27.4.09

Crescono i timori di una pandemia d'influenza suina

A Città del Messico, fulcro dell'epidemia, scuole, edifici pubblici e ristoranti restano chiusi. Il quotidiano messicano La Jornada sottolinea l'impatto economico che l'epidemia può avere sul paese.
"Il contrasto tra la situazione in Messico e quella negli Stati Uniti ha una spiegazione chiara: la povertà", sostiene il giornale. Le amministrazioni scorse hanno portato avanti una politica economica di "annullamento dello stato", che ha svantaggiato i servizi sanitari e l'istruzione.
L'editoriale prosegue affermando che "è importante che le autorità prendano provvedimenti per evitare la diffusione del virus e si preoccupino di salvare la maggioranza della popolazione dal disastro economico". (Internazionale.it)

26.4.09

Berlusconi come Queen Elizabeth. A entrambi piacciono i cappellini

Il partigiano Silvio commemora il 25 aprile a Onna dopo quattordici anni di resistenza.
Il nostro amato Primo Ministro ha presenziato alla "Festa della Libertà" bagnato da un mare di folla plaudente.
W Silvio! W la libertà!
(Istituto Lux anno XIV)

Influenza suina - Allarme 3

Alla fine della prima guerra mondiale la “spagnola” - una pandemia d’influenza che a dispetto del nome sbarcò in Francia proveniente dall’America - in pochi mesi si portò via 20 milioni di persone, oltre il doppio di quanti erano morti in cinque anni di guerra.
Per questo l'aviaria destava tanta preoccupazione ed ora serpeggia il timore per quanto accade in Messico.
Le agenzie battono questa notizia.
"Evento pubblico di rilevanza internazionale". Così l'Organizzazione mondiale della Sanita' ha definito l'epidemia di febbre suina che in Messico ha fatto 68 morti. Per la verita' solo venti sono i casi in cui e' stata acclarata la presenza del micidiale virus H1N1. Piu' di mille sono le persone ammalate. Il virus si e' propagato negli Stati Uniti in forma piu' lieve e fino a questo momento ha contagiato una ventina di persone, tra la California, il Kansas e la citta' di New York. Margaret Chan, direttore generale dell'Oms, ha sollecitato tutti i Paesi a non allentare la sorveglianza, ma ha anche avvertito che fino a questo momento non si puo' parlare di pandemia. Il propagarsi del virus, pero', indica un "potenziale pandemico", per cui la situazione e' "seria". L'avvertimento lanciato dall'Organizzazione corrisponde, per il momento, al grado 3 della scala di allarme pandemico, che va da 1 a 6. Per modificare il grado di allerta, ha dichiarato Chan, "abbiamo bisogno di piu' informazioni". agi
Auguriamoci che l'allarme rientri, ma la leggerezza con la quale le nostre "autorità" si premurano di tranquillizzarci non depone bene sulle misure che stanno prendendo, considerando che il virus non può essere contenuto.

25.4.09

25 aprile. La Resistenza è rossa non è democrist... berlusconiana



Gli uomini e le donne presenti in queste immagini non sono più o hanno oltre ottant'anni. Della resistenza al nazi-fascismo coloro con meno di settant'anni non hanno esperienza diretta. È storia. E la memoria storica di quegli eventi non è stata certo favorita dai programmi scolastici. Dunque non c'è di che meravigliarsi se il 25 aprile, in sé, interessa poco e resta occasione per commemorazioni sempre più stanche, stucchevoli dispute ideologiche, appropriazioni indebite, comuni condivisioni che hanno ben poco da spartire con la realtà storica.
Per le generazioni più recenti ci fu, nel 1994, un partecipato 25 aprile, sotto la pioggia battente, dove si esprimeva un no convinto al nascente berlusconismo, ma a vincere fu ancora la maggioranza silenziosa degli avversari a quel movimento.
Per tornare al 25 aprile di sessantaquattro anni fa si trattò certamente del punto d'arrivo e di partenza di grandi ed ingenue speranze, subito deluse dalla pratica di governo. Non mancarono neppure, insieme ai tanti episodi di eroismo della Resistenza, tradimenti ed atrocità, ma i partigiani, quelli veri - non i tanti saltati sul carro all'ultimo minuto - avevano ideali. L’Italia, sempre plaudente dietro qualche padrone, l’Italia “vecchissima, e sempre nuova dei furbi e dei servi contenti” - come scrisse Norberto Bobbio - non era con loro allora come non lo è oggi. (Consiglio la lettura sul Manifesto dell'articolo di Marco Revelli Le piazze rubate del 25 aprile)

23.4.09

Gita in Abruzzo

La passione per i cappellini e per gli show non abbandona il nostro premier

Tanto per far scena e aumentare lo share Berlusconi ha caricato in autobus la sua scolaresca di ministri e l'ha portata a L'Aquila. (Chissà che gioia per quelli che vivono nel fango, senza stufe e senza docce!) Lì ha stanziato 8 miliardi di euro da dare in tre anni ai terremotati, promettendo che non ci saranno nuove tasse - specialmente per i ricchi. Non si sa però da dove salteranno fuori tutti questi sodi. Lo spocchioso Tremonti si è limitato a dire che li hanno, bastano e avanzano per far tutto, anche il ponte sullo stretto di Messina. Tutto va bene insomma, pure la crisi finanziaria è dietro alle spalle. Ottimismo è la parola d'ordine. Non allo stesso modo la pensano gli economisti. Tutto va bene è proprio il titolo dell'articolo di Galapagos su il manifesto. Ma anche Deaglio su La Stampa in Solidarietà e referendum non sembra così tranquillo.
Il nostro presidente del consiglio ha avuto infine una grande pensata. Perché non portare in Abruzzo anche il G8? Meno problemi di sicurezza, ha detto. I No Global non avranno il coraggio di venire a rompere i coglioni anche qui. Fuuurbo!

