cose.

A Singapore usano il portafoglio e il cellulare come segnaposto nei Food Courts (mense e tavole-calde), poi si mettono in coda (non ci crederte? Foto su www.corriere.it/italians). [OK!]
A Singapore non si vedono cartaccce o lattine per strada e nei giardini; [OK!] e sui muri non ci sono graffiti. [Non tutti fanno così schifo. Preferite la pubblicità?]
A Singapore non si possono comprare chewing-gum, perché sporcano per terra (li vendono solo i dentisti) [Per incrementare le carie?].
A Singapore si rischiano multe di mille dollari (473 euro) per un divieto di transito in bicicletta. [Per fortuna il dollaro scende e l'euro sale!]
A Singapore tra le sanzioni rientrano le frustate (gli ultra-cinquantenni sono esenti). [Quando gli over cinquanta sono felici della loro età... sempre che non siano seguaci di Leopold von Sacher-Masoch ché allora...]
A Singapore semplici cittadini possono effettuare un arresto. [Non è mica bello che tutti s'improvvisino poliziotti. Qui da noi sarebbe Far West!]
A Singapore, per evitare ghetti etnici, i palazzi ospitano una quota di famiglie indiane, cinesi, malesi. [OK! Ma anche il mio condominio ormai è multietnico.]
A Singapore i bambini cantano l'inno nazionale tutte le mattine prima delle lezioni. [Noooo...]
A Singapore le domestiche consegnano il passaporto ai datori di lavoro. [Così non scappano con il malloppo! Ma non succede anche alle giovani donne importate per essere sbattute sulle strade dai magnaccia?]
A Singapore mettono a morte trafficanti e spacciatori di droga. [Sicuramente a qualcuno piacerebbe e non solo per gli spacciatori. Oggi è il giorno della moratoria. Nessuno tocchi Caino!]
A Singapore conducono regolarmente test sui ragazzi delle scuole (capelli, sangue, urine). [Che culo!] Se risultano aver assunto stupefacenti, la famiglia viene espulsa [OK! E poi?].
A Singapore uno straniero HIV-positivo non ha diritto a essere curato, ma viene deportato [Molto civile! Direi che si potrebbe fare anche con le puttane, i culattoni, i negri, i comunisti, gli zingari e, perché no?, gli stranieri non graditi in genere. Garantisce la rieleggibilità ai sindaci!].
A Singapore, se 5 persone vogliono parlare di politica, devono ottenere un permesso del governo (10 se si tratta di club o gruppo religioso). [Niente paura: in Italia i partiti politici si fanno con meno di cinque persone. La vedo più dura per i fans club di calcio e della De Filippi.]
A Singapore si parcheggia sempre col muso dell'auto verso l'uscita [Per proteggersi dai tamponamenti?].
A Singapore, per uno scherzo (ha ordinato tre vassoi di hamburger per un collega ignaro), un pilota d'aereo rischia due anni di carcere [Se lo merita il coglione!].
A Singapore un terzo della popolazione (totale 4,5 milioni) è nato all'estero, ma la violenza urbana è praticamente sconosciuta. [Fa piacere!]
A Singapore, il prossimo 28 settembre, si disputerà il primo Gran Premio di Formula Uno in notturna [E allora?].
A Singapore la competitività, tra il 2003 e il 2007, è stata la migliore del mondo (seguono Danimarca, Finlandia, Stati Uniti e Canada. L'Italia è 41°). [La competitività non è mica tanto una bella cosa!]
A Singapore, in un anno, l'economia è cresciuta del 9.4%. [Ciula!]
A Singapore, vista la piccola superficie (697 km2), stanno costruendo depositi, laboratori e strade sotterranei. [A Montecarlo invece, per il momento, vanno ancora verso l'alto.]
A Singapore, temendo la concorrenza industriale cinese, hanno trovato nuove nicchie di mercato: l'ingegneria marina e le biotecnologie crescono del 40% l'anno. [Riciula!]
A Singapore "il governo è insolitamente pulito ed efficace, e il sistema d'istruzione è tra i migliori al mondo" (The Economist, ottobre 2007). [Se lo dice l'Economist...]
A Singapore (Marina Bay) costruiranno un quartiere avvenieristico in una frazione del tempo necessario ad allargare la A4 Torino-Milano. [Ririciula!]
Ma a Singapore non c'è democrazia come la intendiamo noi [Ma va?]. Governa da tempo [Dal '59 e si chiama dittatura] un padre-padrone (il "ministro mentore" Lee Kwan Yu [Come il maestro del maestro di Bruce Lee], 84 anni), insieme al figlio Lee Hsien Loong. Se leggendo quanto sopra avete invidiato Singapore, perciò, cominciate a preoccuparvi [E non poco!].
[PS: aggiunta di giornata. Singapore, estremo difensore del diritto di stato ad uccidere, ha vietato il videogioco Microsoft Mass Effect nel quale si vedono una donna e un alieno che si baciano e si stringono in effusioni erotiche. Ha altresì affermato il divieto di sesso tra uomini, annunciando che la città-stato difenderà i suoi valori conservatori e non consentirà diritti speciali agli omosessuali. (Reuters)]

Dal Corriere della Sera del 15 novembre 2007

6.11.07

Enzo Biagi e Roberto Bortoluzzi

cavallo raiEnzo Biagi, 87 anni e Roberto Bortoluzzi, 86 anni, sono morti. Pace all’anima loro.
Non so se tanta longevità sia dovuta al fatto che “fare il giornalista è sempre meglio di lavorare”. So per certo che la Rai non ha perso l’occasione per distinguersi in beceraggine.
Il Tg1 delle 13.30 (6 novembre) ha dedicato un quarto d’ora - dicasi un quarto d’ora! - d’apertura a Biagi e un minuto in chiusura a Bortoluzzi. Non ho niente contro Biagi, giornalista sicuramente migliore dei suoi odierni epigoni, e “martire” berlusconiano (la realtà italiana è scivolata tanto a destra che il povero Biagi, insieme a Indro (Cilindro) Montanelli si sono ritrovati, loro malgrado, a sinistra!) Vomitevole è lo sbrodolamento dei coccodrilli post mortem. Non sono stato un particolare fan di Bortoluzzi, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto, ma se fossi un familiare, o anche semplicemente uno dei milioni di tifosi che hanno passato tutte le domeniche della loro vita con l’orecchio incollato alla radiolina, sarei offeso per la differenza di trattamento. Si sa, non tutti i morti hanno lo stesso peso per i mezzi d’informazione e questa né è ulteriore prova.
Probabilmente i più troveranno giustificata tanta attenzione per Biagi e biasimeranno la mia insensibilità. Amen.

