13.7.06

FINE, End, Ya basta. STOP!

manifestoUn po' perché sono cominciate le vacanze estive, un po' perché nutro dubbi sulla "formula" del mio BLOG (troppo serio, troppo politico, rétro, poco intimista, e maledettamente poco accattivante) dico basta.
La nazionale di calcio ha vinto, Amato, con la sua faccia da sorcio, quatto quatto torna in auge, D’Alema, tra una regata e l’altra, dirige da par suo la dissidenza interna, tutto va per il meglio e il Riformista continuerà a fare i suoi party di Vip a nostre spese così come a nostre spese continueranno ad essere stampate tonnellate di giornali inutili che nessuno legge. Anche chiudere il mio blog, gratuito, virtuale e dunque non inquinante e distruttivo come la carta stampata è atto di protesta.
Io che non ho provato non dico orgasmo, ma neppure alcuna particolare soddisfazione per la vittoria dell’Italia e mi sono schifato per i ridicoli festeggiamenti tricolori, le dirette su tutte le reti, le esternazioni della Melandri, incarnazione di tutte le possibili politiche banalità, qui mi fermo. Ancora estenuato dai conati di vomito per le patetiche sbrodolate dei giornalisti sportivi, e non, incomincio a credere seriamente di essere disadattato.
Mi sento più in sintonia con i pazzi catastrofisti che paventano il potere assoluto delle corporation - che fanno pagare ai miserabili della terra anche l’acqua da bere e spingono l’umanità verso l’armageddon ambientalistico - che con le serrate corportative di farmacisti ed avvocati.
Con quest’ultima sbrodolata perfettamente in linea con i quasi due anni di post pubblicati saluto i miei pochi affezionati lettori. Magari tornerò saltuariamente o in altra veste. Ora ho altro da fare e mi fa perdere troppo tempo indignarmi quotidianamente per scritto. Continuerò a farlo, ovvio, ma in altre forme. Nel blog rischiava di risultare stucchevole.

2.7.06

Manifesto dai!

vignetta Vauro“Il manifesto” deve sopravvivere. Prosperare sarebbe troppo, ma morire non deve. Lo leggo da sempre e da sempre ritengo sia il miglior giornale "militante" della sinistra italiana. Quante volte ha gridato "al lupo!" e poi se l'è cavata. Vogliamo sperare che sia anche questa una di quelle. Purtroppo nella fin troppo famosa fiaba, che Nabokov pone all'inizio della letterarura di tutti i tempi, alla fine il lupo arriva e nessuno corre in soccorso al pastorello affabulatore. Temo che vi accadrà un po' la stessa cosa, non perché avete detto il falso, ma per aver usato troppa fantasia. Li vedo già i cari colleghi giornalisti gioire per la vostra scomparsa. Del resto basta leggere un po' di commenti al vostro appello riprodotto sul Barbieredellasera per capire l'aria che tira. Dunque quel poco che posso io lo farò per voi. Però devo dire alcune cose che mi passano per il cervello. Quando ho letto che avete 121 dipendenti mi sono detto "C..zo!" Poi ho sentito Polo a Radio Popolare sostenere che tutti hanno diritto al salario anche se non lavorano più. Bene, principio sacrosanto, ma come un tempo si discuteva se fosse possibile il socialismo in un solo paese ora bisognerebbe domandarsi se in una economia di mercato sia possibile un "mostro" come il vostro. Chiedete se sentiamo bisogno di voi. Certo che si! Brutalmente però dico anche che i giornali sono in via d'estinzione, morti che camminano. Per quanto? Ancora nessuno può dirlo, probabilmente i tempi d'agonia saranno lunghi, ma la fine o prima o poi arriverà. Senza l'ossigeno dei 700 milioni di euro pubblici erogati a testate inutili che pubblicano migliaia di copie destinate al macero pagando smisuratamente giornalisti con pochissimi lettori quanti cesserebbero subito d’esistere? E sarebbe soltanto un bene considerando che in certi casi a leggerli, forse, ci sono soltanto i curatori delle rassegne stampa! So che per voi, probabilmente unici a meritarvi una sovvenzione, costituirebbe un dramma, eppure questa sarebbe la giusta direzione. Occorrerebbe pensare seriamente a chiudere bottega e ripartire in pochi, con il vostro marchio e la vostra credibilità, magari pubblicando solo in Internet e aprendovi al “volontariato” dei lettori. Insomma scommettere sulla qualità del vostro “pubblico” pronto a svolgere un ruolo attivo e sulle risorse di rete, pensare ad una specie di cooperativa on-line per portare avanti, a basso costo, il vostro patrimonio ideale. Non è semplice, ma se ne potrebbe discutere.

1.7.06

Finalmente!

Conti bancari estinguibili senza gabella, auto e moto vendute evitando di pagare il notaio, aspirine e altri farmaci da banco acquistabili al supermercato, magari con lo sconto, sottraendosi all'obbligo dei prezzi folli di bottegai esclusivisti in farmaci, possibilità di promuovere azione collettive a tutela dei consumatori...
Il governo batte un colpo, il primo, e con un occhio di riguardo ai cittadini-consumatori, più che alle lobby corporative da sempre favorite. Niente di "rivoluzionario" come si vuol far credere, anzi tutto in linea con il liberismo di mercato. I "sinistri" non hanno ragioni per esultare. Tuttavia in un paese come il nostro dove anche i provvedimenti più ovvi non vengono mai presi, è un buon segno. Vedremo se si realizzeranno.

26.6.06

GOOOOOL!!!

mappaculoSegnare su rigore al quarantanovesimo del secondo tempo come è successo oggi a Totti e passare così il turno contro l'Australia è una questione di culo mondiale. Chi ha detto che non ce ne vuole nel gioco del calcio?

"Gli italiani fanno schifo ed anche l'Italia fa schifo"
Così il fine Speroni leghista doc.
Non riferendosi certamente ai mondiali di calcio, la ragione del suo disappunto sono da attribuire al risultato del referendum. Buona giornata oggi per gli "indegni coglioni" che prima hanno votato contro il Cvalkiere (mi è venuto così battendolo e lo lascio, ché tutti sanno chi è) e adesso hanno rifiutato i cambiamenti della Costituzione operati dal vecchio governo. Se anche il Milan va in B la disfatta è completa.
Ha vinto il NO ampiamente. Ha vinto anche a Milano città. Non in Lombardia, dove ci tocca in sorte vivere, e Veneto. Che succederà ora? Aspettiamo una riforma migliore, magari che riduca da subito i parlamentari e trovi il modo di applicare quelle parti della costituzione da sempre disattese, ma ci speriamo poco.

25.6.06

NOOOOOOOOO!

Voto NO al referendum: ovvio. Credo di più ai timori dei costituzionalisti di professione piuttosto che a una legge stesa da dentisti prestati alla politica che in altre occasioni hanno confessato di scrivere "porcate". Voto NO anche per l'abominevole campagna di disinformazione radio-televisiva dalla quale nulla si capiva se non che sarebbero diminuiti i parlamentari senza neppur dire che ciò avverrebbe dal 2016 o giù di lì. Voto NO infine contro lo scarso impegno dei promotori in questa campagna referendaria. A oltre due mesi dalle elezioni, i neo-governanti, incapaci di fare alcunché di concreto, presenziano in massa ai party del Riformista - un giornale inutile che nessuno legge e noi cittadini paghiamo - forse più interessati a futuri "inciuci" che a vincere il referendum. Beninteso: non è che la Costituzione sia "sacra ed inviolabile" come vorrebbe qualcuno. Mi sembra una coglionata anche avergli dato un premio Strega. La carta costituzionale è una legge di riferimento (volendo si veda La Costituzione come norma giuridica e non si cambia a cuor leggero. Quella inglese, neppure scritta, regge da oltre 300 anni. Noi italiani però di convinzioni condivise ne abbiamo pochine. Una volta c'era l'amore sviscerato per la mamma. Regge la smisurata ammirazione per la gagliardia fisica: Buffon, portiere dell'italica nazionale "Siamo uomini veri, con attributi grossi!" [sic!] Ma se si tratta di Costituzione sembra che se ne possa cambiarne una a legislatura ché intanto non frega niente a nessuno.

16.6.06

Soldi, Soldi, Soldi

Pecola...tanti soldi
Beati siano i soldi
I beneamati soldi perché
Chi ha tanti soldi vive come un pascià

...

45 miliardi entro il 2007 (repubblica.it). Se è vero tanti sono i soldi che Padoa Schioppa dovrà spremere dalle italiche tasche. Un casino, anche se meno del patrimonio personale di Bill Gates e intorno al fatturato annuo della sua Microsoft.
Come ogni altra cosa di questo "sinistro" governo tutto è ancora nel vago, benché si sapesse fin da prima delle elezioni che i cinque anni di cavalierato ci sarebbero costati "lacrime e sangue". Complimenti all'italiano su due che non l'aveva capito o s'illudeva ancora in qualche miracolo dell'unto. Miracoli non ne faranno neppure questi di governanti, ciò è sicuro, però almeno ci cavino 'sto dente un po' veloci invece di farci venire la pecola ("la pel dal cü c’la sa dascola", come recitano dalle nostre parti - anche se Wikipedia ne da tutta un'altra spiega...)
Il problema è che, anche a volerli spennare, i I Paperoni de' Paperoni in Italia sono una minoranza. I poveri, invece, tantissimi. Soltanto 49.645 contribuenti dichiarano più di 200 mila euro annui e ben 10 milioni giurano di vivere con meno di 500 euro al mese. Quasi 2 milioni e mezzo, poi, denunciano redditi inferiori ai mille euro l´anno. Un popolo di miserabili! I dati provengono da un articolo che Kataweb ha ripreso da La Repubblica il 14 maggio scorso e passato "stranamente" inosservato (articoliscelti).
Delle due l'una: o le cose stanno così, e allora non si capisce dove si trovino i soldi per prime e seconde case, auto nuove e vacanze a prezzi assurdi, oppure no e allora a non pagare le tasse sono davvero un esercito. Dunque aprire la caccia agli evasori sarebbe una strada giusta benché, a parte le dichiarazioni di principio, non se ne sia mai fatto niente. Che non si possa farci niente davvero? Fatto sta che i salassati sono sempre gli stessi i lavoratori dipendenti, quelli con redditi tra 12 e 25 mila euro che non possono sfuggire al fisco.
Per far cassa si vogliono ridurre gli "sprechi". Da sempre lodevole intenzione anche questa, professata da qualsiasi governo in carica e mai attuata. Perché non cominciare dai 700 milioni di euro pubblici elargiti a giornali che nessuno legge? A La 7 qualche sera fa era invitato il nuovo direttore del Riformista. Il conduttore televisivo gli ha chiesto: "Dove va il Nuovo Riformista?" La giusta risposta sarebbe stata "Al macero." Vale anche per tutti gli altri, ovviamente.