22.4.09

Durban II, conferenza contro il razzismo. L'errore di non esserci

Un interessante articolo sull'argomento su The Guardian

Questa volta sono d'accordo con Sergio Romano, una delle poche voci levate contro la decisione del nostro governo di boicottare, a priori, il congresso Onu di Ginevra. Dovevamo partecipare e batterci scrive l'ex ambasciatore sulle pagine del Corriere. Banale e sensato contro gli isterismi di chi si scandalizza perché il presidente dell'Iran ne ha approfittato per fare un po' di propaganda politica. Quante volte è successo. Quante volte succederà ancora. Se si fossero indignati allo stesso modo per il massacro dei palestinesi a Gaza forse avrebbero di più le carte in regola per scagliarsi contro il becero antisionismo di Ahmadinejad, ma la difesa ad oltranza della politica israeliana, tacciando chiunque la critichi di antisemitismo, li squalifica. Lasciamo perdere poi i toni dei giornali di destra, apertamente xenofobi e razzisti, ai quali ciò che non piace del documento approvato a Ginevra è il contenuto lontano mille miglia dalla loro mentalità (per leggerlo Durban Review Conference outcome document). Vorrei vedere lo stesso disdegno generalizzato per le sceneggiate del sindaco di Treviso Gentilini e per le sconcezze xenofobe proferite a getto continuo da leghisti e uomini della destra o per i mille episodi di intolleranza e razzismo che quotidianamente avvengono in Italia.

21.4.09

Tremonti e la Marcegaglia aprono la bocca e le borse crollano


Sabina Guzzanti imita Lucia Annunziata

Le borse mondiali in caduta libera.
Chiusura pesante a Wall Street In Europa bruciati 133 miliardi ilsole24ore.com
Tremonti, con la consueta spocchia, aveva appena affermato dalla prona Annunziata che il pericolo dell'apocalisse economica era scongiurato.
La Marcegaglia, senza scordare di battere ancora cassa per gli industriali, afferma sulla crisi economica: "Il peggio lo abbiamo già visto. Da luglio partirà la ripresa"
Sarà mica che portano rogna?

20.4.09

Juventus-Inter, italiani razzisti? Ma va! Scherzano

Moratti si è indignato per i cori razzisti degli juventini contro Balotelli, negro italiano. "Se fossi stato lì avrei ritirato la squadra" ha detto. Gran gesto. Peccato che non ci fosse. Peccato anche che Del Piero, con la sua faccia da bravo ragazzo miliardario (in euro), non abbia fermato i suoi chiedendo ai tifosi di smetterla. Sarebbe stato il gol più memorabile della sua carriera. Peccato pure che l'arbitro fosse sordo e non sia intervenuto a termini di regolamento come gli sarebbe stato possibile. Peccato infine che la grande punizione per la Juve, il giorno dopo, si riduca a... una partita con il Lecce a stadio chiuso. Questo è il calcio belli e i coglioni sugli spalti che si sgolano in cori razzisti sono i "tifosi".

Contro il razzismo. Oggi conferenza Onu a Ginevra

Il 17 aprile (post precedente) sono andato giù pesante contro Frattini e il governo italiano che già dal 5 marzo si era sfilato, con pretesti, dalla conferenza contro il razzismo e la xenofobia, mentre tutti gli altri paesi europei cercavano di concordare un testo comune. Confermo. Il testo base definitivo, per chi vuole andarselo a leggere, non contiene più alcun riferimento avverso nei confronti di Israele, né impedisce la critica alle religioni teocratiche - di per sé antitetiche con la democrazia. Nella forma si tratta di una difesa a 360 gradi di tutti i diritti civili che chiunque, purché non razzista, leghista o fascista, dovrebbe condividere. Come sempre queste conferenze hanno un valore di testimonianza. Vi si ribadiscono principi generali che permettono poi di additare chi li ha sottoscritti e non vi si attiene. Certo fa specie che un individuo come Ahmadinejad, presidente dell'Iran, sia lì a parlare. Ma è comunque un capo di stato eletto dalla sua gente e con lui, piaccia o non piaccia, occorre fare i conti. Demonizzarlo serve a poco. Vorrà dire che lo denunceremo alla pubblica opinione ogni qual volta infrangerà i patti da lui stesso approvati. Del resto a Ginevra sono presenti anche il Vaticano e tanti altri che non brillano per adesione convinta alle democrazia, così come è comunemente intesa, senza perciò essere razzisti. Ma, soprattutto, ci sono i paesi emergenti che sembrano avere sottratto all'occidente il privilegio di predicare bene e razzolare male. Sarà per questo che alcuni, Stati Uniti inclusi, nonostante Obama - con rimpianto - hanno optato per il boicottaggio?
Insomma non è facile comprendere le logiche che portano a dichiararsi pro o contro una conferenza Onu, mescolando gli schieramenti. Si teme che diventi una tribuna per dei J’Accuse…! come, in parte, avvenuto a Durban, luogo del primo analoga convegno? Non mi sembra poi così grave. L'importante sarebbe non svuotare ulteriormente l'Onu dal suo ruolo di palestra internazionale.

19.4.09

Foto aeree inedite delle torri gemelle l'11 settembre


fotogallery dal Sole 24ore





17.4.09

Conferenza contro il razzismo. Viviamo in un paese di emme

Speakers’ Corner, angolo dell'Hyde Park londinese dove, in piedi sopra un rialzo improvvisato, semplici cittadini tengono discorsi pubblici.