4.11.07

Daniele Luttazzi - Decameron

Tornato a casa dopo un lungo happy hours e una breve cena (ah le cattive abitudini!) mi è capitato di vedere su La7 un po' di Luttazzi.
Non mi è piaciuto. Perché? Sostiene di fare satira invece recita articoli di fondo. Quelli che i nostri inutili giornali dovrebbero pubblicare e non pubblicano.
Almeno: così sarebbe in un paese civile. Invece qui da noi ha ragione Daniele. Basta un po' di memoria e un punto di vista per fare satira. Luttazzi però ci nega sempre il piacere della risata liberatoria... e forse fa bene!
Speriamo che né lui né Grillo finiscano a declamare Dante in braccio a Mastella come Benigni.

1.11.07

Mastella - Di Pietro. Attenti a quei due.

Giuliani mortoTutti hanno visto cosa è successo a Genova, durante il G8, nel luglio del 2001. Carlo Giuliani è morto e non ci sono parole. Ma ciò che sdegna di più è il pestaggio indiscriminato delle "forze dell'ordine". Lo documentano decine di fotografie. Non credo che tutti i poliziotti e tutti i carabinieri siano uguali, ma chi abusa d'autorità dovrebbe essere severamente punito, sia mandante o esecutore.
Mastella e Di Pietro si sono assunti la responsabilità di affossare una sacrosanta commissione d'indagine sui fatti.
Di Pietro si giustifica sul suo sito.
Mastella ha altro a cui pensare. Nel suo blog esprime solidarità a Il Campanile il suo giornale che nessuno compra e noi paghiamo (famigerati contributi statali alla stampa di partito).
Sull'Espresso di questa settimana gli fanno pelo e contropelo. Andate a leggervelo. Interessante.
Qui sotto il link.
Per chi suona il Campanile
di Marco Lillo
Consulenze, voli, contratti, benzina e case. E persino torroncini e panettoni. Pagati dal giornale Udeur e usati da Mastella & C. Grazie anche ai fondi pubblici

28.10.07

Morte dimenticata

Un mese fa la Birmania occupava qualche spazio sui giornali con le manifestazioni dei monaci buddisti e la polizia che uccideva. Sembra passato un secolo. Evidentemente di quei posti non frega niente a nessuno.
Mi è tornata alla mente questa foto per associazione con la Giamaica, altro luogo dimenticato. Altroché Bob Marley! Miseria e droga la fanno da padroni e la morte violenta è la prima causa di decesso. Ragazzini di quindici anni si vantano di aver ucciso due, cinque, dieci persone, quasi fosse una gara.
Sono cose lontane. Possiamo ignorarle, fingere che neanche esistano. Ci sono morti che contano meno di niente.
Questa foto [cliccarci sopra per ingrandirla] mostra il reporter giapponese ucciso alla fine di settembre a Rangoon. Sdraiato per terra con le braccia alzate. Non impugna un revolver, ma la sua macchina fotografica. Il soldato con il fucile, poco più di un ragazzino, sta per ammazzarlo. Gli sparerà (o forse lo ha già fatto) a sangue freddo, senza neppure fermarsi. Mi colpiscono le infradito che indossa. Penso agli scarponi in dotazione alle nostre forze dell'ordine. Anche l'uomo che sta per morire è in ciabatte. Per terra c'è un'altra infradito, probabilmente persa da qualche manifestante in fuga e, poco oltre, una bottiglietta d'acqua di plastica. Un senso di normalità che sbigottisce.

21.10.07

Françoise Hardy - Tous les garçons et les filles

[NOTA: questo post e il precedente Roma 20 ottobre sono strettamente correlati. (Non è difficile capire perché!)]

Roma 20 ottobre

Manifestazione

vignetta


A ognuno i
suoi...
compagni!






