29.9.11

L'inventore del "tunnel Gelmini" si dimette da portavoce, ma resta direttore generale del Miur


«Code di neutrini in ingresso al Gran Sasso: si consigliano percorsi alternativi»

Si sbeffeggia su Twitter e su FaceBook l'innocente gaffe della ministra dell'istruzione.

Un'ondata di ridicolo li seppellirà. (Speriamo presto!)

Massimo Zennaro quello che ha indotto la nostra ministra Gelmini a credere nell'esistenza di un tunnel tra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso si è dimesso da portavoce (ma non dalla direzione del ministero).



Il comunicato ministeriale lasciava poco spazio agli equivoci e ben si prestava alle "strumentalizzazioni".
Vederlo qui sotto.

Del resto il curricolo scolastico della signora ministra non è dei più brillanti.
Ha cambiato 3 licei nel corso dei 5 anni e ha finito col diplomarsi in uno privato.
Si è laureata in Giurisprudenza con 3 anni fuori corso. Voto di laurea 100, e tesi valutata meno di 1 punto.
Ha superato l’esame di Stato per la Professione di Avvocato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo il primo anno di praticantato a Brescia ed il secondo a Reggio Calabria.
(Nella sessione della Gelmini risultarono quasi il 57% di ammessi agli orali. Il doppio rispetto a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia.
Si giustificherà Mariastella: "lo fanno tutti").

Così le fanno le pulci coloro che le vogliono male.
Ben sappiamo però che per fare i ministri non ci vogliono grandi doti accademiche.
L'importante sembra essere in odor di mafia come il sicilianissimo Saverio Romano, salvato ieri dalla maggioranza berlusconiana (che così si è anche autosalvata). Che festa! Abbracci, applausi, pacche sulle spalle. C'è mancato poco al baciamano e al bacio sulla bocca... col beneplacito dei leghisti "duri" e "puri". Uah! Uah! Uah!

28.9.11

Ma "vadino" un po' a quel paese!

Un "profetico" intervento "strutturale" del finanziere Francesco Confuorti in Rai poco più di un anno fa. Italia agli "argini" della problematica.

Uno strafalcione verbale può capitare a tutti.
Eppure è stato proprio un "vadino" buttato lì con nonchalance dal finanziere di turno Francesco Confuorti, presentato come grande esperto economico internazionale a Linea notte dal pur ottimo Mannoni a farmi rizzare le orecchie.
Francesco Confuorti, fondatore e amministratore delegato della "boutique finanziaria" Advantage Financial con sedi a Milano, New York, Lussemburgo, ha prodotto qualche, lessicalmente contorta, banalità del tipo la situazione italiana è quella che è non per colpa di questo o di quello, ma per venti o trent'anni di politica sbagliata. Ricetta: rilanciare la crescita nei suoi aspetti fondamentali, aumentare flessibilità, mobilità e qualificazione della forza lavoro, ridurre la fiscalità... Le solite cose, insomma, assicurando comunque che l'Italia non farà default. Confortante senza dubbio, ma chissà perché poco convincente sulla bocca del padrone di una piccola banca d'affari.

Cercando qualche informazione sul web relative a Francesco Confuorti è saltato fuori che nel 2004 la Banca d'Italia, nell'ambito delle sue funzioni ispettive di vigilanza, ha rilevato infrazioni presso la Banca Advantage di Investimenti & Gestioni con sede in Milano.
Infrazioni contestate e sanzionate pecuniariamente: carenze nell'organizzazione, controlli e erogazione del credito da parte del Consiglio di amministrazione; carenze nei controlli interni da parte del Collegio sindacale; irregolarità nel trasferimento di titoli in portafoglio da parte del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e del Direttore; inesatte segnalazioni statistiche all'Organo di Vigilanza da parte del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale e del Direttore.
Primo tra gli amminisrtratori sanzionati Confuorti Francesco. (Banca d'Italia, Bollettino di Vigilanza)
Niente di particolarmente grave. Probabilmente le stesse "leggerezze" comuni a tutte le banche che hanno condotto alla crisi del 2008 e all'attuale situazione.
Certo i politici hanno avuto e hanno responsabilità immense, ma che ai finanzieri affaristi venga concessa credibilità a cuor leggero è davvero troppo.
Un po' più di "vigilanza" sarebbe auspicabile anche al TG3.