Frattini con la faccia di c... che si ritrova ha confermato il disimpegno dell'Italia dalla conferenza Onu DurbanII contro il razzismo. Unico tra i grandi paesi europei noi non ci saremo. La notizia è stata data in modo fumoso all'interno dei tg della sera in modo che nessuno ci facesse caso. I punti contenuti nella bozza conclusiva della conferenza contro il razzismo sono considerati "inaccettabili" dal nostro ineffabile governo. La scusa è che vi sarebbero presunti giudizi antisemiti. Dubbi vengono anche sollevati in riferimento alla libertà di espressione che, a detta di Frattini, «non è significativamente garantita».
Ah! Ah! Ah! Il governo Berlusconi, quello sostenuto da leghisti e fascisti di comprovato razzismo che tutta Europa ci ha contestato, quello dell'editto bulgaro contro Biagi e Santoro, con un nuovo direttore generale Rai - Mauro Masi, uomo per tutte le stagioni - che mette sotto inchiesta Anno Zero per le critiche al governo, sospende il vignettista Vauro e si appresta ad inquisire anche Report e la Gabanelli.
La libertà d'espressione, magari, per il momento c'è ancora, visto che io posso pubblicare questo Blog - virtuale Speakers’ Corner - però la visibilità è tutta per Berlusconi e i suoi tirapiedi che, inutile ricordarlo, posseggono praticamente tutte le televisioni e buona parte della stampa. O no?

P2P sotto tiro in Francia e Svezia

Il destrorso Sarkò stoppato in Francia nel suo tentativo di impedire il libero scambio di file su Internet (Il popolo del P2P batte Sarkozy - repubblica.it). La legge svedese invece cede alle pressioni dell'industria discografica e degli audiovisivi e condanna i responsabili di Pirate Bay al carcere e a un risarcimento milionario. Si tratta del primo round, ma resta una cattiva notizia per il popolo della rete (The Pirate Bay, è solo l'inizio - puntoinformatico.it).
Certamente l'Italia riuscirà a fare peggio di tutti con personaggi come Barbareschi e Carlucci già impegnati a "pensare" una legge contro i blogger.

Travaglio. Florilegio dagli italici giornali in lode di Berlusconi



Non sono un fan di Travaglio e di Santoro. Per memoria storica - e per altre ragioni che sarebbe troppo lungo specificare. Tuttavia sono quanto ci resta della controinformazione televisiva in Italia, oltre alla Gabanelli che personalmente prediligo. Il resto è qualche radio - Radio Popolare in testa - e, tra i giornali, il manifesto oltre ad articoli sparsi qua e là che rivelano ancora la presenza di buoni giornalisti e commentatori nel desolante panorama della disinformazione tramite media. Per fortuna c'è Internet e gli innumerevoli Blog che, non a caso, qualche deficiente vorrebbe imbavagliare. Ci sono anche i social networks, primo FaceBook, per lo più merda liquida nella quale sguazzano diamanti. Ma qui il discorso, per quanto riguarda l'informazione, si fa articolato.
Nel video proposto - tratto da Youtube, altro indispensabile collettore - Travaglio fa quello che meglio sa fare. Raccogliere materiali documentari, anche se spesso rovina tutto con la naturale antipatia della sua aria saccente. Di questo però non si può fargliene una colpa.
Concludo con la citazione di un economista "moderato" da la La stampa di ieri. Nell'orgia di promesse berlusconiane sembra infatti che qualsiasi spesa sia possibile e la cassa dello stato trabocchi d'oro. Invece, ancora una volta, lui al governo, l'evasione fiscale, gia stratosferica, aumenta e farebbero comodo anche i quattrocento milioni di euro che butta al vento per tenere a cuccia la Lega.
Eccola:
"Sarebbe appropriato che il prossimo Consiglio dei Ministri indicasse, sia pure a grandi linee, non solo l’ammontare della spesa complessiva ma anche la sua probabile scansione temporale. In ogni caso, se si accetta per buona la stima sommaria di 12 miliardi di euro, l’entità della spesa equivale all'incirca a una manovra finanziaria. Anche se tale spesa sarà diluita in qualche anno, occorre domandarsi come possa digerire una medicina così pesante un paziente qual è l'economia italiana, già appesantito da un pesantissimo fardello di debiti e deficit." (Deaglio, lastampa.it)

15.4.09

Dodici miliardi di maroni (e Vauro cacciato dalla Rai)

Vauro Senesi, autore di questa vignetta, è stato cacciato dalla Rai. Alla faccia della libertà d'espressione in Italia! In compenso Gasparri potrà continuare ad... esprimersi