Bandiera Rossa


16.10.07

Banche e derivati

titolo giornaleIl banco vince sempre. Grazie ancora a Report per la lezione di giornalismo di domenica sera in un panorama di trasmissioni inguardabili, giornali farlocchi e sepolcri imbiancati.
Due o tre considerazioni su cose avvenute in questi giorni. Partiamo dall'ultima. Pierangelo Fiorani (persona, del resto, sorprendentemente piacevole nell'eloquio!), ieri sera, ha fatto un'ottima figura in uno show televisivo per lui confezionato da canale 5. Ha orgogliosamente rivendicato il diritto d'accumulo in banche estere di un patrimonio personale ammontante ad uno spropositato numero di milioni di euro. Se l'è guadagnato giocando proprio su quei derivati che nei prossimi anni costeranno agli enti locali (cioè a noi - vedi Report) una ancor più spropositata quantità di euro. Anzi ci ha fatto sapere che avrebbe potuto intascare anche di più, come altri colleghi finanzieri ancora in auge (lui, poverino, è caduto nella polvere nonostante il bene perpetrato alla sua comunità!) Inoltre ha reso edotti i prostrati giornalisti presenti di alcune pratiche bancarie d'uso comune. Ad esempio: i circa 50 milioni di euro prelevati indebitamente ai correntisti della (ex) Popolare di Lodi erano normali commissioni per servizi prestati. Allo stesso modo "prelevano" tutte le altre banche. Non ha rubato mai neppure un euro! Tutto legale. Il dramma è che è vero. Le banche, come le assicurazioni, sono associazioni a delinquere assolutamente legalizzate. Siamo in democrazia o no? La colpa è nostra se paghiamo. Nessuno ci obbliga. Adesso possiamo anche cambiare banca, o assicurazione, volendo. Cosa pretendiamo di più?
Infine la notizia del giorno, anzi degli ultimi due giorni. Non è che il figlio di Bassolino fa affari con la Campania governata dal padre (ex ala sinistra DS) o che la Bresso, governatrice piemontese, quella che vuole a tutti i costi la TAV forse per non perdere i soldi europei, si rifiuta di rendere pubblici i contratti, disastrosi per le pubbliche finanze, stipulati con le banche, così come si guarda bene dal mostrarli il governatore ligure Burlando, quello che va contromano in autostrada. La notizia, rigirata in tutte le salse, è la partecipazione al voto nelle primarie PD. Alleluia è nato un nuovo partito! Facce nuove a badalucco: Veltroni, Bindi, Parisi, Fassino, Rutelli, D'Alema... 'azzo! Poteva esserci anche Pannella e non l'han voluto: pensa un po'! Bulgara e scontata la vittoria del futuro leader, ma ciò che mi chiedo è cosa spinga le persone a partecipare, dando pure un obolo, a riti tanto scontati. La ragione non sta nel fatto di essere tali e quali al ceto dirigente prescelto, come qualcuno vorrebbe - anche se "prescelto" è parola grossa considerando le liste bloccate. Direi, al contrario, che sono talmente migliori da credere ancora nella possibilità di risollevare le sorti di questo malandato paese prima che una grillesca risata lo sommerga. Tenuti insieme dal bostic della paura per il ritorno berlusconian-leghista e i rigurgiti nostalgici neofascisti, mugugnano, ma dimenticano generosamente. Privilegi, affari, inciuci di questi sempiterni personaggi politici passano magicamente in secondo piano. Ci si appella fiduciosamente a quelli di loro che sembrano un po' meno peggio, illudendosi che qualcosa cambierà. La speranza è l'ultima a morire.

14.10.07

Ministro Giuseppe conte di Fioroni

«Fioroni ce le paghi tu le ripetizioni» urlano gli studenti in manifestazione.
Se non fosse perché non è fisiologicamente possibile, questo ministro dell'istruzione finirebbe per far rimpiangere la Moratti. Ha restaurato gli esami di stato roulette, il nozionismo d'altri tempi nelle indicazioni per il curricolo, gli esami di riparazione. (Un modo creativo per aumentare gli stipendi agli insegnanti?)
Era partito da Barbiana e da Don Milani. Chi ce l'ha mandato dovrebbe spiegargli che Lorenzo Milani intendeva in ben altra maniera la "serietà" nel processo educativo. Ma cosa ci si poteva aspettare da un medico, che ha fatto il politico, prestato alla scuola!
La sua carriera merita uno sguardo. Cinquant'anni mal contati, ex democratico cristiano impegnato nel movimento scoutistico. A trentun anni diventa sindaco di Viterbo. Il più giovane d'Italia, recitano le sue note personali. Lascia la carica sei anni dopo per essere eletto deputato. Se dobbiamo credere a Wikipedia ha trovato anche il tempo per diventare professore universitario. È inoltre ricercatore all'Università Cattolica di Roma presso il Policlinico Gemelli, consigliere di amministrazione dell'Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro e dell'Istituto Superiore di Sanità. Complimenti dottore!

20.9.07

Rai e company

RAI. Il governo al Senato si salva per un voto (fino a quando?), ma la Rai continua a d essere un'azienda inefficiente che perde quasi 90 milioni l'anno (Padoa Schioppa) e l'informazione continua a fare schifo.
Ieri Mario Pirani, in un lunghissimo articolo su Repubblica (il dono della sintesi è estraneo a questi vecchi giornalisti) detta al Partito Democratico i suoi cinque punti di cose da fare subito.
1) Un governo snello ed efficiente, di 15 ministri, di cui 7 o 8 donne e 45 sottosegretari, non di più; 2) Un taglio drastico dei privilegi e degli stipendi del pletorico ceto che vive sulla politica: più di mille parlamentari, diecine di migliaia di consiglieri regionali, comunali, provinciali, delle comunità montane e quant'altro; 3) Un disboscamento delle migliaia e migliaia di società a partecipazione pubblica, degli assessorati inutili, delle sovvenzioni clientelari; 4) La fine della lottizzazione delle cariche negli enti pubblici, nelle Asl, nei ministeri; 5) L'estromissione dei partiti dalla Rai. (Partito democratico, 5 cose da fare subito)
Tutte cose condivisibili, sentite e risentite mille volte. Aria fritta! Tanto si sa che non succederà niente. Da quanto tempo si dice, ad esempio, che le Province sono assolutamente inutili. Andrebbero abolite e invece vengono moltiplicate. Così va l'Italia. Ci vorrebbe un miracolo, facile facile, come quello di San Gennaro, ripetitivo e ben poco miracoloso. Ma nelle nostre istituzioni a ripetersi infinitamente sono solo i comportamenti stupidi. Vedi le costose gitarelle di gruppo, modello Craxi in Cina. Di questi giorni la penosa vicenda di ministri e compagnia briscola in aereo di Stato al gran premio di Monza e la rimpatriata di una ottantina di giudici militari in viaggio pagato con diaria - dopo due mesi secchi di ferie alle spalle e una media di sei udienze l'anno - nella capitale della Castiglia. Poi ci si meraviglia e scandalizza per i successi grilleschi! Mazza, direttore del tg2 - uno dei signori della pubblica disinformazione - così si esprime su Grillo: «Se qualcuno decidesse di mettere in pratica le sue parole potrebbe dar vita a nuove tragedie». La vera tragedia in questo paese è avere il ceto dirigente che abbiamo e non riuscire a scrollarcelo di dosso. Colpa nostra in fondo. Abbiamo i governanti che ci meritiamo.

