30.5.14

Andy Rocchelli, fotoreporter pavese ucciso in Ucraina

Non c'è molto da dire quando si muore a trent'anni mentre si è impegnati a documentare una delle tante guerre cosiddette "a bassa intensità".
Una tragedia personale nel contesto di una tragedia collettiva quale sempre è la guerra sia di alta o bassa intensità, di prima o quarta generazione o comunque la si voglia definire.
Questo vuol essere solo un piccolissimo omaggio a uno sconosciuto fotoreporter, che, immagino, svolgeva con passione la sua difficile attività.

26.5.14

All'amico Giovannetti "Insieme per Pavia"

È successo quello che doveva succedere con, in aggiunta, la variante Renzi.
Nessuno poteva prevedere un tale successo personale, anche ipotizzando una sua non improbabile vittoria.
Casaleggio, con un aspetto da Nosferatu in parrucca, che inneggiava a Berlinguer a piazza del Popolo metteva i brividi. Chi ha vissuto quegli anni sa bene come "Lama frustaci" e Berlinguer, incapace di trasformare il successo elettorale in successo politico, non fossero esattamente degli idoli. Berlinguer ha avuto grandi colpe e chi ora lo idealizza non conosce la storia. I più giovani non sanno neppure chi fossero costoro.
Ma non è solo questo che ha fatto perdere voti al M5s.
A Pavia è tutta un'altra storia. Qui c'era "il formattatore" [sic!] che tanto piace ai pavesi e, pure a un livello incomparabilmente più basso, ha qualche tratto di somiglianza con Renzi.
Così Polizzi, uno che - con tutto il rispetto personale che gli si deve - di politica ne capisce anche meno dei sui leader nazionali, si troverà tristemente solo a fare opposizione in Consiglio comunale. Fuori dai giochi istituzionali, come era prevedibile purtroppo, anche gli unici che si erano battuti concretamente contro la "malapavia".
La "sinistra" non esiste (in quanto a peso politico) in sede locale, se non nelle illusioni virtuali di questo gruppo. E a livello nazionale sentire le puttanate televisive di Vendola sulla lista Tsipras, che per fortuna ce l'ha fatta a raggiungere un risicato 4%, fa solo incazzare.
Non vedo grandi possibilità di scalzare al ballottaggio il pupo-sindaco.
Se in quel museo degli orrori che è il Pd pavese ci fosse stato un "renziano" con una certa visibilità magari qualche possibilità ci sarebbe stata. Ma Depaoli, decisamente meglio dei renziani e anche di quel sepolcro imbiancato di Cuperlo che è venuto a sostenerlo nei meandri del sindacato, non ha appeal personale, ora più che mai imprescindibile per fare politica.
Voterò "il Depa" al ballottaggio e mi auguro che questa sia la scelta di tutti coloro che detestano, più che Cattaneo, i referenti di questa giunta. Intanto la mia, e non solo mia, vocazione a votare i perdenti temo proprio non verrà smentita.
Contiamo quantomeno quale divario c'è tra i due schieramenti ché, magari, potrebbe servirci per le prossime elezioni.


23.5.14

Politica a Pavia: dichiarazioni di voto

Siamo alle dichiarazioni di voto.
Giovannetti o Vanetti? Oh signur che rebelòtt!
I candidati sono Veltri e Dagrada.
Beh! Ci sono anche la Felicetti e Polizzi che se non altro sono ggiòoovani.
Il pentastellato Polizzi è inchiodato dai sondaggi all'8%. Fantasorpresone. Chissà che di questi tempi rabbiosi non ci arriva lui (tanto per usare il congiuntivo alla sindaco-ingegnere) al ballottage (si le maire-ingénieur n'obtient pas la majorité requise au premier tour).
E poi c'è il vero competitor di @alesindaco. Depaoli. Faccia pulita, buone intenzioni, persona "per bene".
Lo voterei volentieri il Depa che oltretutto "si è laureato con una tesi sugli Skiantos e Feakantoni" come dice la Bonanni, impareggiabile organizer and animator di generazioni spaziomusicalpavesi (e quel "fiːk" al posto di freak della grande Daniela nella lettera agli amici è tutto un programma).
Non è un trascinatore di folle "il prof" e non ha il sorriso ammaliante del pupo-sindaco, ma di sicuro ci sa fare con i congiuntivi. Peccato che dei congiuntivi non sbatta una bella minchiazza a nessuno.
Sì, lo voterei. Tra i scesi in campo è quello che decisamente preferisco.
Ma c'è un ma e non da poco. Il cavallo di Troia pieno di marpioni targato Pd pavese che si trascina.
I boss locali, i cui nomi tutti conoscono, discendenti della peggio Dc e del peggio Pci, non sono evaporati. Solo defilati: "Vai avanti tu che mi viene da ridere".
Se Depaoli ce la fa a conquistare il Mezzabarba poi a far scempio ci pensano loro. Come sempre.

