20.10.14

Non amo Renzi ma neppure gli altri

Non ho mai creduto in Renzi, un abile parolaio di matrice DC, di quelli che si sono digeriti quel poco che restava della "sinistra" e ne cavalcano le spoglie come cavalieri dell'apocalisse (l'altro era di Arcore).
La colpa non è sua, ma della sinistra che si è suicidata sperperando in pochi anni un patrimonio di credibilità accumulato nel tempo.
Acqua passata, roba di chi conosce la storia e non ne ignora i passaggi cruciali in Italia dal dopoguerra ad oggi. Bisogna guardare avanti, ci dicono.
Però resta la sensazione di un leader furbetto che si garantisce voti prima con gli 80 euro agli stipendi più bassi di chi un lavoro ce l'ha, poi, magari, con 80 alle alle madri che fanno figli, ma ben si guarda di avviare una politica di ridistribuzione dei redditi con un sostegno economico reale a chi il lavoro l'ha perso o non riesce a trovarlo.
A sentire i "governatori" delle regioni, il Grande Ufficiale Chiamparino in testa, Renzi si fa bello con i soldi loro. Quasi che i soldi pubblici non fossero sempre e solo dei contribuenti che, volenti o nolenti, pagano le tasse.
Così le Regioni dopo aver sperperato montagne di denaro hanno pure il coraggio di minacciare di aumentare ancora i contributi e ridurre i servizi anziché gli sprechi vergognosi dei quali sono responsabili.
Ecco perché di fronte all'ennesima imputazione, questa volta coatta per peculato a una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell'inchiesta sui “rimborsi facili”, sentire Chiamparino confermare "la più piena e incondizionata fiducia" agli assessori coinvolti della sua giunta fa un certo effetto.
Non so nulla delle imputazione a parte che ci sono in ballo pranzi e cene per decine di migliaia di euro e non mi permetto di eccepire alcunché relativamente alla correttezza degli indagati.
Peraltro questi giudici che, l'un contro l'altro armati, cambiano i giudizi da un livello all'altro, lasciano perplessi circa la certezza del diritto.
Ma certamente dopo il periodo di vacche grasse la rissa per tenersi stretti ognuno per sé i pochi soldi rimasti senza ridurre drasticamente i costi della politica, lasciando che siano tempi di vacche magre solo per i contribuenti, non migliora la devastata immagine dei pubblici amministratori che si sono fatta i cittadini.


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