18.9.07

...ma Grillo non è Cicciolina

Cicciolina riveduta e correttaNella società disgregata, «a coriandoli», secondo la felice definizione di Giuseppe De Rita, convivono, senza contraddizione, cinismo, rassegnazione, cupo pessimismo e movimenti di protesta anti sistema di crescente intensità. (Angelo Panebianco: Il grande errore corriere.it)
C'è tra gli italiani una estesa «voglia» di votare per Grillo, se si presentasse alle elezioni. Il 17 per cento preannuncia senz'altro il proprio suffragio. E un altro 33 per cento dichiara che «lo prenderebbe comunque in considerazione». (Renato Mannheimer: Il sondaggio: il comico piace a sinistra - corriere.it)

Sicuro. Se Beppe Grillo si presentasse alle elezioni prenderebbe molti voti. Una valanga? Forse si, forse no, ma certamente sarebbe eletto come a suo tempo Cicciolina. Strana gente gli italiani. Evidentemente la sua elezione e, magari, quella di un manipolo di adepti, non cambierebbe molto le cose. Un nuovo partito sorgerebbe all'orizzonte per poi rapidamente declinare nella generale delusione per le non mantenute promesse. Qualcuno ricorderà Di Pietro, universalmente osannato e corteggiato come magistrato ai tempi di "manipulite". Gli si attribuiva, allora, una capacità d'attrazione elettorale superiore al 30%. Oggi è a capo dell'ennesimo patetico, inutile partitino e non sembra neppure molto bravo a scegliersi le persone da far eleggere a giudicare dalla penosa vicenda di De Gregorio, portato al senato nell'Italia dei Valori e subito passato all'opposizione.
Grillo però non è neppure Di Pietro, ma un comico navigato che da molti anni si occupa dei problemi più scottanti che affliggono il pianeta. Si circonda di validi collaboratori e si avvale degli strumenti della moderna comunicazione coniugati con la sua collaudata, antica ed istrionica abilità di bestia da palcoscenico. A leggere i commenti sembra che molti non se ne fossero mai accorti, impegnati com'erano a contemplarsi l'ombelico. Eppure da una ventina d'anni svolge un ruolo "pedagogico" facendo sbellicare dalle risate - spesso crasse come è crassa la sua comicità - migliaia di persone ogni sera, per decine di serate consecutive, in ogni città d'Italia. Sudato eccessivo, sguaiato trasforma argomenti indigesti in pillole di fosforo illuminante per le menti di chi ascolta. Deve avere una fibra eccezionale per non crollare dopo ore di monologhi esagitati. Negli ultimi anni, in particolare dall’ingresso su internet, forse esaltato dai ripetuti successi, si atteggia un po' troppo a guru, ma si può comprenderlo. Ha un ego smisurato e la possibilità di togliersi la soddisfazione d'espanderlo, è un attore costantemente al centro dell'attenzione, perché dovrebbe limitare la propria fiducia in sé stesso rinforzando il controllo autocritico?
Penso non costituisca un pericolo per nessuno. In definitiva fa appello all'intelligenza delle persone non all'irrazionalità rasserenante dei credi religiosi. Se non fosse perché si ride a crepapelle, dai suoi spettacoli si uscirebbe terrorizzati per la stupidità del mondo. Confido non si bruci impegnandosi in prima persona sulla scena politica. Sarebbe interessante invece se facesse emergere qualche faccia nuova, nello sconsolante paesaggio dei soliti noti, giusto per portare avanti quelle tre iniziative indicate nel Vaffanculo day. Vedere qualcuno che davvero risponda del proprio mandato a chi l'ha eletto sarebbe un'esperienza significativamente nuova.
In quanto al "terrore" dei partiti per il qualunquismo non si giustifica più di tanto. Sarebbe piacevole vedere, d'un sol colpo, sparire tutta la generazione degli attuali leader di governo e d'opposizione che hanno distrutto ogni credibilità della politica inseguendo i propri miopi interessi, ma si tranquillizzi Fassino, non accadrà. Per qualche ragione, nonostante la dilagante sfiducia, una moltitudine di persone continuerà a votare Forza Italia e i suoi alleati e una pressoché uguale quantità di elettori si schiererà con una sinistra che di sinistra non ha più niente. Svanisse almeno, grazie ad una legge elettorale non farsesca, tutto il pulviscolo di piccoli arrivisti capaci soltanto di impedire con i loro veti incrociati qualsiasi scelta governativa, buona o cattiva che sia, già sarebbe qualcosa.

15.9.07

Ite, missa est

meltingpot - http://retiary.org/idea/idea7/idea_7/karink/karin.htmRiparte la messa in latino. Quello che lo scismatico Lefebvre, il monsignore tradizionalista francese, non era riuscito ad ottenere l'ha ottenuto Ratzinger. Colpo di spugna sul Vaticano II. Un papale motu proprio e via: si torna all'antico. La messa tridentina, quella col prete che volge le spalle ai fedeli, è di nuovo in auge, con buona pace di panzane come "condivisione" e "partecipazione". Fortuna c'è ancora un cardinal Martini a dire forte e chiaro che lui la messa in latino non la dirà mai più.
Personalmente della lingua con la quale la chiesa celebra i suoi riti non me ne potrebbe fregar di meno se non fosse per l'emblematicità del gesto. In fatto di religione, come in politica, e nelle idee portanti della socialità e della pedagogia, la frana a ritroso sembra inarrestabile. Da un lato il dominio dell'economia liberale disancorata da qualsiasi morale che non sia quella del profitto personale immediato a danno della collettività, dall'altro l'oscurantismo etico dei neoconservatori ormai dilagante. Un meltingpot virato a destra a fronte di una ormai inesistente sinistra. Ma vaffa...! Bella Beppe (nel senso di Grillo). Sarà qualunquismo, ma rende bene l'idea.

14.9.07

Censura

"Ci opponiamo alla censura, e in ogni caso impedire la ricerca di alcune parole non è la soluzione al problema della sicurezza"
Civile la risposta di Google alla ridicola proposta dell'ineffabile Frattini di bloccare sul motore di ricerca parole a lui sgradite come "bomba", "genocidio" o "terrorismo".
Del resto Frattini, come i giornalisti che oggi si dichiarano sorpresi dal "rapido" e "inatteso" successo di Beppe Grillo, sono totalmente ignoranti dei fenomeni in corso da anni sul WEB. Dove vivono? Essere informati sarebbe dovere imprescindibile di politici e opinionisti, invece parlano tra di loro di cose che non interessano a nessuno. Del resto viviamo in un Bel Paese dove il vicepresidente del Senato, quarta personalità dello Stato, un certo Calderoli [sic!], propone di portare maiali a pascolare dove dovrebbe essere costruita una moschea!