Chissà quanti si sono chiesti cosa significhino 12 miliardi di euro, cifra sparata dal ministro Maroni per la ricostruzione in Abruzzo. Io ho dovuto pensarci su perché ormai si parla di milioni e miliardi come bruscolini. Grosso modo siamo intorno ai 24000 miliardi delle vecchie lirette. Cifra colossale pari, sostiene qualcuno, al patrimonio di Berlusconi. Con questi chiari di luna (l’emotività del terremoto ha spazzato via, come voleva il cavaliere, la crisi economica dalle prime pagine – e anche le sue figuracce europee) una finanziaria aggiuntiva sulle spalle degli italiani. Dobbiamo dire grazie a chi non ha costruito con criteri antisismici là dove non si sarebbe dovuto fare altrimenti. Grazie ai politici nazionali ed amministratori locali che si accorgono di avere la stalla aperta solo dopo che i buoi sono scappati. Grazie alle mafie ben radicate nell’edilizia del sud come del nord. Se fossi credente ringrazierei anche dio che ci ha dato il terremoto come ulteriore possibilità di redenzione. Purtroppo non c’è niente di fatale in ciò che è accaduto. Bisognava aspettarselo come un giorno bisognerà aspettarsi il risveglio del Vesuvio e la distruzione delle case abbarbicate sulle sue pendici in spregio a qualsiasi norma di sicurezza. Tant’è si continua a blaterare di ponte sulla stretto, un ponte che se anche dovesse essere costruito e, per ipotesi, reggere a un terremoto (ricordate quello immane di Messina agli inizi del secolo?) si troverebbe a riunire due città morte, Reggio e Messina appunto. Sarebbe interessante sapere quanti palazzi sono antisismici lì. Tutto va bene fino alla prossima beffa del “destino”. Intanto il nostro amato capo del governo gigioneggia tra le rovine raccogliendo consensi, promettendo mari e monti - compreso alloggio nelle sue innumerevoli ville - come si addice ad ogni stimato boss di quartiere o caudillo sudamericano. Complice un’opposizione muta e codina guai a criticare qualcosa o qualcuno come ha fatto Santoro, o meglio Ruotolo, in Anno Zero raccogliendo voci del dissenso tra chi ad una settimana dal sisma si trova nelle tendopoli senza ancora riscaldamento e acqua calda per lavarsi. Chi si permette giudizi difformi o tenta approfondimenti, fa “scempio continuo della verità”. Lo sostiene Gasparri, vi rendete conto? Uno come Gasparri parla di scempio della verità, uno la cui lingua evitiamo di dire dove si trovi da anni. Maroni, infastidito da Crozza a Ballarò - il clima da tregenda permette di picchiar duro anche su comici e vignettisti, come in ogni regime autoritario - mette sul piatto una spesa di 12 miliardi di euro e dunque cosa volete mai che siano due o trecento milioni risparmiati per accorpare il referendum alle altre elezioni? Si occupa di cose serie lui, mica di bazzecole! Ecco la cosa seria: evitare il rischio che gli italiani vadano in culo alla lega votando al referendum. Un rischio magari remoto, ma che per la lega sarebbe un ter-remoto. Il suo personalissimo terremoto. Mi girano dodici miliardi di maroni!

10.4.09

C...glioni vaganti

Un tempo se scrivevi coglione con word te lo correggeva automaticamente in ciglione. Un pudico e ridicolo automatismo non troppo dissimile da quello di OKnotizie che, se non vado errato, cassa i post con "parolacce" nel titolo.
Il valzer delle poltrone redditizie, con questi direttori vaganti tra Tg1, Sole24Ore, Corriere, non appassiona nessuno se non gli stessi interessati e i loro padrini. Più significative le responsabilità di questi - ed altri - superpagati direttori circa lo stato comatoso dell'informazione in Italia.
Vero che i giornali non li legge più quasi nessuno - specialmente tra i giovani - ma la felicità per gli share ottenuti nei TG la dice lunga sulla mentalità di uno sciacallo baciapile come Riotta.
Vomitevoli i servizi di questi giorni. Ore e ore di diretta dove si frigge e rifrigge la stessa aria senza aggiungere alcunché all'informazione. Pagine e pagine coperte da migliaia di inutili articoli.
Alla pena infinita per le vittime del terremoto si mescola la rabbia per le parole vuote di questi coglioni che si definiscono "professionisti dell'informazione".
Alle loro stronzate si aggiungono poi quelle dei politici e dei preti con messe solenni e litania di buoni sentimenti e buoni propositi che, spento il clamore, finiranno nel cesso.
Berlusconi ha promesso che questa volta sarà diverso. Vedremo.
Possibile che in Italia ci voglia sempre una nuova tragedia annunciata per fare qualcosa, quando ormai è tardi? Ora che i buoi sono scappati tutti corrono a chiudere la stalla.
Mi chiedo cosa significhino frasi come quella di Napolitano "nessuno è senza colpa". Nessuno senza colpa, dunque tutti colpevoli. Equivale a che nessuno abbia colpe. Ma come? Chi ha puntualmente prorogato l'applicazione delle norme antisismiche alla costruzione delle case? L'ultima è nel decreto milleproroghe di un mese fa.
Senza citare ancora una volta il Giappone, dove abbiamo visto "ballare" a lungo i palazzi senza dover contare centinaia di vittime, parliamo dell'Europa. Ci è voluto il 2008 per emanare un testo che recepisse gli standard europei. In particolare, per gli edifici di «interesse strategico», per esempio scuole, ospedali ed edifici pubblici in genere, c’è l’obbligo di utilizzare il calcestruzzo certificato. Si fa?
Non facciamo di ogni erba un fascio perché deresponsabilizza. I colpevoli, di solito, hanno nomi e cognomi.

8.4.09

TG1 Terremoto. Eureka ascolti alle stelle!



