25.2.09

Gianni e Pinotto s'accordano sul nucleare

Non c'è mai limite al peggio. Adesso il cavaliere prova a mettere sul groppone di noi poveri italiani l'obsoleta tecnologia nucleare francese che nessun altro al mondo compra. Chi se ne frega dei costi e dei rischi? Ovunque, persino in America, si cercano strade alternative per produrre energia, ma qui, anziché tappezzare i tetti di pannelli e sfruttare "'o sole mio", si torna all'atomo senza che nessuno dei problemi posti dalle centrali nucleari sia stato minimamente risolto.
Con quello che sta succedendo nel mondo, sia dal punto di vista economico che ambientale, tutti dovrebbero comprendere la necessità di altri modelli di sviluppo, ma per tipi come Berlusconi e Sarkozy simili preoccupazioni non esistono. Eppure c'è chi continua a votarli.

Per approfondimenti vedetevi, se ne avete voglia, alcune illuminanti puntate di Report.

02/11/08 L'EREDITA' Spegnere le centrali dopo che il referendum dell'87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per ...

19/11/00 RADIOATTIVITA' DI STATO
01/03/01 RADIOATTIVITA' DI STATO (aggiornamento)

16/03/08 L'ALTRO MODELLO Petrolio, gas, uranio sono concentrati in poche zone del pianeta mentre i consumatori sono dappertutto. Sole e vento invece sono ovunque e sempre vicini a chi consuma energia. Intanto i consumi di energia ...

24.2.09

Nacquero comunisti, morirono democristiani. Ora a nazionalizzare ci pensano gli economisti

Nati il 21 gennaio 1921 da una costola del partito socialista quella dei comunisti italiani è una triste parabola. Gli ultimi epigoni di Gramsci hanno consegnato i brandelli di un glorioso passato a Dario Franceschini pupillo di De Mita, democristiano dell'ultima ora. Amen.
Nella contingenza qualcuno, attanagliato dai ricordi, preferisce vacanze vietnamite. Uh! Uh!
Ora le nazionalizzazioni le vogliono gli economisti. Greenspan e Krugman (Gli Zombie del credito), uniti nella lotta, esortano Obama a nazionalizzare le banche. Uh! Uh! Uh!

Criminalità ecc. Passaparola, Travaglio, I girorondini



Noioso come spesso Travaglio, ma come sempre ricco di spunti interessanti. Chi ne ha voglia se lo senta. Tra l'altro parla di un articolo di Luca Ricolfi: Gli stranieri e la mecca del crimine che val la pena leggere.

22.2.09

San Remo: vomito canoro e... Luca era gay



Possibile che si debba ancora sopportare uno spettacolo simile pagato sproporzianatamente con i soldi del nostro canone? Evidentemente si e, ciò che è peggio, ci sono pure milioni di italiani che lo guardano 'sto festival!

20.2.09

Putin e Murdoch, New York Post, Anna Politkovskaja

Dovranno trovare qualcun altro per scrivere il prossimo piano di stimolo

Russia e America, Putin e Murdoch (amici e colleghi del Cavaliere).
Il giornalaccio scandalistico New York Post (di proprietà, come Sky del tycoon australiano) ha scatenato una valanga di proteste a causa della vignetta di Sean Delonas trasparentemente razzista. (vedi Il Messaggero)
A Mosca sono stati assolti quattro imputati per l'assassinio della giornalista Anna Politkovskaja (vedi La Stampa ma anche il manifersto) che tanto fastidio aveva dato all'ex presidente ed attuale primo ministro.
Nel 2006 l'omicidio si inquadrava in uno scenario di deterioramento dei diritti civili e politici nel paese. Per quanto concerne la libertà di stampa l’ONG statunitense Freedom House (la vera Casa della Libertà, non quella di Berlusconi) ha inserito la Russia nel gruppo dei paesi “not free”, ma anche l'Italia era classificata, unica in Europa, "parzialmente libera".