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26.9.11

Stato di polizia e bavaglio ai Blog

"Stato di polizia!"
Inveisce il cavaliere attaccato alla poltrona di presidente del consiglio come una patélla ó scöggiu
Ci sarebbe solo da ridere detto dal capo di un governo che da interminabili anni sta lì a fare i suoi privatissimi interessi e porta allo sbaraglio questo disgraziato paese, fottendosene altamente della fine che faremo noi tutti.
Cosa sta meditando ora? Non già di levarsi dai piedi e ridare un minimo di credibilità alle istituzioni italiane - anche se probabilmente ormai il nostro destino è irrimediabilmente segnato (considerando anche gli individui destinati a sostituirlo).
Conta, l'ineffabile Silvio Bi - la cui resistibile ascesa poteva benissimo essere fermata se a contrastarla non fossero stati tipi del calibro di D'Alema e soci - di tornare alla carica delle intercettazioni e dei Blog. Di mettere insomma il bavaglio all'informazione riesumando il famigerato disegno di legge n. 1611 magari facendolo votare con un ennesimo voto di fiducia dalla sua prezzolata maggioranza e di fatto intimidendo (come in uno stato di polizia che si rispetti) la libera manifestazione del pensiero.
(Vedi Censurare Internet per salvare il premier, Guido Scorza, Il Fatto Quotidiano)

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23.9.11

Butch (Berlusca) Cassidy e Sundance (Bossi) Kid







Berlusconi accarezza il fido Bossi prima della scena finale...





           

Ancora una volta l'Economist (Slipping into darkness) si chiede, come noi del resto, quanto durerà ancora l'agonia che ci condanna a pagare costi altissimi per l'ostinazione (o demenza senile?) di questi due individui e la vergognosa sudditanza della loro banda.

garlaschelli

19.9.11

La scuola Cenerentola


Il 12 settembre si sono riaperte le scuole quasi in tutte le regioni.
Come sempre i quotidiani, che di scuola si occupano poco, hanno sentito il dovere di ospitare qualche articolo di circostanza. Stanco rito.
Scontate, perlopiù, anche le cose scritte.

Dopo una settimana la scuola torna nel dimenticatoio.
Rinverdiamo la memoria.

Marco Rossi Doria su La Stampa ha ricordato i tagli del governo. "Otto miliardi in tre anni. (...) Siamo a 4,2% del Pil investito in istruzione, penultimi in Europa. E il Def prevede di far scendere gli investimenti alla scuola fino al 3,4% del Pil. La media Ocse è 5,7%. (...) Il governo ha operato una scelta folle. Che l'Italia non aveva mai fatto. Né quando, poverissima, iniziò la sua vita di nazione cento cinquanta anni fa, né durante le crisi e le guerre dello scorso secolo. Mai. Perché l'investimento in istruzione contribuisce grandemente allo sviluppo."

Questo calo progressivo di investimenti per l'istruzione risulta anche più drammatico se si comparano i dati appena pubblicati nel rapporto Education at a Glance 2011 (download pdf) dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
Nel 2008, l’Italia ha speso il 4,8% del PIL per l’istruzione, ovvero 1,3 punti percentuali in meno rispetto al totale OCSE del 6,1% (posizionandosi al 29 posto su 34 Paesi) (Tabella B2.1). Attenzione! I dati sono relativi al 2008 e la situazione è peggiorata nettamente negli ultimi tre anni dopo i feroci tagli della Gelmini.
Nessun altro governo ha fatto altrettanto. Le conseguenze le conoscono bene insegnanti, studenti e genitori.

Giorgio Israel su Il Messaggero è tornato sui temi del merito e del rigore.
Scrive: "Il costruttivismo pedagogico, se aveva il torto di privilegiare i metodi sui contenuti, definiva i suoi principi sul piano culturale. Invece ora siamo alla mitizzazione delle tecniche."
Per certo malinteso costruttivismo non ha torto. Peccato che la scuola italiana, abbia un'impronta - anche se abbastanza inconscia - più behaviorista (comportamentista) e cognitivista che costruttivista.
Poi si chiede:
"Migliorare la qualità dell'insegnamento? Con una pioggia di Wi-Fi e di lavagne multimediali (...) Cosa vi sia "dentro", pare che sia irrilevante. Migliorare la qualità dei testi di matematica o di storia? Pare che non interessi parlare dei contenuti di manuali abborracciati, pieni di errori, (...)"
Messa così ha ragione. Ma il primo vero problema è che la maggioranza degli insegnanti hanno accettato l'introduzione dei computer nella scuola (pochi e mal funzionanti) torto collo e non hanno mai davvero imparato ad utilizzarli come "strumenti" della didattica. Così come prima (e tuttora) si affidavano (e affidano) a libri di testo scadenti allo stesso modo si lasciano imporre software didattici risibili.