13.9.07

Miiitico...

Egemonia culturale della famiglia Simpson titola oggi Michele Serra sulle pagine della Repubblica.
Dopo 18 anni di episodi, e infiniti premi ricevuti, è uscito nelle sale cinemtografiche il loro primo lungometraggio. I Simpson sono una famiglia - unico centro d'aggregazione rimasto - ma la loro famiglia è tutto, tranne che un valore. Detestano, per invidia, i ricchi e i potenti, ma ne condividono appieno i difetti. I simpson siamo noi. I Simpson sono delle merde. Dunque... Questo, in estrema sintesi. Serra lo dice incomparabilmente meglio. [Vedi il testo]

11.9.07

11 settembre

(menphis75.com)

11 settembre 1973. Golpe cileno. Salvator Allende, presidente socialista eletto democraticamente, muore nel corso del golpe militare guidato dal generale Pinochet, corrotto campione del neoliberismo (sostenuto dai servizi segreti americani). Oltre 3000 le vittime.
11 settembre 2001. Attacco a New York. Crollano le Torri gemelle. Quasi tremila le vittime.
I nati nell'anno del golpe hanno superato i trent'anni e vivono la precarietà di un mondo con ben scarse garanzie per i lavoratori. I nati nell'anno dell'attentato sono bambini di sei anni che cominciano ad andare a scuola. Quale sarà il loro futuro?

7.9.07

V-day (nel bene e nel meno bene)

volantino(clicca sul volantino per leggerlo)

Domani anche a Pavia, in piazza del Tribunale, si "celebra" il vaffanculo day organizzato da Beppe Grillo e i suoi fans club.
Si firma, volendolo, per dire:
1) NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI (ce ne sono oltre venti in Parlamento)
2) DUE LEGISLATURE (per gli eletti e non di più)
3) ELEZIONE DIRETTA (ora sono i Partiti a scegliere chi far eleggere)
Qualcuno, un po spaventatello per le possibili conseguenze dell'iniziativsa, strilla al qualunquismo.
Decidete un po' voi!

4.9.07

SteamBoat Willie

Pensa un po’. Non me ne frega assolutamente niente di quello che scrivono gli italici giornali. Non m’incazzo quasi più! Magari sto guarendo dalla notiziomania. Magari è soltanto che leggere le solite puttanate politiche da la nausea anche ai più vaccinati. Divergenze parallele, palazzi del palazzo, scoregge vocali del Bossi, Rutoni e Veltrelli, Papa e Dalla Chiesa in salsa cocktail, gialli pavesi, lavavetri e sceriffi…
La cosa più leggibile del giorno è Tra lacrime e amnesia da peacereporter.net. Parla di un libro biografico in uscita sul Presidente americano.
Allora a coloro che ogni tanto vengono a trovarmi su questo blog offro una chicca da Yutube.
Primo cortometraggio Disney con sonoro sintonizzato (1928) delle Silly Symphonies. C'è un Topolino dispettoso ed irascibile che recupera a bordo del vaporetto Minnie tirandola su per le mutandine con la gru. Niente a che vedere con il bacchettone che diventerà.

15.8.07

La storia di Jack & Rose

locandinaTHE BALLAD OF JACK & ROSE (2005)
Durata 111
Origine USA
Genere DRAMMATICO
Specifiche tecniche ARRIFLEX SUPER 16
GONFIATO A 35 MM, 1:1.85
Distribuzione EAGLE PICTURES
Regia: Rebecca Miller
Attori:
Daniel Day-Lewis (Jack)
Catherine Keener (Kathleen)
Camilla Belle (Rose)
Paul Dano (Thaddius)

Jack è un ex hippy al tramonto, malato di cuore ed amaramente legato ad un passato fallimentare. Vive con la figlia Rose tra le rovine della comune da lui fondata su un'isola al largo della costa americana. Se ne sono andati tutti da un pezzo. Padre e figlia, soli, tessono un rapporto affettivamente intenso, fuori dal mondo. Ma la speculazione edilizia non risparmia nulla e le ruspe entrano nell'angolo remoto dove Jack attende una morte imminente. La patetica lotta di Jack contro le villette prefabbricate s'intreccia con la confusa coscienza che qualcosa non va nell'unione simbiotica con la figlia adolescente. Pertanto tenta l'esperimento d'inglobare nella sua esistenza la compagna di amori occasionali e i suoi due figli. La coabitazione inevitabilmente si rivela un disastro. La giovane Rose trova il modo di punire il padre che finisce per liberarsi della convivente tentando di ristabilire la situazione precedente. Però Jack non regge al rischio sentimentale al quale sa di sottoporre sé stesso e la figlia...

Film interessante giocato sullo svanimento di sogni troppo grandi per poter essere realizzati. La sconfitta individuale è emblematica. Parte di una generazione ha provato a ribaltare i valori dominanti senza riuscirci, un'altra parte, rappresentata dall'imprenditore edile, costruisce "il futuro" saldamente piantato nelle convenzioni del passato. Purtroppo ridondanze stilistiche, ritmi incerti ed inquadrature discutibili non sono totalmente compensate dalla bravura interpretativa di Daniel Day-Lewis.