14.6.06

Shooting-rooms

quadroStanze per spararsi in vena, ovvero stanze del buco.
L'unico vero buco è quello in testa a questo esecutivo di ministri bla-bla. Avessero fatto qualcosa oltre che sollevare polemiche. Macchè non s'è visto ancora niente di concreto a parte qualche, magari apprezzabile, sortita verbale. Quella di Ferrero, che fa starnazzare come galline impazzite i reazionari nostrani, potrebbe essere tra queste, a parte l'estemporaneità. Nulla di nuovo, né di sconvolgentemente rivoluzionario per altro. Il buon Veronesi, ex ministro berlusconiano ed emerito oncologo, quello della polenta che fa venire il cancro e uccide più dello smog (in realtà si riferiva all'alimentazione e non aveva tutti i torti) dice cose sensate e condivisibili al riguardo (repubblica.it). C'è poco da aggiungere alle argomentazioni del Prof. A Zurigo sembra che il provvedimento, in vigore dal '91, abbia funzionato egregiamente. Il problema anche in questo campo sarebbe fare le cose bene e non a metà come al solito. Vedi la storia del ritiro della firma italiana alla dichiarazione etica di sei paesi d'Europa contro il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali. Il principio è giusto, ma se la legge 40/2004 (sulla fecondazione assistita) resta quale è cambia ben poco. Tanto rumor per nulla e avanti con il cerchiabottismo, sport italico per eccellenza.

13.6.06

Risposta a Gramellini

Alena SeredovaAlena Seredova - Max
...se dobbiamo affidarci ad uno stellone che sia almeno uno stellone con i fiocchi!

Moggi o Bush? lastampa.it

Caro Massimo,
permettimi la confidenza se non altro perché più o meno coetanei. Tu sei un giornalista affermato, e, ciò che più conta, citato nelle rassegne stampa. Ti leggono in migliaia mentre io sono un misero blogghista (amanuense del weblog) letto da poche decine di persone. Come nello sport l’importante non è partecipare, ma vincere, nel giornalismo l’importante non è scrivere, ma essere letti. Forse non la pensano così i troppi giornalisti sovvenzionati dai soldi pubblici i cui giornali non vendono una copia, però questa è un’altra storia. A me comunque piace scrivere e nel mio Blog m’identifico abbastanza spesso, quantunque involontariamente, con la “sinistra del birignao” da te duramente cazziata. Ciò che è peggio è che vivo con l’indignazione perennemente innescata, costretto – ebbene sì – a dover scegliere tra due o più disgusti. Non è bello sai. Invidio sinceramente chi è sempre entusiasta di tutto e si compiace per i caroselli d’automobili dopo la vittoria sul Ghana, manco avessimo già vinto i mondiali. Per certi giornalisti sportivi l’esultanza è d’obbligo. E vai! Un primo colpo di spugna sul marcio. Va già bene se, tessendo gli elogi dei nostri rasati in mutande, non si sono lasciati sfuggire la storica frase “provenienti dal più bel campionato del mondo”.
Impudicamente ho scritto: ... se gli eroici pallonari tornano a casa dopo gli ottavi chi se ne frega! Beh sarebbe troppo non passare neppure il girone di qualificazione. Contro gli Stati Uniti del biechissimo Bush, anche più scarsi del Ghana, non tiferò Italia, ma neppure USA. Non tiferò e basta. È proprio questa idea che si debba a tutti i costi tifare per qualcuno o qualcosa che rifiuto.

12.6.06

Italia - Ghana ... a ...

Sarà il brasiliano Carlos Simon ad arbitrare stasera Italia-Ghana, match d'esordio degli azzurri ai Mondiali di calcio. Nessuno ha il suo numero di telefono? Peccato che Moggi abbia dato l'addio al calcio! Non si dice tanto, ma un occhio di riguardo agli undici azzurri in mutande avrebbe potuto darlo e col Ghana chissà...
Seriosissimi giornalisti si augurano ogni bene per l'Italia pedatoria spudoratamente augurandosi risultati per mettere un bel pietrone sugli scandali. Una squadra così con un Lippi che dice e non dice schiera e non schiera, furbeggia come al solito e come tutti, Del Piero che si paragona al furioso Achille ritirato sulla collinetta (forse ha fatto un po' di confusione tra l'Aventino e una tenda in riva al mare) e Totti the life is now c'è poco da mordere. La bala è tonda e sciura speranza sempre ultima a schiattare. Diciamola tutta: se gli eroici pallonari tornano a casa dopo gli ottavi chi se ne frega! ...zo per fortuna che non lo dico al bar!

9.6.06

Giaculatorie

santinoDall’Udc in generale e da Luca Volontè in particolare.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

Esimio Prof. Buttiglione,
Luca Volontè, Presidente del gruppo parlamentare UDC, suo dichiarato pupillo, pare alla disperata ricerca di giaculatorie. Intende raccoglierle in un libro. Non so se ne è giunta notizia presso l'Accademia Internazionale di Filosofia del Principato del Liechtenstein, dove Lei, in qualità di filosofo, lo ha eticamente seminarizzato. Certo Internet è tra le dotazioni della Libera Università degli studi "S. Pio V", ampiamente sovvenzionata dallo Stato e un po’ chiacchierata per le lauree in offerta speciale (G.A. Stella, corriere.it). Dunque sarà a conoscenza del carteggio circolante in rete tra il parlamentare a Lei vicino e uno dei soliti preti comunisti che infestano le italiche parrocchie, tale Paolo Farinella da Genova. Costui gliele canta e gliele suona in una letteraccia di risposta alle presunte richieste del caro Volontè. Se non è una “bufala” – il noto Attivissimo tace al riguardo – faccia qualcosa Lei che può! Inviti Luca a smentire, o rivendicare con solidi argomenti, l’iniziativa. La ringrazio.
Suo in Cristo

29.5.06

Il silenzio di Dio

vignetta VauroVauro, il Manifesto (2003)

Da un registro di classe. Ora di religione: "Si segnala mancanza del Crocifisso, occultato dalla classe, al suo posto cartello recante le parole "torno subito".

Il Papa tedesco ad Auschwitz fa discutere. Qualcuno parla apertamente di revisionismo storico per la posizione assunta nei confronti del nazismo. Secondo Ratzinger «i potentati del terzo Reich», furono «criminali» che ingannarono un intero popolo «usato ed abusato come strumento». In qualche modo così assolve sé e i suoi connazionali da molte responsabilità, gravi quanto quelle degli italiani nei confronti del fascismo. Impossibile trascurare il consenso di massa a Mussolini ed Hitler.
Benedetto XVI ha espresso anche il proprio sgomento per il silenzio divino di fronte all'olocausto. «Perchè Signore hai taciuto? Perchè hai potuto tollerare tutto questo?». Dimentica però il silenzio della Chiesa.
Il tema del silenzio e dell’assenza di Dio davanti alle sofferenze dell’umanità è ricorrente. In Indonesia l’ennesimo terremoto ha fatto oltre 5000 vittime (dati non definitivi). Una natura matrigna sembra sempre accanirsi contro i più poveri ed indifesi. È un caso? Certamente no. Là dove le misure antisismiche sono efficaci i terremoti non portano sterminio. Stesso discorso vale per lo tsunami e quant’altro. Dunque non si può prendersela con la natura quando si favoriscono le condizioni perchè il destino provochi il massimo di danni. Non resta che prendersela con Dio. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, commentando un’omelia del precedente Papa, ha scritto “Amaleq è il nemico mortale perenne d'Israele, senza pietà per i più deboli. Amaleq arriva e colpisce non in un momento qualsiasi, ma quando Israele non è più capace di avvertire la presenza divina dentro di sé.” (nostreradici.it) Insomma, non si vadano a cercare responsabilità divine nel male. Tutto questo però rientra ancora in una dimensione simbolica. Per un laico che voglia conservare gli strumenti razionali conquistati nel corso della storia il “silenzio di Dio” sta più che altro ad indicare la sua assenza. Ne consegue che all’uomo, nella sua solitudine, non resta che accettare le proprie responsabilità ed affidarsi alla ragione, merce rara in questi tempi oscuri di ritorno al divino.