"Nel corso dell’anno scolastico 2011-2012, le istituzioni scolastiche saranno chiamate per la prima volta ad adottare, per il successivo anno scolastico, libri digitali o misti in sostituzione dei tradizionali libri cartacei". Questo sta scritto sul sito ministeriale, e sembrerebbe una rivoluzione. Ma quel o misti la dice lunga. C'è da scommettere che tutto si risolverà con il solito libro di testo riciclato nel quale verrà inserito un mediocre CD. Con buona pace però dei profitti delle case editrici.
Il fatto poi di acquistare libri "digitali" uguali per tutti è un inutile spreco, per chiunque conosca il significato della collaborazione in rete.

Israel lamenta, giustamente, l'inadeguatezza dei contenuti. Eppure ci sono comunità di docenti e istituti che hanno prodotto e producono eccellenti programmi - per lo più freeware, tra l'altro. Un enorme serbatoio di materiali a disposizione di chiunque voglia farne uso o semplicemente trarne spunto per elaborarne di migliori.
Scadente, troppo spesso, è quello che proviene dagli enti ministeriali e dalle editrici commerciali.
Gli insegnanti che giusto 20 anni fa introducevano nelle scuole i computer di nuova concezione (i mitici Amiga 500, evoluti successori dell'altrettanto mitico Commodore 64, con interfaccia grafica a colori user-friendly e prestazioni concorrenziali a quelle del ben più costoso Mac) ne facevano un uso non meramente addestrativo e tanto meno ludico (se per ludico si intendono i videogame sparatutto).
Al centro stava, appunto, la qualità dei contenuti oltre all'aspetto creativo, legato, alle potenzialità di manipolazione dell'immagine. Ad esempio De Bartolomeis, pedagogista dell'università di Torino, aveva raccolto intorno a sé un gruppo di lavoro impegnato in questa direzione e gli insegnanti ispirati al Movimento di Cooperazione Educativa trasferivano le didattiche della pedagogia di Freinet (la tipografia in classe e l'autoproduzione di giornalini e libri) nelle nuove tecnologie, mai intese come "fine", ma sempre come "mezzo".

Il Dialogo sulla Scuola che insegna a vivere sul Corriere tra Cesare Segre, grande filologo e critico, ed una studentessa liceale aggiunge poco di nuovo. Belle parole di saluto quelle dell'anziano intellettuale, considerazioni appropriate quelle della studentessa.

Un articolo del sempre ottimo Tullio De Mauro su L'Unità Scuola: ha fatto l'Italia, può renderla multiculturale sposta il fuoco sul multiculturalismo. Accenna inoltre ad un tema caro all'autore, quello della lettura, della comprensione testuale e dell'analfabetismo di ritorno, per spezzare una lancia a favore della scuola.
Scrive a proposito dei "dati periodici che l’OCSE accerta e diffonde ogni tre anni sulle capacità di comprensione di testi tra i quindicenni. Alti lai perché il 40% dei ragazzi mostra difficoltà di comprensione. Certo, bisognerà che migliorino. Ma attenzione: gli adulti con analoghe difficoltà, tra i 18 e i 65 anni, non sono il 40%, sono una percentuale che, secondo l’ultima indagine comparativa internazionale, raggiunge e supera l’80%. Il doppio dei ragazzi a scuola. Se la scuola registrasse meccanicamente le (in)competenze degli adulti dealfabetizzati e non leggenti, le percentuali OCSE dovrebbero darci l’80% di ragazzi in difficoltà. Il 40% di scarto esprime l’enorme lavoro in salita che la nostra scuola sa fare e fa."