18.2.09

Crozza si dimette da Veltroni



E adesso che Veltroni "pacatamente", rilassato e sorridente (non doveva farcela proprio più il povero Uòlter) se ne è andato, cosa ci proporranno di nuovo dopo il reggente? Bersani? Argh! D'Alema? Doppio argh! Fassino? Bleah!

17.2.09

Le condizioni d'utilizzo capestro di Facebook

Lo sapete che Facebook ha modificato le condizioni di utilizzo ed ora ha tutti i diritti d'uso e manipolazione dei materiali da voi pubblicati anche se bloccate l'account e chiudete le vostre pagine? "Vous accordez à Facebook le droit irrévocable, perpétuel, non-exclusif, transférable et mondial (avec l’autorisation d’accorder une sous-licence) d’utiliser, copier, publier, diffuser, stocker, exécuter, transmettre, scanner, modifier, éditer, traduire, adapter, redistribuer n’importe quel contenu déposé sur le site." (vedi Le Monde)
Vero è che la maggior parte di quanto pubblicato è cacca però...
Ad esempio vi siete giocati per sempre i diritti sulle vostre foto, o almeno così sembrerebbe, visto che, pure togliendole, Facebook può sempre recuperarle dalle copie archiviate.
E bravo il nostro giovane Mark Zuckerberg che del resto non ha mai fatto mistero dell'intenzione di utilizzare il social network per ricerche di marketing. Ha detto alla platea del Forum economico mondiale di Davos che condurrà ricerche mirate su gruppi specifici di persone. Circa 150 milioni di utenti, attualmente su Facebook, hanno fornito gratuitamente età, sesso, stato civile e molto altro (con i quiz e la apertura dei gruppi). Clap, clap, clap!

Mills, il corrotto, condannato. Berlusconi, il corruttore, salvo grazie al lodo Alfano, trionfa in Sardegna

Allora: l'avvocato Mills e stato condannato a quattro anni e mezzo per esser stato corrotto da Silvio Berlusconi con almeno 600000 euro per dichiarare il falso. Il nostro presidente del consiglio però si è messo al riparo dai processi grazie all'Angelino Alfano e alle leggi fatte su misura come i vestiti. Ciò nonostante gli italiani, in consistente percentuale, continuano a votarlo ed io, francamente, non ne capisco la ragione. In Sardegna Berlusconi "ci ha messo la faccia" e ha vinto ancora, collocando il figlio di un suo commercialista a fare il governatore. Siamo in pieno clima imperiale. Non che dall'altra parte ci fosse granché. Uno come Soru non vedo come possa suscitare grandi entusiasmi. Del resto, con a senza Veltroni, la prossima sberla il PD la prenderà alle elezioni europee. Mi sembra chiaro che c'è almeno un dieci per cento di italiani che sono di sinistra, ma non si fidano più di nessuno e semplicemente si astengono dal votare qualsiasi candidato proposto dai partiti esistenti (inclusi Rifondazione & C). Poi c'è anche una percentuale di persone "per bene", informate, razionali e nauseate dal ceto politico di entrambi i maggiori schieramenti che non ce la fa più a vincere il ribrezzo e votare "turandosi il naso". Restano gli altri, più che sufficienti a mantenere sugli scudi il cavaliere e i suoi scherani (Mastella compreso). Ma che bella giornata!

15.2.09

Mastella: “farabutti e ipocriti sul piano morale” tutti quelli che ritengono che con questo accordo Berlusconi abbia pagato il “debito” contratto

Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Clemente Mastella, alle prossime elezioni europee, nelle liste del PdL.
Guai a chi osa insinuare che un pingue seggio europeo a chi ha fatto cadere il governo Prodi - e con le sue forze non avrebbe superato lo sbarramento del 4% - sia l'obolo del Cavaliere. Sono sempre alti gli stimoli morali che motivano le azioni del buon Clemente. Votatelo! Votatelo!