24.5.06

Un ministro a Barbiana

Fioroni Giuseppe, 1958, laureato in medicina, democristiano, scout, ex sindaco di Viterbo, ex responsabile sanità del Partito Popolare e dipartimento Enti Locali nella Margherita (margheritaonline.it)... Cosa c'entra con l’Istruzione? Fabio Mussi, il “compagno Seboso” di lontane vignette angesiane, neo ministro dell’Università e Ricerca, si capisce di più. Ma si sa: le esigenze poltroniere hanno fatto si che il ministero unificato della Moratti si disgiungesse. Non è questo il punto. È il background di Fioroni a lasciare perplessi. Come la pensa su alcuni argomenti viene fuori dalle sue prese di posizione. Non sembra che di scuola si sia mai occupato. L’istruzione non è un fatto solo politico. Come l’economia è anche una questione tecnica. Non sono un sostenitore a tutti i costi di ministri “esperti”, ma un po’ di competenza è giusto che l’abbiano. Tuttavia non sarebbe la prima volta che una persona apparentemente inadeguata si comporta meglio di altri più preparati. Vedremo.
Per il debutto Fioroni è andato a Barbiana, in omaggio a Don Milani, non so se perché cattolico o per conoscenza della sua pedagogia. Se così fosse dovrebbe prendere la non-riforma Moratti e, come ha fatto a suo tempo la signora Letizia Brichetto con la precedente legislazione, abrogarla in un solo comma. En passant ricordo che a tal scopo sono già state raccolte oltre 65000 firme (leggepopolare.it).
Don Milani è stato – oggi molte cose sono cambiate – un esempio solo per pochi “pericolosi rivoluzionari”. La scuola di quel periodo era quella da lui denunciata in Lettera a una professoressa. Per il Priore di Barbiana, finito lì per punizione, ubbidire non era una virtù e infatti fu sempre inviso alle gerarchie ecclesiastiche. Convinto che bisognasse dare più “parole” a chi ne ha di meno per potenziare la capacità di produrre concetti, era un esponente di quella pedagogia per gli oppressi che non è mai piaciuta molto ai ceti dirigenti.
Avere più parole significa comprendere ed esprimersi, cioè generare pensiero critico che è sempre, almeno in parte, relativo e divergente. Chiedersi il perché degli eventi, indagare senza pregiudizi, cercare risposte non preconfezionate da altri, deviare dagli schemi comportamentali largamente condivisi tenendo fede ad un proprio rigore intellettuale e morale sono indicazioni che molti potrebbero avallare, però quasi nessuno segue. Se praticate in larga scala minano alle fondamenta il principio d’autorità di chi detiene il potere – economico ed ideologico – e vuole continuare indisturbato a compiere scelte che sempre riguardano tutti anche quando i beneficiari sono pochi. La finanza come il calcio, l’industria culturale, la politica e quant’altro non cercano condivisione, ma solo cieco consenso e l’ottengono con il monopolio della comunicazione e dell’informazione. Il bombardamento mediatico di modelli standardizzati abbassa la capacità di accedere alla parola anche se, oggi come non mai, la tecnologia permetterebbe a chiunque di prenderla. Così il cerchio si richiude. Don Milani e tutti gli educatori che credono nel valore sovversivo della conoscenza sono ben lontani dall'aver vinto la loro battaglia.

23.5.06

Aspettando Godot

Come tutti i Godot che si rispettano non arriveranno mai, ma ci saranno pur sempre illusi in attesa.
Vinte le elezioni – chi se ne fotte se per il rotto della cuffia, anzi così c’è il brucio, è la democrazia bellezza! – noi popolo votante vorremmo vedere cosa faranno i nostri non votati (già perché ce li hanno messi lì, preconfezionati, i “partiti”). Non è che s’abbia molta fiducia e se non faranno subito qualcosa per... be’ sarà dura che li si voti ancora. Dunque vedano di durare...
Mi sento un po’ buttato giù in un angolo, come Beckett nella foto, senza troppa voglia di commentare alcunché. A che pro? C’è voluto oltre un mese per arrivare, oggi, al voto di fiducia della camera. Ci attendono amministrative e referendum. Mi sa che, a parte il fumo delle dichiarazioni d’intenti, si vedrà ben poco arrosto. Intanto le borse internazionali sono passate dal toro all’orso e c’è già chi teme buio fitto (Turani, "Perché sono crollate le Borse") per il futuro dell’economia mondiale, tenuta saldamente per le palle da una finanza totalmente priva di ogni scrupolo morale. Il Ministro Padoa-Schioppa ci informa: “Conti pubblici come a inizio anni Novanta”. No buono, e Bersani rincara: "Dobbiamo vedere la situazione, la manovra non è scongiurata". Ci vorrebbero almeno iniezioni di fiducia. Misure “sovrastrutturali”, come si diceva una volta. Quelle che non costano insomma, tipo abrogare un po’ di leggi della scorsa legislatura o varare i Pacs. L’ha insegnato il Cavaliere quanto sia positivo, per chi governa, fare, anche se nel suo caso sarebbe stato meglio non facesse. Con la consueta finezza un senatore della destra ha dato dell’omosessuale alla Bindi. Come potrebbe una lesbica guidare il ministero per la famiglia? Non è vero niente, ma se anche fosse la vedrei con simpatia anche maggiore. Rosy Bindi è stata coraggiosa come ministro della salute (e per questo silurata a suo tempo). Ci aspettiamo da lei, più democristiana che di sinistra, cose migliori rispetto a quelli più di sinistra che democristiani.

22.5.06

Io bloggo, tu blogghi, egli blogga

Paolo GentiloniPaolo Gentiloni, neo ministro delle Comunicazioni è un blogger. Ce ne congratuliamo.

Con una Gasparri alle spalle i conflitti d’interesse e lo stato comatoso dell’informazione ne avrà da fare, ma, sostiene, continuerà ad occuparsi del suo blog. Fatico io, che non sono ministro, a trovare il tempo per il mio, ma forse proprio perché ministro non sono. Magari un ministro, grazie ai collaboratori, il tempo può trovarlo. Sarebbe auspicabile che tutti gli uomini pubblici potessero avere una “linea diretta” col pubblico. Il blog è ideale. Si capirebbe meglio chi sono, cosa pensano e le ragioni di ciò che fanno (o non fanno). Possono mentire anche sul blog, certo, però qualcosa dovrebbero pur scrivere e le parole “restano” come recita il detto. Un blog è una specie di specchio della personalità: bene o male viene fuori carattere, cultura e pensiero di chi lo realizza. È l’inevitabile portato della scrittura in qualsiasi forma si manifesti. Avere un ghostwriter aiuta, tuttavia non scarica di responsabilità il firmatario, né per la forma né per la sostanza. Nel caso di un personaggio pubblico, con incarichi di governo poi, testimoniano gli atti.
L’avere competenze informatiche di base minime, quanto basta per esprimere il proprio pensiero on-line, dovrebbe essere prerequisito indispensabile non solo per un Ministro delle Comunicazioni, bensì per tutti i ministri, compreso quelli che si fanno un vanto d’usare poco il computer, dimostrando così un’allarmante pochezza. L’ITC ha cambiato il paradigma culturale. Non essersene accorti e ben più grave di quanto sembri. Bravo dunque il nostro Gentiloni. L’aspettiamo ora, come tutti gli altri, alla prova dei fatti.
A me piacerebbe trovare all’ordine del giorno (tanto per far vedere che davvero si vuol voltar pagina) la questione dei 700 milioni di euro pubblici ai giornali - chi se l’è persa si veda Report, FINANZIAMENTO QUOTIDIANO. Basta con le sovvenzioni e le tonnellate di carta stampata che nessuno legge! Sarebbe gradito anche un pensierino più che sulla ridistribuzione proprio sull’abolizione del canone TV, tassa assurda per com’è concepita. Così si lascerebbe tutto in mano al Cavaliere! Perché? Non avviene già? Applichiamo un po’ di sano mercato anche ai mostri sacri liberalizzando frequenze e garantendo connessioni a basso costo ed alta velocità per tutti e poi stiamo a vedere cosa succede.

14.5.06

Nel pallone

Scappa la voglia di commentare notizie. Di che parlare? Di Moggi e della Juve? Ma siamo seri! Chi se ne frega di ‘sta gente e di tutti quelli che fino a ieri si sono inchinati a novanta gradi ed ora strillano di dimenticare tutto in nome dell’avventura italica ai mondiali. Forse qualcuno si meraviglia ancora per quel che succede? Davvero non si sapeva che il calcio è una associazione a delinquere legalmente consentita come del resto lo sono le banche e le assicurazioni? Be’ se c'è chi cade in buona fede dal pero è ancora più ingenuo di me che scrivo inutilmente queste note. Si perché io ancora di una cosa mi sorprendo: della mancanza di qualsiasi valore morale nell’inseguire soldi e potere. Un po’ lombrosianamente si potrebbe obbiettare: ma li vedi in faccia? Più che altro li sento: parlare, litigare, insultare, telefonarsi. Già perché saranno molto furbi, ma non hanno ancora capito che usare i telefonini è come fare riunioni di alcolisti anonimi in un bar. Dopo l’11 settembre Bush, senza chieder niente a nessuno, ha messo sotto controllo 200 milioni di utenti. In Italia non siamo mica da meno. Ci sono anche aspetti comici. Chiudere un arbitro nel cesso! Cose che succedono a scuola. Prooof! Franti mi ha chiuso nel cesso! E se Crossi non ha il coraggio di denunciare il misfatto c’è sempre un buon Garrone che informa il maestro dell’accaduto. Qui niente, tutti zitti. Tipica cultura mafiosa.

10.5.06

Habemus Giorgius

Giorgio NapolitanoIh! Ih! L’infido D’Alema ci ha messo ancora una volta nel sacco. Abbiamo un nuovo Capo dello Stato: Giorgio Napolitano, classe 1925 ex PCI, migliorista, di sinistra per caso. Viva la gerontocrazia al potere!