Il ministero ha dato i numeri.
Nell'anno scolastico 2011-2012 gli alunni iscritti sono, in totale, 7830650 così suddivisi:
- scuola dell’infanzia : 1.021.483 alunni;
- scuola primaria: 2.571.949 alunni;
- scuola secondaria di I grado: 1.689.029 alunni;
- scuola secondaria di II grado: 2.548.189 alunni

Il numero medio di alunni per classe è 22
Le classi con più di 30 alunni sono lo 0,6%
Le classi con meno di 12 alunni sono il 4%

Le cifre sulla scuola raccontano una verità parziale. Quando si afferma che in Italia la media di alunni per classe è di 22 non si tiene conto che ad abbassarla sono il 4% delle classi con meno di 12 alunni (quelle di montagna, di campagna, delle isole). Nelle città la media effettiva si aggira intorno ai 30 alunni.
Una scuola con pochi insegnanti, classi sovraffollate, mezzi economici insufficienti e in calo costante, non può garantire alti standard educativi.
Se a questo si aggiunge la piaga del precariato cronico e la demotivazione di molti insegnanti impossibilitati a mantenere il livello qualitativo del proprio impegno, il quadro peggiora.

(dal Corriere) clicca sull'immagine per ingrandirla

17.9.11

Un presidente del consiglia a tempo perso, rispettoso di "Dio, patria e famiglia"

Gli invidiosi scatenati contro Berlusconi.
Sembra pensarla così l'amico Putin, che avendo stile di vita simile e stomaco forte non si fa troppe illusioni sulle virtù dei governanti.
Ma è invidia o disgusto? Indignazione per chi si fa beffe degli italiani e ha trasformato in postribolo non tanto e non solo le sue residenze private (fatti suoi) pubbliche (fatti un po' meno suoi), ma soprattutto un parlamento scelto ad hoc e pagato per mantenerlo al potere al di là di ogni ragionevole convenienza?
Delle intercettazioni, delle prostitute, delle performances private di Berlusconi m'importa poco o nulla.
I giornali, pieni delle cose dette dal presidente e dagli squallidi personaggi di cui si circonda, fanno il loro lavoro che è quello di stare sulle notizie secondo un'etica dettata prevalentemente dagli interessi di chi paga i salati costi di pubblicazione.
Personalmente non trovo alcuno stimolo a leggere la nuova ondata di puttanate che escono dalla bocca del cavaliere e dei suoi accoliti.
Mi limito a raccoglierne le "perle" rilanciata all'infinito dalla grancassa dei media.
Da un pezzo chi non è del tutto tonto ha capito chi sia questo individuo che ci tiene sulla corda da vent'anni per curare i suoi sporchi affari, fottendosene altamente di "dio patria e famiglia", come è tipico di coloro che se ne riempiono la bocca a proposito e a sproposito.
Io, allergico da sempre a qualsiasi dio, qualsiasi patria e qualsiasi famiglia, ho sempre creduto in un'etica di convivenza solidale dove le istituzioni proteggono i più deboli e le leggi sono davvero uguali per tutti, in una società giusta dove il cittadino è garantito nei suoi bisogni fondamentali (cibo, casa, salute, istruzione) da un'equa ridistribuzione dei redditi, in rapporti interpersonali liberi e rispettosi dove non si fa commercio di emozioni e sentimenti.
Tutto ciò che l'Italia non è insomma, ed altri paesi europei, pur nella loro imperfezione, sono un po' di più.

11.9.11

11 settembre 1973


Data del golpe militare cileno di Augusto Pinochet, ampiamente sostenuto dall'America.
Il legittimo presidente del Cile, Salvador Allende, eletto democraticamente tre anni prima, muore nell'attacco al palazzo presidenziale.
Nei successivi 17 anni di dittatura e sistematica violazione dei diritti umani, moriranno 3000 persone. I torturati saranno 30.000. La metà aveva dai venti ai trent'anni. (Cifre del Rapporto Rettig, inchiesta ufficiale condotta in Cile dopo la fine della dittatura)

...

