20.7.10

Don Verzé: Berlusconi "mandato dalla divina provvidenza". "Un dono di Dio all' Italia"

Berlusconi e don Verzè. Il cavaliere si spreca in baciamani. Ricordate? Lo fece anche con Gheddafi
Cosa spinge Berlusconi a baciare la mano di Gheddafi?

Strano uomo e strano prete questo Verzè, sicuramente capace di grandi imprese in grado di accumulare - e far accumulare - soldi in quantità.
Ha sposato fino in fondo la causa del cavaliere e ribadisce il suo concetto incurante di tutte le evidenze che dovrebbero quanto meno indurre ad una maggior prudenza.
Rimando, per tracciarne un profilo, non so fino a quanto veritiero, all'articolo di Cazzullo sul Corriere Don Verzé: il Cavaliere? Un dono di Dio all'Italia
Ne emerge più una macchietta che un personaggio di spessore... oppure uno che, pur di raggiungere i propri scopi, non si ferma davanti a nulla.
Rilascia eccentriche valutazioni su personaggi riguardo ai quali non sarò certo io a poterne dare un giudizio sul piano umano - non avendone avuto alcuna frequentazione - ma i cui pensieri, vicende, prese di posizione, scelte e conseguenze sono ampiamente note, almeno sul piano storico.
Tornando al cavaliere: ammesso e non concesso che sia il sant'uomo di cui si parla, mi piacerebbe sapere da chi e da cosa sarebbe stato inviato a salvare l'Italia e come mai, con tutte le sue doti, si sia fatto incantare dalla massa di farabutti che lo circonda.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Dal portale Indymedia
http://piemonte.indymedia.org/article/12322

Don Verzè sull’orlo della bancarotta.

Oltre 1 miliardo di Euro. Il padre spirituale del Berlusca & Pollari con l’acqua alla gola per un dissesto colossale.

Ha fondato e poi sfondato (di debiti) l’Ospedale San Raffaele di Roma e Milano, tempi mondiali della medicina e della sofferenza. Ora al manager di Dio rimarranno solo queste ultime (le “sofferenze” … economicamente parlando).

Che c’hanno in comune il premier Silvio Berlusconi, il generale dei servizi segreti Nicolò Pollari, il Vaticano, e notissimi politici, banchieri ed imprenditori? Un arzillo vecchietto (ora pieno di puffi) che si chiama Don Luigi Maria Verzè.

Accanto alla sede del Parco biomedico del San Raffaele a Mostacciano, sorge una graziosa villetta ch’era di proprietà della Fondazione di Don Verzè e che venne affittata al servizio d’intelligence militare (Sismi) per le sue attività segrete. La cosuccia/casuccia, era così carina che Nicolò Pollari, generale della Guardia di Finanza a capo del Sismi (nonché grande amicone del prelato manager) la volle tutta per sé, cattandosela per 4 soldi.

La Villa di Mostacciano (zona EUR) del Generale Nicolò Pollari, è disposta su quattro livelli, 24,5 vani catastali: due ingressi, due saloni, sei camere, due soggiorni, cinque bagni, due vani guardaroba, lavanderia e garage, tre terrazze, giardino di 1.400 metri e una bella piscina con trampolino. La villa fu comprata nel 1994 dal San Raffaele del Don a un prezzo di 2 miliardi e 400 milioni (più del doppio di quanto l’ha pagata Nicolò Pollari).

Pare che di (“proficui”) affaroni come questi Don Luigi Maria Verzè ne abbia fatti tanti. Questo spiegherebbe (almeno in parte) come mai il San Raffaele ora si trova sull’orlo del crak. L'impero di don Luigi Verzé, che fa capo alla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, con sede in Via Olgetttina 60 - Milano si sta letteralmente sbriciolando come la statua del gigante dai piedi d’argilla (poco più in là al civico 65 della stessa via c’è il palazzo delle veline Bunga Bunga).

continua ...

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