Napolitano, già ministro dell’Interno e Presidente della Camera, è rispettato da destra e da sinistra ed elogiato per la sua “moderazione”. Inutile star lì: la moderazione è una virtù. A questo punto, quasi quasi, mi torna simpatico Baffino. Io per lui avevo fatto una perorazione che molti lettori hanno voluto vedere come “stroncatura”, aggiungendoci del loro. No. Mi sembrava l’uomo giusto al posto giusto anche se per ragioni discutibili. Davvero fatico a capire questo coniglio tirato fuori all’ultimo momento dal cappello. Non so se i DS hanno fatto un affare. Forse hanno influito i mal di pancia di Rutelli & C. Forse D’Alema preferisce ancora giocare in campo la sua partita piuttosto che fare l’arbitro. Inutili dietrologie. Fatto sta che avremo un Presidente neutro come il sapone, e un voto sicuro in meno al Senato. Non sembra una furbata. Francamente di questo non appassionante rito d’investitura non se ne poteva più. Come fanno i giovani e le persone comuni, non malati di “politica”, a provare interesse per simili teatrini? Sui giornali – e relativi giornalisti – stendiamo un velo pietoso. Centinaia di articoli uno più futile dell’altro (come questo del resto). Da segnalare per pregnanza “Il mondo normale della signora Clio” intervista alla first lady in pectore su La Stampa. Se fossimo un “paese normale” ci sarebbe già un governo governante da tempo, a oltre venti giorni dalle elezioni, e si potrebbe incominciare a capire da che parte tirerà. Io che al contrario di altri non ho optato scheda bianca e, senza particolare entusiasmo, ho dato il mio contributo in chiave anti-cavaliere (cosa volete che vi dica, l’uomo mi preoccupa e ancor più le sue frequentazioni!) gradirei vedere affrontati i problemi: economia, lavoro (legge Biagi), scuola (riforma Moratti), ritorno dei soldati, conflitto d’interessi, tasse, legge elettorale, legge Gasparri, Costituzione, Pacs... Magari, come antipasto, tanto per far vedere che si fa sul serio con la scopa nuova, apprezzerei anche se fosse chiuso subito il rubinetto dei 700000 euro a giornali che nessuno legge e abolito realmente il finanziamento ai partiti uscito dalla porta, rientrato dalla finestra. Troppa grazia Sant’Antonio!

5.5.06

"Add'a venì baffino!"

Massimo D'Alema e Tiberio Murgia, Ferribotte dei "Soliti ignoti"

Perorazione per D'Alema Presidente

D'Alema piace alla destra, inutile star lì. Perfino Feltri, dicasi Feltri, quello di Libero, sotto sotto ne tesse gli elogi. Evabbè. L'antipatico salirà al colle, ce l'auguriamo. Personalmente avrei preferito una donna, ma in Italia sperare in una Presidentessa della Repubblica o, ancor meglio, del Consiglio, è azzardato. E D'Alema sia. Finalmente placato dall'alto scranno potrà dire le sue bischerate senza far incazzare quelli di sinistra e far perdere voti al suo schieramento. Prodi non avrà da guardarsi continuamente le spalle, i risicati vincitori delle elezioni potranno far schiattare d'invidia gli avversari dando prova, con la totale occupazione delle poltrone che contano, d'aver imparato la lezione maggioritaria impartita dalla scorsa legislatura, i DS non si sentiranno più coloro "che hanno dato il sangue per la coalizione" (parole dello stesso Massimo), un ministero importante in più resterà vacante per soddisfare le ambizioni di qualche Rutelli o Mastella. Tutti soddisfatti. Così potrebbe andare se il diavolo non ci metterà la coda e finalmente il buon professore potrà tentare l'arduo compito di governare.
Baffone (Stalin per chi non sa o se n'è dimenticato) non è mai arrivato ad abbeverare i cavalli in S. Pietro, deludendo le aspettative dei suoi sostenitori. A non aver ancora superato il trauma dell'attesa è rimasto solo il Cavaliere che finalmente vedrà avverarsi i suoi incubi notturni: un pericoloso comunista al Quirinale... e lui che ci avrebbe tenuto tanto! Ma in fondo in fondo D'Alema è un amico, l'unico che non avrebbe disdegnato un grande inciucio (ricordate la bicamerale e anche le ultime dichiarazioni sulle proposte post elettorali del premier che non voleva scollarsi dall'incarico?). E poi il Cavaliere, che nonostante il titolo uomo dell'800 è assai poco, ha stima per coloro che lo sono. Infatti tra le frasi celebri del presidente in pectore ne spicca una (tratta da beppegrillo.it Braccia rubate al lavoro: Massimo D'Alema): “Sono un uomo dell'Ottocento, non ho orologio, uso poco il telefonino, diffido del computer”. Andiamo bene! Per fortuna che non avrà da fare altro se non il Presidente della Repubblica. Forse un lavoro glielo abbiamo trovato.

2.5.06

Fischi

Dopo l’elezione di un ex democristiano doc ultrasettantenne (Marini) in corsa contro un altro democristiano doc ultraottantenne (Andreotti) alla presidenza del Senato in una lunga ed incerta seduta guidata da un terzo democristiano doc quasi novantenne (Scalfaro) e i bizantinismi del gerontocomio istituzionale su Franco e Franceso devo dire che la mia già scarsa fiducia sulle possibilità di durata di un governo di "sinistra" s’è ulteriormente ridotta.
Anche l’indignata reazione ufficiale - Prodi condanna i fischi: "Non si fa", La Repubblica - ai fischi delle piazze contro Moratti - Fischi alla Moratti. Scontro in Cgil: sbagliato invitarla, L'Unità - Buttiglione - Torino applaude Bertinotti e fischia Buttiglione, La Stampa - ed ex governanti assortiti - Fischi ai ministri nel giorno dei saluti, Corriere della Sera - mi lascia interdetto. Se indica una cosa è lo scollamento tra vertici eletti e base votante.
Si sapeva già non c’è bisogno d’una conferma al giorno!
In quanto alla Moratti che con il corteo del 25 aprile e 1° maggio c'entra come i cavoli a merenda (checchè ne dica Alemanno - destra sociale - che vorrebbe fagocitare anche queste date snobbate finao allo scorso anno)il problema non è farla o meno partecipare ai cortei. Ben venga, possibilmente senza uno stuolo di giovanottoni a farle da personale servizio d'ordine. Il problema, anzi i problemi, sono due: uno non farla eleggere sindaco di Milano, due - forse più importante - abrogare subito la sua "riforma" della scuola. Scommettiamo che Prodi non lo farà?

26.4.06

700 milioni di euro pubblici ai giornali

Libero è foraggiato per 5 milioni di euro l’anno, più di tutti.
Foglio, Riformista, Opinione e decine di altri giornali prendono contributi statali per milioni di euro. Alcuni vendono poche copie o nessuna, ma trovano sempre il modo di essere finanziati.
Anche l'Unità, Europa, Il Secolo d'Italia, Liberazione, La Padania ecc. vengono finanziati con soldi pubblici. Non si salvano neppure i Verdi che stampano migliaia e migliaia di copie per un loro Notizie Verdi senza neppure essere in edicola. Carta per il macero. Godono di aiuti finanche Manifesto e Avvenire, quotidiani di tutto rispetto. C’è da dire che mentre il direttore di Libero guadagna 15000 euro al mese quello del Manifesto non arriva a 1500. Pure gli editori dei grandi quotidiani incassano sostanziosi contributi su spese telefoniche, elettriche e costo della carta. Tutto questo per sole 6 milioni di copie giornaliere davvero vendute complessivamente. Infine radio Radicale, radio Maria e alcune televisioni locali vengono lautamente mantenute con soldi statali, cioè nostri.
Grazie Milena Gabanelli! REPORT - FINANZIAMENTO QUOTIDIANO

Indignarsi è il minimo considerando anche il bassissimo livello dell’informazione generalmente fornita. Ma perché Prodi con il suo prossimo governo “di sinistra” non chiude il rubinetto? Per par condicio, via i soldi anche alla Rai, niente più canone, tassa iniqua più dell’Ici. Gli italiani apprezzerebbero un simile primo gesto. Lo so che non accadrà mai, così come non accadrà che vengano realmente aboliti i finanziamenti ai partiti, usciti dalla porta e rientrati dalla finestra.

25.4.06

25 aprile

Questo è il secondo 25 aprile del mio blog.
Lo scorso anno segnava il passaggio dei 60 anni. Una vita. Rimando alle cose dette nel post 25 APRILE 2005, che restano valide.
Ho trovato interessante su Rai educational - La storia siamo noi DIARI, aprile 1945, Viaggio nella memoria della Resistenza.
Il ricordo dei giorni della liberazione attraverso i diari raccolti dall'Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano. Con la partecipazione di Ascanio Celestini.

24.4.06

L'atomica di Ahmadinejad

AhmadinejadSecondo giornali americani l’amministrazione Bush formulerebbe piani atomici per la distruzione dei siti atomici iraniani. Speriamo che la rivelazione sia destituita di fondamento, ma sappiamo che chi l’arma l’ha potrebbe usarla contro chi la vorrebbe. Il Presidente americano non esclude l’uso preventivo della forza per dissuadere gli iraniani. Certo un’altra guerra di “democratizzazione” dopo il disastro iracheno – più che annunciato da chiunque non avesse ottusa mentalità neocon – sembrerebbe da escludere. Altra cosa sarebbe la brutalità risolutiva di un attacco atomico a distanza.
Suona strano riparlare di attacchi atomici dopo l’attenuarsi delle paure apocalittiche della contrapposizione planetaria USA-URRS. Cose del passato. Chi ha meno di trent’anni non ne ha memoria diretta. La caduta del muro di Berlino ha cambiato tutto. Così almeno nella percezione comune. Ora il pericolo appare il contrasto tra civiltà. Con i due imperi antitetici era più facile schierarsi. Tutti gli altri attori della scena internazionale contavano così poco che ogni movimento di liberazione, o presunto tale, aveva l’incondizionato appoggio dell’intellighenzia occidentale. Persino Ayatollah Khomeini, esule a Parigi, era arruolato tra le file dei democratici. Si è visto in seguito di quale abbaglio si trattasse. Adesso le certezze sono minori. Ahmadinejad, con quello che dice, fa paura. In possesso di un’arma atomica ancora di più. L’odio delle grandi masse islamiche per l’occidente è a livelli tali che neanche una aggressione atomica cambierebbe granché le cose. Gli islamici più moderati radicalizzerebbero le posizioni, ma considerando il loro attuale peso politico ciò non avrebbe grande importanza. L’ostacolo resta la coscienza democratica mondiale. Il no all’uso delle armi atomiche ha ragioni di fondo che prescindono qualsiasi considerazione. Ostacolo non insormontabile. Crescono di numero coloro che individuano nell’uso indiscriminato della forza lo strumento indispensabile di garanzia per la sopravvivenza della così detta civiltà occidentale. Il nostro modello di vita, non sostenibile e tanto meno esportabile, è però insanabilmente declinante. Se si vuole davvero arginare il disastro occorre cambiar rotta anziché difendere ad ogni costo indifendibili privilegi.