10.9.11

La suora tira - Sivio forever

'azzo se tira la suora! Le tira in ballo anche quel macellaio di Sacconi (Manovre economiche e macellai) raccontando barzellette su suore stuprate grazie al loro consenso.
Silvio? È un entusiasta, un giocherellone, un puro di cuore in fondo.
Cinque zie suore gli garantiscono un rapporto privilegiato con Dio - lo dice Lui (Lui Silvio, non Dio).
Magari hanno anche un po' turbato i suoi sogni adolescenziali, tipo Grazie zia.
Che c'è di male se gli piace la Minetti vestita da suora e... sotto il vestito niente?
Embeh - dice Giuliano Ferrara - è un uomo e come a tutti gli italiani piacciono le donne.
Magari qualche italiano preferisce i maschi. Ma l'elefantino sa quanto il suo adorato Silvio abbia le idee chiare al proposito. "Meglio le donne che gay".
Il direttore del Foglio non può che essere d'accordo. La maggioranza degli italiani sani è d'accordo dunque - falso sillogismo - hanno ragione.
Il teocon Ferrara, quando parla del Silvio, cambia registro. Il moralista con le sue crociate diventa zuzzurellone.
Gli piacciono le donne. Punto e basta. Macché minorenni. Tutte adulte e consenzienti. Anche Ruby Rubacuori. Affari suoi.
Le belle donne costano. Se uno se le può permettere, buon pro!
Mai pagata una donna. Sostiene Silvio Rubacuori. Come dire? Le paga di sponda, come al bigliardo, non direttamente. I soldi sono suoi e tanti, tantissimi, ma fanno strani giri (Lele Mora, Emilio Fede, Lavitola, Tarantini... segretarie, avvocati).
Ferrara ha ragione. Le belle donne costano, specie se sei un vecchietto un po' logoro e assonnato e ti arrapano giovani e procaci. Se poi ti tengono in qualche modo per le balle, costano ancora di più. Questo l'hanno capito davvero tutti gli italiani.
E poi Silvio è un generoso, un benefattore sempre pronto a far del bene ai bisognosi. Un uomo della provvidenza - sostiene don Verzé - buono, caritatevole, pio, apostolo dell'amore. (Chissà che fine ha fatto don Verzé dopo il crack milionario del suo S. Raffaele prontamente sopito dal vaticano grazie anche al nostro otto per mille).
La7 ha trasmesso un bigino riassuntivo sul nostro presidente del consiglio, Silvio forever, un film di Roberto Faenza sceneggiato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, quelli che hanno scritto La Casta.
Come film lascia a desiderare, ma è un spassoso promemoria delle cazzate che spara Silvio. Del protagonista però viene fuori l'immagine gigiona di un simpatico coglione.
Berlusconi sarà pure un geniale venditore capace di rifilarti anche il Colosseo a forza di "inghippi" (non nasconde di averne sempre fatto uso), ma i danni provocati a questo "paese di merda" (ancora parole sue, del Silvio), che lo ha votato e non riesce a scrollarselo dalle spalle, sono troppo gravi per essere trattati con leggerezza.
Magari alla fine il "fuoco congiunto" di giornalisti, magistrati, e tedeschi con quella "culona" della cancelliera Merkel (sempre parole del Silvio) riusciranno a farlo mollare. Se ne andrà infine, o almeno ce lo auguriamo. Comunque sarà ormai troppo tardi e finiremo con l'affondare tutti perché il berlusconismo come mentalità, con tutto quello che si è trascinato dietro, leghisti e "sinistra" corrotta compresi, resterà a lungo, come un cancro difficile da guarire.
I conti li pagheremo tutti noi, statene certi, e non riusciremo neanche a farla scontare, almeno un po', a tutti quelli che in questo ventennio ci hanno sguazzato arricchendosi.

9.9.11

Dove finiscono i contributi per l'editoria. Vieni Avanti, cretino! (Dove i cretini, ovviamente, siamo noi)