Sono rimasto basito anch'io nel sentir snocciolare gli share e ho pensato cose analoghe a quelle scritte da Vittorio Zucconi, dunque mi limito a riprodurre parte del suo post

"Credevo di essere matto io a essere rimasto sbigottito davanti al TGUno delle 13:30, di martedì, che ha chiuso mezz’ora di pianti, rovine e chiacchiere alla fine tutte identiche leggendo le cifre trionfali degli ascolti, registrate grazie al terremoto [...] Ma chi sono questi mentecatti accecati dalla vanità che si vantano [...] come se fosse il successo di un telefilm o di un varietà? In Abruzzo sarebbero morti per permettere al direttore alla sua redazione di pavoneggiarsi? Have you no sense of decency, sir?" (repubblica.it)

7.4.09

Terremoto. Day after

...augurandoci che vadano a buon fine

Dopo una simile catastrofe resta ben poco da dire. Alla distruzione e ai morti si aggiunge la tragedia umana dei sopravvissuti. Tutti, senza distinzioni di credo o colore politico, partecipano al cordoglio, tutti si danno da fare. Società civile e volontariato sono a pieni giri e Berlusconi, con l'orgoglio tipico delle mentalità autarchiche, rifiuta aiuti dall'estero.
A noi, che siamo altrove e in una zona sismica relativamente sicura, non resta che sperare in una rapida ricostruzione perché è questo che vorremmo se avessimo perso la nostra casa, i nostri ospedali, le nostre scuole. Purtroppo sappiamo che non è stato così dopo altri terremoti. Allo stesso modo sappiamo che altrove, in Giappone ad esempio, scosse sismiche di simile violenza non hanno gli stessi effetti e lo stesso numero di vittime. La ragione è semplice: si fa prevenzione. I terremoti non saranno prevedibili, come continua a sottolineare stizzosamente Bertolaso - personaggio abbastanza discusso - in sintonia con la maggioranza degli esperti. Però una settimana prima Giampaolo Giuliani, ricercatore e tecnico di fisica dei laboratori dell'Infin del Gran Sasso - non un rabdomante dunque - aveva messo in guardia sul rischio. Lo hanno ridicolizzato ed indagato per procurato allarme. In realtà, da quel che è dato capire, non si sarebbe potuto fare granché comunque. Non avendo certezze di ora e di luogo non sembra attuabile l'evacuazione preventiva di vaste zone densamente popolate. Da qui a tranquillizzare la popolazione sostenendo che non ci sono pericoli ce ne corre. I pericoli nelle zone sismiche ci sono sempre, si sa, e l'unica possibilità è una seria prevenzione. Il citato Giappone costruisce da tempo case antisismiche. A Pavia c'è un centro di ricerca universitario d'avanguardia che studia la resistenza delle strutture, riproducendo terremoti in laboratorio. Edificare case a basso rischio di crollo si può. Perché non lo si è fatto in Abruzzo dove a cedere non sono stati solo edifici medioevali, ma anche costruzioni recenti? Siamo alle solite. Da noi si vagheggia di arditi ponti sullo stretto di Messina (zona sismica quante altre mai!), ma poi non si rispettano neppure le leggi esistenti per costruire in modo sicuro, permettendo deroghe e condoni in cambio di bustarelle e voti. Patti scellerati tra una popolazione abituata ad arrangiarsi, avidi speculatori, costruttori senza scrupoli e un ceto politico-amministrativo colluso con ogni fonte di facile guadagno.
Ci vuole ottimismo per aver fiducia che le cose cambieranno nell'immediato futuro. Più facile prevedere che alla prossima catastrofe si ripeterà la medesima corsa alla solidarietà, seguita da polemiche, accuse, controaccuse e sfilza di buoni propositi.

5.4.09

Berlusconi chiama la Meloni:"Dov'è la zoccola?"



Tutta la nostra solidarietà al ministro della gioventù Giorgia Meloni che Berlusconi chiama "affettuosamente" zoccola. Nessuna delle donne intorno a lui s'indigna. Devono esserci abituate...
Ma sicuramente abbiamo frainteso anche questa volta!

Berlusconi, Brunetta, Epifani, Franceschini e... la piazza

Che importa quanti erano? Erano tanti quanti mai altri partiti o sindacati riuscirebbero a portare in piazza.

Epifani chiede un tavolo "Il governo tratti con noi"
Berlusconi risponde "Si, glielo do sulla testa"
Brunetta "La manifestazione? Una scampagnata!" (Il povero ometto però non ha le idee troppo chiare visto che considera quelli dei conservatori e sé stesso un riformatore quasi rivoluzionario!)
Franceschini partecipa "Non contro gli altri sindacati" (Ma perché mai visto che i sindacati guidati da personaggi inqualificabili come Bonanni e Angeletti sono "gialli" fiancheggiatori governativi e, da soli, se lo sognano di riempire il Circo Massimo!)

I milioni di lavoratori confluiti a Roma, in questa come in altre occasioni, sono l'unica sinistra rimasta in Italia. L'unica sinistra politicamente schierata contro la destra guidata da un ducetto da operetta - non per questo meno pericoloso - che fa ridere il mondo. Fa bene ogni tanto contarsi uscendo dalla solitudine. Di ciò occorre essere grati alla capacità organizzativa della CGIL. Tuttavia Epifani, Franceschini e gli altri del Partito Democratico non scaldano i cuori di queste persone che ben sanno quanto siano inadeguati a guidare qualsiasi cambiamento significativo.
Purtroppo l'Italia è un paese vecchio e moderato quando non apertamente reazionario. Non sembra esserci spazio per il rinnovamento. Dunque non resta che fischiare il nome del capo del governo testimoniando ancora l'esistenza di speranze genuinamente popolari - anche se minoritarie - attualmente prive di rappresentanza.
Questi pacifici manifestanti - tanti - che hanno invaso Roma non spaventano certo come quelli - pochi - che nello stesso giorno hanno devastato altre città d'Europa. Da sempre a fianco di movimenti pacifici, mossi dal bisogno di protestare contro condizioni di vita e di lavoro sempre più insostenibili, si aggregano gruppuscoli violenti convinti della necessità di azioni di guerriglia urbana.
"Vanno isolati!"
Si, certo, ma che fare quando chi comanda scatena indiscriminatamente la polizia - ricordate Genova! - e il tavolo delle trattative te lo vuole dare in testa?