21.4.06

Codice digitale. Pavia è avanti.

posta digitaleNuove disposizioni sulla strada del digitale pubblico

Il Ministero dell'Innovazione e delle Tecnologie ha recentemente integrato il codice dell'amministrazione digitale. Un documento che segna una svolta nei rapporti tra amministrazione pubblica, cittadini e imprese. shinynews.it

I rapporti con la pubblica amministrazione potranno essere gestiti on-line con la garanzia che la documentazione scambiata abbia valore in qualsiasi istanza. Ovviamente occorerà essere in possesso di una firma digitale certificata. Il Comune di Pavia offre fin da ora ai cittadini la possibilità di certificarsi.
Per maggiori informazioni vedere il Progetto 'Firma&Clic'

Valzer

danzaFinita la sbornia elettorale si rimane un po’ rintronati. Il Cavaliere non vuole andarsene, il Financial Time ne dice di ogni sul nostro conto, la rissosità insita nei partiti di sinistra (sinistra?) non meno che in quelli di destra incomincia subito ad emergere. Nessuna passione per i giri di valzer. Però non si parla d’altro. Bertinotti alla Camera, Marini al Senato. D’Alema vuole per sé la presidenza della Camera. Mandiamolo al Quirinale! Finalmente un Presidente della Repubblica con baffetti e un’età accettabile. Peccato che sia così irrimediabilmente antipatico. E poi.. e poi sarebbe meglio metterci una donna. Sarebbe un bel colpo d’immagine. Intanto cosa c… fa un Presidente della Repubblica? Dipende, dipende. Se davvero fosse così tranquilla la cosa ci si potrebbe mettere il Cavaliere. Magari ci starebbe. Faremmo contenti la metà degli italiani che l’hanno votato e anche Fini e Casini che se lo toglierebbero di torno, forse definitivamente. Già, ma l’uomo è troppo pericoloso. Divagazioni. C’è altro a cui pensare. Rutelli. Dove lo infiliamo Rutelli! Mastella. Che fine farà Mastella? Di Pietro: dovremo pure occuparci anche di lui… e così via all’infinito. Sapevamo che questi erano i nostri leader, non possiamo aspettarci chi brillino per inventiva. Si è aperta subito la caccia alle poltrone. Normale. Prodi si dirà: “io spero che me la cavo” e lo speriamo anche noi. Intanto cerca di piazzare all’Economia Padoa Schioppa. Ma di priorità ce ne sono tante, troppe. Lavoro (legge Biagi), Scuola (riforma Moratti), conflitto d’interessi, tasse, legge elettorale, legge Gasparri, Costituzione e così via. Da dove si comincia? Dalle poltrone! E va be’.

14.4.06

Nessun dorma

Berlusconi dorme - repubblica.itAprile dolce dormire. Dormire è un diritto e una delle peggiori torture è la privazione del sonno. Anche gli uomini pubblici dormono e questo li rende un po’ più uguali agli anonimi mortali. Segnalo su Repubblica una galleria di “brutti addormentati”: Ognun dorma. Quando i politici si appisolano. Videoracconto di Filippo Ceccarelli. Tutta la mia comprensione ai dormienti. Capisco perfettamente cosa voglia dire star lì ad ascoltare qualcuno in interminabili riunioni rituali.
Ci sarebbero cose più importanti di cui parlare. In Iraq si continua a morire a decine tutti i giorni e almeno 400 persone morte in Ciad negli scontri di ieri non fanno quasi notizia. Intanto il teatrino post elettorale continua. Il Cavalier dormente (s’assopisce spesso se non è lui a parlare) s’impunta a non accettare l’elezione di Prodi. Ma è Pasqua e c’è gran voglia di fuga fuori città.

12.4.06

Per il rotto della cuffia

vignetta di Vauro sul ManifestoPer il rotto della cuffia l’Unione ce l’ha fatta. C’è poca da esultare e infatti esultano in pochi. Una vittoria risicata, per una manciata di voti, una vittoria sofferta. Risultati altalenanti. Infine, grazie agli italiani all’estero, e a quella “porcata” di legge elettorale firmata Calderoli, Prodi governerà. Si, ma quando? Il caimano non molla facilmente la preda. Il Cavaliere non sa neanche dove stia di casa il fair play. Contesta i risultati, la tira per le lunghe, si offre perfino per una “grosse coalition” alla tedesca. Incredibile! Se non deciderà di farsi da parte potrebbe tenerci ancora tutti per le palle due mesi buoni. In fondo come dargli torto? Nonostante tutto quello che ha detto e fatto in questi anni metà degli italiani gli credono ancora. Dubito fortemente che la maggioranza di chi l’ha votato di nuovo abbia interessi economici tali da temere l’avvento di una fantomatica sinistra di pericolosi “comunisti”. Ma li vedete i leader? Semmai sono un po’ patetici, come Prodi o francamente antipatici come Rutelli e D’Alema, spocchiosi come Marini, insignificanti come Fassino, garbati come Bertinotti (pochi), tromboni come Pannella. Non tanto più presentabili di quelli di destra insomma e alcuni anche intercambiabili. Capisco benissimo che gli aspiranti manager disseminati nei posti di lavoro più disparati, indistinguibili uno dall’altro come pinguini, siano attratti da sogni berlusconiani. La sinistra a costoro più che paura fa pena. Vecchia e scontata pare un retaggio di uno stupido passato dove l’egualitarismo assistenziale fa piazza pulita di ogni merito individuale e frena il progresso sociale. Va be’, ma non sono milioni! Probabilmente ha avuto effetto la boutade sull’ICI. L’idea di un voto pagato un centinaio d’euro subito ha convinto qualcuno. Sicuramente non si capisce perchè dovrebbe abbandonare la destra chi ha lauti profitti da difendere. Allo stesso modo chi può evadere le tasse, o pagarne il meno possibile, ben si guarda dal cambiare le cose. Ma tutti costoro sono davvero la metà degli italiani? Quanti poveri cristi che faticano a tirare fine mese hanno dato il loro appoggio al Cavaliere subornati da quel cumulo d’idiozia che è l’italica TV? Non lo so e forse nessuno lo sa. Forse si è perso il polso di questa nazione.
Su temi analoghi s’interrogava ieri Rossana Rossanda sul Manifesto, L'Italia profonda e scrive oggi Ezio Mauro su Repubblica, La doppia sfida del Professore. Loro, come altri, dicono cose giuste. Ma è difficile tirare conclusioni dalla somma delle osservazioni. Le persone scelgono in base a un’infinità d’elementi: interesse, sentimenti, ideologia, paura, rancore, speranze e chi più ne ha ne metta. Il filo conduttore non sempre è la razionalità.

10.4.06

Perdenti

prodi-berlusconiFra qualche ora sapremo chi ce l'ha fatta e chi no. Subito cambierà poco nella vita dei più, comunque. In futuro un po' di differenza speriamo ci sia altrimenti perché votare? Almeno la speranza di ridimensionare la razza dominante dei caimani lasciatecela.
Questo è il momento per usare la palla di vetro: esercizio sempre pericoloso. La mia generazione è così abituata a perdere che non si esalta nemmeno nella prospettiva della vittoria. C'è chi è vincente dentro come c'è chi è bastardo dentro. Noi, coglioni, siamo perdenti per definizione. Dunque, ci aspettiamo la sconfitta incrociando le dita. Posso dirlo tranquillamente perché, non essendo candidato a niente, non ho alcun obbligo d'ottimismo. Più dolce sarà essere smentito.
Questa Italia mi piace poco. Metà degli italiani sono di destra. Il fatto resta. Quelli di sinistra poi non è che siano necessariamente migliori. Destra e sinistra non sono da tempo categorie qualificanti dell'essere. Ormai abbiamo mentalità trasversali nel bene e nel male. La maggioranza degli italiani è sicuramente meglio di chi li rappresenta, indipendentemente dagli schieramenti, ma conta poco. Se vincerà l'Unione esulterò moderatamente. La posta in gioco, governare un paese economicamente disastrato, non è allettante. In fondo tanto accanimento nella contesa sembra esagerato. Anche Salvati scrive oggi sul Corriere "Non riesco a capire i motivi per i quali centrodestra e centrosinistra si siano combattuti con tanta violenza nella campagna elettorale appena conclusa, essendo il premio in palio così poco attraente" e ne spiega le ragioni corriere.it
Certo: mandare a casa chi ha fatto solamente i propri interessi abbagliandoci con incredibili promesse, ovviamente non mantenute, sarebbe una bella soddisfazione. Per il resto si vedrà.

8.4.06

Domani si vota!

facsimile scheda elettoraleFac simile scheda eletorale per il Senato CIRCOSCRIZIONE LOMBARDIA (tratto dalla Prefettura di Milano)

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un'aria già primaverile

[...]

e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le elezioni.

È proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata...

io quasi quasi mela porto via.
Democrazia!

Così inizia e termina la canzone di Gaber Le elezioni del lontano 1976. Certe cose restano. Però non portatevi via la matita, mi raccomando!