14.2.09

Brunetta, Gelmini e la Tanzania

Piacerebbero a Brunetta, il copione (vedi L'espresso) e alla Gelmini, bocciata anche dal Consiglio Nazionale del suo stesso ministero (vedi La Stampa) i metodi sbrigativi usati in Tanzania (vedi BBC news). Là gli insegnanti, accusati di essere in ritardo con il programma e di non insegnare conformemente ai programmi ufficiali, vengono bastonati dalla polizia in classe, davanti ai loro scolaretti.
Viva la civiltà!

13.2.09

Ezio Mauro, direttore di Repubblica, risponde al direttore di Avvenire che sostiene di non aver mai definito "boia" il padre di Eluana Englaro

RISPOSTA ALL'AVVENIRE
Il direttore di "Avvenire" ritiene di dover rispondere a "Repub­blica" e lo fa con i toni della bat­taglia che il suo giornale ha so­stenuto in queste settimane sul ca­so Englaro. Sostiene che "Avvenire" non ha mai «abbinato il nome del signor Englaro» alla qualifica di «boia». Vediamo l'editoriale del quotidiano della Cei di martedì scorso, 10 febbraio: «Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gu­sto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che oc­chi ci guarderanno? Misurando co­me le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e maestro e amico e gli potrebbe di­ventare testimone d'accusa e pub­blico ministero e giudice e boia?». Ognuno può trarre il senso logico di queste parole, di queste allusioni e di queste intenzioni. Se «Eluana è stata uccisa», se per questo dobbia­mo chiedere perdono ai nostri figli «e figlie», cosa significa sostenere che i figli non potranno più parlare di vita e di morte con «chi gli è padre e maestro e amico», temendo e so­spettando che possa diventare «te­stimone d'accusa» e «pubblico mi­nistero» e «giudice» e «boia»? A me pare chiaro. In questa vicenda era in campo - c'è stato per 17 anni - un solo padre, che certo per Eluana è stato anche maestro e amico, tanto da volerle essere fedele fino in fon­do, testimone d'amore e non «d'ac­cusa», genitore e non «pubblico mi­nistero», giudice soltanto del senti­mento familiare che lo lega a sua fi­glia, del suo divenire e del suo risol­versi rimanendo intatto: proprio per tutto ciò quella parola finale -boia- a nessuno dovrebbe venire in mente di pensarla, non solo di scri­verla. Se il direttore di "Avvenire" oggi non lo pensa, meglio per lui e per tutti: ne siamo lieti. [...]
(e. m.)

9.2.09

Siamo nella emme, rompiamo il silenzio. Che fare? Almeno firmiamo gli appelli di civiltà!

Oggi l'invito a firmare è per l'appello di Libertà e Giustizia sottoscritto, come primi firmatari, da Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco, Claudio Magris, Salvatore Veca...
Nel giro di due giorni le firme raccolte hanno superato le sessantatremila.
Cosa servono queste petizioni? Magari niente, se non a tener vivo un tam tam telematico che integra la partecipazione diretta ad eventuali manifestazioni. Un po' hanno anche il senso - per quel che vale - di contarsi in una situazione di diffuso rifiuto per la politica partecipata.

8.2.09

Colpo di stato?

Io non so se siamo nel mezzo di un colpo di stato o se, strisciante, si è già realizzato da tempo e ce ne accorgiamo solo adesso. So che sono così disgustato da non aver più voglia di occuparmi di niente. So che in questa Italia sembra non fregare più un accidente di niente della libertà di coscienza dei singoli, delle leggi, della convivenza civile tra eguali indipendentemente dalla razza, dalla religione, dalle convinzioni. So che vorrei vivere altrove e mi vergogno di appartenere ad una nazione governata da un affarista attento solo ai suoi interessi personali circondato da un manipolo di servi sciocchi e alleati di convenienza assolutamente privi di qualsiasi senso dello stato. So infine che il degrado morale e civile di questo paese è talmente profondo da non essere neppure in vista una alternativa credibile ad un ceto politico assolutamente squalificato.
Senza entusiasmo unisco la mia firma all'appello, pubblicato oggi sull'Unità, di solidarietà al Presidente della Repubblica augurandomi che Napolitano, sappia tenere duro almeno questa volta.

