27.10.12

Berlusconi torna in campo e dichiara guerra alla magistratocrazia comunista e al fisco

Lo sapevo che era troppo bello per essere vero. (Ferrara e l'addio del suo Cavaliere)
Berlusconi fuori dai coglioni. Un sogno durato vent'anni che ieri sembrava avverarsi.
Oggi il Cavaliere con una conferenza stampa (in realtà un comizio fiume di un'ora) insieme al suo avvocato Ghedini - che noi paghiamo come parlamentare - ha esposto il suo programma contro i giudici e le tasse e a favore dei ricchi e degli evasori.
Ha sparato a zero non solo sulla Magistratura e sul fisco, ma anche sull'Europa e la Germania in particolare, sulla politica economica del governo Monti, suddita della finanza internazionale, chiedendo una riforma costituzionale che dia poteri pressoché pieni al Presidente del Consiglio.
Ha dato la sua personale versione della crisi monetaria, dello spread e della cacciata di cui è stato vittima, che avrebbe accettato solo per amore dell'Italia.
Come voglia realizzare un tale programma non lo ha detto a parte il fatto che tornerà da Vespa e nei telegiornali per fare campagna elettorale.
Medita di staccare la spina a Monti e andare quanto prima ad elezioni, perché, dice, deve impedire che l'Italia resti una "Repubblica Giudiziaria".
Che dire? L'uscita di scena è durata un giorno. Forse Berlusconi sperava così di ammorbidire le sentenza in arrivo del Tribunale di Milano. La condanna a quattro anni ricevuta invece lo ha fatto scatenare. E siamo da capo.

26.10.12

Ferrara e l'addio del suo Cavaliere


Se è vero - faccio ancora fatica a crederci - Berlusconi se ne va. Toglie definitivamente il disturbo dopo vent'anni di occupazione della scena politica.
Giuliano Ferrara, barrisce il suo addio dalle colonne del Foglio. Da buona e consapevole mosca cocchiera del Cav, del quale è una dei tanti grati beneficiati, si auto incensa, in quanto ghostwriter, celebrando il discorso d'apertura, richiamato paro paro nelle poche parole di chiusura, pronunciato da Berlusconi.
Era il gennaio 1994, la scesa in campo a tutela dei suoi interessi privati - come capirà bene chi vuol capire negli anni successivi. Il discorso televisivo "L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti..."
Per Ferrara è la "fine di un’epoca, quella del carisma personale, delle emozioni, dei grandi progetti sognatori, del fuoco nella pancia..."
Per noi comuni cittadini che della mensa del grande sognatore non raccoglievamo neppure una briciola è la fine di un incubo.
Ma solo l'incubo del suo eventuale ritorno in prima persona - almeno si spera!
Perché il "berlusconismo", con lo sdoganamento politico dei peggiori figuri circolanti in Italia, e la giustificazione di ogni folle rincorsa al profitto personale in totale dispregio degli interessi collettivi è ancora saldamente qui e ci resterà per un pezzo.
Pervade i ceti abbienti.
È di oggi il niet della Confindustria a un prelievo irpef del 3% sull'eccedenza oltre i centocinquantamila euro all'anno di guadagni (alla fin fine poche decine di euro, meno di una cena in qualche ristorante neppure troppo rinomato). Lorsignori si sentono taglieggiati.
Analogamente la Consulta blocca, potendolo fare, il taglio agli stipendi di magistrati e alti dirigenti - del del 5% per la parte eccedente l'importo di 90000 euro fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150000 euro.
E così la "casta", dopo decenni di sperperi e appropriazioni indebite di denaro pubblico, si oppone con successo ad ogni ipotesi di riduzione drastica e reale dei mille privilegi di cui gode.
Chiunque possa scarica i propri costi aggiuntivi su chi non può fare a meno di pagare, e sempre più manca di potere contrattuale, lo fa spudoratamente. I lavoratori dipendenti e i pensionati, l'ultima ruota del carro, quelli dai quali si può prelevare a man bassa invece non hanno alcuna voce in capitolo.
Non c'è più il governo Berlusconi, è vero, ed è un sollievo, ma il grande tecnico, il "professor" Monti con il suo stuolo di super competenti che faticano a parlare con i comuni mortali e quando lo fanno sembrano straniti, come alieni che di questo mondo sanno e capiscono poco, non ha cambiato di molto gli andazzi.
Certo, lo stile sgangherato del satrapo di Arcore, con il suo seguito di malaffare e corruzione che ha infettato permanentemente tutta la politica e la società italiana ha lasciato il posto alla sonnolenta compostezza del liberista friedmaniano, ma per i ceti meno abbienti le cose vanno sempre peggio mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e prepotenti.
Ferrara si dice pronto, insieme a quel che resta del movimento berlusconiano che si lascerà consigliare dal capo carismatico, a favorire "una certa Italia verso politiche di riforma liberali e pro mercato, in reazione al ritorno nella crisi di una cultura vetero-laburista, pianificatrice, collettivista secondo i canoni peggiori del Novecento"
Continuare a fare il pesce pilota degli squali che compongono l'1% della popolazione mondiale è la sua vocazione.
Io mi auguro al contrario che l'epopea della Dallas italiana impersonata da Berlusconi perda rapidamente appeal e venga cancellata definitivamente dal nostro palinsesto istituzionale come il sequel dell'omonima soap americana è stata cancellata da Canale 5 perché nessuno l'ascolta più.
[Ndr: Anche Gramellini - ben più sagacemente - su La Stampa, Ultima fermata Dallas, rileva il parallelismo tra J.R e Silvio]