5.8.07

Sarabanda

Saraband
Anno 2003
Durata 120'
Origine Svezia
Genere Drammatico, Film TV

Regia Ingmar Bergman
Attori Liv Ullmann (Marianne), Erland Josephson (Johan), Börje Ahlstedt, (Henrik), Julia Dufvenius (Karin)

Ultimo film di Bergman e, volendo, a trent'anni di distanza, sequel di Scene da un matrimonio. Stessi protagonisti, stessa scansione in scene numerate, prevalenza assoluta della parola, del gesto, del comportamento in una sequenza quasi ininterrotta di primi piani e piani ravvicinati.
Marianne, avvocato matrimonialista ultra sessantenne, senza una ragione apparente va a trovare l'ex-marito Johan che, ormai quasi novantenne, vive solo, caustico e amareggiato, in una grande casa tra i boschi. Nonostante abbiano perso i contatti da decenni il passato torna, doloroso, benché stemperato nelle pieghe del tempo. I due ritrovano complicità e incompatibilità lontane. Collaterale ed emblematico si dipana il dramma di Henrik, primo figlio di Jhoan, più o meno coetaneo a Marianne, alle prese con un lutto non elaborato per la morte dell'amatissima moglie e l'amore morboso per Karin, figlia diciannovenne in procinto di sganciarsi dall'opprimente tutela paterna. I temi sono consueti: la complessità dell'amore, l'incombenza della morte, la fragilità del rapporto di coppia, l'ambivalenza della relazione padri e figli, giocata tra odio e dipendenza affettiva, la basilare solitudine esistenziale. Bergman è il geniale bugiardo di sempre, un burattinaio che manipola eventi e personaggi in modo tale da lasciare spazio a verità soltanto transitorie. L'essenza della realtà.

30.7.07

A est di Bucarest

Regia: Corneliu Porumboiu

Titolo originale: A fost sau n-a fost?
Nazione: Romania
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 89'

Cast: Mircea Andreescu, Teodor Corban, Ion Sapdaru, Teo Corban, Luminita Gheorghiu, Lucian Iftime
Produzione: 42 Km Film
Distribuzione: Istituto Luce

Camera d'Or Cannes 2006 è una commedia agra, girata sottotono che dice più di quanto sembri con un linguaggio scarno ed abile.
La storia è protagonista, narrata da personaggi miseri e contraddittori comunque vinti e schiacciati dagli eventi e dalla dialettica dei più furbi.
Il 22 dicembre 1989 Nicolae Ceausescu, temuto dittatore della Romania, fugge in elicottero. Le proteste popolari hanno condotto il regime alla caduta. Dove erano e cosa facevano in quell'ora cruciale due cittadini di Bucarest? A distanza di anni cerca l'introvabile verità lo squallido presentatore di una piccola emittente televisiva...

Una scomoda verità

Titolo originale: An Inconvenient Truth
Regia: Davis Guggenheim
Musiche: Michael Brook
Montaggio: Jay Lash Cassidy ,Dan Swietlik

Anno: 2006
Nazione: Stati Uniti d'America
Distribuzione: UIP
Durata: 100'
Data uscita in Italia: 19 gennaio 2007
Genere: documentario

L'ex vicepresidente americano Al Gore, vincitore morale delle elezioni dove Bush scippò la presidenza, si esibisce in uno spottone elettorale pro domo sua dicendo cose sacrosante sulle condizioni del pianeta.
Il documentario è ben fatto, i dati sembrano ineccepibili e le cose dette condivisibili (tranne forse quando Gore dichiara vinta la battaglia contro il buco nell'ozono grazie alla collaborazione internazionale). Nessuna eclatante novità per chi mastica l'argomento. Spunti di riflessione per quanti non vogliono saperne (i più!). Una "lezione" da non perdere da parte di un uomo politico con stile che si è occupato di ecologia già da molto tempo. Rarità questa considerando la sconsolante indifferenza ed impreparazione della categoria "politici". Ben lontano dalle verbose esternazioni alla Pecoraro Scagno più impegnato a mantenere il culo incollato alla poltrona che ad occuparsi seriamente delle sorti del pianeta. Si sa: la classe non è acqua. O c'é o non c'é. Al Gore sembra una eccezione nello sconsolante scenario nazionale ed internazionale.

4.7.07

Stupid


"Non mettere in discussione l'autorità. Fate quello che vi viene detto. Non pensate, limitatevi a fare quello che vi viene detto. Ah, dimenticavo! E tanti auguri di una bella vita produttiva a voi membri ben inquadrati e attivi nella nostra fiorente democrazia!"

Non so se l'uomo della casa bianca sia stupido. Però la frase citata di Moore (nell'immagine sul retro del suo libro Stupid White Men) è pienamente condivisibile.

In quanto alla stupidità è talmente dilagante nelle notizie giornaliere da rendere arduo documentarla quotidianamente.
Oggi ad esempio.
Idioti crimimali ci provano gusto a gettare pietre dai cavalcavia sulle auto di passaggio.
Ragazzi balordi si divertono a riprendersi mentre distruggono un crocefisso in classe e finiscono nei guai per una legge balorda come quella di villipendio alla religione.
Il capo dell'opposizione confessa di congiurare insieme a don Verzé per farci vivere fino a centoventi anni e stigmatizza il fatto che qualcuno voglia andare in pensione quando è ancora un giovinetto sessantenne... [ovazioni degli adepti]
Ma ci viva lui fino a centovent'anni, che c'ha i soldi per godersela. Glielo auguriamo di cuore. Noi, comuni mortali, non possiamo permettercelo!

29.5.07

Il segreto di Esma

Titolo originale: Grbavica
Nazione: Austria, Bosnia-Herzegovina, Germania
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Regia: Jasmila Zbanic
Cast: Mirjana Karanovic, Luna Mijovic, Leon Lucev,
Dejan Acimovic, Jasna Beri, Ermin Bravo, Bogdan Diklic
Produzione: Coop99 Filmproduktion
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: Berlino 2006 (27 Ottobre 2006)

Sarajevo, una donna e sua figlia. La madre, Esma, per tirare avanti, fa la cameriera in un localaccio di malavitosi. La figlia, Sara, è un peperino adolescente. Il segreto di Esma è intuibile. Alla fine ne verrà a conoscenza anche Sara. Andrà alla gita scolastica che le sta tanto a cuore perché Esma riesce a mettere insieme i soldi necessari, grazie alla solidarietà femminile. Ciò che Sara non capisce è l'ostinazione della madre a non procurarle l'attestato che le permetterebbe di parteciparvi gratuitamente in quanto orfana di un martire bosniaco...
Film della documentarista Jasmila Zbanic mostra, in filigrana, tutta la violenza segno del nostro tempo, sempre pronta a riesplodere sotto la superficie apparente della normalità.
Meritato Orso d'Oro berlinese 2006 è davvero da vedere. Ovviamente gira poco.