4.4.09

Ministri al cesso! E Berlusconi si prende il merito di aver "piegato" la Turchia

Perplesso Tremonti davanti all'ennesima boutade del "capo". Cerca di glissare, ma Berlusconi non si da per vinto e calca la dose...
Siamo tristemente abituati agli "scherzi" del cavaliere. Silvio è un giocherellone chiassoso e la metà degli italiani si riconosce in "Lui". Al G20 ne ha fatte di cotte e di crude.
L'ultima è all'apertura del vertice Nato. Scende dall'automobile parlando al telefonino e snobba la Merkel che lo aspetta, visibilmente contrariata, per la cerimonia insieme agli altri leader. Non disturbatelo! Si giustifica: parlava con l'amico premier turco Erdogan per convincerlo ad accettare il nuovo segretario danese della Nato. Come sempre la stampa - questa volta anche internazionale - fraintende. Peccato che il presidente turco Gul abbia dichiarato: "Questa mattina negli incontri con il presidente Obama sono state date tutte le rassicurazioni necessarie alla Turchia sulla nomina del nuovo segretario generale..."
Povero Berlusconi, nessuno gli riconosce i meriti. Per fortuna c'è Emilio Fede a difenderlo a spada tratta.

Bambini nei tombini

Trovati all'Ostiense, stazione romana, nei tombini, tra rifiuti e sporcizia, 24 minori afgani tra i 10 e i 15 anni. La notizia, da wallstreetitalia.com, sembra quasi una bufala. Come è possibile? In che modo sono arrivati in Italia da tanto lontano? Chi li ha portati?
Si fa tanta retorica sui bambini, ma alla fine sono le prime vittime della stupidità adulta, sotto qualsiasi latitudine. Milioni di bambini schiavizzati e mercificati lavorano per le mutinazionali, soddisfano gli appetiti dei turisti sessuali, sono vittime del traffico d'organi, combattono in guerre dimenticate, muoiono di fame aids e malattie negli angoli sperduti del mondo. Bambini, quelli che noi idealizziamo e bamboleggiamo, quelli che la chiesa vuole far venire al mondo ad ogni costo, quelli che genitori amorevoli portano a frotte alle scuole di calcio nella speranza che diventino tanti Maradona, quelli seviziati e stuprati insieme alle loro mamme nelle nostre amorevoli famiglie. Bambini. Bucarest, Khartoum, Roma. Bambini nei tombini.

3.4.09

Redditi: i manager più pagati d'Italia e... tutti gli altri

Dal Sole 24ore la tabella 2008 degli stipendi dei manager. I meno fortunati di loro - proprio gli ultimi della classifica! - guadagnano, in un anno, quanto un lavoratore medio in quarant'anni di lavoro.
Tanto valgono questi uomini d'oro i cui meriti, alla luce dello stato dell'economia, vorrei che qualcuno mi spiegasse.
Intanto il 35% dei contribuenti italiani dichiara un reddito inferiore a 10.000 euro. È quanto risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi (2007 su anno di imposta 2006) diffuse dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. I più ricchi del Paese, coloro cioè che dichiarano oltre 100.000 euro, sono lo 0,9% del totale e sopra i 70.000 euro è appena il 2% degli italiani. La fascia di reddito più consistente è quella tra i 10.000 e i 40.000 euro (58,4%).

Gli stipendi dei manager nel 2008
compensi monetari pubblicati nei bilanci 2008, valori in euro al lordo delle tasse
(classifica provvisoria in base ai bilanci disponibili)