Ricordate che "Mastrolindo ha portato in parlamento la più alta percentuale di condannati, prescritti e patteggiati della storia del parlamento. Tra i 22 parlamentari condannati in via definitiva, 17 sono della maggioranza di Mastrolindo, quattro dell'opposizione di centro e uno dell'opposizione di sinistra. Il parlamento dominato da una maggioranza schiacciante del gruppo di Mastrolindo è all'ottantottesimo posto nel mondo per donne parlamentari, dietro all'Afghanistan e al Pakistan. Inoltre la maggioranza di Mastrolindo ha in percentuale la metà delle parlamentari che ha l'opposizione." (Beppe Grillo, Internazionale, 6 aprile 2006).

Ancora dal sito beppegrillo.it PARTITI PULITI l'elenco dei partiti in lista senza condannati in via definitiva:
Italia dei Valori – Lista Di Pietro :
www.antoniodipietro.it
Partito dei Comunisti Italiani :
www.comunisti-italiani.it
Partito Rifondazione Comunista :
www.rifondazione.it
Verdi :
www.verdi.it

Pochini, ma così è. BUONE ELEZIONI!

6.4.06

Tre giorni al voto, coglioni!

Questo ovone di Pasqua è Ferrara che non contento di rompere i coglioni (cioè noi) tutte le sere dallo schermo della 7 si sente pure imbavagliato. Poverino!
È talmente surreale questa campagna elettorale da non crederci. Il Presidente del Consiglio in carica, l’esimio Cavaliere, ha dato pubblicamente del coglione a chi non voterà per lui. Pudicamente word corregge coglione con ciglione (definito dal De Mauro “orlo di un precipizio”, un po’ dove ci troviamo noi insomma). Il premier invece ha sostenuto che coglione, nel suo lessico, sta per masochista (sempre secondo il De Mauro “chi subisce volontariamente sofferenze” e ci gode, aggiungo io). Insomma il livello della discussione politica è sempre più elevato.
Gli umoristi degli SMS si sono messi subito al lavoro. Ho ricevuto sul telefonino: Mennheimer ha assegnato la vittoria matematica all’unione osservando: «i coglioni sono necessariamente il doppio delle teste di cazzo».

4.4.06

Foto d'interni con signora

set del dibattito Marilyn vista da Andy Warhol
Chi vuol farsi del male può rivedere il confronto su rai.it



Ci siamo beccati anche il secondo round. La signora (la mitica Marilyn vista da Andy Warhol), è lì a stemperare la staticità dei nostri leader inquadrati in una coreografia demenziale. Altra ragione è che in quei fine anni '60 evocati dall'immagine della Monroe c'era una diffusa speranza di "nuovo" e "migliore" oggi impensabile.
Noiosamente i nostri hanno ripetuto le loro tiritere. C'è da chiedersi chi davvero possa essere influenzato da queste tele-rotture. Se non si fosse già più che convinti che non se ne può fare a meno davvero verrebbe voglia di non andarci a votare. Il cavaliere, tirando fuori alla fine il meglio di sé in veste di tele-venditore, ha fatto il "coup de théâtre" come era nelle attese (ma che coup de théâtre è se tutti sanno che arriverà?) "Aboliremo l'ICI! Avete capito bene. Aboliremo l'ICI su tutte le case, anche sulla vostra!" (applausi frenetici).
Tutte le persone di buon senso sanno che è promessa assurda come le altre. Non c'è mai risposta alla domanda sul come reperire i soldi per mantenere questa ed altre promesse in un quadro economico tanto disastrato. Se non altro dall'altra parte si sono inventati il cuneo fiscale - una cosa che fa un po' senso avercela alle spalle, perché non è facile capire bene cosa sia - e si sono impelagati nella sacrosanta, ma spinosa questione delle tasse. Cercano una strada per tirar su soldi senza far troppo male a chi è già col culo per terra... o almeno così si spera.

3.4.06

Gioco finito

primissimo piano cchioConsiderazioni a margine di un infanticidio senza nulla togliere all’atrocità del fatto.

Alla fine i rapitori - e assassini - del bimbo erano solo “balordi”. Manco di elementi per la certezza, però non stento a crederlo.
I "mezzi d’informazione" hanno fatto anche stavolta il loro porco lavoro. Massacrato mediaticamente i genitori e creato pathos a badalucco, informando ben poco, ma con grande dispiego di strumenti.
Quando si tratta di delitti con bambini la retorica si spreca e subito c’è chi tira in ballo la pena di morte. Peggio: ho sentito un signore dichiarare in TV che sarebbe opportuno appendere i colpevoli in piazza, magari per i coglioni, e lasciarli all’ira popolare.
Mi hanno colpito le parole, nei giorni scorsi, di chi oggi è ritenuto il “mostro”. Condannava il rapitore con lo stesso sdegno e la stessa veemenza di tutti gli altri. Una sorta di condivisa omologazione verbale della quale i giornalisti “nazional-popolari” si fanno portavoce. C’era come uno sdoppiamento della personalità che definire “ipocrisia”, o semplice tentativo di salvarsi il culo, sembra riduttivo. Da un lato l’uomo della strada, indistinguibile dai suoi simili, dall’altro il massacratore d’infanti e, si è saputo ora, stupratore in attesa di condanna. Ancora una volta emerge una triste verità: i bambini e le donne sono le prime vittime dell’odio e della violenza e ciò ha solo in parte a che vedere con condizioni di degrado economico e culturale. Dunque non si dovrebbe tutte le volte mostrare tanta meraviglia per l’“efferato delitto”.
I cuccioli, si sa, suscitano forti sentimenti protettivi, ma in guerra, quando la situazione di pericolo per la specie è massima, si tende a distruggere il nemico anche nel suo futuro eliminandone la prole. Ci hanno detto che i nazisti giocavano al tiro al piattello con i neonati e, senza andar troppo lontano, solo qualche anno fa a pochi chilometri da noi, nell’ex Jugoslavia le atrocità non si contavano. Stupri e stragi di bambini sono terribili corollari della guerra e dell’odio razziale che ne è inevitabile portato. Quando le guerre terminano e chi le ha combattute torna a vestire abiti civili anche gli infanticidi e gli stupratori riprendono, impuniti, a mescolarsi con la “gente normale”. Magari qualcuno sa, ma tace. È la parte oscura della natura umana.

31.3.06

Padri e figli

Mantegna - Cristo mortoAndrea Mantegna, Cristo morto

I rapporti tra padri e figli sono complicati. Dio il suo lo ha abbandonato sulla croce. Così doveva essere ed è stato. "Dio infatti - scrive san Giovanni - ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito" (3, 16). Anche Abramo era stato sul punto di sacrificare, per fede, il figlio Isacco. Molto più tardi Freud non ci ha risparmiato nulla sui conflitti tra padri e figli.

Secondo quanto riferito dai giornali Abdul Manan, il padre di Abdul Rahman, l'afgano convertito al cristianesimo e rilasciato dal governo di Kabul, ha chiesto che il figlio venga condannato. Avrebbe detto: "Non è più mio figlio. Ha fatto un'altra scelta. La nostra costituzione si basa sulla sharia. Ma lui ha deciso di rinnegare l'islam e di convertirsi al cristianesimo. E' peccato, peccato grave. Deve morire".
Follia o fede, né più ne meno come quella di Abramo?

Sempre secondo i giornali il padre del piccolo Tommaso rapito da casa un mese fa avrebbe detto: "Sto cominciando ad essere seriamente preoccupato per il mio bambino". Sta cominciando? Io mi sarei disperato fin dal primo istante. Stento a crederci. Ancora, richiesto sul perché nutra tante speranze per domenica prossima, risponde: "Perché è un giorno magico per Tommaso. Il 2 aprile dello scorso anno è stato battezzato, ed è stato il giorno in cui è morto Giovanni Paolo II, cui lui era molto legato perché gli era stato votato dal papà". Torna l'intreccio con la religione.

Mi sento troppo lontano da queste mentalità per poter sperare di capire, tuttavia c'è di che riflettere.

26.3.06

Melanosuchus niger

locandina IL CAIMANOQuesto caimano è il più grande predatore dell’Amazzonia. La sua mascella è possente e poderosa e la sua coda permette spostamenti veloci e potenti...

Mi è piaciuto IL CAIMANO?
Bah! Come spesso capita con i film di Nanni Moretti lascia l'amaro in bocca. Bravo Silvio Orlando qualunquista, moralista e gaglioffo quanto basta per disegnare l'italiano medio. È un po' la somma di tutti noi. La Buy rifà sempre se stessa come d’abitudine in una lunga serie di film all’italiana. Di questo filone Moretti ha usato gli stilemi e già questo non è il massimo della vita.
La denuncia al Caimano? Ma si, c’è, scontata, ma c’è. Cosa si può ancora dire del nostro premier che già non si sia detto? Convince chi da un pezzo è già convinto. Gli altri, gli “indecisi”, quelli che decideranno della nostra vita nei prossimi anni, chi li capisce è bravo. Non c’è razionalità nel loro voto e dunque gioca l’emotività dell’ultimo momento. Deeemooocraziaaa…
Del resto in questo ha ragione Moretti: un film non ha tale scopo. Le paure d’involuzione autoritaria? Condivisibili. Il caimano è famoso per i colpi di coda quando è messo alle strette.
Tutto sommato lo spaccato d’Italia che ne viene fuori è crudele e fedele. Prolissa la seconda parte del film. Ci sarebbe stata la necessità di uno che potesse tagliare impietosamente qualche scena. La figura finale del politico interpretata dal regista un po’ come nel Portaborse mi ricorda più il Gian Maria del Cittadino al di sopra di ogni sospetto che il nostro cavaliere con l’aspetto del venditore door to door. Risulta maggiormente credibile l’attore che lo interpreta nell’immaginario di Orlando. Ma anche questo può essere un raffinato, e voluto, gioco delle parti. Il “Gian Maria”, spesso citato nei panni di Aldo Moro da Michele Placido - nel film macchietta dell’attore tutto concentrato su se stesso e ben poco disposto a rischiare qualcosa in prima persona - è il grande Volonté di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Il caso Moro e tante altre pellicole politicamente impegnate, ma già presente in Per un pugno di dollari e indimenticabile interprete del metalmeccanico cottimista in La classe operaia va in paradiso: “un pezzo un culo, un pezzo un culo, un pezzo un culo…”