15.10.12

Orecchiette di grano arso, asparagi e pomodorini

Arrivi a casa e vuoi farti un veloce piatto unico di pasta e verdure?
Vediamo in dispensa. Ci sono rimaste delle orecchiette di grano arso. Hanno un colore scuro, di per sé poco invitante, ma un buon sapore, un po' particolare. Sono un composto di semola di grano duro, acqua, farina di grano tostato al 25%.
Ne prendo i soliti 80 grammi per un piatto da singolo.
Vediamo in frigorifero. A suo tempo ho surgelato una grande confezione di asparagi freschi e ce ne sono ancora. Ne prendo quattro o cinque. Ci sono anche piccoli pomodorini. Ne prendo sette o otto (sono poco più grandi di una biglia). Prendo anche mezzo scalogno e una punta di peperoncino rosso.
Procedura.
Mentre le orecchiette cuociono in abbondante acqua salata affettare sottilmente lo scalogno e farlo appassire in una piccola padella con poco olio extravergine di oliva. Aggiungere il peperoncino spezzettato, gli asparagi tagliati in piccoli pezzi, ed infine i pomodorini spellati e aperti in quattro parti. Salare. Quando le orecchiette sono pronte, ma al dente, metterle nella padella insieme al sugo aggiungendo, all'occorrenza, un po' d'acqua di cottura. Rigirare e impiattare.
Completare con ricotta salata grattugiata.
È ovvio che le orecchiette di grano arso possono essere sostituite da qualsiasi altro formato di pasta e la ricotta salata non è indispensabile, ma così il piatto è particolarmente gustoso.


14.10.12

Il libro dell'inquietudine - Frammenti

Fernando Pessoa

Invidio tutte le persone per non essere me. Come tutte le cose impossibili, questa mi è sempre parsa la maggiore di tutte, è quella che maggiormente si è costituita in mia ansia quotidiana, in mia disperazione di tutte le ansie tristi. 21

Alcuni governano il mondo, altri sono il mondo. Tra il milionario americano, con conti in Inghilterra, o in Svizzera, e l’autorità socialista di un villaggio, non c’è differenza di qualità ma solo di quantità. Al di sotto di loro ci siamo noi, gli amorfi, lo sconclusionato drammaturgo William Shakespeare, il maestro di scuola John Milton, il vagabondo Dante Alighieri, il garzone che ieri mi ha fatto una commissione, o il barbiere che mi racconta barzellette, il cameriere che mi ha appena augurato
amabilmente buona salute, per aver io bevuto solo metà del solito vino. 35