2.2.09

Il branco

Quotidianamente stupri, stranieri pestati e bruciati, razzismo dichiarato, subito, negato. Perché è razzismo non soltanto quello nei confronti di razze diverse, ma anche quello rivolto contro gay e lesbo o contro chi, banalmente, pensa in modo diverso dal nostro. Ma niente è lineare. Ci sono anche le studentesse minorenni che, un po' per gioco, un po' per farsi una dose di fumo o di coca, la danno senza pregiudizio al primo spacciatore di colore nei giardinetti dietro alla scuola. Puttanelle? No, semplicemente ragazzine un po' confuse, come è tipico dell'età, e molto poco pensanti. Con i modelli offerti dalla tv è già una fortuna che non siano tutte così. I loro coetanei maschi, del resto, si procurano droga da quegli stessi spacciatori stranieri con i quali poi magari si accoltellano per uno sguardo di troppo alle ragazze del loro gruppo. Anche gli spacciatori non è che debbano essere necessariamente stranieri. Però nell'immaginario collettivo se il pusher è nero, e per di più si scopa la minorenne bianca di buona famiglia, ancorché consenziente, fa maggior effetto. I benpensanti incartapecoriti che, intervistati nei bar del nord-est, dicono cose agghiaccianti, possono così esercitarsi in nuove sparate contro gli immigrati. Il guaio è che il loro modo di pensare non sembra troppo diverso da quello degli operai inglesi nei confronti degli italiani e dei portoghesi. Rivendicano "lavoro britannico per lavoratori britannici". Vien da pensare: ecco, siamo allo sfascio, come prevedeva Marx il capitalismo è alla fine e tutti i suoi frutti avvelenati sono maturati. Ma "l'inevitabile crollo del capitalismo" ha dato tante delusioni ai suoi sostenitori che non c'è da sperarci troppo neppure questa volta.
Realisticamente non sembra più esserci senso del limite in niente, come se al peggio non ci fosse termine. E allora ecco la reazione protettiva dettata dalla paura. Il "diverso" qualsiasi sia il suo aspetto, diventa "il nemico". In assenza di una solidarietà sociale dettata da legami di classe ci si raggruppa per difendersi, si fa branco. E il "branco" non è soltanto il gruppo di ragazzotti pieni di testosterone pronti a stuprare, massacrate e uccidere senza un vero perché, nel totale sonno della ragione. Anche la famiglia può diventare branco concentrandosi nella difesa ad oltranza di uno dei suoi componenti o facendosi giustizia da sé per vendicare un torto subito. Altrettanto branco è la setta religiosa incapace di confrontarsi con l'altrui credere e il gruppo esclusivo di "amici" legati da interessi comuni che, forte dell'occupazione di posizioni dominanti, perpetua la propria supremazia su un territorio più o meno vasto. Allo stesso modo è branco la lobby economica e politica autoreferenziale che, slegata da qualsiasi effettivo controllo, persegue la ricerca del potere a proprio esclusivo beneficio. La logica del branco infatti non è il benessere della comunità dei simili, ma la sopravvivenza a qualsiasi costo, omertosa, incurante dei diritti del singolo, basata su una rigida gerarchia interna. Il branco non ingloba, sottomette e, se gli riesce, controlla, senza regole per sé, l'intera collettività.