23.3.06

Digital Generation

ragazza con computerCosì come emerge dal Rapporto 2006 dell’Osservatorio AIE sull’editoria digitale: solo il 5% non usa il pc, più della metà ha un Ipod, il 25% chatta e il 9% ha un blog. In sintesi? Il futuro – per i giovani, ma anche per gli editori - è lì. datamanager.it

Questi i numeri dall’indagine di Mannheimer sui consumi tecnologici dei 14-24enni. Come sempre i dati raccontano verità parziali. L'Italia rimane un paese tecnologicamente arretrato anche per il digital divide causato dai costi e dalla disomogenea copertura con l'adsl. Tuttavia è indubbio che si stia affacciando sulla ribalta del mercato una nuova generazione di media cultura che consuma musica digitale scaricata da internet. Più complessa la verità sulla "comunicazione". Una cosa è ascoltare musica o giocare, altra cosa comunicare. Non basta, ad esempio, aprire un blog; bisogna anche saperlo usare e avere voglia e tempo per farlo. La maggior parte dei blog muoiono subito dopo essere nati. Pochi si trascinano stancamente per qualche tempo, pochissimi si consolidano. Ciò nonostante è in embrione una generazione di comunicatori con caratteristiche diverse dalle precedenti. Sono sempre più i giovani e giovanissimi che producono cose egregie in rete. Drammaticamente fuori gioco resta la scuola. Gli insegnanti faticano a cogliere il senso profondo della rivoluzione digitale e le sue implicazioni sull'informazione e sulla comunicazione (per non dire sull'economia). Sono cambiati i parametri culturali e coloro che della cultura dovrebbero essere i mediatori non se ne sono accorti o, pur accorgendosene, hanno fatto ben poco per adeguarsi. Per la verità una colpa relativa considerando la scarsa attenzione delle "gerarchie scolastiche" – e dei “politici” – all'argomento. Ci sono stati tanti proclami, ma pochi incentivi concreti a sostegno dei costi economici e temporali necessari per un reale aggiornamento della professionalità docente.

21.3.06

Il buon tempo che fu

tettoChe dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Angiolo Silvio Novaro
filastrocche.it

Angiolo... già un nome così faceva effetto.
Prima o poi magari riesumerò la storia (non edificante) di un altro Angiolo, anzi Angiola: Angiola d'la stasion. Un personaggio pavese d'altri tempi.
In questo giorno che, se non m'inganno, segna l'inizio di una nuova primavera, i giornali sanno di muffo con le beghe d'altri tempi tra laici e cattolici sulle ultime esternazioni del Cardinal Ruini.
Lui non si schiera, si limita a dire che è contro all'aborto, al divorzio e ai pacs e che la buona vecchia famiglia santificata dal matrimonio, con tutti i suoi scheletri nell'armadio, è l'unica con diritto ad esistere. Lui non si schiera, ma i politici si, subito, in massa, come pecoroni a tirarlo per la sottana e dire che la pensa proprio come loro, uguale uguale. Che la destra ci sguazzi è ovvio, come ovvia è la posizione di queste gerarchie ecclesiastiche ferme ai tempi di... Angiolo.
Nonostante tutto voglio credere che i cattolici, quelli veri, non quelli che si dichiarano tali, ma poi in realtà se ne fottono, siano più avanti dei loro capi spirituali. Un po' come il "popolo di sinistra" che ben poco si riconosce nei leader politici che tortocollo voterà alle prossime elezioni. È una questione di coscienza prima ancora che di numeri. Poco importa se la maggioranza degli italiani è per il divorzio, l’aborto e magari anche i pacs. Comunque sono leggi che vanno fatte perchè si tratta di norme di civiltà che coinvolgono direttamente milioni di cittadini. Punto e basta. Dicano un po’ quel che vogliono Ruini, il Papa, e tutti gli Ayatollah e gli Imam riuniti. Uno Stato democratico degno di questo nome prende le distanze dalla religione e fa quello che deve fare. Uno Stato democratico...

20.3.06

L'armata americana accusata di massacro

L'armée américaine accusée d'un massacre de civils irakiens

Secondo il settimanale Time in novembre i marines hanno ucciso nelle loro case quindici persone, tra le quali donne e bambini, per rappresaglia dopo un attentato ad un convogio militare. liberation.fr

Stato confusionale

carpaIncredibile show del Cavaliere all'assise di Confindustria. Bacchetta tutti come un Preside isterico uscito dal ventennio fascista e frustrato dal '68. Parte con una storiella che giustifica la sua inattesa presenza dopo aver dato forfait per sciatalgia. Poi ne dice di cotte e di crude. I vari Montezemolo, Tronchetti, Della Valle, Pininfarina, Monti, Colaninno jr., Abete, Amato, Marzotto, Carraro, Emma Marcegaglia, Calearo impallidiscono, non vogliono crederci. Non sono personaggi particolarmente simpatici, anzi, ma hanno il senso del ridicolo. A sostenere il Presidente del Consiglio solo le ovazioni delle truppe cammellate fatte confluire in sala all'ultimo momento dallo spin doctor del presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, Franco Miracco, ex comunistissimo collaboratore precario del Manifesto. La farsa elettorale prosegue.

Il "piscem" berlusconiano d'apertura del "sabato bestiale" della Confindustria, nella storiella originale sarebbe per la verità una "carpam" e il vescovo evocato dal premier un parroco di campagna. Ma l'aneddoto d'apertura del presidente del Consiglio della settima potenza industriale del mondo se lo volete testuale, è questo: "Un vescovo del Medioevo mangia una bistecca di venerdì. Gli dicono: vescovo, è peccato. E lui: bistecca, ego te baptizo piscem".
Si guardano interrogativi Verheugen e Kroes. Ma è il seguito che lascia stravolte le prime file e, per la verità, anche le seconde: "Io che sono ministro della Salute ad interim, mi sono battezzato in salute". larepubblica.it

Parigi in piazza: no al precariato

Place de la NationParigi - Place de la Nation (Libération)

Si espande in tutta la Francia la protesta contro la riforma del lavoro del governo di centrodestra. Mezzo milione di studenti, intermittenti, stagisti e precari hanno sfilato ieri in molte città. E' la generazione «usa e getta» che è andata in piazza e che ora chiede più garanzie per il futuro e meno sfruttamento. La manifestazione più grande a Parigi, dove hanno sfilato oltre 100 mila persone. Tra loro anche molti liceali e diversi insegnanti. Al termine del corteo, davanti alla Sorbona e sul boulevard Saint Michel, sono scoppiati violenti scontri con la polizia, continuati per tutta la serata, con cariche, lacrimogeni, auto incendiate e centinaia di fermi. Ma il governo non ha alcuna intenzione di cedere. Il premier Dominique de Villepin si è detto «aperto al dialogo», ma solo «per migliorare il provvedimento», mentre la sinistra chiede il ritiro del contestato contratto di primo impiego. Intanto l'attività didattica nelle università rimane bloccata e sono fermi anche decine di licei. Per domani è prevista a Parigi un'altra manifestazione di protesta, che vedrà sfilare insieme studenti e sindacati. ilmanifeto.it

16.3.06

Cavie

un fotogramma del film The Elephant Man di David Lynch

Facevano da cavie umane per 220 euro al giorno ora sono in fin di vita in un ospedale di Londra. In sei avevano il compito di testare un nuovo antinfiammatorio, due di loro sono ricoverati tra la vita e la morte. Drammatico il racconto della fidanzata di una delle vittime dell’avvelenamento da farmaci: «Gli è venuta una faccia come quella di Elephant Man. Il suo torace è gonfiato e non riesce neppure a battere le palpebre. Tra i fili della sala di rianimazione gli sussurro in un orecchio di aiutare le sue cellule a rigenerarsi. Ma mi dicono che ci vuole un miracolo». Nel laboratorio della «Parexel», la ditta che produce il farmaco che ha provocato la reazione, sono sotto choc: «Sugli animali non c’erano state reazioni, è incredibile» lastampa.it

15.3.06

Crash - contatto fisico

Al debutto come regista Paul Haggis, lo sceneggiatore di 'Million Dollar Baby', ha vinto l'oscar del miglior film. Una bella sorpresa. I personaggi s'intrecciano sullo sfondo di una Los Angeles attraversata dal razzismo. Si amano, si odiano, sono buoni e cattivi, generosi ed individualisti, contraddittoriamente. Niente è scontato. Nessuno è a senso unico.
Infinitamente più istruttivo del misero contatto fisico tra i nostri leader politici. Non valeva certo la pena tanta attesa per il "duello" Prodi-Cavaliere. Già lo si sapeva. Una conferma. Cose scontate tutto è a senso unico. Puah!
A prevalere è stata la noia. Ciò nonostante 16 milioni di italiani, più di metà di quelli che erano davanti alla TV ieri sera, se li sono sorbiti, almeno un po'. La televisiun la gà la forsa d'un liun.
I commenti si sprecano. Per chi ne vuole uno "equilibrato" rimando a quello del Sole 24 ore Le reazioni alla prima sfida tv

Bondi, coordinatore di F.I. dubbi certo non ne ha. Ecco i suoi "versi" pubblicati da Vanity Fair in onore del capo.

A SILVIO

Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova

14.3.06

Le mutande dei candidati

vignetta GiannelliVignetta di Giannelli sul Corriere

Stasera... La grande attesa per lo scontro tra Prodi e il cavaliere sfocerà nel primo round. Così, d'acchito, vien da pensare "chi se ne frega". Non diranno niente di nuovo. I giornali, sempre più marginali rispetto alla TV, ci informano anche del tipo di mutande che indossano i leader. Secondo le statistiche s'interessano di politica meno di quattro milioni d'italiani. Non è a loro che si rivolgono i contendenti. Gli sforzi degli staff elettorali sono per quanti eccederanno questo numero davanti al piccolo schermo. Domani vedremo se tanti o pochi e se tutto il can-can sui confronti televisivi vale la pena. Che noia!