27.5.07

Borat!

locandina Anno 2006
Titolo Originale Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan
Altri titoli Borat!
Borat: Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan
Durata 82'
Origine USA
Genere COMMEDIA
Distribuzione 20TH CENTURY FOX ITALIA
Data uscita 02-03-2007 Vietato 14

Regia Larry Charles
Attori
Sacha Baron Cohen Borat Sagdiyev
Ken Davitian Azamat Bagatov
Pamela Anderson Se stessa

Borat è uno giornalista della Tv del Kazakhstan inviato negli Stati Uniti per girare un reportage. Borat è sessista, omofobo e razzista nei confronti di ebrei, uzbeki, cristiani e zingari. Gli piace la discodance, prendere il sole, sparare ai cani e fare fotografie alle donne nelle toilette.

Finto documentario, a basso costo, di Larry Charles - scrittore di sitcom con all'attivo un film insieme a Bob Dylan mai arrivato in Italia - ha guadagnato in poco tempo un sacco di milioni.
Con Borat ha fatto boom Sacha Baron Cohen attore, ma anche autore del soggetto e sceneggiatore.
Il film ha suscitato non poche reazioni e polemiche di bacchettoni e lobby assortite, ma è anche piaciuto molto. Le battute sono un susseguirsi d'irriverente e dichiarato politically incorrect.
In effetti la comicità facile e grassottella del film diverte, ma alla fine stufa anche. Niente di speciale insomma.

Tutti gli uomini del re

locandina
Titolo originale: All the king's men
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Steven Zaillian
Cast: Sean Penn, Jude Law, Kate Winslet, Patricia Clarkson, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins, Jackie Earle Haley, Kathy Baker, Talia Balsam (FilmUP)

Steven Zaillian sceneggiatore di Risvegli, Schindler's List, Gangs of New York, Hannibal e molti altri film, con questo remake ispirato alla carriera del governatore della Louisiana Huey P. Long, non sembra centrare completamente l'obiettivo.
Sean Penn, bravo come sempre, e sopra le righe come spesso, straripa.
Alla fin fine ci si annoia un po' a seguire le gesta di questo politico populista e demagogo che da venditore di spazzole diventa governatore. Ricorda da vicino tanti politici contemporanei nostrani fustigatori di costumi e arraffoni. Zotico furbo arriva ai vertici senza mai cogliere davvero il senso della realtà che lo circonda. Nulla d'imperdibile.

9.5.07

Ancora vivi

locandinaSTILL LIFE
(Sanxia Haoren)

REGIA: JIA Zhang-Ke
PRODUZIONE: Cina - 2006 - Drammatico
DURATA: 105'
INTERPRETI:
Han San-Ming, Wang Hong-Wei, Zhao Tao
SCENEGGIATURA: Jia Zhang-Ke
FOTOGRAFIA: Nelson Yu Lik-Wai
SCENOGRAFIA: Liang Jing Dong - Liu Qiang
MONTAGGIO: Kong Jing-Lei
MUSICHE: Lim Giong

Ancora vivi
. Ma il titolo originale Sanxia Haoren, significa La brava gente delle Tre Gole.

Fenjie è un villaggio all'incrocio di tre gole, sommerso dall'acqua. Lì si sta costruendo un'immensa diga. Il minatore Han Sanming vi si reca per cercare la moglie e la figlia che non vede da sedici anni. Shen Hong, giovane infermiera, ci viene perché vuole incontrare il marito assente da due anni. Storie incrociate con epiloghi diversi sullo sfondo di un enorme formicaio umano dove "il nuovo" avanza.
Leone d'oro veneziano 2006.
Se vi capita, da non perdere. Nonostante i lunghi piani sequenza non è noioso come potrebbe sembrare.

25.4.07

Referendum e nanopartitii

Duchamp
Gli fa paura tutto, anche il referendum.
Strilla Mastella, strepita Pecoraro Scagno. La paura di sparire fa novanta. Rischiano di perdere l'opportunità di guadagnare in un mese quello che le persone normali guadagnano in un anno. (A proposito, compagno Berti & C., dimezzarvi gli stipendi no eh?)
Massimo Giannini, mi pare, ha definito questa fase politica "liquida". Come la diarrea appunto.

20.4.07

Notizie odierne - Jurrasic Fart

Congresso diesse: si sta partorendo una "cosa" che dovrebbe chiamarsi Partito Democratico. Servirebbe un aborto terapeutico, ma per Rutelli è un "Passaggio senza precedenti nella democrazia italiana"

Vigevano e Pavia in fibrillazione: arriva il Papa (con letto personale al seguito). Centri bloccati. Strade ripulite e rifatte. Tombini sigillati. Mega palco e spianata di cemento negli orti Borromaici (in riva al Ticino) per la messa domenicale.
La sindaca Capitelli (DS) dice:"Pavia capitale morale del mondo cattolico"
...e chi non ci crede si fotta!


Infine grande notizia dal TGCOM: Luxuria: "Ho rifatto naso e seno"

Si sono estinti così i dinosauri?



6.4.07

Idiozie quotidiane - Fioroni scout

Confessi che da quando è ministro almeno una volta se lo sarà chiesto: perché proprio a me? "Me lo sono chiesto anche quando ho accettato di diventarlo. E mi sono ricordato che, come diciamo noi scout, non dobbiamo salvare il mondo, ma lasciarlo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato..."
(lastampa.it)

E già, fare il ministro è una croce... per questo nessuno ambisce alla carica! Ma il ministro dell'Istruzione ha lo spirito di servizio giusto (quello caro ai vecchi DC) e anche i giusti valori (quelli degli scout).
Finalmente si respira aria nuova. Grazie Prodi per averlo nominato.