A me, quando vedo un morto, la morte sembra una partenza. Il cadavere mi dà l’impressione di un abito abbandonato. Qualcuno se ne è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell’unico abito che indossava. 37

Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta, che è la più spaventosa delle stanchezze. Non pesa  come la stanchezza del corpo, né inquieta come la stanchezza della conoscenza emotiva. È un peso della coscienza del mondo, un non poter respirare con l’anima. 40

Vivere una vita priva di passioni ma colta, nella serenità delle idee, leggendo, sognando, e pensando di scrivere; una vita sufficientemente lenta per rimanere sempre ai margini del tedio, sufficientemente meditata per non imbattersi mai in esso. Vivere questa vita lontano dalle emozioni e dai pensieri;  viverla solo nel pensiero delle emozioni e nell’emozione dei pensieri. 42

La solitudine mi deprime; la compagnia mi opprime. La presenza di un’altra persona svia i miei pensieri: sogno la presenza di tale persona con una distrazione speciale, che tutta la mia attenzione analitica non riesce a definire. 45

L’idea di un qualsivoglia obbligo sociale – andare ad un funerale, trattare insieme a qualcuno una questione d’ufficio, andare alla stazione ad attendere una persona qualsiasi, conosciuta o sconosciuta – solo l’idea mi sconvolge i pensieri per un’intera giornata, e a volte comincio a preoccuparmi il  giorno prima, e dormo male, e il caso nella sua dimensione reale, quando si verifica, è assolutamente insignificante, e non giustifica nulla. Tuttavia, la cosa si ripete e io non imparo mai ad imparare. 46

11.10.12

Farro, porro, zucchine, pomodorini, mazzancolle, peperoncino

Il farro è il frumento alle origini. Ricco di fibre, di vitamine e di sali minerali, poco calorico, contiene metionina ed era il cibo dei legionari romani. [Grazie Wiki!]

Avendo un sacchetto di farro bio, di quello che cuoce in una mezzoretta, e del brodo di petto di pollo ho proceduto più o meno come per un risotto.

Dose singola abbondante per piatto unico (nella foto metà dose).

In una piccola casseruola (io ho usato un minuscolo wok con coperchio di vetro) affettare finemente il porro (un pezzettino di quattro o cinque centimetri ), soffriggerlo insieme a un mezzo peperoncino rosso fresco, privato dei semi e spezzettato, in poco olio d'oliva vergine, aggiungere una piccola zucchina affettata sottile, salare, mescolare e unire 80 grammi di farro dopo averlo lavato in acqua corrente. Coprire con brodo caldo e portare a cottura.

Il coperchio di vetro permette di controllare la quantità di liquido e aggiungerne all'occorrenza. L'ideale è averne messo una giusta quantità per un totale assorbimento a fine cottura senza doverne aggiungere.

Tre o quattro minuti prima che il brodo sia completamente riassorbito unire qualche pomodorino ciliegino tagliato in due o quattro parti e le mazzancolle sgusciate(cinque o sei).

Ne risulta un piatto molto saporito. Io l'ho accompagnato con un bicchiere di Roero Arneis.

Il brodo di pollo o carne non è indispensabile. Basterebbe brodo vegetale, ma il piatto risulterebbe un po' meno gustoso.

Evidentemente questa preparazione del farro si presta a molte varianti.
Ad esempio invece dei crostacei potrebbe esserci del prosciutto cotto tagliato a dadini, unito subito al soffritto di porro, magari sostituendo la zucchina con dei piselli.
Il peperoncino fresco non deve sovrastare i gusti con un piccante eccessivo. Si può anche usare quello secco o pepe o niente del tutto. In luogo del porro si potrebbe mettere scalogno o semplicemente cipolla. E così via.
Ogni variante comporta, ovviamente, diversità di sapori.

10.10.12

Il Grillo nuotatore... ma allora lo fa apposta!