Intanto nel mondo reale centinaia di migliaia di immigrati sono in coda da ieri sera davanti agli uffici postali per contendersi i 170mila ingressi messi in palio dal governo. Gli sportelli si apriranno alle 14.30 e solo un lavoratore straniero su dieci ha qualche speranza d'ottenere un permesso. Anche da queste cose si misura l'inciviltà di una nazione.
Vedere in proposito l'articolo di Chiara Saraceno La lotteria della vergogna su La Stampa.

10.3.06

Salviamo la democrazia

Totò con megafonoVota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio!

Facile profezia che i giochi sul faccia a faccia non erano finiti. Ora si propende per il si, ci sarà. Vedremo. Era pronto a farlo da solo il Cavaliere. Un faccia a faccia con se stesso, anche senza giornalisti. Lui è a suo agio col microfono in mano, a ruota libera come nelle televendite.
E di questo si tratta. Il prodotto da piazzare sono altri cinque anni di se stesso e la sua banda.
Ma sa anche di essere più telegenico del suo avversario e allora ha rinunciato allo spot finale in solitaria per farlo nero sul ring. Il match sicuramente è voluto dal suo spin doctor e temuto da quello di Prodi. Ora non sarà facile trovare altri validi motivi per sottrarsi. L’importante è che non si presenti come un pugile già suonato in partenza. Dovrebbe farsi dare un po’ della verve di Luxuria che non si è lasciata sopraffare dalla Mussolini del “meglio fascisti che froci”. Chissà che non vinca ai punti. La serata in vena la imbroccano anche i buoni parroci di campagna. In gioco ci sono gli indecisi, quel 20% di sciagurati che a votare per ora non ci pensano proprio. Tra loro molti, se andranno, voteranno come le altre volte, ma una parte potrebbe decidere all’ultimo momento dove mettere il segno proprio in base alle impressioni finali, all’immagine del candidato. I candidati in effetti questa volta sono due, i leader, che devono persuadere più elettori possibile di essere “il meglio”. Gli altri che sederanno in Parlamento sono stati già scelti d’ufficio dalle segreterie dei partiti. Viene voglia di cantare con Gaber “deemoocraaziaaa”. L’incognita dunque non sono i nomi di coloro che verranno eletti, ma le schede nulle. Potrebbero essere loro alla fine a determinare la differenza tra vincitori e vinti. Sul lenzuolo di 60 centimetri che ci rifileranno per votare non dovremo assolutamente esprimere preferenze, pena l’annullamento del voto. Frega più niente se la volontà dell’elettore è chiaramente espressa. In questo vuoto di politica dove chi partecipa con passione e intelligenza non se lo fila nessuno perché intanto conta zero viene da dire che hanno più ragione gli “sciagurati” che se ne fottono. Magari hanno capito più degli altri.
Tutte cose ben presenti all'apocalittico Umberto Eco. Sa che i giornali contano poco. Sono, come si dice, autoreferenziali. Non spostano un accidente di voto insomma, con buona pace del Corrierone che si prende tanto sul serio. Anche noi, fiero popolo del web, per ora non contiamo una cicca frusta. La televisiun la fa da padrun! Finirà è questione di tempo, finirà. Però questa volta è più che mai così. E allora sottoscriviamo il suo appello: salviamo la democrazia.

8.3.06

Il Corriere si schiera

Fiorella RubinoPer farmi perdonare la riproduzione integrale dell'articolo l'accompagno con gli "argomenti" di due candidate di Forza Italia. Non si dica che il Cavaliere non candida le donne!
Mara Carfagna

Fiorella Rubino
Mara Carfagna (foto corriere.it)


La scelta del 9 aprile

Centrosinistra e centrodestra al voto
di Paolo Mieli

A dispetto di quel che da tempo attestano, unanimi, i sondaggi, il risultato delle elezioni che si terranno il 9 e 10 aprile appare ancora quantomai incerto. È questo un buon motivo perché il direttore del Corriere della Sera spieghi ai lettori in modo chiaro e senza giri di parole perché il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra. Un auspicio, sia detto in modo altrettanto chiaro, che non impegna l’intero corpo di editorialisti e commentatori di questo quotidiano e che farà nel prossimo mese da cornice ad un modo di dare e approfondire le notizie politiche quanto più possibile obiettivo e imparziale, nel solco di una tradizione che compie proprio in questi giorni centotrent’anni di vita.
La nostra decisione di dichiarare pubblicamente una propensione di voto (cosa che abbiamo peraltro già fatto e da tempo in occasione delle elezioni politiche) è riconducibile a più di una motivazione. Innanzitutto il giudizio sull’esito deludente, anche se per colpe non tutte imputabili all’esecutivo, del quinquennio berlusconiano: il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese. In secondo luogo riterremmo nefasto, per ragioni che abbiamo già espresso più volte, che dalle urne uscisse un risultato di pareggio con il corollario di grandi coalizioni o di soluzioni consimili; e pensiamo altresì che l’alternanza a Palazzo Chigi - già sperimentata nel 1996 e nel 2001 - faccia bene al nostro sistema politico. Per terzo, siamo convinti che la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni anche per il modo con il quale in questa campagna elettorale Prodi stesso ha affrontato le numerose contraddizioni interne al proprio schieramento.
Merito, questo, oltreché di Romano Prodi, di altre quattro o cinque personalità del centrosinistra. Il leader della Margherita Francesco Rutelli, che ha saputo trasformare una formazione di ex dc e gruppi vari di provenienza laica e centrista in un moderno partito liberaldemocratico nel quale la presenza cattolica è tutelata in un contesto di scelte coraggiose nel campo della politica economica e internazionale. Piero Fassino, l’uomo che più si è speso per traghettare, mantenendo unito e forte il suo partito, la tradizione postcomunista nel campo dominato dai valori di cui sopra. I radicalsocialisti Marco Pannella e Enrico Boselli che con il loro mix di laicismo temperato e istanze liberali rappresentano la novità più rilevante di questa campagna elettorale. Fausto Bertinotti, il quale per tempo ha fatto approdare i suoi alle sponde della nonviolenza e ha impegnato la propria parte politica in una nitida scelta al tempo della battaglia sulle scalate bancarie (ed editoriali) del 2005.
Noi speriamo altresì che centrosinistra e centrodestra continuino ad esistere anche dopo il 10 aprile. E ci sembra che una crescita nel centrodestra dei partiti guidati da Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini possa aiutare quel campo e l’intero sistema ad evolversi in vista di un futuro nel quale gli elettori abbiano l’opportunità di deporre la scheda senza vivere il loro gesto come imposto da nessun’altra motivazione che non sia quella di scegliere chi è più adatto, in quel dato momento storico, a governare. Che è poi la cosa più propria di una democrazia davvero normale.
corriere.it

Undicesimo comandamento

vignetta"Mosè ha dato agli ebrei lo speciale e segreto 11esimo comandamento: non dimenticate di controllare i media" www.boomka.org

Mentre gli ebrei ironizzano su sé stessi (bravi, così si fa!) stancamente, e senza alcuna ironia, avanza l'italica campagna elettorale dove più che di programmi si parla di esclusi dalle liste e della loro rabbia. Del resto si sa: i programmi sono fatti per restare sulla carta sia quelli di 200 pagine che quelli in dieci punti. Così è: si promette per vincere. Mantenere le promesse è altro paio di maniche. Ciò che conta è persuadere non convincere. Il duello televisivo tra i leader massimi tiene banco. Si farà, non si farà? Sembra di no, ma non è detta l'ultima parola. Gli spin doctor, i burattinai che muovono i politici sulla scena elettorale, sicuramente s'interrogano ancora. Sanno bene come giocare sulla scarsa propensione critica dell'elettorato medio. Sanno anche quanto sia importante un bel match televisivo per le sorti ultime dei candidati. Mortadella o mastrolindo? Cosa compreranno alla fin fine i tanti indecisi? Saranno loro a fare la differenza. La miglior ultima immagine stampata nel cervello avrà un bel peso. Altrochè programmi!

1.3.06

Pestaggi videoripresi

fotogramma videovideo visibile, finché verrà mantenuto, su kataweb.it

A volte i telefonini servono a qualcosa. Questa volta documentano la sadica cultura della violenza di italici carabinieri su un marocchino in mutande. Non è la prima né, purtroppo, sarà l'ultima delle testimonianze d'odio gratuito che le così dette "forze dell'ordine" esprimono nei confronti di persone inermi (poco importa se colpevoli di qualcosa o innocenti). Sicuramente qualcuno troverà il modo di giustificare anche questa volta atteggiamenti che sono un insulto a qualsiasi regola di convivenza democratica. Del resto sui nostri telegiornali, prodighi di immagini "forti" il pestaggio ha avuto poco o nessun spazio. Forse democrazia e polizia sono termini inconciliabili, ma non tutti coloro che per mestiere dovrebbero garantire la sicurezza collettiva sono dei picchiatori capaci solo d'imporre l'autorità a suon di pugni e scarpate quando non con la tortura. Certamente c'è tra loro chi crede che per nessuna ragione la dignità umana debba essere calpestata. Quella delle sevizie era ed è la cultura tipica dei campi di concentramento. Tuttavia vengono addestrati a comportarsi così. Si vuole che il rapporto tra cittadini e chi è preposto a mantenere l'ordine sia di paura, non di fiducia. La smettano allora i politici di tessere gli elogi degli "eroici tutori dell'ordine". Sono pagati per fare quello che fanno e anche quello che non dovrebbero fare. Quando un uomo comune è in loro balia sappia che le sue garanzie civili sono sospese.
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