4.4.07

Idiozie quotidiane - "Bagnasco vergogna"

"O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?"
"Corro a portare una lettera espresso
arrivata proprio adesso".
"O fattorino, corri dritto,
nell'espresso cosa c'è scritto?"
"C'è scritto: Mamma non stare in pena
se non ritorno per la cena
in prigione mi hanno messo
perché sui muri ho scritto col gesso.
Con un pezzetto di gesso in mano
quel che scrivevo era buon italiano.
Ho scritto sui muri della città
Vogliamo pace e liberta.
Ma di una cosa mi rammento,
che sull'a non ho messo l'accento.
Perciò ti prego per favore,
va tu a correggere quell'errore,
e un'altra volta, mammina mia,
studierò meglio l'ortografia." (Gianni Rodari)

Sembra davvero tanto minacciosa la frase scritta sul portone della cattedrale genovese? Eppure si vuol dare una scorta a monsignore Bagnasco, neo presidente Cei (quello che ha messo sullo stesso piano le unioni di fatto con incesto e pedofilia) e ci siano anche magistrati intenzionati ad aprire un'indagine contro gli ignoti imbrattatori di beni ecclesiastici.

23.2.07

Caduta libera in dodicesimi

Prodi ci riprova a 12 non negoziabili condizioni. Tutti accettano pur di non perdere una irripetibile occasione di governare ancora per un po'. Ma cosa accettano? C'è ampia materia di contenzioso su ogni punto, considerata la loro vaghezza. Cosa significa, ad esempio, "Impegno forte per cultura, scuola, università, ricerca e innovazione"? Tutto e niente. E il popolo del NO TAV che, a torto o a ragione, si è sempre opposto alla Torino-Lione, appoggiato da esponenti di spicco di questo governo, cosa farà? Si possono usare le "forze dell'ordine" per imporre le decisioni, dopo aver manifestato insieme? Il vero nodo è una maggioranza al Senato troppo risicata per governare. Con un'armata brancaleone di prime donne alle spalle poi... Anche arrogarsi il ruolo di "portavoce" è assai poco significativo se non si ha la forza d'imporre una linea politica. In queste ore si stanno mercanteggiando, sottobanco, voti di senatori, ovviamente in cambio di qualcosa. Squallido spettacolo! Se mancano così platealmente le condizioni per governare meglio, molto meglio, andare tutti a casa. Certo con la morte nel cuore perché si spalancano le porte alla destra, ma che fare se non si è in grado di governare?

Ecco per esteso le 12 condizioni poste da Prodi all’Unione:

1. Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito ONU ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all’estero.

2. Impegno forte per cultura, scuola, università, ricerca e innovazione.

3. Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare, ai corridoi europei (compresa la Torino - Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile.

4. Programma per l’efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori.

5. Prosecuzione dell’azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell’ambito dei servizi e delle professioni.

6. Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza.

7. Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica).

8. Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l’impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l’unificazione degli enti previdenziali.

9. Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l’estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido.

10. Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di Governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate.

11. Il Portavoce del Presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di Portavoce dell’Esecutivo.

12. Il coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all’azione di Governo, al Presidente del Consiglio è riconosciuta l’autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del Governo stesso in caso di contrasto. (lastampa.it)

31.1.07

Aerei e motorini

aereoDue notizie oggi mi solleticano avendone francamente basta della pantomima dei pacs (vedi a suo tempo notizieoggi: PACS) e di tutti i cattolicissimi onorevoli divorziati che virtuosamente li osteggiano.
Gara d'acquisto ALITALIA. Chiedo lumi ai giornalisti ufficiali, quelli che sanno. Perché mai si dovrebbe comperare un’azienda decotta che perde oltre un milione di euro al giorno e i cui dirigenti vengono pagati a peso d’oro? Non è per lo meno sospetto che a contendersela non siano altre compagnie aeree che fanno ugual mestiere, ma finanzieri e banche?
Il motorino del figlio di Nicolas Sarkozy, inflessibile ministro di polizia francese e candidato della destra alla presidenza della repubblica, rubato davanti a casa, è stato ritrovato nelle banlieue dove nel novembre 2005 bruciava la rivolta. Grazie all'analisi del Dna anche i colpevoli, sono stati assicurati alla giustizia. Vien da pensare che si sarebbe potuto rintracciare anche il nostro quando ce l'hanno rubato. Ma si sa: non tutti i motorini, come non tutti gli uomini, sono uguali.

27.1.07

Povera Italia!

Micidiale! Avevo sospeso a metà agosto due anni di blog "quasi serio" (GIORNALE - notizieoggi) per nausea profonda a commentare notizie alle quali si interessano solo pochi addettiai lavori. Basta guardare la tristezza in fotocopia di queste prime pagine per comprendere tanto disamore. Cosa può attirare persone con gli occhi pieni di immagini verso queste tristi testate? Io, vecchio dinosauro, continuo a pensare che il contenuto sia importante. Ma quale contenuto? Questi inutili fogli di carta stampata sono morti che camminano. Ha ragione Gramellini: notizie estenuate! Vedremo quante delle "novità" strombazzate oggi avranno pratica attuazione. Speriamo, fra tutte, non quella che vorrebbe in galera i coglioni negazionisti. Non voglio neppure più scomodare Voltaire.
Questo sarebbe un governo di sinistra? Possibile che non si rendano conto di essere lì, per il rotto della cuffia, solo perché dall'altra parte c'erano... Ringrazino il berlusconismo e la metà degli italiani che, pur sempre più disgustati, li rivoterebbero ancora domani pur di non ricadere dalla padella alla brace. Ma che Forza Italia! Povera Italia! Chi ha giornali illeggibili, televisioni inguardabili, politici scassati come i nostri? Dovrebbero darci un premio a noi italiani. Ci pensate? Nonostante tutto tiriamo avanti la carretta giorno dopo giorno più o meno come negli altri paesi "civili". Questo è eroismo!
Nota per chi capita qui per caso. Niente paura Ho solo voluto provare un nuovo blog e non ricomincerò a sproloquiare quotidianamente.



























Nota - Considerando che la "memoria" non la si impone per legge chi vuole può ascoltare le testimonianze di qualche sopravissuto all'inferno dei lager a questi link su Radio Popolare
Giornata della memoria 1
Giornata della memoria 2
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