PS
Ho visto e condiviso il riassuntone di Giovannetti "La mai finita Tangentopoli pavese".
Mi chiedo confuso: dove sta la differenza tra prima ed ora?
Perché dovrei votare, all'improbabile ballottaggio, il ritorno di quelli di prima se facevano le stesse cose di quelli di adesso?


19.5.14

Pavia. Ultimi fuochi di una scialba campagna elettorale. Cuperlo in campo per il PD

Aderendo all'invito di un sindacalista pavese in servizio attivo offeso per la definizione di "sotterranei" data da me alla sala congressi della Camera del Lavoro di Pavia ci "ho fatto un giro", come mi chiedeva lui, in occasione dell'arrivo in città di Cuperlo a sostegno della campagna elettorale di De Paoli.
Concordo. La sala, ristrutturata, è migliorata. Più colorata e meno tetra che in passato, ai tempi della mia fin troppo intensa frequentazione.
Ho rivisto vecchie conoscenze e qualche amico, valutando con una certa tristezza l'età avanzata dei partecipanti al comizietto elettorale di Cuperlo (tranne davvero poche new entry come il sindacalista, nonché consigliere comunale).
Per lo più persone che non avevano certo bisogno di essere convinte a votare PD.
Confesso di essere stato tentato anche da una certa curiosità per Cuperlo. Cosa può spingere uomini e donne intelligenti, per molti dei quali nutro rispetto, a sostenerlo tanto convintamente?
Cuperlo è un politico perbenino, da salotto buono, una specie di Montezemolo in quarto, abito scuro, cravatta, capello curato, tono soft.
È arrivato con il suo compitino e lo ha snocciolato lì da bravo scolaretto raccogliendo qualche applauso nei passaggi più scontati, vantandosi pure "di non essere uno che buca il video".
Peccato che nei tre quarti d'ora del suo piccolo show non abbia detto una cosa che fosse una degna di nota.
Assenza totale di autocritica. Tutta le responsabilità di quanto è successo in Italia negli ultimi anni lo ha tranquillamente addossate agli altri, quasi che il suo partito fosse sempre stato all'opposizione e immacolato.
Una lettura della "crisi" disarmante per povertà analitica venata di un pietismo d'accatto, di stampo cattolico (non si è neppure risparmiato un richiamo a Maritain) per i più socialmente sfortunati.
Anche quando, concessione alla moda, ha citato Keynes lo ha fatto scordando come abbia funzionato in certi casi e non in altri, senza aggiungere che lo stesso barone di Tilton aveva messo in guardia dal pensare che la sua fosse una medicina miracolosa buona per tutti gli usi.
Parlando con accorata doglianza della caduta del Pil si è ben guardato dall'accennare alla follia di un Pil che dovrebbe crescere all'infinito, lamentando solo che in Italia non si costruiscano più tante belle automobiline e vespette come un tempo.
Non un cenno alle ragioni per le quali Grillo riempie le piazze oltre ogni dire mescolando indubbie verità ad immense cazzate, mentre lui, pure già in lizza per diventare segretario nazionale, si ritrova con una manciata di persone un po' vintage - e mi ci metto pure io! - e quadri sindacali o di partito in una saletta confederale (per quanto ristrutturata).
Nulla sul fatto che il PD sarebbe ormai fuori gioco completamente se non avesse trovato sulla sua strada un "salvatore" tipo Renzi capace di sparare bubbole accompagnandole con una manciata di euro per un elettorato disperato (e questo silenzio è comprensibile considerando che avrebbe potuto essere Cuperlo stesso l'affossatore definitivo del PD se Renzi non l'avesse spazzato via).
Niente sulla malapolitica pavese, sulla 'ndrangheta, sulle slot, sulla passata disastrosa amministrazione comunale targata PD il cui influente vicesindaco è finito da poco in manette e che ha spalancato le porte all'attuale sindaco uscente berluschino, "il più amato d'Italia" [sic!] a dar retta alle cronache.
Si è soltanto detto fiducioso che il povero De Paoli (la cui unica colpa è quella di "essersi fatto tirare da mezzo") una volta eletto saprà conoscere uno per uno i problemi dei singoli cittadini pavesi e risolverli.
Silenzio tombale infine sull'Europa e problemi connessi.
Un tempo "seguiva dibattito", ma ora tutti in piedi e a casa ché si sono fatte quasi le otto ed è ora di cena.
Non prima però di essersi pigiati deferenti intorno al grande oratore venuto dalla capitale per un complimentoso salutino.