Troppo intelligente il Beppe e troppo incredibile che i suoi esperti comunicatori non cogliessero l'immediato collegamento metaforico con altri illustri nuotatori... dunque tutto ben calcolato! (si spera)

In Sicilia candidati buoni per tutti i culi

Per la serie "tutti gli uomini di Casini", l'uomo della politica sèria che fa solo cose sèrie, è un fan della sèrietà e ha nelle sue file solo candidati sèri perché, vivaddio, bisogna essere sèri!

Elezioni in Sicilia: spunta un candidato per due partiti

1.10.12

Una risata vi seppellirà. Il Washington Post riaccende l'attenzione per Grillo

Oggi il Washington Post ha dedicato a Beppe Grillo un lungo articolo ( In Italy, a comedian is getting the last laugh)

Non dice niente di particolarmente nuovo, denota però l'interesse dell'America per il movimento del comico genovese. La ragione è semplice: in questo clima di totale disfacimento della credibilità delle forze politiche in campo, potrebbe terremotare l'Italia e con essa l'intera Europa.

Non da solo ovviamente. Il Movimento 5 Stelle è un sasso in movimento insieme a tanti altri di natura simile o contraria che si stanno smuovendo in Europa e potrebbero trasformarsi nella valanga che va a infrangere la delicata cristalleria degli stati europei, uniti solo nell'euro.

Lo strillio continuo "lo vuole l'Europa" per giustificare qualsiasi scelta del governo Monti - e magari anche la sua permanenza post elettorale - la dice lunga sull'isteria che dilaga in Italia tra tutti coloro che vedono in Monti l'unica salvezza per sé stessi e gli interessi che rappresentano. Il trimarano Casini, Fini, Montezemolo, con vasta ciurma annessa, che tesse le lodi del Professore sperando di mantenere in poppa il vento del Quirinale e del Vaticano la dice lunga al proposito.
Le cazzate che spara il playboy Berlusconi (come lo definisce il giornale americano) appena apre bocca, e la ladroneria sguaiata del personale politico targato PDL, li fa sperare che sia ormai politicamente defunto sia il cavaliere che il suo partito (ma attenti tutti a vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso!)*
D'altra parte la totale scempiaggine delle querelle interne alla cosiddetta "sinistra" ne fanno una potenziale alternativa intenta a martellarsi le palle da sola (vecchio sport nel quale i suoi leader eccellono).
Insomma più sono le eclatanti disgrazie altrui e più è intenso per l'asse fluttuante tra centro e destra il tentativo di mascherare il proprio niente politico, tentando di occultare anche le enormi responsabili sia per la situazione economico-sociale, sia per gli insopportabili livelli di malversazione e corruzione.
_________________________

* i sondaggi di Mentana su La 7 attribuiscono ancora a Berlusconi, nonostante tutto, un 11% di favori personali, alla pari con Bersani ormai sorpassato anche da Renzi, salito al 14%

Morto Eric Hobsbawm il grande storico marxista del "secolo breve"

A poco a poco il '900 se ne va...
Morto Eric Hobsbawm il grande storico marxista del "secolo breve"
Ripropongo qui Manifesto per la storia un suo discorso pronunciato all'Accademia britannica nel novembre 2004

Foto: A poco a poco il '900 se ne va...
Morto Eric Hobsbawm il grande storico marxista del "secolo breve" 

Marigold Hotel

Niente più di una piacevole commediola old fashioned con noti attori inglesi impegnati a dimostrare che, nonostante tutto, anche "vecchio" può essere bello. Infatti i protagonisti sono pensionati (o comunque in età da pensione) non troppo ben messi, ciascuno con le sue vicissitudini esistenziali.
Finiscono in uno sgangherato hotel indiano, completamente spaesati nel mezzo di un'India molto di maniera nella quale restano soltanto sahib stranieri. Solo perché l'idea consolatoria del film è che ci sia sempre la possibilità di ricominciare e rifarsi una felicità il lieto fine è garantito.

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