L'Avanti, senza punto esclamativo, è lo sconsolante epigono di un giornale che - con il punto esclamativo - fu, nel bene e nel male, la gloriosa testata dei socialisti.
Si tratta, o trattava - visto che se cercate il sito avanti.it troverete "SITO IN MANUTENZIONE. CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO" - di un foglio di quattro pagine che nessuno ha probabilmente mai visto e tantomeno comperato. Il curioso che ne rintracciasse la copia cache on-line troverebbe sulla vicenda Tarantini (il fornitore di "escort" a Berlusconi) un criptico:
26/08/2011
Mi trovo in Bulgaria per contatti con potenziali distributori di pesce congelato, e sono arrivato qui prima che fosse diffusa la notizia. Ho appreso ieri sera dalla collega Cristiana Lodi, di Libero, che stavano battendo delle agenzie su quanto riportato oggi da Panorama. Non mi è stato notificato nessun avviso di garanzia...
La nota è, si suppone, di Lavitola, direttore di questo giornale fantasma voluto nel 2003 da Cicchitto e Brunetta, quel Lavitola che comunicava con il presidente del consiglio Berlusconi tramite telefonini rubati che si ritenevano immuni da intercettazioni.
Il medesimo Lavitola ora latitante per consiglio esplicito dello stesso Berlusconi. Il Lavitola che faceva da tramite tra il cavaliere di Arcore e il "bisognoso" Tarantini al quale Berlusconi, sempre splendidamente munifico, garantiva ventimila euro al mese per "sopravvivere" più altre centinaia di migliaia di euro a titolo di beneficenza.
Ma anche tutti noi abbiamo foraggiato Lavitola che ha goduto dei CONTRIBUTI PER QUOTIDIANI EDITI DA COOPERATIVE DI GIORNALISTI (Art. 3 comma 2 Legge 250/1990) per 2.530.640,81 euro nel 2010. (Dati Presidenza Consiglio dei Ministri)
Chi fosse interessato a qualche notizia supplementare sui contributi all'editoria vedere su Il Fatto Quotidiano Contributi all’editoria: 150 milioni nel 2010 di Guido scorza e Editoria: 20 milioni in sette anni a Lavitola di Beppe Lopez.

2.9.11

Contro ogni censura, anche quella "a difesa del copyright" del premiato staff Casaleggio di Beppe Grillo



Rimosso il video di Massimo Merighi e Tony Troja, satirico nei confronti di Grillo, da YouTube. Non resta che riproporlo.
Si prende troppo sul serio il vecchio Beppe, o meglio Gianroberto Casaleggio che da sempre ha saldamente tra le mani il blog del comico.

Nota di aggiornamento: il video in oggetto sembra normalmente reperibile su Youtube nella versione pubblicata in maggio dagli autori (a parte i ri-upload, compreso il mio in versione short).
Sto cercando di verificare se la notizia, ripresa da Il Fatto Quotidiano nell'articolo Beppe Grillo, “da censurato a censore” Rimosso video per violazione di copyright è attendibile. Sarebbe grave per questo giornale se si trattasse di una bufala. Attendo chiarimenti.
Comunque il video rimane spassoso, credo anche per i simpatizzanti "grillini"

1.9.11

Un premier ricattabile che paga il pizzo al pappone per farlo tacere. Governo allo sbando


Gianpaolo Tarantini (quello che procurava le "escort" al Fanfulla di Arcore) e la moglie Angela Devenuto sono stati arrestati con l'accusa di estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Se c'è stata estorsione, c'è un estorto, o no?
Cosa si può sperare da un capo di governo ricattabile, che i colleghi europei evitano come la peste e nessuno più rispetta?
Un uomo politico che ha amici del tipo di Dell'Utri, Emilio Fede, Lele Mora che si circonda di figuri come Gasparri, La Russa, Cicchitto e stringe alleanze con gente come Bossi, Calderoli, Borghezio che credibilità può avere?
La vicenda surreale della manovra economica che cambia di giorno in giorno, dà una volta di più il senso che tutto stia andando in vacca.
Possibile che non si riesca proprio a mandare a casa 'sti individui?
...

Dalla mezzanotte è vietato vendere libri scontati oltre il 15 per cento

Dal 1 settembre sarà "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato".
(Legge Levi, promulgata il 20 luglio con il consenso di tutti gli schieramenti politici - esclusi radicali)

W il libero mercato!

"Da domani i libri, in Italia, costeranno di più e non li compreremo più on line. Secondo il nostro Parlamento, però leggeremo di più e la nostra cultura ci guadagnerà. Se incontrate uno qualsiasi delle centinaia di Parlamentari che ha votato il disegno di legge, chiedetegli di spiegarvi perché limitare gli sconti sui libri dovrebbe far bene alla cultura ed allo sviluppo del Paese"
(Guido Scorza, Meno sconti sui libri = più cultura? Il Fatto Quotidiano)

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