PS
Speriamo che venerdì 23 marzo alla sala San Martino di Tours per la chiusura della campagna elettorale di "Insieme per Pavia" l'atmosfera sia un po' più frizzante.
Confido per questo nel mio amico Bolis.

18.5.14

Grillo. Dedicato a chi (forse) non aveva mai visto i suoi spettacoli o (forse) allora applaudiva ed ora si scandalizza

Correva l'anno 1997 e Grillo portava in tournée l'ottimo spettacolo di critica alla pubblicità.
Ricordo bene però che la battuta gratuitamente volgare rivolta alla vecchina della pubblicità della candeggina Ace non mi divertì. Non per altro, ma per l'inutilità dell'insulto in un contesto di intuizioni intelligenti.
Si trattava di una aggiunta estemporanea al testo "ufficiale" pubblicato (che ho riprodotto). Estemporanea fino ad un certo punto perché Grillo, conoscendone l'effetto, la ripeteva uguale a se stessa ad ogni replica (come per ogni altro professionista che si rispetti l'improvvisazione è soltanto una sensazione ad uso di chi ascolta).



Mi meravigliai che intorno a me gli spettatori scoppiassero a ridere e applaudissero convinti.
Grillo, allora come ora, sapeva come vellicare il suo pubblico, ero io a non capire.
Più tardi - ma l'ho scoperto solo ora cercando il video d'epoca di Grillo su Youtube - la stessa vecchia signora è diventata, ripetitivamente, oggetto degli strali di un altro comico (Paolo Hendel, non meno pesantemente volgare).
Conclusione: a molti piace questa comicità grassa e facile. Non è certo una novità. Ne è piena la storia del teatro.



13.5.14

"Santini elettorali"

Spam e gusto dell'orrido dei "santini" elettorali non sono il peggio.
Inquietante è l'esercito dei "candidati" a caccia di un seggio.
Una pletora d'individui giovani e meno giovani senza preparazione politica (e spesso anche culturale) che mai si sono impegnati in alcunché, ma si aggregano a un carro, qualsiasi esso sia, sperando di farcela in mancanza di altra occupazione.
Dilettanti allo sbaraglio attratti dal "mettersi in politica" come modo facile per sfangarla e magari far carriera e soldi (più o meno lecitamente, ma chissenefrega! Intanto i Frigerio, i Greganti e le migliaia di corrotti e corruttori che li hanno preceduti e seguiti non affondano mai veramente perché i loro partiti sono sempre lì, con nomi sempre diversi, a fare le stesse cose).
Un po' come partecipare a un concorso pubblico. Se va bene, o si hanno le giuste raccomandazioni, è fatta.
Tristezza! E pensare che in altri tempi persone che politica la facevano sul serio e s'impegnavano davvero con l'ingenua speranza di migliorare il mondo, snobbavano le candidature.
Forse colpa di Aureliano Buendìa che da Macondo sentenziava:"Perderemo tempo finché quei cornuti del partito continueranno a mendicare uno scanno in parlamento."