1.2.09

Ecco le facce dei ricchi banchieri e i loro lauti guadagni

LE BANCHEI MANAGER
Banca
e var. titolo da inizio 2008
Manager
e carica
Periodo
e importo compensi






Lehman Brothers-99,93%
(fallita in settembre)
Richard Fuld
ex Ceo
2006-2007157 milioni
Bear Stearnsnon più quotata
(Acquistata
da JP Morgan)
James Cayne
ex Ceo
2005-2007159 milioni
Merrill Lynchnon più quotata
(Assorbita
da Bank of America)
Stan
O'Neil

ex Ceo
2006-2007243 milioni
Citigroup-85,70%Charles Prince
ex Ceo
2006-200744,2 milioni
Goldman Sachs-59,22%Lloyd Blankfein
Ceo
200754 milioni
Morgan Stanley-56,69%John J. Mack
Ceo
200761,3 milioni
Ubs-65,84%Marcel Ospel
ex Ceo
2005-200752,5 milioni
Deutsche Bank-75,22%Josef Ackermann
Ceo
2005-200739,2 milioni


Fonte: elaborazione Analisi Mercati Finanziari, Il Sole 24 Ore


E bravi! adesso se ne accorgono anche quelli del Sole 24 ore quanto siano delinquenti costoro. Ma dov'erano De Bortoli e direttori soci mentre questi banchieri, ammirati e osannati, tramavano le loro allegre bricconate? A dirigere, ben pagati i maggiori giornali convincendo il mondo dell'assoluta bontà del libero mercato e delle libere finanze? Ora, ma soltanto ora, si dice che "è stata una gigantesca caccia all'oro" e le banche hanno avuto come unico obbiettivo "fare più utili possibili, tali da far felici gli azionisti e ricchi i suoi manager" e restano, a nostro carico, "debiti reali da ripagare in moneta sonante" (parole di Fabio Pavesi sul Sole 24 ore)

Milioni di euro come noccioline. I guadagni dei banchieri italiani

400 milioni, euro più euro meno, in stock option ed azioni gratuite in due anni, quelli d'oro 2005-2006. E’ il guadagno realizzato dai banchieri italiani. Dati sempre dal Sole 24 Ore (giovedì 6 marzo 2008).
Corrado Passera – Banca Intesa, amministratore delegato, 35 milioni 726 mila euro
Francesco Saverio Vinci – Mediobanca, direttore centrale, 20 milioni 450 mila euro
Maurizio Cereda - Mediobanca, direttore centrale, 17 milioni 196 mila euro
Renato Pagliaro - Mediobanca, condirettore generale, 16 milioni 875 mila euro
Francesco Micheli – Banca Intesa, direttore risorse umane, 15 milioni 818 mila euro
Alberto Nagel - Mediobanca, direttore generale, 14 milioni 803 mila euro
Massimo Di Carlo - Mediobanca, vice direttore generale, 14 milioni 551 mila euro
Giovanni Boccolini - Banca Intesa, responsabile divisione banche Italia ed estere, 12 milioni 108 mila euro
Matteo Arpe – Capitalia, amministratore delegato, 8 milioni 784 mila euro
Gaetano Miccichè - Banca Intesa, responsabile corporate, 8 milioni 689 mila euro
E poi ci sono i "bonus” che vanno a sommarsi allo stipendio dei banchieri:
Alessandro Profumo - Unicredit, amministratore delegato, 3 milioni e 300 mila euro
Matteo Arpe - Capitalia, amministratore delegato, 2 milioni 667 mila euro
Giampiero Auletta Armenise - banche popolari unite, amministratore delegato, 2 milioni e 400 mila
Piero Modiano - San Paolo-Imi, direttore generale, 2 milioni 269 mila euro
Emblematica la "buonuscita", da Capitalia, di Matteo Arpe, poco più che quarantenne, : 37 milioni e 42 mila euro.
E, per finire, Cesare Geronzi, quello del quale si occupa Travaglio nel video, ex-presidente di Capitalia, che ha incassato un "bonus" di 21 milioni e 500 mila euro prima di sedersi sul trono di Mediobanca (nonostante le condanne e l'interdizione dai pubblici uffici - se ne parla anche nel post Alitalia, Colaninno, Telecom, Tronchetti Provera, Geronzi... Pay Me, Pay Me, Pay Me my money down)
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