Nome e CognomeIncarichiTotale
1Roberto Tuniolivp e a.d. Datalogic 8.265.000 (comprende 2.160.000 per indennità di fine mandato e 4.865.000 di incentivi a lungo termine maturati nel periodo 2004-2008 che verranno erogati nel 2009) c Piquadro 25.000, c Monrif 15.000 8.305.000
2Luca Majocchi a.d. Seat Pg (comprende le quote di trattamento di fine mandato di competenza dell’esercizio per 5.746.897)7.958.000
3Enrico Parazzini d.g. Telecom Italia fino all’8 agosto 2008 (comprende incentivo all’esodo e transazione generale novativa)7.173.000
4Gianluigi Gabetti c Ifi 220.000 p Ifil fino al 13 maggio 2008 492.000, p onorario Ifil dal 13 maggio 2008 960.000, emolumento straordinario Ifil 5.000.000 6.672.000
5Giovanni Castellucci a.d. e d.g. Atlantia 5.756.767 vp Impregilo 96.497 5.853.264
6Pier Francesco Guarguaglini p e a.d. Finmeccanica 5.551.000
7Ugo Ruffolo a.d. e d.g. Alleanza fino al 7 maggio 2008 (comprende 4.200.000 per buonuscita)5.354.000
8Pietro Giordano vp Erg 5.090.465
9Massimo Castelli d.g. Telecom Italia fino al 6 marzo 2008 4.492.000 (comprende incentivo all’esodo e transazione generale novativa) d.g. Seat Pg da giugno 2008 492.785 4.984.785
10Pietro Modiano d.g. vicario Intesa Sanpaolo fino al 12 dicembre (oltre a benefici non monetari per 197.000)4.945.000
11Giampiero Pesenti p e a.d. Italmobiliare, p Italcementi e altre nel gruppo 4.563.970
12Marco Tronchetti Provera p Pirelli & C., p Pirelli Re e altre 4.390.000
13Valerio Battista a.d. Prysmian 4.153.520
14Rodolfo Danielli d.g. Italcementi fino al 4 giugno 2008 4.134.800
15Umberto Quadrino a.d. Edison 3.854.000
16Fedele Confaonierip Mediaset 3.526.825
17Antoine Bernheim p Generali 3.200.000, c Mediobanca 150.000 3.441.508
18Sergio Marchionne a.d. Fiat 3.418.600
19Luca Cordero di Montezemolo p Fiat e Ferrari 3.293.500, c Tod’s 24.700, c Poltrona Frau 10.000 3.328.200
20Cesare Geronzi p cds Mediobanca (bilancio al 30 giugno 2008)3.250.000
21Fulvio Contia.d e d.g. Enel 3.236.308
22Claude Tendil c Generali e p Generali France 3.207.287
23Renato Pagliaro p cdg Mediobanca 3.150.000 (bilancio al 30 giugno 2008), c Rcs 57.0003.207.000
24Nereo Dacci a.d. Banco di Desio (comprende un bonus di 1.527.333 deliberato in esercizi precedenti, ma soggetto a condizione sospensiva avveratasi nel 2008)3.197.494
25Alberto Nagel a.d. Mediobanca (bilancio al 30 giugno 2008)3.150.000
26Giuliano Adreania.d. Mediaset 3.027.019
27Stefano Parisi a.d. e d.g. Fastweb 2.833.500
28Maurizio Costa vp e a.d. Mondadori 2.631.400 c Amplifon 89.000 2.720.400
29Alcide Rosina p Premuda 2.674.000
30Giovanni Perissinotto a.d. e d.g. Generali 2.454.344, cdg Intesa Sanpaolo 150.000, c Pirelli & C. 50.000 2.654.344
31Sergio Balbinota.d. e d.g. Generali 2.599.792
32Massimo Moratti a.d. Saras 2.536.000, c Pirelli & C. 50.000 2.586.000
33Antonio Campo Dall’Orto a.d. Telecom Italia Media fino al 7 maggio 2008 (comprende incentivi all’esodo e transazione generale novativa)2.556.000
34Gian Marco Moratti p Saras 2.536.000
35Carlo Puri Negri vp Pirelli re, vp Pirelli & C. 2.448.000
36Guido de Vivo d.g. Mittel fino all’8 novembre 2007 2.042.000 (comprende il Tfr dopo 18 anni, bilancio al 30 settembre 2008) ha ricevuto inoltre 381.000 euro per gestione e monitoraggio delle partecipazioni di private equity 2.423.000
37Francesco Trapani a.d. Bulgari 2.400.000
38Massimo Di Carlo c e vdg Mediobanca (bilancio al 30 giugno 20082.250.000
39Francesco Saverio Vinci c e vdg Mediobanca (bilancio al 30 giugno 20082.250.000
40Giuliano Zuccoli p cdg A2A 1.428.735 p Edison 799.000 2.227.735
41Jean-Claude Blanc a.d. e d.g. Fc Juventus (bilancio al 30 giugno 2008)2.210.000
42Maurizio Cereda c e vdg Mediobanca 2.109.000 (bilancio al 30 giugno 2008; c Ansaldo Sts 72.500)2.181.500
43Giorgio Zappa d.g. Finmeccanica 2.169.000
44Corrado Passera a.d. e d.g. Intesa Sanpaolo 2.000.000 (non è incluso il bonus, sul quale il consiglio di sorveglianza deciderà entro il 9 aprile; inoltre benefici non monetari per 311.000) c Rcs 19.000 2.019.000
45Alessandro Garrone a.d. Erg 1.947.000
46Carlo Pesenti c e d.g. Italmobiliare, a.d. Italcementi e altre nel gruppo 1.903.900, c Rcs 38.000 1.941.900
47Roberto Colaninno p Immsi, p e a.d. Piaggio 1.930.000
48Giampiero Auletta Armenise a.d. Ubi Banca fino al 30 novembre 2008 1.905.227
49Gabriele Galateri di Genola p Telecom Italia 1.644.000, vp Rcs 19.000, vp Generali 182.578, c Italmobiliare 2.660 1.848.238
50Alberto Rubegni a.d. Impregilo 1.830.211
51Mauro Moretti Polegato p Geox 1.800.000
52Franco Bernabè a.d. Telecom Italia 1.778.000
53Andrea Riffeser Monti p e a.d. Monrif, vp a.d. e d.g. Poligrafici Editoriale 1.765.970
54Luciano Benetton p Benetton 1.600.000
55Carlo Barel di Sant’Albano a.d. Ifil 1.569.000
56Giovanni Bazoli p cds Intesa Sanpaolo 1.354.000, p Mittel 50.000, c Alleanza 50.000, cds Ubi banca 105.000 1.559.000