7.5.14

Fassino... e tanti altri come lui


"Dito alzato io? Ma figuriamoci!"
Il problema di Fassino, sindaco di Torino non è il dito alzato verso chi lo contesta e la conseguente perdita di bon ton.
Ma chissenefrega! Le buone maniere, come il buon gusto, li lasciamo senza rimpianti al passato e agli ipocriti che abbondano anche nel presente.
Il fatto è che Fassino, come tanti politici, è un bugiardo, un contaballe cronico, e nega l'evidenza fintanto che non è preso con le dita nella marmellata (una immagine col dito alzato, una intercettazione telefonica con espressioni d'euforia per avere messo le mani su una banca ecc.)
Allora si arrampica sui vetri nel puerile tentativo di rivoltare la frittata per far credere che lui non ha mentito, ma è solo stato mal interpretato.
Brutti tipi quelli come Fassino. Hanno disfatto la sinistra della quale pretendevano di essere interpreti, e sarebbe il meno. Il guaio è che hanno fattivamente contribuito a ridurre l'Italia nello stato attuale e davvero non si vede quale sia stato il loro contributo positivo sia come "politici" sia come "amministratori".


1.5.14

Voto utile per Pavia

Leggo su "Dire, fare baciare" e sul Ticino la lettera, comunicato, presa di posizione, riassunto di buone pratiche - non so come definirla - firmata da 4 noti pavesi.
Non si può che condividere, ovviamente.
Nel clima rissoso di stampo preelettorale ciascuno ha i propri amici e cerca di tirarli in ballo.
Le firme in calce al testo non significano necessariamente adesione politica o dichiarazione di voto per "Insieme per Pavia".
Sembrano più che altro un non troppo impegnativo attestato di stima per le buone iniziative intraprese a fronte di speculazione, corruzione, malaffare presenti a Pavia come e più che altrove.
Del resto i firmatari, non potrebbero essere più "politicamente" distanti l'uno dall'altro.
Quattro persone "per bene" come tante, sicuramente la maggioranza dei pavesi, indignate per come vanno le cose in questa città e solidali con chi ha denunciato e per questo è stato intimidito e oggetto di violenza.
Ma nonostante le apparenze che farebbero pensare a una condivisione dell'informazione ormai generalizzata prima per gli utenti di internet ed ora più che mai con l'esplosione dei social network, è da tempo risaputo come troppa informazione equivalga a nessuna informazione.
Dunque quella maggioranza di persone "perbene" che condanna senza mezzi termini ogni sorta di malaffare e s'incazza su tutto, non sembra troppo consapevole del fango nascosto sotto la crosta sonnacchiosa della città e la patinata immagine del suo giovane sindaco. Così quando i pavesi votano finisce sempre che fanno vincere gli stessi partiti di sempre (fatta salva l'incognita 5 stelle).
Il sapere che i politici locali, in sintonia con quelli nazionali, siano prodighi di promesse mai mantenute e coinvolti in ogni genere di scandali sembra non avere alcuna influenza sulle loro scelte.
Questa la ragione per la quale l'appello "a difesa della legalità a Pavia, contro ogni genere di corruzione e di infiltrazione mafiosa" (come si legge sul locale giornale cattolico) dei quattro volonterosi personaggi temo si concretizzi difficilmente in un assist elettorale a "Insieme per Pavia".
Legittimo l'uso elettorale che se ne fa, ma il protagonismo dei partitini più o meno di "sinistra" che tutti insieme faticano a raggiungere un misero quattro per cento, il culo di pietra del locale PD, l'arroganza un po' volgare di taluni e i voli pindarici di altri che pur giustamente hanno tentato di costruire una specie di fronte comune contro l'affarismo e i politici poco raccomandabili che influenzano le scelte in questa città depongono assai sfavorevolmente sul futuro prossimo di questa città.


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