57Stefano Rosina a.d. Premuda 1.527.833
58Pietro Giulianip Azimut Holdind1.490.000
59Pier Silvio Berlusconi v.p. Mediaset 1.452.896, c Mondadori 10.000 1.462.896
60Gian Maria Gros-Pietro p Atlantia 1.096.000 c Edison 173.000 c Fiat 98.000 c Seat Pg 50.000 1.417.000
61Antonio Vignid.g. Banca Mps1.406.264
62Paolo Pandozy a.d. e d.g. Engineering 1.354.951
63Enrico Salza p cdg Intesa Sanpaolo 1.350.000
64Sergio De Luca a.d. Ansaldo Sts 1.341.902
65Daniel John Winteler c Ifil 3.000 a.d. Alpitour 1.316.000 1.319.000
66Edoardo Garrone p Erg 1.295.000 c Pininfarina 18.000 1.313.000
67Alberto Mocchi d.g. Banco di Desio (comprende un bonus di 420.795, deliberato in esercizi precedenti ma soggetto a condizione sospensiva avveratasi nel 2008)1.302.988
68Pier Mario Motta d.g. Banca Generali 1.294.454
69Luigi Clementi p I Grandi Viaggi 1.290.000
70Giovanni Recordati p e a.d. Recordati 1.282.001
71Angelo Moratti vp Saras 1.271.670
72Giovanni Cavallini p Interpump 1.258.000
73Francesco Micheli d.g. Intesa Sanpaolo (non è incluso il bonus, sul quale il consiglio di sorveglianza deciderà entro il 9 aprile)1.250.000
74Franco Moscetti a.d. Amplifon 1.240.000
75Yves René Nanot c esecutivo Italcementi 1.231.900
76Marco Giordanic e direttore finanziario Mediaset1.223.819
77Stefano Sincini d.g. Tod’s 1.195.000
78Giovanni Ferrario d.g. Italcementi dal 9 giugno 2008 1.162.000
79Gerolamo Caccia Dominioni a.d. Benetton 1.162.000
80Marco Fiori a.d. D’Amico shipping 1.695.000
81Pier Francesco Facchini c Prysmian 1.156.250
82Luciano La Noce a.d. Immsi, c Piaggio 1.147.000
83Fulvio Montipò vp e a.d. Interpump 1.138.000
84Luca Garavoglia p Campari 1.045.000 c Fiat 89.000 1.134.000
85Giorgio Angelo Girelli a.d. Banca Generali 1.119.200
86Giovanni Gorno Tempini d.g. Mittel dall’8 novembre 2007 988.100 (bilancio al 30 settembre 2008) c A2A dall’11 marzo 2008 121.311 1.109.411
87Alessandro Benetton vp Benetton 1.100.000
88Rosella Sensi a.d. As Roma (bilancio al 30 giugno 20081.100.000
89Claudio Calabi a.d. Gruppo 24 Ore 1.096.000
90Stefano Pileri d.g. Telecom Italia 1.095.000
91Alberto Vacchi p e a.d. Ima 1.086.970
92Emilio Zanettip cdg Ubi Banca1.086.853
93Massimo della Porta vp e a.d. Saes Getters (incluso 264.000 per Tfm e Pnc)1.071.000
94Emanuele Bosio a.d. e d.g. Sogefi 1.045.000
95Graziano Verdi p e a.d. Granitifiandre 1.045.000
96Franzo Grande Stevens segretario cda Fiat e consulente 1.000.000, c Rcs 14.000 1.014.000
97Antonio Perricone a.d. e d.g. Rcs 1.000.000
98Alberto Meomartini p Snam Rg 985.000
99Carlo Malacarne a.d. Snam Rg 978.000
100Gina Nieric e direttore affari istituzionali Mediaset976.131
101Luca Luciani d.g. Telecom Italia 976.000
102Massimo Ponzellini p Impregilo963.759
103Flavio Cattaneo a.d. Terna 950.000
104Luisa Torchia c Atlantia (incluso 888.098 compensi studio legale Tea per consulenze)941.750
105Robert Kunze-Concewitz a.d. Campari 939.990
106Luciano Camagni c e d.g. Credito Artigiano937.198
107Claudio De Conto d.g. Pirelli & C. 915.000, c Rcs 19.000934.000
108Giulio Canale a.d. Saes Getters (incluso 226.000 per Tfm e Pnc)933.000
109John Elkann vp Fiat 551.500, c e p Ifil dal 13 maggio 2008 e altre 336.200, c Rcs 38.000 925.700
110Olivier De Poulpiquet a.d. Pirelli Re 920.699
111Michele Pallottini d.g. Piaggio 913.519
112Sandro Panizza d.g. Alleanza 911.350
113Piero Gnudip Enel910.000
114Aureliano Benedetti cdg Intesa Sanpaolo e presidente Banca Cr Firenze 902.000
115Andrea Malagoli c e d.g. Ima 894.170
116Giuseppe Stefanel p e a.d. Stefanel 869.372
117Giuseppe Mussarip Banca Mps865.000
118Emilio Biffia.d. Pirelli Re 863.333
119Marco Boglione p BasicNet 845.000
120Virgilio Marrone a.d. e d.g. Ifi 682.000, cdg Intesa Sanpaolo 150.000 832.000
121Roberto Guarena a.d. Vittoria 825.000
122Paolo Marinsek a.d. Interpump 820.000
123Mario Rizzante p e a.d. Reply 820.000
124Fabio Ignazio Ronco c Prysmian 819.083
125Pasquale Casale a.d. e d.g. Iw Bank 810.000
126Carlo Benetton c Benetton 800.000
127Giuliana Benetton c Benetton 800.000
128Mauro Crippa c e direttore comunicazioni Mediaset797.480
129Claudio Bordignon p e a.d. Molmed 774.000
130Andrea Casalini a.d. Buongiorno 765.024
131Giovanni Bossi a.d. Banca Ifis 757.000
132Piergaetano Marchetti p Rcs mediagroup 750.000
133Agostino Gavazzi p Banco di Desio 746.971
134Claudio Artusi d.g. Fiera di Milano 741.840
135Dario Scaffardi c e d.g. Saras 736.522


Legenda
p=presidente; vp=vicepresidente; a.d.=amministratore delegato; d.g.=direttore generale; cds=consigliere o consiglio di sorveglianza; cdg=consigliere o consiglio di gestione; c=consigliere di amministrazione

Fonte: elaborazioni Il Sole 24 Ore sui bilanci delle società (a cura di Gianni Dragoni)
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